Wikileaks e il paradosso dell’informazione

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Dirò qualcosa di impopolare, lo so, ma a me l’idea di Wikileaks di rendere pubbliche 250.000 “conversazioni private” non è piaciuta per nulla.

Trovo la cosa fallimentare e pericolosa, e spiego subito il perché:

Nessun utente medio è in grado di leggere/capire/giudicare appieno documenti che parlano di politica internazionale, di rapporti tra ambasciate e consolati, di mosse diplomatiche fra paesi amici/nemici. Non parliamo poi dell’italiano medio, dell’homo televisivus per eccellenza, tutto preso fra calcio e veline, fra Grande Fratello e Ruby Rubacuori.

E allora, a predigerire i contenuti dell’immensa mole di file per poi darli in pasto all’uomo della strada, ci pensa la figura del giornalista.

Peccato che sia quasi sempre un personaggio schierato, da una parte o dall’altra, che trova il massimo gusto nel calcare la mano sugli aspetti pruriginosi o semplicemente futili di questo o quell’uomo politico: basta leggere gli ultimi titoli dei vari quotidiani nazionali ed internazionali per capire di cosa sto parlando.

Eccoci quindi al paradosso: Wikileaks nasce per liberare l’informazione, per far sapere ai piccoli le cose che i grandi vogliono tenere nascoste. Nasce all’insegna della trasparenza, della giustizia, dell’etica, della democrazia.

Ma Wikileaks fallisce proprio nel non filtrare la montagna di dati in suo possesso, delegando alla funzione di filtro coloro che quotidianamente manipolano l’informazione.

Che ognuno si prenda dunque le sue responsabilità: “Free speech is not speech without consequence”, diceva Lawrence Lessig.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

55 Comments

  • Pensare che i giornalisti di assange non siano schierati mi sembra bucolico e molto ideologico,e di persone che non conoscono il settore,il che non dovrebbe essere vero.il futuro ci prospetta un dualismo tra un territorio fisico e uno non fisico in cui tutte queste informazioni gravitano attorno a noi, e scendono sugli SMS, nelle chat anche di fb, nei modi di dire,come che wikieaks sia informazioni,che non é. Un dato però ,questo che gravita, che si modifica, e che cambia diffondendosi. Che rimane alla fine?altro. Fb stesso é un ecosistema anche superficiale da cui il dato, esempio berlusconi, da origine ne esce trasformato. Questo perché ci sono mille fonti di informazioni e gli uomini tendono a credere a quelle che ritengono credibili.

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  • desy: sono informazioni che ci riguardano, perchè non dovrebbe diffonderle? Gli “affari degli altri” riguardano come i nostri governanti ci governano, non siamo così superficiali da bollarli come “affari degli altri”, sono affari nostri, anche se magari non sembra.

    Concordo con Hamlet.

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  • non si può giudicare wikileaks partendo da criteri “italiani” (cioè i giornalisti schierati): wikileaks è un sito visibile in tutto il mondo, non solo in Italia. E il fatto che l’italiano medio non sia in grado di capire le informaizoni su wikileaks a cosa dovrebbe portare? Se si ragiona così, potrebbe arrivare uno che dice “l’italiano medio non può capire la costituzione o le leggi, quindi non rendiamole pubbliche!” 🙂

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  • e vero tutte queste cose sn vere ….. io pensate devo fare un argomento di wikileaks….. poi io o pensato ma xk si fa gli affari deglia ltri??’

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  • Se l’utente medio non è in grado di capire, affaracci suoi, non è di certo quello il “target” dei leaks.
    Preferisco avere la *possibilità*, un giorno, di capire, che delegare ad altri i filtraggio delle informazioni, solo perchè attualmente non le capisco.

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  • Anche senza questi documenti l’informazione viene manipolata, quindi preferisco avere la “fonte” a mia disposizione.
    E come ha già detto mino,
    “Il mondo non è fatto di persone che guardano il grande fratello.
    E soprattutto, il mondo non è fatto di italiani.”

    E poi, la maggior parte di quelli che guardano il grande fratello non sanno neanche cosa sia wikileaks.

    Saluti

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  • Scusa Mik, il discorso in linea teorica non fa una grinza, la pratica è ben altra cosa… ci sono molte democrazie che si proclamano tali soltanto perché vengono legittimate dai media (per esempio Egitto e Venezuela).

    Sperare che Assange e un paio di upload riescano a sovvertire questo paradigma mi sembra utopistico, per arrivarci bisogna prima minare alle fondamenta la fiducia dell’opinione pubblica verso chi la rappresenta (i media, in toto).

    Vedere Wikileaks come fonte di verità assolute è il rovescio della medaglia bacata che pone Assange come anarcoide che vuole distruggere il mondo.

    Secondo me tutto l’episodio suona più come un “gettiamo delle pistole in una gabbia di scimpanzé e vediamo che succede”…

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  • @Antonio

    Non sono qui per giudicare o glorificare Assage piuttosto che Falcone.

    Ti ripeto che non ho fatto un accostamento, bensì ho criticato i tuoi criteri di valutazione, cioè che per essere credibili bisogna o morire assassinati oppure attaccare tutti.

    E in base a questi criteri, pure Falcone e Borsellino sarebbero da considerare in male fede se fossero ancora vivi.

    Infatti avevano ristretto le indagini sulla DC siciliana.

    Perché lo hanno fatto?

    Io dico perché la mafia aveva rapporti soprattutto con un partito.

    Ma in base ai tuoi criteri potrei dire perché erano delle toghe rosse, che indagavano Lima e non Ochetto, le frequentazioni dell’imprenditore Berlusconi e non quelle di Agnelli.

    Non credo che siamo off-topic, stiamo parlando del genere di argomentazioni con cui viene criticato Wikileaks.

    Ma il tuo riferimento a Chavez, e prima a dei regimi dittatoriali, mi fa intuire le ragioni più profonde delle tue obiezioni … evito preamboli e vengo al sodo:

    non esistono dittature di destra e dittature di sinistra, sempre dittature sono, a cui si contrappongono le democrazie.

    Io sto dalla parte delle democrazie, che trovano la loro linfa vitale nella libertà di espressione ecc. ecc.

    Se uno stato democratico vuole combattere la dittatura con la sua stessa arma della repressione, diventa come il nemico che vuole combattere.

    Far tacere le wikileaks per difendere la democrazia, è come vivere in una camera sterile per paura delle malattie: al primo spiffero d’aria si muore per una semplice influenza.

    Vacciniamoci con la conoscenza e la libertà.

    Può far male inizialmente, e molti non sanno che farsene, ma indirettamente pure loro ne godranno i grandi benefici.

    Se vi fanno male delle rivelazioni così banali, servono ancora tanti altri vaccini.

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  • il segreto è l’anima della civiltà oltre che della propria identità.il resto è grave populismo.pensare,o anche solo immaginare che una simile mole di dati(non top secret) siano a disposizione di tutti non è democrazia ma altro.è manipolazione palese della sfera pubblica.non è il diluvio ma destabilizza le strutture sociali senza crearne altre.oppure è un mezzo per speculazioni.diciamo che è un mondo nuovo,in cui la manipolazione,lo status aggiornabile la politica del qui ed ora e sempre sarà la norma.siamo pronti?no.no e ancora no.che miglioramento della tenuta sociale di un paese ci potrebbe essere sapendo che il loro partner commerciale li reputa pericolosi?nessuno,e peggiora il livello di comunicazioni anche economiche.che questo sia magari economia di altro tipo è anche possibile.il gioco è pericoloso,però.

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  • io la reputo una sciocchezza e per di più pericolosa, dopo episodi del genere non vorrei che i “potenti” sentissero il bisogno di censurare il web

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  • Ops, ora capisco perchè non ricevevo le notifche! avevo sbagliato a metter la mail. 🙂

    @mik : perdonami ma non posso accettare il tuo ragionamento per il semplice motivo che reputo Falcone un eroe, assange magari ci prova ma ancora non lo è.

    tra l’altro ha dichiarato che “non è detto che faranno un focus sulla russia” e personaggi come chavez ci marciano sopra (poi vabbeh se si considera chavez un democratico allora lasciamo stare … )

    A me per ora mi sembra una manovra commerciale, anche il rilasciare poco per volta, annunciare etc.etc.

    Ti ripeto : Falcone e Borsellino lavoravano senza guardare in faccia nessuno, Assange per ora guarda solo da un lato, non che mi dispiaccia, intendiamoci, ma per ritenerlo un eroe aspetto che guardi a 360°.

    Ho vissuto in Spagna per 2 anni e conosco, tanti tantissimi venezuelani … ti assicuro che vedere donne piangere al solo pensiero di sentir nominare chavez non è bello.

    Ecco, Assange può anche parlare di questo e aiutare i venezuelani a liberarsi di questo pazzo, e se è riuscito ad avere info sugli USA non credo avrebbe problemi ad averne sul venezuela, vista la loro scarsezza informatica (quelli manco soldi per comprare latte hanno … ma per comprare armi e fare la guerra si ….) nel frattempo l’ecuador ha proposto a Assange di ospitarlo. Ripeto l’Ecuador … grandi amici di Chavez .. naturalmente lui non si può esporre cosi … quindi l’ecuador può dirlo, lui no 🙂

    Speriamo faccia uscire qualcosa sulle banche anche , quello me lo auguro.

    Nel frattempo aspettiamo e vediamo . …. mi auguro vivamente di sbagliarmi .. ma per ora credo in Assange diciamo al … 40% … deve dimostrare di essere per la libertà totale e vera.

    E ti ripeto, Falcone non si nascose … anzi …

    mo chiudo sennò il buon Davide mi banna dal suo blog per “OT continuati e ripetitivi” 🙂

    Ciao a tutti

    Reply
  • l’effetto in rete sarà ulteriormente devastante.incrinare l’autorità così come si fa da quando esiste la rete è una ottima politica economica.gossip economy,per i media che la cavalcano.ma l’opinione pubblica mondiale,che come sapete ha un peso elettorale ed economico,come potrebbe reagire?un balzo in avanti molti scrivono.sapere tutto è bello.ma così non è.è un cambio di paradigma della costruzione della identità sociale.si modifica la validazione del sapere,senza cui non esiste civiltà né commercio ne altro.la diplomazia usa ombre e contrappesi che non possono essere descritte da una pagina word.il non detto è la norma nella politica perché così deve essere.costruire una massa critica e limitare il danno della o delle minoranze non protette è il suo scopo,che è rappresentazioni di interessi spesso contrapposti.così molti potranno ulteriormente giocare e lucrare in ogni modo.prevedo tempi pessimi,ulteriormente.

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  • Wikileaks più che informare è un ottimo business.
    Ha un sistema di finanziamento cosi intricato che fa invidia a tanti casi di cronaca giudiziaria “nostrana”: non si sa da dove arrivino, ne come sono spesi i denari, ne ovviamente quanti siano.
    Ufficialmente la fondazione emette solo rimborsi a fronte di ricevute di spesa non ulteriormente verificabili. Sui rimborsi ovviamente immagino non si paghino tasse.
    Ieri mattina in Svizzera Der Spiegel è uscito “per sbaglio” con i leaks che sarebbero stati pubblicati alle 22.30. Strana coincidenza.
    Complimenti ad Assange.

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  • @Antonio

    Quindi non è credibile perché è vivo. E se un giorno dovesse comparire la notizia che è stato ammazzato è tutta una sua messinscena.

    Con obiezioni del genere puoi smontare qualsiasi verità, senza però provare niente.

    Oppure per essere credibile dovrebbe riuscire a introdursi nei server dei governi cinesi ecc. …. provaci tu!

    Poi dai documenti a wikileaks, o fatti la tua wikileaks. Io non ti verrò mai a dire di censurare dei documenti.

    Non tieni conto che nelle democrazie è molto più facile spiare che nelle dittature.

    Lui si nasconde proprio per non essere ammazzato.

    Anche Falcone prendeva molte precauzioni, non per codardia, ma perché da vivo poteva continuare a combattere la mafia.

    Io lo nomino, non per accostarlo, ma per dire che la credibilità di una persona non si può ottenere con il suo sacrificio umano, né tantomeno nel fare il bipartisan, questo concetto mostruoso che la politica italiana è riuscita a partorire, e che sfocia inevitabilmente nell’inciucio.

    Poi però, ad essere inciu llati siamo noi, indipendentemente da quello che votiamo.

    Se uno fa o dice qualcosa che in qulche modo va a favorire partiti di destra, deve compensare la sinistra, e viceversa.

    Come se le azioni delle persone per bene fossero sempre finalizzate ad obiettivi politici, e l’etica, la morale, il fare bene il proprio mestiere non contassero niente per nessuno.

    Diceva Goebbels: una bugia ripetuta infinite volte diventa una verità.

    C’è un tale che ad ogni occasione ripete di non leggere i giornali perché dicono solo menzogne.
    Dei telegiornali non parla chissà perché. Credo che la bugia ripetuta stia avendo effetto.

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  • Wikileaks fa semplicemente informazione.
    E’ un bene che ci siano cose come queste.
    Tanto di cappello.

    Reply
  • una noosfera senza strumenti di filtro significa solo rumore e danni per le strutture implicate,o economia da rumore.se la struttura è uno stato ,il danno è elevato.

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  • Caro Taglia, credo che la cosa più importante (di un giornale o qualsiasi altro media) è non pretenderne una supposta inesistente “oggettività” che non esiste, bensì sapere a priori come (e perchè) quel media è schierato.
    Ad esempio, se leggo una notizia sulle balene e la fonte è Greenpace (ad esempio) so già che peso darne perchè conosco il punto di vista del media.
    L’oggettività “anglosassone” è un mito. E, come quasi sempre accade con i miti, putre molto falso. Dopo Nietzche che l’ha spiegato con pazienza, è impossibile parlare di “fatti” senza aggiungere l’interpretazione.
    Per Repubblica il “fatto” che il Presidente del Consiglio sia un uomo di festini significa (viene interpretato) che è un uomo irresponsabile e ricattabile. Per Libero e per Il Giornale (e prer la maggioranza degli italiani, temo…) significa invece che è un vero macho.
    E’ una legge ferrea. E vale anche per te. Se leggo una roba internettiana e la dici tu, ha un peso. Perchè sei credibile e ti sei conquistato la tua credibilità. Se la dice mia nonna, un po’ meno.
    “E’ la fonte, bellezza!” si potrebbe concludere.
    Più notizie = più bisogno di specialisti credibili che distinguano il grano dal lollo. Con tutti i rischi del caso. Ma io voglio sapere. Di tutto. Il più possibile. Solo così sono un cittadino e non un suddito.
    Ciao e grazie comunque per il tuo lavoro.

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  • @Mik: per favore per favore … lascia stare falcone e borsellino ..

    quelli non avevano milioni di persone pronti a difenderli, quelli non avevano finanziamenti privati, per preparare il maxiprocesso hanno anche dovuto pagare il soggiorno all’asinara …

    se mi permetti io provo rabbia nel vedere che paragonate un pirata che si nasconde(si perchè lui si nasconde) con un signore che ha guardato in faccia i mafiosi ed è morto da eroe… per favore …

    andatevi a rileggere la storia di placido rizzotto, nel dopoguerra sfidare i mafiosi quando la “mafia non esisteva” … quelli sono eroi … non assange ….

    cmq il tutto è OT, ma non nominate falcone borsellino e tutti gli altri ammazzati dalla mafia, quelli hanno lottato per la libertà vera e non hanno guardato in faccia nessuna parte politica. (borsellino di destra è stato uno dei primi a lanciare l’allarme su B e la mafia … non dimenticatelo)

    il giorno in cui wikileaks pubblicherà anche documenti che riguardano Cina, russia, Europa, cuba , africa, etc.etc. allora si potrà credere al suo desiderio di libertà. ma non lo farà mai … assange tra qualche mese farà credere di essere morto e starà in qualche isola tipo kayman a godersi i soldi ricevuti dai vari governi per sputtanare qualche paese non “non sputtanare” qualche paese …

    tagliaerbe : perdonami l’OT 🙂

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  • a parte che repubblica ha spudoratamente copiato e stracopiato la pagina principale da el pais, a parte che nessun giornale italiano è stato considerato degno di avere sti famosi documenti in mano, tagliaerbe ha dimostrato cosa è stato tutto questo “casino” e quanto ci possano guadagnare i giornali.

    parlando sempre di repubblica(giornale che io stimo tantissimo per le sue battaglie portate avanti per la libertà d’informazione) oltre ad aver copiato el pais (forse invidia perchè assange manco se li ha cagati?) tutti i giornali, nel bene o nel male, hanno incrementato la presenza pubblicitaria nei loro siti, loro certo hanno sparato quel bannerone in alto che chissà quanto lo avranno venduto (io avrei proposto quello spazio al PD con qualche frase del tipo : cambieremo il mondo etc.etc… stai sicuro che Bersani, fessacchiotto com’è se lo comprava).

    oltre a questo, quanto pensate abbiano pagati questi “giornali eletti” da assange per avere i file in anteprima???
    Allora com’è si parla di libertà di informazione e poi si vendono le informazioni ai giornali?? Assange è diventato famoso si è fatto tanti soldi, si è fatto amico le nazioni che stanno prendendo il posto degli usa, sicuramente la cina sarà contentissima di tutto questo, e ha venduto le informazioni che lui ha pubblicato per la libertà d’informazione oltretutto a giornali come il nyt??? perchè le informazioni le ha vendute, mica è scemo, altrimenti come farebbe a girare il mondo, cambiare casa ogni 10 gg, pagare i dipendenti, avvocati etc.etc ??? (

    Ma la cosa più ridicola è proprio che , un giornale serio come repubblica, sia ricaduto nella solita storia di criticare berlusconi, dimenticando di citare ad esempio quello che dice gregorio nel commento n° 31, cioè che la corea del nord ha venduto missili che potrebbero colpire l’europa, ma anche di un italiano che trattava con l’iran che è stato “bloccato” dagli usa, e poi ancora nessuno si chiede chi sia questo misterioso italiano che parla russo e che tratta affari con B. e putin??

    Insomma anche repubblica ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, che l’unica cosa di cui sappiamo “sparlare” noi italiani sono le sco***e di B. insomma solo di gossip.

    Naturalmente il tutto va a totale guadagno di B. che ritorna ad essere vittima e rivincerà le elezioni, purtroppo. (scusate il breve OT).

    Reply
  • @Antonio

    “stamattina cia e mossad hanno ucciso , in Iran, due scienziati. e poi non sono in grado di prendere a questo?”

    A me commenti del genere fanno venire rabbia, non verso chi li fa, ma verso un atteggiamento arrendista che parte dall’assunto che il male prevale sempre sul bene.

    “Falcone,ma lei che dice di combattere la mafia come fa ad essere ancora vivo?”

    Pochi mesi dopo …. BOOOM!

    @Tagliaerbe

    Magari è per lo stesso motivo che El Pais titola su Zapatero, Le Monde sul governo francese e il Bild sulla Merkel.

    Se i commenti dei diplomatici su Berlusconi sono più veementi è colpa di Wikileaks? O c’è una cospirazione mondiale contro l’Italia?

    Reply
  • Ah, scordavo: complimenti vivissimi a Ilaria Cardani! Sempre pensato che studiare filosofia renda più intelligenti e più (sorry Taglia) causitici con i commenti “ingenui” o finto-ingenui. Il problema vero è che per poter studiare ragionevolmente filosofia, bisogna essere già un minimo intelligenti. Ma questa è un’altra storia.

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  • Condivido totalmente l’analisi che fa M. Razzi su “La Repubblica”. Che copio&Incolllo qui di seguito:
    1) è il giorno che l’informazione divenne principalmente internettiana; 2) è il giorno che i cittadini ebbero per la prima a disposizione quel tipo di segreti che, normalmente, solo la Storia, in passato, aveva centellinato con tempi e modi voluti dal potere; 3) è il giorno che gli stessi cittadini ebbero per la prima volta la possibilità di sviscerare molti fatti appena successi e smascherare le frottole che i rispettivi “potenti” avevano loro raccontato in merito; 4) ma è anche il giorno che l’informazione professionale si trovò nelle mani una sfida enorme e la possibilità di vincerla.

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  • Ma le notizie interessanti non sono mica quelle su Silvio; per esempio l’Iran che ha acquistato (da Corea Nord) missili con gittata tale da poter colpire le capitali europee non mi pare fosse una cosa nota.

    Reply
  • Per come la vedo io, poter accedere alle fonti pimarie- fonti come queste, che possono aiutarmi a formarmi un’opinione- è altrettanto importante quanto poter accedere ai commenti di giornalisti che elaborano, ampliano, selezionano le informazioni. Non vorrei rinunciare a nessuna delle due componenti.

    Non è un aut aut, semmai è un et et. Una cosa non esclude l’altra. Ed ha pochissima importanza che poi io consulti davvero le fonti di wikileaks (è una mia scelta): è importante che ci sia la possibilità. Ed è altrettanto importanti che metta alla prova la mia opinione con quanto leggo sui giornali. O altrove. Con qualunque fonte secondaria io decida di elevare al rango di importante (anche questa è una scelta).

    Se poi il discorso è che formarsi un’opinione solida quando si ha accesso ad un numero eccessivo di fonti e documenti, tale da rendere quasi impossibile una visione organica a chiunque non lo faccia di professione (studiosi, giornalisti, ecc), allora è un altro paio di maniche.

    Un conto è sollevare il dubbio sul reale e diffuso beneficio di questa valanga di informazioni non filtrate, un conto è negare il beneficio tout court.

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  • io mi chiedo, ma Assange dove li piglia tutti i soldi? e chi lo copre?
    stamattina cia e mossad hanno ucciso , in Iran, due scienziati. e poi non sono in grado di prendere a questo? ma dai …. secondo me qualcuno lo protegge e forse anche lo stesso che ha permesso di pubblicare questi documenti ……

    Reply
  • ‘Non parliamo poi dell’italiano medio, dell’homo televisivus per eccellenza, tutto preso fra calcio e veline, fra Grande Fratello e Ruby Rubacuori.’
    Direi che sono caxxi loro se son ‘tarati’ su questo livello. Certo non lo è di Wikileaks che fa solo un’opera trasparente e non si può abbassare al livello di chi vede solo programmi del genere!

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  • Ah ah ah ah ah ah ah ah ah! 😀 😀

    A te, Taglia, duemilacinquecento anni di storia del pensiero e della civiltà ti fanno un baffo!

    Il popolo (detto anche “utente medio”) è ignorante e inetto e va guidato ed educato!
    (Il problema è: chi è l'”utente medio”? Chi è “al di sopra” dell’utente medio e può fargli da “mamma”? E’ ignorante e inetto secondo chi e secondo che cosa? Chi stabilisce la sua inettitudine?? Chi stabilisce come educarlo e secondo quali criteri?).

    Parto dall’inizio: 1) ieri ho telefonato alla mia mamma (quella vera), donna di cultura e apertura speciale, e le ho detto “Mamma! Hai visto che rivelazioni incredibili Wikileaks! Pazzesco! Tutte cose che non si sospettavano lontanamente!” E la mamma si è messa a ridere…

    2) ci avrei scommesso che oggi i blog ne avrebbero parlato. Sinceramente mi aspettavo un colpetto d’ala un filo più energico di questo anziché la provocazione un po’ da chierichetto, caro Taglia, se mi permetti, (spiego poi perché) di: ” dirò qualcosa di impopolare” (stai sperimentando nuove vie per avere tanti commenti? 🙂 ).

    3) Delle rivelazioni di Wikileaks non me ne frega proprio niente, figurati se mi vado a leggere i documenti: non ho ancora letto il “Mahabharata” non ciho mica tempo da perdere!

    Il mondo è sempre stato pieno di cose “difficili” che l'”homo televisivus” o suo omologo (l’homo televisivus è sempre esistito) facevano fatica a comprendere . Per questo oggi ci sono i giornalisti; un tempo c’erano i sacerdoti e poi sono arrivati i preti; sempre ci sono i politici e gli “azzeccagarbugli”.
    La Riforma Protestante ha compiuto una grande rivoluzione: Lutero ha tradotto la Bibbia dal latino al tedesco (alla lingua volgare) e ha permesso che ciascuno se la leggesse per conto proprio, senza intermediari.
    E’ per questo che la cultura protestante, a differenza della cultura cattolica, pone l’individuo di fronte alla responsabilità della propria vita e della proprie scelte ed è per questo che la cultura anglosassone a tutt’ora domina il mondo.
    E’ per questo che nei paesi anglosassoni lo stato, l’impresa, il senso civico sono cosi’ diversi da come sono nel nostro paese. E anche internet (come su questo blog scrivete un giorno sì e uno anche).

    Quando avevo vent’anni al corso di Storia della Filosofia Moderna e Contemporanea ho dovuto leggermi la “Fenomenologia dello Spirito” di Hegel. Di fronte allo sconforto di noi studenti che non ci capivamo nulla, la docente ripeteva: “Non scoraggiatevi. E’ uno dei testi più difficili che ci siano al mondo. E’ anche un capolavoro assoluto dell’umanità. Continuate a leggerlo e accontentatevi di volta in volta di quel che riuscite a capire. Rilassatevi. Prima o poi capirete davvero.”

    E che se non ci si prova nemmeno…

    Reply
  • “La verità di Assange” serve solo come spauracchio per i potenti, i contenuti non sono contestualizzati e saranno l’ennesimo appiglio per storielle pruriginose e “scomode”, nate per rubare qualche click su Google News (e qualche euro in edicola).

    Inutile stringere i pugnetti e battere i piedi per terra, sono decenni che mangiamo informazione omogeneizzata, l’ignoranza è il principale motore della società moderna. Da tutto questo a guadagnarne sarà Wikileaks stesso (ormai sulla bocca di tutti) e i giornali che avranno una storiella, faziosa, al giorno per l’Homo Televisivus, che aperto Wikileaks non capisce un cazzo e torna di corsa tra le braccia di Saviano, Grande Fratello e TgCom.

    Reply
  • Non sono d’accordo.

    L’utente medio non è capace neppure di comprendere un codice sorgente. Ma questo è stato un freno all’open-source negli anni novanta? Non mi pare!

    Quello che voglio dire è che non è necessario che TUTTI siano capaci di comprendere una informazione per definire quell’informazione LIBERA.

    La maggior parte delle persone, si fida. Si fida di altri che leggono, comprendono dimostrano, semplificano e spiegano; e questo meccanismo non è sempre corrotto e distorto.

    Tutti noi ci fidiamo che del fatto che la terra gira intorno al sole, e non viceversa. I documenti che lo provano sono liberi. Ma quanti di noi sono realmente capaci di dimostrare a se stessi che è DAVVERO come ci raccontano??? Pochi! Nessuno oserei dire. Ciò non ci ferma dal credere che quella verità sia certa!

    Reply
  • Sono d’accordo con Luca Bove e con Manuel e con chi considera l’azione di Wikileaks grandiosa!

    Bastano pochi semplici ragionamenti.

    1 – parli appunto dell’uomo medio, dell’uomo televisivus… e a questi magari neanche interessano queste cose, ma c’è anche una importante fetta di popolazione che NON appartiene a queste categorie!
    2 – se Wikileaks filtrasse tali dati, inevitabilmente filtrerebbe a modo suo!
    3 – tutta l’informazione in generale è filtrata… ed ognuno spesso legge quello che vuole leggere… e ne trae le sue conclusioni!

    Reply
  • Stiamo dando per certo che la fonte di questi documenti sia attendibile

    Io un dubbio lo metterei!

    Oggi fa notizia, ma alla fine sono daccordo con Davide. Info del genere (nè confermate nè smentite, ancora) in mano a tutti non faranno certo del bene, non risolveranno i problemi, semmai ne creeranno altri!

    Reply
  • Della serie “non facciam saper al contadino quanto è buono il formaggio con le pere”, non sono per nulla d’accordo.

    Tutti i giornalisti sono schierati chi su, chi sopra o sotto, altrimenti non lavorerebbero, oggi è impossibile lavorare se non sei schierato o non dai garanzie politiche.

    L’utente medio non esiste, esiste l’utente che spesso si traveste da utente medio e fa il finto tonto ma sa benissimo come stanno le cose.

    Wikileaks nasce per fottere sicuramente qualcuno, non per fare informazione libera, nessuno può sfidare pezzi grossi a meno che abbia le spalle protette o sia un martire eroico (non mi sembra il caso di Julian Assange).

    E poi per quanto riguarda l’Italia più che fuga di notizie (Wikileaks), visto l’andazzo mi si permetta si tratta di figa di notizie.

    Reply
  • Assolutamente in disaccordo… l’operazione è fantastica e io NON VOGLIO FILTRI.
    Il materiale c’è a disposizione. Di TUTTI.

    Il singolo utente lo può, in teoria decodificare senza filtri. Se poi la singola persone si adagia su singole posizioni di comodo e preferisce il filtro dei suoi giornalisti sono problemi suoi. Non di WikiLeaks.
    Ovviamente ogni singola persone agisce nella maniera che più preferisce, se è pigro legge il “bignami filtrato” dal suo giornale di riferimento, ma ha FINALMENTE LA POSSIBILITA’ di approfondire da solo.

    WikiLeaks sta svolgendo una funziona importantissima.
    E’ importante svelare che il RE E’ NUDO intanto.
    E’ importantissimo fare vedere chi “ha il culo sudicio”.

    E’ importante che si sveli tutti i complotti e ci sia la massima trasparenza.
    “Tutto il resto è noia”

    Reply
  • non concordo su nulla

    no oscurantismo, no censura, no inquisizione, no segreti

    punto.

    Reply
  • Nell’informazione vale una legge di Pareto particolarmente restrittiva, diciamo che l’1% delle notizie hanno il 999% dell’impatto sul pensiero e la vita della gente. Il giornalista deve riconoscere quella notizia fra mille altre e darle visibilità, inserirla in un contesto e prospettarne i possibili sviluppi. Wikileacks è solo il magma primordiale, una sorgente poco filtrata dove si nascondono molte notizie clamorose, forse alcune risposte che l’Itaila aspetta da anni. Ricordiamoci che dei tanti misteri italiani praticamente nessuno è stato ufficialmente chiarito, nessuna verità comprovata dai fatti, solo assoluzioni e illustri e processi per strage insabbiati. Se Wikileaks venisse chiuso non potrei fare a meno di pensare che a beneficiarne non sarebbe il popolo italiano.

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  • Io l’ho scritto anche sul mio blog: “Wikileaks ed il suo fondatore Julian Assange stanno portando avanti una manovra sicuramente pericolosa, forse non eticamente accettabile ma di grande, grandissimo valore simbolico: per una volta la gente comunque sa (e anche qui non crede ma sa) quello che avviene nelle stanze del potere, quello che i propri rappresentanti fanno, dicono e sputtanano all’oscuro del “Popolo sovrano”.”
    La TRASPARENZA è quello che i Governi ci hanno sempre negato e ci negano ed il fatto di poter sapere DAVVERO che cosa dicono, è una cosa dirompente ma di grande, grandissimo valore.
    A me la cosa piace, e piace moltissimo.

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  • mi riallaccio al commento di SillyOne
    Per noi che non parliamo inglese ( o almeno non stiamo a un livello elevato), quei documenti sono soggetti a doppia interpretazione. Certamente nei dialoghi tra diplomatici, non si fanno nomi e si usano codici. Ad esempio Putin, nei rapporti è chiamato Batman.
    Vabbè per quanto, mi riguarda alla fine tutto sto casino si è riassunto nel fatto che Wikileaks mi ha detto che Berlu è una ricotta ( Wikileaks codificami questo …tiè ! )

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  • Vedo e rialzo.
    Non solo i contenuti ci saranno proposti di seconda mano (non è solo un problema di difficoltà di comprensione ma proprio di tempo), ma le varie comunicazioni tra ambasciate e diplomatici ci saranno proposte dai (sedicenti) giornalisti come la voce ufficiale di questo o quel governo, o peggio, di questa o quella nazione.
    Se un ambasciatore scrive al suo referente che secondo lui Cameron è debole, la Merkel è tonta e Berlusconi si mette le dita nel naso è e rimane un personale giudizio del diplomatico.
    Invece già stamattina ho sentito che tali giudizi vengono commentati come se fossero stati emessi da Obama in persona.

    Per non parlare che ho già sentito titoli come “Scandalo informatico”, come se il mezzo fosse il problema e non il contenuto.

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    • Mi chiedo solo quanti di voi (e soprattutto quanti, in generale) han letto/capito/tradotto anche solo qualcuno di questi 250.000 documenti. E non parlo di quelli che Corriere e Repubblica si sono affrettati a citare e titolare.

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  • Il mondo non è fatto di persone che guardano il grande fratello.

    E soprattutto, il mondo non è fatto di italiani.

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  • verba volant,scripta manent amico mio.fosse per te rimarremmo tutti “omo televisius”. rispetto il tuo parere ma di certo non lo condivido.è mancanza di rispetto per chi vuole sapere,capire e ragionare.saluti.

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  • Per filtrare le informazioni dovrebbe avere uno staff che a tempo pieno che tutte le volte per parecchi giorni si studia tutte le carte, e chi lo paga?

    Poi nel momento che c’è un unico filtratore, le notizie che escono saranno influenzate, nonostante tutti gli sforzi di obiettività, dalle sue credenze e dal suo orientamento politico.

    Esistono comunque i filtratori, sono i giornalisti e i loro editori.
    La differenza? Che sono centinaia di migliaia di teste pensanti.

    La pluralità fa bene all’informazione e alle democrazie, se Wikileaks facesse quello che vorresti, sarebbe un “dittatore” delle notizie riservate, e chiunque potrebbe dire che censura le opinioni che non condivide.

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  • Davide, io condiviso in pieno ciò che hai detto. La verità talvolta la si può digerire solo a piccole dosi e non ci dimentichiamo che la diplomazia dovrebbe essere sempre la prima arma contro le ingiustizie del mondo, e come in una partita a scacchi, spesso, si vuole celare fino in fondo la propria intenzione.
    Attenzione a sacrificare sull’altare della informazione priva di adeguati mezzi di lettura molte conquiste e vittorie di civiltà

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  • Più che ingiusta io la trovo pericolosa…visti alcuni personaggi tirati in ballo

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  • Mi spiace ma stavolta non sono d’accordo con te.

    Non è che perchè noi in italia abbiamo un informazione giornalistica che dire penosa è poco, allora è “inutile” un’operazione del genere.
    Fortuna che queste informazioni non sono filtrate a monte, altrimenti si che si potrebbero definire falsate, mentre in questo modo, a prescindere da quello che i giornali diranno domani, io ho la possibilità di andare a controllare come stanno realmente le cose alla fonte.

    Questa è vera informazione per me. Non scarichiamo i nostri problemi informativi su di loro.

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  • Caro Davide, non hai detto una cosa impopolare, ma hai detto semplicemente una cosa stupida… e spiego subito il perché:

    le informazioni che wikileaks mette a disposizione NON devono essere filtrate, altrimenti perderebbero tutto il loro valore. La forza di wikileaks è il fatto che qualunque idiota può andare sul suo sito, scaricare e leggere le informazioni. Se wikileaks filtrasse i documenti su quali basi e criteri dovrebbe/potrebbe farlo?

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  • Da un lato ti do ragione.
    Alcuni accordi fra stati sono molto più complicati e non riassumibili in un foglio doc.
    Spesso una azione (magari sgradevole) viene fatta per rendere necessaria un altra gradevole, ecc…

    Non concordo sul fatto:
    “delegando alla funzione di filtro coloro che quotidianamente manipolano l’informazione.”

    Se Wikileaks facesse informazione come “il fatto” allora sarebbe etichettato come fonte di informazione faziosa e quindi ignorato da chi sta sull’altra sponda del fiume.
    Wikileaks rende pubblici i documenti, chi ha vuole se li vada a vedere, il resto è solo “regime”

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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Wikileaks e il paradosso dell’informazione
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