Supportare ed “ascoltare” chi crea il proprio mercato: quanto sono importanti i social network?

Quando si sviluppa un piano di lavoro, una delle difficoltà più grandi è quella di aggiornarsi e adeguarsi alle tendenze verso le quali si avvia il mercato moderno. Se per le piccole realtà locali il problema non è poi così difficile da bypassare, per marchi ed aziende che agiscono a livello mondiale la questione diventa assai ardua da affrontare.

L’evoluzione del mercato moderno pare volersi incanalare in un binario all’interno del quale contano le persone, il loro parere, il loro modo di relazionarsi con il mondo e le loro esigenze pratiche. Oggi “vanno di moda” i social network; le persone, gli utenti, i diretti consumatori si ritrovano tutti su questi grossi portali, in cui le informazioni passano a bizzeffe in pochi minuti.

E allora, perché non approfittarne? E poi, approfittarne in che senso?

Chi si occupa di social media marketing o chi si pone nei confronti dei vari Facebook, Twitter, Google+ in un modo non troppo superficiale, avrà afferrato almeno una parte del concetto che stiamo per affrontare.

Quello che mi affascina del web è il modo con il quale riesce a stravolgere le leggi che regolano la nostra quotidianità con quel pizzico di eleganza che rende tutto più entusiasmante. Mi è sembrato opportuno riportare tutte le precedenti riflessioni per arrivare a parlare di come il mercato online (e non solo) si è evoluto in funzione del web e delle esigenze degli utenti.

Se, ad esempio, fino a qualche anno fa, per ricevere assistenza per un prodotto/servizio bisognava munirsi di libretto di garanzia (ove presente) e cercare il numero telefonico per contattare il call center adibito a tale mansione, oggi basta un click. E’ sufficiente effettuare una veloce ricerca su Google ed ecco trovato quello che si cercava: numero telefonico dell’assistenza, supporto tramite email e tutte le informazioni necessarie al cliente; ma questa, ormai, è “consuetudine”. Tutti i grossi marchi si sono adeguati ed avere un sito web come punto di riferimento online.

La differenza (ed è per questo che prima parlavo di tendenze e social network) la fa il modo di porsi nei confronti dei propri clienti. Il farsi trovare disponibili e sempre presenti, ovunque; anche dove meno te lo aspetti.

Sui social appunto; dove si ritrova la “gente normale”.

Pensare di poter parlare direttamente con una persona che fa capo ad aziende di livello internazionale, fino a poco tempo fa, era una bella e propria utopia. Con l’avvento dei social e l’evoluzione delle tendenze sociali si è arrivato ad avere un contatto estremamente diretto tra marchio e consumatore. Un qualcosa di straordinario, che solo su internet è possibile. La burocrazia che ci governa, permettetemelo, non sempre ci da opportunità di questo tipo.

Il sogno di tutti coloro che spendono i propri soldi per acquistare un prodotto/servizio è quello di essere ascoltati. E non solo quando si hanno dei problemi.

Oggi, essere presenti su Facebook o Twitter è un grandissimo vantaggio per un’azienda; “ascoltare” il mercato, spiarlo ed allo stesso tempo aiutare i propri clienti è sinonimo di grande professionalità ed ambizione. Se riesci a comprendere bene in che direzione sta girando la tua fetta di consumatori, sei almeno 3 passi avanti agli altri; se, poi, hai l’abilità di sfruttare queste informazioni a tuo favore, riuscendo a coinvolgere ed aggraziarti chi farà veramente la tua fortuna… bhè, avrai la strada spianata prima che tu te ne possa veramente accorgere!

Un conto è essere presenti su internet con un sito web di supporto, senza la minima interazione virtuale; un altro è essere presenti, oltre che sul sito web, anche sui principali social network.

Ma il top (e prego il Taglia di farmi passare la menzione ed i ringraziamenti ad Htc Italia) è il brand o l’azienda che lavora online facendo la differenza con quelle “piccolezze” che, solamente dopo, ti fanno riflettere. Essere d’aiuto ai propri utenti, consigliare i neo-consumatori del proprio prodotto/servizio ed allo stesso tempo riuscire a fare da raccordo tra il centro di assistenza ed un utente in difficoltà, organizzando tutto e scavalcando con una politica modernissima ogni piccolo problema, è indice di grande organizzazione e qualità.

Ma, in questi casi, viene da porsi un’altra domanda:

“Ma se è tutto così apprezzato e funzionale ai fini della crescita aziendale (come brand e come quote di mercato), perché non lo fanno tutti?”

Sinceramente non sono un esperto nel settore, ma credo che la risposta a questo, e agli altri quesiti posti in questo articolo, stia nel fatto che anche i grandi colossi del mercato sono anni luce lontani dall’idea di “web sociale”, nel quale l’interazione tra gli utenti e la condivisione di informazioni è fondamentale per portare avanti amicizie e relazioni.

Ed è proprio di questo che, secondo me, le aziende avrebbero bisogno: trovare un modo per interagire e fidelizzare i propri consumatori (o potenziali che siano).

Meglio rivolgerti a chi ti ascolta perché è veramente interessato a quello che dici o sparare pubblicità ed offerte a chi, magari, si è già rivolto ad un tuo competitor e non ha più interesse-> soldi -> motivazioni per acquistare il tuo prodotto?

La pubblicità (quella dei banner o dei cartelloni per strada) costa tanto.

Bisognerebbe, in certi casi, sfruttare a dovere la possibilità di far fluire il proprio messaggio all’interno dei social network. Dopotutto, l’abbiamo ripetuto più di una volta, è lì che la gente comune si ritrova!

Autore: Pasquale Scarpati di Puntoblog.it, per il TagliaBlog.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

5 Comments

  • Riuscire a sfruttare a proprio vantaggio il web e i social networks è fondamentale. Molta gente che fino a qualche anno fa non utilizzava internet ora lo fa (es: mio papà ora quando deve cercare una cosa, usa internet, ed è un over 50). Più si andrà avanti e più gente lo sfrutterà.

    Lo stesso consiglio lo do ai vari blogger: leggete quello che i vostri amici/fans scrivono e condividono e scrivete articoli in base a quello (magari non tutti, però una buona parte). I social, forums etc aiutano a cogliere quale sia l’argomento del giorno che realmente interessa alla gente. In più, almeno a me, leggere ciò che scrivono e condividono da sempre ispirazione. 🙂

  • Ok è il 17 agosto e la gente sta a mare e legge poco, ok è un riepilogo di qualcosa di già detto, ma un po’ di novità?un azzardo su quanto un’azienda dovrebbe fare per poter essere veramente social?
    I social costano poco o niente non è una questione di costi ma di reputazione e fidelizzazione e in Italia sono poche le aziende che ci stanno provando. Il “va di moda”, poi, non lo condivido: non è una moda è un fenomeno, è un’evoluzione della società e dei mezzi di comunicazione, gli spot pubblicitari andavano di moda?le manchette sui quotidiani andavano di moda?NO, è di marketing che stiamo parlando non di tendenze.

  • Perché allora non parlare dei WOM questi sedicenti web Opinion Maker pagati dalle aziende online per scrivere commenti e recensioni positive per controbattere allrecensioni negative dei clienti? Ormai tutti i blog e social network sono invasi da post di questa gente… Lo ritenete corretto?

  • @4tu: E secondo te il marketing non è in un certo senso collegato alle tendenze? Io credo di si. E soprattutto con le tendenze sociali si arriva ad un punto in cui cliente ed azienda interagiscono come mai prima d’ora si era arrivato a fare. Praticità, contatto diretto e corretta informazione.

  • Lavoro al più amato comparatore di prezzi italiano, prima ho seguito tante aziende e start-up commerciali. IMHO il social marketing può essere inquadrato dall’azienda come marketing puro o marketing delle vendite. Nel primo caso un budget, seppur piccolo, verrà speso. Nel secondo caso interverrà l’analisi costi/benefici. I soldi che spendo per gestire la pagina fan, in che misura aumentano le vendite? Se l’amministrazione dei costi aziendali è seria, non si seguono certo le mode, si guardano i risultati. Quei 2.000€ / mese per il social marketing manager, quanto hanno migliorato il tasso di conversione? Perché, spesi in SEM, avrebbero portato 10.000 visitatori in più sul sito…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social

Iscriviti alla Newsletter

Main sponsor

Scroll to Top

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy & Cookie policy