Il Web si restringe (la colpa è di Facebook?)

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Ogni settimana leggiamo dati pazzeschi circa la crescita di Internet: i video stanno esplodendo, con una crescita annuale degli utenti superiore al 45%. Il tempo speso sui dispositivi mobile è cresciuto del 28% lo scorso anno, e quello speso sugli smartphone è raddoppiato. E i social network sono utilizzati dal 90% degli utenti Internet statunitensi, con una media di più di 4 ore al mese.

Queste però non sono notizie: tutti i venture capitalist, gli editori web e i marketer che operano online sono perfettamente a conoscenza di queste 3 tendenze.

Ma cosa sta accadendo al resto del web?

Il web si sta restringendo. Davvero.

A parte le 3 aree di cui abbiamo parlato qui sopra, la dimensione del buco lasciato alle spalle è impressionante: il resto del Web – il vero e proprio nucleo che si pensava potesse avere una crescita illimitata – è già in contrazione.

Ecco i fatti:

Se si esclude Facebook dal resto del Web, il consumo in termini di minuti si è ridotto di quasi il 9% fra marzo 2010 e marzo 2011, secondo i dati comScore. E anche quando si include l’uso di Facebook, il totale del consumo non-mobile è sceso del 3% nello stesso periodo.

Sappiamo che i social sono in una fase di crescita fulminante – in particolare, il consumo di Facebok è cresciuto del 69% – ma ora è chiaro che Facebook non sta crescendo in aggiunta a quanto cresce il Web. Piuttosto sta togliendo tempo agli editori che competono sul resto del Web.

E cosa sarebbe il resto del Web?

Io l’ho chiamato il “Web fatto di documenti”, basandomi sul fatto che Google vede le sue pagine come dei documenti, collegati fra loro. Ma potrebbe essere chiamato anche “Web per la ricerca”, dal momento che riceve accessi prevalentemente per consultazione, e viene navigato principalmente attraverso un motore di ricerca.

Ed è sempre meno rilevante.

Nell’ultimo anno, la quota di tempo speso online in Facebook è passata da 1 minuto su 13 a 1 minuto su 8. E ciò significa che il “Web fatto di documenti” ha perso mezzo miliardo di ore di utilizzo da un anno all’altro. In termini finanziari equivale a 2,2 miliardi di dollari di inventory perso, dal punto di vista pubblicitario.

La creazione di un nuovo “Web Connesso”

Il cambio di direzione nel Web indica chiaramente che non siamo solo nel mezzo del boom di un nuovo modello di interazione, ma piuttosto di una revisione generazionale di Internet.

Quello che ha rimpiazzato il “Web per la ricerca” (ormai in declino) è una nuova è vita digitale, completamente connessa. La promessa del Web era di connettere le pagine con dei collegamenti ipertestuali, ma ora “connesso” significa molto di più. Significa che il Web ci connette, come persone, le une con le altre; e che queste connessioni, in definitiva, si estendono da ognuno di noi a tutti noi.

E ciò avviene in tempo reale, praticamente in ogni momento.

Ed ecco cosa c’è di diverso quando connetti le persone, al contrario delle pagine: ora il Web sa chi siamo (identità), è con noi in ogni momento e ovunque andiamo (mobile), ci aiuta nelle relazioni con altri (social) e ci offre delle esperienze che superano il semplice testo o le immagini (video).

Il Web sociale e connesso è vivo, in movimento, proattivo e personale, mentre il “Web fatti di documenti” è solo un artefatto, un punto di riferimento che però non coinvolge le esperienze personali.

Il Web Sociale e il Web per la Ricerca

Le spiegazioni analitiche – aumento della penetrazione degli smartphone, della disponibilità di banda, di sofisticate tecnologie – colmano alcune lacune nel nostro tentativo di capire questo cambiamento epocale, ma non sono sufficienti.

E’ in arrivo qualcosa di più grande, che non riguarda la scienza o la tecnologia: riguarda piuttosto noi, come esseri umani, e riguarda il come abbiamo modificato il modo in cui Internet è entrato a far parte delle nostre vite.

La natura stessa del Web sta cambiando: il vecchio “Web per la ricerca” sta morendo, mentre nuovo Web connesso e sociale è in fase di decollo.

E le implicazioni per gli editori sono enormi.

L’ultimo decennio è stato quello della crescita di Google come fornitore di traffico verso tutte le property digitali. E così una generazione di editori online ha sviluppato e seguito lo stesso identico copione: creare un sacco di contenuti attorno alle parole chiave più cercate, investire in SEO e aumentare la propria visibilità all’interno dei motori di ricerca per raggiungere quanti più utenti possibile. L’obiettivo era di catturare i visitatori nella propria rete; più visibilità sui motori, più utenti, più revenue generate con la pubblicità.

Ma lo scenario sta cambiando, e rapidamente.

Il valore strategico della SEO sta rapidamente svanendo, di pari passo con il rallentamento della crescita da Google e della sua importanza. Al suo posto Facebook sta diventando il principale hub del Web connesso, la nuova “casa base” alternativa a Google. Facebook ha iniziato a registrare più visite di Google a Marzo del 2010, e supera il tempo speso mensilmente sul motore di ricerca (secondo i dati di comScore).

In base a ciò, la natura del rapporto che intercorre fra utenti e editori è cambiato radicalmente, e forse per sempre.

La ricerca crea una “relazione utile”, porta gli utenti al contenuto con una transazione brevissima. Solitamente genera una sola pageview: l’utente trova l’informazione che cerca, e se ne va.

I social, invece, creano relazioni. Fanno leva su un ambiente di raccomandazioni sociali e di scoperte fortuite, dove i consumatori incontrano gli editori in un contesto più denso di significato. Il risultato è una relazione più forte – e, cosa importante per gli editori, più legata al loro brand.

A differenza dell’ecosistema creato da Google, dove il motore di ricerca “intermedia” fra l’utente e l’oggetto della ricerca (cosa che crea fedeltà più verso Google che verso l’editore), nel mondo dell’editoria sociale Facebook si pone come una piattaforma che permette un rapporto diretto fra utenti e media brand.

Il risultato è che i social media portano utenti più qualificati e fidelizzati. Le persone che arrivano dai social media rimangono più a lungo, durante la prima visita; e hanno più probabilità di ritornare presto e con maggior frequenza. Nel complesso, con i visitatori dei social network si instaura un rapporto più forte – e più prezioso dal punto di vista dell’engagement, pagine visualizzate e revenue prodotte – rispetto alle relazioni che si creano con gli utenti che arrivano dai motori di ricerca.

Il Rapporto Umano

Non si tratta solo di un cambiamento nel meccanismo. E’ un cambiamento nelle nostre relazioni umane. E’ un qualcosa che lega autore e lettore nel nuovo “Web connesso”. E’ lo spostamento da un Web fatto da fonti pubblicate “staticamente” ad un compagno di vita digitale.

Ma c’è di più, e questo cambiamento prefigura un grande impatto migliorativo per la nostra vita. Come sanno i grandi innovatori che operano nei social media, stare più a stretto contatto potrà aumentare l’empatia fra le parti, riducendo le barriere.

Verso un Futuro Totalmente Connesso

Bisogna ammettere che siamo solo all’inizio di un ciclo che ci sta portando per il “Web connesso”. E anche per editori che già ci sono dentro (come Huffington Post o Wetpaint) la somma totale del traffico da Facebook, Twitter, video e mobile arriva forse alla metà, se non meno.

Ma la strada è segnata, e mentre il “Web fatto di documenti” si restringe il nuovo “Web connesso” si espande e offre esperienze che rendono il nostro tempo online più efficace, efficiente e piacevole.

E cambia anche il ruolo delle aziende che operano sul web, da meri editori di contenuti o fornitori di servizi a partner davvero connessi alle persone reali.

Liberamente tradotto da The Web Is Shrinking. Now What?, di Ben Elowitz.

Autore
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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23 Comments

  • Edit: scusate, volevo dire oltre 130 milioni di siti e oltre 400 di domini. non c’è altro da aggiungere.

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  • A dire il vero google è da anni che si muove verso il social, senza mai troppo successo…
    Questo scenario l’avevo immaginato tempo fa (facebook che ruba traffico) ma sono certo che FB prima o poi verrà ridimensionato come è giusto che sia 😉

    Reply
  • Il Web sociale e connesso è vivo, in movimento, proattivo e personale, mentre il “Web fatti di documenti” è solo un artefatto, un punto di riferimento che però non coinvolge le esperienze personali.

    Mi sembra di rivedere quegli spot (usa) dove le banche ti davano soldi per fare il mutuo della casa anche se eri letteralmente un barbone. Poi sappiamo cosa è successo dopo…

    Reply
  • Non a caso anche Google si sta muovendo verso i social con Google+.

    Buona giornata a tutti.

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  • Non sono mai stato un grande fan dei social network ma devo dire che Facebook è utilissimo e riesce perfettamente nel suo scopo di tenere in contatto le persone, forse anche troppo… (tutti sanno i cazzi di tutti), ma se non ci fosse non ne sentirei particolarmente la mancanza.

    Google è un’altra cosa… Secondo me ci migliora la vita, e ogni giorno che passa sviluppa altre applicazioni che ce la migliorano sempre di più… Non si preoccupa solo del motore di ricerca, che scusatemi se poco mette a disposizione di tutti la conoscenza, ma si sta sviluppando in tanti altri campi. Una % sempre più ampia dei miei preferiti sono applicazioni di google…

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  • Pure io pensavo che FB fosse una moda passeggera MA i fatti, purtroppo, dicono il contrario: non possiamo più definirlo solo come social network, è diventato ben altro, un determinato sistema di comunicazione che viaggia su internet.

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  • Sembra di vedere nuovi orizzonti, come se qualcosa (ancora?) di nuovo cambierà tutto.
    Sinceramente siamo ancora parecchio indietro ciò che si dice nel post e sinceramente spero che non ci arriveremo mai.

    In un ottica esasperata dai social network Meglio spegnare la TV/Computer e andarsi a fare una partita a calcetto

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  • 1. Il mondo non ruota solo intorno a Google: beh meno male perchè sembra sempre più impossibile scavalcare Google.
    2. Non credo ci siano differenze di utenti. chi utilizza facebook è lo stesso che utilizza Google.
    3. Non credo sia una moda, anzi credo che Facebook sia molto più vicino ai meccanismi che ci sono nella vita reale… google da questo punto di vista ci ha aperto gli occhi facendocene vedere di tutti i colori e spostando ogni volta più in la la frontiera.
    4. tutto quello che non è Google e quello che non è Facebook è sempre meno. Facebook continua a chiudere, tutto rimane entro certi complicatissimi insiemi che regolano la relazioni delle persone, ma che si allargano ogni giorno. Google tende ad aprire verso nuove possibilità sia di utilizzo che di business.
    5. Penso che Facebook aumenterà, aumenterà, aumenterà fino al punto in cui o scoppierà letteralmente o comprenderà tutto.
    6. In conclusione vedo ogni giorno sempre meno libero il web.
    7. Vedo ogni giorno sempre più alto il divario tra tutti i siti e Google e Facebook
    8. Meglio adattarsi o cercare una alternativa? Preferisco la seconda

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  • Non vedo nulla di nuovo il sociale è il futuro. Però Renato ha ragione, Facebook è un luogo di cazzeggio totale, punto tutto su Google+ e su Google. Rimpiangerò i tempi passati quando Google era il boss e il re indiscusso del Web, oramai Facebook ha preso questo posto, ma io credo ancora in un declino di questo social network.

    Si è vero, Facebook ha superato i 750 milioni di utenti attivi, e questo non significa che siano pochi, però penso ancora dopo anni di successo di FB che sia solo una moda passeggerà. Prima o poi il declino spetterà anche a lui, è solo questione di tempo.

    Per il momento ci dobbiamo adeguare… Purtroppo

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  • Andrea, secondo me i business online sono ancora “Google oriented” per tutta una serie di motivi. Uno su tutti: il traffico proveniente dai social network NON è qualificato mentre quello che proviene dai motori di ricerca lo è. Se tra i miei amici Facebook c’è la classica “casalinga di Voghera”, questa sarà difficilmente interessata ai contenuti del mio blog o di quelli del Tagliablog. Chi cerca “web marketing” su Google invece, sarà molto interessato a questi contenuti. Quindi, andiamoci piano con questa presunta morte di SEO e di business “Google oriented”.

    Alessandro Alfonso, il 90% dei contenuti informativi sta ancora nel web e, come dice andres, Facebook è una semplice APPLICAZIONE. Ciò vuol dire che se togli il web, non c’è più nulla da condividere. Ma Facebook non è solo condivisione. Facebook è soprattutto chiacchiere da bar o da salotto.

    Parliamoci chiaramente: posso benissimo andare da solo su YouTube, non c’è bisogno che qualcuno mi “condivida” il link di un video. Togli YouTube, togli i blog, togli i giornali online, togli Flickr e Facebook si appassisce come un bel fiore sotto il sole cocente. Facebook è un posto dove si chiacchiera e si fa passaparola. Non diamogli più importanza di quella che ha realmente.

    Reply
  • e se FB fosse solo una moda passeggera?
    non voglio dire che lo siano tutti i Social Network

    ma se si va a vedere perchè uno sta su FB parecchio tempo penso che si scoprirebbe che la maggior parte di questo tempo lo passa con i giochini o amenità varie.

    Le notizie e le informazioni che la gente cerca stanno fuori da FB nel WEB e li la gente continuerà a cercarle lì.

    Forse da FB tutti possono imparare che anche i Blog dovranno offrire più interattività con le persone per capire cosa vogliono e dargli la possibilità d’essere protagonisti anche loro.

    Reply
  • Chiaro, il 50% dei contenuti informativi che prima cercavamo da google, ora li troviamo dentro facebook, e spesso suggeriti dai nostri amici e postati come note, “stati”, etc, etc.

    E’ un processo secondo me inevitabile, lo scrivo dal 2001, quando c’è troppa roba in pentola tutto ciò che ci aiuta a semplificare è il benvenuto (information overload).

    Prevedo, tra l’altro, che anche Facebook e il social, cosi’ come lo conosciamo ora, morirà. E più per motivi economici (facebook non ha ancora un modello di business credibile, la pubblicità non funziona perchè non è un mezzo al quale si accede per cercare qualcosa che non si conosce, ma per relazionarsi con altre persone) che per morte naturale.

    Alf

    Reply
  • Secondo me quello che c’e’ scritto in questo articolo e’ utile ma solo come punto di vista generale.

    Non e’ detto che le cose andranno cosi’.

    2) Sono nati molti social negli ultimi anni e molti hanno perso terreno dopo poco…

    Facebook secondo me seguira’ a ruota magari non subito ma in futuro PRESUMO di si.

    Il fatto che ci sia questo boom dei social media e’ una mezza sconfitta per la comunicazione reale (perche’ il tempo perso sui social e’ TEMPO sottratto alle relazioni dal vivo a al confronto costruttivo a 4 occhi.)

    Se qualcuno conosce gli studi effettuati sui bisogni fondamentali (analizzati da Maslow e poi ripresi da altri grandi esperti .) notera’ che “si afferma” (e io condivido) che il LEGAME e’ un bisogno fondamentale dell’uomo ma per legame probabilmente si intende il LEGAME REALE e non virtuale.

    Per quello sono convinto che da una parte e’ giusto utilizzare ai fini di marketing lo strumento social ma trovo che sia di gran lunga piu’ importante mettere al primo posto l’utente come persona e non come iscritto ad un social.

    Persona con la quale interagire dal vivo.

    Per quanto riguarda i passaparola che possono partire da cerchie di amici e che spingono verso un prodotto o servizio ho qualcosa da dissentire anche in questo caso:

    1) Se io voglio acquistare qualcosa Passo dalla search PRIMA DI OGNI ALTRA COSA e poi eventualmente vedo cosa ne pensano gli utenti su Facebook (ma anche su trip advsor etc…)

    2) In secondo luogo per il princpio di autorevolezza (che io condivido se si tratta di persone che VERAMENTE sono autorevoli) sono convinto che gli utenti NON SI AFFIDANO ai feedback dei loro amici se sono persone poco competenti o per nulla competenti su uno specifico prodotto o servizio.

    Come sempre e’ utile valutare caso per caso,settore per settore etc…

    Su prodotti o servizi generalistici probabilmente l’utilita’ di facebook e’ superiore ma sulle Nicchie il marketing puro a mio parere conta MOLTO DI PIU’.

    Reply
  • già vedo i seo specialist strapparsi i capelli!
    A parte gli scherzi ormai il processo è iniziato è evidente, è evoluzione se google plus non prenderà piede per google saranno guai e comunque ci vorrà ancora un bel pò di tempo.
    Come può essere benissimo che fra 10 anni tornerà di moda nuovamente la ricerca intesa in altri modi, perchè magari il sociale avrà stufato. 🙂
    ps
    concordo con sir vester il tempo che passiamo su internet è comunque aumentato di tantissimo.

    Reply
  • Più che di web sociale, parlerei di web vs applicazioni.
    Il web era/è un modello aperto, libero, innovativo ma anche “anarchico” e sostanzialmente incontrollabile.
    Il modello delle applicazioni è proprietario, chiuso, controllabile, filosoficamente un ritorno agli anni 80/90.

    Fra l’altro, è curioso come il concetto di cloud computing, tanto di moda ultimamente, venga in gran parte (se non in toto) svuotato di significato – almeno per l’utente comune – se applicato al modello delle applicazioni, ma continui ad essere propagandato quale una forma di fidelizzazione estrema da parte di certi competitor (senza alcun vantaggio reale per l’utente).

    Cmq è probabile che alla fine, non vincerà nessuno di questi due modelli in senso assoluto. Si ripetono cicli che, sul piano filosofico e teorico, rispecchiano modelli già visti, modelli destinati più a convivere con alti e bassi, che a sostituirsi a vicenda.

    Reply
  • Innanzi tutto : ottimo post.
    Poi, devo dire che pur non avendo i dati che tu hai pubblicato, osservando ed operando on line, mi sono reso conto che da un po di tempo il mondo non gira piu solo intorno a google.
    Che ci piaccia oppure no, facebook ed altri social, stanno stravolgendo e travolgendo il modo di stare on line.
    Condivido le preoccupazioni di tanti che da google ed intorno a google hanno avviato e incentrato un loro business (seo, editori on line, ecc.).
    Non è facile cambiare il proprio modo di lavorare e di impostare un proprio business in 10 minuti!
    Del resto, tutti coloro che sono e lavorano con il Web, sino ad oggi hanno creato i loro siti ed il loro business on line : ‘google oriented’ ma negli ultimi 8, 9 mesi, mi sono reso conto anch’io che non è piu come prima.
    E che ci piaccia o no, dovremo, chi prima o chi dopo, adattarci a questa nuova realtà, oppure essere marginalizzati da questo nuovo cambiamento.

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  • Non sono d’accordo, il presagio mi sembra azzardato. Almeno in Italia vedo un uso gossiparo di Facebook, direi quasi da parrucchiera o portinaia (senza offesa per entrambe).
    Anche di Secondlife ne furono dette ma sappiamo come è andata…
    Interconnessione di persone con media-brand è forse proprio questo il problema; con Google c’è meno sperequazione tra grandi e piccoli, +/- chiunque puó promuoversi con i social non credo che siano alla portata di tutti.
    Personalmente preferisco qualcuno affidabile e di compravata esperienza che mi dia consigli piuttosto che il Brand o il mio amico di liceo. È Google che oggi, accecato dal suo stesso Adwords e da altro, non sforna SERP utili…
    Infine, non generalizzerei su questa storia dell’interconnessione; quando vado all’estero ho sempre il problema della connessione in mobilitá ma questa forse è un’altra storia…
    Non vorrei mai che ci si chiudesse in questo mondo virtuale di relazioni prospettato come quello onirico di Wenders di Fine alla fine del mondo!
    Le relazioni le vorrei umane non virtuali!

    Anche secondlife sembrava l’ultima frontiera…
    Interconnessione di persone ok ma poi?

    Reply
  • Ehm, volevo dire 90 minuti, non 45. 3ore e non 3 ore e mezza. Comunque il senso si è capito, credo. :))

    Reply
  • I dati di Comscore sono reali, ma le conclusioni sono secondo me un po’ azzardate e forse precipitose. Io vedo questi dati:

    – Marzo 2010 in media una persona passava 50 minuti su Facebook e 50 sul resto del web (1 ora e mezza online)
    – Marzo 2011 in media una persona passa 170 minti su Facebook e 45 sul resto del web (3 ore e mezza online)

    Quindi di cosa stiamo parlando? Sto 5 minuti in meno sul Tagliablog e 2 ore in più su Facebook. Di fatto è aumentato a dismisura l’uso di FB e c’è stata una lievissima contrazione sugli altri siti.

    Il fatto che fa riflettere semmai, è l’allungamento del tempo passato online. 3 ore e mezza al giorno non è uno scherzo.

    Anche se sto notando che le note stanno prendendo piede su Facebook, i blog non credo potranno mai essere sostituiti da una nota. Sono cose diverse e le attività principali di FB (cazzeggio) sono diverse.

    Inoltre aggiungerei una cosa: io credo che Facebook abbia prodotto un incremento degli utenti Internet, perché se ne parla continuamente e se non ci sei sei “fuori”. Inoltre tutti i ragazzini che prima stavano su siti come Myspace ora si sono trasferiti su FB. Insomma, c’è un’evoluzione certo, ma non drammatizziamo.

    Reply
  • Ci vogliono nuove tecnologie. WordPress é ottimo ma ci vuole maggiore integrazione con i social network o meglio, più offerta come fossimo nuovi docial network
    Direi che ci dobbiamo chiedere di più cosa vogliono i lettori, e lasciarglielo fare

    P

    Reply
  • come sempre un ottimo articolo, questo veramente offre spunti interessanti! riuscira’ google a combattere il fenomeno facebook? ma poi i piccoli editori come dovrebbero evolversi, quale nuova strategia per attirare e fidelizzare lettori o meglio interagire con loro? non credo basti piu’ una pagina facebook…

    Reply
  • Grazie Davide, articolo molto interessante che ancora una volta mostra come il web si evolve velocemente e come noi che lavoriamo online dobbiamo sempre essere pronti a modellare il nostro modo di operare in base a ciò che cercano gli utenti.

    Articolo davvero interessante, pieno di idee e spunti da non sottovalutare, personalmente racchiuderei il tutto in una frase: “Se ieri il web era internet ed un computer, oggi il web siamo noi, il web fa parte di noi..”

    Reply

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Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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