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Penalizzazione da commenti spammosi, anche se con nofollow?

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Commento spammoso

Di recente Matt Cutts si è espresso sul nofollow, ribadendo che i link col nofollow non passano PageRank e non passano anchor text, e che non aiutano i siti a posizionarsi meglio nelle SERP di Google.

Ma ha anche detto che Google ha meno fiducia nei confronti dei siti che linkano risorse spam o “cattivi vicini”, non specificando se questa minor fiducia possa colpire anche i link “filtrati” dal nofollow.

Perchè ho scritto ciò? perchè se sei fra quelli che pensano che il nofollow possa proteggere il tuo sito da qualsiasi link pericoloso, dovresti leggere la storiella qui sotto…

Commenti spammosi = penalizzazione
Richard Baxter è un SEO londinese, nonchè blogger su SEOgadget (dove ha illustrato il case study che stai per leggere).

Per qualche giorno, a causa di una breve vacanza, non ha avuto modo di accedere al suo blog, e quando gli capita nota un grosso calo di traffico. In particolare, un post con una chiave (virtualbox guest additions) che gli portava parecchi accessi sembra essere sparito dalle SERP.

Il motivo? Richard non nota nulla di strano, a parte Akismet che non ha fatto al 100% il suo dovere, facendo passare qualche brutto spam comment. Baxter elimina immediatamente i commenti in questione, e in 24 ore (senza il bisogno di una richiesta di reinclusione) torna in SERP.

La penalizzazione di SEOgadget vista da Google Analytics

Conclusione
Mi chiederai come sia possibile che possa bastare qualche commento spammoso per penalizzare un blog, tanto più che i link associati ai commenti hanno tutti l’attributo rel=”nofollow”.

Qualche supposizione:

  1. il blog in questione non ha un grosso trust: son bastati pochi commenti con contenuto off topic per confondere il motore e far sparire il post dalle SERP
  2. non è questione di trust: se il contenuto dei commenti (e link inclusi negli stessi) è vicino a certe aree considerate molto negative agli occhi di Google, la penalizzazione può essere applicata (anche se i link hanno il nofollow)
  3. il motivo della penalizzazione non è stato quello: il rientro in SERP a seguito della cancellazione dei commenti è stata una pura coincidenza
  4. è tutto un falso: è solo un subdola strategia di link baiting!

Altre idee? spammale nei commenti 😀

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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7 risposte

  1. Tutti parlate di nofollow, ma come si mette questo nofollow?

    Ho un Mac e la cosa è un po’ più difficile.

  2. Beh link a risorse “cattive” anche se nofollow mi sembra chiaro che penalizzino. Google è user-oriented quindi ti offre il nofollow per dialogare con lo spider e dirgli “oh questo non seguirlo (magari è pubblicità)” ma resta il fatto che ci mandi l’utente e se lo fai andare su un sito spam è chiaro che Google interviene. Non credo che c’entri la tematicità in questo caso.

  3. Ottima la risposta di Mik! Credo infatti che i link nofollow non centrino niente….piuttosto è tutta colpa delle oscenità presenti nei commenti!
    Concludendo mi pare di capire che il nofollow aiuti ancora nell’evitare penalizzazioni e che questo caso preso in esame non dimostra il contrario.

  4. Io credo che la risposta sia qui:

    http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?hl=it&answer=34444

    “Verifica se alcuni tuoi contenuti sono stati contrassegnati come contenuti per adulti disattivando SafeSearch. Il filtro SafeSearch di Google elimina dai risultati di ricerca i siti che contengono materiale pornografico e contenuti di natura sessuale espliciti. Anche se nessun filtro è preciso al 100%, SafeSearch utilizza un’avanzata tecnologia proprietaria che controlla parole chiave e frasi, URL e categorie di Open Directory.”

    Quella pagina conteneva commenti e link per adulti,
    quindi era rimasta nella SERP solo con il SafeSurf disabilitato,
    che solo una minima percentuale degli utenti ha.

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