Sull’inutilità dei social network

Frequento varie reti sociali da qualche anno, da ben prima che esplodesse la moda dei social network: ricordo ancora il mio primo post sul forum GT (datato 5 novembre 2005), nel quale parlavo di Social Networking e contatti ricevendo parecchie risposte incuriosite da vari “addetti ai lavori” (segno che, almeno fino a 2 anni e mezzo fa, il fenomeno era semisconosciuto anche da chi mangia pane e web marketing tutti i giorni).

Oggi invece siamo bene o male tutti iscritti ad almeno una dozzina di questi siti (io a circa una cinquantina, ma non faccio testo 😀 ), e riceviamo quotidianamente inviti per entrare a far parte di questa o quella rete, anche da persone sconosciute (o quasi).

Oppure siamo noi che invitiamo illustri(ssimi) sconosciuti, e questi ci aggiungono alla loro rete senza battere ciglio: e in questo post voglio proprio parlare di un arcinoto personaggio, che qualche ora fa, in meno di un minuto, mi ha aggiunto alla sua rete di contatti in LinkedIn.

Barack Obama è mio amico 🙂

Si, il personaggio in questione è proprio Barack Obama, candidato alle presidenziali USA, che ha il suo bel profilo ufficiale (almeno così si dice…) su LinkedIn.

Mi è bastato cliccare su Add Barack to your network, selezionare Friend (si, perchè io e Barack siamo grandi amici!) lasciare standard la Personal note (che recita Barack, I’d like to add you to my professional network on LinkedIn), e cliccare su Send Invitation: in pochi secondi il celere Barack (ok, uno degli ennemila membri della sua macchina presidenziale…) mi ha aggiunto alla sua rete.

Alla faccia dei sei gradi di separazione.

Conclusioni

Non sono certo qui a farti la morale: io stesso sono un extreme networker, uno (dei tanti…) che ha una rete di contatti sterminata, e che (ovviamente) non può conoscere personalmente tutti quelli che ha “addato” nel suo network.
Ma perlomeno non sono un animale da Facebook (a proposito: qualcuno ha DAVVERO capito come funziona ‘sto network? e perchè venga valutato ennemila milioni di dollari quando le uniche cose che ricevo quotidianamente sono inviti (attualmente 41) a far parte di improbabili gruppi oppure “requests” (attualmente 206) per fare insieme le peggio cose?).

A questo punto preferisco Obama, che mi adda silenziosamente, senza disturbare, alla sua enorme rete, e che mi permette anche di contattarlo via email (si, perchè facendo parte del suo network posso vedere la sua mailbox (su Gmail, per la cronaca), alla quale posso pure mandare la mia candidatura per quella posizione di SEO specialist che stava cercando): perchè ricorda che Obama, oltre ad essere mio amico, è anche amico tuo.

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26 Comments

  • Ottimo post Taglia!

    Pochi hanno il coraggio in certi ambiti e ambienti di avanzare critiche costruttive verso i Social Networks e la loro reale utilità.

    Buon lavoro a tutti

    Daniel – GenitronSviluppo.com

  • Appunto, secondo me l’unica cosa positiva è il fatto di potergli mandare la tua candidature per il profilo seo che cercava. 🙂

    Magari serve un aiutante mi metto in lista, così lascio definitivamente sto paese.

  • io in rete ho Obama tramite te e Rocco Siffredi tramite un altro.
    Si può mica avere Monica Bellucci o una Miss Italia per favore?

  • La mia esperienza su facebook è positiva; credo sia una di quelle componenti collaterali oggi indispensabili per promuovere adeguatamente una iniziativa (nel mio caso il gruppo celiachiaitalia che raccoglie iscritti a facebook interessati al tema).
    Più che alla quantità dei contatti io mirerei alla qualità; infatti avere una lunga lista senza conoscere ogni componente adeguatamente non offre alcuhn vantaggio. La social list per non essere solo un vecchio elenco telefonico digitalizzato va vissuta. Ogni contatto deve essere “utilizzato”, altrimenti è solo un nome.
    Non credo nell’aggiungere selvaggiamente persone, credo piuttosto nell’instaurare rapporti che abbiamo un motivo di esistere, una prospettiva di sviluppo. Io da parte mia sui social ho trovato diverse persone che ora collaborano al progetto segnalato nell’url.

  • cacchio, ora ti chiedo di “introdurmi” al potenziale futuro presidente usa!
    😀

  • Al di la del fatto curioso che racconti (complimenti 🙂 io non ho notato particolari pregi in questi Social network.. mi sembrano un pò un calderone inutile e neanche tanto originale rispetto a strumenti che già c’erano nel web…

  • Forse una delle prime note critiche! Il problema sta in chi crea delle bolle speculative e sopravaluta il prodotto ben oltre ogni ragionevole logica.Continua così.

  • Confermo quanto ALessandro Piconi con la sua ottima iniziativa.

  • Strepitoso post! Senti, ma non è che ci facciamo un uscita una sera di queste? Io, te, Barack, Bin Laden e Condoleeza Rice?

    Questo la dice lunga sulla irrealtà e sul paradosso delle “amicizie” create sui social network.

  • Sui social network… non si vende. Questa e’ l’analisi di diversi esperti di internet marketing, ma e’ ovvio: la gente va li per socializzare/perdere tempo e non per comprare o vendere.
    Myspace e’ terribile da questo punto di vista perche’ e’ un troiaio di stili, mentre facebook almeno fa accedere alle informazioni in maniera coerente e strutturata. (e infatti questa settimana ho avuto un’idea che voglio provare a portare avanti…)
    Linkedin lo metto un gradino sopra, perche’ aldila’ dei profili “boutade” come quello di Barak Obama, e’ davvero possibile entrare in contatto con professionisti e ricevere risposte interessanti con “linkedin answers”.

    Notizia aggiuntiva: chat con goole. (ma tanto il google webmaster blog lo leggiamo tutti, no ?)
    http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/amDG/~3/313485505/join-us-for-another-live-chat-june-19.html

  • Scusa Davide, non voglio assolutamente che tu lo possa considerare un attacco personale, ma, come ho già avuto modo di farti notare in privato, é proprio l’uso che sia tu che Barack fate dei social network (l’extreme networking, come tu stesso lo definisci) che li rende in parte inutili.
    Se e quando il networking é fatto rispettando “le regole” (aggiungendo le persone che si conoscono davvero e accettando, quindi, le richieste dai soli contatti reali) l’utilità delle funzioni che i sn ci mettono a disposizione si evidenzia.
    Poi, ho la netta impressione che si confonda la “rete di contatti” (l’elenco delle proprie connection) con le funzionalità che stanno attorno e che ci permettono di rendere utile la rete di contatti stessa. (e che costituiscono la vera essenza del social network come servizio).
    Esempio: LinkedIn NON E’ la rete di contatti, LinkedIn E’ COMPOSTA ANCHE dalla rete di contatti, ma sopratttutto dalla possibilità di raggiungere coloro che non si conoscono tramite “introduction”, la possibilità di dialogare con i contatti (evidentemente per necessità di business), porre domande e ricevere risposte, pubblicare proposte di lavoro, visualizzarne i cv e conoscerne le quotidiane evoluzioni. Trovo le fondamenta di LinkedIN MOLTO solide, minate solo dal comportamento dell’extreme networking e… dall’uso del sn nel contesto errato e senza comprenderne le potenzialità.
    L’errore più comune? Utilizzare un social network senza che se ne abbia davvero bisogno (LinkedIn non serve, se non per compiere le operazioni che ho sopra descritto). Ecco perché a volte “appaiono inutili”.

  • @Marco:
    LinkedIn è in assoluto il social network più serio e utile al quale sono iscritto.
    Ciò nonostante, è PIENO zeppo di extreme networker, che si comportano in maniera ben peggiore del sottoscritto.
    Mi spiego meglio: quando ho conosciuto LinkedIn (nel 2004), ho provato in effetti a contattare altri networker aperti a ricevere contatti/connessioni da chiunque, giusto per capire quali limiti aveva il sistema (per natura, cerco sempre di andare a fondo nelle cose che mi interessano 🙂 ), e ho subito notato l’esistenza di 2 aree:

    – da un lato, le connessioni vere, reali, tra persone che si conoscono/stimano (vedi le varie “raccomandazioni” che si possono dare agli altri utenti) e che utilizzano la rete in modo “sobrio”;
    – dall’altro, personaggi di ogni genere e razza, che passano il tempo solo ad addare altre persone: fra questi, headhunter/recruiter di ogni genere (credo sia in assoluto la categoria più attiva e presente in LinkedIn 😀 ), venditori di prodotti/servizi, spammer e chi più ne ha più ne metta.

    Purtroppo i social network, anche quelli che partivano con gli intenti più “nobili”, devono fare i conti soprattutto con tipologie di utenti veramente “fuori norma”, col rischio pure di “soccombere”… un esempio su tutti?
    Orkut, social network di Google, letteralmente invaso da utenti brasiliani (chissà poi per quale strano motivo) e considerato dal Senato del Brasile come “territorio fertile per la diffusione della pedofilia” (il 90% delle 56.000 accuse di pedofilia brasiliane pare siano riconducibili direttamente ad Orkut).

    Conclusione: in un mondo perfetto, il social network può funzionare.
    Nel nostro mondo, i social network sono in parte inutili (come nel caso di LinkedIn, che comunque mantiene la sua bella utilità) o quasi completamente inutili (come Facebook o MySpace, assolutamente sterili per gente con la mia forma mentis e/o la mia età ormai avanzata 😀 ).

  • La dissertazione mi appassiona particolarmente.

    Le domande che mi sorgono spontanee sono:
    a) Come puoi giudicare LinkedIn in parte inutile se non lo hai mai usato come dovrebbe essere usato?

    b) LinkedIn, per le caratteristiche che ti ho descritto, ti “serve” ? (hai avuto bisogno di trovare dipendenti ? hai avuto bisogno di conoscere lo storico professionale dei tuoi contatti ? hai sfruttate Q&A ?) Se la risposta é no, forse hai semplicemente sbagliato a scegliere di utilizzarlo. Se la risposta é si, allora dichiari che non é inutile 🙂

    c) Per quale motivo escludi la possibilità che “diventi” utile se utilizzato correttamente? Il fatto che esistano gli extreme networker non significa che sia obbligatorio accettarne gli inviti (io non lo faccio, per esempio), né che questi influenzino gli utenti “puri”. Non sei d’accordo?

    Nemmeno facebook, myspace o netlog si possono considerare inutili, se si valuta la ragione per cui sono stati creati. Se invece si pretende di usare facebook per fare business, forse si, fb é inutile *per fare business*. Prima di considerare un prodotto inutile, quindi, valutiamo la ragione per cui é nato oppure chiediamo ai suoi utenti come lo usano!

  • Anche io non ho mai capito l’utilità di facebook, mi sono iscritto e dopo due minuti (dico due) di navigazione all’interno del loro sito, ho chiuso l’account 🙂

  • @Marco:

    a) Ho usato LinkedIn in entrambi i modi, quindi conosco bene il suo “lato utile”, e lo considero in assoluto il miglior social network (almeno per i miei scopi/interessi).

    b) LinkedIn mi serve, sicuramente più degli altri social. Infatti non è inutile al 100%, solo in parte 🙂

    c) Hai perfettamente ragione. Attenzione però: io non parlo a livello personale, ma in senso lato. Se, come per Orkut, LinkedIn viene “invaso” da una determinata categoria di persone (per esempio headhunter, recruiter, venditori di prodotti/servizi e spammer), perde gran parte della sua utilità, nel senso che all’esterno viene percepito dall’utente come “il social network dove ti rompono le @@ le agenzie di collocamento” (e dove Barack ti adda senza problemi 😀 ).
    Infatti non credo che Orkut sia nato con l’unico scopo di creare un social fatto solo di sudamericani, e men che meno di diffondere la pedofilia, ma alla fine è andata così (ed ad oggi ha una pessima fama).

    Concludendo: stiamo probabilmente dicendo la stessa cosa, solo da 2 punti di vista diversi 😀

  • io trovo particolarmente interessante e utile NING, che consente di creare un social network contestualizzato e/o tematico, per un gruppo ristretto/selezionato di persone.

  • Secondo me i migliori sono delicious e digg che sono i social network a cui guardano anche i motori di ricerca.

  • Come gia’ detto da altri i social network come Facebook bisogna saperli usare. Se si usano solamente per avere il piu’ alto numero di amici (gente magari sconosciuta) e tutte le applicazioni che poi vengono spammate a tutti i conoscenti e’ meglio non usarli.

    Io personalmente li uso proprio come un modo per terere i contatti con gente che non vedo mai o che abita in altre parti del mondo (visto che siamo in un mondo globalizzato…), e questo credo che sia lo scopo originario e anche quello per cui questi portatli sono stati creati… collegare amici, piu’ semplice di cosi’…

    Piccola nota: io sono anche su studivz (o studiln in italia) qualcuno lo usa?

  • seguo i fenomeni della rete con curiosita’, e cerco di tenermi sempre aggiornato, da questo interesse ho notato che rispetto a soli 5 anni fa, quando la rete era più scarna e non sincronizzata (ajax,rss), le informazioni fruibili sono ridondanti, poco interessanti, piene di Ego e di questo fantomatico e a mio aviso falso concetto di Social Networking. Internet è sempre stato Social, forse qualcuno ha scoperto l’acqua calda o semplicemente c’è qualcosa sotto? Cosa si nasconde dietro questo pseudo socialismo di condivisione? Perchè tutti vogliono avere un blog su cui riscrivere sempre le stesse cose ? Perchè alcuni personaggi e società che dovrebbero trovarsi un lavoro serio, si ergono ad eroi informatici solo perchè scopiazzano malamente i già inutili e ripetitivi servizi web2.0 americani. Perchè la gente impiega il proprio tempo a stralincare i propri blog?
    Io ho la risposta! Che è la medesima per la domanda:
    Come Adsense ha rovinato la rete?
    Taglia come è potuto accadere questo?

  • @Giovanni:
    Partiamo dalla penultima domanda 🙂
    AdSense ha permesso a tutti di monetizzare in modo semplice il proprio sito/blog.
    Se vuoi dirla in modo più cattivo, AdSense ha illuso molti di poter diventare ricchi con un inutile sito/blog: basta scrivere (anzi, per molti, copiare) qualche contenuto, e sedersi sul bordo del fiume ad aspettare i click degli utenti.
    Ovviamente non è così, e solo “uno su mille ce la fa”: ma a tanti piace pensare di essere provetti John Chow, postare inutilità e contare i soldi a fine mese.
    Comunque tutto si riassetterà allo scoppio della seconda bolla, basta saper aspettare… 😀

  • Bel post, sono daccordo che i social network ci disorientino e spesso perdono la loro funzione di “collante sociale remoto” passatemi questo termine, spesso anche io faccio fatica a capire l’utilità di aggiungere contatti su contatti senza sapere chi siano quelle persone…
    Che il numero sia più importante della relazione? non credo ma non posso non notare che questa mania dilaga sempre più 🙁

  • Tanto per tornare a Linkedin, oggi il sito di BBC News ha rilasciato una notizia a riguardo:

    “LinkedIn, a networking site for professionals, has raised $53m (£27m) of new funding from investors.
    The financing by venture capitalists values the Silicon Valley start-up at more than $1bn, reflecting investor confidence in online communities.
    Five-year-old LinkedIn has 23 million members worldwide and attracts 1.2 million new members every month, according to the the company”.

  • Aggiungo il link dell’articolo della BBC.

    news.bbc.co.uk/1/hi/business/7460548

  • Ottimo articolo. Per quanto mi riguarda, da sempre considero inutili tutti i social per varie ragioni, ma con questo non do contro a chi come te invece ci vive dentro. Ma sento e leggo in giro che senza Linkedin, per esempio, si è esclusi dalle opportunità di lavoro, oppure che uno non è normale se non è taggato su facebook etc. Pare che le relazioni esterne dipendano dalla qualità della nostra attività in rete. Io ho sempre trovato lavoro ed amici senza questi intermediari. La vita è più semplice e si mantengono i valori di base senza svenderli alla rete. Senza contare che, porcaccia miseria, sono tutti laureati, masterati, iperspecializzati, responsabili di un reparto insomma su linkedin sono tutti dei fenomeni. Non trovo operai o disoccupati cronici, e neppure i precari (brutta razza). Ci sarà un motivo, no?
    Orribile vedere questi mondi sempre belli, freschi, senza una ruga, ma il mondo, proprio quello che si vuole cambiare con i social, credo vada in direzioni un po’ diverse. Concludo, senza offesa, anzi ringrazio per l’ospitalità, che in Italia, se prima eravamo considerati un popolo di capre, con questi strumenti abbiamo avuto la conferma.
    Saluti a tutti!
    ZT

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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