In prima pagina per “SEO” (senza averlo nel title)

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Alcuni lettori mi hanno contattato nelle scorse settimane chiedendomi cose del tipo: “Com’è possibile che ogni tanto ti vedo in prima pagina in Google per la parola chiave SEO, se non cell’hai nemmeno nel titolo del blog?”

Un paio di persone mi han chiesto espressamente se utilizzassi qualche tecnica SEO particolare, e se potevo rivelarla 🙂

Ebbene, “non c’è trucco, non c’è inganno” (come diceva qualche popolare mago anni fa). Infatti da tempo faccio uso solamente di alcune semplici “tecniche biologiche”, ovvero queste:

Studia la SEO, ma poi dimenticatela.

O quasi. Leggiti un po’ di fonti (magari qualche buon ebook italiano), fai tue le principali nozioni, ma poi non accanirti troppo sull’argomento. Cerca di comprendere la logica del posizionamento sui motori di ricerca, ma non cercare di diventare un professionista della SEO con i controfiocchi: richiederebbe troppo tempo e fatica, e il tuo obiettivo dove rimanere un altro.

Ottimizza WordPress, ma poi non pensarci più.

Se il CMS su cui è basato il tuo sito/blog è WP, basta seguire i consigli di una delle tante guide SEO per WordPress presenti online (magari ti bastano le slide di Matt Cutts), e poi dimenticarsi completamente della cosa. WordPress è già piuttosto ottimizzato (lato SEO) di suo, ed è assolutamente inutile passare ore e giorni a testare nuovi plugin e/o nuovi temi: usa il tuo tempo in modo più produttivo.

Scrivi, senza sosta, per anni.

Hustle. Pazienza. Costanza. E una enorme passione e conoscenza dell’argomento. Non ti occorre altro… vai dove ti porta il cuore, NON dove vedi/pensi ci siano i soldi: tra l’altro, se in molti ti dicono che una nicchia è redditizia, spesso significa che è già troppo sfruttata (ed estremamente competitiva), e quindi arriveresti tardi. Buttati a testa bassa, e se dopo almeno un anno di contenuti (non solo testi, ma anche video!) sparati a raffica sul web non hai raccolto nulla, sei giustificato a mollare. Ma non prima.

Socializza.

Wordlift

Il social baiting ha preso il posto del link baiting, il traffico proveniente dai siti sociali si sta avviando a superare quello dei motori di ricerca: nel mio caso specifico, gli accessi provenienti da Facebook/NetworkedBlogs, FriendFeed e Twitter iniziano ad essere davvero preoccupanti. In senso buono intendo.

Sii naturale, sii te stesso.

Non forzare la mano, non scrivere in modo innaturale, non inseguire la perfezione tecnica che può (forse) piacere a Google (ma non ai lettori). E soprattutto non utilizzare tecniche borderline che possono andare bene per una stagione, ma che (irrimedibilmente) ti condanneranno all’oblio appena i motori capiscono l’andazzo.

Ora di sicuro mi dirai “OK, tutte ‘ste cose le conosco a menadito, ma non ho ancora capito come sei finito nella top 10 di Google per la keyword SEO”.

Hai ragione, rispondo subito. In estrema sintesi, il motivo potrebbe rientrare in queste 3 parole: togli la zavorra.

Per diverso tempo ho avuto un blog che aveva nel title la parola SEO. Che ha preso diversi link con quell’ancora. E che probabilmente parlava un po’ troppo di SEO. Poi, 8 mesi fa, ho cambiato rotta.

Da allora, dopo qualche “assestamento”, mi capita ogni tanto di vedermi nei primi 10 per ‘SEO’

In prima pagina per SEO

e al primo posto per ‘SEO blog’,

Al primo posto per SEO blog

posizioni mai raggiunte fino allo switch del title (e al cambio di “strategia”): ora mi basta scrivere un post come questo, con dentro la keyword SEO, e… zac! ecco che il TagliaBlog finisce nella top 10.

Ma non appena il termine fuoriesce dai contenuti presenti in home page, il blog sparisce: ecco spiegato il mistero per cui entra ed esce dalla SERP, e non è costantemente posizionato per quella keyword. In altre parole, per apparire in prima pagina per la chiave “SEO”, mi basta pronunciare quella parolina magica in un post.

Concludendo

Lungi da me il dire che il title ha poca importanza, o il dare a questo parametro un peso irrilevante: un buon title rimane fra i fattori principali per il posizionamento, e pertanto il mio è proprio un caso limite, da non imitare.

Però vorrei farti riflettere sul come, senza cercare la “SEO-perfezione”, si possano ottenere ottimi risultati utilizzando grande costanza e naturalezza, risultati che magari non si raggiungevano quando si cercava di pesare col bilancino di precisione i vari ingredienti del perfetto posizionatore.

O invece magari è tutto un caso, una pura coincidenza, forse legata all’avvento di Caffeine… chissà 🙂

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

41 Comments

  • INCREDIBILE!!! Si può essere in prima pagina anche senza mai averlo avuto nel title o scriverlo nel sito… Io stesso non ci credevo, poi mi sono ricreduto.

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  • Pensa che io sono in PRIMA POSIZIONE con la parola chiave fbml! Prima ancora di Facebook! 🙂

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  • Ah, però volevo aggiungere una cosa.

    Per la chiave ‘seo blog’ molto è cambiato da quando bocas ha fatto redirect dal suo vecchio dominio, seoblog.it, che aveva praticamente congelato il suo piazzamento in cima alla serp.

    Secondo me quello ha finalmente rimesso il presente blog (questo in cui scrivo ora, il tagliablog) lì dove doveva essere, al di là dell’algoritmo; quello più di altro, se volete.

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  • Commenti sintetico:

    @Taglierbe: complimenti e in bocca al lupo!
    @Andrea Moro: ottimo operatore &pws=0, sei una risorsa veramente utile!

    @tutti: il problema delle serp non più ‘neutrali’ è evidentemente un problema che investe coloro che vendono servizi di posizionamento organico.

    E’ evidente che la serp ‘naturale’ sia la base per le serp successivamente influenzate dagli utenti: quindi in ogni caso credo che il singolo ottimizzatore sia costretto a fare riferimento a quella, pur essendo consapevole che quella serp ‘neutrale’ è solo una base che probabilmente non viene restituita identica a se stessa sui browser degli ennemila visitatori provenienti dai motori.

    La dichiarazione di tagliaerbe esprime – a livello di senso – un concetto assolutamente vero: se ricevo XX visitatori per quella chiave è segno che mi hanno trovato in serp (anche se io non mi ci vedo – @Petro – ed è più comune di quanto non si creda…).

    Il punto è che quando devi fare reportistica per un cliente non puoi farla troppo complessa…. già il 90 per cento delle cose che si scrive è incomprensibile per l’imprenditore medio o anche per il suo reparto web, se ne ha già uno.

    Quindi devi cercare di attaccarti ai dati ‘verosimili’ e devi recuperare la serp ‘neutrale’; questo, almeno, è il mio parere personale e il mio modo di procedere al momento.

    Mi sono capitati clienti che si vedevano in prima pagina ‘prima del tempo’: mi è stato assai difficile spiegare che quei piazzamenti erano solo una ‘probabilità’ futura, ma che erano attualmente abbastanza ‘relativi’ perchè influenzati dallo storico di navigazione di un determinato terminale, ad esempio (e per non farla troppo lunga, anche qui).

    🙂

    E la risposta che ho dato alla fine è la stessa di Tagliarbe: “quando avremo tot accessi per quella chiave sapremo di essere dove tu credi che il tuo sito sia effettivamente posizionato”.

    In ogni caso è un problema reale solo in sede di reportistica, per come la penso io.

    Se devo seguire e valutare un mio sito me ne frego della serp ‘neutrale’, salvo controllarla per scrupolo e per registrarne i cambiamenti.

    Mi interessano molto di più i dati di accesso… e magari trovo svariati accessi per chiavi in cui – dal mio piccolo pc – non mi trovo nemmeno in decima pagina.

    😀

    Io comunque il blog di Petro lo vedo per seo blog; e quello di Taglierbe fa quest’altalena sulla serp ‘seo’ da svariati mesi… almeno, questo è quel che mi pare di osservare dal mio umile pc casalingo.

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  • Esatto fabio, concordo con te ed anche a me è successa una cosa simile per una keyword molto competitiva.

    Il trust fa tutto.

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  • Salve a tutti, e’ la prima volta che commento un post in questo blog, e quindi voglio fare i miei complimenti al Tagliaerbe per il suo ottimo blog. Detto questo, vi suggerisco di seguire alla lettera i consigli dati dal Tagliaerbe nel suo post. L’unico appunto lo faccio alla sua battuta finale a conclusione del post dove dice “…O invece magari è tutto un caso, una pura coincidenza…”. vi assicuro che non e’ una coincidenza, ma la norma. L’unica verita’ e’ che nel tempo il Tagliaerbe si e’ costruito una reputazione nel campo, una reputazione che google reputa buona e affidabile per i suoi motivi, che noi non conosciamo :). Per farvi capire che e’ la norma, vi parlero’ della mia esperienza personale. Ho un piccolo portale dedicato al vino (www.bereilvino.it) che compare nella prima posizione delle SERP di Google per la keyfrase aziende vinicole, la cosa strana e’ che quella frase non esiste assolutamente ne nel titolo, ne nei contenuti, ne in nessun’altra parte della pagina (home page). La keyfrase in questione era quella che avevo utilizzato nella vecchia versione del mio portale, ma da un anno a questa parte, la nuova versione del portale nonostante non usi quella keyfrase continua a rimanere nella prima posizione delle SERP di Google. Mentre nel caso del Tagliaerbe, il suo blog sale e scende nelle SERP, il mio sito rimane fisso al primo posto. Bello vero!!! In conclusione Google considera tali siti delle fonti autorevoli, alcuni piu’ di altri ma comunque sempre autorevoli.

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  • Si può essere in prima pagina anche senza mai averlo avuto nel title o scriverlo nel sito… 🙂 Io stesso non ci credevo, poi mi sono ricreduto.

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  • La vogliamo dire? E’ Caffeine secondo me. Anche io ricevo visite da parole che non vedo chiaramente in serp. Ti sorprendo: pure con Seo Blog. Eppure vado a vedere le serp e non ci sono…

    Comunque facciamoci una riflessione seria al di là dello spunto di questo post, se abbiamo tempo. Secondo me ne vale la pena.

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  • Si si..si faceva solo “pour parler” 😉
    In ogni caso per me ste personal search son state inserite più che per aiutare l’utente…per mettere in difficoltà i SEO….

    Ciao ciao

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  • A me sembra Taglia che la polemica la vuoi cercare te hehehe 😀

    Hai perfettamente ragione sul fatto che se ti arrivano utenti (skillati o no chissenefrega) con la parola chiave SEO è perchè nelle loro serp ci sei, o perchè ti cliccano tutti i giorni o per qualche altro arcano motivo….ma te ne fai qualcosa delle visite di questi utenti? O meglio scusa, mi sono espresso male….nella stragrande maggioranza sono utenti che come me ti visiterebbero ugualmente tutti i giorni o quasi (o aggiungendoti nel feed o con altri metodi).
    La discussione sta prendendo una piega diversa dalla partenza e cioè che il tuo blog appaia con la keyword secca “seo”.
    La SERP neutrale non esiste più? mah..son tutte serp neutrali all’inizio…e poi possono o meno propendere per un sito o per l’altro. Fatto sta che tu hai storicità e hai buoni contenuti, quindi ovvio che la gente ti legga e ti clicchi…variando la propria serp personale…ma non vuol dire che appari a priori con la keyword seo in prima pagina..o almeno non da tutti gli utenti o utonti che siano…

    …e se anche non appari in tutti i pc con quella keyword il tuo rimane sempre un blog di ottima qualità ;)…

    Ecco scusate….forse ho espresso il concetto in modo un po’ più crudo, ma penso di aver riportato anche il pensiero di Diego, Pietro e Andrea Moro.

    Reply
  • Aggiungerei che nella stragrande maggioranza dei commenti nei tuoi post viene citato il termine SEO. A mio parere anche questo può avere una certa influenza.

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  • “Ve la dico in un altro modo (o almeno ci provo 🙂 ): se io vedo che arrivano accessi da Google, per una certa chiave (nel mio caso, SEO), su di una certa pagina (nel mio caso, la home page del blog), posso farmi tutte le menate che voglio, ma i fatti sono quelli: su qualche PC di qualche utente, la SERP si vede in quel modo. Magari solo perché quell’utente è fra quelli che apre quotidianamente il mio blog, ma se ennemila utenti lo fanno, su ennemila schermi le SERP si vedono in quel modo, e io non posso farci nulla”.

    Questo è vero. Però è anche vero che la serp personalizzata si basa sull’impronta della serp neutrale, altrimenti Google sconfesserebbe se stesso, oltre al fatto che la “storia” dei siti, quindi la loro evoluzione nei datacenter è di per sè steso un fattore rilevante (Google “pensa”: se 1 anno fa ce l’avevo al primo post, vuol dire che per me era buono. Rianalizziamolo secondo i nuovi algoritmi, ma la base per noi è buona. Questo è un modo di lavorare efficiente ed ergonomico).

    Tra l’altro c’è una contraddizione. Chi ti legge sempre a che scopo dovrebbe cercarti con una parola chiave così generica? Io ti leggo sempre e può darsi che ti ritrovi su più parole chiavi specifiche, se sto cercando qualcosa di rilevante.

    Insomma, non la farei così scontata. Di sicuro la tua home page è in grado di corrispondere a più ricerche personalizzate. Ciò non dipende dal fatto che la ricerca personalizzata soverchia la ricerca neutrale, ma dal fatto che il tuo sito nel tempo acquista autorevolezza ed è in grado di rispondere a più stringhe di ricerca, comprese quelle più ricorrenti nell’ambito di un argomento generico, ma non troppo quale è quello racchiuso nella parola “seo”.

    Reply
  • stato molto chiaro direi…..^_^ stessa cosa che penso pure io!
    se da Google Analytics scopriamo di avere visite per determinate parole chiavi provenienti da Google, allora vorrà dire che diversi utenti ci vedono in prima/seconda pagina a seconda delle ricerche fatte…..

    beh per capire se sono utenti nuovi o meno e quindi valutare se la ricerca è effettuata in base a preferenze e personalizzazione, si potrebbero analizzare meglio il tipo delle visite: se sono nuovi visitatori, provenienza…etc….

    Reply
  • Secondo me avete tralasciato un fattore abbastanza minimale ma fondamentale.
    Ai “soliti SEO” non è utile, ma indispensabile utilizzare il parametro citato da Andrea Moro e confermato da Diego…solamente perchè è quello che “probabilmente” vede la maggior parte degli utenti.
    Poi che il Taglia possa uscire anche per la keyword seo in qualche datacenter (non nei miei ad esempio) perchè come detto dal buon Giorgio probabilmente avrà buoni link spontanei con quell’anchor e un ottimo trust beh….nulla da ridire…
    In fondo le personal web search (pws) sono tali proprio perchè personal..e ognuno vede i suoi risultati 😉

    Ciao a tutti da uno che tra le altre cose è anche un “solito SEO”…

    Reply
    • Ve la dico in un altro modo (o almeno ci provo 🙂 ): se io vedo che arrivano accessi da Google, per una certa chiave (nel mio caso, SEO), su di una certa pagina (nel mio caso, la home page del blog), posso farmi tutte le menate che voglio, ma i fatti sono quelli: su qualche PC di qualche utente, la SERP si vede in quel modo. Magari solo perché quell’utente è fra quelli che apre quotidianamente il mio blog, ma se ennemila utenti lo fanno, su ennemila schermi le SERP si vedono in quel modo, e io non posso farci nulla.

      Il concetto di “SERP neutrale” non esiste più da un pezzo, e cercare di renderla tale (grazie all’uso di un operatore) è una cosa utile per chi fa un certo mestiere, ma non “estendibile” ai milioni di utenti (non utOnti, ma semplicemente non skillati) che visitano sempre gli stessi 4 siti tutti i santi giorni.

      Senza polemica, eh 🙂

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  • Nel tuo caso molto dipende dall’accoppiata anchor text + contenuti.

    In particolare il tuo blog ha una forte struttura interna di navigazione per anchor txt rilevanti e correlati, che rafforzano il topic.

    Anche il mio sito è terzo con “posizionamento web” eppure il title nemmeno lo menziona, ma è stato ottenuto combinando link interni + link esterni + contenuti rilevanti nei percorsi stabiliti dalla navigazione interna.

    Il title raffina molto, ma se uno ha buoni contenuti e una struttura di linking interno rilevante.

    Reply
  • Quando si fa una ricerca in Google esce il link visualizza personalizzazioni e da li si può accedere alla SERP non personalizzata.

    Per quanto riguarda il posizionamento per la chiave SEO è del tutto normale, in quando questo è uno dei migliori blog Italiani ed in tanti lo hanno linkato con la chiave il SEO Blog del Tagliaerbe o robe simili.

    Reply
  • @taglia ovvio lo conoscono solo gli addetti ai lavori…
    ma qui si stava parlando di posizionamento di una keyword competitiva senza dei parametri di ottimizzazioni standard (title con la parola SEO), attribuendo le cause ad altri fattori, sicuramente importanti, ma che (credo) non centravano questa volta. 🙂

    diego galassi

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  • Anzianità, anchor text… ormai l’on-page SEO ha un peso abbastanza relativo 😉 certo, trascurarlo sarebbe da stolti… e infatti il buon taglia presta sempre MOLTA attenzione a come scrive i titoli dei post 😉

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  • Seguite i commenti di @Andrea Moro, la risposta è proprio quella. 🙂
    L’operatore è diventato ormai indispensabile per monitorare realmente una SERP.

    Reply
    • @Andrea Moro / diagalax : è corretto, ma chi conosce l’esistenza di quell’operatore? chi lo usa (a parte i “soliti SEO”)? il concetto di “SERP reale” lo vedo molto astratto, e molto poco praticabile (su larga scala)… soprattutto per chi frequenta un panel di siti piuttosto predefinito (ovvero credo la maggior parte degli utenti) 🙂

      Reply
  • In questo momento non ti trovo nelle ricerche su google per la parole chiave SEO
    e questo dimostra come Google Caffeine rende i risultati molto momentanei.

    Comunque secondo me entri in prima pagina per molte parole chiave correlate agli argomenti del tuo blog perchè hai un TRUST RANK spettacolare costruito nel tempo con la qualità e l’originalità e anche la quantità dei post.

    Inoltre fai bene a dire che il tuo è un caso limite, perchè per un blog con meno Trust questo risultato non è raggiungibile facilmente

    Reply
  • Grande Taglia!

    Questo blog è un perfetto esempio di come sia importante il contenuto, Avevo notato da tempo la tua presenza nelle serp per la chiave “SEO” e se non sbaglio lo avevo scritto proprio su un commento in questo blog.

    Con grande stima

    Reply
  • condivido tutto quanto hai scritto! Solitamente avviene il contrario e ci si dimentica più della qualità dei contenuti! -_-

    Reply
  • @Taglia: non e’ impossibile. Bisognerebbe che per convalida chiunque utilizzasse l’operatore &pws=0 alla fine di ogni url con il quale ritorna la SERP.
    Quello direbbe la verita’ in tema di posizionamento. Ma mi rendo conto che questa cosa non e’ per la massa e quindi come dici, “facciamo a fidarci” con il problema di cui sopra (ahime).

    Reply
  • @Taglia: quello ti da’ solo un insight, e quindi nel momento in cui tu l’hai vista li, effettivamente sai che c’e’ stata, ma non esclude la possibilita’ che ti abbia contattato le avesse attive (ricerche personalizzate).

    Purtroppo la loro efficacia e’ prossima allo zero, e per chi lavora nella SEO e’ anzi piu’ una rottura di scatole.

    Reply
    • @Andrea Moro: Certo Andrea, ma da quando ci sono le “ricerche personalizzate” è praticamente impossibile ricreare un concetto di “SERP neutrale”… diciamo che se Google Webmaster Tools e un po’ di gente mi dice “Ehi, ti vedo in prima pagine per SEO”, devo prendere la cosa per buona… o cosa dovrei fare? 🙂

      Reply
  • Concordo pienamente con tutto quello che è scritto nel post….e da un po che faccio cosi con i nuovi blog che creo e devo dire che i risultati sono soddisfacenti….^_^ e si posiazionano proprio da soli….
    La cosa è che in ditta però si vogliono subito i risultati senza avere pazienza… e questo mi fa veramente rabbia >_<

    Reply
  • Che dire? Complimenti!

    Penso che il risultato di Davide “Taglia” sia il frutto di anni e anni di blogging, di contenuti scritti bene, semanticamente corretti e pieni di buonsenso, pensati per gli utenti e non per i motori, ciò nonostante con un occhio di riguardo alla popolarità degli argomenti trattati (bloggare sugli accendisigari per lucertole porterebbe 2 visite al mese pur con contenuti ottimi).

    Per quanto mi riguarda il “messaggio” del Taglia lo interpreto così: scrivendo con costanza, di un argomento che ti appassiona, che sia sufficientemente richiesto nella blogosfera, non richiede di diventare matti per il SEO.

    Non dimentichiamo però il post della settimana scorsa: senza promotion un blog anche bellissimo non va in nessun posto…

    Quindi, a quando una bella guida by Taglia sul decalogo della web promotion? eh eh 🙂

    Nicola x Confronta-ADSL.com

    Reply
  • Le ricerche personalizzate le avete disabilitate? Chi lancia query sui motori é influenzato tanto dai siti che visualizza che da quelli visualizzati dal suo anello sociale (buzz e compagnia bella a cosa pensate servano in fondo?).
    Se non disabilitate possibili influenze esterne sará possiile con una frequenza decisamente maggiore assistere a questi fenomeni.

    Questo al di la della monoliticitá degli argomenti trattati dal tagliablog, che Google potrebbe aver assimilato ormai come “Seo autore”.

    Inoltre non scordoamoci che nelle scorse settimane é iniziato il deploy di caffeine e dei risultati semantici, non più ora strettamente collegati a fattori on page di vecchio stampo.

    Reply
    • @Andrea Moro: il “problema” delle ricerche personalizzate esiste, ma l’ho “aggirato” grazie alla nuova funzione introdotta da poco nelle “Principali query di ricerca” di Google Webmaster Tools, dove posso rendermi conto se una pagina del mio blog è/è stata posizionata in Google al primo, secondo, terzo, quarto, quinto posto, o dal sesto in poi. 😉

      Reply
  • Finalmente, da tre anni studio SEO (seminari, corsi, ebook, blog inglesi, etc.) ma a volte mi sta proprio sulla balle. Sarà che amo scirvere e sentirmi libero nel farlo.

    Personalmente seguo 3-4 regole. Ottimizzo Worpdpress ma lo faccio una violta soltanto e di tanto in tanto lo aggiusto, ma niente più.

    Il tuo post è sacrosanto. Dedicatevi ai buoni contenuti. In America ci sono blogger che di SEO non ne sanno nulla, eppure…vedi la casalinga annoiata…la nonnina, il soldato al fronte, etc.

    Reply
  • Interessante ma sinceramente non ho capito le motivazioni di questi risultati.
    Cioè se ho ben capito, tu dici che da quando hai cambiato il title della tua pagina eliminando la parola SEO e hai cambiato tendenza al blog (da Seo blog a Web Marketing Blog) hai avuto dei miglioramenti e dei buoni risultati con la parola SEO?

    Sono d’accordissimo che la lungimiranza e il parlarne bene e spesso ha portato degli ottimi risultati e sono d’accordo che sia questo il motivo dei tuoi buoni posizionamenti ma perche ritieni anche il cambio di tendenza come incisivo per il posizionamento?

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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