Come progettare la tua strategia di Link Building per il 2018

Strategia Link Building

Il 2018 è ormai alle porte e, ancora una volta, ci troviamo a parlare di link building. Saranno passati almeno 5 o 6 anni dalla prima volta che sentii la frase “la link building è morta” eppure a distanza di così tanto tempo questi benedetti link occupano ancora un ruolo dominante nei fattori che determinano il ranking di un sito. Certo, oggi l’algoritmo di Google è molto più raffinato di quanto non fosse un tempo, e forse i link sono diventati leggermente meno decisivi rispetto al passato, ma posizionare un sito web (specialmente per contesti estremamente competitivi) senza questi “segnali” è praticamente impossibile.

Sì, perché il link è un vero e proprio segnale per il motore di ricerca. Quando inseriamo un link in un sito web consigliamo quella risorsa ai nostri utenti e, di conseguenza, mandiamo un segnale importante a Google.

Come abbiamo detto, però, le cose sono profondamente cambiate rispetto a qualche anno fa. Proprio per questo oggi svolge un ruolo fondamentale il saper progettare una corrette strategia di acquisizione di link basata sul buon senso e sulla competenza. Insomma oggi la link building non è più una cosa per tutti. Serve professionalità, esperienza e tanta qualità per evitare in errori che possono far ottenere l’effetto contrario a quello voluto.

Eppure, ancora oggi, si vedono moltissime persone comprare link “un tanto al chilo” sul gruppo Facebook di turno senza accorgersi di quello che si sta realmente acquistando. Attenzione, non c’è nulla di male nell’acquistare un link a basso costo, purché si sappia come usarlo e si sia consapevoli dei rischi.

Come sviluppare una strategia di acquisizione link

Definizione della strategia di Link Building

Per prima cosa dobbiamo realizzare il nostro piano di battaglia. Dobbiamo decidere di quali link abbiamo bisogno, da quali siti vogliamo essere linkati, in che lasso temporale e, soprattutto, definire il budget da impiegare in questa attività. Perché se pensi di aspettare che qualcuno ti regali un link perché hai realizzato contenuti di qualità sappi che oggi è talmente difficile da apparire quasi irrealista, in molti settori.

Un ottimo metodo per sviluppare una corretta pianificazione è quello di utilizzare un file Excel in cui prenderà vita la nostra strategia e in cui si prenderà nota di tutti i link, annotando, per ciascuno, tutti i dettagli: anchor text, pagina colpita, follow/nofollow, tipologia di sito web che ospita il nostro link, data di acquisizione e il costo sostenuto. Devi tenere nota di tutto, non deve sfuggirti nulla perché nulla va lasciato al caso.

Anche la definizione del lasso temporale in cui acquisire questi segnali è fondamentale. Non sono mai stato un amante degli schemi fissi (ad esempio 2 link a settimana) ma va da sé che nemmeno ricevere troppi link tutti insieme è buona cosa, specialmente se il tuo progetto è online da poco e se non è così speciale da meritare tanta attenzione. Insomma se hai lanciato sul mercato un prodotto miracoloso forse potresti avere qualche possibilità che ciò accada o sia, comunque, giustificabile. Ma se il tuo è l’ennesimo ecommerce di accessori di moda, forse sarà un pochino più difficile. Direi, come sempre, di usare la testa e di sostenere una crescita che possa apparire naturale. Pertanto, se il tuo sito acquisirà 10 link in una settimana e solo 1 quella successiva, non ci vedo nulla di male. Purché la crescita sia costante sul medio periodo e, soprattutto, dettata dal buonsenso.

Un altro aspetto fondamentale è quello di scegliere quali pagine del nostro sito saranno oggetto della nostra link building. Questo, ovviamente, dipende molto dalla tipologia di sito web che ho realizzato e dalla sua struttura. Un ecommerce avrà esigenze diverse da un blog o da un giornale online.

Analisi della concorrenza

Analizzare la concorrenza è sempre un aspetto molto importante. Questa attività ci permette, da un lato, di poter capire quali siti linkano i nostri competitor, dall’altro ci permette di poter fare una stima dell’investimento necessario per poter raggiungere le posizioni che contano nelle SERP.

Tra gli strumenti più interessanti per svolgere questa attività segnalo Ahrefs, il mio preferito, e Majestic. Molto interessante anche il tool SEOZoom che sta recuperando velocemente terreno rispetto ai competitor. Ad oggi il suo database può vantare numeri molto interessanti anche per quanto riguarda i link.

Ovviamente bisogna sempre tenere a mente alcune cose. Lo studio della concorrenza può fornire solo indicazioni, ma non dati precisi. Se il sito del nostro competitor si è posizionato ai primi posti dei risultati di ricerca per le parole chiave con maggior traffico potrebbe non essere dipeso solo dai link. Inoltre non è detto che i tool riescano a scoprire tutto.

Come scegliere i siti da cui ottenere link

Per trovare i siti in cui inserire link possiamo procedere in 3 modi differenti. Partire da quelli che hanno già linkato i nostri competitor. Basterà individuarli con i tool che ho indicato prima e contattarli uno ad uno. Il secondo metodo è quello di effettuare una ricerca per keyword correlate a quelle per cui ci si vuole posizionare.

Solitamente cerco di individuare i siti che si posizionano dalla seconda pagina in poi e li contatto. In questo caso puoi proporre di acquistare un link su una pagina già online (e già ben posizionata) oppure pubblicare un nuovo contenuto. Ovviamente sarà opportuno concentrarsi su siti verticali rispetto all’argomento trattato dal nostro sito.

Infine ci possiamo concentrare sui giornali online, anche locali, purché abbiano una categoria a tema con l’argomento trattato nel nostro sito. Possiamo individuarli con delle semplicissime ricerche manuali direttamente su Google News. Anche in questo caso è molto importante filtrare, ossia scegliere i siti che ci offrano il miglior compromesso tra spesa e risultato.

Ci siamo, possiamo cominciare!

Quando diamo vita ad una strategia di link building dobbiamo avere come primo obiettivo quello di aumentare il trust del nostro sito. Nella prima fase di questa attività sono solito inserire quasi esclusivamente link brand con l’intento di rendere credibile il mio progetto online.

Per link brand intendo link che abbiano come anchor text il nome del sito nelle sue varianti (nomesito, nome sito, nomesito.it, www.nomesito.it). In questo modo non andiamo ad insospettire il motore di ricerca, manteniamo un profilo estremamente naturale e possiamo cominciare ad accrescere il trust del nostro sito senza correre il minimo rischio.

In questa prima fase azzardo qualche anchor text molto generico solo sulle pagine interne del sito. Ecco un paio di esempi molto interessanti. Parliamo di siti che fanno volumi di traffico organico davvero importanti.

Il profilo link di Zalando

Questo è il profilo di link di Zalando, un ecommerce che non ha davvero bisogno di presentazioni. Il sito di Zalando è davvero un must per quanto riguarda l’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Questo, invece, è il profilo di link di Subito.it, il famoso comparatore online. Anche in questo caso salta all’occhio un profilo perfettamente naturale e in linea con quello che ci si aspetterebbe di trovare.

Il profilo link di Subito

Nella seconda fase possiamo cominciare a spingere in maniera più decisa e, soprattutto, ad andare ad incidere maggiormente sul posizionamento del nostro sito. In questa fase, infatti, possiamo andare ad individuare quelle che sono le pagine del nostro sito che sono posizionate in seconda pagina di Google per le chiavi di nostro interesse. Per farlo possiamo utilizzare SEOZoom o SEMrush.

Una volta individuate le pagine obiettivo non dobbiamo far altro che distribuire parte dei link verso questi “rami” del nostro sito, senza dimenticarsi di ottimizzare anche i link interni così da poter far fluire il trust verso tutte le pagine di nostro interesse.

Molta attenzione va prestata anche al testo della pagina che ospiterà il nostro link. Specialmente per quel che riguarda i giornali online, i magazine e i blog, ossia contenitori editoriali dove possiamo pubblicare un redazionale, è fondamentale realizzare un testo di altissima qualità. Non facciamo prendere dalla fretta del dover pubblicare più guest post possibile. Diamo sempre la priorità alla qualità. Perché maggiore sarà la bontà del contenuto in cui andremo ad inserire il link al nostro sito maggiori saranno le possibilità che quello stesso contenuto si posizioni bene sui motori di ricerca, massimizzando la spinta in SERP per il nostro sito.

Ovviamente ci sarebbe ancora molto da dire, si potrebbe parlare della differenza tra link building e link earning e del perché io, seppur abbiamo fatto spesso entrambe, preferisco la prima opzione. Oppure si potrebbe stare ore a dibattere sul fatto che acquisire link in modo non naturale possa essere anti etico. Ma oggi, a dispetto di quanto avveniva fino a qualche anno fa, mettere online un sito web significa creare un progetto e investire dei soldi.

Avere il controllo, nei limiti del possibile, sul proprio business è fondamentale. Pertanto è giusto e doveroso che ogni imprenditore online sia in grado, da solo o con l’aiuto di un professionista, di poter pianificare il proprio investimento e, soprattutto, determinarne il ROI. Fare link building richiede un budget più o meno alto, a seconda del settore e della complessità del progetto, e proprio per questo va gestito nel migliore dei modi.

Autore: Stefano Schirru, founder della IMG Solutions ed editore di Wild SEO Magazine, la prima rivista cartacea dedicata a SEO e web marketing, per il TagliaBlog.

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10 Comments

  • Come qualcuno possa dire che “la link building è morta”, davvero – persino a me, un “profano”, risulta chiaro come il giorno che la Rete è fatta di link!

  • Una cosa è dire che la SEO è morta, la link building è morta, altra cosa è dire che “La SEO si è evoluta”, “La link building si è evoluta”.
    Anche i giornali cartacei con la Rete si sono evoluti ma non sono morti.
    Così la link building: le regole e le attenzioni presuppongono maggiore professionalità e attenzione, ma alla fine dopo aver ottimizzato una pagina, l’unica maniera di farla salire sono i link!
    Vi consiglio l’ottimo libro “Link building” di Ivano Di Biasi, un testo fondamentale nel settore.

  • Complimenti per l’articolo, come sempre chiaro e diretto. In ogni caso a me sembra che la link building abbia ancora un certo peso ed è fondamentale studiare una strategia per migliorarla.

  • Articolo interessantissimo!
    Resto sempre dell’opinione che per Google non ci sia cosa più importante dei link…a parte i buoni contenuti, che senza questi ultimi servono a ben poco i link, soprattutto nel lungo periodo.
    Grazie Davide!

  • Secondo la tua esperienza per non “insospettire” Google qual’è il rapporto che ritieni ottimale tra link con il brand /dominio…etc e link con chiave secca?
    es. 3 a 1 ( 3 link brand per 1 link a chiave secca )
    Lo so che l’argomento è vasto e dipende molto anche da settore a settore, ma tu che metodo usi per stabilirlo?

  • @Angelo: non mi è possibile rispondere a questa domanda, perchè come hai anticipato tu, dipende da settore a settore e da caso a caso. In linea di massima io evito di mettere link con chiave secca se non in una percentuale ridottissima. Per i link con anchor text non brand mi regolo in funzione della frase. Ossia cerco di far apparire il link quanto più naturale possibile evitando forzature del tipo “In questo hotel venezia trovi il massimo comfort” (con link su hotel venezia). Mi sembrano tecniche sorpassate e a fortissimo rischio. Preferisco usare cose molto più “naturali”… nella frase di prima avrei linkato “In questo hotel nel cuore di Venezia”. Dai miei test da gli stessi riscontri e maggiore stabilità sul lungo periodo.

    @Roberto: concordo… la seo si è evoluta e, di conseguenza, la link building. Ottimo il consiglio sul libro di Ivano, offre tutte le basi per partire…uno di quei libri “da avere” 😉

  • Ciao Stefano, lodiamo la link building! Avrei una curiosità: quando scegli il sito da cui ottenere un link, perché preferesci quelli in seconda pagina? Grazie!

  • @angelo

    Come dice bene Stefano è meglio avere meno link ma più naturali che tanti link ma “fasulli”…. altrimenti rischi di incorrere in una penalizzazione pesante da cui recuperarsi è veramente difficile…

  • …sono alle prime armi con la SEO, e mi trovo con 4200 link da un sito in cui ho imprudentemente postato 🙁 lo strumento che utilizzo non me li segnala come dannosi, ma non sono molto convinta…mi aiutate con un consiglio?
    grazie 🙂 🙂

  • Di questo articolo apprezzo l’onestà. Ci sono in giro vagonate di SEO che nei loro post straparlano di valore dei contenuti e di tecniche al limite dell’esoterico… La verità nuda e cruda é che una volta “ottimizzati” ( pardon, inzeppati di keywords ) testi, tag title e alt delle immagini non rimane che mettersi a caccia di link. Una volta c’era lo scambio, oggi c’è da metter mano al portafoglio ma é Inutile nascondersi dietro le dita, i link valgono oggi esattamente quanto valevano allora. Mi permetto, comunque, di suggerire almeno un’altra fonte per quanto riguarda la link building. E cioè le web directory. Ce ne sono molte, alcune molto buone, altre meno, alcune amate anche dai motori di ricerca, altre magari solo ignorate. Io ne gestisco una, chi vuole può trovarla in firma. E per saperne di più sulle directory in genere c’è anche su questo stesso sito un articolo che magari può aiutare a sfatare qualche ( falso ) mito. Qui : https://blog.tagliaerbe.com/2016/11/come-realizzare-web-directory.html . Buona link building e buona Pasqua a tutti!

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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