Tristezza e malinconia webmarkettare

Web Marketing, Amore e Odio

No, non mi sono svegliato con la luna di traverso. Diciamo che è un umore che da qualche tempo ho e che invece di migliorare, peggiora giorno dopo giorno, al punto di farmi quasi decidere che il Web Marketing non fa più per me o io non faccio più per lui. Sono stanco, ma soprattutto malinconico e triste.

C’è gente che studia, pochi, c’è gente che fa esperimenti, sempre pochi, c’è gente che lavora da qualche parte (ne conosco una serie), non li senti, non li vedi, ma fanno progredire il settore. Ok, tutto a posto.

Poi c’è la massa. La massa di tutti quelli che si presentano come Consulente Web Marketing, Responsabile Comunicazione, Responsabile del Sito, SEO, ecc. ecc., che nascono ieri (e posso facilmente pescare i thread nei forum in cui sono arrivati con la classica domanda “come aumento le visite del mio sito”) ed oggi sono esperti, pronti a dare consigli, pronti a lanciarsi in discussioni su cosa sia meglio fare per, dopo aver letto tre blog, un forum e forse un libro, magari anche vantandosi di avere due anni di esperienza (due, dico due, quando un pizzaiolo avrebbe paura a chiamarsi pizzaiolo dopo quattro anni di apprendistato).

Ok, ognuno faccia quello che gli pare, uno tenta di vendersi, peggio per chi compra.

Io però son triste lo stesso, e questo nessuno può proibirmelo. Vedere persone che in chat mi chiedono se ho tre minuti per dare un consiglio, poi però al telefono non mi chiamano, quando gli dico che sto per uscire, mi fa capire che l’esigenza di crescere, di sapere qualcosa, di approfondire un tema, non vale neppure una telefonata. Se si riesce ad avere al prezzo di un minuto, bene, altrimenti nulla.

E che dire dei tanti consulenti che su Twitter e Facebook si vendono come webmarkettari, ma non rispettano nessuna delle più basilari regole del saper stare al mondo (e tanto meno quelle del Web Marketing che pretendono di insegnare agli altri). Prendo un post che ho scritto sul blog e lo butto su Facebook tale e quale, magari anche in automatico, a ripetizione tutti i giorni, per avere sempre le home degli altri piene di sé. Ma dio, qual è la differenza rispetto a chi invia email? Ah, già, chiaro, Facebook è un’altra cosa, tutti sono lì per leggere, quindi potranno leggere anche tutte le cose che io voglio buttarci dentro.

Poi ci sono i miei “amici”, sempre del settore webbemarketting, che ogni giorno mi invitano alla stessa pagina che ho già rifiutato tre volte. A mucchio, mandano l’invito a tutti. Mi chiedo se tolgano almeno la sorella o per far presto invitano anche lei. Già, ma si sa, contano solo le performance (ma quali, poi?)

Poi la mania ossessiva della visibilità. La studiano, la provano, la insegnano e poi ne diventano schiavi. Eccoli lì a mettere un commento su un post che persino l’autore si scusa per averlo dovuto scrivere perché gli serviva una chiave o doveva fare un favore a qualcuno e loro giù a fargli i complimenti come se avesse scritto la Divina Commedia Underground. Naaaa… non se ne può più. Qualcuno può sparargli, per favore? 😀

Onestamente, il Web Marketing mi pare che stia diventando la nuova frontiera di quelli che pensano di fare i soldi ed i fichi con una cosa facile, come una volta veniva considerata (a torto) l’Istituto Alberghiero. Mi occupo di Web Marketing perché così mi studio il manuale del posizionamento di Html.it, seguo un corsetto da Madri o da Fradefra, leggo Kotler, perché si sa, un po’ di Marketing potrebbe far comodo, lavorando nel WM (così riduciamo pure la key density della chiave). Se dovessi invece diventare avvocato, sai che palle? Mi tocca pure lavorare 😛

Qualcuno mi ha detto qualche giorno fa – “Ma Frà, chi ti obbliga a leggere e interessarti a tutto ciò? Ti piace fare il cuoco? Beh, fallo e non rompere le palle a me!” – e naturalmente ha ragione e dato che in passato in varie occasioni cambiai radicalmente la mia vita con una decisione presa in tre minuti ed applicata il minuto successivo, non è detto che finisca proprio così. Almeno, se cucino male si vedrà, se cucino bene si vedrà e non conteranno ciò che dico o le Twitterate o le Facebookate.

O dite che no? Non è così? Conteranno anche lì? Già, forse avete ragione, ma almeno lì non c’è gente che mangia solo per mettere una firma 😛

Fradefra

 P.S. a margine
===============
Ok, forse ho esagerato, ma le note di fondo sono vere e spero che qualcuno voglia tentare di fare un minimo di autocritica (e con quest’ultima frase, mi sono guadagnato gli ultimi pomodori marci 😛 )

Francesco de Francesco
Ex-Consulente Web Marketing,
ora cuoco e docente dei corsi di cucina di maisazi.com
(senza link, email e telefono, chi li vuole se li cerchi).

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70 Comments

  • Come si fa a capire senza dubbi se questo post l’ha scritto il TagliaErbe o Francesco de Francesco.Oppure il tagliaErbe è Francesco de Francesco? Ma mi pareva di no.

    In ogni caso, chiunque abbia scritto le parole del post, questo non è un lavoro ma uno stile di vita.
    Le tecniche di posizionamento e di marketing per i siti web non sono altro che una trasposizione delle tecniche di posizionamento di se stessi. Il SEO, come scriveva una persona che ho conosciuto per poco tempo e che leggo a volte qua nei commenti, (ciao Jonathan!!) è uno stile di vita e non un lavoro.

  • INIZIO PREMESSA

    Tutti i conoscenti, parenti, amici non del settore continuano a qualificarmi come “esperto di computer”, che sarebbe come qualificare “esperto di meccanica” tutte le seguenti categorie:
    il meccanico auto, il meccanico camion, l’autotrasportatore, il taxista, l’elettrauto, il benzinaio, l’operaio fiat, il designer ecc.
    Dopo 11 anni non hanno ancora imparato che sono un webmaster.

    E già facendo solo il webmaster, mi occupo di troppe cose diverse, ma mi sento obbligato ad occuparmene per via della legislazione italiana sul lavoro per me troppo gravosa di rischi.

    La specializzazione la raggiungo quindi limitando al minimo il numero di: linguaggi di programmazione (1 x tipo), progetti da seguire (2), sistemi operativi (1), motori di ricerca da seguire (1) ecc.

    FINE PREMESSA

    Un consulente, lavorando per tante aziende e su progetti diversi, può permettersi di (e deve) avere una maggiore specializzazione, mantenendo una infarinatura su tutto. A maggior ragione se fa dei corsi avanzati.

    Quindi condivido la tua scelta.

    Ci sono troppi consulenti e insegnanti tutto fare, che pur essendo stati fondamentali all’inizio, secondo me tenderanno ad estinguersi con la maturazione del Web.

    Comunque vedo che il tuo eclettico calendario dei corsi è ancora attivo e arriva fino al 2010, quindi non ho capito se si tratta solo di una provocazione.

  • Ciao Francesco, sono dispiaciuto per il tuo stato emotivo; è uno stato che conosco bene e spero che passi presto per te !

    Dal poco che ti conosco, mi pare di aver capito che è qualche tempo che mandi avanti le due professioni parallelamente, e di sicuro una delle due ha una prevalenza maggiore sull’altra, forse quella di cuoco (correggimi se sbaglio), forse perchè ti coinvolge di più nell’atto materiale della cosa, e nello stesso tempo ti fa sentire più soddisfatto quando sfrutti la disciplina del marketing, per fornire i corsi di cucina ai tuoi allievi.

    Condivido pienamente la tua scelta di mollare il web marketing, perchè la libertà di un uomo si misura anche da queste scelte, e se tutto ciò ti fa stare meglio, è giusto che sia cosi, quindi fai quello che senti sia la cosa più giusta per la tua persona !

    Ora è il turno dei pomodori ! 😉 Scherzo !

    Per quanto riguarda la questione “tempo”, non penso sia un parametro di valutazione in questo settore; conosco persone che fa web marketing da due anni, e ti assicuro che sembra lo faccia da una vita; sono rispettate e prese in considerazione dai webmarketing di settore più conosciuti e stimati; quindi possiamo dire che il “tempo” non è determinante ? Ma che è la persona, la passione, la determinazione, e i risultati, che sono determinanti in questa disciplina ?

    I Social Network o i micro-blogging fanno parte di questa era, e gli emergenti e non, li sfruttano, chi per un motivo, chi per un altro; anche questa tua discussione a cui sto commentando, è venuta ai miei occhi grazie a Facebook; certo, l’avrei letta nei feed o in altro modo, ma non penso sia da giudicare chi sfrutta i canali che la rete offre per le proprie ragioni; non trovi ? Io quando leggo le note di cucina su FB scritte da te, non ti giudico, anzi, le leggo perchè mi interessano, se non mi interessassero, andrei avanti lo stesso, senza giudicare; magari sono altre le cose che mi distrubano di FB, ma rimangono nella mia testa ! Liberta a tutti, no ?

    Hai detto bene: (PENSANO di fare i soldi ed i fichi con una cosa facile).

    Infatti lasciamoli pensare che sia cosi, ma noi cerchiamo di far capire alle persone che la verità è un’altra; io lo faccio ogni giorno, e lo fanno anche altre persone di cui mi sono circondato; se mi lascio trascinare dalla scia, dovrei mollare ogni cosa che faccio, ma non penso sia giusto; io mollo quando so che dipende da me, per una mia scelta, non per l’operato di chi che sia !

    Spero di continuare a leggerti, qualunque sia il tuo argomento 😉

    Con stima, Alessandro Politanò !

  • Il Tagliaerbe (Davide Pozzi) e Francesco de Francesco , sono due persone diverse.

    Per quello che ne so, questo è lo “stile” di scrittura di Fradefra … lo testimonia il rumore dei pomodori marci alla fine del suo post 😉

    Non credo farà solo il cuoco, intanto per oggi è andato a mangiare al McDonald’S (fai bene, ogni tanto ci vuole) …. e poi , se Fradefra fa il cuoco, chi fa la “Formazione Rotolante”?

  • Secondo me è solamente colpa del caldo…

    Non ci conosciamo personalmente, ma è come se io ti conoscessi (o almeno “ti conosco” per quanto ti si possa conoscere dalle tracce lasciate nella rete), ma permettimi di dire una cosa (senza offesa): FraDeFra fatti visitare, stai impazzendo.

    Se non è colpa del caldo, sarà stata colpa di qualche piatto cucinato da te (o da qualche tuo allievo) a base di funghi allucinogeni…

    Non ricordo chi, non ricordo dove, ma già qualche mese fa ho sentito dire: “FraDeFra è uscito di senno…”
    Credo che l’argomento sia nato in occasione del post ‘Dalla prima lettera di Fradefra agli allievi’, ma oltre al post citato ne sono uscite delle belle (ora proprio non ricordo)…

  • Dovrei essere a letto. Oggi dovrebbe essere il mio primo giorno di pausa (per qualcuno sono ferie)…

    Arriva il feed, leggo il titolo e penso… che si sarà inventato oggi il Taglia?
    Inizio la lettura e più vado avanti più mi carico di adrenalina… “minchia”, Davide s’è incazzato con qualcuno… finchè non leggo: <>
    Scendo giù in firma! Maestro Fradefrà! 😀

    Mi unisco al tuo rammarico, ma sono felice di sentirmi un webmarkettaro di sani principi e con umiltà (dato che lo sono da poco più di 2 anni) dico: quando avrò smesso di imparare… farò ancora una volta 1000 km per seguire anche i tuoi corsi di cucina!

    Come detto da SeoPerSeo, questo è uno stile di vita e anche se me ne sono accorto da poco (un po’ è colpa tua), non potrei farne a meno. E se non lo faccio gratis… è perchè ora ho una bimba da crescere e le tasse da pagare 😉

    Frà, a presto!

  • Naaaa

    Francesco che abbandona il web marketing, non ci credo 😉

    Io sono tra quelli che hanno iniziato l’attività da tre(3) anni,( come hobby la seguivo da 7-8 ) e solo ora incomincio a capire qualcosa sullo stile di “fare” SEO e WEBMARKETING.

    Tanto di quello che so, lo devo anche grazie Fradefra, ai sui post, alle sue discussioni al limite e pungenti su Html e forum GT, sempre veritiere e utili.
    🙂

    Sono anche tra quelli che confermano che Fra è sempre, e dico sempre, disponibile, per ogni consiglio o aiuto in chat, gli rompo spesso le p….e e lui costantemente e pazientemente trova il tempo per i miei dubbi.

    Insomma una persona cosi’ ,raramente esiste… eppure c’è 😉

    Mi auguro che sia una provocazione ( è un maestro in questo), anche se posso capire lo sfogo

    Ciao

  • Ciao Tagliaerbe,
    sono solidale con te, il problemi che sollevi non si presenta solo in campo Web Marketing ma purtroppo in molte discipline…

    Sono comunque convinto che la professionalità nel lungo periodo ripaghi, mentre chi non è preparato crea solo terra bruciata e sfiducia nei confronti dei “professionisti”.

    Comunque in bocca al lupo per qualsiasi scelta tu decida di fare e grazie per la conoscenza condivisa

    Massimo

  • Ciao ho letto il tuo post e non ne sono sorpreso…è una cosa che capita in tutti i settori delle così dette nuove tecnologie…io sono entrato nel mondo del fotoritocco 10 anni fa quando su internet o quello che internet era all’epoca…non c’èra nessuna nozione e ti dovevi fare il così detto cu..o per riuscire ad imparare: olio di gomito, notti insonni e tanta ma tanta passione.

    Oggi? Tra forum, tutorials e via dicendo ogni ragazzetto si sente il genio del fotoritocco e della creatività, lo stesso vale per il web design con i cugini dei clienti che si sentono i uebmastella più fiki al mondo senza avere alcuna cognizione di cosa voglia dire fare un sito e cosa voglia dire far funzionare un sito conrisultato concreti e potrei continuare all’infinito ma ti dico una cosa, alla lunga, la professionalità, la passione e tutto questo paga…e anche alla grande!

    Perchè la sincerità, il non fregare i clienti, il farti pagare bene ma poi dare un risultato reale ti distingue dalla massa e a quei così detti ragazzini che si improvvisano beh, non li vedi neanche…stanno talmente sotto di te che non hai proprio di cosa preoccuparti.

    Dall’altro lato bisogna anche fare però pace col fatto che noi regalavamo alle nostre fidanzatine le compilation in cassetta, registrandole ore e ore, scegliendo ogni singolo brano, oggi i ragazzi scaricano in 10 secondi gli mp3, masterizzano il cd e e via. Noi scrivevamo le lettere a mano, loro scrivono gli sms a raffica. I tempi sono cambiati, per certi versi, a vantaggio delle nuove generazioni che, si trovano molto già fatto e pronto per essere assorbito ma hanno una totale mancanza delle basi…di un metodo…

    Sorrido leggendo il tuo post, non disperare…è l’era di internet…è l’era di “e che ce vò, me vedo un tutorial e ho fatto”.

    P.s. Fammi sapere quante visiste ha portato al sito della cucina questo post, eheheh, sono certo che saranno parecchi…

  • Ciao Tagliaerbe,
    il webmarketing è un campo con poco mercato in Italia, un paese dove la promozione sul web è vista dalle medie e piccole imprese come un accessorio anziché come un mercato da sfruttare. Ovvio che se la domanda non richiede professionalità, il mercato si satura di improvvisati del settore. Del resto se il cliente non vuole un servizio professionale che speranza hanno di emergere i professionisti?
    Se io sono un orologiaio bravissimo e faccio cronografi che funzionano per anni senza dare problemi, ma la gente non sa leggere l’ora e utilizza quello che costruisco come bracciale, anche i lacci di gomma colorata faranno concorrenza ai miei orologi e nessuno si lamenterà che non segnano l’ora.

  • ciao a tutti,
    mi iscrivo nella sezione di quelle che ogni giorno se ne vanno in giro per la rete a leggere i vari blog dei vari “moderni scrittori”. E come sempre trovo cose interessanti, cose meno interessanti, cose copiate (dove faccio fatica a capire chi è il vero autore) e dove trovo (evviva la tecnicha giornalistica) un “titolo sensazionale” e un articolo che mi fa perdere tempo.
    Ora, visto che ho usato un sacco di spazio per la premessa, cercherò di essere sintetico, ma per forza di cose, esaspererò un concetto.
    Il web marketing, di cui tanto si parla, di cui ci si riempie la bocca, di per se non esiste, soprattutto non esiste nei termini in cui lo si utilizza.
    Il web è un processo interessantissimo, ma non è marketing, è un mezzo del marketing.
    Parliamo di come posizionare (termine che si utilizzava prima dell’avvento del SEO – amen) un brand, studiamo forza e debolezza di un prodotto, parliamo di come “creare” un desiderio nel mercato, poi parliamo di come far trovare quel prodotto.
    Per chi si è occupato di marketing, e che si occupa veramente di marketing (e lo ha fatto veramente), obiettivo (per per una nota polemica si scrive con una “b” e non con 2 “b”), il marketing è una scienza “quasi” esatta, fatta di esperienza intuito e, soprattutto, di tante teste che pensano.
    Come dico sempre a mio figlio Carletto: prima pensa, poi fai.
    Il marketing pensa, crea, sogna.
    Sapere che una persona al mercato vuole una mela, e avere la mela da dargli, non è marketing, semmai è tecnica di vendita.
    Anche io amo la cucina, anche io ho fatto tanti corsi di cucina. Ma non ho creato una ricetta veramente mia, al massimo ho modificato quella di qualcuno.
    Il marketing è un percorso, come quello di un cuoco, e solo se ci si accolla la sfida di affrontare un mercato, tutto intero, si può dire di occuparsene, diversamene continuaimo a copiare ricette ed ad offrire ai nostri ospiti solo quello che gli piace: spaghetti al pomodoro, bistecchina ai ferri e insalata, per tenere la linea.
    Grazie a TAGLIAERBE, che non conosco, ma che leggo, per il tempo che dedica come “moderno scrittore”, e per avermi dato l’opportunità di togliermi un sassolino che avevo piantato nella scarpa.
    Magari ci risentiremo alle riflessioni che seguiranno a questo mio intervento. Un saluto a tutti e buon lavoro.

  • Fra, non essere così drastico, basta solo fare quello che ci piace ci più cercando di far capire agli altri che possono sbagliare nel fidarsi del primo che passa.

    Poi il resto viene tutto dopo, e a volte sono pure soddisfazioni.

  • Oh

    “Sogno di una notte di mezza estate “? bella provocazione

    parole sacrosante Fra, ma la professionalità tanto prima o poi viene fuori.

    A presto

  • così non vale! così mi cade un caposaldo.
    Ho sempre guardato con ammirazione chi svolge questo lavoro (te in particolare)sperando un giorno di poterlo fare per davvero e ora mi racconti questa storia!!
    non ci voglio credere a tutto,ma credo che non tutti sono veramente degli esperti anche se si spacciano come tali. Io ci ho pensato 10K volte prima di buttarmi in questo settore che professionalmente mi stimola e pieno di “professionisti”… e forse sto facendo la cosa giusta. Osservo ed imparo!

    Ad ognuno lo spazio per le proprie competenze!

  • Non sono un aspirante seo. Non sono un cuoco. Non sono specialista in qualcosa che abbia a che fare con il web.
    Mi piace solo la rete.
    MI piace capire come funziona quello che va oltre un palmo dal naso.
    Mi piace vedere che riesco a interagire con il web.
    Mi piace testare le mie capacità.
    Dette queste 4 fesserie credo di essere come molti altri lettori del tagliablog. Persone che non vogliono rubare idee per vantarsene o per fare due soldi a sbafo.
    E passo al plurale: siamo solo persone normali che trovano eccezzionale l’approccio di Davide Pozzi, ci prende come scrive, beviamo i suoi posts, aspettiamo che scriva ancora ogni giorno.
    Spero che possa essere un motivo per tenere duro e darci un articolo anche domani.
    Grazie.
    Di cuore.

  • Che ipocrisia, nemmeno uno che dice “meno male” 🙂
    Il mondo del seo sta invecchiando, l’entusiasmo degli albori sta passando: non ci sono più i grandi profeti, mentre cresce la massa degli improvvisati, tra cui solo pochi emergono per sapere e originalità. Forse è normale in una professione in cui, oltre alla bravura, contano molto l’apparire e, lasciamelo dire, l’apparenza.
    In fondo sono due cose che hanno il loro peso anche in cucina: lo chef si fa un nome, magari scrive libri alla Daniele Oldani e qualsiasi cosa tocca diventa oro. Poi assaggi la cipolla caramellata e capisci che c’è qualcosa in più. Insomma, alla fine quello che conta è la concretezza, anche se sempre soggettiva, del palato: forse è quello che manca nel web marketing, l’aleatorietà del mezzo fa sembrare a volte di stringere un pugno di mosche.
    Dai Fra, in fondo in qualsiasi cosa si faccia, l’importante è non essere mai sazi, tenere sempre un po’ di fame da parte: è anche con il pregustare la gioia futura che si uccidono la gioia e la malinconia.
    Qualsiasi cosa tu faccia, stai bene.

  • Ciao a tutti,

    c’è modo per sapere il ctr, pardon, la “percentage rate” del copia/incolla del (non) link ai margini del post? Alludo al maisazi.com: magari potremmo dedurre che uno “sclero” è un ottimo incentivo al click!!

    Ciao a tutti e, dimenticavo: Fradefra, tieni duro, non è il WebMKTG ad essere “complicato”; semplicemente, come direbbe mia madre, “se il lavoro era buono, lo facevano i preti”.

    R.

  • Complimenti ! Se cucini come ti esprimi dammi l’indirizzo che vengo a trovarti con altri commensali, hai riassunto in poche parole come gira il mondo, gente che suda e gente che improvvisa. La morale secondo me è che chi sperimenta e si apre otterrà frutti, chi millanta troverà cazzi.

  • Io credo che questa questa situazione convenga ai VERI professionisti!
    Avrei dei competitor “tarocchi” ti permette di vincere Facile.

    Se tu sei un serio e preparato consulente che paure hai, che motivo hai di lagnarti?!?
    Ciao.

  • Ciao Tagliaerbe,

    io sono più di 10 anni che gestisco community, e ti assicuro che sono “crisi” ricorrenti. La sto vivendo pure io con il mio “bimbo” più datato, visto che ne ho diversi.

    L’improvvisazione regna sovrana, l’umiltà non si sa nemmeno da che parte stia di casa, ma alla fine è sempre e solo la qualità che emerge. Questo dovrebbe essere il pensiero quando incroci certi esempi poco edificanti per la professione che fai, come quelli che descrivi, e che si trovano ovunque credimi.

    Sii coerente con te stesso, e se decidi di dedicarti alla cucina a tempo pieno dicci dove, che se fai da mangiare come ti occupi di webmarketing ci sarà da leccarsi i baffi 😉

    Ma io credo, da quello che traspare nei tuoi post, che pure questo è un grande amore, tanto quanto la cucina, spero quindi che ti renderai conto che non devi guardare quello che fanno (o non fanno) gli altri, che sono crisi che vivrai ancora ma che alla fine ti renderanno più consapevole dei tuoi mezzi e della tua forza.

    Spero di continuare a leggere i tuoi manicaretti anche qui. 😉

    Un caro saluto
    rob

  • D’accordo, completamente.

    Personalmente non mi auguro nulla, non spero che tu continui a fare le cose che non ti appassionano più solo perché le fai bene, o per la gioia del settore.

    Anzi, credo proprio che non sia uno stato momentaneo. Alla fine del vagone ci si arriva spesso, ed è lì che si decide di proseguire fino alla fine del treno cercando il proprio posto, o di saltare da una cabina all’altra senza preoccuparsi del numero stampato sulla prenotazione. Se un posto non ci piace più, non ci appassiona o cose simili, è inutile continuare a guardare dal finestrino cercando cambiamenti fuori.

    Dopo tre anni in cui ho cercato di lavorare in rete ho convenuto una sola cosa: chi sa, fa. Chi non sa, insegna.

    In bocca al lupo. 😉

  • Davide ti rendi conto che sto post va quasi meglio della notizia bomba del “pesce d’aprile” 2009?

  • Si DAG, ho notato che in parecchi seguono il TagliaBlog anche il 10 Agosto, e non può che farmi piacere 🙂

    Magari mi fa un pò meno piacere essere confuso con Fradefra (cosa che, vedendo i commenti, è avvenuta piuttosto spesso)… o probabilmente farà meno piacere a lui essere confuso con me 😀

  • @taglia
    ah belìn, e ditelo che stiamo prendendo fischi per fiaschi…. 🙂

  • Ragazzi (tutti e due: tenutario e ospite), ma perché avete pubblicato questo guest-post che metà delle persone non hanno capito chi sia stato a scrivere? 🙂

  • Caro Fra,
    a parte che ti stimo e ti rispetto da anni e ho sempre invidiato un nick come fradefra 🙂
    a parte che se vuoi fare il cuoco sono felice per te….che con la testa ed il cuore che hai puoi solo fare bene qualsiasi cosa, fosse anche lo spazzino !
    a parte che ti consiglio i capperi di Favignana, che sono selvatici e quindi a mio avviso anche migliori di quelli di Pantelleria.
    a parte tutte le riflessioni sull’eterna storia del mondo di giovani contro anziani, del mondo che non è più lo stesso ecc, ecc.

    A parte tutto in bocca al lupo per ogni tua scelta.
    Sappi solo che se lasci ci mancherai.

  • Fino all’ultimo credevo fosse Tagliaerbe a scrivere!
    Io sono uno di quelli che ha aperto da poco un blog e tra l’altro ti ho conosciuto di fama qualche giorno fa perchè c’era un tuo ebook tra quelli linkati da Tagliaerbe.
    Il post è davvero bello! Anche a me è capitata una situazione simile, in contesto piuttosto diverso ovviamente, ma mi piace lo spirito della decisione a freddo di mollare tutto e cambiare vita!
    P.S. Visto che stimo quel che hai scritto ho tolto il link del mio blog 🙂 [solo per questa volta!]

  • Sono stato il primo a leggere il post ieri sera, ma vedo che anche molti altri hanno avuto difficoltà a capire l’autore.
    Forse era meglio iniziare il post con un’introduzione 🙂

  • Ma WordPress non permette di far scrivere più di un utente?
    E’ vero che c’è la firma, ma anche chi legge tutto la legge solo all’ultimo, e bisogna considerare che sotto al titolo c’è scritto ‘Postato da Tagliaerbe’.
    Questo equivoco devo dire che mi è capitato con tutti i Guest Post che ho letto finora

  • …meraviglioso. 33 commenti, sei uscito in Alert con “web marketing” alle 22:50.

    Spero un giorno di diventare bravo come te.
    Un ammiratore

  • Caro Tagliaerbe non sono del tutto d’accordo.
    È vero che i lettori non leggono tutto il più delle volte , o leggono troppo frettolosamente, ma che sia un guest post si capisce davvero poco.

    In questo caso, nell’errore di molti, c’è sicuramente anche un problema di una scarsa evidenza.

    Forse, e sottolineo forse, se solo la firma dell’autore fosse stata a sinistra, qualcuno qualche domanda in più se la sarebbe fatta, ma in ogni caso io ritengo che un guest post meriterebbe sempre una qualche evidenza, specie se sotto il titolo c’è la firma che siamo abituati a trovare, piacevolmente, da queste parti.

  • Io non ho avuto problemi ad interpretare l’autore del post; è scritto chiaramente a fine articolo; in oltre, se si è lettori abituali di Davide, si sà anche che ogni tanto il Guest Post arriva.

    Fradefra – Francesco de Francesco

    è totalmente differente da

    Tagliaerbe – Davide Pozzi

    Che poi il post bisogna leggerlo finno alal fine per scoprire che non è Davide a parlare in prima persona, è un’altro discorso, e infatti sotto il titolo c’è scritto: Postato da e non scritto da !

    O l’ultima parte qualcuno non l’ha letta, o l’ha letta senza dargli importanza.

    Comunque c’è un’altro fattore che mi lascia perplesso; io sono abituato a leggermi anche tutti i commenti di un post, e fra i tanti di questo GP, si è enfatizzato più di qualche volta che il post è stato scritto da Francesco e non da Davide, ma l’errore si è evidenziato ancora … !!!

    Differenze di interpretazioni ? o cosa ?

  • Secondo me si sta parlando di “postato” e non “scritto” senza renderci conto che è una parola in mezzo a mille che fa la differenza.
    Trovo normale non averla letta per molti utenti. Io l’ho letta ma nonostante questo sono stato il primo a sollevare il dubbio (pur avendo letto il nome dell’autore).

    In ogni caso, domani vado in vacanza e auguro buone ferie a tutti…ma davvero a tutti.

    Ho letto anche ilpost precedente sui libri di webmarketing da portare sotto l’ombrellone… ma per me il web marketing, come del resto il pc ed il client di posta ricominciano ad esistere dal 25 Agosto in poi.

    Ciao a tutti.

  • Prima di rispondere uno ad uno, vorrei fare alcune considerazioni più generali.

    Ancora una volta, senza che credo ce ne fosse bisogno, la Comunicazione Online ha bisogno di qualcosa in più, perché il messaggio trasferito arrivi come lo si era concepito in partenza. Che ci piaccia o no, non tutti leggono tutto, anzi mi sa che pochi leggono tutto. Se ci interessa la cosa, dobbiamo darci da fare.

    Prima regola: non è mai il lettore a non capire, è lo scrittore a non sapersi spiegare. Punto. Se lo scrittore non vuol prendere atto di questa cosa, potrà scrivere decine di poesie, ma meglio che non faccia il comunicatore, perché tre quarti dei suoi messaggi non arriverebbe a destinazione o ci arriverebbe male.

    In sostanza, trovo anche io che il limite dei guest-post sia proprio la confusione che generano, non qui, ma su tutti i blog. Vi assisto tutti i giorni.

    Forse è proprio il caso che ogni guest post sia introdotto da un paragrafo tipo “Cari amici, oggi vi pubblico un post che mi è stato scritto da piripicchio, dopo che abbiamo parlato di…” e poi il resto tutto in corsivo. Come per inciso, i giornalisti fanno da sempre (e smettiamola di abiurare tutto ciò che non è online o web o 2.0, che non è per nulla vero che ogni volta si debba partire da zero e rifare tutto!!!).

    Chiudo ed apro un altro commento, per chiarezza :p

  • Fermi tutti, non ho detto che lascio il Web Marketing :p ma solo che sono stanco dell’andazzo. Smetterò di presentarmi come Consulente Web Marketing, questo sì, ma a modo mio, tenterò di far qualcosa.

    Per esempio, insegnare Etica del Marketing (anche se fa più fico parlare di Marketing Etico). Vi anticipo che presto ci sarà un post su questo tema, su esplicita richiesta di Davide. Mi era venuta la tentazione di scriverlo sul blog di ADICO o su Marketing Routes, ma poi ho pensato che sarebbe stato più “etico” farlo qui, dato che è stato Davide a darmi l’idea. Non è probabilmente il luogo più a tema, ma nella vita a volte si può derogare dalla contestualizzazione e tematicità, no?
    E che palle!!!! 🙂

  • @Seo PerSeo e gli altri, sullo stile di vita
    Esatto, è vero che Web Marketing e Posizionamento sono uno stile di vita, tanto che gli amici spesso mi dicono che io faccio WM H24. Proprio così.

    Un giorno una ragazza mi chiese un corso condensato in cui racchiudere 7 altri corsi. Due giorni, con dentro un macello di roba. Notate, era disposta a pagare due giorni full interamente a suo carico, cosa non da poco, per un privato.

    Io decisi per un approccio diverso. Confezionai il corso, gli proposi un prezzo corrispondente alla somma dei singoli moduli (290 euro invece che i 1.200 derivanti dall’applicazione della tariffa giornaliera). Lei mi chiese come mai, io gli risposi che avrei colto l’opportunità per mettere questo corso a calendario e vedere le risposte. In fondo, se arrivavano altro iscritto, noi eravamo a posto coi costi e se ne arrivavano due, cominciavamo già a guadagnare qualcosina e se ne arrivavano tre, noi avremmo preso gli stessi soldi.

    Però, avremmo avuto un’importante informazione, che non si poteva ottenere in alcun altro modo. Cioè se quel corso interessava a qualcuno.

    Arrivarono 4 iscritti, lei non venne, noi dovemmo mettere a calendario altre tre edizioni dello stesso corso, per far fronte alle richieste!

    Ecco, questo secondo me è far Marketing Etico. Far marketing non vuol dire promuovere e far tentata vendita. Far Marketing significa studiare. Non significa fare i buoni samaritani e rinunciare al profitto. Significa guadagnare tentando di soddisfare, significa capire cosa sognano gli altri e tentare di attrezzarsi per darglielo, guadagnando.

    Far Marketing (o Web Marketing) è un atteggiamento, è vero e c’è chi lo sa fare e chi non ci riuscirà mai, nonostante i libri, i forum, i blog ed i corsi (sì, anche i miei sarebbero sprecati, meglio che si risparmino i soldi).

    Questo non toglie, però, che bisognerebbe conoscere i propri limiti e non farsi ridere dietro. Per quanto mi riguarda, non accetto di spacciarmi per ciò che non posso garantire d’essere o di saper fare. Gli altri, facciano quello che vogliono.

    La mia tristezza non dipende dal fatto in sé, ma dal notare che il fatto sia imperante in un settore in cui sino a qualche anno fa non c’era. Tutto qui 🙂

    Assodo, insomma, che anche il Web Marketing è diventato come tanti altri settori e la cosa mi spiace. Amen 🙂

  • @Alessandro Politanò e gli altri che pensano che in due anni si possa diventare esperti.

    Amici, non sto a tentare di convincervi. Per quanto mi riguarda, a chi la letto tanto, ha navigato molto, ha fatto esperienza su uno o due progetti, perdonatemi, ma ho un elenco di domande da fare e sono convinto che non saprebbero rispondere neppure al 10% di queste.

    Ci sono cose, nel Web Marketing come in altri settori, che non si imparano sinché non si ha alle proprie spalle un centinaio di progetti. Cose che non sono scritte su nessun manuale e nessun blog. Cose che si possono solo vivere, altrimenti non si sanno e basta 🙂

    E non chiedetemi l’elenco, altrimenti Davide sarà costretto ad aprire una serie intera di post su questo tema, non un singolo guest-post.

    Però voglio tentare di riassumere tutto con una sola frase. Come si può far Web Marketing in relazione ad un obiettivo aziendale, se non si conosce come lavora un’azienda? Se non si è mai stati in una azienda? Se non si è mai fatto parte di un processo “offertivo/produttivi/redditivo”?

    Posizionare il proprio sito (meravigliosamente) è distante mille miglia dal posizionare il sito di una azienda per farle fare profitti (non conversioni).
    E quando si è riusciti con una, bisogna saperlo ripetere per altre dieci, prima di poter pensare di saperlo fare e bisogno averlo fatto con cinquanta, prima di sentirsi esperti.

    Il che non vuol dire che non ci siano persone in gamba dopo due anni. Ce ne sono a pacchi e molti di questi godono di tutta la mia stima e loro sanno e si identificano (Maurizio, Daniela, Marco, Marco, Luigi, Luca, Pietro, Adriano, Stefano, Enrico, Giacomo, Cesarino, Francesco, … tanto per dirne alcuni e mi scusino gli altri).
    Esperto, però, non vuol dire bravo e neppure bravissimo 🙂

  • Ciao Tagliaerbe,
    Ciao Fradefra,

    grazie…con un unico post mi avete fatto
    – riflettere
    – capire che la fretta e l’emotività non sono buoni consiglieri
    – ricordare che non bisogna dare per scontato che se chi scrive sia l’autore del post
    – ricordare di leggere con più attenzione…

    quindi nuovamente
    Grazie

  • @beniamino buonocore
    Hai così tanto ragione, che un anno fa ed anche più, scrissi un post intitolato “Il Web Marketing non esiste”.
    Infatti, il Web Marketing non è altro che uno dei modi per fare Marketing.

    Poi, però, molti addetti Web Marketing hanno la scrivania al CED (Centro Elettronico Dati), cioè tra gli informatici :p :p :p

    Naaaaaaaaa 🙂

  • @roby sulla percentuale del copia/incolla e visita

    Purtroppo è impossibile. In realtà tu potresti vedere le visite dirette arrivate quel giorno. Io problema sta però nei cookie che su vari sistemi di Web Analytics potrebbero identificare quella visita associandola alla prima che la persona ha fatto al sito e battezzandola con lo stesso criterio.

    Google Analytics, ad esempio, senza una previa configurazione ad hoc, se tu arrivi con un taglia/incolla, e quindi come visita diretta, se prima mi avevi visitato (sino a sei mesi prima) tramite un AdWords, associa questa seconda visita a quella campagna.

    Fregato.

    Quindi, si può avere una indicazione, ma non un dato scientifico e purtroppo neppure ragionevole.

    Per farlo (e potevo, se ne avessi avuto interesse), avrei dovuto modificare il nome del sito in modo impercettibile, per farti fare un copia/incolla con un qualche parametro da riconoscere… ma non l’ho fatto.

  • @Francesco Giordano
    La scelta di cambiar vita, per l’esattezza, è stata presa un paio d’anni fa e le conseguenze ancora non sono del tutto manifeste, ma arriveranno 🙂

    @Kaiser Sose
    Non so se alludevi a me o a Davide, dicendo di “…diventare bravo come te”, ma per quanto mi riguarda, la ricetta è facile. Stai al bar il più possibile, con il cervello acceso 🙂

  • @fradefra

    Forse confondi il webmarketing con il SEO. O forse i webmarkettari ai quali alludi non si occupano solo di webmarketing ma fanno anche ottimizzazione.

    I SEO hanno probabilmente la scrivania al CED e mi sembra anche giusto.
    Come si può ottimizzare per i motori di ricerca senza avere almeno una minima infarinatura di informatica o avere un supporto informatico alla scrivania accanto?

    Non trovo nulla di sbagliato nel vedere esperti di webmarketing che sono anche SEO e viceversa. Un esperto di marketing che si è fatto esperienza informatica può benissimo ottimizzare un sito oltre che promuoverlo egregiamente e studiarne strategie di conversione. Anzi… la conoscenza del codice ti permette indubbiamente di studiare strategie di conversione e di profitto spaziando tra una vastità di possibilità superiore rispetto alla conoscenza del solo marketing. E viceversa.

  • @Seo PerSeo
    Opinione che rispetto, ma non condivido assolutamente. Vero che un SEO deve avere conoscenze tecniche, ma non deve, secondo me, stare in un reparto informatico, ma in quello marketing.
    Fare SEO senza essere intimamente coinvolti nei processi marketing, porta solo il sito a salire per certe chiavi, ma senza dare risultati all’azienda. A volte, invece, meglio che le chiavi salgano parzialmente, ma che siano quelle giuste, che sia giusta la descrizione sulle SERP, che la pagina converta in modo efficace.

    Se il SEO sta nel reparto informatico, sarà sempre troppo lontano dal punto in cui si prendono le decisioni. Peggio ancora, se non essendoci un responsabile web marketing, quelle decisioni deve prenderle lui.

    Io non vedo il SEO come un tenico, tutto qui.

  • @fradefra
    Penso che siamo sulla stessa lunghezza d’onda ma con parole diverse.
    Nemmeno io vedo un SEO come un tecnico.
    Vedo un SEO come una persona che ha necessità di avere competenze tecniche e di webmarketing.

    Se non ne ha nessuna delle due deve stare in mezzo tra il laboratorio di informatica e il laboratorio di marketing.

    Ma col tempo e con l’esperienza per un SEO secondo me è necessario acquisire sia esperienza informatica che di marketing per diventare una persona completa in grado di analizzare gli obiettivi di profitto di un’azienda comprendendone il meglio possibile il processo produttivo, stendere un programma volto alla realizzazione degli obiettivi di profitto e implementare soluzioni (qui entra la tecnica) anche tecniche per realizzare gli obiettivi e renderli costanti nel tempo.

    Ho avuto in passato occasione di conversare con tanti informatici che non capivano la necessità di presentare un prodotto bello ma solo un prodotto funzionale. Ho conosciuto tanti esperti di marketing che non vogliono capire l’importanza di scrivere un testo pensando anche che venga letto da un motore di ricerca e non solo da un’utente in grado di provare emozioni in funzione di quello che legge ed essere indotto all’azione.

    Un SEO (secondo me) deve avere la consapevolezza della necessità di unire l’utile al bello al profittevole.

    Non necessariamente occorre esperienza personale ma è necessario però avere esperienza collettiva e possibilità di relazionarsi sia con informatici che con esperti di webmarketing.

    Tutto IMHO ovviamente.

    Metto anche il nome… per così IMHO si capisce a chi appartiene 🙂
    (Marco Salvadori)

  • Seguo lo stile dell’articolo di fradefra e vado a ruota libera: ma non è che ci stiamo prendendo troppo sul serio?
    Forse ci sono tanti webmarkettari che non sanno fare il loro mestiere esattamente come ci sono idraulici, elettricisti, meccanici ecc. ecc. incapaci e che si vantano di essere degli esperti nei rispettivi settori.
    Il problema, semmai, è che il web amplifica (nel bene e nel male) ogni cosa, quindi il webmarkettaro incapace riesce comunque ad avere una risonanza che il meccanico incapace non riesce ad avere.
    L’ha scritto lo stesso fradefra in uno dei suoi commenti: non pensiamo/pretendiamo che il web debba per forza basarsi su regole e principi che astraggono dal resto della creato, forse non è sempre così.

    P.S. in linea di massima però condivido il concetto di fondo. Per questo sul mio blog la parola “esperto” non compare mai 😉

  • @Francesco de Francesco

    Prendo spunto dalla nota che hai citato nella prima risposta:
    “Prima regola: non è mai il lettore a non capire, è lo scrittore a non sapersi spiegare.”

    Bene, allora considerando ciò, e condividendolo in linea generale, provo a portarti all’attenzione e alla ri-lettura di quanto ho scritto:

    (Per quanto riguarda la questione “tempo”, non penso sia un parametro di valutazione in questo settore; conosco persone che fanno web marketing da due anni, e ti assicuro che sembra lo facciano da una vita; sono rispettate e prese in considerazione dai webmarketing di settore più conosciuti e stimati; quindi possiamo dire che il “tempo” non è determinante ? Ma che è la persona, la passione, la determinazione, e i risultati, che sono determinanti in questa disciplina ?)

    Domanda: Perchè mi attribuisci cose che non ho scritto ? 😉 Ho scritto la parola “ESPERTO” da qualche parte ?

    No, non l’ho scritto; anche se spostando il pensiero sulle persone a cui mi riferivo, IO le considero tali, e non solo IO.

    Puoi darmi una definizione di una persona che parla, scrive e espone i propri pareri sul web marketing, (solo ed esclusivamente sul WM, non fa altro, non si interessa di altre discipline se non siano correlate al WM) e tali pareri vengono approvati ed elogiati sia dalla massa che dai massimi esponenti di settore (tu fai parte di quest’ultimo gruppo) e tali pareri li sfrutta sul campo dietro compenso ?

    Tecnico ? Esperto ? Amatore ? Professionista ? Dilettante ? Una sega ? 😉

    Non voglio mettere tutti sul piano di Loguercio, sia chiaro; volevo solo puntualizzare la cosa, senza dover far nomi !

    Sempre con stima, Alessandro Politanò

  • @Alessandro Politanò
    Alessandro, perdonami, sai che non ho capito? 🙂

    Per inciso, non attribuivo a te l’uso di ESPERTO. Come puoi leggere, ho scritto “Alessandro e tutti quelli che….”

    “Puoi darmi una definizione di una persona che parla, scrive e espone i propri pareri sul web marketing, (solo ed esclusivamente sul WM, non fa altro, non si interessa di altre discipline se non siano correlate al WM) e tali pareri vengono approvati ed elogiati sia dalla massa che dai massimi esponenti di settore (tu fai parte di quest’ultimo gruppo) e tali pareri li sfrutta sul campo dietro compenso ?”
    Questo, secondo me, non vuol dire ESPERTO. Però spiegare perché non voglia dire esperto, con un commento, è troppo difficile e lungo. Tento in qualche modo, scusa se non sarò troppo bravo 🙂
    – il fatto che uno parli, scriva ed esponga i propri pareri (solo ed esclusivamente…ecc.) non vuol dire che sia un esperto, potrebbe essere solo uno che sproloquia, convinto di esserlo (e ce ne sono a pacchi)
    – che i pareri siano elogiati dalla massa, non significa nulla. Tutti i miei allievi pensano che io sia bravo, ma io non sono bravo perché loro lo pensano. Troppo facile! Uso me come riferimento, per non offendere nessuno. La massa per definizione non è in grado di definire un esperto, se lo fosse, significherebbe che tutti sono esperti.
    – elogiati dalla comunità dei massimi esponenti, non vuol dir nulla, nel Web Marketing. Alessandro, in privato (sempre per non offendere nessuno) ti potrei raccontare della tante cose che tra gli operatori non si fanno, per non rompersi le palle l’uno con l’altro. Ti potrei raccontare di pareri negativi che mi sono stati dati da “massimi esponenti” rispetto a blogger, per poi vedere quegli stessi massimi esponenti scrivere i complimenti sul blog in questione. Ti potrei raccontare di eventi a cui ho partecipato, sentondo peste e corna da “massimi esponenti” che poi sul proprio blog raccontano solo le parti positive, senza riportare quelle negative perché a nessuno conviene inimicarsi tizio o caio. Posso andare avanti per ore, su questa linea ed in privato potrei farti nomi e cognomi e posso anche aggiungere che vari dei lettori di questo blog potrebbero confermare, compreso lo stesso Davide, che ha assistito a cose di questo tipo.

    In sostanza, essere esperto secondo me, non si capisce per gli apprezzamenti online, si capisce per i fatti che si svolgono nella vita reale. Esperto è quel signore che invece che citare sempre i grandi progetti (di chi non si sa chi e non si sa che parte ha avuto lui), invece di parlare di quanto sia importante quel libro, viene a cena con me e te e ci racconta di cosa è successo e di che errori ha fatto in quei trecento progetti che ha gestito negli ultimi dieci (o due, se dici che il tempo non conta) anni.

    Vabbè, dai, continuiamo di presenza? Mi sa che è più facile. Sono a Pescia a settembre al GT Study (come utente/allievo, non come relatore). Vieni?

  • Ottimo post Fra, spunti come sempre interessanti ed allo stesso tempo divertenti :). Avrei una domanda sulla definizione di “esperto”. L’esperto mi pare di capire che deve poter vantare un numero minimo di anni di esperienza sul campo ed un certo numero di partecipazioni a progetti. Io a questo aggiungerei un “dipende”… e mi spiego.

    Sappiamo che il web marketing è materia molto vasta. E’ difficile conoscere il web marketing da esperto dopo ad esempio un anno di attività. Però ci sono campi/settori del web marketing che secondo il mio umile parere, anche solo dopo un anno di esperienza, si possono conoscere abbastanza bene.

    Ho in mente adwords. Credo che studiare ad esempio adwords e fare un bel numero di campagne per un anno lavorandoci a tempo pieno potrebbe voler dire esserne in un certo modo esperti. Penso a quei ragazzi assunti da alcune web agency esclusivamente per occuparsi di una precisa mansione.

    Quindi tornando al concetto di esperto di web marketing concordo con quanto dici. Per definirsi tale è necessario poter provare con i fatti una conoscenza a 360° che non può che basarsi su esperienze reali ed anni di attività, però pensando alle nicchie (si fa per dire..) come il “Posizionamento”, o campagne lead, piuttosto che social media marketing, etc.. credo che ci si possa impegnare in meno tempo (meno di 10 anni…) riuscendo ad ottenere comunque ottimi risultati.

    E’ ovvio che chi si specializza in una nicchia sarà carente sulle altre e quindi non potrà usufruire di una “visione d’insieme” che solo probabilmente il tempo potrà fornirgli.

    Discorso comunque complesso ed interessante anche se a stabilire degli standard la vedo duretta 🙂

    Ciao Fra, ti abbraccio

    p.s. bella firma eheh

  • > Per inciso, non attribuivo a te l’uso di ESPERTO. Come puoi leggere,
    > ho scritto “Alessandro e tutti quelli che….”

    @Fradefra invece che giraci intorno, potresti fare questo o questi nomi.
    Fuori il colpevole. Ops, forse sono io.

    Con un trova nella pagina ho visto che sono l’unico ad aver pronunciato la parola “esperto” prima che tu la criticassi, dicendo che altri (non del settore) dicono di me che sono “esperto di computer”.

    Ma ho poi aggiunto, riassumo il concetto, che dicono una fesseria (che è anche la scusa per poi chiedermi di riparare il loro PC, attività lontanissima dal mio lavoro e da me poco gradita).
    Perché non credo che si possa essere esperti in tutte le qualifiche richieste all’interno di un settore (l’ICT nella fattispecie).

    Per esempio, non esiste l’esperto in medicina, ma il pediatra, l’otorinolaringoiatra, l’anestesista ecc. e il medico generico.

    Per intenderci, come webmaster (un po’ tuttofare) io nell’esempio sarei il medico generico,
    e infatti non faccio consulenze ne tengo corsi specialistici.

    Chi lo fa, secondo me, ORA dovrebbe puntare di più sulla specializzazione, perché:
    – aumenta la conoscenza dell’ormai non più nuovo strumento Internet
    – aumentano i corsi universitari relativi a Internet
    – le aziende si stanno dotando di risorse interne per tutte le attività Internet

    Riguardo ai 2 progetti che per te sono pochi, si ORA seguo 2 progetti, uno dei due da 9 anni, e spero di continuare a seguirli per almeno il prossimo decennio.

    Invece che conoscere benissimo una sola materia (solo SEO, o solo programmazione, ecc.) su 100 progetti,
    ne conosco varie meno approfonditamente solo su 2 progetti, evitando tralaltro di imparare tante nozioni utilissime per altri progetti, ma inutili per i miei.

    Dove sta il problema?

    E dato che ci sono spezzo una lancia a favore dei tecnici.

    Correggimi se sbaglio, (in estrema sintesi) dici che:
    – la maggior parte dei consulenti web marketing non vale una cicca
    – la strategia Internet deve essere decisa insieme ai consulenti di marketing e non insieme ai tecnici

    Siamo messi bene allora.

    Se i tecnici sono così inutili nei processi decisionali,
    è una coincidenza allora che le più importanti web company (e anche imprese ICT) siano state fondate da tecnici?

    Google, Microsoft, Yahoo, Intel, Ebay, …

  • @Francesco de Francesco

    Ciao Francesco, che fatica farsi capire in un commento 😉

    Premessa:
    Non mi sono sentito preso in causa nemmeno per un momento; il mio era un riferimento di terze persone, in relazione al fattore tempo !

    Sai che prima di risponderti, avevo pensato di farlo privatamente ?
    Poi ho riflettuto e ho deciso di farlo qui, almeno se fossi riuscito a spiegarmi bene, tu avresti di conseguenza dato una risposta utile per qualcuno interessato; ma non è andata come volevo 🙂

    Quindi, approfitto del tuo invito e ti verrò presto a disturbare 😉

    Per Pescia, non è il mio settore il turismo, ma considerando la distanza non troppo impegnativa e il piacere di ricontrare belle persone; salvo complicazioni, dovrei esserci.

    Ciao Ex-Consulente Web Marketing 😉

  • –>”L’esperto mi pare di capire che deve poter vantare un numero minimo di anni di esperienza sul campo ed un certo numero di partecipazioni a progetti. Io a questo aggiungerei un “dipende”… e mi spiego.” dell’amico sportellista 🙂

    Beh, io dico anni, perché parto dal presupposto che in un anno non si possano mettere assieme dieci progetti conclusi o, meglio ancora, cento.
    Infatti per me essere esperto non significa “conoscere”, ma “conoscere ed avere esperienza”. In sostanza, la differenza tra uno che conosce molto ed è molto bravo, rispetto all’esperto è che quest’ultimo la sua bravura e conoscenza l’ha applicata su molti progetti.

    Poi ovvio che se uno avesse modo di portare avanti 30 progetti diversi, di una certa complessità, in un solo mese, beh, allora quello è esperto anche per me, indipendentemente dal tempo.

    Però, in Italia è già tanto quando uno porta avanti due o tre progetti all’anno, quindi con due anni ne avrà 5 o 6. Pochi, troppo pochi per essere definito esperto. Questo perché i successivi venti progetti potrebbero rivoluzionargli quello che lui dava ormai per scontato.

    Ecco, forse la cosa giusta sarebbe parlare di progetti a cui si è lavorato, piuttosto che di anni.

    Boh!!

  • Mik, io non accuso nessuno di definirsi esperto, perché io non potrei valutare se lo è o non lo è, senza lavorarci assieme.
    Dico solo che molti si definiscono così, poi io gli faccio quattro domande e capisco che hanno visto troppo poco, per definirsi tali.

    Tranquillo, tu non sei in mezzo, per il semplice fatto che non ti conosco 🙂

    Rispetto la tua opinione, ma non sono d’accordo su un punto. Se una persona segue per 20 anni due progetti, per me è difficile (non impossibile) che possa essere esperto, perché potrebbe trattarsi di due progetti che gli fanno vedere per 20 anni solo un certo aspetto o una categoria di aspetti di quel particolare lavoro.
    Secondo me, insomma, esperto vuol dire tanti progetti, possibilmente diversi, non necessariamente tutti grandi, ma non uno o due, per quanto grandi. Ovvio, è un mio parere e ciò non significa che quella persona non possa essere bravissima e stimatissima ed io stesso rivolgermi a lei.

    Quando parlo, forse un po’ negativamente dei tecnici, non prendertela a male. Io SONO un tecnico, arrivo da 10 anni di programmazione in C (quello che si scriveva, riga per riga, non quello visuale), ho scritto programma TSR su DOS e sulle prime versione di Windows, ho scritto programmi di interfaccia con sistemi di monitoraggio di sonde, ho fatto il progettista software per altri dieci anni, conosco almeno una decina di linguaggi di programmazione (anche se sto tendando di scordarli), Assembly compreso.

    Quello che intendo, però, è che il Web Marketing è principalmente Comunicazione, Psicologia, Sociologia, Marketing (ovviamente), Italiano, Dante, Petrarca e Gossip.

    Parlare di Usability non ha senso, se non si conosce un minimo di psicologia. Un programma è usabile in relazione al contesto culturale, sociale, economico e di imprinting emotivo/desiderio in cui si vive.

    Un tecnico non è che non può decidere e fare Web Marketing (altrimenti io sarei il primo ad essere segnato), ma nel momento in cui fa WM, deve scordarsi il database, il PHP, gli Hub, gli Switch, il TCP/IP, il CSMA/CD ecc e pensare solo a ciò che un uomo vorrebbe e come lo vorrebbe, lasciando ad una seconda fase, il decidere come far sì che ciò possa succedere.

    Invece i Webmarkettari tecnici, sono quelli che fanno un sito in un certo modo, perché la tal libreria è gratis o consente solo quello, quella pagina ha quel disegno perché così sarà più veloce (non che non sia importante, per carità), usano quello script perché è più elegante, riciclano quel pezzo di software perché la manutenzione sarà più semplice.
    Poi quando quel sito non riesce a vendere, se la prendono con gli utenti perché non sono abbastanza informatizzati.
    Come quei tecnici che sostengono che si dovrebbe fare solo siti FF-compatibili, perché è ora che gli utenti smettano di usare IE6. Poi il mio sito invece fa 1.000 visitatori al giorno su 3.000 con IE6 (sì, 6), ma secondo loro sbaglio io ad accontentarli e dovrei invece educarli.

    Poi non dico che non ci siano i tecnici capaci di ragionare in chiave non tecnica, ma, cazzo, io non ne conosco. Me lo presentate uno?

    Ogni volta che conosco un nuovo sviluppatore e gli chiedo di farmi una pagina in un certo modo, la prima cosa che mi risponde è – “Ma perché? Ma no, dai, facciamola così, tanto si capisce lo stesso e al limite glielo spieghiamo, poi in fondo dovranno pure svegliarsi (gli utenti), altrimenti peggio per loro”.

  • Effettivamente Fra Concordo! 🙂
    p.s. Sportellista mi è nuovo ma non mi dispiace ehehhe
    Ciao

  • —>Sportellista
    Ho pensato che meglio l’uomo, cioè lo sportellista, che lo sportello, che in fondo è solo una cosa :p
    Non prendertela, scherzavo 🙂

  • >> Rispetto la tua opinione, ma non sono d’accordo su un punto. Se una persona segue per 20 anni due progetti, per me è difficile (non impossibile) che possa essere esperto

    @ Fradefra, io ho lavorato x 5 anni come dipendente, prima per un e-commerce e poi per una webagency, e a seguire mi sono messo in proprio per continuare il progetto che avevo avviato nel tempo libero.
    Non so ho contato i progetti che ho seguito, ma non mi interessa la medaglia di esperto (di che poi?), non ho nulla da vendere, anzi a chi vuole darmi del lavoro devo dire di no e talvolta ci rimane male.

    Quello che invece voglio dire, è che ci sono tanti modi diversi di lavorare in questo settore, ognuno adatto a certe persone, attitudini, capacità …

    Sicuramente è utile avere l’occhio esperto ed esterno di una persona che ha visto un centinaio di progetti, ma questo non vuol dire che non ci sia spazio per persone che quel progetto lo seguono quotidianamente, e che necessariamente queste ultime siano meno qualificate.
    Hanno due qualifiche diverse che si dovrebbero completare a vicenda.

    Se invece l’ufficio marketing sente il consulente esterno, e poi passa l’ordine dei lavori al tecnico, …
    credo ci sia un problema di comunicazione interna.

    Lo sviluppatore che chiede “perché?”, per me fa bene, anch’io facevo così.
    Ti basta questa affermazione, o vuoi saperne il perché? 😀

    – motivazione: se so perché faccio una cosa sono più motivato a farla bene
    – convergenza degli obiettivi: anche se sono ben definiti i requisiti, lo sviluppatore dovrà prendere tutta una serie di decisioni di contorno, e se conosce gli obiettivi può indirizzarle verso quelli
    – feedback: dal confronto può nascere un’idea ancora migliore.

    E riguardo alla SEO, terra di confine fra webmaster/tecnici e webmarketer, in fondo cos’è?
    – parlare agli utenti
    – parlare e ascoltare una macchina che si chiama Google, e agire di conseguenza

    Se per la prima attività sono importanti le conoscenze di web marketing e il saper comunicare, per la seconda sono importanti anche le conoscenze tecniche.

    >> Invece i Webmarkettari tecnici, sono quelli che fanno un sito in un certo modo, perché la tal libreria è gratis o consente solo quello,

    Quelli sono semplici installatori, e stanno diventando più numerosi degli sviluppatori.
    Io noto che rispetto a quando mi sono appassionato io di Internet ora c’è tanta euforia e poco entusiasmo.
    Poco entusiasmo nel fare, nello scoprire con le proprie mani, nel rompere le cose per vedere come sono fatte.
    Tanta euforia di inseguire le buzzword, di apparire, di esserci.

    Nulla di grave, credo sia il frutto di questo decennio, inaugurato con il grande fratello 1 e vissuto come un reality.
    Il decennio sta per finire, come nei decenni precedenti si butterà l’acqua sporca e si terrà il bambino, e come un oracolo ora stai parlando di webmarketing etico.

    Io piuttosto parlerei di etica nel webmarketing.
    Altrimenti si crea un nuovo termine usabile a scopi ingannevoli come tanti prodotti che appaiono come “solidali”, “eco”, “bio” …
    come gli eco-incentivi che premiano una industria inquinante e i possessori delle automobili più inquinanti.

    >> Come quei tecnici che sostengono che si dovrebbe fare solo siti FF-compatibili, perché è ora che gli utenti smettano di usare IE6.

    Qui sono assolutamente d’accordo con te, faccio battaglie verbali contro i colleghi che vogliono abolire il supporto di IE6, e quelli che parlano di UTONTI.
    Non esistono gli utonti, esistono sviluppatori che fanno applicazioni poco usabili.
    Il livello di informatizzazione degli utenti/clienti è solo una delle tante variabili da tener presente.

    Ognuno tende a pensare che il suo mestiere sia il più importante, e gli altri si devono adeguare,
    quando invece siamo tutti solo polvere di stelle.

  • –>”Lo sviluppatore che chiede “perché?”, per me fa bene, anch’io facevo così.
    Ti basta questa affermazione, o vuoi saperne il perché? 😀

    – motivazione: se so perché faccio una cosa sono più motivato a farla bene
    – convergenza degli obiettivi: anche se sono ben definiti i requisiti, lo sviluppatore dovrà prendere tutta una serie di decisioni di contorno, e se conosce gli obiettivi può indirizzarle verso quelli
    – feedback: dal confronto può nascere un’idea ancora migliore.”

    Non intendevo criticare gli sviluppatori che chiedono perché, ma quelli che si ostinano poi a fare come dicono loro. Concordo che chiedere perché sia meglio, quello che trovo sbagliato è poi voler insistere a fare una certa cosa in un certo modo solo perché tecnicamente è meglio.

  • Fra so che scherzavi e mi piace davvero 🙂 perchè dovei prendermela? Ciao caro 🙂

  • Roberto, grazie per aver ripreso il mio articolo e per le tue considerazioni 🙂

  • Avevo già notato la piega presa dal TagliaBlog,
    e me ne dispiace, ma la tua scelta è personale e non si discute,
    le affermazioni si, tipo:
    – “in controtendenza rispetto al trend” (ma se ormai in giro si trovano solo webmarketer?)
    – “non ha più senso parlare di SEO”

    Per me non ha senso invece che i webmarketer insegnino ad altri aspiranti webmarketer come fare i webmarketer i quali a loro volta diventeranno insegnanti di webmarketing (e di tutto e di più) perché non potranno altrimenti monetizzarne gli studi.
    Infatti prima o poi si scontreranno con il fatto che non basta cambiare un aggettivo per raddoppiare i risultati, ma se ci sono caduti loro, ci possono cadere pure altri.

    Una sorta di moderna catena piramidale, un mondo autoreferenziale a cui io mi sento sempre più distante, dove si fa tanto webmarketing personale, ma si parla poco di quello che dovrebbe essere il vero webmarketing, non dissimile da quello praticato per decenni in altri settori.

    La SEO non è solo title e h1, la SEO è studio e ricerca, con approccio tecnico e scientifico, non con parole filosofiche condite di aggettivi, suggestive ma prive di concretezza.

  • Scusa, Mik, ma non capisco il tuo intervento.
    Qualcuno che faccia formazione ai webmarketer ci vuole, no? E non possono mica essere i panettieri a farlo, devono essere altre persone che hanno studiato la materia e l’hanno applicata sul campo.
    Se poi mi dici che non tutti siamo adatti a fare formazione, fin qui siamo d’accordo.

  • Roberto mi sono sbagliato a commentare, avevo due finestre aperte su due articoli.
    Non lo riporto pure la perché a forza di fare la voce fuori dal coro non voglio sembrare polemico.

    Nel web si parla fin troppo di web marketing, tanto è che un blog che parla/va di SEO si ritrova con 1 commenti in un articolo dedicato alla SEO e 69 in un articolo dedicato al web marketing.

    Tutta la catena del valore parte dell’utente o cliente finale, tutto questo interesse degli operai Internet per il web marketing a discapito di altre discipline, va negli interessi dell’utente o contro?

    E poi quale web marketing? Per me un è solo un web marketing vecchio, che prende un po’ di cose del marketing tradizionale, e ne aggiunge altre solo perché nuove.

    Il marketing che vorrei, è un marketing talmente coraggioso da rinnegare il suo nome e riutilizzare le risorse interne esperte nelle relazioni umane per seguire il cliente/utente in tutte le sue fasi: dal pre vendita, al post vendita, ai reclami, alla ricezione dei feedback su come migliorare i prodotti …
    Invece tutti questi addetti sono in scatole chiuse non comunicanti fra loro.

  • @Mik: eddai, non fare anche tu l’errore di travisare le parole del post.

    Non ho scritto che non parlerò più di SEO. Semmai, se hai visto in giro così tanti web marketer, avrai visto persone che confondono web marketing col mondo autoreferenziale del “guadagno online” (vedi http://www.webmarketingforum.it/discussioni-varie-sul-web-marketing/1090-il-web-marketing-non-e-il-guadagno-online.html ), dove i personaggi in questione si autoproclamano guru e passano il tempo a commentarsi/elogiarsi fra loro…

    Non credo che questo sia il caso del TagliaBlog 🙂

  • @Mik: beh, in teoria in azienda ci sarebbe un’area dedicata proprio a fare quello che descrivi: il CRM (Customer Relationship Management).
    Concordo con te che le aziende, soprattutto italiane, che adottano un vero approccio CRM si contano sulle dita di … 2 mani, però non diamo tutta la colpa ai markettari 🙂

  • @Tagliaerbe

    Ok non lo hai detto, ma l’andamento è quello, ed è lo stesso andamento di commenti e visite.
    Se il webmarketing ti appassiona: fai bene!
    Io critico piuttosto che in questo periodo nel web c’è un po’ troppa attenzione verso il webmarketing.

    E’ giusta la vostra distinzione con il “guadagno online”, comunque continua a non piacermi, sarà che ho dei pregiudizi che magari un giorno spariranno leggendo il tuo blog. 🙂

    @Roberto

    Il CRM credo sia riduttivo (come nome e attuali competenze), e dovrebbe starci dentro pure il marketing.

    Una azienda comunica come se fosse una (unica) persona.
    Non puoi tu azienda sedurmi con quella gran bella gnocca che ad ogni cartellone stradale insiste perché mi unisca alla sua tribù, e poi, se dopo l’acquisto ti telefono mi rispondi in burocratese.

    Tu esperto di marketing conosci la mia psicologia e sai come suscitare i miei desideri con una pubblicità?
    Allora saprai anche come istruire gli operatori telefonici come trattarmi nel caso di un reclamo, ricordandoti di essere coerente.

    Questo è quello che io percepisco e penso come cliente.

  • @Mik
    In realtà nella definizione “accademica” di CRM il marketing ci sta dentro eccome. Che poi in azienda spesso lo si faccia conicidere solo con l’assistenza post-vendita al cliente, questo è tristemente vero.

    Sul discorso dell’esperto marketing che dovrebbe istruire gli operatori telefonici non sono d’accordo. Non penso che una singola persona possa (salvo eccezioni) avere tutte queste competenze (marketing, web marketing, comunicazione, formazione, customer care…). Secondo me si tratta di competenze diverse assegnate a persone diverse CHE DEVONO LAVORARE IN TEAM.

    Un bel esempio di integrazione sarebbe se al call center ci rispondesse la bella gnocca del cartellone stradale 😉

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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