Pubblicità su mobile: piccoli schermi, grandi performance

Dopo la vecchia ricerca di Chitika e quella di Smaato, oggi ti propongo un altro interessante – e recente – studio sul mobile advertising, dall’eloquente titolo Tiny Screen, Huge Results.

Ecco cosa raccontano le immagini più significative incluse nelle 15 pagine della ricerca di Mediamind.

Le performance di un banner via mobile sono quasi 9 volte superiori a quelle di un banner visualizzato su un PC:

Cross Channel Campaign Performance by Ad Format

Apple e iOS dominano sia a livello di impression servite, che di CTR:

Performance by Manufacturer

Performance by Operating System

Interessante la distribuzione delle impression nell’arco delle ore della giornata. Mentre via PC avviene principalmente in orario d’ufficio (09:00-17:00), quella via mobile ha il suo picco nelle ore serali, con l’apice fra le 19:00 e le 21:00.

Mobile and Browser Ads Serving by Time of Day

Curioso infine il CTR sugli annunci mobile (comparato a quello “da fisso”): se via PC il CTR è praticamente identico nell’arco delle 24 ore (con una lieve cunetta a notte fonda), via mobile è molto più ondivago, con un picco importante fra cena e dopocena.

CTR for Mobile and Browser Ads by Time of Day

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2 Comments

  • Dati molto interessanti che confermano anche le visite da Analytics che ricevo dagli smartphone soprattutto la sera…

    Sui banner: vorrei far notare che alcune app ti mettono la pubblicità in modo osceno e non so se in quei casi l’utente voleva cliccare veramente…
    succede anche su PC che magari si clicca su una pubblicità per sbaglio se un utente è poco esperto… quindi figuriamoci da mobile dove l’utente è ancora più inesperto e lo spazio è più ristretto….

  • Questi dati che Mediamind rileva si possono leggere in due modi, uno è quello che viene esaltato dalla ricerca e che farebbe percerpire il mobile come un autentico filone d’oro del banner advertising, l’altro è quello che secondo me è il reale senso dei dati.

    Il banner è la forma più preistorica di advertising online perchè è molto simile al ATL su carta stampata: tende a dare ottimi risultati in termini di brand awareness-impression generate, ma molto scarsi come CTR.
    Un CTR alto nei banner solitamente si ha in paesi con una “maturità” nell’utilizzo di internet molto bassa o comunque non così spiccata: Italia, Spagna meno negli Stati Uniti o in Giappone. Questo perchè l’utente evoluto difficilmente clicca volontariamente sul banner, clicca più facilmente su paid search.
    Infine, come si diceva anche nella ricerca, molti sono probabilmente click “involontari”, soprattutto nel mobile in cui lo spazio dello schermo è limitato è difficile “evitarli”.

    Il punto molto importante che conferma questa chiave di lettura, più realistica, è la discrepanza di CTR fra Iphone e Android/Blackberry. Tendenzialmente l’iPhone è lo strumento degli aspirational, wannabe, è uno status symbol, non uno strumento fine a sè stesso, cioè uno smartphone per la navigazione in internet e la mail. La segmentazione quindi della popolazione iPhone rende questi risultati di banneristica mobile più attraenti perchè vanno ad incidere su un target tendenzialmente meno evoluto in termini di utilizzo internet mobile. Gli utilizzatori di Android/Bleckberry che sono tendenzialmente più “maturi” di internet, per loro caratteristica non cliccano.

    Dal mio punto di vista questi dati confermano che il mobile è in qualche modo alternativo al pc negli orari non di ufficio, ma dà un grande alert sulla qualità del audience, soprattutto di Iphone.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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