Dal Social Network al Social Circle

Qualche giorno fa parlavo della fine dell’era dei social network e subito dopo, quasi fosse un segno, Blippy ha cessato l’attività.

Blippy ha fallito perché non ha compreso cosa vuol dire essere social. Hanno fatto un prodotto che condivide gli acquisti fatti tramite carta di credito. Hanno basato il modello sul “tutti amici, tutto condiviso”.

Questo sarà un mantra dei social fino a quando Facebook e la sua era arriveranno al termine. Nel frattempo i siti che seguiranno questo modello falliranno, come è stato per Blippy, Ping o Google Buzz.

Non sto dicendo che la gente smetterà di condividere ogni pensiero, foto o link: la gente ama la liberà di espressione. Facebook, Twitter e LinkedIn vanno bene perché costituiscono le fondamenta del social web. Sono l’elenco telefonico della nostra società, svolgono una funzione necessaria. Negli ultimi 5 anni c’è stata l’ascesa dei social network come “piattaforma ai pubblica utilità”. Ora stiamo invece entrando in una nuova era, che si focalizza sulla condivisione all’interno di gruppi di persone selezionate. L’era del Social Network è terminata, e sta iniziando quella del Social Circle.

Per meglio spiegare i fatti, faccio l’esempio delle feste di compleanno.

Quando un bambino della scuola materna fa una festa di compleanno invita tutta la classe, formata da individui che non si sono mai incontrati. E non si conosceranno davvero se non parecchi anni dopo, quando si svilupperanno amicizie che costituiscono la base di una catena di inviti, dove una persona invita l’altra, e quindi un’altra.

I social nework sono come questo tipo di compleanni. Anziché essere formati da “amici”, sono contenitori di persone di cui si conosce l’esistenza. Ci si connette con tutti perché gli strumenti non sono stati sviluppati per creare social circle più complessi, che rendono le relazioni più adulte e mature. Ed ha senso che l’evoluzione dei social digitali segua lo stesso percorso che noi facciamo in quanto esseri umani.

I Social Network sono caratterizzati da “tutti amici, tutto condiviso”. I Social Circle invece da “gruppi dinamici, condivisioni selettive”.

I Social Circle sono focalizzati sui gruppi, che si basano sulle reali relazioni di una persona. Questi gruppi si modificano dinamicamente per includere nuovi amici più vicini ed escludere quelli che diventano più lontani. La parola “amici” assume un significato uguale a quello dato nel mondo reale, ovvero un gruppo di persone con i quali si hanno legami stretti. I contenuti sono condivisi selettivamente con le persone più affini, rispecchiando l’intimo rapporto di amicizia presente nella vita reale.

Qualcuno obietterà che i Social Network permettono già questo tipo di interazione. Io penso di no, e voglio provartelo.

Ho avuto più volte conversazioni simili nell’ultimo anno:

Io: Usi un servizio di check-in?
Loro: No
Io: Perché?
Loro: Non voglio far sapere a NESSUNO dove mi trovo
Io: Ma non devi mica farlo sapere a tutti, basta aggiungere solo i tuoi contatti più stretti come amici
Loro: Non funziona. Uso Facebook e ricevo richieste di amicizia da persone che non ho mai incontrato, mi sento in colpa, e quindi li accetto

Quando le persone parlano di privacy circa i loro check-in, non è che non vogliono che NESSUNO sappia dove sono, vogliono solo che non TUTTI lo sappiano. Il problema è la mancanza di strumenti per creare gruppi dinamici e intimi, con i quali effettuare le proprie condivisioni. Risolto questo problema, ci sarà un enorme incremento degli utenti mainstream.

Facebook ha alcuni strumenti per la gestione dei gruppi di amici: non funzionano perché si basano sull’idea che sia l’utente a dover curare questi gruppi. Ma gli utenti non faranno mai il lavoro necessario a costruire un Social Circle, così come non sono selettivi quando accettano le amicizie in un servizio di check-in.

Risolvere questo genere di problema è molto difficile. Se vuoi sapere perché Path (11,2 milioni di dollari di finanziamenti) e Color (41 milioni) sono stati in grado di raccogliere così tanti soldi è perché hanno puntato a risolvere questo problema. Gli investitori hanno scommesso che se c’è qualcuno che potrà riuscire a risolvere qualcosa di così difficile, potrà essere uno di quei 2 team.

Per quanto mi riguarda, sono disposto a scommettere su qualcuno disposto a lasciar perdere “tutti amici, tutto condiviso” e che invece punti a “gruppi dinamici, condivisioni selettive”. Come per la storia dell’uomo, prima o poi arriva il momento di crescere.

Liberamente tradotto da The End Of The Social Network Era, The Rise Of The Social Circle Era, di Jason Schwartz.

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10 Comments

  • l’ab(uso) inconsapevole che molte persone fanno dei social network é noto, personalmente mi piacciono i compartimenti chiamati “aspects” di Diaspora perché permettono di gestire diverse sfaccettature della propria personalità

  • Vedremo come andrà a finire con questi social network.

    Buona giornata a tutti.

  • L’articolo è molto interessante. Ma forse la domanda è: ho davvero bisogno di un istrumento online per collegarmi con quelle 4-5 persone che fanno parte del mio “circle”?

    Va beh… forse cambierò idea fra qualche mese (o settimana)….

  • Tratto da TheBigBangTheory:

    Leonard: Sei sempre in casa a studiare, non hai amici!

    Sheldon: Come no, ho più di 300 amici su Facebook

    Leonard: Si, ma non hai mai incontrato nessuno!

    Sheldon: E per fortuna!!!

    Stiamo cambiando noi, sta cambiando il modo con cui ci relazioniamo con gli altri.

  • Opinione molto personale e discutibile, ma io di social network ne vedo uno solo: Facebook.

    Tutto il resto è conversazione.

  • Devo dire che condivido il punto di vista di questo articolo. Facebook è un caso emblematico ed unico nel suo genere per portata e profondità. Al giorno d’oggi mi sembra che viva un po’ di inerzia. Non fraintendetemi, sicuramente se la passa bene. Però è sempre più un contenitore di contatti insulsi che non sanno nemmeno cosa dire e allora riempiono le bacheche di cavolata. A me sembra che inoltre Facebook stia anche trasformandosi in un ambiente parallelo al web dove la gente c’è perché c’è, senza un scopo preciso, e allora ecco che diventa interessante lo strumento per veicolare pubblicità a masse di gente profilate, presentare pagine ufficiali di aziende, organizzazioni, gruppi, ecc… Insomma una funzione un po’ diversa da quello che era l’inizio, quando ad iscriversi a Facebook erano i trendsetters.
    Secondo me, zitta zitta, quatta quatta, la sta vedendo lunga Google che piano piano integra funzioni social in servizi utilizzati già dalle persone in questo modo. Per esempio le email (leggetevi uno degli ultimi articoli su Googlab), le mappe e così via.
    Staremo a vedere come si evolverà lo scenario. Il fatto è che il proliferare di tante piattaforme social credo perderà di importanza, anche solo per una questione che, al di là della novità, la quantità di servizi diventa rumore.
    Ciao!

  • Io non mi sento in colpa a rifiutare amicizie su fb, ho quindi già il mio “circolo”, non credo che il punto sia il mezzo, ma come lo si usa. Sto notando su linkedin un notevole aumento di richieste da persone completamente sconosciute, sembra che tutti vogliano avere un sacco di amici e contatti, credo che il problema nasca dal fatto che molti cercano mera visibilità piü che reali opportunità di lavoro o collaborazione.

  • @Emanuele: Nella sit come che hai citato il personaggio di Sheldon è stato concepito sul quadro clinico della Sindrome di Asperger, una forma di autismo.
    Alla luce di questo elemento il tuo commento suona come “stiamo tutti inevitabilmente perdendo una componente importante tra quelle che formano una personalità sana”. C’è da stare allegri! 🙂

  • Dal mio punto di vista questi PRIVATE NETWORK non partiranno mai. Non per altro ma per dei semplici motivi

    I Social network hanno e avranno successo perchè ogni individuo ha piacere nel condividere il più possibile con tutti, e bnel caso in cui abbia qualcosa da condividere solamente con i propri amici ha all’interno di tali piattaforme gli strumenti necessari per farlo. Ma rimane in ognuno di essi l’istinto a connttersi a più persone possibile, anche se poi alla fine comunicherà solo con una manciata di esse. Ma the real issue è che NON ABBIAMO PROBLEMI A CONDIVIDERE LA NOSTRA VITA CON GLI ALTRI, ANZI SPESSO è IL NOSTRO OBIETTIVO INCONSCIO. Ovviamente se qlkosa è veramente considerata privata andrebbe condivisa solo con i collegamenti più stretti, ma dubito fortemente che l’ego dell’uomo contemporaneo abbia remore in merito.

    Lo vedo ogni giorno. Quindi secondo me il tramonto dei social network per me è ancora ben lontano..Anzi…

  • I social network hanno avuto successo perchè hanno permesso alle persone non solo di consumare ma anche di produrre e condividere contenuti.

    Ci piace sempre parlare di cosa abbiamo fatto e di cosa abbiamo trovato ma, certamente, abbiamo bisogno di comunicarlo a chi è interessato.

    Il social network del futuro passa per una ridefinizione degli amici del web.
    Il Social Circle è un concetto che ci aiuterà ad avvicinare il mondo digitale a quello reale.

    Grazie per aver condiviso questa grande idea con tutti noi.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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