Ecco come sono diventato un SEO/SEM specialist freelance

In questi giorni cade l’anniversario della mia attività da Freelance, circa un anno fa avevo uno stipendio fisso oggi invece non più.
Detta così potrebbe sembrare una catastrofe, per me e per la mia famiglia (ho due figli e un terzo in arrivo), ma rassicuro il parentame che non lo è.
Lavoravo come dipendente presso una grande azienda , facevo parte dell’ufficio tecnico, quello che quotidianamente si scontra con problematiche dei server, del sito, dei sistemi di ricezione dei clienti, ecc. ecc.

Ho fatto questo per gran parte della mia vita lavorativa, poi intorno al 2000 nonostante la bolla o forse proprio grazie ad essa, ho cominciato ad interessarmi del Web inteso come comunicazione e interazione, per poi diventare quasi esclusivamente un rapporto d’amore/odio con Google. La passione mi spinse a studiarne le dinamiche, così cominciai a frequentare corsi tra quelli che tutti conosciamo, leggere testi italiani e stranieri, testare le cose lette, provare a farne di nuove, arrivando ad occuparmi di SEO e SEM per altre aziende, ma non per quella dove ero impiegato.
Per frequentare corsi dovevo prendere giorni di ferie, che per chi come me ha dei figli sa quanto siano importati i giorni di ferie per le mille questioni che te li fanno usare per tutto, tranne che per le ferie (asili, malattie, visite, ecc. ecc.). Anche l’investimento economico per corsi e libri non è stato indifferente. Ho avuto anche la fortuna di trovare la mia dolce tre/quarti – mia moglie – consenziente e capace di vedere che quello che stavo facendo e cercando di fare era mirato a qualcosa che mi piaceva, magari qualche volta rinunciando a uno sfizio ho potuto pagare quello o quell’altro corso, il libro comprato su Amazon o una connessione decente a casa.

Cominciai a evidenziare il mio interesse anche all’interno dell’azienda – ricordo un commento di un dirigente: “ma come le va di andare a fare il cantinaro?” – ma tale attività non era “percepita” come valore all’interno dell’azienda. Questa situazione durò a lungo, provai anche a dimostrare la necessità di un intervento di questo tipo sul portale aziendale che viveva di visite e di vendita di spazi pubblicitari. Nel frattempo però tramite forum e il mio blog, arrivava qualche cliente e lavoro, dandomi anche delle soddisfazioni, risultati che arrivavano, incitamento da parte di alcuni clienti a fare quello di lavoro (lavorare 8 ore in ufficio e seguire i clienti la sera e la notte non era il massimo) fino a che dovetti fare una scelta: lavorare sul Web come Freelance o rimanere impiegato con contratto a tempo indeterminato con tanto di tredicesima e quattordicesima, buoni pasto, ferie e malattie pagate?

Probabilmente ho fatto la scelta più scontata: sono diventato un freelance.

La dinamica della scelta è stata anche abbastanza travagliata e sofferta, la goccia o meglio le gocce che fecero traboccare il vaso della mia pazienza, trovano in questi giorni il loro anniversario.
L’azienda per la quale lavoravo cominciò ad avvertire la necessità di un intervento serio sul proprio portale al fine di ottimizzarlo per i motori di ricerca, un intervento anche di ottimizzazione degli spazi pubblicitari, la crisi si faceva sentire in maniera pesante su alcuni settori, in particolare quello dell’azienda.

Fu l’occasione che aspettavo per conciliare le cose: fare SEO e mantenere lo status quo con le famose “garanzie” – parola stupida e non veritiera, chi mi avrebbe garantito di essere felice? in fondo tutto gira per essere questo no? – così mi misi di impegno e preparai un report di analisi e successive proposte di intervento per far diventare il portale quello che l’azienda voleva: raggiungibile e profittevole.
Ricordo che feci tutto il lavoro in una notte, una notte passata insonne a controllare tutto il portale e – anche attraverso diversi post proprio qui solo blog del Taglia, grazie! – trovare correzioni da apportare.
La conclusione fu un documento di una quarantina di pagine, con screenshot e dati che davano contenuto alle modifiche che volevo apportare, agli interventi che ritenevo necessari.

La mattina seguente lo consegnai a chi di dovere, dicendomi che lo avrebbe valutato e mi avrebbe fatto sapere. Dopo qualche ora sembrava che fosse sua intenzione farmi passare dal mio ruolo precedente a una nuova figura che in azienda mancava, legata proprio alla SEO.
La speranza mi aveva anche fatto passare la stanchezza di quella notte insonne.
Passarono i giorni e accadde quello che non mi sarei mai aspettato: il documento divenne ufficiale, era la linea guida per il nuovo portale, solo che non c’era più la mia firma.
Ed oltre non posso andare per ovvi motivi, i tuoi lettori, Taglia, spero che capiranno…
E questa fu la prima goccia, la seconda invece fu la concomitanza degli eventi nefasti sopra riportati con la proposta di Angelo di Veroli, aka Shor, che proprio in quel periodo cercava un SEO per il network di Isayblog!
Tramite il mio blog, qualche forum e alcune informazioni chieste in giro sul mio conto, mi chiese se avevo intenzione di andare a lavorare da loro come freelance, potevo dire di no un progetto come Isayblog! ?
E così iniziò l’avventura di consulente SEO e SEM Freelance, addio posto fisso, addio ferie e malattie pagate, addio TFR e Buoni Pasto.

Ora lavoro dal mio ufficio a 5 minuti da casa in co-working con un amico sviluppatore freelance, lo raggiungo a piedi e per chi vive a Roma sa cosa significa. Dopo l’esperienza con Isayblog! ora il piacere e la fortuna di lavorare ad esempio con Marco Massara per BusinessFinder.it e faccio quello che mi piace e mi interessa fare, di tanto in tanto mi si vede a qualche Seo Birra e passeggio in Umbria con Antonello Maresca.

Ma di tutto questo, a parte le vicissitudini, le probabili ingiustizie ma anche le grandi botte di “culo” o azioni provvidenziali e il lato economico che non è cambiato di molto, credo di dovere molto alla determinazione che è stata l’arma principale che mi ha portato a cambiare radicalmente il mio stile di vita, la qualità stessa della vita (nonostante ancora oggi passo nottate sul web a testare, formarmi ed incazzarmi con Google), mi ha permesso anche di non sorridere forzatamente a battute pessime di dirigenti e a poter scegliere con chi lavorare e non esserne costretto.

Autore: Alessandro Giagnoli, per il TagliaBlog.

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58 Comments

  • Anche io sto provando la strada del seo freelance, il mio percorso è stato diverso, ho iniziato a incuriosirmi al seo facendo esperimenti sul sito dove lavoravo come sviluppatore e poi dopo 8 anni di lavoro da dipendente ho provato questa nuova avventura. Vediamo come procederà, di sicuro è cambiata completamente la qualità della vita, e questo non ha prezzo 🙂

  • Bella storia 😉 hai fatto bene a mio parere!

  • Ti comprendo benissimo, ho fatto la tua stessa scelta quando 4 anni gestivo un gruppo di lavoro in un’azienda che si occupava di suonerie mp3 e company, ho lasciato il posto sicuro per provare a creare la mia di azienda, e non sai quanti tra amici a parenti mi hanno preso per pazzo 🙂

  • Intanto Buon Giorno 😉
    Ho letto con attenzione e Ti faccio i miei migliori auguri per il futuro.
    Io studio le dinamiche sociali, ho iniziato come programmatore – Pascal e poi Delphi – molti anni fa. Ho compreso che se non hai fortuna, puoi lavorare anche 24 ore al giorno, ma difficilmente realizzi il tuo sogno… Però la fortuna va aiutata, quindi bisogna provare e riprovare.
    Oggi curo vari siti web, il Blog Fattore Zero è solo un mio studio sulle dinamiche sociali, anche se in apparenza, gli argomenti trattati sono molto diversi fra loro ( è un mix “anticonformista” ). In effetti non credo al contenuto di nicchia, ma nemmeno ai post messi a caso nel Blog, per quello c’è twitter 😉
    La Fantasia e la libertà di poterla esprimere, questi sono concetti di assoluta importanza che, però, non coincidono spesso con la realtà. Già… a fine mese c’è sempre da pagare qualcosa in più rispetto a quello che si guadagna.
    Un saluto.

  • Non ho capito se quindi hai un unico cliente e vieni pagato a giornate.

    Se si, è quello che io ho sempre evitato, perché si è dei dipendenti senza i relativi vantagggi, diverso sarebbe se si diversifica e si lavora a progetto, insomma si cerca di diventare imprenditori.

    Insomma per me fare il freelance non è un bel traguardo come sembra dal titolo e dall’articolo.

    Lo è invece il telelavoro, il fare il lavoro che piace, il lavorare con buoni clienti e colleghi … tutte cose che hai raggiunto, ma non strettamente legate al fatto di essere un freelance.

  • sì ottima scelta, il lato economico uguale è un ottimo punto di partenza ma adesso hai in mano un lavoro che puoi accrescere e far sviluppare secondo la tua sensibilità e capacità… bravo.

  • La storia è molto bella e rispecchia profondamente quello che spesso accade in Italia nel mondo del lavoro subordinato: un insieme di ingiustizie e mancanza di comprensione e fiducia in proposte personali che realmente poi apporterebbero un reale beneficio all’azienda.
    E poi i dirigenti si lamentano del fatto che i risultati non arrivano o non riescono ad innovarsi per restare al passo coi tempi, ma quando c’è uno con idee innovative…tak! ti segano! Poi nel suo caso che gli rubano il progetto…c’era proprio da incazzarsi e forse alla fine ha anche fatto bene ad andarsene.

    La vita da freelance è sicuramente più dura di una vita aziendale. Certo, hai più liberta, nessuno che ti rompe le scatole, libertà di scelte e movimenti e puoi realmente fare quello che ti è sempre piaciuto fare, ma parlando del lato meramente economico, cioè quello che ti dovrebbe permettere di arrivare a fine mese (e magari farti anche risparmiare qualcosa), è più dura.

    Di freelance del web ce ne sono tanti e farsi strada non è affatto facile. Devi distinguerti, crearti un brand personale e riconoscibile nella blogosfera, partecipare a eventi magari anche come relatore (gratuiti se non ti conoscono ancora) e soprattutto formarti e formarti in continuazione.

    Poi il freelance i primi mesi/anni di attività non è che guadagni un granchè: se un cliente o un’azienda decidono di avvalersi di un freelance è perchè si aspettetino che il progetto con lui costi meno rispetto all’andarlo a commissionare a una web agency e il freelance la propria parcella la può alzare solo dopo un tot. di lavori/progetti svolti.

    Comunque in bocca al lupo per tutto! Anch’io sto facendo il freelance al momento, ma non perchè mi sono licenziato da un’azienda ma per motivi (forse) più critici: la mancanza di lavoro (in aziende) per giovani laureati in questo periodo (ma non dovrebbe essere finito?) di recessione economica. Mi sono fatto un master (a mie spese), acquistato un sacco di libri, testato blog e siti e svolto corsi di formazione e adesso faccio il consulente SEO e sto cercando di metter su una web agency.
    La realtà delle cose è dura e cruda, ma probabilmente al posto dell’autore del articolo, se avessi avuto una famiglia, ci avrei pensato meglio a lasciare il posto fisso di questi tempi.

  • Ti seguo e spesso ho commentato i tuoi interventi anche ripresi nel nostro blog.
    Oggi mi fa piacere leggere quando parli di coworking, visto che la nostra attività, quella di noleggiare uffici arredati in business center possiamo definirla cugina del coworking.
    Complimenti doppi: per la scelta di diventare freelance e utilizzare servizi che noi commercializziamo ;-))

  • bella storia, mi è piaciuta molto.

    Soprattutto questa parte:
    “….fino a che dovetti fare una scelta: lavorare sul Web come Freelance o rimanere impiegato con contratto a tempo indeterminato con tanto di tredicesima e quattordicesima, buoni pasto, ferie e malattie pagate?

    Probabilmente ho fatto la scelta più scontata: sono diventato un freelance.”

    Anche io mi sto ritrovando in questa situazione..ho lasciato il vecchio ufficio dove mi volevano dare più soldi ma non mi piaceva e ho accettato il lavoro in una spa per fare webmarketing, analytics, adwords, ecc ecc…

    Nel frattempo però sto cominciando anche io a guardare al lato freelance, certo mai abbandonando (per il momento) il lavoro da “dipendente” perchè anche se 30 ore di lavoro a settimana sono tante, alla fine ti fanno arrivare dei soldi sicuri a casa.

    E’ per questo che ho rimodernato la mia pagina twitter, ho creato un sito web con il mio nome, e oltre al marketing sto continuando ad occuparmi di consulenza e assistenza anche informatica [stasera dopo il lavoro, ne ho una 😉 ]

    E’ una attività difficile, ma se fatta bene e con una certa dose di c.u.l.o.= cultura umiltà lavoro e ordine ci si può riuscire.

    In bocca al lupo a tutti quelli che credono in un futuro alternativo a quello che ci è stato preconfezionato.

  • Bellissima storia tTaglia che rispecchia a pennello la mia… quindi non sai quanto ti capisco…

    posto sicuro dove lavoro per 6 ore per una mia decisione in modo da curare altre cose nell’altro tempo che diventano ancora più interessanti quando hai già testato diverse cose in ditta…eheheh!

    La mia indecisione di tutti i giorni è quella di fare un passo in più come hai fatto tu Taglia, ma a differenza ho la fortuna che almeno chi dirige ha capito la mia passione, voglia di fare e imparare che continuano sempre fino a tarda notte e con il portatile sempre in giro se non sono a casa…

    Buona Giornata e grazie per tutti i bellissimi Post!!!!

  • @tagliaerbe: ahahah! mi sono troppo immedesimato nella storia e non ho letto l’autore e sono corso subito a commentaree!!! sorry!

  • Complimenti Alessandro,

    Soltanto chi ha in sé il germe della libertà può comprendere quanto è importante il passaggio da lavoratore dipendende a lavoratore libero (autonomo non è un bel termine per identificare il senso).

    Nella mia vita precedente mi ritrovavo spesso a dire un concetto ovvio: Si lavora per vivere e non si vive per lavorare. E quando dicevo questo vedevo facce stralunate dire questo è pazzo.

    Eppure è così, molti esseri umani ignorano uno dei concetti principali: La qualità della vita. E’ stato sempre il mio obiettivo primario da perseguire in ogni mia scelta. Conosco amici pieni di soldi, ma senza un attimo di respiro e senza felicità, come vedo amici disoccupati che sprecano il tempo della loro a non far niente e farsi mantenere. E’ uno spreco sempre e comunque.

    Complimenti ancora per la tua scelta.

    Luca

  • Comprendo perfettamente i tanti dettagli dell’articolo: ho fatto il programmatore per anni, sono stato precario per altrettanti e continuo in parte ad esserlo anche ora. Faccio parte di quella categoria (ingegneri informatici) che DEVE fare il programmatore e guai a mostrare che ti interessi anche di altre cose: 8 ore al giorno davanti ad un PC a fare applicazioni complicatissime che poi (scopro) non userà mai nessuno, in molti casi.

    Sono freelance da neanche un anno, ma nonostante le incomprensioni in famiglia sull’argomento ed i guadagni che stentano a decollare non tornerei sui miei passi neanche se costretto.

    Non posso che concordare, quindi, con la sostanza dell’articolo…

  • Clap clap clap.

    Proprio ieri sera ho pubblicato, sul mio blog, l’intervista a Stefano Pessarelli, che si conclude così “Io non vivo di fotografia o meglio non economicamente! Ho una compagnia di safari, un’altra passione che ho da sempre ed ho imparato che le passioni vanno portate avanti sopra (quasi) ogni cosa. Se poi la tua passione ti dà anche da vivere, allora hai raggiunto l’obiettivo. L’unico consiglio che mi sento di dare quindi è che se c’è una passione deve essere messa davanti a tutto e poi porterà i suoi frutti!”
    Oggi trovo sul Tagliablog questa testimonianza… direi che c’è da meditare!

    Grazie all’autore e buon we a tutti
    Giovanni

  • Ottimo post!

    Ti posso capire benissimo, personalmente ho evitato lo stipendio fisso sempre e comunque, ho preso il mio cliente come consulente SEO/SEM quando frequentavo l’ultimo anno di superiori.

    Ho fatto il freelance per molti anni (circa 6 anni) inizialmente come consulente “arrangiato” poi l’esperienza e l’aggiornamento mi hanno fatto crescere e diventare abbastanza conosciuto.

    L’essere freelance però ha un grosso limite! Il tempo.

    Si può essere il consulente più bravo del mondo, ma il tempo non basta mai e di conseguenza il guadagno è limitato dalla mancanza di tempo.

    Per non parlare poi del fatto che fare 10 giorni di ferie è sempre difficile, i clienti hanno te come punto di riferimento e se ne hai più di 5-6 inizia ad essere un calvario.

    Ma sempre meglio di essere dipendente!!

    Da circa 2 anni ho fatto però il grande passo, da consulente/libero professionista ad imprenditore.

    Per crescere davvero credo sia inevitabile.

    Certo crescono le scocciature, aumenta la pressione fiscale, c’è necessità di coordinare un gran numero di persone.

    Però, se la macchina va, le ferie ritornano una questione “possibile” e il limite dei guadagni potenzialmente svanisce.

    In bocca al lupo e te ed a tutti i freelance! ;o)

  • Contento di averti incontrato! Bella storia, ed è solo l’inizio 🙂

  • @Adriano De Arcangelis: il prossimo post che scriverò sul Taglia potrebbe essere proprio sul passaggio di cui parli…

  • Mi tocca molto il tuo racconto Alessandro. Sto vivendo la stessa cosa e quando dici “sofferenza” nella decisione, so benissimo che cosa si prova. La mia situazione è identica alla tua, e ad oggi non so ancora cosa sia meglio fare. Forse ci vuole un evento che mi sblocchi totalmente, proprio com’è successo a te…una di quelle offerte e occasioni a cui non si può dire di no 🙂 Grazie per questo post, perchè mi ha aiutato a capire che forse non è poi così da scemi sentirsi così combattuti.

  • Complimenti per il coraggio della tua scelta!

    Ed in bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori 🙂

  • Il tuo post mi ha trasmesso delle emozioni, sarà perchè attualmente sto vivendo questo momento e come ho letto dal commento di Danilo forse anch’io sto aspettando l’evento che mi sblocchi per prendere la grande decisione. L’importante è non far vincere la paura di non farcela.

  • Veramente un articolo interessante… Ho avuto la risposta a qualche mio “perchè?”

  • @Christian, @Danilo,

    senza dubbio bisogna fare moooolto discernimento in questi casi perchè le conseguenze, qualsiasi scelta avessi fatto, sarebbero comunque ricadute su chi mi era vicino. Quando ho parlato di “provvidenziale” o “culo”, in parte hanno determinato la scelta. (l’alternativa in mente era un start-up…)
    Potevo anche voler fare questo di lavoro, ma se non avessi avuto offerte difficilmente avrei deciso in questo modo.
    E’ anche vero che le offerte sono arrivate perchè mi stavo dando parecchio da fare (e tutt’ora è così, anzi è decisamente peggio ora clienti, commissioni e rispondere del proprio operato a chi ti paga…).
    Da dipendente potevo pure “svaccare le giornate”, ora non è così facile.

  • Questo articolo è molto interessante, perchè dimostra come in Italia chi ha delle buone idee e soprattutto vuole fare, deve passare dall’altra parte della barricata. Come se i dipendenti debbano sempre essere relegati all’anonimato e al non rispetto delle loro qualità.

    Io non sono mai stato un dipendente, ho avuto diverse società e soprattutto sono entrato in tante realtà aziendali, dalla più piccola sino alle medio grandi del centro sud Italia, sfortunatamente la tua esperienza la vedo ripetersi quotidianamente, ecco perchè chi ha voglia di fare, deve spiccare il volo appena può, verso un nuovo paradigma esistenziale, mirato alle concretizzazione delle proprie idee attraverso capacità ed esperienze acquisite nel tempo.

  • @Mik
    Ho diversi clienti alcuni molto grandi altri più piccoli, diciamo che ora come ora le 8 giornate canoniche non mi bastano mai.

    Oltre al mio ufficio in cui lavoro in co-working con uno sviluppatore, ho anche un ufficio a casa dove spesso faccio “telelavoro” (quanto non mi piace questo termine!) , la sera o quando ho voglia di stare più tempo con i miei figli 🙂
    Il mio è un rapporto freelance per progetti web per aziende. Ci sono aziende che necessitano della mia professionalità e io quella vendo. 🙂

  • Nella mia storia ho dimenticato di citare anche un altra persona, che misi a conoscenza della mia intenzione e dei miei dubbi,
    Il succo della sua risposta fu proprio “spicca il volo, Alessandro”.
    Era Luca Conti.

  • E’ il passo inevitabile per chi ha voglia di fare/creare. Condivido in pieno quando parli di determinazione: è il perno su cui ruota tutto. Senza di questa, non si va da nessuna parte.

    Io ho fatto questo passaggio circa 2 anni fa (percorso simile al tuo). Il momento più bello è stato subito dopo aver consegnato la lettera di dimissioni: mi sentivo una persona nuova che si libera non so da quanti fardelli.

    L’altro momento bello è stato quando ho detto a mia mamma: “Mamma ti devo dire una cosa bella…. mi sono licenziato” – La sua faccia non me la dimenticherò mai – Questo a conferma del fatto che in Italia c’è comunque l’idea che il “posto a tempo indeterminato” sia l’unico modo per vivere una vitta felice, quando alla fine… non è assolutamente vero… almeno non lo è per tutti!

    Grande Alessandro!

  • 🙂

    Bella storia, davvero.

    Complimenti e in bocca al lupo!

  • Mi hai commosso, forse perchè è anche la mia storia, certo non ho 2 figli, solo uno in arrivo, ma anche io un giorno ho detto no!!!, ed ho iniziato a creare Goowai. Seguo da un pò il tuo blog come tanti altri, per chi fa questo per passione o per mestiere, e ti posso dire che sei veramente bravo (non so come SEO) ma sicuramente come comunicatore.

  • E’ una bella scelta, ma non dimentichiamo che isayblog fa parecchi soldi
    attraverso una massiccia opera di cookiestuffing…

    Si poteva dire di no? =)

  • Dopo tante letture è la prima volta che commento qui. Perchè leggendo questo post sembra di leggere la mia biografia.

    Mai smettere di sognare e di cercare la propria felicità, mai.

  • Complimenti per il coraggio!

    Posso capirti perfettamente avendo vissuto gli stessi disagi (anche io ho mollato una multinazionale dove lavoravo con contratto indeterminato).

    Anche io di Roma (ogni mattina in auto da Testaccio a Fiumicino), ma non ho bambini, ed è per questo che ammiro ancora di più la tua scelta e il coraggio mostrato.

    Bravo!

  • Dalle mie parti (Napoli), con un lavoro fisso e dei figli, saresti stato preso più facilmente per un suicida che per una persona coraggiosa. Ma in fin dei conti credo che il vecchio lavoro ti stesse “suicidando” lentamente su base quotidiana. Auguri. 🙂

  • Molte persone fanno valutazioni diverse, e da meridionale posso confermare quanto scritto da Mauro: per la maggioranza di esse esiste un vero e proprio Culto del “Posto Fisso”, che viene considerata una categoria iper-privilegiata (peraltro da figlio di insegnanti posso testimoniare che non è affatto così!). I liberi professionisti, ed in particolare chi lavora con SEO e marketing online, viene nella migliore delle ipotesi deriso e ridicolizzato.

    Per loro è normale avere un posto fisso e maledirlo dalla mattina alla sera, tanto poi arriva lo stipendio anche se hanno passato metà delle giornate con il solitario di Windows… a me quella non sembra una grande prospettiva di vita, poi ripeto sono punti di vista (senza contare che da “dipendente” ero pure ultra-precario)

  • @salvatore: il fatto è che da noi un impiego fisso a tempo indeterminato è una specie di meta fatta anche di anni di sacrifici. Io ho fatto tutte le cose: sono stato dipendente, poi ho fatto esattamente come nel racconto, anche se non avevo figli. Poi, però, ho trovato una occasione interessante e sono tornato dipendente (cosa che sono anche adesso). Non so se con i figli lo rifarei.

  • @mauro:

    la “variabile” gavetta e moglie & figli (anche se è un po’ cinico chiamarla variabile… 🙂 ) certamente cambia prospettive e punti di vista. Io ad es. ho accumulato quasi quattro anni di gavetta, poi forse sono stato sfortunato, non saprei, tant’è che ad un certo punto il capo mi dice “non possiamo garantirti alcun futuro, neanche da precario” (ipse dixit)

    Allora mi sono come risvegliato dal torpore, ed essendo single e con la fortuna, se volete, di aver accumulato qualcosina negli anni delle consulenze con cui sostenere le spese base per un po’, mi sono reso conto che volevo fare il freelance, e che stavo bene facendolo… ma so anche che non sempre puoi fare quello che ti piace, per cui rimango ovviamente possibilista per il futuro.

  • @salvatore:

    alcuni sembrano mettere su aziende che navigano a vista, senza dare l’idea di avere piani granché precisi: alla fine, il dipendente si ritrova a pagare sulla propria pelle gli sbagli di imprenditori non molto lungimiranti. Io da libero professionista ho un po’ sofferto il fatto che non sono bravo nei rapporti con il cliente e in quelli con il commercialista (nel senso che la partita IVA è un onere abbastanza gravoso, almeno così come era concepita anni fa e rispetto al mio mercato dell’epoca).

  • Se all’estero l’ambizione di chi si è formato ed è cresciuto nel SEO è giungere a rivestire ruoli di responsabilità in grandi aziende e poter guidare le scelte in materia di visibilità (nei motori e nei contesti UGM) integrando a pieno il mix paid/owned/earned qui in Italia il massimo delle aspirazioni è sganciarsi delle aziende per poi rientrarci come freelance.
    Attenzione a non confondere l’opzione della libera professione come una scelta imposta dal contesto (mi pagano poco, non ho soddisfazioni ecc.).

  • A proposito di Seo, ho trovato il post cercando proprio seo free lance Roma. Avrei piacere di entrare in contatto con qualcuno di Roma che voglia collaborare su alcuni progetti web lato Seo. La mia agenzia da questo punto di vista deve crescere. Ovviamente cerco serièeta, professionalità ed esperienza. Non so se posso mettere mail o sito, ma attivo mail commenti 😉 Un abbraccio e per tornare al post, anche io sono passato dallo stipendio all’essere imprenditore. Stress, fatica e paura, ma anche enormi soddisfazioni. Siamo partiti in tre, ora siamo un team di 9 persone felici del lavoro che fanno (spero). Certo se poi i clienti pagassero puntualmente…

  • Grazie per questo racconto. Io ho lasciato la vita di ufficio per viaggiare e per mia fortuna ho trovato qualcuno interessato alla mia attività seo per cui ho lavorato duranto i 6 mesi di viaggio e per cui continuo a lavorare…e grazie al quale ho altri 8 mesi in giro per il mondo. Lavoro tutti i giorni ma organizzo il mio tempo. Il mio sogno.
    Certo è che è dura trovare clienti…e vivere in Europa con quanto riesco a guadagnare io ogni mese la vedo difficile..ma sono positiva!

  • Bella storia, “fa bene” leggerne qualcuna di tanto in tanto 🙂

  • Ciao, abbiamo quasi la stessa storia, più o meno abbiamo fatto la stessa scelta e a distanza di 3 anni la rifarei in pieno… Ciao e in bocca al lupo

  • Accidenti, dopo due anni, ancora riceve commenti questo post. 🙂

    Taglia, devo allora scriverti un altro guest post su come da freelance sono tornato in azienda… 🙂

  • ahah Alessandro questa è bellissima 😀

  • OK Alessandro, mandamelo pure che è sempre bene sentire le 2 campane! 🙂

  • Articolo davvero interessante, lungo ma interessante, sicuramente mi servirà e sarà la stessa cosa anche per i tanti utenti che giornalmente seguono i tuoi preziosi consigli!

    GRAZIE

  • Quello scritto nell’articolo è sicuramente un esperienza di vita per diventare un SEO/SEM specialist freelance. Si potrebbe scrivere un libero intero sull’argomento anche perché c’è chi, magari anche per carattere, si ritiene più sicuro del suo stipendio fisso come esperto seo in azienda rispetto a fare il freelance e avere una vita diversa… diciamo ballerina.
    Come detto poi da Adriano De Arcangelis se sei freelance penso che ad un certo punto il grande salto sia proprio quello di provare a svoltare e vedere un po’ il tutto in ottica imprenditore: in questo caso non ti troverai più probabilmente a fare il lavoro sporto di un seo specialist ma potrai sfruttare anni di conoscenze ed esperienze per skillare i tuoi picciotti… :D.

  • letta questa storia quasi quasi mi è passata lavoglia di suicidarmi, con laurea in economia master in marketing e 10 anni di esperienzepregresse non trovo lavoro solo stage inutili e senza speranza ne di imparare ne di guadagnare. ma non so piu che fare…

  • Bella storia, complimenti per il coraggio! Non è certo da tutti. C’è chi nasce dipendente chi no. Anche io sono stata additata come pazza quando inviai la lettera di dimissioni dal contratto a tempo indeterminato per diventare una web content specialist freelance. E’ stata una delle decisioni più azzeccate della mia vita. Non mi sto di certo arricchendo, ma la qualità della vita è sicuramente migliorata tantissimo. Ora ho il tempo di lavorare, continuare a studiare le cose che mi interessano, coltivare i miei hobbies e le mie relazioni con gli amici e il mio compagno 🙂

  • Bella storia, anch’io mi sono buttata nel SEO, creazione siti e Web Marketing. Purtroppo la vita ti mette a delle scelte, io il lavoro fisso non l’ho mai avuto sono sempre stata a tempo determinato ovunque, quindi ho deciso di mettermi in proprio, non è facile ma sicuramente i risultati poi si vedono. Il mondo del SEO del Web Marketing e dei siti mi ha sempre affascinato e mi sono messa a studiare ovunque per riuscire a diventare autonoma e raggiungere diversi obiettivi. Sono sempre stata autodidatta e ho imparato più così che con insegnanti che non sapevano insegnare la loro materia. Ormai dopo cinque anni di duri studi e lavori posso ritenermi soddisfatta del mio operato in tutti i sensi. Buon lavoro a tutti 🙂

  • ottimo articolo , molto interessante ! anche io sto iniziando ad affacciarmi al mondo del seo e del web marketing che corsi mi consigliate di seguire e quali blog importanti seguireste ?

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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