I Troll (e gli utenti di cui possiamo fare a meno)

Troll

I troll stanno rovinando Internet“, titolava il Time qualche giorno fa, “trasformando il web in una fogna di ostilità e violenza“.

Nel corso dei miei tanti anni passati in mezzo all’editoria online, ho avuto mondo di incrociare e catalogare diverse tipologie di utenti. Più passa il tempo, e più mi accorgo che quelli predominanti iniziano ad essere le peggiori persone possibili e immaginabili, soprattutto se sei un editore e sei quindi costretto ad averci a che fare quotidianamente.

Non riesco a definire questa umanità con un nome preciso, in quanto sono un mix fra troll, hater, “leoni da tastiera” e scrocconi. Sono presenti praticamente su tutte le piattaforme, e se hai avuto modo di gestire un sito, un blog o un forum li avrai certamente trovati sulla tua strada.

Sono utenti che non ti porteranno MAI un euro, anzi: lavoreranno solo per spargere zizzania nella tua community e per crearti dei gran grattacapi. Lavora quindi per attrarre un pubblico giusto, e non farti troppi problemi ad allontanare il più possibile da te questi personaggi.

Ecco un elenco dei loro tipici atteggiamenti.

  • Se sul sito ci sono tanti banner: usano AdBlock perché “Internet deve essere libera come quanto è nata e io sul mio PC mica mi faccio installare decine di cookie che poi le multinazionali del capitalismo mi tracciano!”
  • Se il sito ha pochi banner, non fastidiosi: usano lo stesso AdBlock perché “ho la connessione lenta e il PC vecchio, e i banner me lo rallentano!”
  • Se il sito si permette di cancellare un commento o bannare chi infrange le regole: “nazista! sei contro la libertà di parola e di espressione!”
  • Se il sito chiede di pagare un minimo abbonamento per accedere ai contenuti premium: “cosa ci vuole per aggirare il paywall? ci metto un attimo!”
  • Se il sito chiede di pagare per scaricare un software: “pagare per un programma??? figurati! cerco subito un crack di quelli giusti!”
  • Se il sito chiede di pagare per scaricare/vedere un film in streaming: “ma stai scherzando! li so io i siti dove posso vedere film e dirette! aggratis!”
  • Se il sito vende un video-corso o un ebook: “lo compro, lo scarico, poi applico immediatamente il diritto di recesso e mi tengo il prodotto. Ahahah! come sono furbo!”
  • Se il sito regala un PDF di buona qualità (come spero sia questa guida forex): “che schifo! è pieno di link affiliati!”

Per concludere con il paradosso:

  • Se sul sito/blog parli bene di un prodotto/servizio: “venduto! ti hanno certamente pagato!”
  • Mentre se sul sito/blog parli male di un prodotto/servizio: “bravo! così si fa!”

Ora, se ti rivedi in una o più di queste categorie, sappi che tutto quello che viene creato e pubblicato, su questo e su milioni di altri siti e blog ha un costo. Banalmente anche il nome a dominio, l’hosting e il tema WordPress hanno un costo. Per mantenere e gestire il tutto occorrono tante ore e tanta fatica. Non parliamo poi del tempo, delle energie e del know how necessari per creare dei buoni contenuti, costantemente.

Se quei contenuti ti fanno davvero schifo, non capisco perché tu ne debba fruirne senza pagare il prezzo. Ogni fonte di informazione presente al mondo deve essere pagata, se non con i soldi, almeno con la pubblicità: quotidiani e settimanali presenti in edicola hanno un costo e sono spesso pieni pezzi di pagine pubblicitarie. Per vedere la RAI paghi un canone, e in più ti sorbisci gli spot ogni tot minuti. Senza soldi e/o senza pubblicità, non esisterebbe praticamente nulla di quello che vedi su Internet.

Posso scusarti solo se sei minorenne e se non hai MAI lavorato (soprattutto online).

Viceversa: compra un nome a dominio e uno spazio web, apri un sito/blog e prova a tirarci fuori qualche euro al giorno, per qualche mese. Poi ripassa di qui a raccontarci cosa vuol dire stare dall’altra parte della barricata. 🙂

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10 Comments

  • Con il blog uso la moderazione di commenti , ma settimanalmente mi arriva qualcuno con qualche astio addosso.
    Poi ci sono i periodi. E questo è uno di quelli tosti,
    Perdonami se amplio il discorso anche ai social, ma in questi ultimi tre giorni sono stato bannato da quattro persone su facebook. Prima commentano a caso i post che pubblico poi mi bloccano, quando non segnalano a facebook cose del tutto del regola. Ora si allontanano da soli ma trovo sia molto triste averci a che fare!

  • Uhm… questo articolo mi sembra più uno sfogo contro non tanto i “troll”, ma il tipico utente internet, che è stato abituato fin dagli albori ad avere tutto subito e gratis (il problema è tutto qui).

    Io – nonostante lavori su Internet – sono un utilizzatore di adblock (unica categoria in cui mi riconosco) e lo faccio perchè mi ci hanno costretto tutti i siti che pubblicano pagine in cui il contenuto occupa il 5% dello spazio, mentre il 95% restante è un florilegio di banner, pop up, rich media e via dicendo.

    Di sicuro il tuo sito non fa parte di questa cerchia di adspammer, ma tu sei solo uno dei tanti a pagare le conseguenze degli abusi altrui.

    Come si dice, “per colpa di qualcuno non si fa sconto a nessuno”.

  • Più che un articolo contro i troll e gli hater mi pare la solita (e forse giusta) lamentela di un blogger che vede i suoi utenti usare AD-block e compagnia.

    I banner, pagando forse sempre meno, hanno invaso troppo le pagine web rendendole con i loro effetti grafici e menate varie, troppo faticose da leggere.

    Dunque l’utente che prova a navigare senza e apprezza i miglioramenti in velocità e leggibilità, non lo disattiva mai. Io l’ho installato pure su tutti i mobile e benedico il suo ideatore.

    Se internet vive di pubblicità, forse è tempo di cambiare. Che facciano i blog solo quelli che riescono a farsi pagare un abbonamento o quelli che lo fanno per personale passione.

    Spariranno un sacco di accattoni che mettono su siti e prosperano di bait click. E se in questo tornado perirà pure qualche grande testata, pace, ne usciranno di nuove.

    Se ci pensate è quello che è successo passando dalla carta stampata ai siti web. Le riviste si lamentavano che su internet era tutto gratis e perdevano abbonati, chiudevano. (ha chiuso wired italia!)

    Ecco, ora lo stesso scenario si presenta sulla scrivania di chi ha distrutto un settore e vorrebbe convincerci con la pietà e con l’etica a soffrire una navigazione fastidiosa. No way.

    Personalmente rispondo a chi muove queste accuse che io creo contenuti gratuiti su internet e per questo la arricchisco. Non monetizzare sui miei contenuti mi permette di vivere in serenità l’uso degli ad-blocker e costruire internet come la voglio.

    Ovviamente la mia è un’opinione personalissima e non un riferimento all’ottimo blog del tagliaerbe.

  • Gli esempi citati appartengono più che altro alla categoria “scrocconi”, secondo me 😛

    Sull’uso “disinvolto” dei banner da parte di alcuni siti posso anche concordare – ma non posso certo dare in escandescenze per un paio di annunci “innocui”!

    Ciò detto, sono d’accordo – il Web è pieno di persone rabbiose e/o frustrate (come il Mondo “reale”, in fondo): chiunque produca un qualsiasi contenuto si dipinge da sé un grosso bersaglio sulla schiena…

  • @Linda “Personalmente rispondo a chi muove queste accuse che io creo contenuti gratuiti su internet e per questo la arricchisco. Non monetizzare sui miei contenuti mi permette di vivere in serenità l’uso degli ad-blocker e costruire internet come la voglio.” allora significa che non campi dai tuoi contenuti pubblicati su internet altrimenti a fine mese non ci arriveresti a suon di beneficenza solo per arricchire internet.

    Suona un po’ come dire “Faccio il carrozziere gratuitamente perché arricchisco il mondo delle macchine senza ammaccature”.

    La troppa pubblicità è fastidiosa per tutti. Io penalizzerei i siti web che ne fanno uso eccessivo, mentre premierei quelli che vanno avanti con 3 – 4 banner statitici che non danno fastidio a nessuno.

  • !?!?! Ciao Davide, ti stimo e seguo da anni (giuro, di tanto in tanto ti clicco pure sui banner 🙂 ), però il tuo odio verso gli AdBlokker stavolta ti ha fatto sbandare 🙂 (tono scherzoso, non ti offendere)..
    Ma lo hai letto davvero l’articolo del Time? Che centrano i troll con la lunga lista che hai fatto?
    Troll è un termine grave (molto). E’ davvero una piaga del web ma ha a che fare con il sessismo, il razismo, il bullismo, lo scherno, le polemiche infinite, etc.
    Relativamente alla questione AdBlock, quoto in pieno la commentatrice precedente (LINDA).
    Posso solo aggiungere che l’origine del problema è da ricondurre agli stessi Editori (che qualsiasi blogger crede erroneamente di essere). Un progetto editoriale basato solo sui banner difficilmente può “reggere”, specie se gli ADV non te li vendi da solo.
    L’idea che l’utente debba pagare per fruire di un contenuto resta valida solo in linea di principio. Nella sostanza, la maggior parte degli “editori” ha scaricato sull’utente la propria incapacità di farsi pagare adeguatamente per un banner, con il risultato che spesso per leggere 4 righe di articolo devi scaricarti una pagina di 2-3 mb.
    Se poi navighi con il cellulare il rischio di incorrere in “servizi in abbonamento” (da 5 € alla settimana) per aver sfiorato, magari inavvertitamente un banner, giustifica ampiamente l’adozione di ogni protezione da parte dell’utente.
    Penso che dovresti spostare il tiro dei tuoi attacchi.
    Il colpevole principale è l’editore furfante, è lui ad aver inquinato il web.
    Il lettore invece, con o senza AdBlock, va coccolato e non insultato. E’ la nostra forza.
    Ciao

  • @Steven il mio discorso è più tipo: mi piace la montagna, ogni tanto vado con un sacco e faccio un po’ di pulizia. Voglio che resti pubblica e non diventi un campeggio privato.

    Questo significa che leggo volentieri le idee degli altri e metto a disposizione le mie.

    Non ce la fai a tenere un blog quotidiano con contenuti di alto livello? non ti conviene? bene, fai un contenuto a settimana per il gusto di farlo.

    Perfino la storia di pagarsi il dominio e l’hosting è ridicola (15-20€ all’anno!), se il tuo scopo è divulgare le idee usa una piattaforma gratuita che ce ne sono di belle e ti danno pure una certa visibilità.

    Io quando voglio esprimere una mia idea la “regalo” a qualche sito che la pubblica e questo mi fa sentire apposto con l’uso di AD-block. Un pò di lavoro lo fa il proprietario del sito, un poco io e insieme teniamo un luogo dove scambiare idee.

    In sintesi, non mi piace l’idea che il web abbia fatto chiudere le riviste e licenziare gente e ora si lamenti che questo stia accadendo a lui. Sinceramente, meno contenuti e con più passione a me starebbero bene.

    Ad-block mi da la possibilità di costruire internet come la voglio e tra un poco affrontare pure la piaga dei patreon o delle donazioni di cui magari parleremo un’altra volta.

  • Linda qui non si tratta solo dei blog o degli editori.
    Morirebbe anche chi NON produce contenuti propri.
    Senza tracciamento/annunci/cookie sparirebbero tutti i cosiddetti social network e tutti i motori di ricerca, tutti i servizi mail, youtube e qualsiasi altra piattaforma di servizi o che ospita contenuti. E chi più ne ha più ne metta.
    Sparirebbe TUTTO IL WEB, altro che blog!
    No, aspetta, Wikipedia si salverebbe …e diventerebbe lei il web.

  • Niente di piú vero di quanto letto in questo articolo. Fortuna che ci sono anche piccoli momenti di soddisfazione che ripagano il lavoro svolto e l’impegno profuso. Certo è che se non ci fosse una profonda passione a guidarci, sarebbe davvero dura! Buon lavoro a tutti!

  • Sicuramente è un bel problema, confesso di usare Adbloc, ma solo su alcuni siti web particolarmente fastidiosi,
    Quindi, NON su tutti i siti (configuro via via le eccezioni) ma su alcuni si. Penso che internet sia pieno di contenuti di grandissma qualità, e spesso addirittura gratis, quindi mi sembra giusto che da qualche parte i blogger provino a “recuperare” l’impegno, monetizzando, giustissimo! Ma è anche vero che alcuni siti esagerano con la pubblicità, e questo penso sia il motivo principe della proliferazione degli adblock. Sicuramente i commenti alle volte (specie su Facebook) sono diventati davvero un ricettacolo di sfoghi della peggiore specie, e questo è un aspetto davvero odioso… concordo con il tono generale del post..

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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