L’usabilità migliora le performance del tuo sito

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Uno dei punti di forza del web è la possibilità di conoscere quello che l’utente sta cercando ed avere l’opportunità di poter offrire esattamente quello che lui vuole: e questa è la grande differenza tra il marketing online e offline.

Ma da cosa dipende il successo di un sito web?
Oltre alla promozione del sito, attraverso SEO, SEM e Social Media, uno degli elementi fondamentali per il successo del sito è l’usabilità: le pagine web spesso, infatti, sono poco efficaci per l’utente!

Considerando che con il termine efficace si intende “ottenere il massimo con il minimo sforzo”, le nostre pagine dovrebbero rispondere a questa caratteristica e per fare ciò dovremmo badare un po’ meno al nostro gusto e considerare di più gli utenti.

Qualche tempo fa degli esperti di usabilità inglesi hanno dimostrato che gli utenti scorrono le pagine, sfatando il mito del sopra la piega. Bene, ma le leggono?

Steve Krug aveva condiviso, già nel 2006, alcune motivazioni per cui l’utente scorre le pagine:

di solito va di fretta: il web è sinonimo di velocità e l’utente concede pochi secondi alla lettura delle pagine;
sa di non aver bisogno di leggere tutto: molto spesso è consapevole che non tutto quello che c’è scritto in una pagina può essere interessante per lui;
è bravo nel farlo: l’utente, in quanto proveniente dal mondo offline, da una vita scorre giornali e riviste alla ricerca di quello che a lui interessa.

Come assicurarsi, allora, che il contenuto di una pagina possa essere letto e che, soprattutto, l’utente compia l’azione che a noi interessa?

Ecco che entra in gioco la web analytics: considerando alcune metriche saremo in grado di verificare la qualità delle nostre pagine e i comportamenti dell’utente sul nostro sito.

Una delle metriche più utilizzate per evidenziare questo dato è il bounce rate, un vero segnale d’allarme che ci permette di verificare la qualità delle nostre pagine dal punto di vista dell’utente:

analizzando su quali pagine l’utente atterra e confrontando queste visite con le rispettive percentuali di bounce saremo subito in grado di accertare dove è necessario intervenire. Analisi simili possono essere basate sulle parole chiavi, piuttosto che sulle sorgenti di traffico, così sapremo come gli utenti sono arrivati sul sito, digitando quale parole o da quale fonte di traffico e la qualità delle loro visite.

Entrance vs. Bounce

Spesso accade che, digitando una determinata parola chiave, gli utenti atterrano su pagine il cui argomento non è strettamente a tema oppure, ancora peggio, le pagine sono caratterizzate da un sovraffollamento di informazioni, il classico rumore visivo: troppi elementi ed informazioni che distraggono l’utente dal compiere una determinata azione, con la conseguente uscita dalla pagina senza cliccare alcun link.

Gli utenti hanno diversi gradi di tolleranza nei confronti delle distrazioni pertanto sarebbe meglio realizzare più pagine, badando alla navigabilità del sito, così da offrire dei contenuti dettagliati ed approfonditi su un tema o keyword, minimizzando le distrazioni che portano l’utente a non compiere l’azione per cui è arrivato sulla pagina.

Quali potrebbero essere gli interventi da compiere?

• verificare il title e la description della pagina: soprattutto se i meta non vengono definiti ad hoc, accade che questi non siano coerenti con la pagina di atterraggio, cioè con il contenuto;
• realizzare delle pagine semplici e navigabili in modo efficace;
• limitare il rumore visivo così da dare più evidenza al contenuto importante della pagina.

Conclusioni

Immaginate di essere invogliati a visitare un negozio di abbigliamento grazie a decine di splendidi affissioni stradali 6×3, e poi di arrivare ad una vetrina fatiscente, con personale poco gentile e articoli costosi ammassati in improbabili casse di legno. Quale sarebbe il vostro grado di delusione?

La promozione è sicuramente vitale per un sito web, ma per aumentare le performance di un sito potrebbe non essere sufficiente: la crescita del fatturato di un sito, ad esempio, dipende dall’aumento del tasso di conversione e questo potrebbe essere migliorato anche individuando le pagine che non funzionano e migliorando l’usabilità del sito web.

Autore: Rosario Toscano, per il TagliaBlog.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

12 Comments

  • Avevo un problema simile con il mio sito, frequenze di rimbalzo alte e non capivo perchè dato che il sito era ricco di contenuti. Mi sono rivolto ad una agenzia che ha sistemato il sito, nel senso che non era fruibile per la navigazione da dispositivi mobili e vi erano alcune carenze strutturali…ora la frequenza di rimbalzo è scesa del 30% direi che ci siamo 🙂

    Reply
  • Complimenti per l’articolo e anche i vari commenti sono interessanti!

    @Gianluca M: Si è un mordi e fuggi. E la percentuale di persone che dopo aver caricato la prima pagina abbandonano il sito.

    Per quanto riguarda la domanda di graficando su un sito con un numero abbastanza alto di pagine privilegerei quando non si può avere entrambi l’usabilità.
    Spesso si riescono a concigliare quindi secondo me se non si ottengono troppe visite in meno è meglio avere utenti soddisfatti e fare qualche pagina in più per recuperare gli utenti in meno. Inoltre se il sito è utile e accessibile riceverà molti più link e quindi a lungo andare si posizionerà comunque bene.

    Per il sito con poche pagine farei pagine in più in modo da ricondurmi al caso precedente 🙂

    Reply
  • Io mi sono unita a voi,nn riesco a caricare i video.
    Spero ke qualcuno mi dia una mano….
    Vi saluto e vi ringrazio
    ABBRACCIO
    Paola

    Reply
  • Bounce rate in sostanza è un mordi e fuggi.
    Più alto è più le persone entrano e da li escono?
    Complimenti per il lavoro

    Reply
  • @beorc E’ interessante quello che dici, infatti per un blog non credo che il bounce sia la metrica migliora da valutare.

    Io preferireri le risposte ai post, gli iscritti all’rss o newsletter oppure, se disponibile, anche il RT su twitter dal post stesso. Anche il tempo è poco indicativo, a mio avviso, perché se lascio la pagina del post aperta e faccio altro inquino i dati.

    Su tagliablog il tema è stato già trattato e pure bene (https://blog.tagliaerbe.com/2007/06/frequenza-di-rimbalzo-bounce-rate.html).
    Comunque il caso che esponevo nell’articolo riguarda soprattutto le pagine dei sitiweb sitoweb.

    Reply
  • Una domanda riguardo al bounce rate:
    immagino che per i siti che hanno un pubblico affezionato (come questo) non siano rari i visitatori che voglio solo leggere l’ultima novità.
    Tecnicamente questo è un bounce (visita da una pagina), in realtà però l’utente è soddisfatto e dal suo punto di vista non si può dire che la pagina “non funzioni”.
    E’ uno scenario plausibile e, se sì, come fate a “ripulire” i valori del BR?
    (p.e. può essere utile il tempo sulla pagina?)

    Reply
  • @graficando: mi occupo di usabilità e lavoro su progetti in cui si lavora sistematicamente con la SEO e si misura via web analytics.
    Molto raramente ho trovato situazioni in cui la soluzione ottimale per l’utente fosse scadente per i motori di ricerca.
    Il problema che quasi sistematicamente incontro, invece, riguarda i vincoli della brand identity delle aziende committenti e ancor più il modello aziendale applicato ai siti web, che molto spesso diverge nettamente dal modello mentale delle persone che poi quei siti li usano.
    Ciao.

    Reply
  • Sono d’accordo con te @chameleon!

    Il suggerimento dei bounce, però, è solo uno dei modi per scoprire che qualcosa non va sulla pagina. Sicuramente il libro di Avinash approfondisce molto bene il tema, ma come hai detto tu affronta tutta la web analytics.

    Reply
  • Dal momento che si accenna alla web analytics, pur essendo un testo che non parla strettamente di usabilità a mio parere è comunque uno strumento indispensabile per riuscire a sfruttare a pieno il potenziale di un tool (gratuito!) come Google Analytics: parlo di Web Analytics an Hour a Day di Avinash Kaushik. Limitarsi a filtrare i dati per visite/bouce rate, ecc. significa fermarsi alla “buccia”, mentre dietro c’è tutta una “polpa” di dati utili e che davvero possono segnare la differenza, nel momento in cui bisogna limare dettagli, fare cambi drastico o, come detto da mister.jinx nei commenti, “togliere i moscerini”.

    Per chi fosse interessato vi segnalo: http://www.chameleon-copywriter.com/10-buone-ragioni-per-leggere-web-analytics-an-hour-a-day/

    Reply
  • Riguardo alla questione dello scroll, per quella che è la mia esperienza con i test di usabilità ho notato che è abbastanza comune per chi arriva in un blog fare un giro di rotella, mandare l’header fuori dallo schermo e centrare il post.

    Come è abbastanza ovvio aspettarsi chi ha un mouse con la rotella scrolla molto di più: spesso su e giù fino a che qualcosa cattura la sua attenzione. rispetto a chi legge ad esempio da un laptop.

    In ogni caso ho appena ordinato l’ultimo libro di Steve Krug tutto dedicato ai test di usabilità.

    Reply
  • Articolo molto interessante, come spesso ti accade del resto. Anch’io, nel mio piccolo, mi sono posto il problema e mi sono scontrato con due realtà. Mi spiego meglio: non sempre la pagina pensata per gli utenti piace ai MDR (Google in primis) e viceversa.
    Certo l’ideale sarebbe riuscire a coniugare usabilità con alto posizionamento nelle serp, a volte ci si riesce altre no. Nel caso a chi dare la precedenza? E’ una domada retorica?

    Reply
  • Limitare il rumore visivo ovvero “togliere i moscerini” come diceva Luca Catania nei suoi interventi dell’anno scorso …

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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