Fare la differenza nel Personal Branding

Eccoci al secondo articolo sul Personal Branding per il TagliaBlog.
Un aspetto che tutti devono tenere in considerazione è il seguente: tutti abbiamo un Personal Brand, volenti o nolenti e probabilmente anche più di uno! Il nostro modo di vestirsi, parlare, lavorare o comunicare online influenza la maniera con cui veniamo percepiti.

Nel precedente articolo si diceva: “il Personal Brand è un modo per far comprare meglio se stessi”…
Come si fa a farsi comprare? Quando tizio ha un problema e noi abbiamo una delle possibili soluzioni, magari la migliore, vogliamo fare in modo che tizio come prima cosa si ricordi di noi e soprattutto che ci contatti.
Basta essere bravi? Come tutti sappiamo la competenza non sempre è sufficiente. E’ altrettanto importante essere ricordati, essere memorabili.
Alcuni pensano che basti andare online, magari creare un Blog. Ma, come tutti i lettori del TagliaBlog sanno bene, di Blog ne nascono migliaia al giorno e la vita là fuori è dura…

Distinguersi

Il buon senso ci dice che vincere la competizione significa fare le stesse offerte dei concorrenti, ma un po’ meglio. Basterebbe quindi imitare gli altri e cercare di farlo più in fretta, a meno costo e con una miglior qualità.
Dal punto di vista del Branding (e della competizione) questo non è sempre l’ideale: se l’obbiettivo è quello di far capire al cliente che non esiste nulla di simile a noi sul mercato, che siamo unici e diversi da tutti gli altri. Assomigliare agli altri non è certo il modo migliore per raggiungerlo!

Levi Strauss diceva:

Non può esserci identità se non c’è differenza

Uno dei modi migliori per essere memorabili è distinguersi.

Distinguersi

Ma come fa un esperto SEO a differenziarsi da tutti gli esperti (o presunti tali) là fuori?

Essere i primi

Uno dei modi migliori per differenziarsi e creare il proprio Personal Brand è quello di essere i primi ad inventare una categoria di prodotti o servizi (o per lo meno di essere percepiti come tali).
Grazie alla Rete oggi esistono milioni di nicchie e innumerevoli modi per risolvere i problemi ad esse connessi. Il primo che inventa un nuovo modo per migliorare la ricerca sul Web rischia di fare la fine di Google!

Essere i primi è un ottimo modo per essere ricordati. Questo perché tutti si ricordano dei primi. Pochi ricordano le medaglie d’argento, i vice-campioni d’Italia o il secondo uomo sulla Luna. La gente ama i primi allo stesso modo in cui ama essere prima lei stessa. Pensa a quello che è avvenuto con Facebook. Inizialmente tutti ad iscriversi e a parlarne perché faceva tendenza. Adesso che fa meno tendenza ci vanno tutti lo stesso, ma non lo ammettono neanche sotto tortura!
Per gli stessi motivi spesso i primi generano più passaparola: finiscono sui giornali, sulla televisione e sugli altri media, aumentando ulteriormente le loro possibilità di successo.

Specializzarsi

Come fare a differenziarsi in un mercato già saturo?
Una buona strategia è quella di specializzarsi: per target, argomento, area geografica, strumenti utilizzati, orario, etc.
Anche gli esperti di Personal Branding si specializzano! Dan Schawbel, autore di Me2.0 si concentra sugli studenti che cercano il primo lavoro, Gary Vaynerchuk in quelli che vogliono far diventare la loro passione un lavoro e Pamela Slim su quelli che vogliono fuggire dalle grandi aziende.

Essere specializzato ha inoltre ulteriori vantaggi.
Significa:

  • essere più facilmente considerato un esperto,
  • concentrare i propri sforzi ed esperienze, diventando sempre più competenti,
  • ottimizzare i propri servizi e intanto fare quello che più si preferisce, che appassiona.

E come vedremo nel prossimo articolo, anche la passione fa la differenza…

Voi cosa state facendo per distinguervi?

Autore: Luigi Centenaro di PersonalBranding.it, per il TagliaBlog.

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8 Comments

  • Io lavoro su quello che mi appassiona, concentro sforzi ed esperienze, studio e mi informo e, come dice Gary Vaynerchuck, mi faccio un m….o cosi’!…

  • Beh, più che Tribe direi la mucca viola…
    Ilaria: basterà? Speriamo! 🙂

  • Articolo un po’ breve per la vastità dell’argomento, ma mi piace che si inizi a parlare di un qualcosa spesso trascurato rispetto a molti altri.

    Io ho lavorato molto sul mio personal branding, ed in qualità di psicologo (anche se ho una web agency) l’ho fatto sempre in modo scientifico, testando strategie e fallimenti.

    Dopo molti anni ho raggiunto una buona dose di successo e sicuramente posso individuare 5 fattori fondamentali che non ho mai rivelato prima per migliorare il proprio “brand” ed avere successo con gli altri. Il tuo articolo mi ha dato lo spunto ed ho deciso che fosse il momento di rivelarlo agli altri, quindi ne ho scritto uno sui miei consigli personali, che consiglio a tutti di leggere perchè sono stato (spero) veramente chiaro e onesto.
    L’articolo è qui: http://igornardo.eu/generale/personal-branding-5-segreti-per-sapersi-vendere-bene/

    Se volete chiarimenti o lo ritenete non completo scrivetemi pure…

  • Bella domanda! Non so se sono riuscita a distinguermi, io attingo alle mie esperienze, ai miei pensieri, alle mie passioni. A volte mi sembra di essere una voce che predica nel deserto.
    Il difetto di farsi un branding è che poi c’è sempre chi cerca di affossarti, anche sulla rete basta un’inezia per trovarsi nemici dietro l’angolo.
    Sarà questo il primo sintomo? :))

  • Se ti fai conoscere per i risultati la tua immagine sarà ben difficile da distruggere…

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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