Quanti utenti devo avere per monetizzare il mio blog con i banner?

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Ieri (probabilmente a seguito del mio post di venerdì…) un lettore mi posto proprio la domanda che vedi nel titolo.
E’ il tipico quesito al quale si risponde con un bel “dipende” 🙂
OK (mi dirai), ma dipende da cosa?

Dall’argomento

Le grosse nicchie sono solitamente ricche di inserzionisti, quelle piccole un pò meno.
Mi viene in mente da un lato il turismo, che pullula di annunci contestuali e di programmi di affiliazione, e dell’altro la nicchia SEO, dove è molto più difficile trovare advertiser di qualità (almeno in Italia).

Dagli utenti

Parametro strettamente legato all’argomento è quello relativo alla tipologia dell’utente.
Più questo è evoluto e meno clicca sul banner: questa è la dura legge del web.
Pertanto, più ti sposti su un argomento tecnologico, e più troverai utenti abituati a “schivare” (se non addirittura ad ignorare) i messaggi che esponi sui banner.

Dal tipo di traffico

E’ bellissimo avere tanti utenti fidelizzati, ma la cosa può avere un piccolo svantaggio: l’utente fidelizzato conosce a menadito il layout del tuo sito (nonchè la disposizione e la tipologia degli annunci pubblicitari), e quindi sarà più propenso ad ignorarli, man mano che aumenta la sua frequentazione del blog.
Viceversa se la stragrande maggioranza del tuo traffico proviene dai motori di ricerca, è assai probabile che il CTR sui banner sia interessante.

Dal layout

Già, nel punto appena sopra accennavo al layout.
La regola vuole che i banner siano molto più visibili (e cliccati) se posti above the fold, o comunque ben integrati nei post.
Un layout più o meno banner friendly potrebbe quindi cambiare di parecchio la resa economica del tuo blog.

Dalla lingua

Ci sono mercati più evoluti, ed altri meno.
Parlando dal punto di vista dell’advertising e delle affiliazioni, il mercato anglofono è probabilmente quello più avanzato, anche grazie all’enorme numero di lettori e, di conseguenza, di editori.
Credo inoltre che alcuni popoli siano più propensi ad acquistare prodotti/servizi pubblicizzati online (nonchè a cliccare sui banner) rispetto ad altri (per esempio, ho notato che su alcuni noti blog in lingua inglese che promuovono coaching o ebook a pagamento, intervengono spesso utenti asiatici o indiani).
In Italia abbiamo un discreto numero di lettori, ma praticamente tutti gli editori sono “coricati” su AdSense e gli utenti sono ancora assai diffidenti ad acquistare qualcosa online, nonchè dotati di una cerca componente di “tirchieria”.

Riepilogando…

Potresti pensare che il mio suggerimento sia questo: scegli un argomento di massa, dove si muovono utenti piuttosto ignoranti, cercando di fare in modo che provengano solo dai motori di ricerca, camuffa i banner col contenuto e possibilmente non scrivere in italiano.
Sbagliato! forse la regoletta qui sopra può essere valida se punti ad un business “mordi e fuggi”, esclusivamente rivolto al “guadagno online”, basato su annunci CPC (come AdSense).
Ma se crei qualcosa pensato a durare nel tempo, dovrai necessariamente puntare alla fidelizzazione dell’utente, ad una grossa percentuale di traffico diretto e “di ritorno”, e a una raccolta pubblicitaria non necessariamente legata ad AdSense.

Concludendo?

Concludendo non c’è un numero minimo di utenti per iniziare a guadagnare.
Certo, probabilmente non potrà essere troppo basso (diciamo almeno 100 al giorno, giusto per sparare una cifra), e possibilmente ben distribuito fra utenti vecchi e nuovi.
Se sul tuo blog utilizzi AdSense, dovranno essere utenti propensi al click (e comunque dovrai disporre gli annunci in modo che siano ben integrati e visibili).
Se vuoi monetizzare tramite programmi di affiliazione, dovrai fare in modo che questi siano perfettamente in target, di grossa utilità per i lettori, e possibilmente ad alta remunerazione per te.
Chiudo con un ultimo suggerimento: pensa dapprima a creare con costanza buoni contenuti per almeno un paio di stagioni, e solo a quel punto, se noti un riscontro positivo da parte di utenti e motori di ricerca, prova in modo serio a monetizzare il tuo lavoro.
Se entro un annetto non avrai ricavato almeno i soldi per pagarti dominio e spazio web, significa probabilmente che non sei tagliato per gli affari… oppure che non hai applicato per bene i tips & tricks che trovi sul TagliaBlog 😀

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

39 Comments

  • Carissimi, da un mese circa ho aperto su blogger un blog che tratta d’informazione (news di politica, cronaca ecc.). Sono nuovo del settore , pero riesco a tirare su una media di 400 visitatori al giorno , la maggior parte proveniente da post che condivido su facebook. La domanda che vorrei farvi è : – ha margini di guadagno un blog del genere? Probabilmente per la stragrande maggioranza di voi la domanda potra’ apparire banale ma considerate, ripeto, che sono alle prime armi. Grazie a tutti

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  • Le basi della monetizzazione online sono sempre le stesse. inutile forzare troppo la SEO, Io resterei con l’imperativo di scrivere contenuti unici e di qualità e i guadagni arriveranno!

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  • Mamma mia… 2009, che bei tempi!!! Avessi iniziato a fare sul serio quell’anno, ora chissà dove sarei. Bellissimo. P.S: L’articolo è ancora attuale 😀

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  • su quello che si guadagna con un blog tipo 20 euro al mese si paga
    I V A il 20% e basta cosa dite giusto!!

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  • Credo che il dubbio di Stefano sia fondato: se uno sa fare, perché insegna?
    Non a caso esiste il proverbio.
    Personalmente non ho mai seguito corsi del genere, né gratis tantomeno a pagamento.
    Ho però scaricato di verso materiale sui temi qui affrontati. Anche a pagamento.
    Tutto sommato, in questo caso, non posso scagliarmi “contro” chi mette in vendita materiale significativo e ben organizzato. Insomma (sempre che non si tratti di una vera e propria truffa… ma questo è un altro discorso), non sono ideologicamente contrario a dispense, ebook e corsi, anche a pagamento.
    Tutt’altro discorso capire se questo materiale può DAVVERO aiutarti. Io credo che un buon ebook o un buon corso possano migliorare il livello culturale di una persona su un determinato tema. Ma non gli risolveranno mai nessun problema concreto, non gli sveleranno mai nessun segreto, non gli forniranno mai nessuna ricetta infallibile!
    besos

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  • Ritorno su questa diascussione con una domanda più che una opinione: in giro c’è tantissimo materiale sul come monetizzare, ma vedo che ci sono anche corsi, se vogliamo chiamarli così, a pagamento, non ultimo teachingsells.

    Ora mi viene il dubbio che il materiale “libero” non sia poi così di elevata qualità, visto che chi sa fare (o è riuscito a fare) tende oggi a vendere la sua conoscenza.

    Qualcuno di voi ha mai partecipato a questi corsi?

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  • concordo con marabini, tutti pretendono di insegnarti a “monetizzare” ma poi esempi pratici e soprattutto con cifre concrete niet

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  • Ci risiamo… cifre a tre zeri vuol dir tutto e non vuol dir niente: qualcuno prima o poi avrà il coraggio di scrivere, anche utilizzando pseudonimi:
    – il mio amico mairo con un blog sulle ciabatte ha fatturato 12.175 euro nel 2009
    – piero, con un blog sui confetti, sempre nel 2009 ne ha fatturati 11.171
    Giusto per sapere se almeno riescono a comprarsi le merendine.
    Non sono uno che attribuisce ai numeri la verità (anche con i numeri si possono fare i giochi di prestigio, dimostrare tutto e il contrario di tutto) ma è incredibile come i numeri non compaiono mai!!!!
    Trovatemi un santone del “come si diventa miliardari” che parla di numeri!
    Nella migliore delle ipotesi, ha paura di essere bannato.
    E tra l’altro, rispetto a qualche mese fa, ho pure rivalutato google: sicuramente sono i più corretti ed i più onesti in circolazione!
    Quantomeno, hanno chiarito ufficilamente la questione dell’Iva e poi la redditività di adense è oggi quanto di meglio trovi in circolazione.
    Spero che introducano al più presto altri servizi (videospot e quant’altro) così potrò davvero finalmente viverci con la pubblicità online.
    Qualcuno qua in giro fa 2milione di pagine al mese? Bene, perché, altro numerino che forse è vietato diffondere, una famiglia puoi cominciare a mantenerla dai due milioni di pagine al mese…
    non sto parlando di “diventare ricco”, e nemmeno di arrotondare uno stipendio fisso: sto parlando di una cifra lorda che, al netto dei costi e delle tasse, arriva con fatica allo stipendio mensile di un impiegato statale… tenendo presente che lo stato nonn licenzia, mentre nell’imprenditoria oggi sopravvivi e domani non si sa.
    besos

    Reply
  • E’ passato un pò di tempo, ma mi riallaccio volentieri a questa discussione…

    Con i blog conosco persone che guadagnano più che bene incassando tali cifre che hanno abbandonato le loro attività professionali per dedicarsi unicamente al blogging. Ad un blog a testa con cui a seconda dei periodi dell’anno alzano cifre a tre zeri ogni mese.

    Il trucco? Passione, la fortuna di essere appassionati di argomenti monetizzabili (non lo sono tutti) , la costanza e la pazienza di aspettare tali risultati.
    Un blog può far guadagnare bene chiunque ma non tutti possono guadagnare bene con un blog.
    Ci vuole talento e preparazione sugli argomenti che fanno più presa sulle masse e che puntino non al pay per click , ma al buy diretto 😉

    Parlando di facebook, trovo un pò ridicolo che si dica ancora che il sito non guadagni direttamente dalla pubblicità.
    Facebook è una macchina costata un pò per l’avvio che adesso ha un valore di oltre un miliardo di euro, già questo risultato raggiunto in pochi anni è un fattore di successo che ne decreta il valore economico e che sta facendo ridimensionare validi progetti come Myspace o windows spaces.

    Reply
  • Grazie Roberto.
    Purtroppo per ragioni familiari in questo momento non avrei il tempo per condurre il blog da sola e, per il momento, ho familiarità solo con Blogger.Il grosso de lavoro è pubblicizzare l’iniziativa e raccogliere adesioni.Ci vorrebbero almeno due o tre persone a dividere il lavoro con me.Io sono disponibile.
    Anch’io sono d’accordo che le tasse vanno pagate, ma quelle giuste.E’assurdo che tra inps, partita iva e varie, una persona che inizia si trovi subito 4000 euro circa di spese all’anno.

    Reply
  • Cara Francesca, se apri il blog lo appoggio. Anche se non il problema mi riguarda soltanto in parte. Io sono uno che di internet ci vive (poi racconto come) e le tasse le deve/vuole pagare.
    Da questo punto di vista, la cosa più scandalosa è che Google non abbia organizzato in Italia un sistema per chiarire il problema: devo calcolarmi l’Iva da solo, emettere fattura, spedirla ad un indirizzo che si trova su qualche blog, sperare che prima o poi mi rimborsino l’Iva. Ma non lo garantiscono. Perché non spiegano come fare fin dalla home page di Adsense? Cosa fanno i dipendenti google di Corso Europa a Milano? Io aspetto ancora un paio di mesi, poi vado dalla GUARDIA DI FINANZA.
    Sì, l’ho scritto maiuscolo, cioé l’ho urlato, perché spero che Google se ne accorga. Avete notato che mi firmo con nome e cognome? Qualcuno dubita che porterò la finanza negli uffici di Google? :-))
    Quanto a Robin Good, è sicuramente un genio. Ma i soldi li fa con la versione inglese del blog. E poi è stato fra i primi (il che nella comunicazione è essenziale: vedi il caso della “milion dollar home page”). E poi fa anche le conferenze all’università (a pagamento). E poi nel suo blog non riesci a trovare i confini fra quello che scrive la sua redazione, quello che è copiato in giro per il mondo, quello che è pubblicità… Insomma, torno a quello che diceva aghost: quale è il limite della furbizia?
    C’è un tizio, che ieri si è dimesso dal consiglio di amministrazione di Repubblica, dopo esserne stato amministratore delegato per quasi trent’anni, che da un mese ha creato un quotidiano online…. senza scrivere una riga, soltanto aggregando contenuti. Se lo fa un blogger, chissenefrega, se lo fa lui… lo stanno prendendo per i fondelli da ogni parte del mondo! Dove vai aggregando notizie, pistola! Se ti va bene, sottopagando un paio di schiavi/aggregatori, ci paghi le merendine ai nipoti!
    Insomma, ragazzi, toglietevelo dalla mente: non c’é trippa per gatti!
    Per poter vivere di internet, oltre agli utenti ed all’advertising di google e di qualche altra concessionaria, devi soprattutto AVERE UN SERVIZIO O UN PRODOTTO DA VENDERE E CHE QUALCUNO E’ DISPOSTO AD ACQUISTARE.
    Questa regoletta comincia finalmente ad emergere…
    besos

    Reply
  • Mobilitiamoci contro la partita iva e i contibuti inps.Che ne dite?Iniziamo?Magari su Facebook e creando un blog apposito?

    Reply
  • Ripropongo di creare una mobilitazione per una normativa fiscale più equa per gli online publishers.Se non ci facciamo sentire, non lamentiamoci.
    Che ne dite?Iniziamo?Magari su Facebook e creando un blog apposito?

    Reply
  • Roberto, tu stai dicendo a tutti che per avere 50 euro al mese bisogna sbattersi 10 ore alla settimana. In base a cosa lo dici? In base a quale tua esperienza?

    Io non ho un blog con 500 visitatori al giorno. Ne faccio molti di più. E con molti non intendo 550. Quello che ho scritto, l’ho scritto perché i 50 euro al mese li ho presi, non mi sono sbattuto per prenderli (anche perché avere un blog, se piace, è divertente) e non mi facevano schifo 600 euro all’anno da usare per qualche mio interesse.

    Facebook è in perdita: non mi aspetto altro. Avete mai usato facebook? Facebook non esiste più per hobby di uno studentello, esiste come società che dovrebbe guadagnare (almeno per pagare i dipendenti). Dove è il loro sistema per guadagnare? Io nelle pagine di Facebook non lo vedo proprio. E se io non lo vedo, che sono un utente che dovrebbe farli guadagnare… devono per forza essere in perdita.

    Reply
  • credo sia il sogno di tutti gli appassionati di internet mandare affanculo il capoufficio e vivere di blog 🙂

    Purtroppo credo sia per l’appunto solo un sogno, perlomeno in Italia. Dicono che con un blog da 100.000 utenti/giorno in USA si ricava uno “stipendio” da 75.000 euro, che non è affatto male! Non so se queste cifre sono realistiche, ma gli USA per noi sono un altro mondo, senonaltro per i numeri in ballo, per la mole di traffico.

    Per quel che mi riguarda ho aperto il blog solo per passione, all’inizio per vedere come funzionava, e di certo oggi non mi sbatto più di tanto. Faccio un post ogni 2-4 giorni, e solo quando mi pare di avere qualcosa di decente da scrivere. Mi piace confrontare le mie idee coi miei lettori.

    Non sono una blogstar ne mai lo diventerò (navigo intorno alla 350esima posizione su BB) perché sono costituzionalmente allergico alle consorterie, non mi piace farmi vedere, non vado a cene, feste, blogfest, eventi di telecom o altre grosse aziende.

    Constato peraltro che neppure le cosiddette blogstar campano di blog, ma hanno tutte un altro lavoro con cui si guadagnano la pagnotta (Grillo fa il comico, Mantellini il radiologo, Sofri e Gilioli i giornalisti..).

    Ho fatto riferimento ai 50 euro così per dire, magari potrebbero essere anche meno :). Ma per cifre simili non vale la pena, secondo me, entrare nella spirale della “cupidigia”, finisce che scrivi non perché hai voglia ma per tenere la media e magari aumentarla.

    Fosse per 2000 euro al mese, allora se ne potrebbe riparlare 🙂 Del resto, a quel che mi risulta, l’unico che campa di Internet (e non so quanto bene) è Robin Good. Ma lui è un’eccezione (oltreché molto bravo e competente nel suo campo). Se c’è riuscito solo lui, e forse pochissimi altri, probabilmente vuol dire che cavar lire o euro da intenet, dal blog, dal forum o che so io, tanto da poterci campare, non è cos’ semplice. Anzi.

    Reply
  • Stefano, con tutto il rispetto, ma… ti pagano per dire turlupinaggini?
    Mi piacerebbe proprio se chi ha un blog come quello di aghost, cioé con almeno 500 utenti al giorno, intervenisse sul tema per dire: “Sì, ha ragione Stefano: non faccio nulla per guadagnare 600 euro all’anno!”
    Signori: adesso apro un blog. “come diventare miliardari facendo il contadino!”
    Sarei più onesto: perché se metti giù qualche fragola domani (23 aprile 2009), fra un paio di mesi ti metti a bordo strada per vendere le fragole nate in tre metri quadri di terreno e guadagni molti di più!
    Magari, se sei furbacchione, metti su un blog e racconti che con tre metri quadri si fanno i soldi! Poi ti fai quotare in borsa, e via che ti inchiappetti i risparmi di milioni di pirlotti nel mondo.
    Proprio oggi il sole24ore ha confessato che facebook è in perdita. allora consolatevi se il vostro blog da 500 utenti al giorno (che è un miracolo! Roba che nella old economy valeva già 100milioni di lire…) mette insieme 50 dollari o euro chissenefrega al giorno!
    Stefano, dimmi la veirità, anche se ti banneranno: credi davvero che sbattersi anche solamente dieci ore la settimana valga 50 euro al mese?
    E c’é qualcuno che guadagna davvero questi soldi sbattendosi dieci ore la settimana?
    Dai, dai…. così mi spiego perché non c’è nessuno che risponde alle email inviate a google! Sono tutti impegnati (e pagati) a scrivere vaccate per convincere la gente ad aprire nuovi blog!!!
    Quasi quasi, sono contento di vivere in Italia: perché paradossalmente in questo paese al rallentatore può venir fuori la verità: metti che arrivo a scoprire gli altarini di google italia… potrò scegliere: o divento miliardario per stare zitto o qualche risparmiatore ci rimette le penne…
    Secondo me, a parte qualche attacco dii virus, divento miliardario! Cercatemi su internet e scrivetemi: condividerà con voi il premio. E vediamo se mi pubblicano su questo blog.

    Reply
  • 50 euro al mese? Per chi prende magari 1000 euro al mese sono il 5% in più di stipendio, che non è poco. Sono 600 euro all’anno: qualcosa ce la comperi, magari ti paghi una rata del mutuo e così ne hai solo 11 da prelevare dal tuo stipendio.

    Ovvio che il tutto dipende dal valore del denaro che uno ha…

    Reply
  • Ciao Aghost,
    sappi che un bloggarello da 500 utenti al giorno è un megablog! Anche su questo sarebbe necessaria trasparenza…
    C’é in giro gente che pontifica e che ci guadagna (perché viene chiamato a conferenziare) avendo blog molto meno significativi.
    Questo è il problema: raccontare palle, o meglio… non raccontare i numeri reali, serve a mantenere in vita i pontefici del “come si fa un blog, come si diventa ricchi, come fare webmarketing” e chi più ne ha, più e metta.
    Mi ritengo un analfabeta e un ingenuo. Tant’é che ho avuto il sospetto che proprio il mio primo intevento in questo post, contrario alle regole di Adsense (che non conoscevo) fosse stato la causa di una sorta di bannamento da parte di google nei miei confronti: dalla sera alla mattina, il 50% di visite in meno. Poi ho pensato: se fosse vero, altro che nazismo! Poi ancora ho pensato vuoi vedere che Google non c’entra niente, e invece sono i blogger del “come si diventa ricchi” che si autovisitano e fanno in modo di bannarmi? Poi ho pensato ancora: e chissenefrega! Ho raggiunto in sei mesi i 18mila utenti al giorno. Con un atro sito, che mi hanno letteralmente rubato, ne avevo raggiunti 34mila… sempre in un giorno solo: anche se sono un ignorante, forse qualcosa so fare!
    Per tornare alle perplessità di aghost… mia nonna mi ha insegnato gli stessi principi cui fai riferimento. E ci credo ancora. Però ho tolto le cornici agli annunci di Adsense e ci ho guadagnato il 30% di click. C’é genteche ammazerebbe per aumentare la redditività della propria azienda del 30%. Io ho fatto un ragionamento diverso: con Adsense e con l’advertising online si guadagna pochissimo, proprio perché Google e gli altri concessionari mettono in conto che una gran parte dei click sono generati per errori da utenti disattenti (quello che nel gergo degli esperti di marketing si definiscono… imbecilli?).
    Insomma, togliendo le cornici agli annunci fai un torto agli imbecilli. e potrebbe essere un problema. Ma non ne fai nessuno alle persone sensate. e soprattutto, rientri di un minimo di redditività rispetto ai calcoli statistici di google e delle altre concessionarie: perché regalare tutto ai disonesti (e ce ne sono tanti, malgrado le regole di adsense: una cosa è il rispetto delle regole, un’altra la giustizia).
    In bocca al lupo.

    Reply
  • Io col mio bloggarello faccio circa 500 visite al giorno di media (calcolate su un anno), ma leggendo in giro mi sono convinto che non c’è trippa per gatti. Forse mi sbaglio, ma star li a sbattermi per 50 euro al mese a mettere la pubblicità mi fa passare qualsiasi voglia.

    Piuttosto ho visto che tantissimi “camuffano” i banner annegandoli nel testo ed eliminando qualsiasi elemento grafico che li faccia distinguere….

    Ok, qualcuno ci cascherà, ma è corretto? A me queste furbizie danno un certo fastidio…

    Reply
  • Come dicevo, la dichiarazione nel 730 non è regolare perché il “lavoro” con AdSense figura come una attività continuatica e quindi imprenditoriale. Ma per quelle cifre è difficile che qualcuno venga a rompere le scatole, visto anche che vai a pagare tasse invece di fare tutti in nero. Ovviamente uno si prende i suoi rischi: meglio in nero così nessuno vede nulla o meglio dichiarare ma con una dichiarazione di fatto scorretta?

    W l’Italia e il sostegno alle piccole iniziative.

    Ovviamente per i contributi, conviene far aprire la partita iva ad esempio al marito, alla moglie o ad un genitore che lavora se non si vogliono pagare i contributi inps.

    Reply
  • Purtroppo le cose non stanno così.Ho telefonato al ministero e mi hanno detto che c’è obbligo di aprire partita iva come impresa.
    Se non sei dipendente i contributi sono, come minimo,2800 euro all’anno.

    Reply
  • Riguardo la partita IVA per i mini guadagni. Innanzi tutto potete dichiararli come redditi aggiuntivi nel 730. La legge non è chiara in merito ed in teoria non si potrebbe, ma anche quelli di SprinTrade indicano di fare così (se si sta sotto i 5000/anno).

    Altrimenti si apre una partita iva con il regime dei minimi (max fatturato 30000/anno), è esente dal regime iva, quindi niente contabilità scadenze e casini vari.

    Se sei dipendente non devi dare i contributi inps perché hai già una posizione inps.

    Paghi secco il 20% sugli introiti e non cumula con altri introiti da lavoro dipendente.

    Reply
  • Mi scuso se è un pò Ot, ma ritornerei sul problema della partita iva.Non sarebbe il caso di mobilitarci tutti per una legislazione diversa per questi mini guadaagni? tra una storia e l’altra(previdenza ecc) la messa in regola costa circa 5000 euro all’anno.Insostenibile per i più.Magari si potrebbe cominciare con un gruppo su Facebook.

    Reply
  • Io la prima cosa che faccio appena apro un nuovo blog, è quella di inserire Adsense e tutte le affiliazioni in linea, per iniziare il test “grafico” nel senso che cerco di adattare gli annunci o banner per capire da me il blog è gradevole o un pugno in faccia, senza aspettare che anche raggiungendo i 100 visitatori al giorno perda denaro perchè magari adsense non è contestuale, o non è ben integrato… tutto qui

    Reply
  • Ora vi racconto una ricetta controtendenza:

    – singolo blog con argomenti diversi e disparati
    – blog con post con keyword che concorrono tra di loro perché scritti senza regole
    – solo in italiano
    – due colonne con quella “minore” praticamente vuota

    Provate questa ricetta, ovviamente dovete anche scegliere un ventaglio di argomenti “diversi e disparati”. Non parlate di tecnologia che non funziona.

    Perché? Perché le nicchie sono molto remunerative ma difficili da aggredire (a meno che non siano vuote… e se sono vuote difficilmente quelli di noi che scrivono qui sono esperti di una nicchia vuota).

    15$ al giorno, non ti mantengono, ma se ti impegnano per un due post alla settimana, sono poco meno di 5500$ all’anno (io faccio sempre i conti sull’anno) e probabilmente sono (in proporzione) molti di più di quanto guadagnato con un lavoro normale di 8 ore al giorno.

    Chi non concorda, o è un Agnelli o lo picchio!!! 🙂

    Reply
  • @Roberto Marabini: penso che le cifre di cui si parlava nel post erano relative a blog hobbistici… quindi cifre hobbistiche. 😉

    Io dopo un anno di “multi blogging” (seguo, cioè, più blog, e alcuni sono completamente in inglese, dove ospito le traduzioni del blog in italiano), sono arrivato ad una media di 13-14$ al giorno (è importante parlare di medie… e resta comunque una cifra hobbistica). Scrivendo… 1 post ogni 4 giorni circa (e cercando di essere originale).

    Per guadagnare di più, dovrei anzitutto iscrivermi ad altri programmi pubblicitari (non solo adsense) che paghino in euro, e scrivere più di 2 post al giorno (sperando che qualcuno si posizioni… e perdendo un po’ di originalità). 😉

    Al che, però, non sarebbe più un hobby 😉

    Reply
  • Caro notoriousxl,
    non soltanto apprezzo la forma e la sostanza di tagliaerbe, ma anche la tua e concordo pienamente.
    Anch’io “fra le righe” ho scritto: “non fatevi prendere in giro: se nessuno vi dice quanto si guadagna è perché con il vostro piccolo blog non si guadagna una mazza! Oddio: 100 utenti – e sono tanti – sono 60 dollari ovvero 40 euro al mese e ci andate al cinema! Valutate voi… ma sappiate che lo… scarso… businnes di chi vi da consigli su come guadagnare su un blog cadrebbe miseramente se questi numeri fossero di dominio pubblico.”
    Perdonatemi lo sfogo. Ma mi piacerebbe davvero se qualcuno riuscisse a dirmi che la mia regoletta non è applicabile al suo caso. Magari, perché ha ottenuto risultati migliori: sarebbe davvero un bel segno per sperare che internet possa diventare adulto e non una continua forma di specualzione sulle speculazioni…
    Vi voglio bene, ma voglio più bene ancora alla trasparenza ed alla correttezza.

    Reply
  • @Roberto: come è chiaro dal post del TagliaErbe, ci sono troppe variabili (i titoli dei vari paragrafi) in questo settore per avere la “regoletta”. Inoltre molti in rete non possono dare numeri precisi perché (come me) utilizzano solo Google Adsense, che permette di pubblicare solo i ricavi totali, e non parametri quali CTR e ECPM.

    Comunque, posso assicurarti che, tra le righe ha dato dei consigli preziosissimi – se vuoi leggerli in quest’altra chiave:

    1) aprire più blog di argomenti diversi, in modo tale di poter contemporaneamente parlare di ciò che ci piace, e ciò che invece può farci guadagnare (argomenti le cui pubblicità diano ricavi medi per click più elevati);

    2) alcuni di questi blog dovranno essere “per newbie” (che cliccano di più… e aumentano il CTR);

    3) focalizzati sugli accessi dai motori di ricerca, quindi: posizionamento + scrivere tanti post che si posizionino per keyword differenti e non concorrano tra loro

    4) usa template a 3 o 4 colonne, in modo da poter portare più elementi possibili (banner o navigazione) in alto

    5) traduci in inglese e se puoi in altre lingue

    A me sembrano consigli validi, al di là dei numeri 😉 E preferisco questi consigli piuttosto che una regoletta inapplicabile (ho un sito da poco più di 100 visitatori da google al giorno che guadagna quasi quanto un altro da 1500) 😉

    Reply
  • Ho il massimo rispetto per tagliablog e soprattutto per il suo stile. però, ancora una volta, non sono venuti fuori i numeri…
    …è incredibile, ogni editore online impazzisce un paio d’anni prima di capire i numeri della redditività di internet. E poi quando li capisce se li tiene per sé.
    Non prendete per universale la regoletta che invece ho ricavato con la mia esperienza. L’ho confrontata con quella di altri editori piccoli, medi e grandi. Non è stato facile, ma questo è il risultato: si portano a casa dai due ai tre dollari ogni mille pagine visualizzate.
    Questo parametro migliora per i siti piccoli e peggiora per quelli grandi.
    Cioé se hai cento utenti al giorno e questi visualizzano cinque pagine a testa, totalizzi 500 pagine: forse riesci a mettere in cassa un paio di dollari.
    Ribadisco: concordo pienamente con tutto quanto scritto da tagliaerbe, ma alla fin fine, questi sono i numeri. O meglio: mi piacerebbe sapere, una buona volta, se qualcuno registra parametri sensibilmente diversi.

    Reply
  • E’ una domanda che mi sono sempre fatto.. ottimo post.. per niente scontato e molto utile a mio parere!

    Reply
  • @satollo: infatti, sarebbe ora che contemplino l’attività di “online publisher”, sia piccoli che grandi 😉

    Reply
  • Ah, lo dicevo solo da un punto di vista legislativo. Anche se tu ci tiri solo 100 dollari all’anno, mi diceva il commercialista che non può essere configurato come attività occasionale da inserire negli altri redditi del 730. A quel punto conviene non dichiararli 🙂 perché la dichiarazione sarebbe errata il che è peggio che tacere.

    Poi c’è chi dice che se li dichiari negli altri redditi, visto che in ogni caso paghi tasse, nessuno viene e romperti gli zebedei e stai tranquillo magari un giorno uno ti chiedesse da dove viene quel boonifico… 🙂

    Solite cose all’italiana: legislazione che non inquadra in modo chiaro e semplice queste micro attività con micro redditi… 🙂

    Reply
  • @Satollo: perché off topic? 🙂

    Penso che il discorso sia in tema, invece. Perché, a quel punto, le 100 visite al giorno convengono a qualcuno che ha già PIVA (e altre attività, magari correlate), e non a chi ha solo quel blog e spera di tirarci su qualche dollaro 😉

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  • Andiamo off topic, ma non credo esista una soglia per non aprire partita iva. La vendita di spazi pubblicitari è considerata attività imprenditoriale continuativa, quindi è difficile a voler essere precisi farla passare come collaborazione occasionale.
    In ogni caso, la cosa va poi dichiarata nel 730 e si accumula con lo stipendio, ovvero ci paghi dal 23 percento in su di tasse, di solito (o quello che è).

    Conviene considerare una partita iva con regime dei minimi a questo punto :-).

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  • Post interessante. 🙂

    Se è vero che fino ad una certa soglia non occorre aprire partita iva, terrei in considerazione anche questo fattore.

    Se col blog, cioè, si guadagna troppo per denunciare gli incassi come prestazioni occasionali, ma si guadagna troppo poco per “rifarsi” dei costi della PIVA (cioè, si è troppo vicini alla soglia), io ridurrei i banner (o cambiare il loro posizionamento), in modo da ritornare sotto la soglia. In attesa di un considerevole aumento di traffico. 😉

    Poi ovvio, se è vero, come qualcuno afferma, che sia sempre e comunque attività di impresa, indipendentemente dagli incassi, il mio discorso non regge… XD (ma, a quel punto, non bastano più neanche i 100 visitatori/giorno dai motori) 😉

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  • Secondo me bisogna mettersi nei panni dell’inserzionista per capire quale beneficio può trarre dal banner inserito nel nostro sito. Facciamo l’esempio di un blog con 100 visitatori al giorno e 200 pagine viste, il banner viene esposto 200 volte al giorno e riceverà non più di 1-2-3 click al giorno… è utile una pubblicità di questo tipo? NI, dipende dal blog e dalla sua “importanza” nel web. Nello specifico, promuovere il proprio brand all’interno di un sito noto e considerato “autorevole” è utile indipendentemente dal numero di click ricevuti. Infatti, i click ricevuti da un sito con poco traffico probabilmente non saranno sufficienti a generare un numero di conversioni (vendite) sufficiente a recuperare l’investimento pubblicitario. Ciao!

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  • La storia del fare un sito ricco di contenuti è sempre valida. Ma nulla toglie che si possa fare un blog solo per guadagnare con contenuti scadenti ma ben posizionati. E sono in tanti a farlo sia in Italia che all’estero.

    Per quanto riguarda il layout, ma mia opinione è che annunci sulla spalla destra di un sito siano totalmente inutili, meglio nella spalla sinistra e nel centro.

    Togliere gli annunci dalla spalla destra può aiutare e recuperare qualche clic che varrebbe poco.

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  • Penso che per prima cosa sia importante creare un blog con contenuti validi. Per fare questo bisogna amare ciò che si fa e non fare un blog solo per guadagnare. Dopo arriveranno sicuramente le visite e quando ci saranno i numeri il guadagno arriva con molta facilità.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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