Quanto vale un utente di un social?

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Di recente Repubblica.it ha pubblicato un articolo nel quale, partendo dalla valutazione di 8 fra i più importanti social network del web, “proietta” il valore di questi sugli utenti registrati:

Valore in dollari dell'utente in base al social network di appartenenza


Il sottotitolo dell’articolo recita “la ricchezza dei social network è nel numero degli iscritti”, e in effetti tutto il pezzo gira intorno al parallelismo fra il valore del sito e quello dell’utente.

Se non fossimo nel 2011 potrebbe essere un contenuto da piena Dot Com Bubble, tempi nei quali, non sapendo che parametri utilizzare per valutare un sito, si faceva riferimento esclusivamente ai numeri della sua community (con tutti i danni che ne sono derivati).

Se però una dozzina d’anni fa era d’uso chiedere solo l’email dell’utente (magari abbinandola solamente ad un nickname), oggi la parola d’ordine è profilazione: nei limiti del possibile, insieme all’indirizzo di posta elettronica si raccolgono almeno 5 altri dati (sesso, età, provincia di residenza, titolo di studio e professione), i quali valorizzano in modo importante il database delle email collezionate.

Con i social si sale di un ulteriore gradino: Facebook, ad esempio, non solo conosce (molto spesso) i 5 dati qui sopra, ma può abbinarli e incrociarli con la rete di amicizie dell’utente, con i posti che frequenta (=Facebook Places) e con i contenuti che gradisce (=click sui vari “Mi piace” sparsi per il web).

Basta questo a conferire valore ad un sito web? In parte si, altrimenti non si spiegherebbero le stratosferiche valutazioni di alcuni social che non hanno ancora trovato un modello di business sostenibile.

Ecco infatti che Twitter, pur non riuscendo a macinare cifre importanti (solo da 9 mesi sono attivi i Promoted Tweets), viene quotato 4 miliardi di dollari (=21 dollari a utente).

Ed ecco che Facebook, circondato da un immenso hype e con 2 miliardi di dollari alla voce revenue 2010, vale invece 50 miliardi di dollari (=100 dollari a utente).

50 miliardi ti sembra una cifra assurda? se la risposta è si sappi che, secondo le più recenti stime, la valutazione di Facebook è già passata da 50 a 70 miliardi…

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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12 Comments

  • interessante questa tabella, mi aspettavo qualcosa di più da twitter sinceramente…

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  • Dimenticavo un pezzo importante, non dico che la valutazione sia giusta, sono davvero troppi i parametri per farlo così senza informazioni precise, e naturalmente se la valutazione la fà un imporesa che ci ha investito un bel pò di milioni e che di mestiere “vende” aziende e “pezzi” di essa.. beh allora la cautela e di obbligo.. quantomeno.

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  • Parto da una prima considerazione.. valutare un impresa come Facebook solo partendo da un database egregiamente profilato può essere un errore simile per intenderci a chi vorrebbe valutare una macchina usando come unico parametro i suoi cavalli. Se valuti un social network dai suoi utenti, poi ti chiedi perchè uno valga più di un altro esattamente come una viper super pompata possa costare sino a 20 volte in meno di una ferrari da collezione a parità di cavalli appunto.

    Se facebook ha una valutazione superiore questo a parer mio non dipende solamente dal numero di utenti, partiamo dal fatto che ormai è diventato uno standard di registrazione per la grande maggioranza di portali con “facebook connect”, proseguiamo che ha ormai superato google come visite giornaliere e che è in attivo, consideriamo il suo hype e il fatto che molti avvertano che sarà solo un’ inizio di “qualcosa di altro” Pensiamo ai ragazzini che ormai non parlano più di “internet” ma di facebook, o del fatto che aziende come google che solo 3 anni fà erano il sogno di ogni addetto ai lavori come traguardo lavorativo che oggi hanno paura di essere abbandonati per approdare su facebook, insomma per farvela breve.. non credo che si possa giudicare una impresa solo dalle dimensioni del membro 😀

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  • L’enormità e “incredibilità” delle cifre sconcerta e lascia pensare le peggio cose, soprattutto considerando quanto è successo 10 anni fa. Il fatto però è che Facebook riesce (ed è già riuscito) a mettere insieme una mole di dati (parlo di numero di utenti e di dettaglio insieme) che sono sempre stati il “sogno irrealizzabile” di qualsiasi istituzione/azienda di tutti i luoghi e di di tutti i tempi.
    E’ anche un fenomeno globale, per cui le possibilità di successo si moltiplicano, per le possibilità di “diversificazione” (e ricordiamo che molte zone del mondo hanno bisogni e tecniche di comunicazione ben diverse dai nostri: ci sono aziende “mature” da noi che altrove possono iniziare a lavorare…).
    La caduta rovinosa mi sembra improbabile. E io francamente mi auguro il successo…

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  • Anche io penso che il grosso valore di Facebook risieda nell’enorme mole di dati che possiede, lo studio e l’impiego in campo commerciale delle abitudini di 500 milioni di persone rappresenta oggi una delle più grosse ricchezze potenziali che esistano. Niente però di paragonabile alla solida e concreta salute economica di Google, il valore di Facebook sta solo nell’attrazione speculativa, tutto potrebbe ridimensionarsi più velocemente di quanto si possa pensare.

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  • Mah la storia è una gran signora, prima o poi la si racconta e spesso è ben diversa da come si era immaginata.

    Il fatto che 10 anni fa abbiamo assistito alla bolla speculativa delle dot com, non significa che i nostri tempi adesso ne siamo immuni.

    La recente crisi mondiale nasce da tante concause, ma sicuramente alcuni elementi sono analoghi alla grande crisi del ’29.

    Su facebook vedo troppa euforia, la stessa che permeava 10 anni fa molte realtà.

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  • In un post precedente avevo chiesto se qualcuno potesse spiegarmi come funziona economicamente e finanziariamente una società tipo facebook/twitter (mi è stato risposto cerca su Google, bah!) … Gli investimenti che ricevono come vengono recuperati? Non sarà a questo punto solo un’acquisto di dati sensibili che vengono poi rivenduti e amen? il CPC quanti soldi porta invece?

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  • luca non so se per qualcosa di grande tu intenda un blog o una piattaforma social network…ma in tanti casi i 3 elementi segnalati non bastano.
    Il mito dell’idea di successo senza investimenti iniziali (spesso concessi senza business plan ma dando valore ad un’idea) è un mito da sfatare.
    Just my 2 cents

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  • Vere o esagerate, queste cifre dimostrano che siamo entrati in una nuova era dove è possibile guadagnare avendo un pc, una connessione e tanta voglia di fare qualcosa di grande.
    In questo momento chiunque abbia queste 3 caratteristiche, invece di cercare un lavoro, può crearselo…

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  • Secondo me x fare sta stima occorre fare dei paragoni, quindi ne porto 3:

    1) Paragone da end-user

    Nonostante mi colleghi quasi tutti i giorni, in un anno gli avrò fruttato qualche click a 0,0x euro e 0 conversioni, quindi meno di un dollaro di ricavi, da cui togliere tutti i costi, insomma una resa del capitale (100 dollari) ben inferiore all’1%, che nessuna azienda può sostenere.

    La capitalizzazione di Google è 200 miliardi, solo 4 volte ste stime su facebook, e solo sugli adwords delle sue SERP invece ho fatto tanti click, troppi per ricordarmene il numero, e almeno centinaia di euro di conversioni.

    2) Paragone da investor

    Come può Facebook valere 100 volte i suoi utili, quando Google ne vale 25, e Apple 20?

    Per farlo bisognerebbe pensare che ormai Apple è una azienda matura senza prospettive di crescita, mentre Facebook può crescere di 5 volte, portandosi a 2,5 miliardi di utenti, quindi di espandersi nel 2-3° mondo, persino dove non c’è nemmeno una connessione Internet, e le popolazioni hanno ben altri problemi rispetto al cazzeggiare su facebook.

    3) Paragone da competitor

    Se FB vale 50 miliardi, fatte le dovute proporzioni con gli unici giornalieri i miei siti valgono decine di volte di più di quello che immagino.

    Tutti i miei paragoni concordano nel dire che FB vale molto meno, mi sfuggono invece quelli di chi ha fatto sta stima, oltre a quello basata su piccolissimi investimenti altrui, che possono essere spinti da tante diverse motivazioni.

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  • Queste valutazioni mi sembrano assurde, solo poco meno di quelle della sopra citata bolla della new economy. I motivi sono tanto semplici da chiedermi perchè nessuno faccia queste valutazioni, a meno che, come già detto da qualcuno, si abbia l’interesse di gonfiare il valore per poi lasciare i potenziali azionisti con in mano della carta straccia..
    Per prima cosa si dovrebbero contare gli utenti “attivi” (cioè quelli che si collegano periodicamente e che hanno un profilo reale), poi bisognerebbe quantificare tali utenti in base alle informazioni disponibili (se non rendo visibile quello che faccio sono poco interessante), indi valutare il grado di “interattività” degli stessi (partecipo o osservo e basta?), e poi ancora quanti di essi sarebbero disposti ad acquistare sul social network o ad influenzare i loro contatti in modo sfavorevole o favorevole nei confronti un prodotto o servizio (la reputation, ovvero la parola d’ordine dei prossimi 12 mesi sul web). Infine, credo che sia giusto distinguere le potenzialità delle singole piattaforme, perchè ormai il social vanta un ventaglio di offerte che parte dalla bufala per arrivare quasi ad una carta d’identità elettronica.

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Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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