Podcast: 3 limiti e 9 vantaggi per il web marketing e il personal branding

Il podcast è nato nel 2004 e ha visto la subitanea nascita di tanti podcaster e media producer indipendenti, ma solo negli ultimi 3-4 anni ha iniziato a diffondersi in maniera massiccia negli Stati Uniti, e ovviamente al traino in tutto il resto del mondo.

Un paio di dati:

  • Frank Merenda, imprenditore italiano e coach per venditori, nell’ultimo mese e mezzo ha lanciato due nuovi podcast
  • Brian Clark, fondatore di Copyblogger (non credo servano altre presentazioni), ha lanciato il New Rainmaker podcast, e a Marzo 2014 ha dichiarato che siamo nella “golden age of podcasting” (cit. da Social Media Marketing Podcast episodio del 28/03/2014 “Launching: why podcasts are a hot new way to launch a product”)
  • Stitcher Radio, un servizio che permette di ascoltare trasmissioni podcast, è stato inserito nei nuovi veicoli Mazda 3

In Italia ormai tutti i programmi radiofonici hanno una versione in podcast su iTunes, ma si stanno diffondendo anche gli show prodotti dai podcaster indipendenti. In questo momento ai primissimi posti della classifica “Podcast più richiesti” trovate Digitalia.fm di Franco Solerio (un mito).

Da gennaio sto lavorando sulla produzione e distribuzione di un podcast quotidiano. Ho iniziato perché lo ritengo uno strumento straordinario per il web marketing e il personal branding. Dopo vari mesi di analisi e pratica ti riporto quelli che secondo me sono limiti e vantaggi di questa tecnologia.

Limiti del podcast

1. Costo
Diffondere la tua voce attraverso il web ha un prezzo.

  • Registrazione: puoi fare tutto con il Mac, ma se vuoi qualcosa di più professionale allora ti servirà un microfono e magari anche un mixer, puoi spendere qualsiasi cifra ma almeno 300-500 Euro ti partono.
  • Editing: serve un programma per la registrazione e l’editing, ci sono risorse gratuite, ma i prodotti di qualità si fanno usando Logic Pro o Adobe Audition (spesa minima 179 Euro).
  • Hosting: devi caricare gli episodi del tuo show per cui ti servirà una piattaforma online, il sito lo puoi creare anche con WordPress, ma dovrai usare un hosting o un servizio specifico per il podcast altrimenti rischi di superare i limiti di banda. Le soluzioni sono: Libsyn, Squarespace o SoundCloud. Tutti questi servizi sono a pagamento e il costo ovviamente varia da quanto materiale carichi ogni mese.

2. Tempo
Fare l’episodio di un podcast non è diverso dallo scrivere l’articolo di un blog, ma richiede più tempo. Immagino che un po’ alla volta velocizzerò tutti i passaggi di post-produzione, ma per preparare un episodio di 30 minuti, oltre alla registrazione mi serve almeno un’altra ora e mezza per l’editing.

3. SEO
A livello di SEO un podcast anche di 8.427 episodi conta 0. Per quanti ascoltatori tu riesca ad attirare il tuo show non migliorerà particolarmente il tuo posizionamento su Google.

Vantaggi del podcast

1. Mobile, mobile mobile
È una tecnologia perfetta per gli smartphone. Puoi ascoltare un podcast ovunque e nel mentre puoi usare una qualsiasi altra applicazione.

Per un blog è esattamente l’opposto. E’ scomodo leggere sul cellulare, alla prima distrazione il lettore chiude il browser e inizia a fare qualcos’altro. Addio lettore.

2. Fidelizzazione
Far sentire la propria voce per 20, 30 o 70 minuti crea un legame molto più forte con l’ascoltatore rispetto a quello che si può formare con un semplice lettore. Specie se tanto il podcaster quanto il blogger erano degli emeriti sconosciuti fino a qualche secondo prima.

Dato statistico personale: dopo una settimana di programmazione del podcast c’erano già alcuni ascoltatori che mi contattavano via mail.

Non è un risultato stratosferico, ma dubito che un blog di una settimana aperto da un blogger che non ha neanche 100 follower possa raggiungere questo risultato (almeno io quando c’ho provato non ci sono mai riuscito).

3. Autorità
30 minuti di trasmissione sono quasi una lezione accademica, pensa a quante informazioni puoi passare in questo arco di tempo, hai mezz’ora per dimostrare la tua competenza ed esperienza su un determinato argomento.

E chi ascolta sente uscire quei consigli direttamente dalla tua voce.

4. Molti canali in più per il marketing
Il podcast non conta per la SEO, ma se l’obiettivo è portare più gente sul tuo sito pensa che potrai raggiungere gli utenti di iTunes, YouTube, SoundCloud, Stitcher e immagino anche altri canali su cui non ho ancora lavorato.

5. Tecnologia in fase di diffusione
Le statistiche dicono che l’uso del podcast è in crescita, ed è ovvio che lo sia vista la diffusione degli smartphone.

Se inizi a fare un podcast oggi, in Italia sarai tra quelli che porteranno questo settore alla piena diffusione. Hai la possibilità di diventare un punto riferimento. Se ti sembra che in qualsiasi nicchia del blogging ci sia già qualche esperto a occupare il territorio, perché non crearti il tuo spazio nel mondo dei podcast?

6. Marketing
Il podcast è uno strumento fantastico per il marketing. Oltre a proporre prodotti e servizi all’interno di una puntata, puoi attuare la strategia di Chris Ducker.

Questo imprenditore, ha accompagnato l’uscita del suo ultimo libro con un podcast quotidiano di 56 episodi. Il numero non è casuale.

Nelle prime otto settimane dopo il lancio, un podcast può entrare nella classifica dei “Nuovi e Degni di nota”, quindi tutti quelli che entrano su iTunes se lo trovano davanti e hai la possibilità di raggiungere persone che non avevano mai sentito parlare di te fino a quel momento.

7. Differenziarti
Con un podcast non solo ti distingui da chi compete con te per l’attenzione di una nicchia specifica, ma offri anche un alternativa al contenuto scritto. Offrire dei contenuti da ascoltare è un’ottima alternativa per raggiungere quelle persone che in quel momento non hanno voglia o la possibilità di leggere quello che scrivi.

8. Integrato nei social network
Se carichi il tuo show su SoundCloud, potrai condividerlo direttamente sui social. Nel tuo post su Facebook ci sarà un simpatico tasto play. Con un semplice click chiunque potrà ascoltare il tuo contenuto senza nemmeno dover uscire e rientrare dalla piattaforma sociale di turno.

9. E’ divertente
OK, questo non ha niente a che fare con il marketing o il business.

Realizzare un podcast può essere una sfida appassionante. All’inizio mi dava il panico pensare a quale poteva essere la reazione degli ascoltatori, ma ora mi emoziona sapere che ogni giorno qualcuno ha voglia di sentire cosa viene detto dall’ospite dell’intervista e da me in quei 30 minuti di show.

Concludendo

Se stai lavorando per creare una tua presenza online sono convinto che il podcast sia una grande opportunità. Certo richiede lavoro, ma come dice Brian Clark nel suo New Rainmaker essere un media producer, offre oggi un vantaggio competitivo ineguagliabile da qualunque altra strategia di marketing.

Autore: Samuele Onelia di Italian Indie, per il TagliaBlog.

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6 Comments

  • Ciao Samuele,

    Io sono sempre stato dell’idea che dare contenuti di valore sia il miglior modo per fare branding e quindi farsi conoscere. Che sia un pdf, un video o un audio, non bisogna mai sottovalutare il fatto che se non diamo informazioni utili, le persone non ci seguiranno, anzi forse faranno il contrario. 😉

    Ti dirò che sinceramente fin ora non avevo preso in considerazione il “Podcast” come strumento di business, o meglio alcuni degli strumenti che hai citato nell’articolo utili a questo scopo(I-Tunes, SoundCloud e Stitcher).

    Quindi penso proprio che implementerò anche questa strategia nel mio business.

    Grazie 1000 delle utili informazioni 🙂

  • Grazie a te Marco.
    Secondo me il podcast ha un potenziale eccezionale (poi rispetto a quando ho scritto questo articolo altri due imprenditori/coach affermati hanno lanciato il loro podcasts questa è una ulteriore conferma).
    Alcuni ascoltatori in queste settimane mi hanno chiesto informazioni extra sul costo di realizzazione.
    Certo creare un podcast costa più di un semplice blog ma non si tratta di cifre esorbitanti, per cui credo valga sicuramente la pena di uscire un po’ dalla zona di comfort e testare questo strumento.

  • Grazie per il post!

    Il Podcast è sicuramente uno strumento fantastico, ma qual è la sua rilevanza in Italia secondo te? Nell’articolo ne parli come una materia dove ci sia molto campo libero..forse ancora troppo? Ho la sensazione che venga utilizzato da una nicchia ristrettissima..

    A presto!

    Federico

  • Ciao Federico, rispondo con un po’ di ritardo, ma spero riuscirai comunque a leggere questo commento.

    Il ritardo è stato dovuto dal fatto che non volevo darti risposte a caso, per cui ho fatto un po’ di networking e contattato due veterani del podcast in Italia (mi sembra più corretto mantenere l’anonimato visto che si trattava di una chiacchierata privata).

    Ti riporto i concetti di base delle conversazioni che ho avuto:

    – sì, il podcast è una nicchia piccola, molto piccola;
    – il podcast fidelizza meglio e molto più velocemente di qualsiasi blog;
    – se vuoi monetizzarlo in maniera INDIRETTA (quindi usarlo come vetrina/personal branding) ti servono numeri molto più bassi rispetto a un blog.

    MONETIZZAZIONE DIRETTA
    La monetizzazione diretta di un podcast passa attraverso la sponsorship.
    1- a oggi non ci sono aziende italiane che le offrano;
    2- per ottenere una sponsorship devi avere almeno 5.000 – 10.000 download per episodio (questo lo so per certo perché mi sono informato in maniera diretta con diverse aziende americane podcast-friendly)
    3- Digitalia.fm (podcast italiano di cui parlavo nell’articolo) in ogni episodio ha 1-2 sponsor. Non credo sia più profumato degli altri per cui immagino che se le aziende gli offrono questa benedetta sponsorship è perché effettivamente rispetta i loro standard minimi.

    Per qualsiasi altro dubbio, scrivimi pure.

  • Ecco un altro strumento (l’ennesimo) che le aziende italiane non conoscono, non sono interessate a verificarne le potenzialità e lasciano che finisca nel dimenticatoio nonostante sia il tool principe dei prossimi anni per il mobile marketing. Meglio aspettare che sia famoso e usato dai concorrenti per copiare-come-si-fa! Molto meglio una pagina Facebook con quattro foto una volta ogni tanto caricate dall’impiegato/a di turno. Sono pessimista? No, solo un ottimista con esperienza. 🙂 Nonostante tutto occorre continuare a fare cultura intorno a questi tools! Prima o poi l’azienda giusta la si incontra!

  • Ottimo articolo però NON sono d’accordo sul discorso del “Nessun SEO”. Secondo me, se utilizzato bene e con una certa frequenza, può essere ottimizzato benissimo, soprattutto se il podcast è fatto di interviste a blogger, marketer o influencer del proprio settore, anzichè essere un podcast fatto esclusivamente di nostri pensieri. Così come si ottimizzano gli articoli si possono utilizzare tecniche SEO per creare Backlinks al proprio sito sfruttando il Podcast. Ho conosciuto Italian Indie così: seguivo un marketer che ha rilasciato un’intervista ad Italian Indie e ho scoperto il Podcast Blog di Samuele Onelia. Ho anche comprato un ebook di Yaro Starak sul blogging business il quale descrive oltre 100 tecniche di Backlinks e il podcast è uno dei più raccomandati, potendo sfruttare canali come I-Tunes, Stitcher, Soundcloud, Podfeed e altre directory di podcast.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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