5 regole per scrivere in prospettiva SEO

SEO Copywriting

“Search Engine Optimization” e contenuto: come scrivere in modo SEO friendly?

Tutti i principali motori di ricerca hanno risultati di ricerca primari: le pagine web e altri tipi di contenuto vengono mostrati all’utente in base a ciò che il motore di ricerca ritiene più rilevante. Per ottenere traffico e visibilità è necessaria una prospettiva SEO per qualunque contenuto intendiamo pubblicare su Internet.

SEO, anno 2016: L’eterna lotta…

“…tra il Bene e il Male”, dirà qualcuno di voi. No, l’eterna lotta di cui voglio parlare oggi, sebbene apparentemente più prosaica e meno suggestiva, è quella tra contenuto e Search Engine Optimization (SEO, appunto).

Nessuno infatti si prenderebbe mai oggi la briga di scrivere “soltanto” una pagina densa di ottimi contenuti, senza badare al contempo alla prospettiva SEO. E viceversa.

Il motivo è semplice: nessuno leggerà mai il vostro fantastico articolo se si trova nella 40esima pagina di Google. Allo stesso tempo, tuttavia, un ottimo posizionamento non gioverà a lungo alla vostra pagina, se i contenuti sono di qualità scadente.

5 regole per conciliare SEO e qualità del contenuto

Il “trucco” per ottenere una buona visibilità online, pur mantenendo interessanti i propri contenuti? Beh, in questo settore i trucchi, le formule magiche e le ricette standard per il successo non esistono (purtroppo o per fortuna, decidete voi).

Esistono però alcune regole che, se applicate in maniera corretta, possono aiutarvi a scrivere in prospettiva SEO e a conciliare al meglio quelle che qualcuno chiamava “forma e sostanza”. Analizziamole insieme.

1. Pianificate la struttura dei contenuti e immaginate un buon titolo

Prima di mettersi in azione, occorre sempre avere un buon “piano di battaglia”.

Pianificate la struttura del vostro articolo PRIMA di scrivere anche solo una sillaba: una buona pianificazione vi aiuterà molto in prospettiva SEO, perché sarete in grado di identificare in anticipo le keyword (parole chiave) di vostro interesse e di strutturare in maniera razionale e ordinata il contenuto.

Inoltre, saprete con relativa certezza quali fonti ricercare per corroborare la qualità dei vostri contenuti e come raggiungere il vostro target di riferimento nella maniera appropriata.

E il titolo? Personalmente, preferisco immaginarlo prima della pianificazione, ma lo inserisco sempre ad articolo finito. Avere in mente un titolo mi aiuta molto a visualizzare l’incipit di un articolo o di un post, ma è solo alla fine che si mette la firma. O no? 😉

2. Incorporate le keyword in maniera efficace

OK, d’accordo: l’uso delle keyword, per quanto ancora piuttosto importante, non è più così “centrale” all’interno della SEO come alcuni anni fa. O meglio, lo è forse ancora di più ma in una prospettiva diversa: non bisogna abusarne e bisogna utilizzarle naturalmente nel testo.

Ciò tuttavia non significa che possiate bypassare un certo livello di compromesso tra un testo ben scritto e un testo che sia anche keyword friendly, pena un posizionamento peggiore sui motori di ricerca e, di conseguenza, una ridotta visibilità.

Le keyword vanno dunque inserite in maniera “naturale”, evitando di sovraccaricare il testo.

Passiamo alla pratica: stiamo scrivendo un articolo sul booking online del settore alberghiero, centrato – immaginiamo – sulla crescita del numero di prenotazioni effettuate dagli utenti nel corso degli ultimi tre anni. Un buon incipit potrebbe essere:

Da quanto tempo non andate in agenzia di viaggi per prenotare un hotel? Una ricerca condotta su un campione di xxxxx persone ad opera di xxxxxx, ha rivelato che solo un italiano su xxxxx continua a rivolgersi a un’agenzia di viaggi per prenotare un albergo e pianificare le proprie ferie. Il booking online nel settore alberghiero ha registrato negli ultimi anni una crescita esponenziale…

La vostra parola chiave funziona bene all’interno di un periodo? Inseritela senza indugi. Ma non utilizzatela, se non si adatta bene al periodo che state scrivendo: meglio una keyword forzata in meno che una in più. Ecco come apparirebbe l’incipit di sopra – se a scriverlo fosse un “maldestro” copywriter:

Da quanto tempo non andate in agenzia di viaggi per prenotare un hotel? Una ricerca condotta su un campione di xxxxx persone ad opera di xxxxx, ha rivelato che solo un italiano su xxxxx prenota l’albergo in agenzia: la maggioranza del campione utilizza il web per prenotare un albergo o prenotare un servizio. Le prenotazioni online sono un must nel settore del booking online: prenotare in agenzia è ormai fuori moda.

Evitate inoltre di concentrare il numero di keyword in un’unica sezione del testo. Come nella realizzazione di un mosaico, l’uso delle parole chiave in un testo dovrà sempre rispondere a 3 criteri fondamentali: densità, equa distribuzione e rilevanza.

3. Suddividete il vostro testo in diverse sezioni

Prediligete periodi e frasi di lunghezza medio-breve, laddove possibile. Inoltre, per facilitare la lettura e pianificare un’equa distribuzione delle keyword secondo un’ottica SEO, suddividete il testo in diverse sezioni e paragrafi (esatto, proprio come in questo articolo).

Anche l’uso di elenchi numerati e/o puntati è un buon accorgimento strategico in tal senso.

4. Le immagini sono importanti

Sì, avete letto bene: non solo sono importanti, ma un loro utilizzo “mirato” ha una doppia funzione:
a) rendere più accattivante il contenuto per l’utente
b) ottimizzare le immagini in prospettiva SEO contribuisce significativamente a generare traffico web e, dunque, un posizionamento migliore per i vostri contenuti sui motori di ricerca.

Come ottimizzare al meglio le immagini?

  • Inserite sempre l’attributo Alt del Tag IMG: renderà la pagina web più accessibile (questo attributo “comunica” con i lettori vocali per non vedenti), più visibile (l’immagine può essere trovata su Google Immagini) e consolida il contenuto testuale dell’articolo;
  • Inserite un nome nel file immagine, utilizzando una parola chiave. Quale nome dareste all’immagine in testa a questo post? 😉
  • Attenzione alle dimensioni del file immagine: uno dei fattori che influiscono (indirettamente) sul posizionamento è la velocità di caricamento della pagina.

Ma non erano 5 regole?

Dulcis in fundo, la regola meno tecnica, ma più importante, al punto da meritare uno spazio a sé…

5. Ricordate per chi state scrivendo

Tenete sempre a mente che non create i vostri testi per Google, ma per le persone in carne e ossa che li leggeranno.

Quindi: evitate di essere ridondanti e siate sintetici, dove possibile.

L’ottimizzazione è importante all’interno di un testo, ma vi sono alcune cose che lo sono ancora di più: la chiarezza, una sintassi adeguata, una grammatica impeccabile, uno stile di scrittura apprezzabile e personale ma, soprattutto, un contenuto che risulti interessante per il vostro pubblico di riferimento.

Non esiste esperto SEO o guida pratica che possa sopperire alla mancanza di un buon contenuto e di un pizzico di creatività. Purtroppo, o per fortuna (anche in questo caso, decidete voi).

Buona scrittura!

Autore: Valerio Maccarrone, Content Manager & SEO Specialist presso MioDottore.it, gruppo Docplanner, per il TagliaBlog.

Laureato presso l’Università di Catania in Storia della Filosofia, in Spagna ho lavorato come Account Administrator a Madrid per IBM (Settembre 2011-Settembre 2012), come redattore pubblicitario per Grupo Intercom (Maggio-Settembre 2011) e come SEO Copy freelancer. Rientrato in Italia, ho lavorato per Zoetis (Customer Service Specialist) e attualmente sono Content Manager e SEO Specialist presso MioDottore.it, dove curo il blog, l’outreach, i contenuti promozionali e parte del SEO on-page. Appassionato di Musica, Calcio, Letteratura (e di Henry Miller in particolare), Filosofia e Poker Sportivo.

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8 Comments

  • Eh sì, si tratta di una tensione continua, far “marciare insieme” i due punti di vista non è semplice!

    Per quanto mi riguarda, cerco sempre di chiedermi: se stessi cercando informazioni su quell’argomento, in quale forma vorrei riceverne? 🙂

  • aggiungerei:
    – quando possibile aggiungere un video o embeddarlo da youtube;
    – utilizzare una allocazione di Dirichlet (LDA = Latent Dirichlet Allocation):
    – mettere link ad approfondimenti / risorese utili di alta qualità.

  • Il costante aggiornamento dei meccanismi della SERP da un lato e la sempre crescente consapevolezza degli utenti dall’altro, sono due fattori inscindibili: i motori di ricerca sono di certo strumenti, pensati sì sulla base del linguaggio e del comportamento umano, ma che al tempo stesso li condizionano determinandone una evoluzione. Non penso quindi a una lotta, ma a una “semplice” dialettica 🙂
    @Andrea: eh si.. chiedersi in quale forma si vorrebbe ricevere informazioni su un argomento è decisamente fondamentale, almeno quanto il semplice “osservare”
    @Lorenzo: grazie mille! ho cercato di rendere – con parole semplici – il mio modus operandi.. che in questa branca alla fine non è altro che un punto di vista 🙂
    @Michele: sulle allocazioni LDA c’è veramente tanto da dire – è un argomento che a mio modo di vedere meriterebbe un post apposito. Per quanto riguarda l’embedding di video da YouTube o i link ad approfondimenti, penso che dipenda dalla natura del post (ma in linea di massima possono certamente essere utili accorgimenti).

  • Se è vero che il titolo è di estrema importanza, dato che è la prima cosa che una persona legge nei risultati delle ricerche, oppure quando si condivide un articolo su un social, esistono secondo te delle regole per renderlo più appetibile per un utente, non per il motore di ricerca?

  • Nell’articolo di Davide ci sono praticamente tutte le risposte.. Posso solo aggiungere: pensa al target cui è rivolto l’articolo e cerca di colpirlo “emozionalmente” – per ogni nicchia vi sono delle parole “magnetiche”, integrabili con utili accorgimenti come quelli descritti nell’articolo di Davide.
    E pensa a come integrare il titolo con i sottotitoli: personalmente, credo che i sottotitoli siano il luogo ideale dove “sfoderare” maggiore creatività.

  • Bell’articolo, soprattutto nel passaggio in cui si ricorda “l’eterna lotta”, che mi trovo a dover affrontare ogni giorno (e penso anche voi).
    A proposito di eterna lotta, farei un accenno anche a quella con il cliente, che non sempre sa di che si parla, e che quindi fatica a comprenderne le dinamiche (in questo articolo se ne parla un pò: https://www.webtre.com/blog/4-falsi-miti-sul-seo/ ).

    Quoto in pieno tutti e cinque i punti.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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