Come posizionarsi e fare SEO su Baidu

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Baidu è il motore di ricerca più popolare in Cina.

A Novembre del 2013 aveva una quota di mercato del 63,55%, contro il 21,84% di 360 e il 10,53% di Sogou.

Google, che ha il monopolio della search in tutti i paesi occidentali, in Cina è praticamente inesistente, con la ridicola percentuale dell’1,66%: ecco perché posizionarsi su Baidu è estremamente importante, se si ha una attività commerciale rivolta al mercato cinese.

Fare SEO su Baidu non è esattamente come ottimizzare un sito per Google, anche a causa delle regole (e della censura) imposte dal governo cinese. E’ necessaria una gran quantità di contenuti di grande qualità, un enorme numero di link, e bisogna essere conformi alle leggi di quel paese: vediamo dunque assieme cosa fare per ottenere un buon posizionamento su Baidu.

1. Contenuti

Nessun contenuto duplicato: Baidu penalizza i contenuti duplicati molto più degli altri motori di ricerca. Ogni contenuto dovrebbe essere univoco. Sarebbe anche una buona cosa verificare regolarmente se altri siti fanno scraping dei tuoi contenuti, e invitare loro a rimuoverli. Quando sviluppi il tuo sito, presta quindi molta attenzione alla canonicalizzazione, alle tassonomie, etc.
Uso della lingua: Tutto il contenuto e i meta tag deve essere scritto in caratteri cinesi semplificati, che Baidu preferisce al cinese tradizionale. Da evitare i caratteri occidentali.
Definizione dei contenuti: Nella lingua cinese, ci sono diversi dialetti e ogni parola può avere fino a 7 significati diversi. Pertanto tutte le parole presenti vanno controllate con attenzione per verificarne il corretto uso e la rilevanza. Questo significa che è necessario assumere un traduttore cinese madrelingua, con competenze e conoscenze molte forti.
Qualità dei contenuti: Il posizionamento su Baidu si basa fortemente sulla qualità e la quantità dei contenuti. Ogni singola pagina del sito che si desidera posizionare, dovrebbe avere un minimo di 300 parole di contenuti unici.
Title tag: Dovrebbe essere scritto come si fa per Google. Ma se per Google si tende ad utilizzare il limite dei 70 caratteri (latini), in Baidu, dove si usa il cinese semplificato, il limite è della metà (35 caratteri). Il consiglio è di utilizzare un titolo ricco di parole chiave, che descrivano i contenuti della pagina, seguito dal nome del brand.
Meta description tag: A differenza di Google e Bing, Baidu utilizza il meta description ai fini del ranking. Assicurati quindi di compilare accuratamente questo campo con una o due keyword phrase, unitamente al nome del brand. A livello di lunghezza, vale il discorso del title tag: se la meta description, in caratteri latini, dovrebbe stare attorno ai 156 caratteri, per Baidu (in cinese semplificato) è la metà (78).
Meta keyword tag: Anche questo tag non è più considerato da tempo da Google e da molti altri motori, ma per Baidu è invece un fattore di ranking. Dovrebbe essere quindi utilizzato su tutte le pagine, inserendo 3-5 parole. Da evitare comunque il keyword stuffing.
Attributo ALT sulle immagini: L’algoritmo di Baidu, relativamente al crawling delle immagini, è ancora piuttosto semplice. L’attributo ALT è considerato il fattore più importante per posizionarle, quindi assicurati di utilizzarlo su ogni singola immagine del suo sito web.
Heading tag: Non sono gestiti diversamente dagli altri motori di ricerca. Assicurati dunque che ogni pagina abbia un tag H1 prima di ogni altro heading tag, ricordandosi che tali tag sono gerarchici. Inserisci le parole chiave all’interno, ma come sempre evita il keyword stuffing.
Blog: Se hai un classico sito statico, il blog può servire per mostrare a Baidu che hai un’area ricca di contenuti e aggiornata frequentemente. Baidu ha anche un news feed per i blog, che può aiutare a portarti del traffico organico: assicurati quindi di iscrivere il tuo blog al news feed di Baidu.

2. Requisiti SEO (dal punto di vista tecnico)

Robots.txt: A Baidu non piacciono i siti che contengono un file robots.txt. Se lo hai, rimuovilo. Tutte le regole che hai nel robots.txt dovrebbero essere impostate nel file .htaccess, o nei settaggi del server IIS.
Sottodomini e domini multipli: Non sono amati da Baidu, che vuole un singolo dominio per sito web. Se il sito è in più lingue, queste devono essere su domini separati e non collegati alla versione cinese.
Velocità del sito: E’ un fattore di posizionamento importante per Baidu (e, per certi versi, anche per Google). Un sito che si carica lentamente, avrà basse probabilità di posizionarsi bene in Baidu; pertanto è consigliabile hostare il sito su un server cinese.
iFrame: Non utilizzarli per contenuti che ritieni importanti: Baidu non è infatti in grado di “spiderizzare” gli elementi di una pagina contenuti in un iFrame.
JavaScript e Flash: Baidu non sa fare crawling di JS e Flash in maniera efficace, pertanto assicurati di non utilizzarli per contenuti importanti. Per esempio, se hai degli elementi di navigazione in JavaScript, metti anche i corrispettivi in HTML sulla pagina.

3. Link Building

Navigazione del sito: Come accennato appena sopra, Baidu ha un po’ di difficoltà con i contenuti in JavaScript. Se per motivi di usabilità vuoi utilizzare un drop-down menu che punta alle varie sezioni del sito web, è bene replicare i link testuali nel footer della pagina. Assicurati che in tutte le pagine ci siano sempre link testuali per agevolare Baidu nel crawling del tuo sito.
Anchor text: Baidu dà ancora un sacco di peso alle parole chiave nei testi ancorati: tutti i link della struttura di link interni dovrebbero quindi contenere ancore ben ottimizzate a livello di keyword. Allo stesso modo, se cerchi di acquisire link da siti esterni, fai in modo di ottimizzare le ancore il più possibile.
Link building: Una delle aree più importanti dove Baidu non ha ancora affinato il suo algoritmo, è quella degli inbound link, ovvero i link che da siti esterni puntano al tuo sito web. Baidu sembra infatti dare molto più peso alla quantità di link, rispetto alla qualità. Acquisire link di bassa qualità è ancora una pratica che funziona (almeno fino ad oggi), ma attenzione: potrebbe non funzionare più nel prossimo futuro (o su altri motori di ricerca cinesi), quindi sarebbe meglio puntare da subito su link alta qualità, evitando pericolosi “schemi di link” (già da tempo nel mirino di Google). Se si punta invece alla quantità, iscrivere il sito in molte directory e fare content curation sono tecniche che sembrano funzionare ancora piuttosto bene. Tutte queste attività di link building dovrebbero infine puntare ad un sito su un dominio .cn, che utilizza caratteri cinesi semplificati.

4. Le Leggi Cinesi

Indirizzo fisico: Sul sito andrebbe indicato l’indirizzo fisico cinese dell’attività, per dimostrare che è basata in Cina.
Nome a dominio: Baidu preferisce (nell’ordine) i domini .cn, .com e .net, con una preferenza per i .cn rispetto a tutti gli altri.
Web Hosting: Oltre al dominio .cn, Baidu preferisce che il sito web sia hostato in Cina (cosa che migliora anche la velocità di caricamento).
Licenza di “editore di contenuti su Internet”: Per posizionarsi bene su Baidu, sembra anche sia necessaria una particolare licenza, rilasciata dal governo cinese. Questa “ICP License” può essere richiesta sul sito del Ministero dell’Industria e dell’Information Technology.
Censura: Il governo cinese censura parecchi contenuti presenti su Internet, compresi la maggior parte dei servizi di Google e i principali social network. Se i tuoi contenuti contengono qualche parola inserita nella blacklist del governo cinese, Baidu deindicizza totalmente la pagina, o addirittura l’intero sito. Nessuna delle parole (e varianti di queste) incluse nella backlist può quindi essere utilizzata, e se il tuo sito prevede che i contenuti vengano generati dagli utenti, assicurati di pubblicarli previa moderazione.

5. Tool per Baidu

Aggiungi URL: Per poter aggiungere il tuo sito all’indice di Baidu, è disponibile questo submission tool.
Webmaster Tools: Baidu ha anche qualcosa di molto simile agli Strumenti per i Webmaster di Google; una guida dettagliata (in inglese) a tali tool, è disponibile in questo PDF.
Ricerca e studio delle keyword: Quando si ottimizza per Baidu, bisogna sempre pensare che si tratta di un motore indirizzato ai cinesi, che hanno abitudini e modalità di ricerca diverse dagli occidentali. Può quindi essere d’aiuto studiare le parole chiave tramite questo keyword tool. Pare anche che chi ha investito in paid search su Baidu, abbia visto migliorare il ranking del suo sito web…
Bottoni social: Per velocizzare la “spiderizzazione” e il crawling dei contenuti, sono infine disponibili gli share button di Baidu.

Liberamente tradotto da The B2B Marketer’s Guide to Baidu SEO, di Harrison Jones.

Wordlift
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

15 Comments

  • @Pablo Salve Pablo, ho letto per caso il suo commento. Sono italiana e tengo un blog in lingua cinese, su una piattaforma di microblogging cinese. Immagino che la traduzione del sito sia stata fatta proprio per lavorare con i turisti di lingua cinese. Il problema non credo sia il dominio in pinyin (i siti in cina hanno dominio in pinyin), ma il fatto che non giri su un server cinese la esclude dal mercato in Cina. Tradurre i siti in lingua è un’ottima iniziativa, ma non basta. Probabilmente (azzardo) potrebbero trovarla cinesi che vivono qua interessati ad andare in vacanza in Thailandia, ma non i residenti in Cina.
    Spero di averle dato qualche spunto utile.
    Buona giornata

    Reply
  • Salve a tutti,
    sono un tour operator italiano specializzato sulla Thailandia. In questi anni sto espandendo i miei mercati, tra cui un nuovo sito in cinese sui tour a Bangkok.
    Il sito e’ on-line da 2 giorni e quindi ancora non posso esprimermi sull’indicizzazione.
    Una domanda: ma il nome a dominio in caratteri pinyin (ovvero la traduzione in caratteri occidentali degli ideogrammi cinesi) influisce sul seo? Il sito si chiama http://www.manguluyou.com che e’ l’equivalente dell’ideogramma cinese http://www.tourbangkok.com .
    Secondo voi vale lo stesso principio di un sito italiano o inglese riguardo al nome a dominio?
    Ovvero con tale nome a dominio dovrei ricevere vantaggio sull’indicizzazione delle parole “tour Bangkok” scritto in cinese?
    Inoltre il sito sara’ ammesso a competere con gli altri siti cinesi pur non avendo ne’ server, ne alcuna connessione con la cina (eccetto la lingua del sito, si intende)?
    Grazie,
    Pablo

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  • ma quindi secondo voi si può tradurre il proprio blog o rifarlo direttamente in cinese? personalmente non credo che sia la traduzione lo scoglio maggiore ma se si lavora con wordpress per esempio vai di traduzione facendoti aiutare… diverso è se devi usare un “wordpress” cinese… voglio assolutamente provare ma non so proprio da dove cominciare. anche perchè non posso ad ora investire, ho un semplice blog di ricette e non vendo nulla… dunque ricapitolando io il mio blog lo potrei tradurre (ovviamente con un aiuto e non da sola) dite che è sufficiente??? io credo di no. help meeeeeee 🙁 🙁 🙁

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  • Stefano concordo con te, soprattutto quando vedi che in blog di questo tipo c’è gente che si firma con spammata di keyword e link al proprio sito.
    alla faccia della link building.

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  • Fare SEO in italiano è difficile, in cinese è un impresa, complimenti a chi ha il coraggio di abbattere certe frontiere!

    Reply
  • @matteo a me sembra ingestibile come situazione… voglio dire, già non è agevole lavorare sulla SEO in inglese con tanto che ti da’ molti più strumenti ed opportunità di quanto non faccia sull’italiano… peraltro c’è il problema del charset delle pagine, insomma magari mi sbaglio ma mi pare un po’ incasinata come cosa.

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  • Ciao Davide, la tua traduzione di Harrison Jones è un ottimo servizio per la “nostra” nicchia italiana. Ieri sera anche Ian Harris (SEJ) ha pubblicato un articolo interessante. Mi sembra un discreto spunto per arricchire il tuo contenuto e ti posto qui il link della mia “libera” traduzione: http://ow.ly/sKj5Y Grazie per l’ospitalità e a presto!

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  • @salvatore forse non molti, anzi penso pochissimi! Però esistono sempre i cinesi! 🙂 Non è difficile trovare un cinese che sappia cinese e italiano in Italia come in UK (dove sono…di cinesi ce ne sono molti molti anche quì) 🙂

    Appena avrò un attimo di tempo cercherò sicuramente di vedere possibili guadagni in questo mercato…l’idea è quella di studiare bene le leggi (scoglio non da poco) e poi dedicarsi alla costruzione del sito/seo sulla base dei punti elencati dal Taglia e da altri SEO internazionali (sperando di trovare già chi lavora su siti cinesi!).
    La traduzione di un sito in cinese non penso proprio di farla io, come quando si parla di qualsiasi altra lingua che non sia ita/eng. Anche perchè il francese/spagnolo saranno semplici rispetto al cinese, ma far fare il lavoro di traduzione da un madrelingua è un altro mondo.

    Reply
  • Ciao Paolo,

    dipende dalla nicchia in cui si lavora.. ovviamente deve essere prospettata direttamente al mercato cinese. Altrimenti sono solo soldi buttati.

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  • Articolo interessante. Ma secondo voi vale la pena investire tempo/risorse per “studiare, capire e ottimizzare” il proprio sito per questo motore?

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  • Nient’affatto un tema banale: il primo grande scoglio è la lingua, ci vogliono anni di studio e pratica (e soldi, visto che i corsi di lingue sono in maggioranza a pagamento) prima di imparare. Poi il secondo grande ostacolo è la burocrazia: personalmente nel 2010 mi era venuta voglia di sperimentare un pò Baidu, poi tutte queste imposizioni mi hanno fatto desistere (momentaneamente).

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  • Bellissimo articolo, come sempre del resto, ma questo apre una finestra nuova sul modo di pensare di tante aziende e anche marketer italiani che sono ancora convinti che il predominio di Google sia esteso a livello totalitario in tutto il mondo, non considerando minimamente che esistono realtà, come quella di Baidu appunto, che rappresentano una bella ed interessante fetta del mercato internazionale.

    Questa chiusura mentale li porta a ripetere come degli automi gli stessi passi adottati sui mercati europei, con un conseguente notevole spreco di risorse per se e per le aziende che seguono.

    Il mercato cinese è un mercato molto appetibile, ma molto difficile se non si hanno le risorse economiche e/o umane sufficienti ed adeguate, non si può pretendere di avventurarsi in un Paese simile senza un piano altamente dettagliato e creato su misura per questo tipo di realtà.

    In più, purtroppo, qui in Italia c’è un’associazione di pensiero piuttosto superficiale quando si parla di Cina, il fatto di avere una comunità cinese piuttosto consistente non ci rende affatto più simpatici o privilegiati quando si parla di affari.

    Ogni mercato ha le sue regole, quello cinese non fa eccezione, anzi….

    P.s.: aggiungerei che avere un server cinese non è consigliabile ma quasi un obbligo, dato che i Firewall cinesi sono quasi impenetrabili dall’esterno!

    Un saluto a tutti!

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  • Ciao TagliaErbe,

    Può sembrare una cosa da poco per noi in europa, ma la cosa
    più sbalorditiva è che la Cina è riuscita(per motivi al di fuori di questo contesto) praticamente a lasciar fuori dai suoi confini( o quasi) il
    colosso Google. Questo da una parte penalizza molto gli utenti cinesi,
    ma dall’altra ci far capire che mercato praticamente vergine offre
    la Cina stessa.

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  • Non è così banale insomma…specialmente per quanta riguarda i punti di “Le Leggi Cinesi”.
    C’è sicuramente da approfondire l’argomento 😉 grazie per lo spunto!

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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