Lo Shopping Online passa dai motori, non dai social

Per mesi, anzi per anni, ci hanno ripetuto la cantilena “la gente compra ascoltando il parere degli amici”, cantilena dalla quale ultimamente certi (furbi) web marketer hanno derivato “la gente compra informandosi sui social media”. Quale mezzo è infatti migliore di Facebook/Twitter per ottenere una raffica di consigli e opinioni, (quasi) in tempo reale, su qualsiasi prodotto/servizio?

La cosa sembra supportata anche da illustri ricerche, come quella di Nielsen (datata Aprile 2009) che mostra come i massimi livelli di trust sono presenti nei consigli di persone conosciute (90%) e nelle opinioni postate online (70%). E anche in quella di Gartner dello scorso mese, dove si dice che i consumatori sono sempre più influenzati dalle reti sociali.

Ma c’è un report che va in tutt’altra direzione.

Sto parlando dello studio di comScore (in collaborazione con Searchandise Commerce e iProspect), condotto su oltre 1.000 utenti, ai quali è stato chiesto di descrivere il percorso che hanno effettuato per iniziare un processo di acquisto:

Il Search Shopping Study di comScore

Ebbene, i motori di ricerca si piazzano al secondo posto, immediatamente dopo la consultazione del sito del retailer.

Ma quello che colpisce di più è il pietoso uso dei social (e dei blog), che si trovano in coda al gruppo, superati alla grande anche da “cose antiche”, come il visitare fisicamente il negozio o prendere informazioni su riviste cartacee.

Cosa ne ricaviamo? una cosa assolutamente ovvia: che il posizionamento nei motori, e di conseguenza la SEO, è indispensabile per vendere. Ai primi 3 posti della tabella ci sono infatti voci riguardanti la visita di siti web e la ricerca sui motori, cose legate a doppio filo (=ricerca e successivo click sui siti che si trovano in vetta sono infatti i 2 lati della stessa medaglia). Quindi, allargando il discorso, anche una recensione su un blog ben posizionato potrebbe aiutare un ecommerce (benchè nel sondaggio la voce “read blogs” cubi solo per l’1-2%).

Problematici rimangono invece i social: fino a che non posso posizionare certi contenuti di Facebook su Google, come posso trasferire il traffico dal motore a certi “pareri sociali” che mi farebbero comodo per vendere? quanto è utile, per certi social, continuare a rimanere “impermeabili” ai motori? Facebook Questions potrebbe diventare la chiave di volta?

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Max Valle
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.