ProBlogger: eccovi le statistiche!

ProBlogger è in assoluto il mio blog preferito, e da tempo sognavo di mettere le mani sulle sue statistiche.
Mentre ShoeMoney e John Chow han messo in piazza qualche settimana fa i loro numeri, non mi risulta infatti che Darren Rowse abbia reso pubblici i suoi dati.
Navigando qualche ora fa sulla Home Page di ProBlogger, mi sono però imbattutto in una piccola iconcina in fondo a sinistra (icona che probabilmente c’è da mesi, ma che solo oggi mi è saltata all’occhio):

L’iconcina di sitemeter in fondo alla home page di ProBlogger

Si tratta dell’icona che identifica l’uso di sitemeter, noto servizio di statistiche (free e a pagamento) per siti web.
Cliccandoci pensavo di trovare un accesso limitato da login e password, e invece…

ProBlogger.net - Site Summary

I dati sono pubblici!

Mi fiondo subito su Visits e Page Views

ProBlogger.net - Visits and Page Views by Month

dove noto che lo scorso mese ProBlogger ha fatto ben 449.290 visite e 853.751 pagine visualizzate.
Se facessimo una proiezione (mediando i dati su tutti i 12 mesi del 2008 ed abbassandoli un poco per i periodi meno trafficati), otterremmo circa 5 milioni di visite e 10 milioni di pagine all’anno… non male per un blog, vero? 🙂

Tanto traffico = tanti soldi

Nel 2007 pare che Darren abbia guadagnato dalla sua attività di blogger circa 250.000 dollari.
La notizia non va letta però in modo superficiale: Rowse spiega che ha impiegato 3 anni, fino a 60 ore di lavoro alla settimana e una media di 20-30 post a giorno (!) per arrivare a questi risultati.
E inoltre, ammette, “it takes luck”.

Conclusioni

Saper anticipare i tempi, lavorare duramente e avere un bel pò di fortuna sembrano quindi essere le chiavi del successo.
O ci vuole anche dell’altro?

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11 Comments

  • Tutto fantastico, ma perchè continuare a sognare con dei numeri che noi in Italia non possiamo raggiungere?

    Già il fatto di pubblicare in una lingua sconosciuta al mondo dell’informatica significa tagliare via 3/4 della torta. Quindi perchè meravigliarsi tanto?

  • personalmente i blog americani non li frequento. Buon tagliaerbe, so che ti occupi di comunicazione: vorrei che mi spiegassi perciò che cosa c’è di così interessante nei blog che hai citato. Giusto per capire se mi perdo realmente qualcosa o se posso continuare (come spero) a vivere senza.

  • @Advanced Technology: nessun sogno, espongo solo i fatti. Sono il primo a dire che la lingua è fondamentale ( vedi https://blog.tagliaerbe.com/2008/01/si-puo-vivere-di-solo-blog.html ), ma non credo si può far soldi solo perchè si sa scrivere in inglese: Darren Rowse c’è riuscito alla grande grazie ad una “alchimia” (come scritto alla fine del post) fra duro lavoro, fortuna, e grande fiuto. E non è certamente da tutti.

    @quasigoal: ProBlogger mi piace perchè tratta di argomenti che mi interessano, generalmente con qualche ora/giorno in anticipo rispetto ai blog nostrani. Ma soprattutto mi piace l’approccio, mi piace COME tratta i temi, come li sviluppa, come scrive i post, etc etc…

  • Tempo, tempo. Ci vuole tempo, pazienza, determinazione ed entusiasmo (altrimenti diventa un lavoro come un altro). Oltre a tutto quello che cita il buon Darren. Ho detto niente…

  • Bhè ragazzi, sapete che cosa vi dico? Che dobbiamo essere ottimisti e, come dite voi, entusiasti!! La lingua è un problema? Bene!! Un’occasione in più per approfondire l’inglese, fare qualche corso (magari quelli che escono in edicola con i quotidiani), e già che ci siamo, invece di guardare la tv trash italiana che sembra un gigantesco AdSense (ma senza senso) con qualche scampolo di contenuto, ci connettiamo in streaming con i canali stranieri e ci abituiamo alla pronuncia.
    Cerchiamo di essere ottimisti e prendere la palla al balzo!
    Ne approfitto per farti i complimenti Tagliaerbe per il tuo blog, è interessantissimo! L’ho linkato anche sul mio modesto blogghetto appena nato!
    Buon blogging a tutti!!

  • @Tagliaerbe: il duro lavoro è alla base di ogni scala che porta al successo. Se quindi ci aggiungi la lingua inglese, hai i due terzi della torta.
    Ti passo il buon fiuto che può aver avuto Darren e sicuramente la maestranza che avrà acquisito nel tempo … fattore questo spesso sottovalutato.

    Con il tempo infatti si analizzano e si concepiscono i trend di richiesta. Per assonanza possiamo infilare questo fattore nel duro lavoro, ma per come la vedo io, fa capitolo a se.

  • Dopo ShoeMoney, John Chow e Problogger a questo punto vogliamo i dati di TagliaBlog!
    😉

  • A confronto farei solo ridere (o piangere, a seconda dei punti di vista) 🙂
    E comunque sono felice con i miei “pochi” affezionati lettori 😉

  • Per Shoemoney si parla pure di tecniche black hat… voi che ne dite?

  • Ogni volta che vedo Shoemoney sono invogliato a scrivere e portare avanti il mio blog, ma quando penso che il mio blog risiede in italia…

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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