Non seguire la tua passione, ma il tuo impegno

Lo sento dire da tutti. “Sono appassionato di questo o di quello”. “Non ho intenzione di smettere, è la mia passione”. O lo sento dare come consiglio: “Segui la tua passione”.

Stronzate. “Segui la tua passione” è senza alcun dubbio il peggior consiglio che si possa dare o ricevere.

Perché? perchè tutti sono appassionati di qualcosa. E di solito più di una cosa. Siamo tutti nati con qualche passione. Ci saranno sempre cose che amiamo fare. Che sognamo di fare. O che vogliamo abbiano a che fare con la nostra vita. Ebbene, queste passioni non valgono nulla.

Pensa a tutte le cose che ti hanno appassionato nel corso della vita. Pensa ora a tutte quelle passioni che ti hanno permesso di fare carriera o di creare una azienda. Quante sono state (se ci sono state)? Perché non sei riuscito a creare una carriera o un business da una di queste passioni? Oppure, se sei stato in grado di avere successo, qual è stata la chiave? Era la passione o l’impegno che ci hai messo nel tuo lavoro o nella tua azienda?

Se vuoi davvero sapere quale sarà il tuo destino, guarda come impieghi il tuo tempo.

Il tempo è il bene più prezioso che NON puoi possedere. Puoi o non puoi rendertene conto, ma il modo in cui usi o non usi il tuo tempo è la migliore indicazione di quello che sarà il tuo futuro.

Cercherò di essere il più chiaro possibile:

1. Più lavori sodo su qualcosa, più diventi bravo in quel campo.
2. Più diventi bravo a fare qualcosa, più ti piace.
3. Più ti piace fare qualcosa, più ci sono probabilità che ti appassioni.
4. Più diventi bravo a fare qualcosa, più ci metti passione e lavori ancora più duro per eccellere e migliorare, più ti accadrà qualcosa di buono.

Non seguire le tue passioni, segui il tuo impegno. E questo ti porterà alle tue passioni, e quindi al successo.

Liberamente tradotto da Dont Follow Your Passion, Follow Your Effort, di Mark Cuban.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

25 Comments

  • Caspita… ma è un “cane che si mangia la coda” l’argomento di questo articolo… fantastico! :-). Non condivido totalmente il lead del tuo articolo però… riprendiamo i tuoi punti:

    1. Più lavori sodo su qualcosa, più diventi bravo in quel campo.
    (io lavoro sodo su qualcosa che mi appassiona, per cui parto da una “passione”)
    2. Più diventi bravo a fare qualcosa, più ti piace.
    (se divento bravo vuol dire che ho un riscontro diretto da parte delle persone che mi circondano, e quindi anche risultati economici se la passione è indirizzata a far business)
    3. Più ti piace fare qualcosa, più ci sono probabilità che ti appassioni.
    (il piacere di fare qualcosa accostato con “probabilità di appassionarsi” stona parecchio per come la vedo io su certe cose… se una cosa piace farla è perchè ci si sta mettendo passione, altrimenti è una cosa che piace “a metà”).
    4. Più diventi bravo a fare qualcosa, più ci metti passione e lavori ancora più duro per eccellere e migliorare, più ti accadrà qualcosa di buono.
    (è l’estensione del punto 1 🙂 )

    Forse il messaggio che volevi dire era “renditi conto DEL TEMPO che dedichi alle tue passioni per capire se hai preso una bufala o se invece hai trovato la nuova atlantide?”

    mah….son curioso di leggere altri commenti. Ciao e complimenti per i tuoi articoli.

  • Sostituendo “passione” con “voglia” l’articolo mi suonerebbe meglio.

  • Condivido solo in parte. E’ un serpente che si morde la coda questo discorso. Si potrebbe dire che bisogna seguire le proprie passioni con impegno, rendendo vano il ragionamento dell’articolo. La passione spesso va al di là della bravura in un campo e spesso la bravura è la conseguenza sì dell’impegno, ma foraggiato dalla passione incondizionata.

    Il tempo è prezioso, ma relativo. Ognuno ha i suoi tempi; per capire quello che vuole fare, per apprendere conoscenze tecniche e teoriche, per portare a termine i suoi progetti. Senza contare l’incognita della durata della propria vita biologica individuale; ma di certo non si può campare con l’ansia del tempo che scorre. Ci guadagnerebbero solo gli strizzacervelli e le case farmaceutiche.

    Il resto sono chiacchiere piuttosto scontate e tautologiche. Questi americani e la loro ansia da prestazione, ormai sfornano testi motivazionali come niente fosse. A volte mi sembra che abbiano una percezione del tempo e della vita piuttosto adolescenziale; ma d’altronde, paragonati come cultura alla nostra e altre ben più antiche sarebbero appena dei poppanti piuttosto.

    Torno ad impegnarmi sulle mie passioni con i miei tempi 🙂

  • Sembra un articolo scritto da quel venditore di vini americano, non mi ricordo il nome.

    In sintesi: impegnati, sacrificati, lavora tantissimo, rinuncia a tutto, datti delle regole rigide e rispettale, alzati presto la mattina e vai a correre anche se diluvia, fatti frustare quando non raggiungi obiettivi sempre più difficili, e alla fine avrai successo, parola di boy scout. Chiamalo avere successo fare una vitaccia del genere.

    La mia filosofia è completamente opposta:
    1) scegli un lavoro che ti appassiona, in cui te la cavi bene, e con un rapporto domanda/offerta favorevole
    2) rendilo il più piacevole possibile
    3) enjoy it

    … tutto il resto è consequenziale (impegno, successo ecc.)

  • Mettere passione in ciò che si fa è sicuramente un buon compremesso per dire che le passioni posso portare anche soddisfazioni. IMHO.

    Ciao 🙂

  • …bhè, anche a me non ha per nulla entusiasmato questo articolo. Non credo che le passioni siano la conseguenza di un duro lavoro, affatto.
    Le cose che mi appassionano di più non fanno parte del mio lavoro.
    Anzi, mi mette un pò di tristezza pensare che faccia derivare le passioni dal successo…
    Evidentemente è una persona senza passioni 🙂

  • Sono super-mega-d-accordo sul discorso del tempo. Mai sprecare tempo. E’ la risorsa più preziosa che ognuno ha.

  • E’ un discorso talmente tautologico che stare a parlare dell’uovo e la gallina sarebbe stato forse più costruttivo.
    E’ certamente vero che più ci impegniamo in qualcosa più diventiamo bravi, più ci piace.
    Ma tutto ciò IN LINEA DI MASSIMA!
    Non avete mai visto persone con un talento smisurato per un determinato sport, per un’arte in particolare o qualsiasi altra cosa, ma che non sono mai andati oltre il “livello amatoriale”, senza farne necessariamente un “businness model”? Io si, tantissime.
    E non parlo di mancanza di opportunità, di tempo o di ambiente motivazionale.
    Parlo del fatto che non avevano, dichiaratamente, una vera e propria passione per quella cosa. Al più un lieve interesse.
    Questo perchè talento e passione a volte coincidono, ma non sono la stessa cosa ed in una persona possono essere presenti l’una o l’altra.
    Non mi si dica poi che si può diventare bravi in qualsiasi un campo solo con passione ed impegno, o ci prendiamo in giro 😉

  • Mi sembra un discorso banalotto ed evanescente. Per esperienza personale, la passione è diventata un lavoro. Viene prima l’uovo o la gallina? Il lavoro o la passione?

    Insomma un po’ di parole al vento.

  • Ammappa oh che situazione! A legger qui entra mal di testa… dico la verità: ho letto tuto il post solo perché la firma è un eccellenza, altrimenti probabilmente avrei chiuso.
    Io sono una di quelle che dice che la passione deve essere al primo posto. E lo confermo anche dopo aver letto questo post. Ovvio che con la passione l’impegno vien da se. Il bello dell’essere appassionati del proprio lavoro è che non se ne sente la fatica, o almeno, se ne sente meno.
    Come diceva Confucio? Ah sì: “fai un lavoro che ti piace e ti sembrerà di non lavorare affatto”. O qualcosa dl genere…

  • Davide,
    “più lavori sodo su qualche cosa” è il punto debole della filiera.

    E’ vero tutto ciò che ne consegue, ma solo in termini “relativi”.

    Nel senso che va da se che se lavoro sodo su qualche cosa che non mi interessa e non mi appassiona molto, posso certamente ottenere dei risultati migliori che se non mi impegnassi.

    E’ vero altrettanto, almeno per me, che ciò che veramente mi appassiona, non solo perché mi ci sono impegnato per tanto tempo, ma perché mi è “affine” e rispecchia i miei interessi, mi da la possibilità di ottenere risultati ancora più importanti con molto meno impegno.

    Il punto per me è che bisogna essere più chiari nel definire cosa intendiamo per “passione” e cosa per “impegno” e allora possiamo tirare delle conclusioni più logiche e chiare da comprendere.

    Concordo che la “passione” come intesa genericamente, e cioè una forte emozione, interesse ed attrazione per qualcosa, a volte può non essere strumento sufficiente per creare qualcosa di utile e di valore, ma lo è tantomeno l’impegno.

    Per esempio questo articolo che hai scritto è frutto di impegno o di passione?

    A me sembra che come nell’articolo abbia prevalso un po il cinismo dell’impegno tant’è che il tuo punto di vista non emerge se non associandosi in toto a quello di Mark Cuban che hai sapientemente tradotto.

    Davide, nel POP Campus io ho degli studenti che cercano di costruire qualcosa di molto ambizioso, e cioè un servizio di valore sul web che gli consenta nel tempo di diventare anche commercialmente sostenibili. Insomma non proprio una passeggiata.

    A due anni dall’avvio del Campus posso dirti che solo quelli che avevano una grandissima passione sono andati avanti e hanno raggiunto dei risultati.

    Quelli che si sono “impegnati” non sono andati molto lontano, arrendendosi assai prima. Ciò che gli è mancato è stato proprio, non tanto la mancanza di impegno o di voglia di fare, ma la mancanza di un “percorso”, di una “direzione”, di un obiettivo preciso da raggiungere. Per me la passione è queste cose.

    Passione è un sogno che voglio realizzare.

    Passione è una emozione. Non un calcolo matematico di cosa mi conviene fare.

    E, perlomeno secondo me, con le emozioni si può realizzare molto di più che con la forza dell’impegno.

    Salutami Mark. 😉

  • Il venditore di vini (Vaynerchuk) parla di passione (e anche di hustle, certo). La chiave di vendita della “ricchezza facile sul web” è stata, negli ultimi anni, al di là e al di qua dell’oceano, il “segui le tue passioni”. Che, per uno impiegato medio che fa il dipendente con scarse soddisfazioni economiche e personali, beh, sembra la quadratura del cerchio, la terra promessa. Ma come? Proprio a me che sono squattrinato e frustrato mi si propone la pietra filosofale? Divento ricco, facilmente e pure facendo quello che mi piace?
    E giù come, se piovesse, ebook gratuiti, siti web, guru e corsi costosissimi per realizzare il sogno dei sogni.
    Ora il signor Cuban (controcorrente “facile” fin dal nome) si differenzia e per vendere i suoi libri, siti, corsi, dice, molto banalmente il contrario. E’ l’inizio di una nuova tendenza?
    Boh… L’importante è non scucire neanche un euro e divertirsi a guardare che fanno…

  • Una nota sulla comunicazione subliminale, per quelli che sono convinti davvero che sia tutto nel fare fatica: l’immagine del post se non erro rappresenta Sisifo, personaggio mitologico che, punito da Zeus, era costretto a spingere un masso enorme alla cima di una montagna. Ma li’ li’ per arrivare, ogni volta, una forza misteriosa spingeva di nuovo in fondo lui e il suo masso. Costringendolo a ricominciare, senza mai concludere…

    Qualcosa su cui riflettere 🙂

  • Complimenti a Ilaria che ha colto l’ironia sull’immagine che ho scelto 😉

  • Come al solito, secondo me, la soluzione sta nel mezzo. Perché se è vero che seguire le proprie passioni e basta spesso non porta da nessuna pare (guarda l’esempio dei tanti appassionati di sport) è anche vero che seguendo solo quello che può portarti risultati, potresti all’apparenza avere successo ma poi sei veramente soddisfatto della tua vita?

    Logicamente parlo in generale 🙂

    La cosa migliore dovrebbe essere riadattare le proprie passioni per qualcosa che porti a dei risultati, ma come base dovrebbe esempre esserci qualcosa che ci piaccia fare, perché altrimenti di quell’elenco non si completa neanche il primo punto e alla prima difficolta ecco che si abbandona.

    Insomma la mia regola (personale) è partire da una passione e capire come può portarmi risultati.

  • Sono d’accordo quasi su tutto. A me è capitato effettivamente di essere sviato ed aver perso molto tempo nella mia vita a causa di passioni, che avrei voluto trasformare in un lavoro. Nonostante tutto però, non sono ancora convinto che sia stupido cercare di rendere una passione qualcosa di più. D’altra parte su Internet spesso, molti esperti dicono che a certi lavori legati al mondo del web2.0, ci si accosta inizialmente per semplice interesse o passione. Che poi sia necessario un grande impegno per sfondare questo è fuor di dubbio.

  • Sarà, ma nemmeno io ho colto l’ironia, sono piuttosto d’accordo in pieno con Mik. Personalmente, se non fosse stata la passione, oggi non saprei fare nulla di tutto quello che ho imparato e che mi da da vivere e perchè no anche da divertirmi.

  • Non condivido pienamente questo testo. Troppo spesso ci impegnamo in cose che poi non solo non ci appassionano ma ci annoiano, allontanano…

  • insomma passione e impegno si supportano l’un l’altro, penso….poi se invece di una vera autentica passione c’è “un’infatuazione” passeggera, allora il discorso cambia…ma anche l’impegno più indefesso non può trasformare l’infatuazione in una passione…e la passione più sfrenata…senza impegno muore….

  • insomma passione e impegno si supportano l’un l’altro, penso….poi se invece di una vera autentica passione c’è “un’infatuazione” passeggera, allora il discorso cambia…ma anche l’impegno più indefesso non può trasformare l’infatuazione in una passione…e la passione più sfrenata…senza impegno muore….

  • e se non si ha nè passione per qualcosa e nemmeno un impegno,cosa dovrebbe fare una persona?

  • Mah… A me sembra la cosa piu’ inutile che abbia mai letto. Ognuno di noi e’ particolare ed ha delle caratteristiche innate ben lrecise, c’e’ chi e’ piu’ atista, c’e’ chi vuole aiutare gli altri e chi punta al successo economico. Ogni persona ha degli archetipi ben precisi. Uno che ama la musica e vuole comporre non sara’ mai felice come informatico o impiegato, ak netto dell’impegno. Puoi arrivare anche a certi riaultati, ma prima o poi ti fermi, questo post e’ un invito all’ansia e alla schiavitu’, e scritto da una persona frustrata che magari e’ convinta di essere felice perche’ ha la sua “gabbietta” e le sue piccole e inutili gratificazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social

Iscriviti alla Newsletter

Main sponsor

Scroll to Top

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy & Cookie policy