SEO On-Page Avanzata: Oltre le Parole Chiave

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Di cosa parla questa pagina?
Aiutare i motori di ricerca a rispondere a questa domanda, è in fondo uno dei compiti più importanti per chi fa SEO. I motori non possono leggere le pagine come le leggono gli esseri umani, e quindi dobbiamo fornire loro elementi utili a comprendere il significato dei nostri contenuti.

Capire quali fattori utilizzare, e poi fornirli al motore, permetterà ai nostri contenuti di essere posizionati meglio. Anche se Google non ha mai rivelato i dettagli esatti del suo algoritmo, esperimenti effettuati nel corso degli anni, interviste, ricerche e richieste di brevetto hanno fatto emergere alcuni elementi e tecniche SEO On-Page che, mescolate sapientemente, posso portare ad ottimi risultati.

Qui sotto trovi elencate e dettagliate 7 di queste tecniche, dalla più semplice alla più avanzata: il consiglio è sempre quello di non prenderle come regole assolute, ma di sperimentare, testare, combinare i vari elementi fra loro cercando di trovare la ricetta perfetta.

1. Uso della Parola Chiave

In principio c’erano le parole chiave, su tutta la pagina.

Il concetto era quello di inserire queste parole nel title, negli headline, negli attributi alt delle immagini e all’interno del testo, per far capire al motore il tema della pagina e quindi cercare di farla posizionare bene per quel determinato termine.

Ancora oggi, le keyword stanno alla base dell’ottimizzazione on-page.

Uso della Parola Chiave

Ma anche se le parole chiave sono un buon punto da cui partire, ci sono ricerche che mostrano che la loro influenza è in calo, superata da altri fattori.

Se è importante che la pagina contenga un minimo di volte la keyword per la quale si vuole posizionare, è oggi improbabile che la sola parola chiave possa influenzare in modo significativo il ranking.

2. TF-IDF

Questo acronimo non deve essere confuso con la keyword density: sta invece per Term Frequency–Inverse Document Frequency.

Google ha recentemente detto che il TF-IDF è stato “utilizzato a lungo per indicizzare le pagine web”, e alcune variazioni del TF-IDF sono apparse all’interno di vari brevetti di Google piuttosto noti.

TF-IDF non misura quante volte appare una parola chiave, ma offre una misura di importanza confrontando quante volte una keyword compare rispetto a quanto “ci si aspetta” che compaia (prendendo in esame un ampio numero di documenti).

TF-IDF

Ai fini SEO, quando si misura la correlazione fra TF-IDF e posizionamento, si nota che è solo moderatamente migliore rispetto all’uso di singole parole chiave. In altri termini, un alto punteggio a livello di TF-IDF non è solitamente sufficiente per ottenere un spinta lato ranking. E’ più da pensare e utilizzare come una delle tante componenti della SEO On-Page avanzata.

3. Sinonimi e “Varianti Vicine”

Con oltre 6 miliardi di ricerche al giorno, Google ha oggi un volume enorme di informazioni che gli permette di determinare piuttosto bene il “significato” delle query inserite dall’utente all’interno del modulo di ricerca. Secondo uno studio di Google, i sinonimi hanno un ruolo nel 70% di tutte le ricerche effettuate.

Per risolvere questo problema, i motori di ricerca possiedono ampie raccolte di sinonimi e “varianti vicine” per miliardi di frasi, che permettono loro di incrociare i contenuti con le query anche quando gli utenti usano termini diversi per esprimere la stessa keyword.

Da un punto di vista SEO, questo significa creare contenuti utilizzando nel testo diverse varianti, anziché impiegare le stesse identiche parole chiave più e più volte.

Sinonimi e Varianti Vicine

Usare questa tecnica può essere utile anche per aggiungere un significato semantico più profondo e contribuire a risolvere il problema della disambiguazione, quando la stessa frase può fare riferimento a più di un concetto.

4. Segmentazione della Pagina

Il punto in cui posizioni le tue parole sulla pagina, è spesso importante quanto le parole stesse.

Ogni pagina web è composta da diverse parti: testata, menu, corpo della pagina, barre laterali, piè di pagina. I motori di ricerca hanno lavorato a lungo per determinare quali parti sono più importanti, e sia Microsoft che Google hanno diversi brevetti dai quali emerge che ad alcune sezioni più rilevanti della pagina viene dato più peso di altre.

Il testo situato nel corpo è probabilmente più importante di quello posto in altre aree, mentre quello presente (ad esempio) nei menu, nell’header e nel footer, e quindi replicato su tutte le pagine del sito, rischia di avere pochissimo peso.

Segmentazione della Pagina

La segmentazione della pagina assume una sempre maggior importanza alla luce della continua crescita del traffico via mobile: i motori di ricerca vogliono servire a questi utenti la porzione della pagina più rilevante, mettendo in minor risalto le parti ridondanti [ecco perché ti suggerisco caldamente di passare al più presto ad un layout di tipo responsive].

5. Distanza Semantica e Relazioni fra Termini

Quando si parla di ottimizzazione on-page, la distanza semantica si riferisce alle relazioni che intercorrono fra le differenti parole e frasi all’interno del testo. Questa dipende dalla distanza “fisica” fra le parole, e si focalizza su come i termini sono collegati all’interno delle frasi, paragrafi e altri elementi HTML.

Distanza Semantica e Relazioni fra Termini

I termini presenti nello stesso paragrafo hanno una relazione più stretta rispetto ai termini che si trovavo in altri blocchi di testo, e gli elementi HTML possono ridurre la distanza semantica fra i concetti, avvicinandoli: per esempio, le voci contenute all’interno di una lista possono essere considerate “equidistanti”, e il title di un documento può essere considerato vicino a tutti gli altri termini presenti nel documento stesso.

6. Co-Occorrenze e Indicizzazione Basata sulle Frasi

Fino ad ora abbiamo parlato di singole parole chiave e di relazioni fra queste. Ma i motori di ricerca utilizzano anche metodi di indicizzazione e posizionamento delle pagine basate su intere frasi: questo processo è noto come phrase-based indexing.

La cosa più interessante di questo processo non è come Google determina le frasi importanti all’interno della pagina web, ma come può utilizzare queste frasi per classificare una pagina in base a come queste frasi sono rilevanti.

Utilizzando il concetto di co-occorrenza, i motori di ricerca sanno che certe frasi o parole tendono a “prevederne” altre. E se questi termini sono presenti in maggior quantità, la pagina si posizionerà meglio.

Co-Occorrenze e Indicizzazione Basata sulle Frasi

Se aggiungi a ciò dei link in entrata da pagine correlate, e da parole co-occorrenti, ecco che hai aggiunto alla tua pagina dei potentissimi segnali.

7. Importanza delle Entità

Guardando al futuro, i motori di ricerca stanno esplorando il modo di usare le relazioni fra entità, e non solo fra parole chiave, per determinare la pertinenza/rilevanza.

Una tecnica, pubblicata all’interno di una ricerca di Google, descrive l’assegnazione della rilevanza attraverso l’entity salience.

Questa tecnica si basa sul cercare termini rilevanti in un documento sfruttando le relazioni note esistenti fra le entità: più è forte la relazione fra l’entità e le altre entità presenti all’interno della pagina, e più significativa diventa l’entità stessa.

Importanza delle Entità

Come si può vedere dall’immagine qui sopra, un termine potrebbe comparire nella pagina una sola volta, ma essere strettamente legato ad altre entità presenti all’interno della pagina, e quindi risultare più significativo.

Allo stesso modo, un termine potrebbe comparire più volte, ma non essere così legato ad altri, risultando quindi meno importante.

Consigli pratici per una miglior ottimizzazione on-page

Forse non è così facile ed immediato applicare questi concetti ai tuoi contenuti, ma puoi provarci seguendo questi 6 passaggi:

  1. Lo studio delle parole chiave sta alla base. Anche se le singole keyword non sono da sole sufficienti a creare le fondamenta del tuo contenuto, tutti inizia da una buona selezione delle parole chiave. Devi capire a chi ti rivolgi, quale competizione c’è attorno a quei termini, e quanto sono popolari. In ultima analisi, il tuo obiettivo deve essere quello di collegare i tuoi contenuti con le parole che vengono digitate dall’utente all’interno del modulo di ricerca.
  2. Fai ricerca su temi e argomenti. Non puntare alle singole parole chiave, ma muoviti invece esplorando i temi che girano attorno ad esse. Esamina le chiavi secondarie collegate a quella principale. Quando le persone parlano di quel tema, che parole usano per descriverlo? Quali sono le proprietà del soggetto? Usa questi dati per costruire dei contenuti attorno al tema centrale.
  3. Quando lavori sulla produzione del tuo contenuto, cerca di rispondere a quante più domande possibile. Un buon contenuto risponde alle domande, e un contenuto semanticamente rilevante è il suo riflesso. Chi si posiziona in testa ai motori di ricerca crea le migliori risposte possibili alle domande che gli utenti pongono. Quando crei i tuoi contenuti, assicurati di rispondere alle domande – e di offrire una user experience – meglio di come risponde la concorrenza.
  4. Utilizza il linguaggio naturale e le variazioni. Durante il processo di ricerca delle parole chiave, è utile individuare altri modi di uso comune con i quali gli utenti si riferiscono al tuo tema, ed è bene integrarli all’interno dei tuoi contenuti.
  5. Inserisci i tuoi contenuti più importanti nelle sezioni più importanti. Evita di mettere il contenuto importante in footer e sidebar. Non cercare di ingannare i motori di ricerca con fantasiosi CSS o trucchi JavaScript. Il tuo contenuto più importante dovrebbe essere posto dove è più accessibile e visibile.
  6. Struttura i tuoi contenuti in modo appropriato. Testate, paragrafi, elenchi e tabelle forniscono la struttura ideale ai motori di ricerca, e permettono loro di meglio comprendere l’argomento principale della pagina. Creala in modo impeccabile, utilizzando una introduzione, una conclusione, i temi organizzati in paragrafi, cura ortografia e grammatica, e cita le fonti in modo corretto.

In fin dei conti, devi solo rendere il tuo contenuto migliore, semplice da capire. Se scrivi come un essere umano, per altri esseri umani, il tuo contenuto è già sulla strada per essere ben ottimizzato per i motori di ricerca.

Liberamente tradotto da More than Keywords: 7 Concepts of Advanced On-Page SEO, di Cyrus Shepard.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

25 Comments

  • Molto meglio decine di link da90 da100 che perdere tempo con le parole chiave della seo-onpage

    Reply
  • Ottimo articolo. Come a dire, la semplicità vince sempre!

    A proposito di co-occorrenze, se ho capito bene, se all’interno di un blog o sito web che tratta di un tema specifico X sono presenti (sotto forma di commenti, per esempio) parole che rimandano a quel tema (del tipo brand + categoria servizio) quella particolare entità ne risulterà rafforzata?

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  • Inizialmente pensavo la SEO non potesse portare reali accessi, dopo 1 anno sto cominciando a ricredermi. La crescita è costante e il lavoro paga 😉

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  • Discussione interessante. Questo articolo dimostra, a parte i tecnicismi, che i contenuti sono la cosa piu importante. Strutturare bene i contenuti, renderli chiari e leggibili, rispondere a quante più domanda possibili.insomma…buon senso!

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  • Ho letto e riletto il post ma la parte relativa alle entità davvero non l’ho capita 🙁 qualcuno potrebbe farmi cortesemente degli esempi ?

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  • Una discreta analisi che potrebbe avvicinarsi molto alla realtà anche se come al solito, mancano parti fondamentali che vengono spesso trascurati come fattori onpage. (es. microformati,link di approfondimento, link interni, ect.)

    @Emanuele Vaccari, puoi postare il link ai pdf concatenati? Credo possano essere un buon spunto di riflessione anche per altri.

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  • L’articolo di fondo è corretto, però visto che si parla di SEO on-page, sicuramente bisognava citare i vari microdati (vedi schema.org) che permettono al motore di comprendere ancora meglio cosa tratta una determinata pagina web, con la possibilità di ottenere utili rich snippet in SERP che sapranno attirare l’attenzione e magari prendere click. My two cents.

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  • Il tempo è tiranno e finalmente sono riuscito a tornare sul tagliablog. Al solito non è mai tempo sprecato.
    Il testo è chiaro ma il punto 7 mi lascia perplesso, magari ho interpretato male io.
    Se il motore identifica le entity salience in base a ciò che LUI associa, come sarà possibile far capire al motore che, come da esempio riportato, Cinerama è importante tanto quanto Marvel Comics? In questo caso specifico non lo è ma spesso, a noi, interessa portare a galla nuove terminologie o associazioni tra termini.

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  • Quando ho letto l’articolo in inglese la settimana scorsa l’ho condiviso nei social etichettandolo come “articolo da incorniciare”… Oggi ho riletto con piacere la versione tradotta e ripeterò l’operazione. Chi si sta già muovendo in questa direzione, o chi l’ha fatto da sempre, è sicuramente un passo avanti agli altri.

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  • Bellissimo articolo anche se non sono esperto di SEO mi ha fatto comprendere quanto c’é ancora da imparare ma soprattutto a domandarmi… quale sarà il futuro? Specialmente su siti e-commerce di cui mi occupo sono abbastanza preoccupato per un calo o meglio una sempre maggiore difficoltà ad effettuare strategie SEO contro l’immediata SEA che aimé nel mondo dell’e-commerce diventa quasi obbligatoria.

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  • Come sempre siamo di fronte ad un blog che propone articoli molto interessante, ed il fatto di riprendere articoli scritti da altri non è un elemento negativo ma semmai un arricchimento come in questo caso, dove siamo di fronte ad elementi che influenzeranno sempre di più i risultati nei motori di ricerca.
    Aggiungo solo che purtroppo vedendo come si muove il Web in Italia e dai contenuti che a volte vediamo dalle Serp siamo ancora lontani da raggiungere la perfezione

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  • Sono perfettamente d’accordo con ciò che scrive Danilo Petrozzi, anche perché tale pratica è ciò che negli anni ha causato il proliferarsi di “contenuti-spazzatura”, totalmente inutili per l’utente, campanelli di allarme per gli spider più evoluti e dannosi a lungo termine per il sito web stesso.

    Ricordo quando anni fa accadeva, sopratutto nelle web agency mediocri e gestite da commerciali spesso “poco incompetenti”, che in footer o in header dei siti fossero piazzati decine di links con anchor text ottimizzati su determinate parole chiave… ed ognuno di essi portava ad una paginetta di mezzo paragrafo ottimizzata sulla keyword in questione. Seo Spam? Seo spazzatura? Seo dei poveri, direi.

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  • Cavolo, non credevo si potesse scrivere così tanto sull’ottimizzazione della scrittura per le parole chiave, l’articolo è ottimo anche perchè Cyrus Shepard non è di certo l’ultimo arrivato!

    Quello che mi chiedo è quanto tutti questi fattori influenzino il risultato finale.
    Non nego che io quando ottimizzo non seguo tutti i suggerimenti anzi… sarebbe opportuno fare un A/B test e vedere qual’è la differenza effettiva tra i due contenuti 🙂

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  • se davvero Google riuscirà a simulare una ricerca di una persona reale allora la Seo dovrà necessariamente occuparsi sempre più dell’entity salience, senza tralasciare certo gli altri punti però! Ottimo articolo, as usual!

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  • Mi trovo in accordo con Danilo Petrozzi, il punto 7 può già considerarsi il fulcro della SEO. Chi già lavora in questo modo vince, chi non si adegua è già morto o morirà presto.

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  • Articolo illuminante, davvero! Tutti i punti esposti denotano la chiara tendenza (e aspirazione) di Google di simulare una persona che cerca sul web. Da qui, la necessità di rendere un contenuto il più interessante ed esauriente possibile.

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  • TF-IDF indaga la relazione tra la ricorrenza di un termine in un documento (la tua pagina web) e la presenza di quel termine nell’intero corpus di documenti (le pagine indicizzate nel web che la contengono). Di base è questo, poi non saprei dire più in dettaglio come viene considerato nell’algoritmo.

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  • Taglia devo farti solo un appunto sulla traduzione, sono piuttosto sicuro che “close variants” si traduca in “varianti vicine” e non “varianti chiuse” .
    Close è inteso come aggettivo “to be close”=”essere vicino” e non del verbo “to close”. Secondo me nel contesto ha molto più senso, non trovi?
    Scusa l’intervento da grammar nazi 😉

    Aggiungo anche che nel post di Moz ci sono dei link molto interessanti sempre da Sherpard che approfondiscono i vari argomenti , se qualcuno vuole mi sono fatto un mini ebook concatenando i pdf 🙂

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  • La ricerca delle entità da mettere i relazione tra loro è alla base delle mie riflessioni quotidiane sulla SEO. Ottime riflessioni.

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  • Ottimo compendio della situazione attuale.
    Dall’articolo però non ho assolutamente capito cos’è il TF-IDF

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  • Sarà sopratutto sul punto 7. che si giocherà la SEO del futuro. Manipolare la disposizione dei termini, i sinonimi, co-occorrenze, ecc, è relativamente facile, ma quando si parlare di relazione fra entità complesse non c’è storia: solo testi di qualità e intelligentemente scritti/inseriti nel sito possono produrre quel genere di collegamenti e interrelazioni.
    La pratica delle paginette da 200 parole, spesso delegate a content writers terzi, che parlino di una determinata keyword secondo me finirà presto!

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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