Il tablet e il futuro (NON a pagamento?) delle news

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A 18 mesi dall’introduzione sul mercato dell’iPad, l’11% degli statunitensi adulti possiede oggi un tablet. Circa la metà (il 53%) lo usa per leggere quotidianamente delle news, che possono essere lunghi articoli così come semplici headline.

Ho scritto giorni fa un articoletto sul perché gli editori amano tanto i tablet, ma a quanto pare la maggior parte degli utilizzatori di questi device dice che NON sarebbe disposto a pagare per leggere dei contenuti attraverso lo schermo di una tavoletta.

Lo studio, condotto dal Pew Research Center’s Project for Excellence in Journalism in collaborazione con The Economist Group, ha scoperto che il 77% degli utenti usa il proprio tablet ogni giorno, spendendo col dispositivo circa 95 minuti.

Il consumo di notizie si posiziona come una delle attività più popolari, circa come l’email (54%) e più del social networking (39%), del giocare (30%), del leggere libri (17%) o del guardare video e film (13%).

Attività svolte col tablet

Lo studio ha anche rilevato che 3 utenti su 10 fra quelli che leggono news su tablet ammettono di leggere più notizie da quando hanno acquistato il device; solo il 4% legge meno mentre i 2/3 (il 65%) dicono di spendere la stessa quantità di tempo.

Il 33% degli utenti dice di aver aggiunto nuove fonti di notizie al proprio tablet, fonti che abitualmente non seguiva in TV o sul desktop. E più di 4 su 10 (42%) affermano di leggere regolarmente articoli di approfondimento e di analisi col proprio dispositivo.

Gli utenti dei tablet dicono anche di preferire il nuovo device al computer tradizionale, alla carta stampata o alla TV, sia per fruire di news veloci che per leggere notizie lunghe.

Ma attenzione: solo il 14% degli utenti ha pagato per leggere news sul tablet (anche se il 23% dice di avere un abbonamento ad una pubblicazione cartacea che include un accesso via web). Vista così, la percentuale degli utenti che hanno pagato – direttamente o indirettamente – per le news via tablet è di circa 1/3. Nonostante ciò, la maggioranza di coloro che non hanno pagato direttamente rimane riluttante a farlo, anche se questo è l’unico modo per ottenere notizie dalle loro fonti preferite.

Chi è disposto a pagare le news via tablet?

Riassumendo:

Le revenue potenziali per le news via tablet sono limitate. Ad oggi solo il 14% degli utenti ha pagato direttamente per accedere alle notizie e solo il 23% tramite un abbonamento abbinato ad un altro media. Solo il 21% afferma che sarebbe disposto a spendere 5 dollari al mese se questo fosse l’unico modo per accedere alle sue fonti preferite. E di coloro che utilizzano applicazioni per leggere news, l’83% dice che il fatto che siano gratuite o a basso costo è stato un fattore determinante quando si è trattato di decidere se procedere o meno al download.

Il brand è importante sul tablet. Quando l’app è quella di “un editore che mi piace”, si può accettare di scaricarla anche se ha un costo minimo: l’84% di coloro che scaricano un’app apprezza l’editore che la pubblica. Inoltre, sia i lettori via browser che quelli via app hanno ammesso che il sistema più comune per accedere alle news è quello di rivolgersi direttamente all’editore: il 90% degli utenti di app scarica direttamente quella dei singoli editori, mentre solo il 36% utilizza aggregatori come (ad esempio) Pulse.

Dai vecchi media al tablet. Un buon 90% degli utenti tablet consuma oggi notizie alle quali una volta accedeva in altri modi. 8 utenti di tablet su 10 consumano news che prima leggevano via desktop o laptop. Il 59% dice che i tablet han preso il posto della carta stampata, e il 57% dei telegiornali.

La lettura “accidentale” è prevalente sul tablet. L’88% di coloro che negli ultimi 7 giorni han letto lunghi articoli via tablet, ha ammesso che l’ha fatto senza averli cercati. E il 41% ha letto articoli vecchi, o ha salvato articoli per leggerli in futuro.

Chi legge news quasi esclusivamente via app – ovvero il 21% degli utenti – rappresenta i news power consumer. Il 43% degli utenti di tablet dice che passa più tempo rispetto a prima a leggere news, che è più del doppio (19%) di coloro che leggono via browser. Chi legge news via app è fino a 3 volte più probabile che lo faccia attraverso nuove fonti rispetto a chi lo fa via browser (58% rispetto a 16%).

Il passaparola è una componente chiave per chi condivide news via tablet. L’85% di chi ha letto un lungo articolo via tablet ha detto di averne parlato con qualcuno: questo numero è più del doppio rispetto a chi condivide articoli su altre piattaforme. Circa il 41% degli utenti dice di condividere notizie via email o social almeno qualche volta, e 4 su 10 hanno ammesso di aver condiviso news negli ultimi 7 giorni.

Il tablet è uno strumento condiviso. La metà dei possessori di tablet lo condivide con gli altri membri della famiglia. E a dominare il mercato è l’iPad: l’81% degli intervistati possiede infatti un tablet marchiato Apple.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

2 Comments

  • Per come la vedo, il pagamento (così come avveniva con la carta in tempo di pre-internet) delle news sarebbe una cosa dovuta. E’ un servizio professionale e va retribuito. Ma vedo due problemi:
    – l’abitudine consolidata negli utenti a ottenere facilmente news gratuite;
    – La plurità delle fonti. Se in passato per conoscere in modo approfondito un fatto si doveva attendere l’uscita di un quotidiano il giorno seguente, oggi è molto semplice trovare notizie fresche che già soddisfano il bisogno dell’utente, poiché scritte spesso con un approccio molto + che professionale.
    Io pagherei per il Tagliablog (attenzione!! non è un invito :D), ma se da un giorno all’altro questo blog decidesse di farsi pagare le notizie forse sarei più portato a cercare un’altra fonte valida piuttosto che abbonarmi. E non centra la crisi. Ma la possibilità offerta dalla rete di farlo.

    Un saluto a tutti
    Vittorio

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  • Lo studio è sicuramente molto interessante, il problema è che stiamo parlando del mercato editoriale statunitense che è fondamentalmente diverso da quello eruropeo ed ancor di più da quello italiano. Direi che lo spazio di un commento non è la sede adatta per una lunga dissertazione ma credo che questo articolo vada interpretato alla luce di alcuni fatti salienti quali la qualità (alta) delle Hyperlocal news a costo 0 disponibili negli US e l’ambiente sociale (mettono UNA monetina nei ditributori e prendono UN giornale) sul quale l’editoria si muove.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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