La SEO del futuro NON è la SEO

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Frequentando corsi e leggendo libri SEO, ma anche semplicemente navigando sul web è facile imbattersi ancora in consulenti e/o agenzie che profetizzano soluzioni infallibili per scalare la SERP.

Queste mie slide, con relativa breve spiegazione, sono estrapolate da un talk che ho preparato alcuni mesi fa per il Seo Training (che il 21 Giugno toccherà col suo tour itinerante Milano, dove sarà presente anche il Tagliaerbe 🙂 ). Vorrei quindi porre le basi per una profonda riflessione: la SEO è arrivata al capolinea e quindi l’ottimizzazione per i motori di ricerca così come la si è concepita per molti anni ormai non ha più senso. Non solo è diventata parte di un contesto più ampio, ma è proprio il concetto che sta alla fonte che è errato.

Cercherò quindi di spiegare e condividere l’esperienza maturata negli ultimi 7 anni sul mio blog (Elettronica Open Source) sperando che possa nascere un confronto serio con chi fa questo lavoro di professione. Una discussione basata sulle varie esperienze, sulle sperimentazioni tecniche, che da progettista elettronico amo molto, e sul sano ragionamento 🙂

futuro seo slide

Questo è quello che ci hanno insegnato. Nel tempo queste indicazioni si sono evolute certo ma i concetti sono ahimè rimasti sempre gli stessi. Se facciamo un salto indietro nel tempo, possiamo ricordare quando iniziarono a circolare le prime indicazioni SEO con il meta tag keywords. Prima consigliatissimo, poi sconsigliato per ovvi motivi di abuso. Da allora c’è stato l’effetto valanga con il dofollow/nofollow, l’article marketing etc. Praticamente una rincorsa senza fine. Ma sarebbe bastato ragiornarci sopra un attimo per comprendere che la fine sarebbe prima o poi arrivata. Oppure dare uno sguardo ai sorgenti html di alcuni blog ad alto traffico organico per capire che nemmeno il tag description è poi così fondamentale.

futuro seo slide1

Hai ottimizzato il sito? Hai fatto linkbuilding? Hai comprato il dominio con la key?
BRAVO sei su Google Penalty!

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Il punto NON è quale sia il limite, ma quale sarà il limite domani. Quanti Pinguini e quanti Panda arriveranno?
Tanti quante saranno le ottimizzazioni 🙂
E’ una rincorsa affannosa, si deve stare sempre un passo avanti a Google. I SEO migliori addirittura si tengono aggiornati sui brevetti di Google per anticiparne le mosse.

futuro seo slide3

Stiamo parlando di una serie di azioni volte a scalare la SERP, a forzare i risultati e quindi a prendersi gioco dell’algoritmo che invece vorrebbe basarsi sulla qualità dei contenuti e sulla conseguente loro naturale diffusione e quindi G. si sta difendendo sia con la personalizzazione dei risultati che con le penalizzazioni.
Voi vi fareste prendere in giro?

futuro seo slide4

Queste sono le risposte che ho sentito/letto pronunciate da vari SEO, diciamo più aggiornati. A mio avviso però sono discorsi condivisibili solo all’interno della vecchia concezione della SEO. E’ la prospettiva che deve essere cambiata!
Basta rincorse, perché il passo falso (penalizzazione) è dietro l’angolo! Se prima abusare di un parametro portava all’esclusione (o diminuzione di peso) di quel parametro dai fattori di ranking, oggi porta facilmente alla penalizzazione!
Quanti SEO avete visto garantire i risultati? Io pochi!
E quanti rispondere direttamente delle eventuali penalizzazioni? Io nessuno!

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Dimenticate la SEO, si deve investire su altro. Si deve lavorare focalizzando le risorse sul proprio sito, sul proprio business, sul proprio prodotto, sulla propria idea e non sui motori, che oggi, con tanta fatica, forse, ci premiano e domani? Il rischio di perdere tutto in un attimo è troppo alto, sempre e comunque. I motori, e quindi il traffico organico, devono essere una conseguenza, non un obiettivo.

Prova Seozoom

futuro seo slide6

In passato il TagliaBlog mi ha pubblicato due articoli che spiegano bene, a mio avviso, come la pensa Google.
Mi sono messo nei panni del motore di ricerca!
La teoria degli “unrelated backlinks” ad esempio, un post scritto addirittura nell’ottobre del 2011 per SEOmoz (ma poi non pubblicato per eccessiva pignoleria di una moderatrice e forse mia poca pazienza, alla quarta richiesta di modifica con risposte dai tempi biblici, ho abbandonato) ha anticipato l’avvento del Penguin davanti allo scetticismo di molti SEO.
Google vuole fornire SERP di qualità e con le penalizzazioni ci sta riuscendo, anche se a discapito di alcuni siti onesti, ma è comunque una piccola percentuale (i cosiddetti danni collaterali) in una marea di spam e forzature.

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E’ pur vero che un sito ad alto PR e ad alto TRUST sarà molto difficile che venga penalizzato ma allora forse la SEO non avrà più senso. Semmai le energie sarà bene che vengano spese sui contenuti che funzionano e sull’innesco virale oltre che sui prodotti e sulle nuove idee.

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Imparatevi a difendervi dai venditori di fumo, è molto probabile che potreste rimetterci… solo voi purtroppo.
Affidatevi a chi è riuscito ad andare oltre la SEO spiegandovene anche i motivi.

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Il professionista del web dovrà anche aiutarvi a velocizzare il caricamento delle pagine e ad impostare le attività in base agli Analytics, come ad esempio sapere quanti dei vostri visitatori sono loggati su Facebook e quindi, impostare delle strategie relative, tra le quali inserire il pulsante login con FB e scrivere contenuti FB-oriented.

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Questa slide è molto chiara, su contenuti e community devono essere spese le energie maggiori. Riflettete su quali siano i giusti strumenti ed i corretti investimenti per costruire una community.

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Il traffico diretto indica il vero valore del vostro sito. Nessuno ve lo potrà mai togliere. Organico e Referral invece si basano su fattori esterni e quindi oggi ci sono, domani forse.

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Anche questa slide è molto chiara. Vi siete mai chiesti se: è più vantaggioso firmarsi nelle varie discussioni con username del tipo “seo firenze” (e relativo link) oppure con proprio nome e cognome (e link al profilo) oppure con il nome del proprio brand MA senza link?

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Non dovete postarlo semplicemente per avere un backlink ma utilizzate Github per diffondere il software, generare traffico in entrambe le direzioni e per formare l’engagement.

In conclusione, penso ad aziende che hanno pagato dei SEO per fare link building massivo, poi sono state penalizzate e quindi hanno dovuto pagare sempre dei SEO per rimuovere quegli stessi links… Non vi sembra assurdo tutto questo?

Secondo voi ha ancora senso chiamarla SEO?

Autore: Emanuele Bonanni, progettista elettronico e fondatore di Elettronica Open Source, per il TagliaBlog.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

67 Comments

  • Credo che la SEO sia una vera e propria professione ed in quanto tale ha bisogno di un duro lavoro dietro e tanta tanta esperienza, che poi è quello che chiede Google.
    Non troveremo mai un sito di truffatori in prima pagina su Google. Troveremo certamente un sito di qualità con contenuti di qualità ed ottimizzato secondo le regole IMPOSTE da Google e co. Che ora hanno una posizione dominante in quanto il web è diventato ‘il cartello pubblicitario’ del futuro, le ‘ pagine gialle’ del futuro. Solamente che mentre prima si pagava per avere la pubblicità più bella più grande sul mega librone giallo, oggi si tende ad avere il sito più bello più veloce e con il contenuto più adatto alla ricerca. Il SEO È proprio questo, non eludere le regole Google, se un bravo consulente riesce a posizionare un sito seguendo le giuste direttive, non ha timore di nessun crepacuore perché sa che nulla dura in eterno e che le regole cambiano su tutti i settori…fortunatamente altrimenti scomparirebbero tutti i lavori….

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  • Certo che per uno con me, che vuole approfondire cosa sia la seo, leggere questi articoli e demotivante. Fortuna che leggendo i vari commenti ho capito come stanno le cose.

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  • Mai letto un articolo cosi disinformativo. più che altro, io se fossi in te mi farei queste due domande :
    Quando google mi penalizzerà per aver linkato i miei articoli vecchia maniera seo ?
    quando google mi penalizzerà per aver copiato articoli da altre lingue e tradotti dicendo di condividere articoli originali ?
    nessuno è perfetto agli occhi di google, spero che tu lo capisca questo.

    E basta con la info truffa del contenuto di qualità= indicizzazione in 1° pagina….. quanti altri soldi dovranno buttare le persone a causa di articoli del genere ?

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  • come si fa ad avere contenuti se per esempio in sito tratta adult in particolar modo escort , li troveremo le stesse foto e gli stessi testi per diversi siti
    i testi non sono modificabili per legge , o notato che molti siti che stanno tra le prime pagine molti hanno link cinesi americani comprati , altri domini nuovi di 3 mesi ma con un solo link comprato da un sito che fa molte visite sono sempre inganni verso google che penalizza i buoni e aiuta i cattivi
    non si sa regolare , ma aiuta molto il commercio molti ragazzi improvvisati che si sono buttati nel seo visto che chiedono 500 euro per dirti ma si li hai sbagliato il meta tag cose da ridere molti truffatori in rete.

    Reply
  • Sempre più spesso mi capita di vedere articoli sulla SEO concentrati sul concetto si “seo morta o seo non morta”. Mi piace fare differenza tra chi per partito preso o per poca competenza fa finta di non capire o non sapere e quelli che invece sanno come stanno ad oggi le cose ma comunque bene o male provano a deconcentrarsi sugli aspetti reali. Non tutte le serp sono uguali e, per come la vedo io, ci sono strategie di base (30%)per posizionare i siti web che possono essere validi per tutte le serp, ma tutto il resto va visto caso per caso, serp su serp. Come detto da Adriano prima di potersi sbilanciare così tanto credo si debba avere un bacino di test/clienti/esperimenti tali da giustificare e motivare determinati pensieri, che siano giusti o non giusti.

    La SEO non è morta e difficilmente morirà. Perchè ?… perchè dietro ci sono giri di soldi e questo gioco piace proprio a coloro che alcuni pensano possano ammazzare la SEO (bigG).
    Per capire se la SEO è morta basta semplicemente vedere certe serp è capire che ancora c’è tanto da fare prima di ucciderla.

    Dormite sereni seo specialist che per ogni corvo che lascia una carcassa convinto che non ci sia più niente da mangiare c’è un altro corvo pronto a sfamarsi.

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  • Bravo, bell’articolo, finalmente qualcuno che la pensa come me.
    In realtà il tuo articolo è del 16 aprile, e solo ora (agosto/settembre), cominciano a girare altri articoli (anche di “esperti SEO”) che hanno lo stesso orientamento.
    L’anno scorso avevamo fatto anche una azione di guerrilla per vedere di “smuovere le acque” http://www.seoisdead.it/ e recentemente ho scritto un articolo sul mio blog a riguardo (anche se affronto l’argomento da un altro punto di vista): http://gabbariele.weevo.it/il-seo-e-morto-evviva-il-social-seo/

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  • Ad un certo punto dici : i siti PR 6-7-8 non verranno penalizzati, ma quelli da 0 a 5 avranno probabilità di esserlo.
    Quindi secondo te cambierà il modo di creare il pagerank ?? mi spiego meglio:
    mettiamo il caso che succede tutto ciò che dici, ad un certo punto le serp diventano una classifica solida, con in testa i siti con pr 6-7-8. una grossa società viene fondata , decide di entrare sul web , avrà PR 0 se non grigio…….. NON AVRA’ SPERANZE ?
    inoltre, dici precedentemente che la seo non serve o è morta e che di conseguenza e’ rischiosissimo puntare sulla seo perchè potrebbe calare il traffico all’ improvviso.
    non credi che fino a quel momento la seo andrebbe sfruttata ? visto che poi le serp diventeranno come la serie A ( ovvero solo juve )? non credi che poi soltanto dopo sarebbe giusto sfruttare adwords?
    secondo me molte cose sono solo fantascienza, consentimelo

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  • sono daccordo con ivano di blasi ed aggiungo, che se non fosse stato per un lavoro seo in questa pagina nemmeno ti avrei trovato.
    non sono un visitatore proveniente da facebook o google +, vengo da google come il 90% delle tue visite probabilmente.
    dalla tua invece concordo sul fatto che la seo si è evoluta e lo farà sempre, e quelli che chiami lavori, nuovi lavori non sono altro che sfaccettature della seo.
    che i motori di ricerca e i social siano intrecciati tra loro non è una novità, ma non sarà il lavoro di gestore di pagine facebook a far morire la seo.
    la seo morirà forse, quando chiuderà google, o quando google deciderà di riservare la prima pagina dei risultati ad adwords.
    complimenti comunque per il tuo blog, ottimamente ottimizzato.
    p.s. ti leggo spesso

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  • quindi…io che vorrei diventare un SEO e sto studiando per questo,mi consigliate di lasciar perdere?? 🙁

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  • mah… da tutto questo interessante dibattito mi sembra di capire che nell’ambiente seo si tenga poco in conto un altro fattore: con queste tecniche sofisticate, spesso alla fine si ottengono le famose tre pagine di risultati, in cui i siti sotto seo si scannano tra loro. Come semplice utente google, appena avverto aria di seo nei risultati, vado direttamente alla quarta pagina e successive.

    my two cents

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  • Tagliaerbe gli spari sopra sono per voi… premesso questo…

    fai le considerazioni che vuoi.. ma molti di voi usano tecniche Black Hat senza saperlo e questo ha danneggiato e danneggerà ancora un sacco di aziende… e l’utenza che cerca informazioni congruenti…sui motori di ricerca…

    c’è ancora gente che è convinta che i Backlink siano più importanti dei contenuti…

    ed è ora che chi non sa fare SEO ma fa SEO Black Hat si faccia da parte…

    Il Negative SEO è un altra cosa… se vai sul mio sito (Marketta) visto che nessuno di voi vuole promuovere una risorsa gratuita… trovate un libro Gratuito che spiega i rudimenti di tutto questo… se siete sufficientemente umili da accettare che uno sconosciuto vi dica qualcosa che non conoscete.

    Dovreste accettare che uno sconosciuto arrivi e vi possa dare qualcosa di utile allora ne farete buon uso per voi…

    Se lo fate buon per voi altrimenti non mi interessa… siete i soliti Italioti… e avete i governanti che vi meritate…

    “Tutti Sanno Che è Una Cosa Impossibile Da Realizzare Finché Non Arriva Uno Sconosciuto Che Non Lo Sa E La Fa…”

    Albert Einstein

    Cordialità e buon Bloggin

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  • ultima cosa Taglia erbe se il mio link verso il mio sito è Nofollow non riceverai nulla in termini di pinguino… 🙂

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    • @Roberto de Bortoli: premesso che presentandosi nei commenti dando dal black hat a destra e manca, e autopromuovendo il proprio blog e il proprio libro, è una tecnica che definirei da spammer, dovresti sapere – basta guardare il codice – che i tutti link presenti nei commenti sono nofollow 🙂

      A parte questo, è vero che il giro di vite pare sia all’orizzonte, come ho scritto proprio oggi: https://blog.tagliaerbe.com/2013/05/seo-google-novita-in-arrivo.html

      Reply
  • Credo caro tagliarbe che molti di Voi SEO BLACK HAT / o zona Grigia se andate avanti su questa strada potrete cambiare mestiere con il prossimo Upgrade di Penguin… la cosa si farà veramente interessante ci sarà da divertirsi ve lo assicuro…

    Se volete saperne di più leggetevi questo articolo…

    http://www.negativeseo.it/web-marketing/matt-cutts-penguin-update-blackhat/

    Con questo link che punta la mio sito WHITE HAT ti salvo la reputazione Tagliaerbe… vedila così ti sto salvando dal pinguino… perchè dal tuo sito c’è un link che punta verso un sito white hat…

    In fine per chi vuole ho scritto un libro su questo aspetto della Negative SEO e chi vuole lo trova nel sito è Gratis per la comunità seo

    Non come fanno certi GURU che si credono padroni del web.

    Cordialità a tutti/e

    E MORTO IL SEO VIVA IL SEO

    Reply
  • Sono d’accordo con te su molti punti ma non sono affatto d’accordo con la visione generale e la tendenza a dire di non rivolgersi ad un SEO per i propri progetti online. Molto di quello che contesti alle attività SEO è praticamente preistoria, non si lavora più in questo modo da ormai un paio d’anni infatti prima di rispondere sono andato a controllare la data del tuo post perchè mi sembrava un po anacronistico. Sentir parlare di SEO 2.0 ad Aprile 2013 mi ha un po spiazzato. In Italia quando senti parlare di motori di ricerca ti sembra di ascoltare una cattiva traduzione di tutto quello che hai letto su Search Engine Watch, SEOMoz, SEJ ecc… il livello basso è proprio il motivo per cui tanti concetti praticamente inutili passano come fossero vangelo su forum, ed in corsi SEO a “pane e puparuoli” (pane e peperoni come diciamo a Napoli) o nei vari convegni dei super guru senza portfolio clienti e case study. L’ottimizzazione per i motori di ricerca adesso è da intendere un po come dici tu, un qualcosa di interdisciplinare, diverso si ma funziona ancora alla grande se si sa fare il lavoro….

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  • Questa discussione è bella proprio perchè fa riflettere, ma alla fine si può riassumere tutto con una breve affermazione e cioè che il seo più bravo è quello che non si fossilizza su nulla di tutto ciò che ha fatto nel tempo o che fa adesso, ma quello che ha la maggiore capacità di adattarsi alle nuove esigenze (di Google soprattutto).

    Reply
  • @emanuele
    Per. Prima cosa voglio chiarire che il fondo del tuo post mi piace, ma non mi ha convinto come hai sviluppato concetti nei quali siamo d’accordo, ed è per quello che ho scritto anche un secondo commento, in cui ho cercato di mettere i puntini sulle i sul concetto di Inbound Marketing, perché proporlo come alternativa alla seo non è la maniera corretta di “promuoverlo” (e in questo non dico cose differenti rispetto a Seomoz).
    La seo rimane comunque essenziale, perché non si può ridurre la sua parte tecnica a plugins, perché non tutto si risolve con plugins (chiedilo a rei.com o a Amazon se fanno seo con plugins), e nel 70/80% dei casi i programmatori non hanno una benedetta idea di cosa sia corretto fare per far indicizzare un sito.
    Infine, la seo è sempre stato marketing a mio parere, soprattutto quando si tratta di link building, ma lo anch’io che il link building è stato violentato della sua natura di earning, che però non è una cosa nuova: è quello che sempre sarebbe dovuto essere.

    Infine, per quelli che dicono che in certi settori non è possibile fare Inbound: cazzate (Ops). Quella è solo rassegnazione perché si che si può fare come molti siti in tutto il mondo hanno dimostrato.

    Reply
  • Posso dirti tre parole ? clap clap clap (applauso)
    Il vecchio seo è morto, il seo è diventato una serie di professioni che spaziano dal social web marketing al web dev.

    Reply
  • Post condivisibile, ma una domanda.

    1/3 ORGANICO
    1/3 REFERRAL
    1/3 DIRETTO

    Questo sarebbe il mix ideale. Ma per molti settori è + utopistico che altro! Penso (ad esempio) ai siti di classfieds o a quelli riservati ad utenti con disabilità.. spesso è molto + facile, veloce e quindi meno costoso lato cliente puntare solo (o quasi totalmente) sull’organico.

    Reply
  • La parola d’ordine, IMHO, è diversificare. Oggi come oggi non è giusto investire tutti gli sforzi sulla SEO “classica” ma non è nemmeno giusto ignorarla o definirla dannosa. I segnali social sono sicuramente importanti ma una strategia non può basarsi solo su questi segnali.

    Dai ragazzi, non nascondiamoci dietro a un dito…sappiamo tutti molto bene quanto i link a tema e provenienti da siti con alto trust siano fondamentali per scalare serp competitive. Chi nega il contrario è un visionario.

    Quello che è cambiato è il modo di acquisire i link, una volta si scriveva 1 CS e lo si pubblicava su 100 siti diversi, oggi questo non si può più fare.
    Ora i link dobbiamo sudarceli, com’è giusto che sia. Ecco dove entra in gioco il “nuovo” consulente SEO che, attraverso una strategia basata su contenuti utili (si torna sempre lì!), permette ad un cliente di ricevere citazioni spontanee, menzioni, link, condivisioni e di aumentare la propria Brand awarness.

    L’analisi di Emanuele, della quale condivido in pieno diversi punti, appare più che altro come un auspicio di cambiamento delle attuali regole di Mr.G. & CO.

    Penguin, Panda e compagnia bella ci insegnano che la SEO, se viene fatta con serietà e criterio, resta un’attività di vitale importanza che non danneggia nessuno, anzi. Questo è il mio punto di vista.

    Un saluto a tutti 🙂

    Reply
  • @Gianluca Fiorelli

    Appena ho letto i tuoi commenti ma prima cosa che mi è venuta in mente è questa: la lingua batte dove il dente duole……..

    Dal tono dei tuoi commenti deduco che l’argomento ti sta molto a cuore, ma penso proprio tu abbia male interpretato le mie parole in quanto alcune cose che ho detto sono molto in linea col pensiero generale che leggo su SeoMoz ….. Comunque ti rispondo punto punto 🙂

    “La SEO che tu descrivi nei primi tre punti non è mai stata SEO, ma “truccare” i motori di ricerca.”

    Le SEO che ho descritto è la SEO che è stata insegnata nei corsi seo, nei libri seo ed offerta ancora da seo specialist. In SEOMoz non è così, ma hai visto cosa succede fuori?

    “Ogni buon seo sa da lustri che, per esempio, la keywords density è un mito pacchiano.”

    Eppure altri seo proprio in questi commenti la pensano diversamente…..

    “La SEO vera NON È DANNOSA!”

    Concordo, infatti sono andato oltre chiedendo se ha ancora senso chiamarla seo.

    “Altrimenti pensa a chi crea siti con un’incorretta navigazione interna o una architettura dell’informazione tale per cui l’autorità del dominio evapora lasciando pagine così deboli che i motori neppure la indicizzano; o a quei siti che pretendono conquistare i mercati esteri e non usano l’hreflang la G o non geo-targetizzano il sito (o le sottocartelle) in GWT; o a quelli i cui title sono tutti identici e così le loro pagine si cannibalizzano; ”

    Ci sono dei plugin per questo, basta un buon webmaster, e comunque è un lavoro seo veramente minimo al giorno d’oggi.

    “o a coloro che fanno contenuti – anche buoni – e poi pretendono che questi si promuovano da soli senza contare nel meglio del link building: l’outreach a influencers;”

    Appunto, è seo o marketing?

    “a coloro che sono così stupidi da chiedere a me di togliergli il link editoriale che gli dato in un post scritto su SEOmoz; ”

    Vedi che succede anche a te di ricevere queste richieste 😉

    “o quei siti che non sanno nulla di dati strutturati, authorship e canonical…”

    Ci sono plugin che gestiscono questo e poi bastano un minimo di conoscenze per l’authorship.

    “Quindi, no la SEO vera non fa male, anzi!”

    Certo che no, ma il mio punto di vista è che la vera seo la fanno i plugin che controllano i title, gli h1, i metadati, i duplicati… insomma la vera seo è veramente minima, il resto è marketing, user experience etc…. (escludendo quindi le pratiche di forzatura della serp)

    Ovviamente è un mio punto di vista e quindi punto di partenza per una discussione.

    Gianluca mi dispiace che il post non sia stato compreso proprio da te (sarà anche colpa mia che non mi sono spiegato bene, forse) eppure conosco il tuo valore, ti leggo su SeoMoz e ti ho visto live al Be-Wizard. Ammettere che la SEO attuale è per molti versi ancora quella da me indicata sarebbe importante per i seo seri e quindi prenderne le distanze in modo fermo e chiaro… dire semplicemente che quella non è la vera seo a mio avviso è come mettere la testa sotto la sabbia e non accorgersi di quello che succede poi realmente sul web. Basta guardarsi intorno, andare a comprare un libro sulla seo, ma anche leggere i commenti di questo post 😉

    Io mi sono posto come osservatore, come potenziale cliente e quindi credo che il mio punto di vista abbia più valore sotto questo aspetto piuttosto che come fondatore di un Blog e sperimentatore.

    Felice di discuterne con te, ma partendo dai punti chiave del post: il cambio di prospettiva da posizionamento a community, da inseguitore di serp a farsi inseguire dai motori…. e se su tutto questo si concorda, allora valutare se ha ancora senso chiamarla seo (la parte tecnica sarebbero le lineeguida G. Webmaster poi il resto è altro)

    Reply
  • Complimenti per l’articolo, anche io sono d’accordo con te.

    Considero eticamente corretto valutare i contenuti e non la conoscenza delle tecniche seo. Anche se i giganti che decidono le modalità degli algoritmi non lo fanno per questioni etiche ma per il loro tornaconto.

    Reply
  • @Fabio Sutto

    Ciao Fabio,
    leggo con piacere che hai centrato pienamente il senso dell’articolo 🙂

    “Oggi il lavoro del SEO “duro e puro” è al 90%
    – Evitare gli errori degli sviluppatori
    – Uscire da penalizzazioni
    – Lavorare per prospettive a lungo termine
    Il restante 10% è divertimento ”

    Concordo, il lavoro SEO si riduce ad una piccola parte all’interno di un contesto molto più ampio. Se poi consideriamo che un bravo webmaster conosce le lineeguida di G. ed anche i plugin seo per ottimizzare le pagine web (title, h1,h2 etc), e quindi chi non ha subito penalizzazioni e non ragiona sul lungo periodo che tipo di seo applica? divertimento=sperimentazione

    “In realtà nessuno può attribuirsi la definizione doc di SEO.”

    ESATTO! Ne possiamo discutere e valutare delle possibilità, io infatti ho detto la mia 🙂

    “Fare SEO è ed è stato manipolare i motori di ricerca (e chi ne ha beneficiato senza pagarne le conseguenze o pagandole minimamente oggi ancora ringrazia) e fare SEO è fare quello di cui si è parlato nel mio commento e negli altri più scandalizzati.”

    FINALMENTE si ammette la realtà!

    “Oggi la manipolazione ha pochissimo spazio, in pochi settori ed è rischiosa…quindi la SEO è morta? No, solo un certo tipo di SEO è in via di estinzione. Bene.”

    Quoto. (anche se purtroppo da quanto leggo/sento non è proprio estinta)

    Sul discorso dell’etica invece preferirei non entrare in merito lasciando a voi del settore la discussione. Certo, da osservatore esterno posso soltanto dire che mi piacerebbe molto che ci fossero dei controlli di qualità, una sorta di certificazione a garanzia del cliente. Credo sia anche nell’interesse di chi fa questo mestiere seriamente.

    Reply
  • Credo che il problema principale sia che non si distingue tra Ottimizzazione di base e Ottimizzazione mirata al posizionamento.

    L’ottimizzazione di base e’ quella che non cambiera’ mai ed e’ uno dei primi lavori del SEO. Quella che in qualche commento precedente e’ stata definita come “la capacita’ di un SEO di non far commettere errori ai programmatori” (ho parafrasato) e “la capacita’ di un SEO di scegliere i link in ingresso facendo link building”. Queste pratiche non cambieranno mai. Avere un sito “pulito, in ordine e ben pubblicizzato” dal punto di vista del codice e dal punto di vista dei link inbound e’ una pratica che ormai tutti i professionisti del web dovrebbero conoscere. E invece non e’ cosi. Meglio per i SEO seri che possono svolgere il loro mestiere come si deve. 🙂

    L’ottimizzazione mirata al posizionamento, aggiungerei “forzato”, e’ quella che, sempre nei commenti precedenti, e’ gia’ stata definita come “tecnica SEO ormai obsoleta” (sempre parafrasando). E’ questa pratica che fa’ penalizzare i siti! Non la pura e semplice Ottimizzazione!

    Per come la vedo io, un SEO deve essere lo spazzino e il “correttore automatico” degli errori dei programmatori. QUASI nulla di piu’.

    Esempio (semplificando…): Descrivere una immagine nel modo giusto puo’ farla posizionare bene su GG Images. Eppure non e’ una forzatura. Sto solo dando il nome corretto all’immagine e la sto descrivendo nel modo giusto nell’Alt. Ma questo un programmatore non lo sa e quindi si DEVE affidare ad un SEO che glielo spieghi e che lo corregga quando prova a fare il furbo riempiendo il tag nel modo sbagliato o quando si scorda proprio di riempirlo.

    Tutto qui. Ovviamente IMHO… 🙂

    Reply
  • La SEO è dannosa quando NON è ciò che dovrebbe essere per definizione: ottimizzazione per i motori di ricerca. Punto.

    …Volendo “traslare”: se vai da un medico e quello ti accoppa anziché curarti, allora non si è in presenza di “uno che ti cura” ma, al massimo, di un macellaio.

    Io vivo dei proventi (non bassi) che riesco a generare grazie a diversi siti che ho ben posizionato, nel coso degli anni, per keywords piuttosto competitive.

    So quello che dico e, soprattutto, so fare MOLTO BENE il mio mestiere di SEO perché ci mangio (e anche piuttosto bene).

    Comunque, sono contento che la gente segua i consigli di chi ha scritto l’articolo. Mentre c’è chi si rompe il culo a fare “contenuti di altà qualità” (che probabilmente leggerà solo lui e pochi altri eletti), io faccio SEO e incasso i soldi in nicchie dove i competitors scarseggiano…perché magari sono impegnati a fare social-media-specialfx-detonation-ultra-community- awareness-engagement-marketing.

    …Nel frattempo, Tizio cerca la keyword xy su Google, mi trova nelle primissime posizioni, arriva sul mio sito…e COMPRA!

    Speriamo che il maggior numero di persone possibili continuino a credere/pensare che la SEO sia morta, così io prospererò sempre di più! Quanto BENEDICO articoli come questo!!! 🙂

    Reply
  • Personalmente ritengo che la SEO sia e sarà ancora importante anche se, come tutte le cose continuerà ad evolvere, ma di certo non basta. Il punto è: 1. vogliamo che gli utenti arrivino sul nostro sito. 2. non vogliamo utenti qualunque, ma utenti in target.
    Ma anche se riusciamo in questa impresa si pone un’altra questione: cosa dovranno fare gli utenti una volta arrivati sul nostro sito? e quindi, cosa offre il nostro sito agli utenti?, ovvero, conversione e content management, e quando parlo di C.M. mi riferisco non solo al contenuto testuale, ma anche a quello visivo e in particolar modo all’impiego delle tecniche semiotiche.
    Prima di tutto però, bisognerebbe riflettere su un punto che ritengo fondamentale: qual’è il business che intendiamo fare con il nostro progetto web? ovvero, l’idea imprenditoriale con annesse mission, vision, valori e con particolare attenzione al posizionamento e agli obiettivi perchè tutto il resto, tutte le strategie di marketing e di comunicazione, l’ADV, ecc. ne saranno la logica conseguenza. 

    Reply
  • L’articolo è molto interessante, ed ha degli spunti che certamente non sono nuovi ma è bene tenerli a mente.
    Certo la SEO sta cambiando e non si può utilizzare trucchetti vecchio stile, ma dire che che ad oggi non si deve affidare ad un SEO anche vecchia maniera, mi sembra solo un’affermazione provocatoria.

    Considerate due aspetti, qui siamo in Italia e le penalizzazione sono molto più lente che in America, nelle prime posizioni in molti casi ritroviamo ancora siti che fanno SEO alla vecchia maniera, e poi la qualità è importante ma se ti viene un cliente che vende dosatori polifosfati, che fai? crei contenuti interessanti ? si certo con un blog ma il Budget è quello che è

    Diverso il discorso è il consiglio a chi investe nel Web di non fermarsi al sitino ottimizzato come era una volta questo è ovvio ed è ormai da 2 anni che è cosi

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  • @Adriano De Arcangeli

    “Emanuele lo sai, per me è sempre un piacere leggerti, ma questa volta meno ”

    Ciao Adriano,
    mi è sempre piaciuto il dibattito, lo sai 🙂

    “Peccato che alla fine il 21 Dicembre non sei venuto alla SEOpocalisse causa febbre…
    Sarebbe stato molto interessante avviare questa discussione ”

    E’ dispiaciuto molto anche a me ma non avevo solo febbre, anche un fortissimo mal di gola e quindi sarebbe stato impossibile tenervi testa a tutti….. voi seo 🙂

    “Emanuele secondo me guardi le cose con un occhio “miope” e questo deriva dal fatto che hai un’esperienza SEO molto focalizzata e limitata al tuo blog.Prima di potersi sbilanciare così tanto credo si debba avere un bacino di test/clienti/esperimenti tali da giustificare e motivare determinati pensieri.”

    Sicuramente l’esperienza maggiore l’ho fatta sul mio Blog, ma ho anche letto tanto, aperto una decina di siti in lingua inglese e fatto molti esperimenti, giocato con l’autopilot (al prossimo incontro semmai parlerò anche di questo) e, è vero che non ho clienti in questo settore ma è pur vero che ricevo molte email, tante, anzi troppe da quando il mio blog è PR7 da sedicenti seo (si firmano seo specialist) che mi chiedono scambio link oppure quanto costa mettere un link permanente dofollow nel footer o nella sidebar. Alcuni anche relativamente ad importanti aziende. Adriano, non mi dire che non succede anche a te o che non hai mai letto (e si continuano a leggere) pubblicità seo con la famosa frase-garanzia: forniteci 50 Keywords e ve ne garantiamo almeno 10 in prima pagina serp.

    “Ad esempio fare SEO con un sito anziano e con trust/pr è molto diverso dal farlo ogni giorno su nuovi clienti che arrivano da te senza un sito.”

    Concordo, infatti ho dedicato a questo proprio la slide dei rischi. Basta esserne tutti consapevoli.

    “Insomma per quanto mi trovi d’accordo su alcuni punti sono molto restio quando chi non ha almeno 100 casi studio differenti sentenzia sulla SEO e sulla sua morte. ”

    Non ho mai sentenziato la morte della seo, a differenza di altri che lo hanno già fatto da tempo, ho solo portato la mia esperienza, condiviso quanto accaduto realmente.
    Inoltre ho detto che un tale cambiamento sta portando (deve secondo me) anche ad un cambiamento di denominazione. Poi ovviamente avere un’ampia base dati aiuta, però in questa base dati quanti sono quelli che hanno richiesto progetti a lungo termine +5 anni e poi sicuramente il case study aiuta nel posizionamento ma è proprio da questo che vorrei provare a sganciarmi. Quello che sto proponendo è un cambiamento di prospettiva.

    Sintetizzando il mio messaggio è:
    -serp +community

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  • @Marco Salvo

    “Mai lette tante cose che non condivido in un solo post!”

    Ciao Marco,
    mi fa molto piacere, le divergenze aiutano la crescita personale, assolutamente 🙂
    Ti rispondo punto punto 🙂

    “Forse guardare un po più le serp e non focalizzare le proprie PREVISIONI su un solo blog, potrebbe aiutare molto a capire come si comporta google sull’organico.”

    Io dico esattamente il contrario, guardare sempre meno le serp, e comunque lavorare affinché il core-business non sia incentrato sulle serp. Capire come si comporta G. sull’organico oggi NON significa aver capito anche come si comporterà domani.
    Lo spezziamo questo loop di cui parla anche Benedetto?

    “Prima di tutto vorrei mettere i nchiaro che la seo non è il punto di arrivo ma il punto di partenza.”

    L’ho scritto anche nelle slide, all’inizio qualche rischio bisognerà correrlo, basta però esserne consapevoli, tutti.

    “Dire che la seo è morta o che siamo alla frutta è un’altra affermazione più che sbagliata, errata e contro ogni logica.
    io porto avanti i miei clienti e i miei siti e vivono di seo.”

    Non ho mai detto che la seo è morta, affermo invece che non ha più senso chiamarla seo. Dipende a quale seo ti riferisci, a quella che G. ti permette ancora di fare?

    “La seo meccanica è morta diamo spazio a chi usa la creatività per fare seo.”

    Finché non diventerà creativo anche G…… e torniamo al loop

    Quello che volevo trasmettere con l’articolo è che si deve cambiare prospettiva. I seo più svegli sono proprio quelli che stanno sempre avanti a G. ma il punto è che invece bisognerebbe farsi inseguire. Si può fare, ma certamente ci vuole qualità e tempo ed in alcuni casi forse non ne vale la candela oppure il cliente non ne vuole sapere “tutto-e-subito” (immagino mettendomi nei panni di una agenzia seo) ma dovrete essere voi seo + in gamba a prendere le distanze da certe pratiche convincendo con i fatti zoologici (panda-pinguini…) che NON è la strada da seguire per il lungo periodo.

    Alla fine vincerà chi è più bravo, non chi è più furbo…. vabbè creativo 😉

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  • @Benedetto Motisi

    “Penso che alcuni vecchi SEO rischieranno il crepacuore.
    Sostanzialmente la visione che porti è quella che più di una volta ho citato riprendendo la bella immagine di Search Engine Watch sul “circolo da rompere” dell’ottimizzazione tradizionale:
    http://cms.searchenginewatch.com/IMG/023/219023/google-algo-change.jpeg

    Ciao Benedetto,
    spero nessun attacco di cuore di nessuno 🙂
    (anche se mi sta più a cuore la salute dei clienti…)

    Battute a parte vedo che hai centrato il punto, l’immagine che hai postato di SEW rappresenta esattamente il loop da rompere, chi lo ha capito procede, gli altri inseguono 😉

    Riguardo invece i settori “hot” che citi direi che è un mondo a parte e sinceramente non me ne sono interessato mai più di tanto. Ho provato vera ammirazione per Stefano Gorgoni quando ha presentato il suo talk al Be-wizard 2012 sicuramente NON invidiandolo…
    https://blog.tagliaerbe.com/2012/03/be-wizard-2012.html

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  • Sono anni che leggo e sento dire che la SEO è morta, dicono la stessa cosa riguardo al rock… con i risultati che, in entrambi i casi, mi pare siano sotto gli occhi di tutti 🙂

    Intendere la SEO come un processo di puro reverse-engineering (che arrivi addirittura a profetizzare le mosse di Google intuendole dai brevetti, roba a livelli di pura chiaroveggenza…), è come far coincidere un programmatore con un nerd (rigorosamente con gli occhiali aggiustati col nastro adesivo), un meccanico con un ingegnere meccanico, un imbianchino con Giotto, un operaio con un architetto.

    Fraintendere deliberatamente la SEO, intesa come pratica meccanicistica e ingannevole (alla “barano tutti, quindi faccio peggio, tiè”) non ha senso neanche come Professione, è – per rimanere su esempi pratici – come chi sa truccare il suo motorino e si crede un meccanico Ferrari… del resto molti dei dubbi posti da Emanuele sono leciti, per cui ha senso discuterne e trovare delle risposte soddisfacenti.

    Da buon SEO “old-school” – ma non per questo chiuso alle novità, anzi – non posso che osservare due cose: anzitutto è sbagliato pensare di “voler prevedere le mosse di Google” perchè, a meno che non impazziscano tutti lì dentro, la qualità delle pagine sarà SEMPRE premiata, è una questione di logica, il resto non ci interessa direi… se c’è qualità non c’è Panda, Pinguino o Rinoceronte che potrà mai sbarrarci la strada. Noi combattiamo semmai contro i colleghi scorretti, cosa che dal disavow tool in poi possiamo fare in totale scioltezza… quindi, mi chiedo, come si può rimanere onesti intellettualmente e pensare che la SEO potrà morire sul serio? Morirà se si dovesse realizzare l’utopia che a nessuno venga più in mente di fare il furbo sulle spalle altrui, magari.

    Se il tuo sito è buono sarà valorizzato, punto: l’obiettivo della SEO infatti è anche quello di far penalizzare i furbetti, segnalando link scorretti e garantendo sempre la massima pertinenza query/pagine. Non mi pare una cosa che può fare un copy o un social manager, a ciascuno il suo secondo me… Se le cose non vanno, inoltre, segnala le scorrettezze senza scrupoli, altrimenti semplicemente NON MERITI di stare in prima pagina: a quel punto puoi sempre pensare di valorizzare il sito in modo trasversale, o no? Vallo a spiegare ai clienti…

    La teoria della diversificazione dei backlink, ad esempio – che, per amor di commento, mi pare un po’ forzoso, per quanto suggestivo, far coincidere con “l’avvento del Penguin” – è un qualcosa che può avere un’interpretazione corretta, basta che sia chiaro che QUALSIASI forzatura in un insieme di backlink sarà, presto o tardi, vista come una pratica ingannevole. I SEO del resto servono anche a fornire idee promozionali, non sono – quantomeno, non solamente – “fabbricatori di link”, io ad esempio sto operando quasi esclusivamente sui contenuti del sito che sto ottimizzando e sto curando molto poco, almeno per ora, l’aspetto link building.

    Chiedo scusa per la lunghezza del mio commento, ma l’argomento mi sta molto a cuore.. grazie 🙂

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  • Sono d’accordo sull’importanza della qualiità dei contenuti: siti con contenuti aggiornati con frequenza regolare, originali e sopratutto interessanti per gli utenti sono e saranno sempre più premiati anche nel ranking.
    Un team SEO non può più non includere anche un buon SEO copywriter.

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  • Secondo me le tecniche SEO sono vive e vegete e lo sono sempre state, come sempre sono esistite specifiche tecniche estreme ed assurde.
    Quanto scritto nel post è corretto, la SEO necessita di un’integrazione in una visione strategica web marketing d’insieme, ma questo nulla toglie al valore di un’attenzione specifica alla visibilità sui motori che è spesso una parte fondamentale per le aziende e per raggiungere i veri scopi in area web (conversioni di qualsiasi tipo e roi).
    L’importante è solo il BUON SENSO che consente da tempo di unire argomenti reali di un sito aziendale a parole chiave effettivamente attinenti al tema senza strafare, senza forzare all’inverosimile le tecniche, ma cercando di coniugare utilità per l’utente e rilevanza per i motori.
    Facendo questo, credo, si fa l’interesse non solo dell’azienda che commissiona, ma anche dell’utente internet, che trova contenuti rilevanti e del motore di ricerca che indicizza un sito il quale davvero parla di una determinata tematica e se ne occupa professionalmente.
    Obiettivi più forzati e tecniche esagerate dovrebbero semplicemente essere aspetti sconsigliati esplicitamente al cliente, in quanto di breve respiro, rischiosi, deprecabili e soprattutto NON PROFESSIONALI.

    Reply
  • Emanuele, sono in rete dal 1995, come puoi capire il mio sguardo è più lungo di quanto ti può forse sembrare. Per densità ovviamente non intendo nemmeno per idea cose periodo Altavista, la densità, che puoi chiamare anche prossimità, in termini di ottimizzazione della singola pagina, dell’albero, della struttura del sito, e la densità spalmata all’interno del sito come, anche come link interni, funziona ancora e da ottimi risultati, a me mai smentiti, usando il dovuto sale granis, unita a tutto il resto.

    Questo perché la Semantica, è ancora un miraggio, ed anche quando sarà raggiunta non è separabile dalla Sintassi (vedi Chomsky o Bandler e Grinder).

    Perché perderebbe di significato, pertanto anche studiando la Pragmatica della Comunicazione, in termini di indicizzazione, anche l’elemento umano che clicca, che atterra, che lascia la mail, con cui crei il tuo database, chiamato anche valore potenziale, segue le regole di Sintassi nella sua interpretazione Semantica. Pertanto chi ride della Densità oggi in termini di Prossimità, semplicemente non sa un bit di ne di Comunicazione, né di Sintassi, né di SEO, ne di Pragmatica della Comunicazione Umana (vedi Watzlawick).

    Detto questo la SEO è solo una componente del Web Marketing, come appunto ha detto da Andrea.

    E la creazione di Contatti, quindi l’ora, l’immediato, è molto più concreto del “futuro”, perché con quei contatti ci continui a comunicare anche in futuro, senza per forza dover fare community. Esistono settori di business che non hanno bisogno di fare community.

    Esistono attività di business che funzionano in rete da 15 anni anche solo attraverso il mail marketing. Attività che non sono da un colpo e via, a canone. E personalmente preferisco non piegarmi alle regole dello Sceriffo della Rete. Le parole non sono cosa di sua proprietà, e fin tanto che si comporta in questo modo io reagisco, come ti ho detto è questione di Karma giocare dentro e fuori le regole, fintanto che le regole le detta uno solo.

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  • Guardate che oramai è tutto parte di un processo. Io lo identifico con “inbound marketing” con l’utente al centro.

    La seo è una delle componenti della dell’inbound marketing, assieme al social, alla comunicazione via email, al ppc, al display advertising.

    Reply
  • La seo non è morta, è morto un certo modo di fare seo. Pensare di portare avanti un sito nella serp con solo article marketing e keyword stuffing non solo è inutile ma è proprio dannoso.
    Un lavoro però pensato nella struttura del sito, dei link interni, nella velocità di caricamento delle pagine, in un certo modo di scrivere contenuti, è ancora essenziale per ogni sito che voglia stare prima della terza pagina di google.

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  • @Andrea Cardinale

    Quali sono quindi i motivi per cui la seo è dannosa?

    @Stefano

    L’ho scritto proprio in una slide 🙂

    @Web Marketing Napoli

    “…….va liberata dalla miopia di chi mette in pratica schematismi utili a fare “posizionamento” più che concentrarsi sulle pratiche necessarie a far restare le persone su di un sito web e portarle a conversione.”

    Concordo pienamente!

    MA anche qui leggo opinioni differenti tra i vari seo, sopra mi si indicava come miope, qui invece come “liberatore di miopie” sarebbe interessante dibatterne a lungo……

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  • @Siv

    Inizio da te a rispondere, per comodità, non me ne vogliano gli altri….

    “Parli di futuro, a mio avviso dipende dal settore specifico, perché se ti prendi il tempo di analizzare le keywords ed i risultati delle SERP di una long tail, su molti settori, almeno tutti quelli su cui lavoro io, guarda caso ancora tutte le cose che secondo te non dovrebbero funzionare, sono ancora tutte là, presenti, oggi, nei risultati della SERP.”

    Non ho detto che quelle cose NON funzionano, ma che NON si può creare un business con quelle basi, semplicemente perché si è troppo dipendenti da G. e quindi investimenti sul medio-lungo periodo non avrebbero senso. Estremizzando, se devo vendere un prodotto subito, con acquisto immediato, posso usare Xrumer, ad esempio. Poi quando mi “beccano” cambio il sito e ricomincio. Non ho detto che non funziona, dico solo che è un altra cosa 🙂

    “Chiaro che senza un buon Copywriting, anzi SEO Copywriting, keywords density, e link building, non portano risultati…..”

    Parli di keywords density, mentre sopra altri tuoi colleghi ne ridevano…. Posso solo constatare che ci sono delle correnti di pensiero molto radicate in voi, sarebbe bello scioglierle discutendone 😉

    “Inoltre parli di correttezza nei confronti di Google? Mettersi nei panni dei Motori? Facciamo un attimo il contrario, giusto per ricordarlo. …….. E la posizione dominante del produttore dello stradario giustifica la sua arroganza fuori dallo stato di diritto, e nessuno è riuscito ancora a riportare lo stato di diritto.”

    Purtroppo è così, non c’è alternativa quindi piuttosto che insistere non credi sia forse ora di cambiare radicalmente la concezione di seo e quindi spostare il core business dal traffico organico al traffico di ritorno? (leggasi creare community)

    “Ed alla risposta se voglio rischiare? Sì, lo chiamo rischio d’impresa.”

    Si certo, ma il rischio deve essere anche calcolato, fare impresa NON significare avviare un negozio senza un contratto d’affitto, sarebbe una follia eppure si continua su questa strada. (non credo serva spiegare che è il padrone delle mura del nostro negozio virtuale)

    Reply
  • Parli di futuro, a mio avviso dipende dal settore specifico, perché se ti prendi il tempo di analizzare le keywords ed i risultati delle SERP di una long tail, su molti settori, almeno tutti quelli su cui lavoro io, guarda caso ancora tutte le cose che secondo te non dovrebbero funzionare, sono ancora tutte là, presenti, oggi, nei risultati della SERP.

    Chiaro che senza un buon Copywriting, anzi SEO Copywriting, keywords density, e link building, non portano risultati, come anche se le pagine non sono ottimizzate per le conversioni, pertanto comunicando in maniera efficace. Tuttavia dalla mia esperienza, le tecniche di persuasione (vedi Cialdini per esempio) unite ad un buon SEO-Copywriting, cioè un’attività che scrive per due entità specifiche, per gli utenti (in stile Annamaria Testa per esempio) e motore, porta risultati.

    Infine, a mio avviso anche la constante produzione di contenuti di qualità per sfamare l’ingordo Google è (anche in termini filosofici) un’assoluta follia, dato che il sapere in quanto tale evolve in termini cancellazioni e deformazioni -> sintesi, per dare spazio a nuova conoscenza. E cosa stiamo facendo per quella vecchia, a causa della follia googlesca? Tonnellate di ReWriting, tant’è che è sorta la professione del copywriter-rewriter, pagato per riscrivere le stesse cose in modo diverso ma con attenzione alle keywords specifiche o keywords analoghe della long tail. Se non è “Strategia” questa, imposta dal inGordogle?

    Inoltre parli di correttezza nei confronti di Google? Mettersi nei panni dei Motori? Facciamo un attimo il contrario, giusto per ricordarlo. Hai un’impresa, dentro le mura della tua impresa, ad esempio un locale nel quale viene molta gente, e dentro sulle mura vendi degli spazi pubblicitari per altre imprese (come se fosse una vendita di link). Un terzo che ha fatto uno stradario viene e ti dice che se fai questa attività ti toglie dallo stradario, perché la tua lecita, in termini di diritto, attività di vendita, in quanto sei padrone in casa tua, penalizza il funzionare dello suo stradario, e quindi rovina il suo business. Tu giustamente puoi pensare, affari suoi, che trovi un’altro sistema che non influisca sul mio stato di diritto. Invece no. E la posizione dominante del produttore dello stradario giustifica la sua arroganza fuori dallo stato di diritto, e nessuno è riuscito ancora a riportare lo stato di diritto. Il Signore dello Stradario non si comporta tanto correttamente con le imprese nelle strade. Tutta la conseguenza è Karma.

    Riguardo al Futuro, ti cito la fine del film Pacefull warrior (che ti consiglio se non l’hai visto): Dove sei? Ora, questo momento.
    Ed alla risposta se voglio rischiare? Sì, lo chiamo rischio d’impresa.

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  • E’ una link bait vero ? E’ che ultimamente se ne vedono poche e ho l’occhio poco allenato.

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  • Vi dimenticate sempre di aggiungere che queste regole valgono solo per i siti medio-piccoli.
    I grandi network e i grandi portali (soprattutto di informazione) non verranno mai penalizzati anche in caso di elevata ottimizzazione. Entra in gioco il fattore economico, il nostro è n paese “piccolo” rispetto ad altri e Google Italia ci perderebbe per primo

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  • Concordo con Gianluca Fiorelli.
    Si potrebbe anche dire che la SEO è dannosa ma non con queste motivazioni. Qualunque cosa è dannosa se utilizzata male.

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  • Vedo con piacere che l’articolo sta generando una interessante discussione. Leggo molti pareri, alcuni anche molto autorevoli ed apprezzo sia le critiche positive che quelle negative.

    Sono qui per discuterne con voi, non per emettere sentenze, l’unico che può farlo invece è G. e questo è bene comunque tenerlo a mente, sempre.

    Quanto ho scritto nell’articolo nasce dalla mia esperienza diretta, ma anche dalla lettura incessante di libri sulla SEO, ne ho letti 2-3 in italiano e +10 in lingua inglese, inoltre mi aggiorno abbastanza spesso tramite i vari siti di riferimento del settore e quindi l’intento delle mie dichiarazioni è molteplice:

    1) Confrontarmi con chi fa il Seo, o cosiddetto seo, di professione.

    2) Portare un punto di vista esterno al settore, come potrebbe essere quello di un vostro potenziale cliente che si documenta.

    3) Far riflettere gli operatori del settore sui radicali cambiamenti che a mio avviso dovrebbero essere fatti. Puntare sulla community – Non inseguire G. ma farsi inseguire – Prendere atto che un business creato interamente sul traffico organico (come anche sul traffico sociale) non è la cosa migliore per il lungo periodo – Essere chiari sui rischi che si corrono per alcune attività.

    Precisando che sono completamente al di fuori dalle dinamiche di coinvolgimento e/o di eventuali interessi facendo tutt’altro lavoro.

    Tornando alle critiche, cercherò appena possibile di rispondere anche nel merito entrando nello specifico delle varie questioni sollevate.

    P.S. non ho scritto da nessuna parte che la seo è morta……

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  • “Imparatevi a difendervi dai venditori di fumo, è molto probabile che potreste rimetterci… solo voi purtroppo.”
    Un passo (divertente) davvero importante all’interno di un post lungo ma molto semplice nel suo intento di comunicare che la SEO va vista con gli occhiali per vedere da lontano, ovvero va liberata dalla miopia di chi mette in pratica schematismi utili a fare “posizionamento” più che concentrarsi sulle pratiche necessarie a far restare le persone su di un sito web e portarle a conversione.

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  • Francamente, e mi riferisco ad alcuni commenti precedenti, non trovo l’articolo di Emanuele così “sbagliato”.
    E’ poco veritiero laddove forse si può intendere che la SEO sia solo manipolazione dei risultati e quindi la si ritenga morta, come però sbaglierebbe chi volesse negare che la SEO non lo sia mai stata.

    In realtà nessuno può attribuirsi la definizione doc di SEO.

    Fare SEO è ed è stato manipolare i motori di ricerca (e chi ne ha beneficiato senza pagarne le conseguenze o pagandole minimamente oggi ancora ringrazia) e fare SEO è fare quello di cui si è parlato nel mio commento e negli altri più scandalizzati.

    Oggi la manipolazione ha pochissimo spazio, in pochi settori ed è rischiosa…quindi la SEO è morta? No, solo un certo tipo di SEO è in via di estinzione. Bene.

    Però quando sento anime pie parlare di ‘”etica” beh…vi confesso che quando sento la parola “etica” in abbinamento alle linee guida di Google mi viene voglia di prendere il mitra.
    L’etica è altro, lasciamola ad altre discipline, parlarne in ambito SEO presupporrebbe che Google fosse “etico”…qualcuno oggi ritiene che Google sia etico? Che Google compia le sue scelte pensado alla qualità dei risultati per il povero navigatore “ingannato” dai SEO?

    Se ancora ci fossero dubbi chiedetevi perchè l’anzianità è ancora così esageratamente importante, chiedetevi cosa sia quel box a destra delle SERP quando cercate il nome di un hotel e cosa sia Google Hotel Finder.

    Se dopo aver ragionato su queste cose vi rimanesse ancora un minimo dubbio sull’etica…informatevi su cosa sia il “Dutch Sandwich” e quante tasse paghi Google in Europa.

    Insomma…manipolare sarà brutto, oltre che estremamente rischioso, ma non parliamo di “etica” per favore 🙂

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  • Mah! Dichiarare la morte del Seo perchè PR & co sono imprevedibili nelle evoluzioni e sviluppi futuri? La pianificazione di lungo periodo nel digital è una chimera (e forse un errore). Vision organica e strutturale sul lungo periodo con integrazione e media mix + massima speculazione istantanea sugli strumenti disponibili (l’imprevdibilità di Facebook insegna). Il resto poi riguarda l’uso errato delle armi che abbiamo a disposizione.

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  • IMHO:

    Inbound Marketing = SEO + Social + Content

    Wannabe superconsulente così, davvero 🙂

    Ma fino ad allora avrò solo SEO e Copywriter

    Reply
  • + 700 per Stevanovic e continuate a dire così, per uno SEO che abbandona c’è un SEO che lucra 😀

    Reply
  • Emanuele lo sai, per me è sempre un piacere leggerti, ma questa volta meno 😀

    Peccato che alla fine il 21 Dicembre non sei venuto alla SEOpocalisse causa febbre…

    Sarebbe stato molto interessante avviare questa discussione 😀

    Emanuele secondo me guardi le cose con un occhio “miope” e questo deriva dal fatto che hai un’esperienza SEO molto focalizzata e limitata al tuo blog.

    Prima di potersi sbilanciare così tanto credo si debba avere un bacino di test/clienti/esperimenti tali da giustificare e motivare determinati pensieri.

    Ad esempio fare SEO con un sito anziano e con trust/pr è molto diverso dal farlo ogni giorno su nuovi clienti che arrivano da te senza un sito.

    Insomma per quanto mi trovi d’accordo su alcuni punti sono molto restio quando chi non ha almeno 100 casi studio differenti sentenzia sulla SEO e sulla sua morte. 😀

    Poi qui nei commenti vedo varie persone che confermano che la SEO è morta e che loro sono Inbound marketer 😀 Ma ul loro profilo e ovunque si professano SEO…

    Sarà un problema di differita ?!? 😀

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  • “l’ettica” può andare a farsi completamente benedire quando le vendite del sito aumentano del 200% e il traffico del 400% nel giro di 2-3 mesi.”

    chapeau, qua non ti do affatto torto 😀

    Reply
  • Per quanto leggo con piacere alcuni tuoi post devo ammettere che il 95% dell’articolo mi ha fatto l’effetto del tweet di ieri della Marta Serafini, ridere.
    La SEO è ben lontana dall’essere morta e quelli che continuano ad ostentare questo passatemi il termine ”minkiata” non hanno evidentemente mai giocato fuori dalle local search del proprio comune di residenza.

    Lavoro su SERP USA e UK da praticamente sempre con clientela ITA completamente assente proprio per scelta personale e ti posso assicurare che “l’ettica” può andare a farsi completamente benedire quando le vendite del sito aumentano del 200% e il traffico del 400% nel giro di 2-3 mesi.

    Quelli che hanno fatto SEO seriamente almeno una volta nella vita sanno di cosa parlo, quelli che sono rimasti fossilizzati al fumo negli occhi che vi propinano nei vari corsi sovraprezzati in ITA sicuramente le keyword avranno sempre più difficoltà nel muoverle e sicuramente dovranno rifugiarsi su altre forme di traffico per sopravivere.

    La SEO è più viva che mai e proprio grazie alla distribuzione di massa di articolo tipo questo che propinano i vari ”SEO IS DEAD” e ”the sky is falling” che c’è sempre meno competizione e diventa sempre più reditizia.

    Scusate il tono poco amichevole e scusate l’Italiano ma chi ha orecchie intenda, si tratta solo di farsi un pò più furbi.

    Reply
  • Ancora con sta cosa “la SEO è morta”? Pensavo la gente avesse capito che i lettori sono DAVVERO stanchi di queste fesserie….

    Non approvo praticamente nulla di questo articolo 🙂

    Reply
  • Ciao,
    la SEO non è affatto morta, anzi; si evolve e si fa più tecnica e creativa allo stesos tempo: oggi un buon SEO si occupa, come è già stato detto, di microdati, userExperience, architettura del sito, analytics, ecc; e in più però deve anche sapersi spostare ed evolvere sul terreno più ampio dell’Inbound Marketing, cercando di acquisire e migliorare le proprie conoscenze in fatto di content marketing, social media, copywriting ed anche, oserei metterci, organizzazione di eventi!
    La SEO è una parte parziale (e fondamentale) dell’inbound marketing e come tale non scomparirà; si deve essere bravi ad implementarla bene all’interno dell’intero processo globale di promozione di un progetto web!
    Ciao e buona giornata a tutti!

    Reply
  • “Per rispondere a Benedetto (che secondo me conosce benissimo la risposta ) nei settori “meno puliti” c’è più lassismo, dipende dalla “pulizia” media del settore, ma se esci dalla media corri gli stessi rischi.”

    @Fabio Sutto: oh, finalmente! 😀

    Ma alla fine stiamo a cavillare su cosa è “buono” e su cosa è “cattivo” quando in realtà essendo il motore uno strumento, l’utilizzo che se ne fa è in base alla finalità, IMHO:

    – Un coltello lo puoi utilizzare per affettare una bistecca;
    – un coltello lo puoi utilizzare per affettare una persona.

    Se ho il food blog, utilizzo le tecniche SEO da coltello bisteccoso, se invece sto in una SERP che nemmeno il Bronx, me sa che lo devo avere a serramanico.

    Per dirla in soldoni: la SEO è sia manipolazione che tecnica in un’ottica più globale di Web Marketing.. è l’obiettivo e la nicchia e tutta una serie di fattori a determinare come affilarla.

    my two cents

    Reply
  • Ultimamente c’è molta confusione sulla SEO e soprattutto è diventata quasi una moda. Come concezione moderna del termine, la SEO potrebbe rappresentare diverse metodologie e strategie che, in alcuni contesti, andrebbero visti in un’ottica di ampio raggio come social, content creation ecc mentre in altri come semplice e pura SEO (un piccolo negozio di bulloni locali spesso non ha budget e voglia di cimentarsi sui social o altre forme di web marketing a ampio raggio).
    Come in tutti i settori c’è chi fa le cose per bene e chi le fa tanto per fare …
    La difficoltà presente e futura è che un buon SEO dovrà avere conoscenze di progammazione (struttura del sito, microdati ecc) , conoscenza degli algoritmi e penalizzazioni, creatività ed ingegno per cercare di ricevere link in maniera “naturale” (ove possibile).
    Happy SEO a tutti 🙂

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  • Speriamo bene…nel frattempo il PR del Tagliablog è calato…effetto degli aggiornamenti più diradati? Ai posteri l’ardua sentenza… 🙁

    Reply
  • Di nuovo io… mi permetto un secondo commento, anche perché credo che sia davvero venuto il momento di chiarire alcune cose.
    Come forse alcuni di voi sanno, sono un Global Associate di SEOmoz (tra le altre cose), quindi – in un certo senso – faccia parte di una di quelle realtà che maggiormente hanno fatto e sta facendo di tutto per diffondere il concetto di Inbound Marketing. Chi mi ha visto parlare al BeWizard o al GT Study, poi, saprà come io sia tra i paladini di questa forma integrata di fare marketing organico.

    Adesso bene, per quello che vedo e leggo (e non solo in Italia), molta gente non ha ancora capito bene le gerarchie esistenti.
    L’Inbound Marketing non è sinonimo di “nuova SEO”, e la SEO non è allo stesso livello dell’Inbound Marketing.
    Quest’ultimo è un concetto che ingloba al suo interno le azioni sinergiche di SEO, Social Media e Content Marketing. Questi ultimi tre sì che sono “discipline” allo stesso livello.
    Pertanto, un inbound marketer non necessariamente è un SEO, può essere un Social Media Specialist o un Content Specialist.
    E non tutto ciò che è SEO è direttamente riconducibile al concetto di Inbound Marketing, per esempio la SEO tecnica è qualcosa per molti aspetti “indipendente”, pur avendo una fortissima correlazione sul successo di una strategia di Inbound.

    Quindi, come la SEO è parte dell’Inbound Marketing, così pure l’Inbound Marketing sarebbe qualcos’altro senza la SEO (o il Social Media o il Marketing di Contenuti).
    Mischiare i livelli è profondamente sbagliato… e da origine a posts come questo, che – ripeto – pur se partono da una premessa di buona fede, proprio non ci azzeccano.

    Concludendo, il problema non è la SEO… oddio! la presunta SEO sì, come pure il presunto “Social Media” (leggasi: fake followers) o il presunto Content Marketing (leggasi: guest posts di 500 battute in siti senza senso e che non apportano valore reale agli utenti), ma la mancanza di strategia. Purtroppo, ancora oggi il 90% delle azioni di marketing sono frutto di idee isolate, di “famo questo pecché sta dde moda!”, sono azioni reattive (faccio questo perché X fa quello, faccio quest’altro perché Google vuole contenuti unici) invece di essere riflessive (faccio A, B e C perché la mia Audience vuole D, E, F e il mio obiettivo è G).

    Di nuovo, basta con posts facili come questo e incominciamo a parlare di cose serie.

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  • Quoto Gianluca in tutto e per tutto. Nonostante ci siano spunti corretti, come ad esempio puntare sulla qualità (cosa peraltro trita e ritrita), il post fa molta confusione tra SEO, LINKBUILDING, BUONI SEO DEL FUTURO CHE PERO’ NON SARANNO SEO etc etc)

    Dobbiamo stabilire se il futuro che ci riserva Google lo possiamo prevedere o non prevedere. O meglio, se questa possibilità è data a tutti (SEO COMPRESI, CHE VOGLIONO EVITARE PENALIZZAZIONI) oppure solo alcuni Guest Blogger.

    La verità è che l’universo dei fattori che influenzano le SERP è così complicato che si rischia sempre di dare una visione parziale di questi fenomeni.

    In futuro non ci si dovrà rivolgere ad un SEO 2.0, ma semplicemente a:

    – un brand specialist
    – un content manager
    – un webmaster
    – un community manager
    – …
    – e ad un SEO bravo, proprio come in passato.

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  • Finché si vedrà la SEO (e la si farà) come manipolazione e non come approccio più esteso di web marketing si avranno crepacuori e attacchi da panico da prossimi update algoritmici. Il resto delle persone potrà vivere tranquillamente e continuare a fruttare 🙂

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  • Mai lette tante cose che non condivido in un solo post!

    Forse guardare un po più le serp e non focalizzare le proprie PREVISIONI su un solo blog, potrebbe aiutare molto a capire come si comporta google sull’organico.

    Prima di tutto vorrei mettere i nchiaro che la seo non è il punto di arrivo ma il punto di partenza. Nessun sito, o meglio GROSSO SITO va avanti solo con la seo. in attività imprenditoriali la seo e un’alleta e non l’elemento cardine.

    Dire che la seo è morta o che siamo alla frutta è un’altra affermazione più che sbagliata, errata e contro ogni logica.

    io porto avanti i miei clienti e i miei siti e vivono di seo.

    La seo meccanica è morta diamo spazio a chi usa la creatività per fare seo.
    il punto è uno: Per farti conoscere sul web, hai bisogno di link se non hai link (su banner, su ancore o altro) non sarai mai presente.

    I link sono la base fondamentale delal visibilità in rete e le serp sono tutte differenti.

    Alcune sono ferme da tempo altre si aggiornano ogni ora, la local search e altre cose del genere hanno dato filo da torcere ai seo in erba ma hanno dato motivo di rivalsa per i seo che hanno saputo prendere al volo le intenzioni.

    La seo potrebbe morire solo se google prendesse tutte le fette del mercato e le instradasse verso tool proprietari come hotel finder e flight.

    Portare traffico ad un sito web non vuol dire solo fare seo. Se fai seo devi fare tutto?

    Cerchiamo di capire bene chi è il seo e cosa chiede il cliente perchè mi pare che c’è un po di confusione.

    SOLO IL MIO PUNTO DI VISTA

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  • Ultimamente vedo diversi articoli del genere, normalmente non intervengo.
    Sono pienamente d’accordo con Gianluca Fiorelli. Anche io appena ho cominciato a leggere questo articolo (segnalato da un amico su FB) vedendo citata la “keyword density” non sapevo se ridere o piangere.
    E’ incredibile come alcuni miti SEO resistano nonostante già 6 anni fa erano concetti obsoleti.

    “La SEO che tu descrivi nei primi tre punti non è mai stata SEO, ma “truccare” i motori di ricerca. Ogni buon seo sa da lustri che, per esempio, la keywords density è un mito pacchiano.”

    Non c’è bisogno di dire altro.

    Reply
  • La SEO che tu descrivi nei primi tre punti non è mai stata SEO, ma “truccare” i motori di ricerca. Ogni buon seo sa da lustri che, per esempio, la keywords density è un mito pacchiano.
    La SEO vera NON È DANNOSA!
    Altrimenti pensa a chi crea siti con un’incorretta navigazione interna o una architettura dell’informazione tale per cui l’autorità del dominio evapora lasciando pagine così deboli che i motori neppure la indicizzano; o a quei siti che pretendono conquistare i mercati esteri e non usano l’hreflang la G o non geo-targetizzano il sito (o le sottocartelle) in GWT; o a quelli i cui title sono tutti identici e così le loro pagine si cannibalizzano; o a coloro che fanno contenuti – anche buoni – e poi pretendono che questi si promuovano da soli senza contare nel meglio del link building: l’outreach a influencers; a coloro che sono così stupidi da chiedere a me di togliergli il link editoriale che gli dato in un post scritto su SEOmoz; o quei siti che non sanno nulla di dati strutturati, authorship e canonical…

    Quindi, no la SEO vera non fa male, anzi!

    Certo, la seo è cambiata rispetto a ciò che molti credevano fosse prima; ma quella – ripeto – non era davvero SEO.

    Quindi, per favore, smettiamo di dire tonterie anche se in buona fede e incominciamo a parlare di cose serie e di come la SEO, in sinergia con il Social media e il marketing di contenuti sta facendo vivere e prosperare alcune delle migliori realtà imprenditoriali in Italia e nel mondo.
    È basta dire che la SEO è morta o che è come il cancro per un sito!

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  • Sono d’accordo con Benedetto, ad alcuni puristi della SEO rischieranno il crepacuore! Ottimo articolo comunque, sono partitaria per il lemma:” testo testo ed ancora testo”, … articoli, argomenti, storie.
    Sono convinta che la pianificazione di una strategia di Content Marketing sia il metodo ideale per migliorare la visibilità online. E tralasciando i piú ripetitivi e comuni “Content is king”, o “Content rules” credo che la frase per antonomasia debba essere: “produrre contenuti di qualità”.

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  • Ciao, anche io ho la stessa visione. Focalizzare tutto sulla qualità! Quando dico che il contenuto è tutto e tutti mi guardano come un Ciglione (sostituisci tu la vocale) non intendo il contenuto che ho scritto ma il contenuto che vado a proporre.

    Però è anche vero che in quei settori che suggerisce Benedetto, la competitività è alta, i giocatori hanno tutti “la rogna” e giocare sporco rende!

    Avere una visione ampia del lavoro da portare avanti per ottenere dei risultati è fondamentale, fossilizzarsi solamente sul contenuto o solo sulla link building non porta nessun risultato.

    L’etica non esiste dove si lucra, ma anche il muratore mi chiede di essere in prima pagina o in prima posizione. Li non stiamo lucrando? Si! Google non è una onlus, “ma manco io faccio beneficenza! ”

    🙂

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  • Per rispondere a Benedetto (che secondo me conosce benissimo la risposta :)) nei settori “meno puliti” c’è più lassismo, dipende dalla “pulizia” media del settore, ma se esci dalla media corri gli stessi rischi.

    Per quanto riguarda l’articolo scritto da Emanuele Bonanni…l’ho appena inoltrato a un cliente che mi chiedeva “miracoli” nel settore moda, con un sito inadeguato e per giunta appena nato.

    Oggi il lavoro del SEO “duro e puro” è al 90%
    – Evitare gli errori degli sviluppatori
    – Uscire da penalizzazioni
    – Lavorare per prospettive a lungo termine

    Il restante 10% è divertimento 🙂

    Reply
  • Penso che alcuni vecchi SEO rischieranno il crepacuore.

    Sostanzialmente la visione che porti è quella che più di una volta ho citato riprendendo la bella immagine di Search Engine Watch sul “circolo da rompere” dell’ottimizzazione tradizionale:

    http://cms.searchenginewatch.com/IMG/023/219023/google-algo-change.jpeg

    Vero è anche che le competenze si allargano e che bisogna implementarle per essere un Inbound Marketer completo…

    .. ma la domanda cui nessuno mi ha risposto ancora è :

    Nei settori altamente competitivi e lucrativi (prestiti, compro oro, dating, adult) in cui il più pulito ha la rogna o ‘sticazzi del contenuto, questo ragionamento è applicabile?

    L’unica risposta che ho ricevuto è stata “non lavoro in quei settori perché non è etico”.

    Per carità, sull’etica ognuno ha la sua, ma mi sembra un po’ una paraculata. Stiamo parlando di business legittimi comunque.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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