Editoria, Web Marketing, SEO e Social: quali trend per il 2014?

Come capita a tanti di fare a fine anno, anche io ho cercato di sintetizzare quelli che sono stati i trend emersi nel corso del 2013, provando ad intuire quali leve tirare e su quali settori investire (tempo e denaro) per i 12 mesi a venire.

Per alcune di queste tentenze un aiuto prezioso ci viene dall’analisi (a posteriori) del solito Google Analytics, per altri sono i soggetti con cui abbiamo a che fare quotidianamente – parlo nello specifico di Google e Facebook – ad averci indicato la via.

Per il 2014, fossi in te mi focalizzerei su questi 5 ambiti:

1. Il mobile fa almeno 1/5 del traffico

Hai notato la crescita esplosiva degli accessi via smartphone e tablet nel corso del 2013?

Sul TagliaBlog, nel 2010 erano il 2,92%, nel 2011 il 6,28%, nel 2012 l’11,95%, fino a arrivare al 21,82% a Dicembre 2013. Una volta si diceva che gli accessi mobile crescevano solo in estate, ma i fatti dimostrano ben altro: la crescita è continua e costante nel corso di tutto l’anno, praticamente un raddoppio ogni 12 mesi.

Ci sono alcuni settori specifici dove il mobile ha già surclassato il desktop: il famoso “sorpasso”

Il sorpasso del mobile sul desktop

– di cui si mostrano slide da svariati anni – pare sia insomma avvenuto, per esempio sui social, o per alcune attività locali.

Ciò comporta, soprattutto per gli editori, 2 livelli di problemi:

• per prima cosa, il sito deve oggi essere obbligatoriamente fruibile via mobile. Nel mio piccolo ho già provveduto con un plugin diversi anni fa, ma più passa il tempo e più mi convinco che la via NON è quella di creare un sito che si vede in modo da desktop e in un altro da telefono/tablet, bensì quella di offrire una esperienza contigua da fisso a mobile. Ergo uno dei miei sogni per il 2014 è regalare al TagliaBlog un bel tema responsive (web designer, fatevi avanti 😀 )

• il secondo punto è forse ancora più delicato del primo, perché riguarda l’aspetto economico. Se gli utenti si spostano sul mobile, bisogna capire come monetizzarli, e in fretta. Altrimenti più passa il tempo e più si perdono soldi, perché se le pageview rimangono più o meno costanti ma gli utenti accedono al tuo sito con un dispositivo diverso, è come se perdessi traffico se non trovi il modo di guadagnare dal mobile almeno la stessa cifra che guadagni dagli accessi via “PC fisso”. Bisognerà quindi farsi la “punta al cervello”, e studiare e testare formati pubblicitari mobile friendly.

2. Google premia i contenuti (e i link) “biologici”

Panda (2011) e Penguin (2012) hanno cambiato radicalmente le cose, trasportandoci nell’era del Content Marketing e di un approccio più “ruspante” alla SEO.

Pertanto, se vuoi dormire sereno e garantirti un futuro senza troppe scosse telluriche, la via è quella di investire tempo/denaro nella produzione di contenuti di qualità/valore, che attraggano link in modo naturale, senza troppi artifizi: anche la promozione di questi contenuti dovrebbe infatti essere all’insegna della naturalezza, cercando la via faticosa (=link earning) ed evitando le scorciatoie (=acquisto di link a destra e a manca).

Insomma, se sei un editore e devi decidere a cosa destinare il tuo budget, assolda dei buoni redattori/copywriter in grado di garantirti un gran volume giornaliero di contenuti di gran qualità: sì, perché anche la quantità ha il suo bel peso, soprattutto se vuoi competere in certe nicchie dove sgomitano colossi che possono permettersi di pubblicare decine e decine di news al giorno.

Infine, sempre parlando di Google, temo sia terminata l’era nella quale era possibile snobbare Google+: sebbene non sia ancora stato provato che le condivisioni su Google+ possano migliorare il posizionamento sul motore di ricerca, sembra invece certo che i “+1” influenzano le SERP dei contatti “cerchiati”, e pertanto lavorare su Google+ per ottenere più amici e attività sui contenuti postati è sicuramente una delle strategie da adottare per il 2014.

3. Facebook sta riducendo progressivamente la visibilità organica

La cosa è divenuta evidente un mesetto fa, anche se il trend era già in atto da tempo: la portata di un contenuto pubblicato su Facebook, soprattutto se questo viene pubblicato in modo “automatico” (ad esempio, tramite NetworkedBlogs), è scesa a livelli ridicoli.

Di conseguenza, quegli editori che avevano investito pesantemente nella creazione e gestione di proprie fanpage su Facebook (per dirottare da queste traffico sui loro siti web), hanno ricevuto una sonora mazzata.

L’unico consiglio che mi sento di dare, è quello di pubblicare ogni contenuto della fanpage “a manina”, aggiungendo al link una bella immagine e un po’ di buon testo: così facendo sembra che la portata non cada a livelli infimi. Sempre che non si voglia invece investire nell’acquisto di visibilità tramite la pubblicità di Facebook…

4. I banner sono (sempre più) invisibili

Anche questa è una tendenza già in atto da anni: i classici banner, nelle classiche posizioni in cui li mettono tutti i siti web, non vengono ormai né visti, cliccati.

La conseguenza è che, per mantenere alto il CTR, i formati pubblicitari sono sempre più invasivi/interruttivi, e gli utenti sempre più propensi ad utilizzare sistemi per non vederli del tutto.

La soluzione, che si è delineata con forza nel corso del 2013, è quella del ricorso alla Native Advertising: il contenuto si mischia con la pubblicità, l’utente legge il contenuto (e quindi si sciroppa anche il messaggio pubblicitario), e vissero tutti – editore e inserzionista – felici e contenti: la marchetta camuffata sale sul trono e spodesta il banner.

Ma ATTENZIONE: Google ha fiutato il trend e ha dichiarato guerra agli advertorial già diversi mesi fa; pertanto, se hai deciso di vendere “pubbliredazionali”, cerca di fare le cose eticamente e seguendo le linee guida, o quest’anno rischierai qualche grosso scivolone nelle SERP del motore di ricerca.

5. Oltre la SEO, oltre i Social

Quale obiettivo, dunque, per il 2014? Ovviamente sempre quello di portare conversioni, almeno in prima battuta, e parallelamente fidelizzare il cliente/utente/lettore.

L’indipendenza dalle fonti di traffico classiche (motori di ricerca e social) dovrebbe essere un mantra per quest’anno, per chiunque vive grazie alla propria presenza online.

Sei un editore? Hai un ecommerce? Offri consulenze? Fondamentalmente il messaggio che ho da darti è lo stesso: lavora costantemente per “potenziare” la tua presenza e il tuo brand, cercando di non dover lottare tutti i giorni per riguadagnare il tuo pubblico, partendo da zero.

Fai in modo di non dover badare a Google o a Facebook – e ai loro capricciosi algoritmi – per fare traffico/vendite, che invece dovrebbero arrivare – almeno in un mondo ideale – da persone che scrivono l’indirizzo del tuo sito/blog direttamente nella barra del browser o lo hanno nei preferiti, o grazie al fatto che hanno inserito il tuo feed nel loro feed reader o si sono iscritte alla tua newsletter.

Fidelizzazione, pubbliche relazioni ed engagement, sono termini legati a doppio filo: significano che è sempre più necessario dialogare e ascoltare (anche se non troppo 🙂 ) il tuo pubblico, e fare in modo che ti scelga e si ricordi di te senza dover passare da un motore di ricerca o da un social.

Buon 2014 🙂

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13 Comments

  • Impossibile non trovare condivisibile questo articolo, unico problema: far capire ai clienti l’importanza di un buon lavoro e la sacrosanta necessità di dedicare del tempo ai supporti che vengono creati…

    Questa gente dovrà cambiare, e cambierà, dovessimo trasformarla a suon di bastonate 🙂 …

  • Ciao e buon 2014!
    Condivido pienamente la conclusione: slegarsi dagli algoritmi di Google e Facebook!
    E credo che questa via, oltre ovviamente ad un blog con contenuti di qualità, possa sempre più perseguirsi intrecciando il web al reale attraverso gli Eventi. La creazione di eventi sarà a mio parere un tasto caldo del 2014 (e dell’avvenire) per ciò che riguarda la propria ed altrui promozione online!

    Ciao!

  • Assolutamente tutto condivisibile, oggi per la prima volta la visione strategica – costruzione di un brand – conta più di quella tattica intesa come individuazione del corretto media mix e implementazione della strategia.
    Riguardo al drammatico calo della reach di Facebook, a mio avviso oggi è impensabile approcciare FB senza affiancare gli Ads alla gestione della conversazione, che dev’essere indubbiamente “artigianale” come ben sottolinei. Quindi dal punto 3 deriva la necessità di un investimento pubblicitario a supporto delle attività abitualmente svolte più che altro.

  • Interessante e tutto condivisibile direi, fatto salvo per l’invito ad usare G+: in Italia – e non solo – è usato veramente da 3 gatti (tralascio il numero di utenti registrati, che è completamente falsato), e anche quei 3 gatti lo usano poco.
    Io lo vedo come un morto che cammina, e camminerà a lungo solo per volontà del suo creatore.

  • @andreas, concordo con te…G+ in Italia è poco utilizzato e io sono tra quei 3 gatti…quindi ne restano fuori 2 😀
    Parlando seriamente G+ non è male se utilizzato bene (e non dico di saperlo utilizzare al meglio!)…ad oggi mi trovo a dover condividere e commentare solamente post di UK e USA visto che in Italia pochi lo utilizzano con continuità.

    ps. lo slegarsi dagli algoritmi di Google e Facebook in teoria è una buona idea, nella pratica chi inizia?? Io non penso…

  • @Matteo: slegarsi da Google e Facebook non significa fare in modo di non ricevere traffico da loro, ma semplicemente investire sulla fidelizzazione dei propri utenti, magari portandoli (primo esempio che mi viene in mente) ad iscriversi alla newsletter del sito (strumento al 100% indipendente da motori e social, e che se ben gestito può decuplicare il fatturato (se parliamo, ad esempio, di un ecommerce)).

    Ci sono casi dove le revenue vengono fatte esclusivamente da campagne PPC indirizzate ad una landing page, senza traffico da fonti organiche 😉

  • @Taglia capisco…ma fare entrambe le cose? Non è impossibile stare al passo con G e nello stesso tempo curare la user experience, Social, ecc….difficile, ma non impossibile.

    Penso che sia giusto avere più fonti di traffico, ma non pensare a G vuol dire molto prob. (non in tutti i casi!) perdere molte visite da G stesso nel lungo periodo.

  • @Matteo: se fai un buon lavoro lato fidelizzazione/branding, e se produci ottimi contenuti, ti “posizioni naturalmente” anche su motori e social, perché verrai linkato (=e salirai in Google) e la gente parlerà di te e condividerà quello che scrivi (=e farai traffico da Facebook e Twitter).

    Ci sono ambiti, poi, dove non è necessario fare chissà quale traffico per campare: conosco professionisti nella SEO che fanno poco o nulla a livello di produzione di contenuti, e che sono quasi invisibili sui motori e sui social, ma grazie al loro brand hanno talmente tanto lavoro da rifiutare i clienti… 😉

  • @Taglia correttissimo per alcuni settori…ma se si parla di tondini? Ci sono attività che sono “poco accattivanti”…peró giustissimo quello che dici, anzi nel 2014 quello che voglio iniziare a fare è cambiare approcio e muovermi nella direzione da te indicata anche x settori “piú ostili” 😉

  • Grazie per l’articolo!
    Non mi stupisce il punto 2, visto che produrre contenuti è il mio lavoro, mentre avevo sottovalutato il punto 1. Forse perchè chi lavora B2B si immagina un target da ufficio, di fronte ad uno (o più!) schermi ad alta risoluzione. Da approfondire!

  • Ottimo articolo! Molto interessante e profondo nell’analisi e nel concetto!
    Farò tesoro dei tuoi consigli!

  • Sempre più ho l’impressione che con l’andare del tempo solamente i siti con una grande capacità economica potranno lavorare a pieno regime sulla quantità / qualità di contenuti necessaria, oppure dei grandi “network” di “volontari” che scrivono sulle loro passioni…

  • @Luca, capisco il tuo punto di vista ma sono più positiva: una piccola azienda ha bisogno di una quantità di contenuti diversa da una grande azienda, ergo ciascuna può permettersi di mettere in campo budgets diversi. In particolare, all’inizio, diciamo per una semplice ottimizzazione delle pagine gli investimenti sono abbordabili. Lo so perchè creo contenuti per lavoro e tutti i giorni faccio riscoprire ai piccolo e-commerce o ai consulenti SEO più disperati che quello che cercano non è impossibile. Ma forse anche io sono una “volontaria” che si spende per le proprie passioni 🙂 Chissà!!!

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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