Pensieri di un SEO (Grey Hat)

Sull’onda dell’entusiasmo dovuto al successo dell’articolo sull’algoritmo di Google, ed in accordo con Davide, ho deciso di pubblicare su questo autorevole Blog le slides relative al mio intervento al Seotraining 2011.

Non essendo un SEO, non possiedo un blog sull’ottimizzazione dei motori di ricerca (ma un blog di Elettronica e Tecnologia). Alla fine del training, tutti i relatori hanno pubblicato la documentazione del loro intervento nei rispettivi blog, tranne il sottoscritto 🙁

Ringrazio quindi il Tagliaerbe per avermi dato l’opportunità di confrontarmi con una vasta platea di SEO professionisti: leggete le mie slides, sfogliandole direttamente online.


Sono disponibile a rispondere a tutte le domande, considerando le slides solo una traccia per il relatore, ogni vostro dubbio, critica, perplessità potrà essere motivo di dibattito. Nei prossimi giorni (ore?) mi impegnerò a seguire costantemente i commenti per poter argomentare le varie questioni poste.

Ad esempio, volete sapere quale è la mia teoria sul CTR?

Oppure cosa intendo nella presentazione con “collaboratori social”?

Ma forse vi interessa di più come fare ad avere backlinks autorevoli, tutti CI dicono che sono importanti, ma NESSUNO ci spiega come ottenerli… stai forse pensando a Wikipedia?

Autore: @EmanueleEMC, fondatore di Elettronica Open Source, per il TagliaBlog.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

48 Comments

  • Grazie Emanuele e Taglia. Molto interessante e devo dire che ho paura di Google Panda. Ma tra poco cambierò politica per il sito.

    Come si dice: “Internet non è al passo con i tempi, ma con il futuro.” e purtroppo o no, ci dobbiamo adeguare. 🙂

  • Ribadisco quanto detto al SEO Training “e per fortuna che Emanuele è un non-SEO!”
    La sua forza sta nel ragionare con un pensiero laterale e una forma mentis diversi da un SEO puro, effettivamente, ma porca miseria.. se è uno forte 😉

    La strategia dei backlink wikipediani è una gran chicca. Chapeau!

  • Ciao Emanuele, grazie per il tuo articolo…domani matt (a mente lucida) do un’occhiata al tutto…ti volevo chiedere se per caso ci fosse il video del tuo intervento…sarebbe sicuramente + chiaro delle semplici slides :))
    grazie

  • Mmmm sarebbe interessante conoscere le risposte alle tue ultime domande… Per iniziare 🙂

    Come ottenerli?

  • bel post interessante… ne faro’ tesoro e cerchero’ di applicare al mio blog

  • @Emanuele

    Sei un SEO o no?
    Non che sia fondamentale, ma se dici di esserlo non capisco perché ti smentisci subito dopo affermando il contrario.

    Dalle slide non ci ho capito tanto, puoi spiegarti meglio? Magari cominciando a rispondere alle domande di esempio che hai fatto.

  • Salve a tutti,

    @Benedetto
    Grazie dei complimenti! Anche tu sei uno forte e con un vantaggio in più… l’età! Non riesco immaginare quando avrai la mia età quello che potrai combinare….. tra una ventina d’anni suppongo 🙂

    @Mik
    Per SEO intendo SEO professionista, che prende lavori di ottimizzazione per i motori e posizionamento. NO, non lo sono, come puoi vedere dal mio Blog sono un progettista elettronico.
    Nemmeno nel mio futuro prevedo (per quanto sia possibile) di intraprendere attività SEO conto terzi… ma ora che ci penso forse una cosa mi piacerebbe fare, si, il SEO Rater ahah quanto mi divertirei, oggi pome vi racconto un po di cose che mi sono accadute a riguardo, ora vado un po di fretta….
    P.S. Forse il titolo di questo articolo è forviante, ma lo ha scelto Davide… probabilmente mi considera un SEO 🙂

    Ora ho un appuntamento di lavoro per un…. progetto e relativa produzione elettronica, ma nel pomeriggio trovo sicuramente il tempo di rispondere anche a tutte le vostre domande tecniche.

  • La mia personale posizione sul cosidetto Grey Hat è la seguente:

    tutto ciò che è utilizzare al massimo le possibilità che ti danno le direttive di Google senza però arrivare ad infringerle. Ovvero, camminare sul filo della lama tra quello che è “lecito” e quello non lo è. Ma per farlo bisogna essere più che bravi.
    Se poi parliamo di eticità riferendoci alla relazione con i clienti (che non sembra essere il tuo caso), allora la logica vorrebbe che non si giocasse con l’integrità dei loro siti o, se si decide di utilizzare una tattica grey, che sia prima ben spiegata al cliente e portata avanti solo se questi accetta i potenziali rischi.

    Una nota sulla presentazione. Interessante, ma immagino che sia decisamente criptica per chi non ha un minimo di nozioni SEO in testa. Sarebbe stata molto più utile se fosse stata accompagnata da un testo che la spiegasse. Diciamo la verità, l’introduzione allo slideshare non serve a nulla per tautologica.

    Infine, una cosa con cui non sono d’accordo: il keyword density… sono vari anni che è stato dimostrato che è una panzana.
    Non perché in una pagina tu hai ripetuto un numero determinato di volte la keyword esatta per cui vuoi che essa si posizioni, che questa pagina magicamente si posiziona. Piuttosto è la percentuale di LDA che conta, ovvero il grado di contesto in cui una parola chiave si presenta, oltre ad altri classici fattori come la keyword nel Title HTML.

    Altro fattore in parte da smitizzare: il matching keyword negli anchor texts. È un fattore, ma non più così “essenziale” come solo un paio d’anni fa. Anzi!, una cosa che si è notata è che spesso ha maggiore correlazione l’uso di anchor text con uso parziale della keyword esatta. Perché? Perchè la prima è facile da individuare come metodo per influenzare artificiosamente i rankings, e perché sempre più stanno acquistando valore le branded keywords (per lo meno da Vince in poi… ah, Vince non è “siti autorevoli” ma “siti branded”, che è leggermente diverso)

    Nella slide “linea Maginot” descrivi esattamente tutti i fattori che determinano la penalizzazione di una pagina anche secondo Panda. Poiché non esiste una reale spiegazione da parte tua delle slides, quello che non si capisce è se tu stai suggerendo che si usino quei suggerimenti o no. Se li suggerisci, avresti almeno dovuto aggiungere “a vostro rischio e pericolo”, perché – scusate l’espressione – di merda di pagine che eccedono nell’uso di quelle tattiche il web ne è pieno.

    Ok, stop… o altrimenti il mio commento diventa più lungo che il post stesso 😉

  • @Emanuele

    Anch’io non lavoro conto terzi, eppure sono un SEO.

    Non c’è nessuna presunzione nel dirlo, perché non c’è nulla di cui vantarsi.

    Se dico al fornaio “io sono un seo”, non è che mi guarda con ammirazione, casomai mi chiede “cosa sei? un scemo?”

    Attendo di leggere le tue teorie.

  • Emanuele mi complimento anche qui, ancora una volta, per la tua fantastica presentazione, si, è molto concisa, ma sono tutti piccoli input che basterebbero per riempire le vacanze ;o) (Già mi ci vedo sull’amaca sotto una palma, con l’iPad in mano a “incastrarmi” sulle tue slide!

    P.s. Spero di essere ricordato un giorno per colui che ha lanciato il NON SEO 😀

    Quando ho conosciuto Emanuele la storiella del NONSeo me l’ero bevuta…ma solo la prima volta 😀 in realtà ogni volta che ho il piacere di parlare con lui scopro quanto ci sia ancora da fare 😀 Lui ti stravolge ogni pianificazione SEO, se hai appena preparato un progetto a cui hai lavorato mesi, parli con lui mezzora e dopo vai a casa e lo stracci 😀

    Diciamo che come dice Benedetto ha una visione trasversale e una grande inventiva, la SEO come la intende lui è ancor più divertente 😀

  • Le Slide sono molto interessanti ma… anche secondo me era il caso di accompagnarle ad un video (o perlomeno ad un testo) di approfondimento in cui venissero trattati seppur in mniera veloce i vari punti. Quindi se e quando hai tempo e vorrai approfondire alcune delle tematiche trattate nelle slide sarò felice di leggerti 😉
    Ciao

  • @Giochi mmo
    @Mik #6

    Come ottenere links da siti autorevoli?

    Quanti di voi hanno tentato di inserire un link verso il proprio blog in Wikipedia? Anche linkando una risorsa molto utile ed a completamento/approfondimento della pagina stessa di WikiPedia…. ma niente, si viene implacabilmente bannati….

    Il problema è nell’approccio, si tenta di fare link building sfruttando la popolarità di W. dando in cambio “solo” un articolo (sul nostro blog) che NOI consideriamo risorsa utile! Praticamente quello che fanno (o vorrebbero fare) il 99% dei blogger nel 99% delle nicchie 🙂
    Certo una soluzione potrebbe essere diventare moderatori di W. ma lo vogliamo veramente?

    Cambiamo per un attimo prospettiva, pensiamo da wikipediani, diamo a Wikipedia quello che Wikipedia vuole!
    E’ una enciclopedia! Bene allora “riforniamo” questa enciclopedia, contribuiamo al sapere comune!

    Semplicemente scrivendo sui nuovi argomenti!

    Certo in materie scientifiche è abbastanza semplice, ma facciamo un esempio limite, parliamo di turismo ed in particolare di “Hotel Rimini” (sembra essere un settore/key molto competitivo)

    Ebbene se è questa la mia nicchia sicuramente avro un blog che tratta di alberghi ma anche della città di Rimini.
    Cosa devo fare? Semplicemente stare all’erta! Se inaugurano un nuovo ponte (non c’è ancora niente di Calatrava a Rimini vero?) o realizzano una nuova statua nella piazza principale oppure un nuovo Palafiera 🙂 devo “correre” a documentare la cosa, un articolo di qualità con approfondimenti, richiami storici ed anche foto (perche no?) della novità! Sicuramente interesserà i miei lettori, ma anche quelli di una enciclopedia 🙂 ed allora perche non riscrivere l’articolo in stile Wikipedia e nei links (collegamenti esterni, pardon) fare riferimento all’articolo nel mio blog?

    Ho scritto articoli di qualità? SI
    Li ho arricchiti con approfondimenti, richiami storici, foto? SI
    Sono diversi? SI
    Ho dato a W. quello che si aspetta da me contributor? SI
    Ho ricevuto il link? SI

    Tutti felici!

    E penso anche il motore di ricerca lo sia, perche ho puntato prima di tutto sulla qualità e sulla rapidità di informazione e condivisione.

    Ora alla vostra fantasia applicare il suggerimento alla vostra nicchia,
    ma sempre pensando di dare al sito autorevole quello che si aspetta, in automatico avrò fatto felice anche il motore di ricerca!

  • @Mik

    Dichiarazioni ufficiali di quando però? 😀

  • @ Mik 4 mesi online sono anni luce 😀

  • Scusate, si dice così:

    “Oste, è bono ER vino?”

    …mi sto italianizzando 🙂

  • Sulla questione del nofollow:
    1) sì, i link da Wikipedia sono nofollow
    2) a me non importa avere links da Wikipedia pur se sono nofollow, perché un link da wikipedia non mi interessa per il PR che potrebbe passarmi, ma per come quel link aiuta – e molto – ad aumentare il livello di TrustRank del mio sito. E se aumenta il TrustRank, allora aumenta la rilevanza, e con la rilevanza i rankings.

    L’unica cosa che non mi convince è la tattica che suggerisci. Non tanto perché non sia corretta, ma perché – almeno per quello che so anche per aver potuto scambiare vari colloqui con numerosi curatori di Wikipedia – pur se il tuo blog è la miglior risorsa di informazioni nella tua nicchia, se è all’interno di un sito commerciale… il link sarà dopo un po’ di tempo cancellato da Wikipedia.
    Se puoi, perché non presenti un caso concreto?

  • errata corrige al mio anteriore commento:

    “a me non importa avere links da Wikipedia pur se sono nofollow”

    è da leggersi così: “a me non importa avere links da Wikipedia anche se sono nofollow”

    😀

  • Però Wiki permette di inserire link solo con il nofollow, giusto? Sono comunque validi?

  • @Gianluca

    Prima di tutto voglio farti i complementi per il tuo commento #8
    non vedo l’ora di risponderti punto punto, il confronto equivale sempre ad una crescita! Forse ci riesco piu tardi, per ora, più semplicemente rispondo al tuo #19

    Il mio suggerimento NON è rivolto solo a Wikipedia, ma a tutti i siti autorevoli. Nello specifico Wikipedia passa TrustRank ed a mio avviso anche PageRank (anche se poi non è proprio quello della barretta che abbiamo trovato modificata stamani)

    Riguarda al sito commerciale, è evidente che non posso linkare una pagina con vendita camere a 100 euro.
    Infatti ho scritto Blog.
    Dando per scontato che, anche all’interno di siti commerciali è fondamentale avere un blog con info e news rivolte a fornire un’esperienza positiva all’utente (si proprio come suggerisce BigG).
    L’interazione poi tra il blog e il sito commerciale è tutt’altra materia…
    Se il blog è stato creato esplicitamente per pubblicizzare i prodotti allora credo che il curatore di W. non possa far altro che bannare.
    Se invece l’articolo che andrà a leggere sarà una risorsa utile tale da interessare anche lui….

  • Mi piace questa discussione… già già 😉 . Allora Emanuele ti faccio una domanda (sicuramente banale) che potrebbe interessare a molti. Quali altri siti “importanti” potrebbero tornare utili per questo discorso oltre a wikipedia? Ovviamente sappiamo che in ogni nicchia ci sono dei siti/blog/portali autorevoli dai quali ottenere un link è fondamentale per ottimizzare il trustrank del proprio sito/blog. Tuttavia ognuno conosce la propria nicchia e ogni caso è a se. Io mi riferisco a qualche altro sito sulla falsa riga di wikipedia, ossia un sito “importante” dove più o meno tutti possano portare valore aggiunto utile e interessante e sopratutto… nuovo e originale (ormai mi sembra una prerogativa fondamentale) con la speranza di ottenere stò benedetto link che poi se è dofollow o nofollow ma chi se ne frega 😉 . Tanto la barretta verde è li per bellezza 😉

  • @Adriano

    Aspetta che chiedo a Cutts se può ripetere la stessa solfa in un video che pubblica domani, solo che ora che lo vedi saranno passati …
    se 4 mesi = anni luce
    poche ore = giorni luce

    @Tutti

    Ho detto che c’erano anche test a confermarlo, ma evito di perdere tempo a portarvi ulteriori citazioni/indizi/prove perché, a differenza mia, voi non ne avete portata alcuna.

    Una nota di stile: aggiungete le parole “secondo me” di fronte ad ipotesi non verificate.

    Buon proseguimento

  • Una domanda semplicissima. Come ottenere back link ?
    Non rispondetemi con la solita teoria dei contenuti ecc. 🙂

    Quali siti offrono backlink di qualità ?

  • Se tra i @tutti includi anche me… allora ti rimando all’ultimo Survey sui Ranking Factor 2011 (mi trovi tra quelli che hanno contribuito).

  • Finalmente!

    @Gianluca #8

    Ti rispondo quotando le tue varie affermazioni:

    >Se poi parliamo di eticità riferendoci alla relazione con i clienti (che >non sembra essere il tuo caso), allora la logica vorrebbe che non si >giocasse con l’integrità dei loro siti o, se si decide di utilizzare una >tattica grey, che sia prima ben spiegata al cliente e portata avanti solo
    >se questi accetta i potenziali rischi.

    Non è il mio caso lato SEO, ma sicuramente lo è come cliente. Sia 4-5 anni fa, quando chiedevo preventivi a seo internazionali per miei siti in lingua inglese, sia ultimamente per siti italiani, NESSUNO ti illustra i pontenziali rischi delle sue strategie, anzi ti garantiscono la prima pagina. Ma poi ti trovi con backlinks nei commenti di blog inglesi dove il commento prima del tuo parla di se*y gir*s e quello dopo di cas*no
    (* a salvaguardia del padrone di casa 🙂 .

    Non tutti i seo sono cosi, certo, ma buona parte si! E se in un contesto internazionale regna la furbizia (black hat) in Italia ho notato regna l’ignoranza (stupid hat?). Proprio a vostra tutela, di seo seri, valutate bene la possibilità di una regolamentazione/certificazione
    (in elettronica ad esempio esiste sotto varie forme)

    Sicuramente importante il tuo colegamento con SeoMoz ma quanti potenziali clienti italiani lo conoscono? Ottimo, ma come punto di partenza!

    >Una nota sulla presentazione.
    Vai!

    >Interessante, ma immagino che sia decisamente criptica per chi non >ha un minimo di nozioni SEO in testa.
    Sono pur sempre un progettista elettronico 🙂

    >Sarebbe stata molto più utile se fosse stata accompagnata da un testo >che la spiegasse. Diciamo la verità, l’introduzione allo slideshare non >serve a nulla per tautologica.

    Le slide servono al relatore come lineeguida alla sua presentazione verbale. Guai se non ci fossero e guai se fossero con troppo testo.
    In accordo con Davide, mi sono reso disponibile proprio a rispondere alle varie domande “chiarificatrici” che ovviamente sarebbe scaturite dalla carenza di testo.

    >Infine, una cosa con cui non sono d’accordo:
    Evvai si impara qualcosa!

    >il keyword density… sono vari anni che è stato dimostrato che è una >panzana. Non perché in una pagina tu hai ripetuto un numero >determinato di volte la keyword esatta per cui vuoi che essa si
    >posizioni, che questa pagina magicamente si posiziona. Piuttosto è la >percentuale di LDA che conta, ovvero il grado di contesto in cui una >parola chiave si presenta, oltre ad altri classici fattori come la >keyword nel Title HTML.

    Allora,
    quando cito la keyword density, mi riferisco al concetto moderno di tale frase. Includendo si la percentuale di keywords, ma anche le related e le similar. Nello specifico devo dire di aver letto molto (proprio su SeoMoz) riguardo alla LDA e devo dire che secondo me in Italia (italiano) la cosa non è cosi semplice da attuare (forse per key ad alto traffico). Penso piuttosto sia un fattore rivolto alla ricerca di “spontaneità” nel testo ma nel momento che ormai tutto il mondo ne parla, la spontaneità va a farsi benedire…. questo è un discorso da affrontare davanti un bel bicchiere di vino e farci nottata…….

    >Altro fattore in parte da smitizzare: il matching keyword negli anchor >texts. È un fattore, ma non più così “essenziale” come solo un paio >d’anni fa. Anzi!, una cosa che si è notata è che spesso ha maggiore >correlazione l’uso di anchor text con uso parziale della keyword >esatta. Perché? Perchè la prima è facile da individuare come metodo
    >per influenzare artificiosamente i rankings, e perché sempre più >stanno acquistando valore le branded keywords

    Ammazza! (torno Romano ogni tanto 🙂
    Sto proprio scrivendo un articolo su questo!
    MI TROVI PIENAMENTE D’ACCORDO!

    >Nella slide “linea Maginot” descrivi esattamente tutti i fattori che >determinano la penalizzazione di una pagina anche secondo Panda. >Poiché non esiste una reale spiegazione da parte tua delle slides, >quello che non si capisce è se tu stai suggerendo che si usino quei >suggerimenti o no.

    NO, ovviamente NON li suggerisco. In particolare, sia i fattori insite, che quelli offsite indicati, vengono citati come tattiche rivolte a scalare la serp. Piu o meno corrette, ma sempre “forzature”

    P.S. Grazie per la precisazione branded/autorevole.
    Anche se poi spesso un sito “branded” è anche autorevole, io lo assimilo al concetto dei .edu. Non fanno la differenza (ufficialmente) nei backlinks ma probabilmente il link vale di più perche il .edu in genere è autorevole.

  • @emanueleEMC

    Per quanto riguarda la regolamentazione… il problema è l’anarchia propria dei SEO. Comunque è un tema ricorrente e, credo, prima o poi si realizzerà qualcosa. In Spagna, dove vivo, in effetti stiamo parlando di creare un’Associazione che abbia potere di certificare i professionali dalla fuffa.

    Infine, quando parliamo di branded e autorevole, credo che stiamo in fondo parlando della stessa cosa. In realtà si dovrebbe incominciare a parlare solo di Entities. Se un sito è capace, attraverso le sue azioni online (marketing mix di SEO, Social… ma anche di integrazione dell’Off nell’Online), allora quel sito – magari un eCommerce che vive solo online, si trasforma da semplice sito a qualcosa di più: un entità, che è il preludio al brand vero è proprio. Esempio tipico: le startups tecnologiche.
    E sono gli entities quelli che sono premiati dai Google (o Google vorrebbe premiare)… ed è anche per questo che i domini fatti di keyword esatte è opinione comune che col tempo perderanno il peso spropositato che hanno adesso.
    E una delle cose che servono per diventare entity, sono links da seed trusted come Wikipedia (ma anche siti universitari, governativi, siti news riconosciuti universalmente…).

    Un saluto, che stacco almeno un paio d’ore dal pc.

  • EntitiesRank (improvviso!) inserito in.. lo nomino, Panda?

    Vero, i domini di keyword esatti hanno un peso elefantico, e nonostante vari pareri, IMHO dovranno passare di risultati in SERP prima di vederli ridotti.

    Al di là del “nofollow” da un sito autorevole come può essere Wikipedia, come giustamente detto, Google potrebbe ignorare il fatto che lo sia e ugualmente dargli un peso.

    In questo, nonostante Emanuele si dia del vecchio (:P .. sono relativamente giovane, siamo in un turbo- settore!) credo stia avanti.

    Mi ricollego all’idea delle Entities: credo che rientrino in quel dualismo qualità-socialità che sta riportando la SEO in un ambito più umanistico che algoritmico.

    Sono convinto che tutte le implementazioni di Google dell’ultimo periodo (Panda, e lo cito due volte! Pandafobico) e la Social Search vadano in questo senso.

    Come misurare la qualità e la socialità? Per definizione è la quantità un qualcosa di misurabile, ma questi due concetti?

    Scusate il taglio pseudo-filosofico , ma è anche l’una di notte 😀

  • LOL…

    L’entities rank è la prima volta che lo sento… No, non credo esista una cosa così, ma che sia semplicemente uno degli elementi dell’Algo di Google.

  • Eh si, infatti me lo sono improvvisato adesso 😀

    Era per dire che in qualche modo darà sempre più peso a elementi più “umanistici”.

  • Interessante l’esempio wikipediano, non sapevo della possibilità di inserire link ne avrei pensato a quella modalità

    Quali altri siti si potrebbero considerare autorevoli e allo stesso tempo in qualche modo sfruttare a livello di backlinks?

  • @emanuele

    Interessante l’esempio wikipediano, non sapevo della possibilità di inserire link ne avrei pensato a quella modalità.

    Quali altri siti si potrebbero considerare autorevoli e allo stesso tempo in qualche modo sfruttare a livello di backlinks?

  • Commenti duplicati, colpa del dannato/santo iPhone.

  • @Mik

    Tutto quello che viene detto in ambito SEO è relativo,
    quindi il “secondo me” a mio avviso è superfluo perche non esiste nulla di assoluto.

    Nessuno qui fa di cognome Singhal…. 🙂

    Se cosi fosse, se ci fossero test a confermare una tesi piuttosto
    che un’altra, se ci fossero delle “prove” a determinate teorie,
    significherebbe l’inizio della fine per l’impero di G.

    Già lo avevo accennato (in modo criptico è vero 🙂 nell’articolo sull’algoritmo ,
    dove parlo dell’RND e poi lo stesso concetto è ripreso nelle slides sia a pagina 6
    dove scrivo Algoritmo <- Worldwide SEO (l'algoritmo "chiuso" non può avere scampo contro la community "open" dei SEO) e poi a pagina 9 dove mi riferisco al timing (tempistiche)

    ORA MI spiego meglio 🙂

    Qualsiasi algoritmo è destinato a soccombere a meno di non avere internamente dei fattori imprevedibili e questi fattori possono essere "gestiti" in vari modi.

    Esempio:
    facciamo un test di posizionamento, sono #5 per una key e con un buon article-marketing tramite solo un sito, riesco a diventare #3. Ottimo, questo significa che l'AM funziona?
    Che quel sito mi aiuta a posizionare?

    SI, ma solo in questo preciso istante, per quella precisa chiave, in quella nicchia ed in quello spazio temporale!

    Posso provarci altre 100 volte e avere successo tutte e 100, oppure al prossimo posizionamento, con lo stesso metodo fallire…
    perche?
    Semplicemente perche sono cambiate le carte in tavola!

    Ed è quello che l'algoritmo DEVE fare per forza, per sopravvivere appunto alla community seo che continuamente studia, testa, sperimenta…

    La cosa, vista dalla parte dell'algoritmo non è difficile 🙂

    Torniamo al caso di prima: AM di successo che porta un +2 in serp. Ebbene per dare
    scientificità al test, devo ripeterlo mantenendo:

    1) Gli stessi backlinks, della mia pagina, dell'AM e delle pagine che linkano l'AM
    /già qui la vedo dura!

    2) Controllare tutti i possibili commenti che potrebbero alterare la keyword density e l'aggiornamento pagina

    3) Controllare la reattività sociale
    /è cambiato qualcosa su twitter-fb… relativamente alle pagine di cui sopra?

    4) L'orario/giorno del test
    /spiegavo al seotraining che in un blog con utenza business, a volte, scompaiono dalla serp alcune parole nel weekend e la sera

    5) Le tempistiche con cui avvengono i fatti di cui sopra.
    /Ovviamente sono tutte sfalzate. Ad esempio un backlink può essre conteggiato domani ed un altro dopo 3 giorni,
    dipende dal sito. Ma nel frattempo che tutti i bl sono conteggiati le variabili in campo sono cambiate di nuovo….

    6) Anche l'indicizzazione della nostra pagina è determinante, è passato lo spyder?
    /QUALE spyder è passato? Devo prendere per buona la "copia cache" che vedo in serp o è aggiornata con un ritardo studiato appositamente?

    7) Possibili "google dance" rivolte a testare il ctr in quella determinata fascia di serp

    8) Accortezza a non essere loggato, aver cancellato la cache e… e l'ip?

    9) Utilizzo della stessa identica parola chiave, nicchia e tipologia di sito

    10) Il fattore rnd
    /molti seo concordano con me che ci sia effettivamente una routine random

    11) Inoltre il punteggio assegnato ai vari fattori di posizionamento potrebbe variare, anche in real-time
    (anche se di poco) giusto per "condire" un po il tutto.

    /Leggevo su SeoMoz di test fatti a Gennaio sull'importanza dei retweet.
    Ripetuti i test ad Aprile, i retweet avevano perso potere.
    Sarà effettivamente cosi? E' colpa del Panda come ipotizzato nell'articolo?
    o dell'avvento del +1? Oppure sono diverse le condizioni di test?
    Ottimo case study come spunto di discussione…

    Pensate ho trovato io solo +10 elementi di….. offuscamento 🙂
    pensate un team dedicato a questo e con le risorse (infinite?) cosa può fare.

    Spesso quello che vediamo è quello che vogliono farci vedere 🙂

    Adesso provate a dimostrarmi che esiste un test veramete valido per il posizionamento… no, no Aminat tu no

  • @EmanueleEMC

    Allora ognuno può fare qualsiasi ipotesi e spacciarla per verità, tanto non c’è certezza di nulla, e non ha bisogno di portare nessuna prova o indizio.

    Anzi è chi nutre dei dubbi su quella verità che deve dimostrare che è falsa, però non può farlo nè usando dichiarazioni ufficiali di Google, nè test, cosa allora?

    Quindi tutto è vero perché non è dimostrabile che è falso.

    OK, adotto questo tuo approccio antiscientifico.

    Se non riesci a dimostrarmi che tu non sei Babbo Natale, tu sei Babbo Natale.

    E io con Babbo Natale non discuto di SEO, casomai possiamo parlare di renne, regali …

  • Eddddai Mik….

    non è tutto vero quello che non è falso,
    ma quello che vale in un test fatto da me, può NON valere per te!

    Sei libero di non credere a quanto affermato,
    ma fai domande precise e ti sarà risposto 🙂

    P.S. esiste poi anche la web reputation, quindi basta seguire i link dei vari commentatori per capire con chi stai parlando 😉

  • @Emanuele: quella che hai citato è una tecnica SEO WHITE al 100%. Già perché c’è gente che sta in cima alle serp grazie a backlink wikipediani spammosi. Tecnica:

    – Pagina Wikipedia che parla di Napoli
    – Sito web PIPPO che parla di posizionamento nei motori di ricerca
    – Link DA Wikipedia A sito PIPPO sul posizionamento

    Sul sito PIPPO sul posizionamento: REDIRECT 301 a pagina che parla di Napoli.

    Morale: Wikipedia è convinta di linkare la pagina su Napoli, invece linka il sito sul posizionamento. Il grande Google abbocca con tutte le scarpe.

    @Mik: Nofollow? Dofollow? La “tecnica” che ho riportato consente al sito in questione di stare in cima alle serp su una nicchia molto competitiva. Quindi evidentemente Google considera buoni anche i nofollow se vengono da Wikipedia. 😉

    A questo punto come comportarsi? Modificare tutte le pagine di Wikipedia che contengono link spammosi? Segnalarlo a Google?

    SECONDO ME UN MOTORE DI RICERCA SERIO DOVREBBE ACCORGERSI DI QUESTI TRUCCHETTI. Invece non distingue nemmeno un articolo copiato da uno “duplicato” perché contenuto nella sezione “categorie”, “tag”, “archivi”, etc.

  • Riguardo agli anchor text: anche qui ci sono siti in cima alle serp da almeno 1 anno che hanno, udite udite…

    SOLO baclink con la STESSA stringa come anchor text. No, non parziale. Completa. Sempre la stessa. Ripetuta e spammosa. E Google non se ne accorge. Tra l’altro sono link di bassa qualità (es. profili su forum stranieri).

    Sul discorso RND, non credo che all’interno dell’algoritmo di ranking di Google ci siano funzioni randomiche inserite volutamente. No, se fosse così, dopo un po’ il motore inizierebbe a fare davvero acqua da tutte le parti, non scherziamo. Io credo che i risultati a volte sembrino – SEMBRINO – casuali perché i fattori presi in considerazione sono moltissimi. Più di 200 dice Google e io ne ho raccolti 206 se non ricordo male.

    Poi c’è da considerare una cosa: le serp sono DINAMICHE. Cosa vuol dire? Vuol dire che Google prende un sito che si trova a pagina 200 per una data keyword e lo mette in cima per un po’ di tempo (minuti? Secondi?). Poi analizza CTR e bounce rate. Analizza e tiene in conto. Del resto anche all’interno degli strumenti per i webmaster c’è un report con varie freccette rosse e verdi che salgono e scendono…

    Mia convinzione da informatico: un software, più diventa complesso e più diventa ingovernabile. Quando le variabili in gioco sono troppe, alla fine prende strade paradossali e imprevedibili. Ma questa è solo una mia opinione. 🙂

  • @tagliaerbe

    Davide, hai letto le slides? Hai qualche domanda?
    (mi piacerebbe avere un confronto col padrone di casa…)

    @Sir Vester
    Vero quello che dici, alcune serp hanno in cima addirittura ancora siti MFA ma le cose pian piano sembra stiano cambiando….

    Inizieresti oggi un progetto con investimenti di migliaia di euro (ed energie) per un sito di contenuti da rss feed (new radar), basato su backlinks tutti con lo stesso anchor-text e magari qualche link da wikipedia tramite l’acquisto ed il redirect di pagine non a tema???

    P.S. vedo confermare anche da te l’ininfluenza di do-nofollow nel posizionamento.

    P.P.S.: Io sono convito che l’RND è l’unica routine veramente valida nell’algoo. Il tuo esempio sul ctr ne è appunto una parziale conferma.

    …..ma questa è solo una mia opinione.

  • Credete che il discorso nofollow non abbia influenza solo su link postati in siti come Wikipedia o su qualsiasi sito in generale? Magari viene considerato con minor valore, ma pur sempre considerato?

  • @EmanueleEMC: le ho guardate ma io di SEO non capisco una mazza, sono un povero “venditore di banner” (come dico sempre) 🙂

  • @EmanueleEMC: certo che non inizierei mai un progetto con quei presupposti. Quello che volevo evidenziare è che tra quello che vorrebbe fare Google (e che dice di fare) e quello che riesce a fare davvero, c’è un abisso.

    Lo statistica dice che il numero degli errori nel software aumenta in modo direttamente proporzionale alla complessità del software stesso (l’algoritmo di ranking è software). Quindi, quando gestisci più di 200 variabili, a volte fai cilecca. Quelli di Google lo sanno bene, infatti utilizzano le penalizzazioni manuali (account di dipendenti Google che a mano fanno scendere i siti furbetti nelle serp). Come dici tu è una lotta impari per loro. Da una parte mi fanno tenerezza. Essendo software chiuso, NON può essere controllato da una comunità mondiale di sviluppatori (come accade per Linux, ad esempio). Non solo: la comunità mondiale cerca continuamente di forzare i suoi algoritmi. Schiere di SEO di tutti i colori, dal nero al bianco, spammer, webmaster, hacker, studiosi… dove potranno mai andare quelli di Google?

    Emanule, tu *SEI* un SEO, perché ti interessi a queste tematiche. Forse non lo fai di professione, ma dentro sei SEO al 100% 😉

  • Bè possiamo parlare fino a domani delle stesse cose o no, ma ogni SEO ritiene giuste le proprie tecniche con le quali ha ottenuto risultati ma sono svariate e molteplici quindi a conoscerle tutte ci vuole e ci vuole. Cmq sei SEO!

  • @chi mi chiede come avere backlinks autorevoli

    L’esempio di wikipedia vale per tutti i siti autorevoli, semplicemnete rispettando la regola: dare al sito autorevole quello che il sito autorevole vuole! Siti che possono essere considerati simili a W. sono Knol, oppure (scendendo ancora di importanza ) Squidoo etc. etc.

    Nella slide (pagina 5) parlo anche di Magazines.
    Infatti un buona mossa per dare un boost al vostro sito potrebbe essere quella di scrivere un articolo dal taglio giornalistico ed inviarlo a TUTTI i quotidiani online partendo ovviamente dal piu importante (Repubblica) e via via scendendo la classifica…. se il vostro pezzo è valido, almeno uno locale vi pubblicherà!

    Poi cito i “collaboratori sociali”:
    ebbene, quanti dipendenti avete nella vostra azienda? quanti collaboratori? ….. nessuno? vabbè quanti amici avete???

    Hanno tutti un profilo sociale? Fb-Twitter-Linkedin etc.
    Se ognuno di loro crede nel progetto, non sarà difficile fargli “feeddare”
    (passatemi il termine 🙂 i vosti post.

    Infine, quando parlo di .edu e .org (volutamente modificato da .gov per intendere che è il sito che conta e non il tipo di dominio)
    Stringete collaborazione con le facoltà del vostro settore, fate donazioni, partecipate a campagne di solidarietà vedrete che una citazione da un sito autorevole non mancherà!

  • Di per se le slide non fanno molto chiarezza, diciamo che fanno più da “Glossario”, successivamente grazie ai preziosi interventi di Gianluca e Sir Vester, e ovviamente alle risposte di Emanuele, ne è uscito un post davvero interessante, anzi direi “importante”.

    A volte un singolo post è più illuminante di certi “interi libri” di settore..

    Complimenti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social

Iscriviti alla Newsletter

Main sponsor

Scroll to Top

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy & Cookie policy