Social Marketing: 5 motivi sul ‘perché’, 3 consigli sul ‘come’

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

La prima volta che un utente ha interagito con la nostra Facebook Fan Page è stato per chiedere se il costo di un volo per La Paz sarebbe sceso o salito nei mesi successivi.
Due ore dopo mentre cercavo informazioni più dettagliate sull’andamento dei prezzi delle compagnie che volano sulla Bolivia, ha sollecitato una risposta. L’utente si aspettava una risposta immediata, altrimenti, pensai, avrebbe scritto un’email che sapeva sarebbe stata presa in carico dopo qualche ora.
Abbiamo così cominciato a rispondere ritornando ad essere tutto d’un tratto veri e propri agenti di viaggio, dopo anni in cui il fai-da-te degli utenti ha dominato il turismo online.
Scambiare informazioni, dare consigli, proporre: gli utenti hanno così iniziato chiederci soluzioni ad hoc, a caricare le foto dei loro viaggi, a raccontarci le loro esperienze.
Facevamo social marketing senza saperlo.

Oggi, diversi guru del settore sostengono che questo nuovo canale sia un passaggio obbligato per chi vuole avere una comunicazione trasparente ed efficace con i propri clienti.
Sono tantissime le indagini svolte nel settore della grande impresa, e in quello delle PMI, per cercare di capire come questo nuovo trend viene recepito dai manager delle aziende e una ricerca di Econsultancy, svolta su un campione di 1.100 aziende intervistate, l’86% quest’anno investirà di più in questa direzione. C’è quindi la piena consapevolezza dell’importanza che il canale ricopre sia per una corretta comunicazione che per un’azione di branding.
A mio avviso, il dato più importante della ricerca è che più della metà – ben il 52% – dichiara di aver effettuato un investimento concreto in questa direzione e di aver ottenuto un reale ritorno; questo contro il 13% che dice di aver sperimentato ma di aver fatto davvero poco. Investimenti concreti quindi, se non si vuole rischiare di perdere tempo; ma ricordiamo che questi sono canali low-cost e le risorse necessarie sono tempo e risorse umane. Sì, perché le reti sociali sono fatte di persone e contenuti, e le relazioni non si costruiscono con il budget advertising, ma con qualcosa di ben più prezioso: l’attenzione.
Vorrei ora condividere qualche motivazione che dovrebbe spingere le aziende a sbarcare sui social media e qualche consiglio su come utilizzarli al meglio.

5 (ottimi) motivi per essere sui social

Il cliente al centro. Sono passati anni ormai da quando al centro del processo aziendale si trovava il “Signor Prodotto”, venerato come un bene unico e prezioso. Ora tutto il mercato è orientato al Cliente e, da sempre, il modo migliore per valorizzare una persona è ascoltarla. Lasciate perdere le FAQ. Nell’era dei Social Network il tuo cliente vuole parlare con te, sia che voglia farti domande specifiche, che voglia raccontarti la sua esperienza con il tuo prodotto, che voglia ringraziarti o mandarti a quel paese, in ognuno di questi casi vuole farlo di persona e possibilmente in modo pubblico, per condividere il tutto con la rete.

Un canale low-cost. Che fatica essere sempre dappertutto! Se l’azienda vuole comparire sulla testata locale, sulla stazione radio, in TV o nella fiera di settore, in ognuno di questi casi deve sborsare (ingenti) somme. Lungi da me sostenere che questi soldi non siano ben investiti! Ma perché non sfruttare quei canali che richiedono limitati investimenti economici? Essere presenti su Facebook, su Twitter o avere un blog aziendale non impatta sui budget aziendali. L’unico costo di questo canale è quello legato alle risorse che lo seguono e lo curano.

Il passaparola. I social network sono l’esempio perfetto di comunicazione many-to-many, un luogo in cui tutti parlano a tutti. Il passaparola, quindi, è il veicolo più veloce (ed anche il più economico) per una notizia che deve raggiungere più destinatari possibili. Questa è la fatidica arma a doppio taglio di questo strumento, perché sulle ali del word of mouth volano le grandi gesta di un’azienda ma anche i suoi errori e le sue “marachelle”. Ma a me piace pensare che l’azienda non abbia nulla da nascondere, e che anche in caso di errore sarà possibile motivare disservizi o rispondere a qualsiasi segnalazione. Sbagliare è umano, nascondere è diabolico!

Monitorare i Feedback. Non c’è campagna peggiore di quella che non si può monitorare. Aldilà della sua corretta realizzazione, della sua genialità, della sua buona riuscita, una campagna di marketing non correttamente monitorata è una campagna sprecata. Ogni volta che attraverso un’operazione di marketing abbiamo successo, così come quando facciamo fiasco, l’importante è sapere perché. L’evoluzione dell’IT e l’estrema semplicità d’utilizzo dei Social Network consentono a tutti di monitorare le statistiche relative a visite, apprezzamenti e interazioni dei propri utenti, su tutti i canali e con la periodicità desiderata.

Una voce al tuo brand. Le prime tre tesi del Clutrain Manifesto recitano: “1. I mercati sono conversazioni. 2. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici. 3. Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana”. Ecco perché la vostra presenza su un social è una voce alla vostra azienda, un volto, un carattere. Questo avvicinerà ancora di più i vostri clienti al marchio, in modo che nasca un vero e proprio rapporto di scambio e di interazione. Teniamo fuori l’autopromozione d’accatto, l’autoreferenzialità dei messaggi, la promozione push.

3 consigli per il vostro social marketing

Frequenza. Gli interventi sui social network devono essere costanti e frequenti. Non è fondamentale pubblicare un post al giorno sul blog o offrire un botta-risposta in ogni ora del giorno sulla pagina di Facebook; ovvio è che questo sarebbe auspicabile, ma non prettamente necessario. L’importante è stabilire – e di conseguenza rispettare – un piano editoriale per il blog e presenze cadenzate sulla Fan Page di FB.

Contenuti. Il pubblico di internet non vuole essere preso in giro, perché ha tutti gli strumenti per valutare la bontà di ciò che gli offriamo. I competitors distano solo a un paio di click. Decidiamo quindi cosa vogliamo offrire: informazioni? Consigli? Novità? Sconti? Dopodiché impegniamoci a mantenere uno standard qualitativo medio-alto. Ci sono un’infinità di pagine e blog come i nostri in rete, diamo ai nostri lettori un motivo valido per scegliere noi.

Trasparenza. Chi sceglie di essere online e chi sceglie di farlo su un social network, lo fa in nome della trasparenza. Diciamo la verità ai nostri clienti, offriamo solo ciò che abbiamo, scusiamoci dei nostri errori e motiviamo eventuali disservizi. Tutto questo non per banale ruffianeria ma semplicemente per coerenza. Non ha senso scegliere di esserci se non si vuole farlo nel modo giusto.

Ora non mi resta che consigliarvi con tutto il cuore di intraprendere questa avventura e vi assicuro personalmente che ne vale la pena.

Spero di aver detto tutto, ovviamente ogni consiglio, osservazione o contestazione a questo post è ben accetta!

Autore: Sara Paolucci di TUI.it, per il TagliaBlog.

2dc13395536c431966c0b7bc5282437b
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
×
2dc13395536c431966c0b7bc5282437b
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

15 Comments

  • @Saverio: hai ragione Saverio, il target è sempre il primo fattore da considerare quando si fa marketing.
    Io non l’ho specificato ma ovviamente, nella maggiorparte dei casi, il Social Marketing va affiancato ad una campagna di advertising tradizionale (e, ci tengo a dirlo poichè ho iniziato da lì, che sia ben fatta!).
    L’azienda per cui lavoro, essendo un’agenzia online, è una delle poche eccezioni che confermano la regola.

    Anche tra mille anni il mercato, il target, il cliente (chiamiamolo come vogliamo), sarà sempre il fulcro del marketing e quindi, per il momento, i Social tagliano fuori una fetta di mercato piuttosto consistente; ovviamente questo sempre in base al prodotto che dobbiamo andare a promuovere (sarà, per esempio, diverso l’atteggiamento della Durex da quello della Kukident che produce pasta per dentiere!!!).

    L’osservazione che hai fatto porta, a mio avviso, ad una ulteriore riflessione: Social Marketing sì ma non a tutti i costi, piuttosto con una analisi strutturata ed una stategia alle spalle.

    Reply
  • Faccio i complimenti per questo articolo che invita un po alla modernizzazione in un paese, il nostro, che rispetto agli altri che lo circondano, sembra essere rimasto indietro di almeno 5 anni! Lo dico per eseprienza personale, sono studente di comunicazione, e sto facendo erasmus in Lettonia. Ho scoperto questo articolo nell’ambito di una ricerca che stavo facendo proprio sulla comunicazione aziendale attraverso i social media e mi dispiace dirlo, con tutto il rispetto per questo paese accogliente che mi sta ospitando, ma persino loro sono molto più avanti di noi nel settore e nell’uso di internet.
    Condivido tutto quello che hai scritto ma sottolineo un limite: essendo l’Italia (vedi statistiche) tra i paesi europei, intorno al ventesimo posto per uso di internet come mezzo di comunicazione, il rischio per un’azienda nell’investire ingenti risorse su questo tipo di comunicazione è quello di finire col rivolgersi solo ad una fascia, ad una fetta limitata di pubblico, escludendo per esempio tutti gli over 60 che da noi sono tanti. Quindi, secondo me, ottima idea ma da integrare con altre forme di comunicazione.

    Reply
  • @Martina: sono pienamente d’accordo con te nel sostenere che questa attività, per produrre risultati ed essere di qualità, richieda che le si dedichi del tempo. Il “low-cost” era riferito ai mezzi, il canale è gratuito. L’unica spesa che si avrà sarà il pagamento della risorsa che si dedica al canale. A mio avviso questo aspetto non è da sottovalutare!

    @Vittorio: innanzitutto ti ringrazio dei complimenti. Sono felice che desideri implementare anche tu questo tipo di attività, vedrai che scoprirai un nuovo mondo e riceverai grandi soddisfazioni. Se posso aiutarti con qualche consiglio puoi contattarmi anche via mail. Disponibilissima!

    Reply
  • Ciao a tutti intanto complimenti per gli argomenti trattati, sono molto d’accordo sull’attenzione al tempo che bisogna impiegare a queste attività e alla qualità del risultato. Io stesso infatti avrei necessità di implementare queste attività per i miei siti ma mi manca il tempo e anche certe attitudini alla creazione di news e argomenti…. C’è qualcono con queste capacità interessato a collaborare con me e a condividerne i risultati??
    Ciao a tutti

    Reply
  • Ciao a tutti.Concordo su molti aspetti.Io non enfatizzerei ecessivamente il low cost, perché alcune aziende iniziano a pensare che con tre lire si possano fare grandi progetti. E’ vero che il social media marketing è meno costoso dell’advertising, tuttavia è anche molto time consuming e time intensive. Questo è un aspetto che va sottolineato e divulgato, per proteggere la qualità dei progetti. Anche io con Machemarketing mi sto affacciando alla rete. Siete tutti invitati a contribuire. Con l’occasione, buona Pasqua a tutti!Martina

    Reply
  • Grazie ancora dei commenti e soprattutto dei complimenti.
    Stavo pensando una cosa…che sarebbe carino (e costruttivo) nel caso in cui anche voi decidiate di intraprendere questa strada, se ci tenessimo in contatto per confrontarci e scambiarci opinioni e consigli utili.
    In questo modo, questo post, sarebbe ancora più costruttivo e utile.
    Che ne pensate?

    Reply
  • Un articolo pieno di informazioni utili e concrete da poter mettere subito in pratica, ben scritto e davvero interessante!

    Reply
  • @Pecciola: ci sono tante aziende che non possono permettersi di assumere una risorsa che si occupi soltanto di questo aspetto del marketing. Solitamente il copywriter o chi si occupa di web marketing ha le competenze giuste anche per fare Social Marketing. E se neppure queste figure sono presenti in azienda ma ci si appoggia ad una agenzia esterna, perchè non discuterne con quest’ultima. Ovviamente facendo attenzione ai servizi che vengono offerti e stando attenti a non farsi vendere “aria fritta”.

    @Mareforzanove: ti ringrazio dei complimenti, sono felice che questi canali vengoano apprezzati. E’ il segno che ci stiamo muovendo nella direzione giusta!

    Reply
  • Complimenti Sara, seguo sia il canale facebook che il vostro corporate blog e ritengo entrambi molto ben curati.. 🙂

    Reply
  • Tanti ottimi consigli e considerazioni. Il difficile, per l’utente medio, è trovare chi davvero li metta in pratica

    Reply
  • Veramente completo ed utile. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare!

    Reply
  • Ciao ragazzi,
    vi ringrazio dei complimenti!
    Questo post è stato scritto su importanti ingredienti: l’esperienza e i consigli trovati qui sul TagliaBlog.
    Sono felice che qualcuno lo trovi utile e spero vivamente che tante realtà adottino questo approccio. Il social Marketing è utile per il cliente, costruttivo per l’azienda e divertente per chi lo fa. 😉

    Reply
  • Un articolo pieno di informazioni utili e concrete da poter mettere subito in pratica, ben scritto e davvero interessante! Complimenti Sara 😉

    Reply
  • Bravissima Sara!ti ho seguito sulla vostra pagina Fan, una delle prime sul turismo veramente interessanti da seguire, anche se uno non ha in previsione un viaggio. Ottimo articolo 🙂

    Reply

Rispondi

Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Iscriviti alla Newsletter
Main sponsor
logo kleecks

Sponsor

Social Marketing: 5 motivi sul ‘perché’, 3 consigli sul ‘come’
Scroll to Top

Vuoi capire perchè il tuo sito non traffica?

REPORT SEO a soli 47€

anzichè 197€+iva
Giorni
Ore
Minuti
Secondi