Quante parole chiave inserisci quando cerchi su un motore?

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Un monitor dove scorrono le query di Google in tempo reale

Passa il tempo, gli utenti della Rete evolvono, e il loro modo di cercare sui motori cambia.

Crescono, in pratica, le query più lunghe e complesse, e diminuiscono quelle sotto i 3 termini… anche se un fatto recente potrebbe ribaltare questa tendenza 🙂

Ma andiamo con ordine.

L’avanzata delle lunghe query

Hitwise ha pubblicato di recente due tabelle pressochè speculari:

Percentuale di ricerche effettuate sui motori in base al numero di keyword

Possiamo notare chiaramente 2 filoni:
– da un lato, abbiamo le ricerche che contengono fino a 3 parole chiave. Occupano ad oggi una quota vicina al 65% del totale, ma stanno decrescendo in modo costante.
– sull’altro fronte, abbiamo le ricerche da 4 termini in su. E’ vero, interessano solo 1/3 del totale, ma le percentuali crescono in modo importante, soprattutto con l’aumentare del numero delle keyword.

Se i dati esposti qui sopra ti stanno facendo immaginare qualche astuta strategia SEO legata alla long tail, leggi attentamente il resto del post: qualcosa, infatti, potrebbe invertire il trend….

“Google becomes more local”… e le query si accorceranno?

Dal 6 Aprile Google ha annunciato di essere un pò più “local”, grazie ad una sorta di geolocalizzazione delle query (effettuata tramite il riconoscimento dell’indirizzo IP di chi effettua la ricerca).

In pratica, Google prende l’IP dal quale stiamo navigando, lo risolve e prova a restituirci una SERP (e, probabilmente, anche dei link sponsorizzati) “locale”, più rilevante e pertinente di una “generalista”.

Premesso che la cosa NON sembra funzionare in Italia (se non in modo molto approssimativo, o a volte completamente fuorviante), il rischio che intravedo è quello di invogliare l’utente ad effettuare ricerche “mono-keyword”: inserendo hotel, ristorante, banca, dentista potremmo ottenere in futuro SERP (più o meno) precise e localizzate.

Spegneremo il cervello, inseriremo una singola parola chiave, e spereremo che Google faccia tutto il resto.

(P.S.: credo comunque ci sia ancora molto da lavorare. Cercando “hotel” dal mio PC situato in provincia di Varese, mi vengono suggeriti degli alberghi nei pressi di Pastrengo (VR) 🙂 ).

Ricerca locale su Google... dal risultato un pò approssimativo

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16 Comments

  • anche se funzionasse meglio potrei capire “dentista”, ma “hotel” non ha senso che ti dia risultati locali. Se cerco un hotel, non è certo nella città dove vivo o nei suoi pressi 😉

  • @Tambu: hai perfettamente ragione 🙂 La cosa strana, però, è che ottengo lo stesso risultato anche cercando “ristorante” e pure “banca”: sembra che faccia di tutto per mandarmi a Pastrengo 😀

  • Ma è proprio strano.. anche io che ho il pc in provincia di Brescia se cerco hotel, banca o ristorante, mi manda a Pastrengo!!

  • A me ‘sta cosa della localizzazione non piace.
    A parte le conseguenze negative lato SEO, mi sembra che spingano l’utente a pensare ed agire in modo innaturale quando fa una ricerca.
    L’utente medio ha ormai interiorizzato il fatto che se vuole localizzare geograficamente una ricerca deve scrivere keyword + città.
    In questo modo lo si spinge ad un passaggio mentale in più: se voglio cercare nella mia città è sufficiente che scriva keyword1, altrimenti devo aggiungere la città. Uno step in più inutile.

    PS: a me che sono posizionato a Piacenza il sistema funziona bene 🙂

  • Secondo me la tendenza alla long tail è un fattore molto positivo di comportamento dell’utente. In questo modo più siti anche un po’ più di nicchia possono riuscire ad avere buone visite (vi faccio l’esempio della serp competitiva di “hotel rimini”).
    Il discorso della geolocalizzazione è un bene e un male, non dovrebbe secondo me ribaltare il modo dell’utente di fare ricerche anche perchè sembra sia solo nelle mappe. Quindi uno che cerca ristorante vede i ristoranti di Rimini, ma negli organici risultati non pertinenti. Quindi deve ripetere la ricerca per “ristoranti rimini”.
    Dopo un paio di volte anche l’utente medio si accorge che in certi casi scrivere una parola poi lo riporta a rifare una nuova ricerca con due o più.
    L’esempio con ristoranti forse non è molto calzante..però inizia ad avere già un po’ di senso…
    Per lo meno è come la vedo io….
    Ciao a tutti…

  • ciao, credo che l’aumento delle query con molti termini possa anche essere indice dell’arrivo sul web di una nuova fetta d’utenza meno “tecnologica”, cioe’ persone che effettuano ricerche ponendo direttamente la domanda nella sintassi tipica della lingua parlata.

  • il mio ip veneziano viene “risolto” a Milano… è andata meglio a te! 😉

  • Come hanno detto anche gli altri, google e localizzazione credo che dipenda dal caso. Nella maggior parte dei casi che cerco qualcosa, non lo cerco nella mia zona. Se cerco appunto hotel, specifico dove lo cerco, di certo non vicino casa. La cosa funziona sul mobile in quanto a GPS, cerco una pizzeria e mi sta bene…ma sul web mi sembra una cosa assurda e forse una notizia poco attendibile.

  • Concordo con Marlenek. Google è universale e tutti sono convinti di poter avere una risposta da Google. Si va dai viaggi, settore avanzato che implica una conoscenza minima di base (perché si deve cercare, prenotare, fare operazioni di pagamento online), fino alle cure “domestiche” per i piccoli mali, passando ovviamente per il cinema, i libri e tutto il genere di curiosità dello scibile umano.

    Ovvio, sul lato SEO sarebbe “pericoloso”, ma non su quello turistico, come detto benissimo nel primo commento. In ogni caso il risultato influenzato dal “local” sarebbe quello legato a stringhe di ricerche univoche, non specifiche, in controtendenza con l’aumento delle frasi. Se la tendenza è scrivere sempre più parole, una di queste, sono pronto a scommetterci potrebbe essere sempre la località…

  • Scusate, mi sono espresso male, per poco attendibile intendo che è una notizia, proprio come specificato nel forum, poco pratica per la maggior parte degli utenti pratici in quanto non ci si può basare sul numero di IP, almeno qui in Italia.

  • A parte il fatto che il mio Google è più inteligente, mi chiede il CAP.
    Ho letto da qualche parte conferme su quando un commento esponeva, ovvero:

    “la domanda nella sintassi tipica della lingua parlata”

    L’idea credo in testa a quelli di Googleplex sia proprio in questa direzione, dare risultati al “senso” della ricerca.
    Per quanto rigurda le query con molte più chiavi, ritengo che sia una evoluzione importante dell’utilizzatore medio, maggiori chiavi inserisce più specifica è la domanda al quale cerca risposte da Google.

  • Una nota sul fenomeno dell’aumento della lunghezza delle query: una responsabilità massiccia potrebbe averla avuta l’introduzione di Google Suggest e di strumenti analoghi di suggerimento query.

    Ormai il web ne è pieno: motori di ricerca, toolbar, campi di ricerca dei browser, ecc.

    Se da un lato è vero che la geolocalizzazione delle query “local” potrebbe indurre gli utenti a scrivere meno, contate che l’influenza del “suggest” è invece allargata a tutte le tipologie di ricerche, anche quelle non “local”.

    Io ho in cantiere un’analisi delle query generate grazie all’uso di Google Suggest, spero di riuscire a presentare i risultati al più presto. 🙂

  • Sicuramente dal punto di vista SEO una prospettiva di questo genere in cui l’IP influenzi i risultati delle ricerce potrebbe in futuro risultare pericolosa. Ma per quanto riguarda il discorso delle long tails, nel tempo credo si potrebbero ottenere dei risultati di conversione decisamente migliori, anche perchè bisogna comunque considerare che più passa il tempo e più anche gli utenti “generici” acquisiscono via via maggiore esperienza anche nei termini e nelle modalità di ricerca.

    Ovviamente non si poteva non fare un test su “Hotel”. Qui da Mantova dà come risultati la provincia di Brescia (neanche malaccio!) 😉

  • Qui a San Giovanni Rotondo, il paese di Padre Pio, in provincia di Foggia, invece, alla voce HOTEL mi da un sacco di siti di prenotazione e nella prima pagina in decima posizione:

    Kaulitz e Tokio Hotel perseguitati dalla fan del pugno‎ – 18 apr 2009
    Dopo la notizia sul gesto violento del chitarrista dei Tokio Hotel nei confronti di una groupie ventunenne, ecco arrivare dalla stampa tedesca alcuni …
    FullSong.it – your music magazine – 44 articoli correlati »

    che è un gruppo rock mi pare, ma non garantisco.

    e aggiungendo il codice postale 71100 che è quello di Foggia, oltre ai siti di prenotazione, mi da un sito di un gruppo di ristoranti dell’Emilia Romagna e Hotel Rimini

    Non ho controllato a che pagina si trovano gli Hotel di Foggia, ma questo sistema mi pare una cretinata.

  • Considerate anche un’altra cosa: io vivo a pesaro ma mi collego con una chiavetta vodafone che da un indirizzo ip che mi vede collegato da Milano: come farà google in questi casi ? Per me ci sarà un indietrotutta su questa politica. Eppoi le ricerche a 3 keywords offrono risultati accettabili: ristorante elegante cattolica, ristorante carne rimini ecc. i risultati sono pertinenti

  • considerazioni simili sull ‘IP. il mio abbonamento adsl alice businnes mi dà collegato da Roma mentre fisicamente il rouer ed io siamo a milano per cui tanti saluti alla geolocalizzazione

    singolare che in google analitycs mi venga indicato PASTRENGO a una decina di km da MILANO !! Ho promosso una campagna ADWORD nel raggio di 25 km da milano e proprio da Pastrengo ho visitatori !!!

    Ne sapete qualcosa ?

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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