Startup, Idea e Esecuzione

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Una delle frasi più tipiche che puoi udire se bazzichi il mondo delle startup, è “It’s not the Idea. It’s the Execution.”

Il significato di questa frasetta è molto semplice: non è importante l’idea, quanto l’esecuzione della stessa. E da questo motto ne discende direttamente un altro, che suona più o meno così: “ha più probabilità di successo un’idea mediocre eseguita bene, che una fantastica idea eseguita male” (su questo punto ci sono pareri discordanti, ma magari ne parleremo più approfonditamente in un altro post 😉 ).

Il che, a sua volta, significa che il team ha una grande importanza in una startup, perché solo un buon team può sviluppare bene quella che sembra, sulla carta, una idea di successo.

Approfitto di Martin Zwilling e dei suoi ten big steps from idea to winning execution per illustrarti un percorso, in 10 passi, dall’idea all’esecuzione vincente:

1. Crea una visione e trasmetti valori

La visione può essere soltanto tua, ma la comunicazione deve includere la tua squadra, i potenziali investitori e i clienti. Per molte persone la comunicazione è la parte più difficile – scritta, verbale, più e più volte.

2. Definisci una strategia ben focalizzata

Limitare l’attenzione ad alcune aree critiche permetterà di ottenere la maggior resa possibile. Se la tua strategia include più di 10 elementi, è troppo diluita. Non tutto può essere prioritario. Non perdere tempo su obiettivi poco importanti.

3. Ottieni la dedizione del team

Le persone che non si impegnano non possono conseguire risultati ambiziosi. Chi è alla guida del team deve dimostrare una dedizione totale, o si rischia l’ammutinamento. Il caso peggiore è l’ammutinamento silenzioso.

4. Allinea gli obiettivi dei team

Ho visto startup implodere quando i titolari avevano obiettivi contrapposti fra loro, come spendere di più in tecnologia rispetto a contenere i costi. Quantifica subito gli obiettivi relativi a tempo e costi, ottieni il consenso di tutti, e misura periodicamente i risultati per verificare se sono allineati agli obiettivi.

5. Ogni processo ha bisogno di un suo sistema

Definisci e utilizza sistemi elaborati con cura, manuali o automatizzati, in grado di essere replicati in ogni passaggio chiave. L’elemento fondamentale alla base di ogni startup è un business plan messo per iscritto, concordato e misurabile.

6. Gestisci le priorità

E’ necessario comunicare costantemente al team le priorità attuali, e mantenerle entro un numero gestibile. Uno dei più grandi errori che vedo nelle startup è aggiungere/allargare le priorità ogni settimana, provocando perdite di slancio e di focus.

7. Fornisci supporto e formazione al team

Le persone sono la risorsa più preziosa: parti quindi con quelle giuste, mantienile entro un numero gestibile e assicurati che abbiano gli strumenti e la formazione per arrivare all’obiettivo che ti sei posto. Non dare per scontato che tutti sappiano ciò che sai tu, o che imparino alla tua stessa velocità.

8. Assegna e orchestra le azioni

I leader devono assicurarsi che tutti i membri del team stiano facendo le giuste azioni (e comportamenti) su base quotidiana, per ottenere l’obiettivo sul lungo termine. Anche dopo aver controllato tutti i più piccoli passi, i leader non rimangono semplici osservatori, ma continuano a condurre l’azione.

9. Misura, adegua e innova

Le cose cambiano continuamente in una startup, e spesso le cose vanno male. Non puoi notarlo se non le misuri. Misura 4 o 5 fattori chiave, non 20 o 30 metriche. Motiva tutti con la curiosità insaziabile di migliorare le cose dell’1%, ogni singolo giorno.

10. Ricompensa e punisci

Ciò viene misurato e premiato, viene fatto. Sii generoso con le lodi, le celebrazioni, i riconoscimenti, i piccoli incentivi, e a volte i soldi. Fissa standard elevati sulle prestazioni, usando la regola delle 3 T (“train, transfer, or terminate”) per capire chi è davvero in grado di eseguire in modo efficace il progetto.

Ti trovi d’accordo? A tuo parere, quanto è importante l’idea e quanto l’esecuzione?

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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13 Comments

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  • ciao,
    Mi trovo proprio in questo periodo a fare i conti su questo tema, sulla teoria siamo tutti d’accordo però la pratica è un’altra cosa.
    Io sono un webmaster e adesso stanno prendendo piede vari siti che adottano come filosofia: io ti do lo strumento, tu fatti il sito da solo e mi paghi un tot all’anno. Le web agency invece di solito usano come base io ti faccio il sito, tu mi paghi. La mia idea è: io ti do lo strumento per farti il sito da solo, ma in più ti do l’assistenza per aiutarti a farlo. Poiché purtroppo la mia formazione è tecnica e non di marketing, fatto il lavoro mi sono accorto che ho lisciato il target preparando uno strumento troppo tecnico e di difficile comunicazione.
    Questo alla fine mi comporterà un’aumento dei costi e dei tempi di sviluppo di circa il 40% in più, pazienza.
    Vi ho raccontato quello che mi è successo per dire che anche se sembra ovvia l’affermazione di questo post e anche se lavoro in questo campo da diversi anni, pianificare correttamente il target a cui il progetto deve arrivare è non soltanto difficile, ma particolarmente oneroso.

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  • Mario concordo in pieno… anche se ho una voglia grande di diventare un imprenditore. Il mio più grande ispiratore: “Adriano Olivetti”. Amo proprio pensare di creare un’azienda attenta al dipendente… una oasi felice.. le idee innovative non mi mancano e vorrei seguire questa strada… è bello creare qualcosa di nuovo e giovane…

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  • Ragazzi… imprenditori si nasce, è difficile diventarlo, soprattutto nel settore internet dove si uniscono sia conoscenze tecniche, tecnologiche, creative ed esecutive.

    Il problema è che i politici si sono accorti da poco della rete e stanno cercando degli speculatori di “speranze giovanili” per lanciare messaggi alla Berlusconis utili a far buttare le persone in settori molto pericolosi e speculativi. Un esempio che consiglio di seguire, per non seguire, è appunto “l’imprenditore” che tempo fa scrisse su questo sito per la questione delle “startup” inveendo contro qualche giovane che aveva reso pratiche le proprie speranze negli USA, perché qui in Italia con le speranze dei giovani ci si gioca solamente.

    Chi vi scrive è solo uno dei tanti giovani che viveva al sud che ora ha degli ottimi progetti on line, ma solo grazie al proprio sudore, perché Internet cari ragazzi è come tutti gli altri settori, ci vuole solo “un pò” di sacrificio senza scegliere mai le scorciatoie che “speculatori” come i fondi di investimento, venture capital o qualche “business angel” vi indicano, altrimenti imparerete solo ad essere come loro che non solo altro che degli “imprenditori” che lo fanno con i soldi degli altri, e questa non è imprenditoria, ma è solo un pidocchioso modo di fare soldi sulle spalle altrui.

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  • è importante sensibilizzare coloro che sono ancora inesperti a seguire dei punti fermi … pertanto approvo in pieno il tuo decalogo!
    Sarebbe bello che ognuno condividesse un punto cardine ogni giorno.. un percorso formativo in pillole…
    Ho letto tantissimi blog parlare di questo argomento e ho imparato che non è mai troppo il bombardamento di questo tipo di informazioni.. anche se già compreso e condiviso questo concetto occorre che qualcuno ti ricordi sempre il principio…

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  • Sono poche le idee sulle quali puoi creare dei business profittevoli; è più facile essere dei bravi esecutori di idee meno brillanti.

    Specie in quest’ultimo periodo, dove si vociferano voci di “bolle” speculative sui social network (facebook, …) e torna la paura della bolla di internet del 2000, un buon business plan può rassicurare sulla fattibilità del progetto.

    Per es. Facebook si diceva: ne è emerso 1 su 1.000 dove magari altri erano migliori dal punto di vista dell’idea pura.
    Però facebook ha trionfato e degli altri non se ne sa nulla (addiritura Myspace ha subito un tracollo, quando tutti prospettavano successi a non finire; e che dire dell’altro social della realtà virtuale? non ricordo più il nome).

    Secondo me Steve Jobs è un buon esempio di imprenditore che è riuscito a trovare idee nuove di business o meglio rivedere, riarrangiare idee già presenti: il touch screen, la rivoluzione del telefono/smarphone.
    E’ arrivato dopo Nokia etc, ma ora Nokia soffre (ha chiuso Symbian).

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  • @ Mario: i film che non mi piacciono non vado a vederli; i libri che non mi piacciono non li leggo; le persone delle quali non mi fido o che dicono cose poco interessanti per me, non le ascolto (cioè non le sento proprio).

    Detto questo, sì: sono certa, anche per lunga esperienza professionale, non è l’idea che conta, ma l’esecuzione. E non solo nelle start-up, ma anche quando si tratta di lanciare un nuovo prodotto o nuove linee di prodotto o risanare situazioni critiche (che spesso sono “malsane” proprio per una cattiva esecuzione).
    E’ questa anche, spesso, la ragione per la quale l’innovazione fallisce rispetto alla tradizione. Mi spiego meglio: spesso chi vuole innovare non ha capacità di esecuzione; chi è nella tradizione, invece, ha una grande esperienza di esecuzione e dunque vince la sfida.
    Per questo i grandi marchi tendono a moltiplicare i loro successi.
    E per questo se l’innovazione è portata da chi lavora nella tradizione, non è mai vera innovazione.

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  • non so come mai ma quando leggo di questo argomento in giro per il web mi sembrate dei politici, volete mostrare di essere dei visionari, insomma avete l’obiettivo di dare speranza “o voi che entrate”… non mi dimenticherò mai un tipo buffo** che scrisse qui tempo fa con il suo faccione baffoso in primo piano, lui si che lavorando sulle speranze di qualche giovane pollo ne farà di strada. mi sembrate dei veri politici moderni del web, date speranze a coloro che sostanzialmente ritenete uno dei vostri “target editoriali”

    Reply
  • Totalmente in accordo, “It’s not the Idea. It’s the Execution.” è la frase simbolo di tutti i professionisti.

    Certo, chi ha un’idea brillante ha il merito del genio e della lungimiranza, però se la realizzazione è scadente, l’idea resta solo tale. Teorica.

    Bel post, complimenti

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  • io sono d’accordo anche se tante volte una start up prima di essere tale é gia nata sia sulla carta che nel prototipo. L’ideatore spesso ha già fatto da solo il lavoro + importante prima di arrivare all’angel ed al vc.

    Reply
  • Davvero un bel post!

    e ti dico che riflettendoci, mi trovo d’accordo con quest’affermazione un idea è importanta ma senza un team adeguato ci vuole davvero poco a rovinarla, mentre un buon team può trasformare anche un’idea mediocre in qualcosa di interessante.

    Antonio

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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