La Vera Storia del Tagliaerbe (e la Parabola dei Talenti)

Il Tagliaerbe

Da parecchi anni, mi pongono ricorrentemente la domanda: “Perché ti fai chiamare Tagliaerbe?”

A chi me lo chiede, inizio solitamente a raccontare la trama dei 2 b-movie degli anni ’90, che si chiamavano proprio “Il Tagliaerbe” (1992) e “Il Tagliaerbe 2”.

Ma c’è qualcosa di più profondo della storiella di quei 2 vecchi (e brutti) film sulla realtà virtuale: quei film c’entrano eccome (soprattutto il primo), ma è il “significato intimo” che sta dentro a quelle 2 ore di pellicola che penso possa essere utile per molti lettori di questo post.

La Lezione de “Il Tagliaerbe”

Il passaggio che più mi colpì, e che mi è rimasto fino ad oggi impresso, è quello del protagonista – un giardiniere un po’ ritardato – che grazie alla realtà virtuale aumenta il suo quoziente intellettivo, impara rapidissimamente e sviluppa addirittura dei poteri non comuni (come telepatia e telecinesi).

Più o meno la stessa cosa succede a tante persone, incluso il sottoscritto, che utilizzano Internet tutti i giorni. 🙂

Personalmente non mi ritengo una cima, anzi. Ma oggi abbiamo tutti una enorme opportunità, che è quella di poter accedere a qualsiasi tipo di informazione in tempo reale, con qualsiasi dispositivo, da qualsiasi luogo.

Non abbiamo più scuse. La mia generazione era costretta ad informarsi su dizionari e polverose enciclopedie. Se volevo sapere qualcosa, dovevo sperare che nel volume ci fosse la voce che cercavo. Se la trovavo, spesso non era aggiornata. E comunque si trattava di un unico e solo punto di vista.

Oggi scrivo una query su Google e ottengo milioni di risposte, pareri, discussioni. Centinaia se non migliaia di punti di vista differenti. Se non so qualcosa, posso porre una domanda in un forum o in un gruppo, e ottengo quasi sicuramente una buona risposta in poche ore (se non minuti).

Informarsi, comunicare e IMPARARE sono cose che hanno un costo ormai accessibile a tutti: Internet è piena di corsi, webinar e percorsi di formazione di ogni genere, molti dei quali addirittura gratuiti.

Possiamo crescere e migliorare sempre, anche se partiamo da un livello di mediocrità, anche non abbiamo il QI di Einstein.

La Parabola dei Talenti

Fai fruttare i tuoi talenti

A proposito di far fruttare le proprie doti, mi piace sempre citare la nota parabola dei talenti.

Il racconto parla di un padrone che parte per un viaggio e affida i suoi beni ai suoi 3 servi. Al primo servo affida 5 talenti, al secondo 2 e al terzo 1 talento. I primi due servi, investendo oculatamente i talenti, riescono a far raddoppiare la somma ricevuta; il terzo invece va a nascondere il talento sotto terra.

Quando il padrone ritorna apprezza e premia allo stesso modo l’operato dei primi 2 servi (“Bene servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.”).

Condanna e punisce aspramente, invece, il comportamento dell’ultimo servo (“Il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”).

Qual è la lezione della parabola?

Che non è importante il talento che abbiamo, ma il fatto che dobbiamo farlo fruttare.

Non è importante che tu abbia tante o poche attitudini, che tu sia capace a fare tante o poche cose. L’importante è sviluppare e far crescere costantemente i pochi o tanti talenti e le inclinazioni naturali che ci hanno donato.

Personalmente non ho mai spiccato in nessuna materia, ho terminato a stento le scuole superiori, e non ho fatto l’Università. Eppure lavoro da una ventina d’anni su Internet, e ci sono persone che mi contattano quotidianamente per pareri e consulenze.

Partivo con pochi talenti, ma non li ho nascosti sotto terra.

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6 Comments

  • La parabola dei talenti è sempre stata una delle mie preferite.
    Sprecare i talenti (da parte delle persone) è un grave peccato (e non parlo dell’aspetto religioso).
    Questa parabola andrebbe insegnata anche e sopratutto ai bambini affinché possano trarne vantaggio.

  • Dai, Taglia, che solletichi l’amante di sci-fi di nicchia (prima si diceva di serie B) che c’è in me 😀

    Comunque la parola dei talenti è da insegnare davvero a scuola, come base di educazione finanziaria, vitale in un paese che ragiona come se esistesse ancora l’Unione Sovietica.

  • Interessantissimo articolo e come ha detto Benedetto, la parabola dei talenti dovrebbe essere insegnata a scuola.
    Mi hai fatto venire voglia di vedere il film da te citato 😉

  • Spesso ci lamentiamo dei pochi talenti che abbiamo, invidiando persone con più talenti

  • Mi è piaciuto molto questo articolo, tra i mille letti di carattere tecnico, qualcosa che ogni tanto rilassa la mente. Domanda: in cosa hanno investito per guadagnare il doppio?

  • Bello sapere la storia di come sia partita la tua idea di blog! Alla fine ogni cosa che si fa, parte sempre da qualcosa di molto personale, e spesso trae spunto da qualcosa che ci accade nella vita, da una riflessione, da un pensiero, da un’idea che poi si tenta di concretizzare nella realtà in qualche modo.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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