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Perché molte startup falliscono?

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Molti giovani aspiranti startupper troppo spesso rinunciano all’idea di costituire una startup innovativa spaventati dalla possibilità che l’idea possa non avere successo e comportare il solo spreco di risorse e tempo.

Le notizie riportate in rete sono fuorvianti ed è necessario analizzare più studi e statistiche al fine di avere un’idea complessiva sui tassi di fallimento delle startup.

Secondo il Centro Studi di Assolombarda sono molte le variabili da considerare e che determinano il rischio di chiusura di una startup.

Maggiori possibilità di fallimento sono presenti nei primi quattro anni di vita, superati i quali le startup iniziano a strutturarsi con la conseguenza che i tassi di fallimento si riducono.

Tuttavia, la ricerca evidenzia una sostanziale differenza tra le startup fondate nella regione Lombardia e le startup fondate in Germania nelle regioni della Baviera e del Baden-Württemberg. Queste ultime già dopo 3 anni di attività, statisticamente, hanno molte meno probabilità di fallire.

Inoltre, secondo quanto riportato nello studio: “Perspective: New Product Failure Rates: Influence of Argumentum ad Populum and Self‐Interest”, i tassi di fallimento variano di molto a seconda del settore sul quale si decide di sviluppare l’innovazione.

E infine, può essere utile contestualizzare e rapportare i dati con quanto evidenziato da Eurostat: nella sola UE, un’impresa qualunque dopo cinque anni dalla nascita ha, statisticamente, meno di una possibilità su due di essere ancora attiva. Ciò suggerisce che fondare una qualsiasi attività imprenditoriale comporta dei rischi.

Sebbene i motivi che portano al fallimento di una startup o di un’impresa siano pressoché sempre gli stessi e li vedremo in questo articolo, non bisogna lasciarsi fuorviare dai dati, evitando che questi limitino o impediscano di far nascere e crescere i propri progetti imprenditoriali.

Quali motivi dietro il fallimento delle startup

Domanda assente

Il primo motivo che porta al fallimento di una startup è la mancanza di domanda per il prodotto o servizio innovativo immesso sul mercato.

Ciò può avvenire per diversi motivi. La proposta può essere poco convincente. Il mercato di riferimento non ha la possibilità di spesa richiesta per acquistare il prodotto, oppure semplicemente quella che si pensava essere un’idea innovativa in realtà è già presente.

Onde evitare il verificarsi di tali problemi il consiglio generale è di effettuare puntuali ricerche di mercato volte sia a studiare la presenza di competitors sia a comprendere l’eventuale interesse del pubblico.

Fondi insufficienti

Un secondo motivo per il quale le startup falliscono è dato dalla mancanza di fondi. Una startup ha l’obiettivo di trovare i giusti canali di finanziamento per evitare tale problema.

È compito del CEO della società stimare correttamente il budget necessario per sviluppare il prototipo, immetterlo sul mercato e retribuire il personale qualificato.

In genere la mancanza dei fondi oltre che da una valutazione errata a monte è causata: dagli elevati costi per acquisire i clienti. Quando il target è una nicchia specifica l’impiego di risorse per acquisire nuovi clienti può essere molte elevato, più di quanto costa sviluppare il prodotto.

In secondo luogo, molte startup dopo aver lanciato il prototipo funzionante si rendono conto che per sviluppare su larga scala i prodotti sono necessari ingenti capitali di cui non dispongono.

Team di lavoro non affiatato

Non basta mettere insieme un gruppo di talenti e menti brillanti per assicurarsi il successo. Il gruppo è necessario lavori in armonia e condivida i medesimi obiettivi strategici per avere successo.

Disporre di un gruppo di lavoro diversificato significa mettere insieme scuole di pensiero e competenze diverse e ciò potrebbe portare a conflitti che rallentano o, nel peggiore dei casi, rendono impossibile lo sviluppo della startup.

La gestione dei rapporti è dunque un aspetto importante all’interno di una startup come in una qualsiasi azienda. Si noti che, qualora ci fossero degli investitori esterni se da un lato si ha disponibilità di risorse dall’altro bisogna altresì valutare come mantenere il più duraturi possibile i rapporti con le figure esterne all’attività.

Ignorare la concorrenza

È estremamente difficile per una startup realizzare un prodotto innovativo che non sia già presente sul mercato. La maggior parte delle volte, gli startupper puntano a perfezionare un’idea già esistente e a ignorare la presenza di molti concorrenti che, verosimilmente, lavorano a simili progetti.

Il consiglio generale, riportato dagli esperti, è di trovare un giusto compromesso tra la presenza dei competitors che andrebbero studiati e monitorati e tra il non preoccuparsi minimamente della loro presenza.

Prodotto finale troppo costoso

Il prodotto finale oltre ad essere utile e richiesto sul mercato deve, altresì, avere un prezzo di vendita in linea con le possibilità di spesa dei clienti individuati come potenziali.

Vale sempre la regola che il prezzo può essere elevato solo quando risolve problemi che non è possibile risolvere spendendo meno. Pertanto, il problema del prezzo finale troppo elevato non dovrebbe essere una preoccupazione per gli startupper in procinto di sviluppare un’idea davvero unica sul mercato.

Non considerare i clienti

Collegato a tutti i punti precedenti, il successo di una startup è dato dalla prova sul mercato. È come i clienti reagiscono alla presenza del nuovo prodotto che si determina il successo o il fallimento.

Il prodotto o servizio deve rispondere a specifiche esigenze, ed è per questo motivo che prevedere feedback esterni e costanti può evitare lo sviluppo di un prodotto non richiesto.

Azioni di marketing inefficaci

Infine, tra i principali motivi che portano al fallimento di startup vi sono le azioni di marketing inefficaci.

Non è detto infatti che tra gli sviluppatori dell’impresa vi siano figure esperte in marketing e comunicazione. Tale aspetto è rilevante perché il prodotto o servizio sviluppato può anche essere effettivamente richiesto dal mercato ma fatica ad intercettare la domanda.

Si evidenzia quindi l’importanza di un team diversificato che sappia effettivamente seguire tutte le fasi di sviluppo e crescita dell’organizzazione.

Dottore Commercialista – Startupper – Digital Lover & BlockChain Beliver. Consulenza manageriale, Project Management, Consulenza aziendale, Consulenza fiscale e Consulenza finanziaria. Specializzato in start up innovative, pmi innovative e crowdfunding.
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Dottore Commercialista – Startupper – Digital Lover & BlockChain Beliver. Consulenza manageriale, Project Management, Consulenza aziendale, Consulenza fiscale e Consulenza finanziaria. Specializzato in start up innovative, pmi innovative e crowdfunding.

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