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La Fiducia nei Social Media

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4 mesi fa si diceva che la fiducia nei social media è morta.

Ma secondo una ricerca di Invoke Solutions, pubblicata su eMarketer qualche giorno fa, le cose non stanno proprio in questi termini: vediamo dunque chi o cosa trasmette maggior fiducia, e verso chi o cosa siamo più diffidenti.

Le fonti di informazioni che trasmettono fiducia sui Social Media

Questa prima immagine evidenzia che ci si fida più degli amici e meno dei brand: ne escono bene i post sui blog di persone conosciute, seguiti da quelli su Facebook e dei cinguettii su Twitter degli amici. Molto più bassa la fiducia verso i brand e (ovviamente) verso gli ignoti.

Le principali caratteristiche che ispirano la fiducia nei Social Media

Nella seconda immagine osserviamo la grandissima importanza dell’apertura al dialogo, dell’accettare commenti sia positivi che negativi. La qualità dei contenuti (ma attenzione, anche quella dei commenti!) viene subito dopo, seguita dalla “reattività” dell’autore. Meno considerati il numero dei partecipanti alle conversazioni e quello dei contenuti prodotti, e ancor meno quello dei fan e dei follower (ricordi quando scrivevo che non hanno alcun valore? 😉 ).

Concludendo: le persone si fidano delle persone (lo si diceva oltre un anno fa, parlando, in quello specifico caso, di pubblicità). Ma la fiducia online passa anche dalla conversazione, dal saper accettare/gestire apprezzamenti e soprattutto critiche, dall’essere presenti e reattivi nella discussione: ed è proprio su questi ultimi punti che molti brand, probabilmente, falliscono.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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5 risposte

  1. Manca la voce: Posts di blogger prezzolati (Sponsored Post) 😀
    sarei tanto, ma tanto curioso di vedere le percetuali…

    b.r.
    Vittorio

  2. Analisi giusta.
    Riserva sui post dei blog conosciuti perché c’è la tendenza da parte dei blogger e dei brand ad approfittarsene sapendo quanto sono influenti.
    Per la capacità di un dialogo aperto sono d’accordo, io ho eliminato alcuni blog proprio dopo aver visto ke deficienze in tal senso.
    sempre più è importante saper comunicare online, che è ben diverso dal saper scrivere o condividere un post

  3. Mi pare lapalissiano il fatto che si tengano in maggior considerazione le opinioni delle persone conosciute rispetto ad estranei o addirittura aziende. Piuttosto mi pare curioso il fatto che il post di un brand prezzolato “valga” di più di quello di un blogger indipendente.

  4. Utilizzo intensivamente Twitter e l’errore più grande che riscontro da parte dei grandi marchi è il non interagire con i suggerimenti e le critiche degli utenti.Comportamento che non contribuisce ovviamente all’accrescimento della fiducia di cui parlava nel post.

  5. Ricordo quando si parlava del fatto che le persone si fidano delle persone in merito alla pubblicità.

    E ricordo anche che si diceva che le persone si fidano delle persone che si sono meritate la fiducia dei lettori, così per i blog, i forum, i siti e la vita reale.

    Imparare per un blogger a gestire i commenti, anche quelli negativi, per saper costruire qualcosa di positivo e migliorare è fondamentale per riuscire a sviluppare una buona presenza in rete ed un network di persone pronte a commentare e a discutere del web e di internet.

    I Social Network? Continuano ad essere un passatempo per molti, un luogo dove curiosare e conoscere le ultime vicissitudini di amici e conoscenti!

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