Senza video, non ti posizioni sui motori

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Chi mi conosce sa bene che vado predicando da tempo, a tutti coloro che hanno un sito/blog/forum, di produrre video.

E ora la conferma alla mia tesi, anche se esclusivamente dal punto di vista della SEO, arriva dall’illustrissimo Bruce Clay, che nel video qui sopra declama le meraviglie degli “Engagement Objects”.

Ma cosa è un Engagement Object?

Un “Engagement Objects” è un elemento o un componente multimediale che puoi inserire nel tuo sito, e che permette agli utenti di interagire con esso.

Bruce Clay parla anche dell’esistenza di variabili importanti all’interno dell’algoritmo di Google, e discute di come l’introduzione dell’Universal Search abbia causato un incremento nel numero delle variabili considerate ai fini del posizionamento. In precedenza, infatti, le variabili utilizzate da Google erano circa 120. Dall’introduzione dell’Universal Search e con l’aumentare degli Engagement Object all’interno dei siti, le variabili sono salite a 200, la maggior parte delle quali collegate a questi elementi di interazione.

“Nel caso dei video, crediamo che, in quanto sono uno dei più importanti Engagement Object, Google ha effettivamente iniziato a conteggiarli nell’algoritmo. Dal nostro punto di vista, ciò significa che se il tuo sito ha all’interno degli Engagement Object, video o MP3… può essere considerato meglio dall’algoritmo, e avrà migliori possibilità di posizionarsi bene.

Ad oggi, non abbiamo ancora rilevato quanto questo incida a livello di ranking, soprattutto perchè non tutti utilizzano gli Engagement Object… ma penso che non abbiamo visto nemmeno la punta dell’iceberg.

Da un anno a questa parte, andiamo ripetendo che se non fai video, se non inserisci Engagement Object nel tuo sito, non solo non riuscirai a posizionarti. Rimarrai l’ultimo fra coloro che non lo fanno”.

Fonte: Without Video, Your Website will NOT Rank in the Future.

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14 Comments

  • Interessantissimo articolo Taglia, a mio parere quello dei video all’interno dei siti a scopo di posizionamento è un argomento sicuramente un pò sottovalutato attualmente, ma che verrà fuori nel prossimo futuro in maniera più consistente e determinante.

    Come sempre, almeno per noi mortali, non ci resta che aspettare che tali dinamiche si verifichino, per studiare ed apprezzare ciò che un esperto come te va profettizzando sempre con anni di anticipo! 😉

  • Salve Taglia,

    ho letto anche io l’articolo di fonte di qualche giorno che fa e devo dire che dopo già una prima intuizione, a mio parere è uno dei tanti segni del lento cambiamento verso un web sicuramente più trasversale, multimediale e di contenuto.

    Non si parla alla fine di fornire contenuti, informazioni e dati sempre più utili e migliori all’utente?

    A presto e buon lavoro!

    Daniel – GenitronSviluppo.com

  • la domanda sarà superflua, ma si parla di materiale proprio, giusto? roba embedded da youtube e simili mica vale?

  • Anche io mi chiedevo la stessa cosa di Joe79… il fatto è che spesso i matariali prodotti vengono caricati su YouTube e poi inseriti in un sito via embed

  • Evidentemente è così, si tratta di embed..anche se esistono applicazioni, specifiche per WordPress che permettono di caricare video in formato Flv autonomamente sui post, e quindi permettere ai tuoi lettori di “embeddarlo” ovunque.

    Una tattica incrociata di questo genere?

    YouTube che mostra url del sito, l’utente lo cerca, lo trova ed “atterra” poi su una pagina che riporta un player white label con pressappoco le stesse funzioni di quelli YouTube. Non male eh?

  • Fantastico, ne discutevo proprio ieri con Alessandro Sportelli. E’ una cosa che serve tantissimo e che va fatta in maniera precisa e sistematica.

    Ovviamente si intende materiale che si produce in proprio, indipendentemete da dove poi esso venga messo (Youtube, Vimeo ecc ecc).

    Per Google conta appunto il coinvolgimento dell’utente, a Google interessa “soddisfare” i propri clienti (coloro che fanno una ricerca e tendenzialmente chi fa una domanda). Se noi SEO o markettari che gestiamo un sito, diamo soddisfazione alla persona che ci visita, anche Google ne terrà conto.

  • Vi inviterei a riflettere (e, se avete un pò di tempo a rileggere) sul concetto di “tempo speso sul sito” in contrapposizione a “pagine visualizzate”.

    Il post di oggi è infatti legato a doppio filo con quelli recentissimi sulla pubblicità online (= https://blog.tagliaerbe.com/2009/08/tempo-e-attenzione-nella-pubblicita-online.html ) e sui commenti ( = https://blog.tagliaerbe.com/2009/08/l-evoluzione-dei-commenti-sui-blog.html ).

    Forse, finalmente, stanno cambiando le metriche, e sarà una svolta davvero epocale (se e quando accadrà 🙂 ).

  • Sono d’accordo con Luca Bove. Il video a mio parere viene considerato dall’utente molto più “abbordabile”. Vuoi mettere il piacere di vedere e ascoltare un video piuttosto che leggerti un post…

    Magari in futuro i blog scritti saranno sempre meno e gli autori anziche scrivere articoli registreranno servizi in casa… noooo spero di noooo… anzi non accadrà mai! 😀

  • Io in realtà chiedevo perché se Google considerasse un contenuto embedded come un link, se il file risiedesse sul proprio server e si offrisse al visitatore anche il codice per ripubblicarlo, in termini SEO avremmo fatto proprio il massimo. Ma su quel “se” non so molto: qualcuno ne sa di più?

    grazie,
    Giuseppe.

  • @ Luca Bove
    Sono perfettamente d’accordo con te Luca, in effetti ciò che alla fine vuole davvero Google è cmq soddisfare il più possibile i clienti: se uno mangia pesce, pronto il branzino…se uno preferisce la carne, pronta una fiorentina.
    Quindi, siccome i video sono diventati di moda e sono considerati un buon veicolo di diffusione dei vari messaggi, alla fine i motori di ricerca ne tengono giustamente conto! 😉

  • Penso che nei prossimi anni si andrà oltre all’utilizzo dei video come è inteso adesso (ovvero embed del video di youtube) nei siti web, soprattutto per l’aggiunta sempre maggiore di elementi interattivi nei filmati stessi.

    Questo, oltre ad aumentare l’engagement ed il tempo di permanenza sul sito, permetterà di creare nuove tipologie di contenuti perché anche i collegamenti ipertestuali (a pagine web o file da scaricare) potranno essere introdotti sempre più facilmente nei video stessi , così come menu interattivi e sottotitoli o captions (da non sottovalutare anche in ottica SEO, sono metadati che verranno presi in considerazione più di quanto non venga fatto adesso).

    Se vogliamo andare anche oltre, si sa che google sta sperimentando da un po’ il “text-to-speech” sui video per indicizzare meglio contenuti multimediali…

    Ecco, io vedo il vero video-blogging come qualcosa che utilizzi un po’ tutti questi elementi per dare un nuovo tipo di contenuti (al quale gli utenti si devono ancora abituare, però).

    Questo non mi toglie comunque il piacere di stampare un ebook e leggermelo in relax quando vado in bagno …

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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