Steve Jobs e il Personal Branding

Nei giorni scorsi Steve Jobs si è dimesso dal ruolo di amministratore delegato di Apple.

In molti si sono domandati quale sarà il futuro dell’azienda senza Jobs al comando, temendo un immediato crollo delle azioni in Borsa ed evidenziando come nell’immaginario collettivo le sorti di Jobs siano inscindibili da quelle di Apple.

Il caso di Steve Jobs e Apple è in effetti più unico che raro: non ci sono aziende tecnologiche di queste dimensioni – Apple è una multinazionale da 50.000 dipendenti – dove il creatore si identifica così fortemente con la sua creatura.

Per esempio, in pochi sanno che HP è stata fondata in uno storico garage di Palo Alto da Bill Hewlett and Dave Packard, ed è diventata un colosso da più di 300.000 dipendenti anche senza l’occhio vigile dei suoi fondatori (ormai deceduti da tempo).

E chi conosce i nomi dei fondatori di Intel? o dell’attuale CEO? eppure parliamo del leader mondiale dei semiconduttori, una società che ha infilato un processore in praticamente tutti i computer del pianeta ed in grado di macinare miliardi di dollari all’anno di fatturato (nonché di utile).

Parlando di aziende stranote sul web, scommetto che i 2 fondatori di Yahoo! – Jerry Yang e David Filo – sono sconosciuti ai più, e credo che nemmeno Larry Page e Sergey Brin (i 2 founder di Google) siano noti e identificabili dal grande pubblico (guardati questi impietoso confronto fra i 3 effettuato con Google Statistiche di ricerca):

Steve Jobs vs. Larry Page vs. Sergey Brin

Steve Jobs, insomma, è un brand noto almeno quanto quello della sua Apple, con tutti i rischi che da ciò ne derivano.

Credo infatti che un brand personale smisurato ha senso solo se l’obiettivo della persona è quello di vendere se stesso: attori, cantanti, personaggi dello spettacolo, è giusto che puntino principalmente all’accrescimento del loro brand perché è con la loro persona che lavorano e guadagnano; la persona, insomma, è il prodotto.

Ma quando la persona guida una azienda che deve potenzialmente durare “in eterno”, è bene che pensi alla logica della squadra di calcio: una compagine costituita da un assoluto fuoriclasse in grado di trascinare il gruppo, ma anche da alcuni talenti e tanti bravi portatori di palla che dalle seconde linee lavorano in silenzio, con tenacia e senza clamore, per portare l’intero team al successo.

Perché il vero tifoso, da che mondo è mondo, per tutta la vita continua a tifare per la stessa squadra, anche se questa attraversa periodi bui, anche se questa perde e scende in serie B. Prima si tifa la squadra, poi i singoli giocatori che la compongono, che nel tempo possono cambiare e passare ad altre squadre.

Ma non si cambia squadra solo perché il fuoriclasse passa dall’una all’altra, o magari si ritira per raggiunti limiti di età. O mi sbaglio?

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

11 Comments

  • Il personal brand di Jobs secondo me conta quasi zero per la Apple, non credo che chi compra un Iphone lo fa perché conosce il nome di chi l’ha ideato.

    Piuttosto Jobs è importante per la Apple perché è lui il leader visionario che ha saputo ideare nuovi prodotti, rendere fruibili alla gente comune delle innovazioni tecnologiche per soddisfare dei bisogni che manco sapeva di avere.

    Forse il personal brand di Jobs ha fatto in modo che pure io sopravvaluti la sua importanza. E probabilmente dato che da tempo ha problemi di salute avrà avuto modo di pianificare la successione.

    In ogni caso, se è il genio che io penso che sia, è difficile che sia sostituito da uno simile.

    Di sicuro dei geni in Apple ce ne sono, ma i geni raramente fanno carriera interna fino a salire al vertice.

    Sono visti come una minaccia dalla maggioranza di mediocri, … non a caso Jobs fu cacciato dalla Apple.

  • Premesso che non sono uno di quelli che idolatra Steve Jobs come se fosse Dio sceso in terra, commuovendomi ad ogni nuova foto o leggendo ogni nuova news sull’argomento, anzi se devo dirla tutta mi ha anche un po’ “stufato mediaticamente”, se così si può dire.

    Detto questo però non condivido il tuo ragionamento come uomo per un ragionamento molto semplice, quasi infantile se vuoi. Si vive una volta sola, è giusto vivere al massimo e sfruttare ogni possibilità che si ha. Se hai la possibilità di essere uno come Steve Jobs, una persona che credo verrò ricordato nei libri di storia futuri certamente più del fondatore di HP, Intel o altro, “sacrificare” la propria immagine per mettere davanti il brand della propria azienda (non che Apple ne avesse molto bisogno) è egoisticamente una mossa poco intelligente. A chi non piacerebbe tutta quella fama scusate?
    Tanto una volta passato a miglior vita dei risultati economici dell’azienda non penso te ne freghi più molto, ma almeno il tuo nome rimane. 🙂

  • Si dal alto brand si può dire così. E’ vero che Apple è una società e sicuramente non è Steve Jobs in persona che manda avanti tutta la baracca. Ma è anche vero che Steve Jobs ha rivoluzionato il mondo in cui viviamo, non parlo di generi musicali (dove lì ci hanno pensato Elvis o Hendrix), parlo del mondo delle applicazioni mobile, personal computer e, in qualche modo, anche i sistemi operativi – per non parlare della pubblicità mobile. Infatti, è stato proprio lui ad inventare il font dei computer, che poi copiati da Microsoft per Windows, secondo quanto detto da lui.

    Il post è giusto, ma ci sono molti fattori che hanno fatto si che Steve Jobs e Apple siano fusi insieme. E naturalmente, come per ogni squadra, chi vede Apple come un produttore migliori di altri continuerà a pesarla così.

    A mio parere è stata anche un po’ colpa dei media che hanno mostrato Jobs come un uomo straordinario – non che non lo sia, però forse un po’ troppo, forse a causa dei tanti fattori, come le grandi presentazioni dei dispositivi che sono stati quasi tutti annunciati e presentati da lui, la progettazione, le idee, ecc… In ogni modo era qualcosa di atteso e inevitabile, è giusto andare in pensione no!?

    Lascio un post (sempre se posso):http://subitotechs.com/2011/08/27/apple-storia-successo-mondiale-16330/

  • La Apple sopravviverà al suo fondatore, dal momento che Tim Cook e collaboratori sono già da tempo i portatori d’acqua della “Mela”.
    Penso che il Personal Branding di Jobs non sia studiato a tavolino, piuttosto è derivato dal carisma naturale del personaggio e dalle sue vicende personali.

  • Eh credo che il tuo paragone possa essere azzeccato e che sia uno spunto interessante.

    Certo solo il tempo dimostrerà la verità: quel che è vero è che i prodotti apple hanno davvero qualcosa di particolare e dunque continueranno certamente a farsi largo nel mercato.

    Solo che, al prossimo errore di apple o alla prossima falla o alla prossima mossa mezza sbagliata o che non sarà riuscita “come quando c’era Jobs”… provocherà appunto il “quando c’era Jobs” che i successori dovranno sorbirsi come un mantra… pacificamente, abbassando sempre la testa quando viene nominato Jobs 🙂

  • Direi che il confronto con una squadra di calcio sia d’obbligo: Es. Barcellona con Maradona: tutti conoscevano il Barça e tutti Maradona. Maradona stava al Barça come Jobs sta alla Apple.

    Venduto Maradona il Barça ha continuato a vincere, cambiando i campioni (non del livello di Maradona sia chiaro, però tutti fortissimi) fino ad arrivare a Messi, il nuovo Maradona.

    Lì sarà uguale. Nessuno sarà come lui per anni, però ne arriveranno altri. Stop. Dovranno essere bravi a prendere altri campioni.

  • senza jobs apple perdera i piu’ fedeli clienti mentre manterra’ il massa .

    @IceMat89 : il paragone piu’ sensato per maradona e’ con il napoli dove ha vinto col barcellona non ha vinto niente , poi quando e’ andato via da napoli non ha fatto piu’ niente ne lui ne la squadra .

  • Confesso di essere da sempre un fan di Jobs, anche se cerco di non scadere mai nell’idolatria a tutti i costi; detto questo, secondo me il ragionamento che fai non è proprio corretto (imho ovviamente).

    Io penso che Jobs, per quanto narciso e desideroso di successo personale, abbia giocato molto bene sul suo personal branding, ma penso l’abbia fatto proprio per la Apple. Come dici tu, quando penso ad HP, Google, Intel etc, penso ad aziende multinazionali che producono materiale. Se dovessi definirle con il primo aggettivo che mi viene in mente, le definirei fredde. Se penso ad Apple, penso ad un’azienda umana, nel bene e nel male. Questo grazie a chi? A Jobs penso io. Jobs è il colui che ti fa venire i brividi quando fa un keynote, è la persona che ha fatto commuovere tanta gente con il suo video ad Stanford, è quello che ha sempre risposto alle mail degli utenti di persona (e anche se non fosse vero, così ha fatto credere a tanta gente), è quello che la prima volta che uscì iPhone ci fece credere che era (anzi, che sarebbe diventato) il telefono migliore, quando in mano aveva un bellissimo cellulare multitouch, ma con tante funzioni in meno rispetto ad altri cellulari. Tutto questo per me è profondamente umano, ripeto, nel bene e nel male. Questa essere umano io ormai lo collego alla Apple e secondo me tanti altri lo fanno. Merito di chi? Di Jobs e del suo personal branding.

  • Non vedo molto “personal branding” in Steve Jobs, anzi.
    E’ noto tra gli “addetti ai lavori”, ma se chiedi ha chi ha comprato gli ultimi 20 milioni di iphone nello scorso trimestre chi sia, credo che il 90% non lo conosca.
    Da vero manager consumato, lui sa bene che deve ridurre la propria visibilità per aumentare quella del suo brand.
    E il vero brand è Apple, ti sfido ad entrare in un Apple Store e vedere Steve Jobs scritto o in foto da qualche parte.
    E lo stesso sul sito Apple: a parte i keynotes, in cui Steve, da consumanto venditore, lasciava parlare il prodotto e non sè, non ne troverete praticamente traccia: a parte questa scarna pagina http://www.apple.com/pr/bios/steve-jobs.html.
    Per questo, se il marchio “Steve Jobs” dovesse essere ritirato o inutilizzabile da Apple, dubito che l’azienda ne possa risentire.
    Il problema è invece l’inventore di prodotti, il venditore, il CEO Steve Jobs. Quello, almeno non a breve termine, sarà un pò più difficile da rimpiazzare.

  • Jobs ha creato un incredibile personal branding ma credo che la Apple in questi hanni abbia assorbito le sue idee e abbia fatto crescere un team in grado di portare avanti la Apple creando nuovi prodotti eccellenti.

    Buona giornata a tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social

Iscriviti alla Newsletter

Main sponsor

Scroll to Top

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy & Cookie policy