Anatomia di un post di successo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Se dovessi dare un nome al guest post di Augusto Marietti che ho pubblicato 7 settimane esatte fa su questo blog, lo chiamerei la tempesta perfetta.

Non credo infatti sarà facile ripetere il caso di un articolo che ha generato quasi 200 commenti, più di 1.300 like, più di 250 retweet e uno strascico di discussioni e “articoli-figli” davvero notevole.

Oggi, a mente fredda, provo a fare una piccola analisi di quanto accaduto, sperando possa offrirti qualche spunto utile.

Affinità del pubblico

Il successo dell’articolo è dovuto, in parte, al pubblico del contenitore nel quale l’articolo è stato pubblicato.
Dico “in parte” perché se è vero che fra gli interessi degli abituali lettori del TagliaBlog ci sono startup e venture capital, è anche vero che buona parte del traffico è stato generato da utenti nuovi, “collegati” in qualche modo ai lettori tradizionali ma che non conoscevano il mio blog prima di quel post: il “lato social”, come vedrai più in basso, ha fatto la parte da leone.

Carotaggio

Per capire se davvero i lettori del blog avessero fra i loro interessi quello delle startup, ho fatto un annetto di “carotaggi”.
Questa è una fase importante per capire il tipo di riscontro che possono avere articoli “diversi dai soliti” sul proprio pubblico. Dopo una dozzina di post e guest post sul tema startup, alcuni di questi di buon successo, ho deciso che era il caso di proseguire su quella strada, cercando di sparare fuori il “post perfetto”.

Scelta dei tempi

Il guest post giusto mi è arrivato in agosto. Me l’ha mandato Augusto Marietti di Mashape, ma ho subito deciso di non “bruciarlo” in un mese notoriamente molle e vacanziero, dove il pubblico è meno attento e più propenso a pensare ad altro.
Il post di Augusto era davvero notevole, aveva tutti gli elementi per fare il botto, e ho quindi pensato di pubblicarlo il 6 settembre, di lunedì, quando la stragrande maggioranza delle persone è rientrata ormai dalle ferie ed è tornata con la testa sul lavoro. Ma scelta dei tempi vuol dire anche capire che i tempi sono maturi per quel genere di argomenti, che in quel preciso momento la gente si aspetta proprio quel tipo di articolo.

Fiuto?

Fiuto significa da un lato scegliere i tempi giusti, dall’altro capire che è il momento di cavalcare l’onda.
I segnali vanno colti nell’ambiente che ci circonda: parlando con tanta gente mi sono accorto di questa latente insoddisfazione dei giovani (e non solo dei giovani) per il lavoro, per la politica, per il cosiddetto “sistema Italia”. Questa insoddisfazione l’ho vista crescere nel tempo, e quindi ero praticamente certo che quell’articolo avrebbe fatto il botto, perché conteneva tutti gli elementi giusti per essere dirompente.

Proseguire nella via appena aperta

Al post di Augusto son seguiti altri 2 (ottimi) post piuttosto simili, quello di Max Ciociola e quello di Stefano Passatordi.
Nessuno è riuscito ad eguagliare il successo dell'”originale”, ma entrambi hanno avuto ottimi ritorni di traffico: il consiglio è quindi quello, una volta trovato il filone giusto, di cavarci quanto più oro possibile 🙂

Un po’ di statistiche…

Son certo che, dopo tante parole, vorrai anche vedere qualche numero circa il pezzo in questione; eccoti accontentato:

Visualizzazioni del guest post di Mashape

Dopo il boom dei primi giorni, a 7 settimane dalla pubblicazione il post continua a registrare quotidianamente diversi accessi, da parecchie decine di parole chiave e siti differenti.

Ma il dato più sorprendente è probabilmente questo:

Principali sorgenti di traffico del guest post di Mashape

Il successo del guest post è stato decretato immediatamente dai social (Facebook su tutti), e nei giorni successivi dai tantissimi siti che lo hanno ripreso e linkato (e che consentono al traffico di continuare anche settimane dopo la pubblicazione).

Google, però, non c’entra.

Google, per una volta, non è la prima fonte di traffico, e non è neppure sul podio. Facebook, il passaparola, la viralità, sono stati i veri vincitori. E’ vero, probabilmente Google potrà recuperare un po’ di strada nel corso del tempo, portando all’articolo un po’ di accessi da long tail (già oggi la pagina ha ricevuto traffico da quasi 400 parole chiave diverse).

Ma questo piccolo case study non avrebbe potuto esistere solo un paio d’anni fa, senza Facebook, senza Twitter, senza la “socialità” che oggi pervade la rete. E che consente a certi pensieri di diffondersi, di aprire dibattiti, di cambiare le cose.

2dc13395536c431966c0b7bc5282437b
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
×
2dc13395536c431966c0b7bc5282437b
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

19 Comments

  • Post interessante, mi ricordo la discussione che ne venne fuori.
    Io mi occupo di altri argomenti, cinema per lo più e nel periodo in cui stavo cambiando url al blog, che prima era su blogspot, ho scritto un articolo dove davo il mio punto di vista su un film attualmente nei cinema.
    Esponevo però un punto parecchio in contrasto con l’idea che molti spettatori avevano del film, ma argomentandolo la mia tesi con dovizia di particolari.

    Beh, non potevo credere ai miei occhi quando al vecchio url in quindici giorni ho totalizzato oltre 3000 like, al nuovo url ora siamo verso i 300 share su facebook, circa 8000 visite da facebook (in genere in contando tutti i post ne attirano giusto qualche centinaio al mese), il mio post linkato su yahoo answers, su forum di tutti i generi, rimbalzato in posti che nemmeno conoscevo e altri che hanno rielaborato l’idea alla base del post (senza citarmi ma senza comunque neanche copiarmi, è passata l’idea) ha attirato oltre 130 commenti a corredo dai lettori e ne è scaturita una discussione fantastica, assensi, dissensi, di tutto, ma senza mai finire nel flame.

    Però non me ne volere l’ho dovuto anche ottimizzare per i motori perché il blog non è famoso, io sno una perfetta sconosciuta per cui è sicuramente partito tutto da loro e poi si è diffuso su facebook. Però proprio perché sono sconosciuta sono contenta perché è stato sicuramente merito del post.
    Quindi anche nel mio caso: argomento di discussione, l’idea alla base e tempistica sono state le armi vincenti.
    E non l’avevo nemmeno fatto apposta, che di solito se mi fanno 20 like mi sento già fortunata 😉

    Reply
  • Ottimo articolo… e complimenti per i numeri !
    Si vede che l’argomento ha ‘acchiappato’ 🙂
    Massimo

    Reply
  • Affinità del pubblico…
    Carotaggio…
    Scelta dei tempi…
    Fiuto?…

    Taglia leggendo questi paragrafi mi son detto che sei già pronto per dirigere il Corriere della Sera o il Sole 24 ore (scegli tu quale!)

    A parte gli scherzi… Ottima analisi editoriale.

    Reply
  • Ieri sera sono andato al cinema a vedere un film, dove un blog accusa un personaggio pubblico di aver violato la legge, il passaparola su internet e il copia incolla del link è stato il mezzo per cui tutti i media sono arrivati alla notizia, certo era solo un film, ma in fondo il potere dei social network è questo il condividere. 😉

    Reply
  • Bella analisi! Il contenuto giusto al pubblico giusto e soprattutto, eccellente scelta dei tempi. Mi sento di aggiungere qualcosa anche al merito del contento: ha fatto il botto perché è un contenuto straordinario, nel senso di eccellente e assolutamente non comune. Recentemente ho letto un articolo che analizzava cosa rende ‘virale’ un contenuto. Questa storia ha tutti gli elementi per avere successo virale nei social media: è ciò che la gente è ben disposta a credere, quello che vuole sentir dire e che gli piacerebbe raccontare ad altri. La storia esprime un pensiero sentito da tutti ed in più, è assolutamente vera, inconfutabile. E’ una esperienza diretta (e di queste se ne sentono poche), inoltre non è la solita lagna del tipo ‘in Italia non si può fare più niente, mentre in America…’ . No, parla oggettivamente della loro esperienza ed in più punti si legge che non è generalizzabile ad altre categorie di servizi e prodotti. Che a Silicon Valley è più facile ottenere attenzione dai finanziatori fin dalle prime fasi del progetto, e che le banche italiane non investono sul lavoro, non è un postulato, ma emerge dal racconto lucido degli eventi.

    Reply
  • @Tagliaerbe

    Gli argomenti che tratti, e il modo, si prestano abbastanza alla viralità, anche perché crei dibattito, e ne è una prova la quantità e qualità media di commenti (oltre che dei post).

    Quindi un singolo giorno, con un post virale su un blog virale, per me non fa media.

    Certo i social favoriscono la viralità, però questa non può essere prevista, e quindi diventare quella routine che invece potrebbe fare media.

    A forza di parlare, non tu ma in genere, dei pregi di facebook, poi ci ritroviamo gli anziani titolari di azienda non ancora presenti sul web, che invece che creare un sito aziendale con annesso blog, si creano da soli una pagina fan, che è estremamente limitata, e a rischio bannaggio improvviso e senza motivazioni. E’ solo un esempio.

    E’ giusto spremere i social, ma attenzione a non esserne spremuti.

    Reply
  • Hai detto come sempre cose molto interessanti. Soprattutto credo che “la pubbliczione di un certo post in un dato momento” su qualcosa di molto potente se azzeccato.

    Si rifà anche al discorso degli “evangelisti troppo precoci” che sbagliano “il tempo dell’annuncio” e dunque non trovando terreno fertile, pur postando buoni contenuti, “non sfondano”.

    Cmq complimenti per questo post da record, ma soprattutto per la continuità dei post che sempre pubblichi, cosa ancor molto più difficile che azzeccare un post di successo! Le cose che durano e perdurano nel tempo sono sempre molto più difficili da costruire rispetto ad una “meteora”!

    Reply
  • Bah… Mi permetto di dire che tutta questa attenzione alle statistiche e ai numeri rischia di chiudere le menti.

    Il post è bello, “provocatorio” e originale. Ingenuo e sagace nello stesso tempo. Scritto da una persona che dice quello che pensa e quello che vive e lo fa con il cuore in mano, il fiato grosso per l’emozione, l’entusiasmo e il candore della giovane età.

    Tutto quello che è veramente speciale e degno di attenzione si prende spazio, inevitabilmente, anche contro ogni evidenza “tecnica”, statistica, i social o i non social..

    I due articoli successivi sul tema non avevano la stessa “carica” del primo, ecco perché sono stati meno considerati.

    @ Taglia: non voglio sottavalutare il tuo fiuto, ma l’insoddisfazione per il “sistema Italia” non è per nulla latente e non è necessario fare nessun tipo di carotaggio per portarla alla luce. Quando ero bambina, c’era già. Certo, adesso è a livelli parossistici.
    Ma quanti articoli di giornale e post parlano dell’insoddisfazione per il “sistema Italia” e nessuno se li sciacqua?

    Reply
    • @Ilaria: si, da anni si discute del problema, ma io cercavo la goccia in grado di far traboccare il vaso in ogni dove.

      E quel post lo è stato, aveva tutte le caratteristiche giuste, e infatti è stato ripreso da parecchi siti (anche “autorevoli”), generando discussioni e dibattiti un po’ ovunque: un “effetto domino” quasi perfetto 🙂

      Reply
  • E’ il secondo post consecutivo che nei commenti si parla di me senza citarmi …. mizzega! innominabile sugnu addiventato!

    Reply
  • Mi piace vedere a volte come su questo blog ci si contraddice! 😀

    Prima si appoggiano i motori di ricerca e si cerca di affondare i social, affermando che attività e investimenti per i motori di ricerca portano risultati misurabili mentre quelle per i social no.
    Poi, statistiche alla mano, si elogia Facebook e compagnia bella per il traffico che porta.

    E mi dispiace vedere gente tra i commenti che ancora non capisce il potenziale di Facebook solo perchè è ancora al vecchio search e non vuole essere più elastico.

    La questione è questa: se fai branding con facebook e coltivi le tue relazioni, la gente ti segue e la fidelizzi e sarà la prima a leggere i tuoi post. Con i motori di ricerca può avvenire (dopo indicizzazione e scalata delle serp) ma se sono keyword, keyphrase o temi competitivi non ti porterà il traffico che puoi garantirti stringendo relazioni di qualità dai social, (che è un posto molto ideale per farti conoscere, far capire alla gente che ci sai fare).

    Chi segue il Tagliablog e altri blog tematici del settore, è un utente evoluto, che come, probabilmente è iscritto alla pagina facebook e nota i post dallo stream e ci clicca per leggerli. Difficilmente riuscirei a reperire tutti gli interessanti post che leggo su questo blog se non usassi il mio stream-feed di Facebook per leggerli perchè sarebbe impensabile leggere tutto trovandoli da una ricerca su Google.

    Il like box è lento? Ma che se fino a qualche anno fa (e ancora oggi) l’80% dei siti web partiva con una intro in Flash! Quello si che rallentava! Quello che oggi bisogna raggiungere è un’elasticità strategica nel fare blogging: non bisogna puntare solo sul SEO, sui social o sui pay-per-click ma integrare tutto in una strategia multicanale integrata, come ho scritto in questo mio post http://www.webinfermento.it/web-marketing-olistico-pensare-a-una-strategia-multicanale/ e soprattutto, produrre “qualità”!

    Reply
    • @Mik / Dario Ciracì: se mi seguite con una certa regolarità, sapete che da sempre cerco di spingere (chi ha un sito/forum/blog) alla diversificazione delle visite: questo blog fa “solo” il 50% dai motori di ricerca (a differenza di tantissimi siti che fanno dal 75% in su).

      Al sottoscritto non frega nulla di esaltare Facebook, Twitter o gli altri social: a me piace “piegare” i social perché lavorino per me. Scrivo un post, e “automagically” questo si diffonde in ogni dove… e indietro mi tornano traffico/visite/utenti.

      Il caso del post di Augusto Marietti mostra che i social sono vincenti per certe tematiche, ma non per altre. Che probabilità di successo su Google poteva avere un post con quel titolo? chi si sarebbe messo a cercare su Google “lettera aperta all’Italia, investitori e startup”, o altre parole chiave simili? Nessuno.

      Quel post non è stato fatto per Google, così come tanti altri post pubblicati su questo blog. Se voglio fare un post per Google, uso un title diverso e soprattutto un tema diverso, un tema che va di moda in quel momento, con termini che vengono già cercati in modo massiccio sui motori di ricerca.

      Reply
  • Ciao a tutti e Taglia, e grazie per le riflessioni.

    Secondo voi: Twitter lo usano anche gli utenti “normali” (ovvero i possibili prospect) oppure lo usiamo solo noi “markettari”?

    Reply
    • @NBWeb.it: di certo Facebook è più “di massa”, Twitter più “di nicchia”, più spostato sugli “early adopter” e meno sugli “utenti della strada”. Almeno per ora 🙂

      Reply
  • per me i dati andrebbero interpretati in maniera diversa : hai avuto un ottimo risultato con facebook per la qualita’ dell’articolo e anche per l’interesse generale che ha l’argomento

    Reply
  • Non vorrei smorzare l’entusiasmo dell’incredibile Hulk ritratto nella foto, e quindi indispettirlo, però le statistiche non si fanno con i record.

    Se è vero che su facebook si passa più tempo che su Google, ogni giorno facebook ti dovrebbe portare più visite di Google.

    Invece come stiamo a media annuale?

    Se la gente non passasse tutto sto tempo su facebook, magari potrebbe visitare di più il tuo blog, il forum del portale per cui lavori ecc.

    Dico questo perché non ho mai trovato un sito, prodotto o servizio, con così tante persone che fanno pubblicità gratuita.

    Prova a pensare solo a quanto vale quel “Facebook Fan Box”, lento da caricare, se glielo vendessi come pubblicità.

    Io mi rifiuto di parlarne bene, primo perché non se lo merita, e secondo perché è un mio/nostro concorrente!

    Reply

Rispondi

Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Iscriviti alla Newsletter
Main sponsor
logo kleecks

Sponsor

Anatomia di un post di successo
Scroll to Top

Vuoi capire perchè il tuo sito non traffica?

REPORT SEO a soli 47€

anzichè 197€+iva
Giorni
Ore
Minuti
Secondi