Il 2012 sarà l’anno di Pinterest (e della Social Content Curation)

La cosa più interessante che arriverà sul web nel 2012 sarà la social content curation.

I primi segnali risalgono allo scorso anno, in Silicon Valley, con l’esplosione di Pinterest – startup già segnalata alcuni giorni fa, nel post sui trend SEO del 2012 – e di altre piattaforme come Snip.it, Quora e Fab.com.

In questo post di Elad Gil, qui tradotto, percorreremo l’evoluzione dei social media da “long-form” a “push-button”, partendo da Blogger fino ad arrivare a Pinterest (e ai suoi “fratelli”).

L’evoluzione dei social media

Nell’ultimo decennio i social sono passati da una forma dove la partecipazione (sia lato produzione che lato consumo) richiedeva un certo sforzo, ad una forma che dove sono necessari requisiti sempre più bassi per partecipare ad una conversazione.

1999-2004: le piattaforme di blog

Blogger (lanciato nel 1999), e più in generale tutte le piattaforme di blog, sono social di tipo “long-form”. Scrivere contenuti solleva la barra ad un livello molto alto. E in effetti questi siti hanno 2 distinte basi di utenti: chi produce (l’1% o meno) e chi consuma (il 99% o più). Anche Yelp (2004) è fondamentalmente una piattaforma di “food blogging”, dove i (pochi) recensori scrivono giudizi sui posti dove hanno mangiato, giudizi che poi vengo letti da tantissime persone.

2004-2007: l’aggiornamento di stato nei social

Facebook (2004) e Twitter (2006) hanno trasformato i social media passando dai blog del tipo “long-form” a quelli di tipo “short-form”, aggiungendovi foto e aggiornamenti di stato. Ciò ha ridotto i requisiti necessari sia a produrre che a consumare i contenuti, allargando a dismisura la base utenti globale.

2007-2010: l’interazione tramite pulsanti

Già con Twitter, e col suo bottone “re-tweet” che consente di “ritrasmettere” alla propria rete i contenuti di altri, emerse una nuova tendenza interessante. Tumblr (2007) miscelò i contenuti lunghi, medi e corti aggiungendo a tutto il concetto di “re-blog”. Il reblogging permette ad un utente di ripubblicare contenuti semplicemente cliccando su un pulsante, consentendo essenzialmente ad un utente di curare un contenuto senza averlo prodotto.

Parallelamente, intorno al 2008 sono emerse startup come Instapaper, Evernote e Read It Later che consentono di raccogliere e leggere i contenuti in un secondo momento, anche se in forma “privata”: nessuno di questi servizi ha infatti una forte componente sociale.

Foursquare (2009) è stato uno dei primi network a generare contenuti sociali quasi senza aver bisogno di una interazione tramite pulsanti. Facendo un check-in, si trasmette la propria posizione agli amici e in buona sostanza si creano contenuti senza che sia necessario scrivere nulla.

2010-oggi: la social curation

Pinterest (lanciato nel 2010) è stato uno dei primi siti ad utilizzare il concetto di “push-button” (tramite bookmarklet e “re-pinning”) per creare una struttura di contenuti curati, chiamati “board”. Ciò permette agli utenti di raccogliere contenuti presenti ovunque sul web, nonché quelli di altri utenti di Pinterest. In un certo senso ha preso l’idea di Tumblr, trasformandola però in uno stream strutturato e curato, che gli utenti possono condividere. E cosa importante, è estremamente facile per i nuovi utenti consumare questi insiemi di contenuti visuali, e di condividerli con altri.

David King ha sollevato un altro punto interessante: strutturando i contenuti in un insieme anziché in un flusso, siti come Pinterest e Snip.it hanno impedito a social “stream-based” come Facebook di diventare un luogo interessante per consumare i loro contenuti.

Questa tendenza è in corso di adozione da parte di altri siti, e include:

Chi raccoglie news e informazioni. Snip.it è un prodotto fatto per la social curation e gli insiemi strutturati basati su news e informazioni. Di recente Quora è entrata in questo mercato con le “board”, che permettono di curare i contenuti provenienti dal web portandoli all’interno del suo sistema di Q&A.

Gli ecommerce. Nils Johnson (uno dei più grandi esperti di social commerce) ha notato come Fab.com abbia utilizzato l’approccio di Pinterest all’interno dei suoi “feed”. Ed è altrettanto probabile che Pinterest monetizzerà grazie a qualche idea legata alla ricerca dei prodotti e alla successiva vendita.

I Social media. Storify, in buona sostanza, ha aggiunto uno strato di curation sopra a Twitter.

Riassumendo: il 2012 sarà l’anno della social curation

Nel 2012 assisteremo ad una accelerazione della social curation. Il motivo? semplicemente perché la maggior parte degli utenti non vuole sforzarsi a produrre contenuti, e consumare contenuti in modo strutturato (specialmente le foto) è anche più veloce. Proprio come la prima ondata dei social ha trasformato il consumo di informazioni, questa seconda nuova ondata di social curation cambierà radicalmente il modo in cui gli utenti troveranno e interagiranno con i contenuti scovati online.

Ovviamente anche il Tagliaerbe ha attivato il suo profilo su Pinterest 🙂

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12 Comments

  • ohibo’ e pensare che questo pinterest non lo conoscevo ma a vederlo sembra interessante! grazie della segnalazione

  • Importante articolo, soprattutto relativamente a sottolineare le (sostanziali) differenze tra content curation ed aggregated content (automatici tramite feed rss).

    Personalmente vedo lo sviluppo del social content, come l’unione tra il bookmark che ed il voting, integrati in una piattaforma di condivisione e discussione. Praticamente il vecchio DIGG + il vecchio DELICIOUS, perche, sempre a mio avviso, entrambi hanno intrapreso strade che non condivido (ed anche i numeri lo stanno confermando)

    Questo è il sito sul quale sto lavorando (in fase beta)

    http://news.emcelettronica.com
    (specifico per elettronica e tecnologia)

    Sto ragionando su una campagna di lancio, ma non avendo ancora definito un piano di ROI (abbastanza complesso per il tipo di sito) sto procedendo abbastanza lentamente.

    Se avete suggerimenti……

  • in realtà è pure vecchia come idea, e non di poco, quella di pinterest, però evidentemente lo stanno spingendo molto meglio.

  • Ecco perché sto sperimentando un boom di richieste su Pinterest! Mi piace molto il suo layout che a colpo d’occhio permette di individuare qualcosa di interessante. I vari Google Reader, Tumblr, Twitter ti costringono a maratone di scrolling o a mitragliate sulla J e portano all’ossessione di dover portare a 0 il numero degli elementi non letti.

  • La content curation, cambia la forma ma non la sostanza: un rimasticamento di informazioni trite e ritrite.
    Io uso Scoop.it ma mi rendo conto che tali strumenti hanno un senso solo se davvero si ha voglia di spendere tanto (ma tanto) tempo nel ricercare e proporre contenuti di valore; ma i contenuti di valore, ahimè, sono sempre di meno proprio perchè si preferisce riproporre qualcosa piuttosto che crearlo di sana pianta.

  • Concordo con Giovanni Cappellini,
    ultimamente ci muoviamo tutti verso Pinterest 😉

    Vorrei solo aggiungere che, a mio e del tutto parziale avviso, un ruolo fondamentale in questo nuovo corso di Social Curation lo hanno avuto i tablet e app come Flipboard >> forse ancor più innovativa di Pinterest

    e che, a ben vedere, anche Facebook e la sua Timeline non siano poi così lontane da questa nuova idea di Cura dei Contenuti Social

  • Concordo con Giovanni Cappellini,
    ultimamente ci muoviamo tutti verso Pinterest 😉

    Vorrei solo aggiungere che, a mio e del tutto parziale avviso, un ruolo fondamentale in questo nuovo corso di Social Curation lo hanno avuto i tablet e app come Flipboard >> forse ancor più innovativa di Pinterest

    e che, a ben vedere, anche Facebook e la sua Timeline non siano poi così lontane da questa nuova idea di Cura dei Contenuti Social, non vi pare

  • Content curation è come parlare di moodboards, quelli che ancora oggi si fanno con colla e ritagli di giornale.
    Vedo ormai purtroppo solo tanta duplicazione di contenuti online.
    Il tempo è poco e i social network sono troppi.
    La bolla è alle porte.

  • Sembra veramente interessante anche se per il momento ho poche idee e ben confuse da organizzare… Se nel frattempo volete riordinarle insieme a me, ho qualche invito rimasto.

  • Per tutti coloro che cercano inviti per Pinterest: è sufficiente andare su pinterest.com e cliccare su “Request an Invite”; tempo un paio di giorni massimo e dovrebbe arrivarvi 🙂

  • Grazie per quest’interessante articolo..ho appena creato il mio profilo Pinterest 😉

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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