Trovare lavoro: si fa presto a dire social network

Veder comparire il proprio nome su un articolo di Repubblica.it, ti da comunque un attimo di disorientamento, soprattutto se, il tuo caso viene portato ad esempio di un trend che si presume essere più ampio. Anche se è solo il nome di battesimo. Infatti sono in molti a sostenere che, soprattutto in questo periodo di crisi, il social network, o web sociale, sia un utile strumento per trovare lavoro. E’ davvero così? E se si, come fare per sfruttarlo al meglio?

Secondo questa ricerca, su un campione decisamente troppo piccolo per la verità, la presentazione diretta, di un collega, amico, o di un familiare è la maniera più comune con cui le aziende scelgono i propri dipendenti negli Stati Uniti. Ma questo dovrebbe sorprenderci? Lo vengono a dire proprio a noi italiani, che semmai abbiamo il problema inverso, cioè di fare in modo di porre un freno alla degenerazione del fenomeno, che porta il nome di nepotismo o raccomandazione.

Ebbene si, il principio è sostanzialmente lo stesso, però nella sua versione onesta è un sistema virtuoso, nella degenerazione è un cancro. Io conosco una persona, so che è qualificata, la segnalo all’azienda che sta cercando il suo profilo. La persona meritevole viene scelta, ci guadagnano tutti, l’azienda, che assume una persona capace che contribuirà al suo successo, il dipendente che trova lavoro, la società che mantiene o accresce il valore dell’operatore economico anche in tempo di crisi.

Diversamente, la raccomandazione privilegia una persona non meritevole, che si avvantaggia di una relazione di parentela o di uno scambio, solitamente in denaro. Ci perdono tutti, l’azienda [più spesso un ente pubblico, ma non illudiamoci che funzioni così solo lì] assume una persona meno capace, chi lo meriterebbe non trova lavoro la società vede indebolito un proprio operatore economico che affronterà maggiori rischi proprio nei periodi critici.

Il social network dunque non è nulla di nuovo, purtroppo. Solo ci sono nuovi strumenti per utilizzarlo, Internet, appunto. Il bello è che questi strumenti possono essere utili a correggere le perversioni in cui purtroppo dobbiamo ammettere di essere caduti troppo spesso. Se c’è la volontà, il social network rende trasparenti i contatti e le relazioni tra le persone, e quindi ci offre una possibilità di trasformare in virtuosi quei processi che finora non lo sono stati. Forse la speranza è vana, ma rinunciare in partenza sarebbe un suicidio. Proviamoci allora, vediamo come utilizzare i social network per trovare lavoro.

Per molti ma non per tutti
Non tutti hanno le stesse probabilità di trovare lavoro tramite un social network, molto dipende da cosa stai cercando. Se sei un pizzaiolo o un ingegnere aerospaziale, Twitter può essere utile, ma sicuramente ci sono altri canali più indicati per cercare una opportunità di assunzione. Cerca quei canali, chiedi agli amici, a chi conosci che fa già il mestiere che ti piace.

Il curriculum è morto, viva Linkedin
Si sa, non sempre è bello dirlo, ma anche in periodo di recessione c’è chi ci guadagna. In questo caso, l’accresciuto bisogno di fare rete per trovare lavoro, indotto dalla recessione, favorisce Linkedin, social network che nasce proprio con questa finalità. E’ da lì che è opportuno partire. Personalmente, in molti casi non ho inviato il curriculum, ma solo una mail di presentazione con un link al mio profilo su Linkedin ed altre fonti di informazioni rilevanti. Anche questa possibilità va valutata in base alle caratteristiche dell’aziende a cui stai sottoponendo la candidatura.

L’ultima azienda con cui ho da poco iniziato una collaborazione, mi ha chiesto di inviare 10 link che mi rappresentassero. Gliene ho mandati undici, l’ultimo puntava alla ricerca su Google per la parola chiave markingegno, il mio nickname.

Molto utili su Linkedin anche i gruppi, e la possibilità di cercare posizioni aperte sia geograficamente che per settore aziendale.

Twitter, FriendFeed e tutti gli altri
Se questi strumenti hanno anche indirettamente a che fare con il tuo futuro lavoro non ne puoi fare a meno. Se pure così non fosse, è probabile che lì ci sia qualcuno che cerca per la propria azienda, o che potrebbe metterti in contatto con qualcuno cerca, un profilo come il tuo.Non si può essere onnipresenti, e non è necessario esserlo: usa un aggregatore come FriendFeed e strumenti di ricerca per parole chiave come http://search.twitter.com

E i siti di ricerca lavoro?
Si, ci sono anche quelli. Probabilmente sono io scarsamente capace di utilizzarli, o forse è il mio profilo, un po’ ibrido che tra l’area comunicazione, marketing e commerciale che manda in tilt il sistema, ma fatto sta che non ho avuto fortuna con questi strumenti. So per certo, invece che sono estremamente efficaci per un profilo dell’area amministrazione e contabilità ad esempio.
Prova tutti i canali e cerca di capire qual è quello più adatto al tuo profilo.

Gli Instant Messengers
Skype, Gtalk e compagni. Lì ci sono le persone che ti conoscono, probabilmente quelle che ti stimano, e che hanno a cuore le tue sorti professionali. Fagli sapere che cosa stai cercando. Quando si legge di una posizione aperta è automatico valutare se interessante per se stessi, non altrettanto pensare agli amici che potrebbero essere interessati. Per questo, informare gli amici, dare anche a loro il tuo cv il link al profilo su linkedin, se acconsentono, non è una cattiva idea.

Ed ora che ho un nuovo lavoro che faccio?
Hai trovato un nuovo lavoro grazie ai social network, bravo, ora e’ il momento di ringraziare le persone che ti hanno aiutato. Un messaggio, una mail, per dire grazie, anche a chi ti ha solo pensato ma non ha potuto fare di più.

Dopo aver detto grazie, puoi far sapere anche agli altri della nuova posizione che copri; attento però se ti capita che la notizia sia ripresa da Luca Conti prima e da Repubblica poi, c’è il rischio che tu debba fare uno sforzo extra per far capire, specialmente se lavori come freelance, che il successo che hai ottenuto non è un traguardo, ma un punto di partenza.

E’ quanto ho dovuto fare io, che nonostante tutto, qualche giorno fa, ho sostenuto un altro colloquio. Si, anche questo ottenuto tramite il social networking, e con una persona che di quel network fa parte.
Purtroppo questo non vuol affatto dire che otterrò il posto [scongiuri a piene mani] 🙂 la concorrenza è agguerritissima, ma se mi sono potuto giocare questa possibilità è ancora una volta grazie al web sociale.

Autore: Donato “Markingegno” Carriero (per il TagliaBlog).

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18 Comments

  • non vedo alcuna sostanziale differenza fra la raccomandazione online e quella offline
    il meccanismo è simile

    io parlo bene di te così tu parli bene di me ed entrambi ci guadagniamo

    oppure

    io assumo il tuo amico, tanto non devo rispondere della redditività dell’azienda (parastatale, paraculata, ecc.) che dirigo perché io stesso sono stato raccomandato, e tu avrai modo di ricambiarmi personalmente del piacere che ti ho fatto, a costi completamente a carico dell’azienda

    ecc.

    i social network di lavoro sono l’ennesimo mercato delle opinioni che sta inquinando Internet

  • L’articolo di Repubblica non si apre… Per quanto mi riguarda, il mio lavoro attuale è frutto di una segnalazione di un conoscente 😉 quindi direi che ci sono sicuramente casi virtuosi!

  • Complimenti Donato 🙂 post interessante.

    Aggiungo del mio. Io, come te, sono certo si possa trovare lavoro online tramite i social network o simili e ritengo anche che sia necessaria un’arma segreta :).

    Oggi la quasi totalità dei giovani utilizza i social network più quotati. Questo non vuol dire che tutti riescano a trovare lavoro. Dopotutto il social network è solo uno strumento…. è necessario condirlo con un pò di peperoncino perchè faccia il suo dovere.

    Ale ma che stai a di? 🙂

    L’arma segreta è “offrire valore”. Chi offre valore in maniera impetuosa dimostrando di esser competente nel proprio settore ha certamente maggiori possibilità di esser notato e “corteggiato” da aziende.

    Prima fare ciò era davvero difficile tranne per chi aveva ad esempio la possibilità di scrivere articoli sul giornale (come l’esempio da te fatto). Oggi invece abbiamo la fortuna di poter utilizzare strumenti fantastici…. a noi spetta solo (si fa per dire) il condimento :)… aglio, olio e peperoncino. Ciao 🙂

  • Sono un poco scettico sul fatto di poter trovare lavoro sui social.

    Ultimamente sto impiegando più tempo nel networking (virtuale e non) e l’esperienza mi sta congermando questa idea.

    Social o real è sempre la rete di contatti che ti da la possibilità di trovar lavoro. Se non conosci tizio e caio difficilmente a qualcuno verrà la curiosità di conoscere nel dettaglio chi sei e che fai. Come nella vita reale.

    E’ vero che ci sono eccezioni, ma non fanno la regola.

    Daniele

  • Bè certo 🙂 perchè dovrei essere cuorioso di sapere chi sei senza essere motivato a scoprirlo?

  • Hehehe, c’è anche il mio nome in quell’articolo.
    A dire il vero io ho rischiato di fare un infarto quando ho visto lo screen shot del mio sito su Repubblica.
    Scusate la divagazione autocelebrativa 😉

  • @alessandro: e quindi? Che differenza c’è tra la vita reale ed il social networking?

  • Nella vita reale rispetto al web è, secondo il mio umile parere, più difficile farsi conoscere. Il social networking ha reso più semplice questo processo ed agevolato chi ne ha colto l’opportunità. Ciao

  • @Mik – la differenza c’e’ nel momento in cui io non segnalo con un secondo fine esclusivamente utilitaristico (favorire il mio amico), ma quando si crea una vera simbiosi: segnalo la risorsa che veramente ritengo qualificata per quel lavoro, e che ho conosciuto tramite il social network.

    E qui vengo alla risposta per Ikaro:
    il social network, come dici tu, non crea percorsi diversi dalla vita reale, semplicemente amplifica le tue potenzialita’, perche’ online puoi gestire una rete di contatti e relazioni molto piu’ ampia.

    Certo se per Social Network intendiamo solo Facebook… insomma, qui si parla di lavoro, di professionalita’, il cazzeggio e’ un’altra cosa, ha la sua importanza, e deve avere i suoi spazi, ma non stiamo parlando di quello ora 😉

  • Quello che conta comunque, non è chi viene segnalato e non lo merita (perchè avviene anche nella realtà quotidiana), ma in realtà è molto più importante la visibilità che ottiene chi se lo merita e non è così bravo a “spacciarsi in giro”.

    Un consiglio per tutti, che arriva da Seth Godin, costruite il vostro “brand online”. Fatevi un sito, elencate i lavori che fate, delle case histories, problemi che avete risolto, ecc.

    Nel nostro lavoro è il curriculum migliore che si possa avere!

  • @Donato

    Come portata è indubbiamente molto più ampia, su questo concordo. Mantengo solo qualche perplessità sul fatto che magari la competenza dimostrata in base alla qualità ed alla rilevanza delle risorse condivise sia da sola un motivo per avere più opportunità.

    Casomai ti dà la maniera per arrivare a conoscere dal vivo più persone potenzialmente rilevanti per il tuo lavoro, ma poi le dinamiche sono le stesse.

    Non so.. io la vedo così per lo meno.

  • Forse trovare lavoro con i Social è un po’ utopistico: mi piace molto LinkedIn e lo trovo veramente interessante, molto specifico e meno dispersivo di altri social, comunque credo che, almeno per ora, rimanga non molto di più di un curriculum online, ben strutturato e utile, però un curriculum..

    Un modo veramente ottimo per trovare lavoro a mio parere è sviluppare un “brand personale” in rete, gestendo un blog tecnico, partecipando a forum specifici e facendosi conoscere in modo da diventare sempre più figure di riferimento per un settore nel web ed essere notati..

  • a me e’ successo qualche mese fa poco dopo aver aperto il primo (o cmq tra i primi) blog italiano dedicato a facebook. intervista all’Ansa e il giorno dopo il mio nome e cognome su quasi tutti i quotidiani … poi da li’ sono nati altri contatti con settimanali interessati a capire di piu sul fenomeno fb. x carita’ piccoli interventi ma fanno sempre piacere :)) ora fb per me e’ anche lavoro (blog a parte) e devo dire che in certi casi ha dato dei risultati per certi versi inaspettati.

  • Complimenti Donato per il post molto interessante.
    Mi piaciono i blog dove non solo si parla di dinamiche, ma si propongono suggerimenti concreti, come in questo caso.

    Solo perchè in argomento (non sono solito spammare blog altrui) vi segnalo questa lista di Comandamenti Anti-crisi per Professionisti (e non) tratta da FunkyRev:

    http://www.funkyrev.com/2009/02/12/dan-schawbel-10-consigli-anti-crisi/

    Sono consigli pratici, basati su esperienze concrete di utenti, di come i Social Network possono aiutare nei momenti di crisi:
    In calce all’articolo principale troverete i vari Comandamenti…

    1) Sansone e il Network dei mestieri
    2) Gesù 2.0! Un esempio di come porsi con successo come punto di riferimento
    3) Sansone sorride e sorprende – 3° Comandamento
    4) Sansone e il Bar Sport – 4° Comandamento
    5) Cari contatti, vi scrivo! 5° Comandamento
    6) La molitiplicazione dei Pani e Pesci – 6° Comandamento
    7) L’ubiquità 2.0 – Regno di Dio o Panino al Formaggio – 7° Comandamento
    8) …In fase di Produzione…
    9) Giosuè 2.0 ferma il Sole – 9° Comandamento

    8° e 10° Comandamento in lavorazione…
    Andate in pace 😉

  • il link a repubblica porta a una pagina senza articolo 😀

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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