Per chi fare SEO? Per se stessi o per i clienti?

Per chi fare SEO?

Davvero non capisco chi, ancora oggi, ambisce a fare il consulente SEO freelance per qualcun altro (=per “i clienti”), e non per se stesso (=per progetti propri).

Se nutri ancora qualche perplessità su quale delle 2 strade prendere, credo che questo post dipanerà tutti i tuoi dubbi. 🙂

Gli svantaggi di fare SEO per i clienti

  1. Più clienti, più rogne.Da diversi anni ho scelto di lavorare solo con pochissimi clienti, che preferisco chiamare partner. Pochi ma buoni.Sì, perché se sei un freelance le tue ore lavorative sono limitate, e ti basteranno pochissimi clienti per non trovare più nemmeno il tempo per mangiare e dormire. Anche perché fra questi personaggi si anniderà quasi certamente qualcuno che, dall’esatto momento in cui ha firmato il contratto, pensa di poterti disturbare giorno e notte, festivi inclusi, e pretendere una risposta (se non una soluzione) entro pochi minuti.Viceversa, lavorando con pochi partner fidati, oggi posso dire di avere il 100% di fatture pagate (molte delle quali pagate “a vista”).
  2. Spesso non puoi avere “carta bianca”.Ti sarà quasi sicuramente capitato il cliente che vuole posizionare un sito, ma poi non vuole darti un accesso all’FTP, alle analytics, al CMS, o comunque a tutte quelle cose necessarie per permetterti di ottenere il risultato a cui ambisce. E poi magari si lamenta pure.
  3. Occhio ai “poco trasparenti”.Parente del cliente di cui al punto 2, è quello che non ti dice la verità.Fra i casi peggiori quello che fa lavorare 2 SEO contemporaneamente sullo stesso progetto, oppure quello “con estro artistico” che modifica a casaccio, in base al suo sentore o al suo umore, le cose che tu hai sistemato il giorno prima con fatica. Tu fai, lui disfa. Ovviamente senza dirti nulla, ma dandoti poi la colpa se il suo sito non si posiziona come dovrebbe/vorrebbe.
  4. I pagamenti “a babbo morto”.Se lavori in Italia, con clienti italiani, il concetto del “pagamento puntuale” non è contemplato.Purtroppo sarai costretto ad investire buona parte del tuo tempo ad inseguire persone che non saldano le fatture, che continuano a rimandare, o che addirittura spariscono rendendosi irreperibili.Ma tu le fatture le hai staccate, devi pagarti vitto e alloggio, e le tasse arrivano sempre puntuali…
  5. Sei tu che cerchi il cliente, o è lui ad averti cercato?Questo quinto punto è quello su cui ti invito a riflettere di più. Su vari gruppi e forum si possono notare dei SEO (solitamente alle prime armi) che inseguono ogni minima opportunità di lavoro venga anche solo vagamente accennata.Così facendo il SEO in questione mostra tutta la sua disperazione, che è pari a quella del venditore di enciclopedie che cerca di infilare il piede nella porta per evitare che il prospect gliela chiuda in faccia.In un mio vecchio post parlavo dell’importanza dell'”essere inbound“, ovvero del lavorare per essere trovato e scelto, dell’entrare nell’immaginario del cliente come il professionista giusto, quello che fa per lui al 100%. Ed evitare invece in tutti i modi di buttarsi su ogni minima occasione… che occasione non è: fidati, quando sei tu a proporti con insistenza, è il cliente ad avere il coltello dalla parte del manico.

I vantaggi di fare SEO per se stessi

  1. Puoi scegliere come e quando lavorare.Se lavori su progetti tuoi, puoi farlo da casa tua e in ciabatte. Puoi farlo di notte o nei fine settimana. Puoi farlo a Natale o a Ferragosto.Se invece lavori con i clienti, devi essere presente “sul pezzo” ad orari prestabiliti, spesso devi fare lunghi viaggi in auto o in treno (perché “per certe cose è meglio parlarne di persona”), quando ti presenti devi essere… presentabile (scordati la barba lunga e le magliette da nerd, specialmente in certi contesti istituzionali) e le ferie – se sei riuscito a farti pagare abbastanza fatture per prendertele – devi farle quando le fanno i tuoi clienti.
  2. Puoi scegliere i settori che rendono di più.Se ti si presenta un cliente con un budget limitato, e che opera all’interno di una nicchia microscopica, probabilmente non avrai difficoltà a posizionarlo in tempi brevi, ma guadagnerai poco e il lavoro non sarà certo di grande soddisfazione.Se invece lavori sui progetti tuoi puoi andarti a cercare nicchie estremamente redditizie, e magari con una competizione medio-bassa (se sai fare una buona keyword research).
  3. Puoi fare esperienze negli ambiti più disparati.Il SEO “tuttologo” non esiste. Ad esempio, non puoi essere un SEO espertissimo in siti editoriali, in ecommerce e in ambito turistico: ognuno di questi settori richiede competenze e conoscenze specifiche, che si imparano solo col tempo e con l’esperienza.Stesso dicasi per le piattaforme: difficile trovare qualcuno che sia contemporaneamente un guru di WordPress, Joomla! e Drupal.Se lavori “al soldo del cliente” imparerai nuove cose in base ai progetti che ti arrivano, e non ai settori e/o alle piattaforme che desideri approfondire.
  4. Puoi permetterti di sbagliare.Che poi parlare di “imparare” sulla pelle dei clienti è una frase che suona parecchio male.Eppure ho conosciuto SEO, specialmente quelli alle prime armi, che “usano” i clienti per fare esperienza. Roba da brividi.Se invece lavori su progetti tuoi, puoi permetterti di osare e sperimentare cose che sui clienti non puoi fare (o perlomeno che non dovresti permetterti di fare, se hai un po’ sale in zucca).
  5. Puoi farti pagare bene (e puntualmente).Questa è probabilmente la parte più bella e divertente, che da sola dovrebbe bastare a farti scegliere di lavorare per te stesso.Se lavori per un cliente vieni pagato per ottimizzare un sito che magari, dopo il tuo lavoro, passa dal fatturare 100 al fatturare 1.000. E magari tu vieni pagato 10 (se e quando ci riesci).Se lavori su progetti tuoi, oltre a scegliere i settori più lucrosi, puoi essere pagato puntualmente da sistemi di remunerazione come Google AdSense o le affiliazioni (e non sto parlando solo di Amazon), senza avere mai a che fare con solleciti e tira-e-molla di ogni genere e specie per ricevere i soldi che ti spettano di diritto.

Non credo ci sia da aggiungere altro per convincerti su quale sia la “retta via” per chi vuole fare SEO e vivere sereno. 🙂

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22 Comments

  • Hai descritto benissimo le due possibilità e hai perfettamente ragione 🙂

  • Io sto seriamente valutando l’idea da diversi mesi di lavorare SOLO su progetti personali..

  • In un certo senso, la seconda opzione implica operare sia per se stessi, sia per i clienti accuratamente selezionati: un professionista messo in condizioni di lavoro ottimali è in grado di dare il massimo a chi gli si rivolge.

  • Ciao Davide, sono pienamente d’accordo, da anni lavoro per alcuni clienti che mi permettono di giocare nella stanza dei bottoni e soprattutto sviluppo progetti editoriali con partner puntuali nei pagamenti come Google, Kelkoo, Trovaprezzi etc etc.

    Ovviamente bisogna fare un distinguo, a mio personale avviso, all’inizio della carriera è bene gettarsi in questo mare pieno di squali e squaletti, in questo modo è possibile farsi le ossa, capire come gira il mondo, e poi scegliere ciò che più ci piace. Le migliori lezioni te le danno i clienti che ti fanno lo sgambetto, ci caschi una volta e poi… impari!

  • Personalmente non ho mai abbandonato l’uno per l’altro.
    Ho tanti progetti in cui la SEO frutta a me e alla mia azienda.
    Ma allo stesso tempo seguiamo clienti, ma sempre con l’obiettivo di creare sinergie vincenti e durature. Infatti rimango scioccato quando leggo discussioni tra SEO dove al centro di tutto c’è sempre e solo il cliente.

    La SEO è anche per noi ragazzi 😀

  • Ti leggo da anni ma questo post è la conclusione anche del mio ragionamento.
    Ho incominciato a mettere a frutto le mie conoscenze SEO per me stesso da un paio d’anni e… ho cambiato vita. P.S. In meglio 🙂 Grazie come sempre per il tuo prezioso lavoro.

  • Esiste l’opzione di fare il dipendente come SEO con tutti i pro e contro della cosa…

  • Credo che per alcuni invece funzioni in modo diverso, qualcosa come: provano a lavorare su progetti personali, il risultato è un totale fallimento, quindi decidono di lavorare su progetti di altri sperando e quindi con clienti sperando di racimolare uno stipendio a fine mese. Credo purtroppo che siano in molti a rientrare in questa categoria.

  • Concordo con il Taglia. A parte pochi e selezionatissimi fidati, la maggior parte dei potenziali clienti si meritano SEO di scarso profilo (così i ratti si incontrano con i ratti).
    Personalmente, o parto ora e miglioro la resa di alcuni progetti personali (compresi una vera e propria impresa in un campo diverso) oppure mai più.

  • Concordo pure io con il taglia, ma seguire anche clienti tiene comunque vivo l’interesse o le particolarità per dei settori che magari con progetti personali non cureresti, e ti aiuta a crescere.

    Pareto 80/20 è WIN 😉

  • Gestisco dal 2008 un grosso progetto personale. Purtroppo oltre alle competenze SEO, bisogna far conto di una serie innumerevole di fattori. Non basta eccellere in una skill, servono una serie di competenze, un team, tenacia, pazienza e un mercato pronto al tuo business.
    Si soffre in entrambi i casi… quindi credo che la verità stia nel mezzo: fatti rispettare come imprenditore, vedrai che le cose andranno meglio.

  • Credo fermamente che la soluzione migliore sia quella di creare un’equilibrio tra le due prospettive. Lavorare per se stessi aiuta di sicuro a fare esperienza e a monetizzare, ma credo sia importante anche lavorare “solo per certi clienti”, ovvero quelli che pagano puntualmente e comprendono le difficoltà e i sacrifici che ci sono dietro questo lavoro. In questo modo si ha anche la possibilità di affrontare più settori e più nicchie. In ogni caso ottimo articolo.

  • Bhé, c’è poco da dire. Ci hai preso su tutto 🙂

  • Aggiungerei un altro aspetto, al di là di cosa si sceglie. Questa è una scelta in più, che altre professioni non consentono.
    Infatti non puoi fare l’avvocato per te stesso! O l’ingegnere, il medico, l’idraulico, il macellaio…

  • Condivido pienamente l’articolo anche se è leggermente a senso unico. 🙂

    Io sono partito come webmaster che monetizzava con Adsense e affiliazioni passando poi alla consulenza, e devo dire che in questo passaggio sono cresciuto professionalmente tantissimo. Ho potuto approfondire concetti come user experience, customer journey, branding etc., che prima trascuravo in quanto col blog affiliate contava solo fare traffico e avere un copy convincente per portare lead e acquisti.

    Sono dell’idea che un seo completo debba avere diverse fonti di guadagno a partire dai progetti propri per avere poi qualche cliente giusto per tenere un occhio nel mondo delle aziende. Credo sia il modo migliore per crescere sia professionalmente che dal punto di vista economico.

  • La libertà e’ la cosa che mi spinge di più a fare SEO. Bel post!

  • Ho imparato a mie spese che a stare dietro a certuni si perde solo tempo, e non posso che ringraziare per l’articolo che conferma e mi fa sentire, se vogliamo, meno isolato.

  • Quello che hai scritto è verissimo. Purtroppo abbiamo spesso a che fare con la vendita di un servizio “astratto” che non da risultati immediati. Il cliente crede che pagando un canone mensile per il SEO domani il suo sito web sia ai primi posti dei motori di ricerca. Bravi quelli che si fanno pagare almeno una semestralita’ in anticipo avranno più tempo per modificare il SEO ed ottenere i primi risultati nel giro di due o tre mesi. Comunque anche io ho scelto di curare il mio SEO per i miei progetti mantenendo solo alcuni clienti paganti che capiscono l’importanza del SEO.

  • Mi trovo piuttosto d’accordo. E’ un pò lo scatto che sto cercando di fare da qualche mese. Lavoro marginalmente in ambito Seo (più che altro mi occupo di sviluppo) ma penso che, quando si parla di freelance o liberi professionisti, seguire solamente i cliente senza intraprendere progetti personali sia estremamente faticoso e pericoloso. Un progetto personale, ti po’ dare tante soddisfazioni e il risultato è direttamente proporzionale alle tue capacità ed al tuo impegno.
    Lavorare solo per i clienti ti costringe a rincorrere sempre per avere progetti nuovi, clienti nuovi, ecc… Certo, come in ogni situazione l’ideale è la via di mezzo. Qualche progetto personale e un pò di clienti di qualità. Certo, anche in questo caso c’è la sua bella dose di rischio: concentrarsi solo su pochi clienti può essere pericoloso: anche in questo caso è importante trovare il giusto equilibrio, come in tutte le cose della vita.

  • Condivido appieno tutti gli argomenti che hai trattato in questo articolo.

    Oltretutto con i clienti occasionali c’è sempre un fattore in comune: hanno fretta… sia per risolvere dei problemi strutturali del sito, sia per raggiungere dei risultati (in termini di posizionamento sui MDR), questa tipologia di cliente “ha fretta,” il più delle volte questo tipo di cliente si presenta con dei problemi enormi sul sito esistenti da anni, (sito costruito dal cugino della zia del nonno ovviamente. gratis o quasi) di cui si accorto solo nel momento in cui viene penalizzato da Google, o da Bing.

    La Seo ha bisogno di tempo e di analisi. E in generale bisognerebbe incominciare ad assimilare il concetto che la Seo ormai è legata a doppio filo alla “user experience”. Ossia: sono diventati molti i fattori di ottimizzazione seo che, se applicati correttamente, migliorano notevolmente l’esperienza dell’utente (basti pensare alla compressione delle immagini per una più veloce visualizzazione, alla velocità in risposta del server, alle certificazioni SSl, etc etc …).

    Questo per sottolineare che molte delle attività del Seo specialist possono migliorare notevolmente l’esperienza dell’utente, a prescindere dal desiderio di un miglior posizionamento o meno sui motori di ricerca.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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