Google penalizza le traduzioni automatiche?

Conosco diversi blogger che hanno installato sul loro WordPress un plugin per fare traduzioni automatiche (dall’italiano a tutte le principali lingue straniere), e in questo modo cercano di ottenere traffico/visite anche da luoghi geografici diversi dall’Italia.

Conosco anche alcuni SEO (con tendenze black hat…) che utilizzano la tecnica della “doppia traduzione” per generare una gran quantità di testi più o meno leggibili e quindi digeribili dai motori di ricerca (la tecnica consiste nel tradurre un testo, tramite un software, dalla lingua A alla lingua B, e quindi ritradurre il risultato, sempre tramite lo script, dalla lingua B alla lingua A: ne uscirà un contenuto differente da quello di partenza e quindi utilizzabile come “originale”).

Ma qual’è la posizione di Google nei confronti delle traduzioni automatiche?

Sul Google Webmaster Central Help Forum è partita giorni fa una discussione (ripresa anche da Search Engine Roundtable) proprio su questo argomento, dal titolo Is it useful for seo to use google translator in our web sites?

La domanda posta sul forum da navibd era in questi termini: “Vorrei usare Google Traduttore nel mio sito web, e vorrei sapere se c’è qualche vantaggio lato SEO ad usare questo strumento. E’ importante utilizzare più lingue? per esempio, usare 30 lingue diverse potrebbe dare a Google una impressione migliore rispetto ad usarne solo 5!”

Attenzione alla risposta data da JohnMu di Google: “Voglio solo dare un piccolo avvertimento – usare strumenti di traduzione automatica per creare direttamente dei contenuti per il tuo sito potrebbe essere visto come la creazione di contenuti auto-generati, il che sarebbe contro le linee guida di Google. Invece di limitarci a prendere l’output di un programma come Google Translate, consiglio vivamente di fare almeno la correzione dei testi prima di mettere il contenuto online. Se al Googlebot è concesso di sbagliarsi su alcuni termini, i tuoi utenti non credo apprezzerebbero contenuti che sono stati automaticamente tradotti e pubblicati, senza una minima revisione. Io amo Google Translate, ma se pubblichi i suoi risultati per farli indicizzare senza averli riesaminati, non stai dimostrando un gran rispetto per i tuoi utenti…”.

In altre parole: un contenuto generato automaticamente può forse trarre in inganno il Googlebot, ma non l’utente. E se un quality rater se ne accorge, potrebbe arrivare la penalizzazione, come indicato in questa pagina delle linee guida: “Google prende provvedimenti nei confronti dei domini che tentano di ottenere posizioni migliori semplicemente visualizzando pagine di cui si sono indebitamente appropriati o pagine generate automaticamente, che non sono di alcun valore per gli utenti”.

Se hai esperienze in merito, postale pure nei commenti.

Condividi questo articolo:
Default image
Max Valle
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.