Google, dall’Authorship all’Author Rank

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Fra le moltissime strade che Google percorre per migliorare la qualità dei risultati del suo motore di ricerca, ce n’è una che reputo particolarmente interessante: quella dell’Authorship.

Col termine Google Authorship si intende quell’esperimento, partito un annetto fa ma con radici ben più profonde (ricordo che scrissi del rel=”me” a inizio 2008…), volto a collegare il proprio profilo di Google+ ai propri contenuti prodotti online.

L’idea sta funzionando bene in quanto è win-win: è win per Google, perché spinge l’utente ad iscriversi a Google+ (o comunque a completare il profilo “dormiente” di Google+ con foto e link); ed è win anche per l’utente, perché la faccina a fianco dei risultati della SERP

La Google Authorship del Tagliaerbe

fa impennare il CTR sul link – vedi il concetto di “effetto thumbnail” esposto in questo mio vecchio post – e quindi è utile metterla, visto che non costa assolutamente nulla.

Non da ultimo, la procedura è davvero semplice: se segui quando spiegato da Google nella pagina di Google+ sull’Authorship e nelle informazioni sull’autore nei risultati di ricerca, dovresti riuscire a far spuntare la tua faccina nelle SERP del motore nell’arco di poche ore.

Ma non è tutto: in questo lungo video di pochi giorni fa

è l’onnipresente Matt Cutts a sottolineare la crescente importanza dell’Authorship. Ecco qualche estratto significativo:

“Ci sono cose come l’authorship, dove puoi usare uno standard per mettere un markup alla tua pagina, che permette di mostrare una foto dell’autore, e magari aumentare il numero di click, e fa dire alla gente: “oh, mi sembra una risorsa della quale aver fiducia”.

“Penso che se si guarda più in là nel futuro, e si guarda a qualcosa che noi chiamiamo social signal o authorship o come volete chiamarla, in 10 anni, credo che saremo in grado di riconoscere chi gode davvero di una buona reputazione”.

“La foto non attrae solo l’attenzione, non attrae solo i click, è quasi come un “indicatore di trust”.

“L’idea è quella di avere qualcosa alla quale tutti possano partecipare, e nel corso del tempo, quando cominciamo a saperne di più sulla qualità degli autori, si può immaginare che inizierà ad avere effetti sul ranking”.

Non sei ancora convinto? Allora andiamo avanti e approfondiamo. Da qualche tempo, oltre che di Authorship si inizia a parlare insistentemente di Author Rank.

Se l’Authorship è in buona sostanza il metodo, il processo per rivendicare la paternità dei propri contenuti, introdotto da Google con il video di Matt Cutts and Othar Hansson del 9 Agosto 2011, l’Author Rank può essere invece considerato come il risultato di questo processo, ovvero l’insieme dei benefici che si ottengono su Google (inteso come motore di ricerca, ma anche come social) rivendicando la propria Authorship.

Assegnare un Author Rank e pesarlo correttamente nell’algoritmo è probabilmente l’obiettivo finale di Google – come ha accennato Cutts qui sopra – dietro al quale si celano vari suoi vecchi brevetti: fra questi quasi sicuramente l’Agent Rank (nel quale si parlava di “come gli autori possono contrassegnare i contenuti che pubblicano sul web con una firma digitale, e come questa paternità possa influenzare il posizionamento dei contenuti associando a questi un punteggio legato alla reputazione”); ma a mio parere anche il FriendRank/PersonalRank (nel quale si parlava “dell’individuazione di uno o più membri e di uno o più influencer all’interno della community”) potrebbe aver dato qualche spunto.

E secondo Mike Arnesen, è il caso di lavorarci da subito. Da questa sua guida sul “come preparsi all’AuthorRank“, pubblicata di recente su SEOmoz, possiamo estrarre queste indicazioni:

• Rivendica subito la tua Google Authorship
• Vai quindi a rintracciare tutti i contenuti di qualità che hai creato sul web, e collegali
• Continua costantemente a produrre killer content: tieni presente che pian piano si sta passando dal link building al content marketing
• Al contrario, evita di produrre (e soprattutto di collegare) contenuti di scarsa qualità, e non pubblicare i tuoi articoli su siti a basso trust: il tuo AuthorRank potrebbe risentirne negativamente
• Specializzati: è probabile che non si possa avere un AuthorRank elevato su aree tematiche troppo diverse, quindi meglio specializzarsi in un settore nel quale sei forte, appassionato, competente
• Usa Google+ costantemente, ed interagisci con gli altri: anche se non ti piace, è utile per accrescere il tuo AuthorRank
• Cerca di essere inserito nelle Cerchie di persone influenti appartenenti alla tua nicchia (per identificarle, puoi provare ad utilizzare tool come AuthorCrawler)
• Promuovi il tuo profilo di Google+ in modo che riceva buoni link (e sia quindi ben posizionato e con un buon PageRank)
• Sii paziente: come per la SEO, non ci vuole poco tempo a creare e far crescere il proprio AuthorRank

Mi sa che la frequenza alla scuola di Google+ sta per diventare obbligatoria… tu hai già preso grembiule e cartella? 🙂

UPDATE: come annunciato da Matt Cutts ad Ottobre durante il Pubcon, dal 17 Dicembre 2013 (giorno più, giorno meno) Google ha iniziato a ridurre la visibilità dell’authorship all’interno delle SERP, mostrando solo gli autori più… autorevoli. Tale riduzione dovrebbe essere nell’ordine del -15%.

UPDATE n.2: il 25 Giugno 2014, John Mueller ha annunciato su Google+ che “we’re simplifying the way authorship is shown in mobile and desktop search results, removing the profile photo and circle count”.

Le SERP di Google senza la faccina dell'autore

In buona sostanza, le “faccine” degli autori spariranno dalle SERP di Google, come già mostrato nella versione inglese della pagina ufficiale dedicata all’Author information in search results.

2dc13395536c431966c0b7bc5282437b
Autore
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
×
2dc13395536c431966c0b7bc5282437b
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
Latest Posts
  • Strumenti in google search console per webmaster
  • intervista alessia martalò
  • web stories
  • seo checklist

10 Comments

  • Volevo sapere se esiste un tool per poter misurare l’author rank di un autore. Esiste ?

    Reply
  • Partecipare….partecipare con un profilo personale alla vita social su g+ o meglio partecipare con uno aziendale per fare aumentare la propria authorship? Come possiamo dividere le due cose?

    Reply
  • Io penso che sia una tendenza che farà felice sopratutto chi si impegna a proporre contenuti di qualità, e diventa uno strumento per gratificare ma anche per dare valore. Che poi saremo schedati, venduti, tracciati, riconosciuti… e chissenefrega… intendo, se vuoi fare l’eremita non accedi a internet e non ti poni nemmeno il problema. Sbaglio? E poi chi l’ha detto che la pubblicità mirata non ti aiuti veramente?

    Comunque ho una domanda. Io mi chiamo Marco, e ho un sito che si chiama Casaprivati.net A cosa più mi conviene collegare authorship, al mio G+ personale, o alla pagina G+ del mio sito?

    Grazie a tutti,
    Marco

    Reply
  • In molti dicono che fa aumentare il CTR, ma nessuno dice di quanto è aumentato nel proprio caso specifico. Di che percentuali stiamo parlando? Tu hai notato un aumento delle visite concomitante all’attivazione dell’ Authorship?

    Reply
  • in realta’ questo e’ un altro modo che sfrutta il nostro ego (e la cosidetta ‘reputazione’ e ipervisibilita’ online senza cui sembra nessuno possa piu’ respirare) per schedarci al meglio, per raccogliere altri dati personali, per rendere il nostro profilo piu’ appetibile al marketing diffuso, per rivendere a terze parti queste info e ricevere ads mirati, per farsi beffe della privacy, altro che win-win, e’ win solo per loro, mica per gli utenti….come d’altronde fanno da tempo tutti i social media, i provider cellulari e via di seguito — basti vedere quest’ultima trovata di verizon: http://news.cnet.com/8301-13578_3-57533001-38/verizon-draws-fire-for-monitoring-app-usage-browsing-habits/

    please be aware!

    Reply
  • credo di avere una repulsione verso G+, sono mesi che mi sforzo di utilizzarlo, e più mi sforzo e più aumenta la repulsione.
    Il mio personalissimo punto di vista è questo: tutti noi ci stiamo imponendo di usarlo perché sappiamo dei benefici sulla ricerca. Ma SE non ci fosse questo beneficio, io di certo non lo utilizzerei e penso anche buona parte degli addetti ai lavori. Come si stava bene senza…

    Reply
  • Anche io la trovo un ottima idea.. win win sicuramente per entrambi. Ora vedo che fa aumentare il CTR sul link in modo netto, ma è possibile che in futuro nelle serp compaiano 10 risultati con 10 thumbnail a cui nessuno farà più caso. Staremo a vedere come si evolverà.

    Reply
  • Ciao,
    tutto ottimo, …il problema secondo me, almeno per il momento, è che Google+ rimane una risorsa ancora molto ristretta “agli addetti ai lavori”; nel senso che solo chi si occupa di web è cosciente sul serio del cambiamento in atto, della rilevanza (e dei metodi per ottenerla) dell’Author Rank, e via dicendo… Chi si sta dando molto da fare adesso per ottenere benefici in futuro siamo “noi della cerchia del web”… per quanto posso constatare nel rapporto con i miei piccoli clienti, loro ne sono totalmente estranei… Google+ non li cattura: a quei pochi che sono riuscito a farlo aprire lo hanno abbandonato! Per aziende che hanno grandi risorse e possono investire questo non è un problema, ma per i piccoli, per chi ha investito, già facendo qualche sacrificio, 1000 euro per crearsi il proprio sito, difficilmente ha altra disponibilità (sia finanziara, che di tempo/conoscenze) per far fronte a tutto ciò che dovrebbe venire dopo…
    Ecco, io in tutta questa “rivoluzione”, vedo un pò sacrificati i “pesci piccoli”, che non sò in quale abisso i loro siti entro breve sprofonderanno…
    Mi piacerebbe ascoltare da voi un vostro parere su questo tema…

    Grazie,
    ciao!

    Reply
  • Credo che il problema maggiore sarà non beccarsi “segnala come spam” su Google+..anche se nelle “tue cerchie” ci sono appassionati, molti potrebbero non apprezzare un post al giorno sul tuo argomento..

    Per il resto, con impegno e costanza quotidiani credo che si potrà avere successo!

    Reply
  • Che palle!!
    Google plus mi suona come la lezione di biochimica alle superiori.

    Reply

Rispondi

Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Iscriviti alla Newsletter
Main sponsor
logo kleecks

Sponsor

Wordlift
Prova Seozoom
Google, dall’Authorship all’Author Rank
Scroll to Top

Vuoi capire perchè il tuo sito non traffica?

REPORT SEO a soli 47€

anzichè 197€+iva
Giorni
Ore
Minuti
Secondi