Quali articoli scrivere per guadagnare col Paid to Write?

Paid to Write: pagato per scrivere

Mondo Informatico è uno dei tanti siti italiani (anzi il primo, in ordine di tempo) che permette di guadagnare scrivendo articoli: in pratica, in ogni pezzo pubblicato vengono esposti gli annunci AdSense dell’autore (nella misura dell’80%), permettendogli di accumulare una piccola somma per ogni click effettuato sui banner dai lettori.

“OK” – mi dirai – “ma quanto si può arrivare a guadagnare?”

6 dollari ad articolo

Di recente Tuonorosso (webmaster di Mondo Informatico, che conosco da parecchio tempo) ha reso note le revenue incassate da uno dei suoi articolisti nel corso del 2008.

ARTICOLI SCRITTI: 45
GUADAGNO ADSENSE: 275$
MEDIA ARTICOLO: 6.1$

Tanto? poco? non voglio fermarmi a riflettere sulla “media articolo” (vicina comunque a quanto offerto da parecchi noti blog per un singolo post), quanto sulla tipologia.

Lungo vs Corto

Tuonorosso dice infatti che il suo utente ha scritto principalmente “Guide e Tutorial”.
Incuriosito dalla cosa, mi sono fatto dare un accesso momentaneo alle statistiche di Google Analytics, ed ho estratto i numeri di una tipica guida ed di un tipico articoletto; iniziamo ad analizzare quest’ultima tipologia:

Accessi ottenuti da un articolo molto corto

La classica fiammata: articolo di poche righe in grado di ricevere interesse (e quindi accessi) solo per poche ore, per poi spegnersi come un fuoco di paglia. E pochi accessi = poche probabilità di click sui banner = pochi soldi.
Osserva invece questa immagine:

Accessi ottenuti da un Pillar Article

Stiamo parlando di un pezzo scritto il 27.03.2007, che ha ricevuto nel corso del 2008 oltre 40.000 visite… e la cosa più incredibile è che gli accessi tendono addirittura a crescere col passare dei mesi!

Conclusione

La lezione che possiamo imparare è molto semplice: per monetizzare con il Paid to Write devi puntare sui Pillar Article, ovvero articoli autorevoli, lunghi e ben sviluppati, con all’interno liste di consigli pratici e che siano, possibilmente, timeless.

Tali articoli avranno l’ulteriore vantaggio di raccogliere nel tempo nuovi link, con la conseguenza che scaleranno pian piano i motori di ricerca ricevendo così con costanza nuove visite da utenti propensi al click (l’utente proveniente da un motore è infatti solitamente molto più “cliccoso” di un utente fidelizzato): nel caso in questione, il solo traffico proveniente da Google ha superato i 36.000 accessi in 12 mesi, ovvero il 90% del totale.

Riassumendo, pillar article = link = visite = click = soldi: pensaci quando stai per scrivere un pezzo per il tuo Paid to Write preferito… o anche un post per il tuo blog 😉

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33 Comments

  • per la frasetta di chiusura… beh, ci rifletterei un po su 😉

  • Bisogna avere un cervello molto aperto e non farsi deprimere dal basso guadagno, ma dalle visite che si possono ricevere al proprio blog, altrimenti se uno si preoccupa del compenso misero e dice non scrivo, dopo manco visite riceve, quindi il cervello puntato verso il futuro e soprattutto non farsi infinocchiare da quelli che invece i soldi li prendono solo loro, scrivi gratis, ma tutti i soldi sono loro, praticamente sono iscritto a tutti questo genere di siti, ma parecchi di loro non mi hanno convinto e li ho lasciati perdere, anche se non mi sono cancellato.

    ————— >>>>>>>>> Francesco Martino

  • Veramente ottimo articolo Taglia … visti i tempi! Complimentoni ancora!

    Buon lavoro

  • I siti Paid to Write li adoro….pensa che su ItalianBloggers.it con 24 articoli scritti (Di cui 6 nell’ultima settimana) Ho fatto più di 300 euro in un anno. Una media di quasi 17€ ad articolo. (Non ho contato nella media gli ultimi articoli). Se li sapete sfruttare…sono ottime fonti di guadagno secondo me!

  • L’ultimo commento mi sembra un ottimo modo per fare social marketing!

    jajajajaj

  • Bell’articolo 😉
    E’ ovvio che i guadagni dipendono esclusivamente dalla qualità e dalla visibilità dell’articolo che viene scritto . . a parer mio dunque non si può fare una media 😉

  • interessante, ma posso inserire in siti come mondo informatico un post del blog o parti di esso?

  • @arrgianf: puoi inserire degli abstract dei tuoi articoli, ma non ripubblicare contenuti già presenti in rete

  • e negli abstrat non si può prndere direttamente dal blog facendo comparire qualche riga e poi c’è il rimando al mio? Tipo Wikio?

  • aspe.. ma duplicato se è tutto o molte righe.. ma se il post è di 20 righe e faccio un riassunto?

  • se fai un riassunto (o abstract che dir si voglia) utilizzando frasi non presenti nell’articolo originale allora va bene, ma se prendi 20 righe identiche a quelle che hai inserito nel tuo blog da 200 righe allora è contenuto duplicato

  • Comunque mondoinformatico mi piace per ottenere buoni backlinks, non l’ho mai provato con Adsense…quasi quasi…

  • Oddio, dipende sempre da cosa scrivi per il tuo blog. Il tempo è danaro anche in senso inverso. Se scrivo gratis per un progetto futuro che dovrà rendermi qualcosa in termini di ritorno di investimento, destinare questo tempo a 6 euro di compenso è una mezza perdita di denaro 🙂

  • Certo…dipende…dipende sempre da qualcosa…dipende anche da quanto tepmo ci dedichi.
    Se usi 20 minuti per scrivere un articolo, ne scrivi 3 in un’ora e sono 18 euro all’ora, che proprio poco non è 🙂

  • Molto utile il tuo post,io ho creato un blog sulle affiliazioni da circa un mese e mezzo,e mi sono dato da fare ho scritto quasi 40 articoli e non mi scoraggio anche se vedo da google analytics i visitatori.
    Cerco sempre nuove idee ma non è facile,darò un occhiata a mondoinformatico.

  • Ti straquoto Davide.
    Longevità delle informazioni e approfondimento sono una garanzia di successo.

  • Articolo interessante. Mi domando però se valga la pena di pubblicare su un sito di paid to write un articolo che può generare 40.000 visite. O meglio, le genera proprio perché si avvantaggia della popolarità di Mondo Informatico o avrebbe fatto, sul lungo periodo, una performance simile anche se pubblicato sul sito/blog dell’autore?

  • Io credo che un articolo può essere interessante ma:

    – o è l’unico articolo dell’argomento in rete
    – o è su un sito con un buon trust che permettere di essere in testa alle serp

    Se è il primo caso allora è vero quello che dici tu, ossia che uno può scrivere l’articolo dove vuole e avrà quegli accessi, altrimenti credo che sia fondamentale il trust del sito (cosa che mondoinformatico ha).

    Ciao

  • su problogger ho visto un’ offerta che paga, per articoli di circa 400 parole, 25dollari. Il tema è direct marketing, naturalmente.. in lingua inglese

  • Confermo l’analisi di tagliaerbe, gli articoli più fruttuosi sono quelli che hanno un utilità e non scadono nel tempo.

    Buoni articoli a tutti.

  • Articolo interessante e direi molto neutro. Per esperienza posso dire che il paid to write puo’ esser molto remunerativo, ma occorre saper scrivere gli articoli, scegliere il giusto titolo, i giusti tag ed, ovviamente, la giusta categoria di articolo. Ci sono categorie molto remunerative ed altre estremamente poco.

  • scusate ma a me 300 euro in un anno per scrivere 200 articoli francamente mi sembrano una miseria. senza nulla togliere a nessuno ma mi sembra davvero poco.scrivere un buon articolo richiede energie,tempo e fatica. Ricavarne la media di 17 euro in un anno non sò quanto ne valga la pena.La mia non è una critica a nessuno sono solo delle mie perplessità.

  • preciso che i 17 euro a cui faccio riferimento non sono la media sui 200 articoli, ma una cifra che ho letto altrove sui guadagni medi relativi al paid to write.

  • Io sono l’articolista di cui si parla in questo articolo. 🙂
    Ormai la faccenda è vecchiotta ma se posso dire la mia…(posso?)…vorrei sprecare due parole sul paid to write:

    – Un writers senza un sito web di sua proprietà, è destinato a scrivere 200 articoli ricavandone 300 euro in un anno per un semplice motivo:
    Ha sbagliato nicchia di interesse sul quale puntare gli argomenti dei propri articoli.
    Un mio caro amico è recentemente diventato un utente del mio portale P2W e ha scritto (nel periodo in cui era A CASA, in cassa integrazione e senza “grattarsi” davanti alla tv…) una media di 8 articoli al giorno per 25 giorni lavorativi; alla media di un articolo all’ora, era come se fosse un lavoro a tempo pieno.
    Stiamo parlando di circa 200 articoli che gli hanno fruttato un guadagno di circa 450 euro nel giro di 45 giorni complessivi.
    Qui non si parla più di scrivere per semplice passione, ma di scrivere per target sul quale gli inserzionisti sono disposti a spendere di più.

    A questo punto le categorie si suddividono in 3:

    – Writers senza un sito web, che scrive tanti articoli ma che gli rendono poco: Ci si ripaga l’adsl e forse qualche pizza.

    – Writers senza un sito web, che scrive tanti articoli sul tema giusto, perchè ha speso qualche ora per capire nel dettaglio il funzionamento di questo sistema, l’ha capito ed applicato: Ci guadagna eccome, 450 euro in 45 giorni è mezzo stipendio per qualcuno di noi.

    – Writers con sito web P2W di sua proprietà. Non glie ne importa del tipo di articoli che vengono scritti e spesso non ne scrive affatto! L’importante è che il sito sia accessibile a tutti, riesca ad esprimere i concetti di base su come partire da zero, e si adopera al fine di migliorare sempre di più la propria piattaforma di guadagno: Guadagna quindi sulle percentuali delle visualizzazioni adsense, che nulla ha a che vedere con il cosiddetto Revenue Share. In questo caso maggiore è il numero degli articoli scritti, maggiore è la probabilità di ottenere dei click.

    La differenza in termini di guadagno, sta solo nella categoria di writers nel quale credete di rientrare.

    🙂

  • La cifra comunque mi sembra moooooolto alta per un totale di 45 articoli

  • Caro Alessio, essendo io l’autore di quei 45 articoli ti posso assicurare che è stato così…e non lo dico per vantarmi…o peggio per promuovere o peggio ancora auto-promuovere alcunchè…

    In fondo, quella cifra, è riferita ad un intero anno solare (il 2008), in relazione al numero di articoli potrebbe sembrare molto ma in realtà non lo è.

    Ho appena verificato il report dell’anno 2010 ed il numero di articoli pubblicati su quel sito è passato da 45 a 60 IN TOTALE…ed il guadagno annuo è stato di poco inferiore a quanto specificato qui sopra.
    Se la cifra fosse mensile le cose sarebbero da valutare in un’altra ottica, ma purtroppo non è questo il caso.

    Se avessi scritto 60 articoli di news, cronaca ed attualità…avrei guadagnato, forse, 30 euro…lo so bene, essendo l’amministratore di altri 2 portali….quindi ti assicuro che il rapporto numero articoli/guadagno varia solo in funzione del tipo di articoli che scrivi.

    Prova a pubblicare 30/50 articoli legati al tema economia e finanza….il guadagno annuo è facilmente raddoppiabile rispetto al tema informatico…solo provandoci potrai avere una risposta.

    Saluti a tutti!

  • Condivido pienamente i contenuti dell’articolo, documentandomi un po’ sui siti paid to write mi sono appassionato alla materia e ne ho creato da poco uno che non ha ancora grandi pretese.
    Parto da conoscenze informatiche e seo molto “arrangiate” e l’ho avviato con un amico ancora meno avvezzo di me come un esperimento per vedere cosa riusciamo veramente a fare e quanto in effetti si può portare a casa dal lato di “Editor”, sono un writer del “terzo tipo”.

    Ho deciso, proprio per evitare l’effetto “fiammata” descritto nel post, di non trattare di attualità, e vorrei riuscire a trovare articolisti di qualità che possono scrivere di qualunque cosa loro interessi per riuscire a guadagnare qualcosa in un’ottica di lungo periodo (correggetemi se sbaglio).

    Per quanto l’avessi pensata come una cosa a cui dedicare una quota relativamente piccola del mio tempo libero, mi ci sto immergendo in ogni mio attimo libero, sperando di costruire qualcosa di valido e remunerativo. La mia domanda è se il gioco vale la candela. La scalata delle serp è difficile, trovare gli articolisti ancor di più, promuovere il sito anche.
    So che è difficile dare una risposta, ma percependo una percentuale delle visualizzazioni di adsense e inserendo altre pubblicità,(e scrivendo personalmente qualche articolo delle cose che mi appassionano), e con una conoscenza di seo e dintorni non troppo approfondita, è possibile portare a casa una rendita commisurata ad un impegno di diverse ore al giorno?
    è sbagliato puntare su articoli delle più diverse categorie piuttosto che focalizzarsi su una nicchia?
    Scusate se sono andato fuori tema, immagino nessuno sia in grado di fornire numeri precisi, già è difficile capire la remunerazione degli articolisti, ma mi farebbe piacere ricevere qualche consiglio e magari un po’ di incoraggiamento.

  • Ciao Flavio.

    Mi permetto di risponderti per primo, visto che ho qualche dato dalla mia parte.

    Risponderò alle due domande principali, sulla base delle mie esperienze:

    1) è possibile portare a casa una rendita commisurata ad un impegno di diverse ore al giorno?

    – La risposta è si. Naturalmente ci vuole del tempo.
    In primo luogo non bisogna mai scoraggiarsi anche se nei primi mesi le visite, e di conseguenza i ricavi, sono scarsi.
    La rendita infine è data anche dal tipo di articoli che si scrive, ad esempio un articolo di SEO o di informatica può rendere sicuramente di più rispetto ad un articolo di cronaca o di gossip.

    2) è sbagliato puntare su articoli delle più diverse categorie piuttosto che focalizzarsi su una nicchia?

    Se per categorie intendi quelle correlate o comunque in tema con il resto del blog, no, non è sbagliato.
    Non serve impuntarsi solo nel SEO o solo nella programmazione o solo sugli articoli di social network e così via…
    Si può spaziare tranquillamente tra le varie categorie senza andare troppo fuori tema.
    Tutto ciò che riguarda il settore web ed informatica quindi può andar bene.
    Già questa è di per sè considerabile come la “tua nicchia” di writing.

    E’ il meotodo di base per dire a google “hei, io scrivo molto di questo settore perchè conosco bene le tematiche, ne sono abbastanza esperto quindi puoi fidarti della qualità offerta dai miei contenuti”.
    In questo modo il valore delle keyword del tuo blog sarà molto alto e targhettizzato sul tuo settore e google ti pagherà gli annunci di conseguenza.

    Ti posso assicurare che anch’io come te sono partito con un portale paid to write per fare un esperimento.
    Questo esperimento è durato circa un anno, prima di riuscire a trovare la giusta combinazione di elementi atti ad ottimizzare il SEO, le keyword, i colori, il CTR e così via.
    Inizialmente i ricavi erano piuttosto bassi, nel senso che al massimo, mi ci ripagavo le spese delle ore lavorative profuse mensilmente.
    Si parla di una cifra sul filo della cifra minima di pagamento.

    Dopo circa un anno le cose sono iniziate ad andare bene, sia per me sia per i miei articolisti (pochi pochi ma buonissimi), ed attualmente si riesce ad arrivare a cifre mensili considerevoli (la metà dello stipendio di un operaio medio italiano) contando che il tempo dedicato mensilmente è rimasto pressochè invariato rispetto all’inizio.

    Quindi non demordere mai!
    Molti si scoraggiano dopo pochi giorni, settimane, qualcuno arriva a 4/5 mesi poi molla tutto.

    La regola di base è quella di rispettare sempre il regolamento di Adsense, crescere insieme al tuo sito con calma e senza fretta.
    Ci vuole tempo, 1 anno almeno, per iniziare a raccogliere i primi veri risultati del tuo lavoro.

  • io ho aperto di recente un mio paid to write a carattere geek e hitech, venghino signori venghino!

  • I guadagni sono davvero molti ecco perché adsense non scherza affatto quando dice che bisogna rimanere attenti ai contenuti di qualità e non copiati rispettando i suoi regolamenti. Molti sbagliano perché non tengono presente il rischio ban ma si concentrano troppo sui guadagni diventando col tempo impazienti e abbandonando tutto (come diceva Gianluca) trascurando così la qualità dei contenuti.

  • Per i siti Paid to write che pagano con Adsense ci vogliono per forza delle Genialiata, ovvero quegli articoli in grado di farti guadagnare €6 al giorno.

    Se si è consci delle proprie capacità si può provare, ma l’alternativa è quella di andare su siti che ti pagano e basta, indipendentemente da AdSense 😉

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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