Mobile: punto sul 2011 e previsioni per il 2012

Le vendite di smartphone e tablet sono cresciute per diversi anni, ma questi ultimi 12 mesi sono stati quelli della svolta: il 2011 è stato infatti il primo anno in cui le vendite di dispositivi mobili hanno superato quelle di desktop e laptop. L’effetto – o forse la causa – è stato quello delle vendita di un numero enorme di applicazioni e di un incredibile aumento del tempo speso ad utilizzarle: a dicembre Apple ha registrato 18 miliardi di download nel suo App Store, mentre l’Android Market ha raggiunto quota 10 miliardi.

Ecco in sintesi cosa è successo quest’anno, e cosa dobbiamo aspettarci per il 2012.

Nel 2011…

Abbiamo passato più tempo con le applicazioni che a navigare. Per la prima volta, abbiamo usato più le app che il browser per accedere ai servizi web. A metà del 2011 è avvenuto il sorpasso, con 81 minuti al giorno passati nelle applicazioni rispetto ai 74 passati col browser: 12 mesi prima si trascorrevano 64 minuti col browser e solo 43 nelle app.

Consumo delle applicazioni mobile in rapporto con la navigazione

L’App Store di Apple è stato il luogo preferito dagli sviluppatori che vogliono monetizzare: le vendite di terminali Android hanno superato quelle di iPhone, ma i 2/3 delle applicazioni più scaricate per Android sono gratuite, indicando che quella tipologia di utenti non è molto interessata ad acquistare app. In media, gli sviluppatori di applicazioni per Android hanno guadagnato 24 centesimi per ogni dollaro intascato dagli sviluppatori iOS.

Il download di applicazioni è cresciuto a livello internazionale: la percentuale dei download statunitensi, rapportati a quelli globali, si è ridotta in pochi mesi dal 55% (Gennaio) al 47% (Ottobre), mentre quella cinese è cresciuta dell’870%, quella argentina del 527% e quella araba del 388% – giusto per citare alcuni paesi extra-USA. Le vendite di smartphone e tablet Apple sono cresciuti di pari passo col download delle app, e la Cina è divenuta rapidamente il secondo mercato per la mela morsicata.

Sull’altro lato, Google ha dovuto ammettere che non tutti i dispositivi Android hanno ricevuto aggiornamenti tempestivi seguendo lo sviluppo del sistema operativo, e alcuni già definiscono morta la “Android Update Alliance”.

Nel 2012…

Ci sarà il trionfo dell’“HyLoMo”. Quest’acronimo sta a significare “Hyper Local Mobile”, un concetto già presente in moltissime app e che dovrebbe affermarsi alla grande il prossimo anno. Il concetto base è questo: gran parte delle nostre attività sono “locali” – fare acquisti, mangiare, spostarsi nelle zone dove viviamo o lavoriamo. Gli smartphone sanno già nativamente dove siamo, e sempre più app arriveranno per consigliarci cosa comprare, cosa mangiare e dove andare. Le app, in pratica, sfrutteranno in tempo reale l’enorme mole di informazioni disponibili e ci aiuteranno a prendere le migliori decisioni.

Il controllo vocale esploderà. Apple non è il primo produttore di smartphone ad utilizzare il controllo vocale o un’interfaccia a linguaggio naturale ma l’iPhone 4S, con Siri, ha innescato un interesse di massa nei confronti di questa tecnologia. E il prossimo anno, probabilmente, vedremo emergere la concorrenza: Google ci sta lavorando, e Nuance – la cui tecnologia è utilizzata in Siri – ha appena acquistato il rivale Vlingo, visto che “praticamente tutte le aziende di dispositivi mobile ed elettronica di consumo del pianeta cercano di integrare il controllo vocale nei loro prodotti e servizi” – ha affermato Mike Thompson, CEO di Nuance.

L’NFC crescerà, ma non per i pagamenti. Abbiamo scommesso sull’NFC per parecchi mesi, e continueremo a farlo per tutto il 2012. Ma probabilmente il focus non sarà sulle transazioni, ma su ciò che ci gira intorno: premi, raccolte punti e carte fedeltà. Puoi già vedere qualche idea all’opera in Google Wallet e in Google Offers. Ovviamente assisteremo anche all’integrazione di NFC nelle app, e la diffusione di dispositivi mobili con integrata questa tecnologia.

Emergeranno nuovi app store di nicchia. Negli store di Apple e Google è difficile trovare in fretta delle buone applicazioni. Il che significa che è difficile, per gli sviluppatori, farsi notare: Apple ci ha provato con le “curated list”, ma c’è chi pensa che per Android nasceranno nuovi store brandizzati, come quello di Amazon. L’Android Market “è così strapieno di app che nuovi store emergeranno” – afferma Colin Gibbs. Ciò sarà valido sia per le nicchie, che per i brand (come ad esempio Best Buy o Electronic Arts): un’altra grossa opportunità per il 2012.

Liberamente tradotto da The year in mobile apps: Where we’ve been, where we’re going, di Erica Ogg.

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3 Comments

  • Scusa, ma non trovo molto corretto prendere un articolo, tradurlo paro paro e poi metterci il copyright, come almeno mi è apparso leggendoti attraverso un reader. Significa che io non posso più tradurlo perché l’hai tradotto tu? Sei stato pagato o hai pagato per questo? Che diritti hai sul testo originale?

    Ho letto questo articolo un paio di giorni fa e l’ho riassunto e commentato sul mio blog. Ero davvero molto curioso di sapere che ne pensavi, ma davanti a una traduzione così sono rimasto profondamente deluso.

  • @Silvio: il copyright è messo in “automatico” dal plugin Feed Footer in fondo a tutti i post, giusto per cercare di dissuadere i soliti aggregatori e copioni vari a fare “cut & paste” in 5 secondi (quando al sottoscritto è costato invece un po’ di lavoro…), e non per cercare di far valere qualche diritto, ci mancherebbe.
    Circa il discorso delle traduzioni, l’ho spiegato più in dettaglio qui: https://blog.tagliaerbe.com/2011/06/blog-traduzioni.html

  • mi spiace che qs post molto interessante abbia suscitato solo 2 commenti, x altro su un aspetto legislativo e non sulla portata e l’evoluzione delle mobile app, e dei mercati che possano coinvolgere. Come mai? nel ns belpaese non c’è tutto qs interesse?… eppure ci sono , sui due market principali, ossia android e itunes, almeno 35.000 app con il front end in iT (sebbene non facilmente trovabili.. 🙁 e stanno sorgendo in giro x il mondo diversi search engine e repository di piccole società, dedicate al mondo delle app, non solo casi come amazon..)

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Max Valle

Max Valle

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