SEO Web Marketing Experience 2010: le mie slide

Venerdì son stato a Milano, al SEO Web Marketing Experience 2010.

E’ uno dei pochissimi eventi “offline” ai quali partecipo, un po’ perché non ho mai tempo, un po’ perché sono parecchio “orso” e francamente non amo molto gli assembramenti umani 🙂

Ma il SEO Web Marketing Experience merita, perché permette, in una sola giornata, di fare il punto sul panorama SEO e Web Marketing (anche se, per farlo sul serio, occorrerebbe probabilmente una 3 giorni), e anche perché si incontrano dal vero persone delle quali, fino a quel momento, conosciamo solo l’avatar. Si scambiano idee, pareri, si fa networking reale.

Enrico Madrigrano, per l’edizione di quest’anno, mi ha chiesto di fare un breve intervento sulla “reputazione”.

Quando si parla di reputazione online, ultimamente, si pensa quasi sempre ai social, ed in particolare a Facebook. Personalmente ho voluto invece fare un passo indietro e parlare della reputazione calata in un ambito un po’ meno “2.0”, ovvero quello dei forum e dei blog, quello degli editori online, il settore di chi pubblica contenuti insomma.

Per farlo sono partito dalla pubblicità, dal caro e vecchio banner, fino ad arrivare ai “3 livelli di danno” che buzz e infiltration possono causare alla reputazione.

Le slide, per essere capite a fondo, andrebbero ampiamente commentate, ma ho comunque pensato di pubblicarle qui sopra: se hai bisogno di qualche delucidazione, chiedi pure nei commenti 🙂

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

24 Comments

  • Grazie per le slide Davide. Le scarico, le sfoglio attentamente e poi tornerò eventualmente a farti domande… 😉

  • Molto belle Davide e nella slide finale riassumi il concetto chiave 🙂

  • … io l’ho sempre detto che sei un guru/webstar 😉

  • Complimenti per il tuo intervento Davide, che ho condiviso per la quasi totalità, a parte il suggerimento riguardante la gestione della brand rep., che, a tuo modo di vedere non dovrebbe venir gestita da terzi.. io credo che sia comunque possibile, per un freelance od un’azienda gestire la b.r. di un proprio cliente, ovviamente lavorando in sinergia con quest’ultimo e sulla base di obiettivi predeterminati..
    ciao.

  • Condivido pienamente sul fatto che nei social network bisogna essere presenti in prima persona come brand e come azienda, meglio non delegare, bensì formare le competenze al proprio interno. Mi farebbe piacere capire di più i casi di unsuccess citati nelle slide, ci sono dei link di approfondimento? Grazie,
    Fabio

  • belle slide Davide, ultimamente sto notando che le agenzie che fanno buzz dichiarano sempre chi sono, non nel senso che spiegano cosa stan facendo (figurati!), ma lasciano al piede della mail ruolo della persona e firma digitale. La cosa comica è come operano, con dei copia e incolla da mail bombing risibile… c’è poi anche il caso interessante dei colossi… ci sono aziende talmente grandi che infatti ti contattano a giorni alterni con agenzie diverse che curano diversi progetti… e lì son le comiche… stile e valori diversi ogni volta, distruzione della reputazione aziendale istantanea 😉

  • Sono d’accordo sul fatto che le aziende debbano gestire internamente la presenza del proprio Brand nei vari social network e mi piace molto la tua metafora: affideresti la tua relazione sentimentale a qualcun altro?
    Mi domando però quale potrà essere il ruolo di chi si occupa di comunicazione e marketing in modo più nuovo e consono ai tempi. Ci si dovrà occupare solo di strategie e formazione, oppure si potrà avere anche un ruolo più attivo all’interno delle aziende?
    Il dibattito è sicuramente interessante!

  • @Paola: stanno nascendo nuove figure che non esistavano fino a pochi anni fa, e altre ne nasceranno da qui a breve. Nello specifico, la figura in questione potrebbe essere chiamata “social brand manager” 🙂

  • Il professionista deve predisporre il terreno fertile, l’ambiente giusto, poi l’azienda deve sapersi autocoltivare dal suo interno. Anche se, attualmente, soprattutto in Italia, siamo ancora indietro e le aziende da sole non hanno ancora la cultura di avere al loro interno un social media/brand manger. Guardate l’esempio della Swift portato da Sportelli… 😉

    http://www.facebookstrategy.it/articolo/81/Nuova-Suziki-Swift-Facebook-Marketing-senza-Facebook3f.aspx?utm_source=Nuovaswift&utm_medium=email&utm_campaign=Nuovaswift

  • Caspita me lo son perso…porcu!!! Grazie per le slide…al prossimo devo assolutamente esserci!

  • ciao Davide, una perplessità…. mi capita, per lavoro, di sentire spesso che l’attività “social” di un brand viene data in gestione a terzi, addirittura a qualcuno di estraneo all’azienda che refresci, uploadi gli stati, carichi nuovi video sulle pagine di facebook/twitter etc etc…..
    Ma il brand manager di turno, niente. Non sa nemmeno cosa viene scritto sulla bacheca di facebook. Gestire la “relazione”, in modo reale e vivo, assorbe moltissimo tempo, ed è, in un certo senso, una cosa molto nuova rispetto ai canoni un pò statici del marketing insegnato e quello che sento spessissimo è: “tanto è facebook”, “Ma è solo un twit!” ” Ci sono le ricerche di mercato per quello”! ” Lascia stare! Mica di baserai su commenti!?”.
    Quello che vivo è una vera dicotomia tra il fare ( il social) e viverlo. E cambiare la mentalità, soprattutto se ormai arrugginita dalla prassi, non è affatto facile.

  • Si c’ero anch’io al corso a Milano, devo dire che tra gli ospiti in quel giorno il tuo intervento è stato quello che ho preferito. Interessante la parte legata ai danni che possono essere inflitti alla brand reputation di un’azienda, se non si pone una certa attenzione nella gestione delle proprie attività online. Condivido assolutamente il fatto di evitare di affidare la gestione della brand reputation di un azienda ad esterni, molto meglio formare personale specializzato all’interno…

  • Già, ma manca la cultura per questo. Io sono dell’idea che deve esserci maggior integrazione tra agenzia/freelance e azienda. Quest’ultima oltre a non aver voglia, difficilmente avrà la possibilità di investire nella formazione di personale in questo senso, soprattutto se sono pmi attive in ambiti distanti dalla comunicazione digitale.

    Che si investa piuttosto nel formare le aziende alla cultura digitale, perché ne hanno moooolto bisogno. Per la maggior parte da sole non lo fanno ancora, almeno qui in Italia.

  • “affideresti la gestione del tuo brand a qualcun altro che non lo conosce perfettamente?”

    Vuoi sapere perchè le aziende lo fanno? Perchè non hanno tempo e risorse per assumere qualcuno dall’interno che lo faccia e delegano ad agenzia (che nel complesso fanno risparmiare rispetto all’assumere una persona all’interno). C’è da dire che poi molte aziende non sanno come comunicare o non comunicano affatto.

  • Sottoscrivo Dario.

    Davide, tu che ne pensi? Non credi che sia questa la realtà? E che quindi sarebbe meglio trovare una soluzione per “formare” le aziende alla cultura digitale? (perché è da li che si deve partire).

  • @AleCss: la situazione esposta nelle slide è causata da 3 fattori.

    1) la “moda”: da 2-3 anni la parola “Facebook” (ma anche quella “Social Media”) inizia a circolare nelle aziende che, incuriosite, sono tentate a provare una nuova strada per “farsi pubblicità”.
    2) i costi: ecco dunque che l’azienda, che magari prima spendeva qualche soldo online in pubblicità online “tradizionale” (=banner) dice: “Ehi, c’è una nuova roba su internet che costa poco (se non nulla) e che permette di farmi pubblicità!”. L’azienda tagli i fondi al “budget banner” e li butta in azioni social/buzz/infiltration.
    3) l’impreparazione: essendo completamente impreparata, queste azioni vengono fatte fare a terzi. Come certi siti fatti “dal ragazzo del computer” (=figlio/parente/amico del titolare), le azioni vengono spesso improvvisate, causando più danno che vantaggio. In alcuni casi c’è un budget, ma è risicato (e ci si affida quindi a semi-cialtroni, che fanno – quasi – gli stessi danni dell’improvvisato). In pochi casi ci si affida a agenzie serie, si spendono parecchi soldi, ma comunque ci si dimentica che il social NON è un sostituito della display advertising (e di tutte le altre forme di adv esistenti).

    Questo, in estrema sintesi, il mio pensiero 🙂

  • Simpaticissime le (un)success stories, davvero tragicomiche! Avranno (avremo) imparato la lezione

  • Bella l’idea del Social Brand Manager, ma penso che ancora non siamo pronti, il mercato non è pronto (tanti ciarlatani), il mondo dell’impresa non è pronto, purtroppo 🙂

  • Presente all’evento e molto interessante il tuo intervento! ma volevo chiederti per quanto riguarda il buzz se hai visto qualche caso in cui qualcuno cercava di “infiltrarsi” commentando con commenti anche informativi da più indirizzi ip per difendere un certo prodotto…mi è capitato proprio ieri e mi è subito sembrata strana questa cosa che nel giro di 1 ora mi hanno commentato 3 persone diverse con le stesse idee su quel prodotto…

  • @Matteo Hsia: certo, succede spesso, ed è normale che col passare del tempo questi personaggi inizino a farsi sempre più furbi ed “evoluti”.

    Il problema, come si diceva all’evento, sarà proprio quello che sarà sempre più difficile individuare queste “infiltrazioni” (quando fatte bene), col rischio che troveremo siti/blog/forum, sui quali facciamo abitualmente affidamento, pieni di “consigli per gli acquisti” iniettati da agenzie/aziende interessate.

    Il risultato? grande calo di fiducia, da parte degli utenti, nei confronti dei siti oggetto di “iniezione”. Questo è lo scenario peggiore, e si spera che gli utenti “veri” possano entrare in gioco per equilibrare le cose: sta di fatto però che i webmaster/gestori di siti/forum/blog dovranno tenere gli occhi spalancati e operare col pugno di ferro… tolleranza zero e regole ferree insomma.

  • Ehssi infatti sarà una bella lotta questa se inizieranno a diventare tanti i furbi… stiamo a vedere come andrà…

  • [Anche il Taglia sbaglia] 🙂 C’è chi si affida alle Agenzie e ne trae un gran bel beneficio: http://goo.gl/MZxcy

    (Taglia se vuoi togli il link ma non vuole essere SPAM)

  • Ciao, c’ero anch’io a Milano, complimenti per il tuo intervento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social

Iscriviti alla Newsletter

Main sponsor

Scroll to Top

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy & Cookie policy