Il PageRank è praticamente inutile (e stavolta lo dice Google)

Avrai notato che su questo blog non si parla più di PageRank e aggiornamenti della barretta da un pezzo. E anche Google ha rallentato notevolmente i suoi update periodici (l’ultimo è stato a fine giugno, oltre 5 mesi dopo il precedente).

Oggi torno a parlarne perché Susan Moskwa, sul Google Webmaster Central Blog, ha fatto qualche giorno fa il punto sul PageRank e sulla sua “evoluzione” verso altre metriche, sulle quali i webmaster dovrebbero concentrarsi sicuramente più che sulla lunghezza della barretta verde. Ecco la parte più significativa dell’articolo:

Perché il PageRank?

Nel 2008 Udi Manber ha scritto sul blog ufficiale di Google:

“La parte più famosa dei nostri algoritmi di posizionamento è il PageRank, un algoritmo sviluppato da Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google. Il PageRank è ancora utilizzato oggi, ma solo come parte di un sistema più grande”.

Il PageRank ha fatto in modo che Google si distinguesse, all’inizio, dagli altri motori di ricerca. Negli ultimi 10 anni, però, il numero di modifiche all’algoritmo è salito considerevolmente (fino a 9 a settimana, in media), e il PageRank non è più – anzi, non è mai stato – l’inizio e la fine di tutti gli algoritmi di ranking.

Google ha sempre indicato la rilevanza come uno degli ingredienti principali per posizionarsi nelle SERP. E allora perché si parla poco di rilevanza e molto di PageRank? Credo perché il PageRank si può misurare con un numero, la rilevanza no. Entrambi utilizzano fattori complicati – contesto, scopo dell’utente, popolarità, affidabilità – ma per il PageRank c’è un indicatore numerico, per la rilevanza no. Credo che la “sinteticità” del PageRank l’ha reso così famoso presso i webmaster nel corso degli anni, ma solo perché è qualcosa di facile da tracciare non significa che rappresenta esattamente quello che succede al tuo sito web.

Cosa vogliamo davvero?

Credo che nessuno punti al PageRank alto come ad un obiettivo finale. Il PageRank rappresenta solo quello che noi vogliamo davvero: fare più soldi, attirare più lettori, generare più contatti, fare più iscrizioni alla newsletter. Guardare al PageRank come ad una metrica di successo ha senso solo nel momento in cui più è alto e meglio il mio sito è posizionato, più traffico riceve, e più persone fanno quello che voglio che facciano sulle mie pagine. Ricorda inoltre che Google aggiorna il PageRank (quello mostrato sulla Toolbar) poche volte l’anno, e che può abbassare il PageRank visualizzato per alcuni siti che crede possano essere coinvolti in azioni non proprio pulite: quindi il PageRank visualizzato pubblicamente è diverso da quello che utilizza Google per classificarti. Perché preoccuparsi di un numero che è lontano dai tuoi obiettivi reali, quando invece ci sono cose che puoi misurare, e che sono legate a ciò che vuoi davvero raggiungere? Trovare le metriche direttamente collegate ai tuoi obiettivi di business ti permetterà di lavorare su di essi e quindi raggiungere il tuo scopo.

Se non guardo al PageRank, cosa dovrei monitorare?

Prendi in considerazione metriche legate ai guadagni del tuo sito o del tuo business, piuttosto che focalizzarti sui quelle legate al ranking. Considera metriche che si aggiornano quotidianamente o settimanalmente, piuttosto che numeri (come il PageRank visualizzato sulla barretta) che cambiano solo poche volte l’anno. Ci sono invece 3 parametri importanti, che puoi tracciare utilizzando servizi come Google Analytics o i Webmaster Tools:

1. Tasso di conversione (Conversion rate)

Una conversione avviene quando un visitatore fa ciò che vuoi che faccia sul tuo sito web: può essere un acquisto, l’iscrizione ad una mailing list o il download di un ebook. Il tasso di conversione è la percentuale di visitatori del tuo sito che eseguono una conversione. Questo è un esempio perfetto di un parametro che, a differenza del Pagerank, è direttamente legato ai tuoi obiettivi di business. Quando gli utenti effettuano una conversione fanno qualcosa di misurabile, e ne trai un beneficio, mentre il PageRank non è misurabile con precisione e può salire e scendere senza avere alcun effetto sulla tua attività.

2. Frequenza di rimbalzo (Bounce rate)

Un bounce è quando qualcuno arriva sul tuo sito web e se ne va senza visitare altre pagine (oltre a quella sulla quale è atterrato). Il bounce rate misura la percentuale di questi “rimbalzi”. Un bounce rate alto potrebbe indicare che gli utenti non trovano interessante il tuo sito, perché arrivano, danno un’occhiata e se ne vanno via subito. Studiare il bounce rate sulle pagine del suo sito può aiutare ad individuare i contenuti che performano male e le aree del sito alle quali mettere mano: se ci pensi, non è importante il buon posizionamento del tuo sito se la maggior parte degli utenti “rimbalza via” non appena lo visita… [a tal proposito, c’è chi mette in relazione il bounce rate col Google Panda]

3. Percentuale di click (CTR)

All’interno dei risultati organici della search, il CTR è quanto spesso gli utenti fanno click sul tuo sito rispetto a tutte le volte che il tuo sito viene mostrato nella SERP. Un CTR basso significa che non importa quanto bene è posizionato il tuo sito, gli utenti non ci cliccano sopra. Questo può significare che il tuo sito non soddisfa le loro esigenze, o che qualche altro sito si presenta meglio. Un modo per aumentare il tuo CTR è guardare il title e lo snippet che compaiono nella SERP: sono attraenti? rappresentano accuratamente il contenuto dell’URL? offrono un motivo per cliccarci sopra? Ancora una volta, ricorda che non importa quanto bene è posizionato il tuo sito se gli utenti non ci cliccano sopra.

Concludendo

Con questo post Google sposta l’attenzione da un numero, un voto, un qualcosa di prettamente atto a soddisfare l’ego verso metriche più legate alle performance, all’efficienza, al ritorno economico.

Mi sembra che l’intenzione sia quella di far evolvere quei molti utenti ancora fermi a logiche del tipo “ho un PageRank 5 e faccio un milione di visitatori al mese, quindi sono bravo” verso un qualcosa di simile a “del PageRank non mi importa nulla, perché anche se faccio solamente 1.000 visitatori al mese faccio 100 conversioni e quindi un sacco di soldi”: educare e evangelizzare dunque, spostando il focus dalla lunghezza della barretta verde a quella delle metriche legate al business.

Se non l’hai ancora fatto, è giunto il momento di chiudere la Toolbar e iniziare ad aprire Google Analytics 🙂

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39 Comments

  • Ragionamento pratico e giusto, non si può vivere di Page Rank e di “quanto sono fico”

    però faccio una considerazione: Nell’ultimo aggiornamento del Pr google ha alzato questo valore a tutti coloro che stavano a 0-1-2 (portando alcuni, aggiornati pochissimo, anche da 0 a 4)
    e ha lasciato invariati que siti che avevano pr medio alto (4-5-6-)

    Questo dovrà pur significare qualcosa soprattutto in vista del Panda (arieccolo!).
    Non ci ha forse lanciato un messaggio chiaro?
    Oppure si diverte a farci cervellare?

  • Finalmente qualcuno che parla di seo prendendo la cosa da una prospettiva diversa dalla massa!!! Bene!

    Di rilevanza, di punteggio di qualità, se ne parla da sempre in AdWords
    Molti considerano le informazioni che Google gratuitamente fornisce tramite i vari blog ufficiali o help in linea come “marginali”. Già letto il manuale seo made by Google e pubblicato diverso tempo fa? A mio parere è il migliore testo che io abbia mai letto: semplice, conciso, pratico ed efficiente.
    Tutto quello che serve in poche pagine… e pensare che c’è chi sta provando a fare il profiling dei quality raters per guadagnare frazioni di posto in serp!! Incredibile…

    Ecco che divago… sorry!!
    Allora saluto e me ne vò!

  • Condivido pienamente le metriche da te suggerite.

    Andrea

  • Ciao Davide… Sono solo parzialemte d’accordo con la tua conclusione.

    Concordo sul fatto che il fine sono i maledetti soldi, ma a Google non importa che il tuo sito ti faccia (o non ti faccia) fare soldi.

    Secondo me il nocciolo della questione per Google è il seguente.

    L’utente mi ha chiesto di restituirgli tutte le pagine web attinenti una determinata parola/frase ed io devo restituirgli i 10 (al massimo 30) risultati che siano in grado di soddisfarlo.

    Di sicuro il parametro fondamentale da considerare è L’ATTINENZA con la keyword: la link popularity sta perdendo valore, perché (sempre secondo me) Google a finalmente capito che “content is the king” 😀 … A parte la battuta, forse a Mountain View hanno smesso di “dirlo” ed hanno iniziato a “metterlo in pratica”. Il contenuto, legato alla performance e alla soddisfazione del navigatore sono probabilmente i 3 MACRO tenuti veramente presenti.

  • C’è da dire che un Page Rank alto fa presentare il tuo sito in maniera migliore “alla massa”. Ancora oggi il page rank è considerato comunque un valore del sito e molti possono scegliere di avere un link o scrivere un guest post proprio per merito o per causa di un certo numero di page rank.

  • beh sembra tutto corretto anche se tutto è incominciato da mamma Google e ora si sveglia e capisce!!sono daccordo che nn si vive di solo PR era ora!!

  • “Google può abbassare il PageRank visualizzato per alcuni siti che crede possano essere coinvolti in azioni non proprio pulite”. Vi sembra una cosa da poco? Il PageRank sotto alcuni aspetti è ancora utilissimo.

  • Io ho pagerank zero…ma faccio un sacco di soldi! ahhaha 😀

  • ottimo articolo, come sempre, su cui mi trovo d’accordo in toto…

  • Bah… ben venga Google a (ri)dirci che il Google Bar Rank non ha altra funzione che soddisfare l’ego di qualche webmaster.

    Una cosa io vorrei però aggiungere: che è il caso di incominciare dire no a tutti quei siti che si promuovono e si vendono usando come maggior reclamo quella stupidissima e insulsa metrica.
    E non lo dico tanto per noi, che siamo ben coscienti (spero) che
    1) il Bar Rank non riflette il Page Rank reale di un sito;
    2) che è un’instantanea, e che come tale non ha già senso dopo tre secondi che ci è stata mostrata perché la realtà è già cambiata.
    Ma la gente che di SEO non ci capisce un’ o…a, non lo sa e cade super facilmente nella truffa dei links da siti con PR 5 (ovvero il 99% delle directories italiane).
    E se ragranellate un po’ di soldi usando questa truffa, smettetela… non fate altro che incrementare la m…a che già copre la reputazione del settore 🙂

  • E’ da molto tempo che non guardo più il PageRank, dobbiamo tenere tutti a mente che Google vuole un web di contenuti, trovo importantissimo ed il futuro su cui puntare nel Bounce Rate, Facebook in questo insegna molto.

  • PageRank morto, non direi.
    Diciamo che appena nato Google era 100% Page Rank (il motivo del suo successo, è la sua formula magica edil suo marchi di fabbrica). Poi con il tempo Google ha giocato in difesa “dei più deboli”, nel senso di introdurre algoritmi più sofisticati che contrastassero i cattivi manipolatori di link popularity a favore di siti onesti ma di qualità. Oggi l’effetto del PageRank non è più 100%, ma nessuno sa quanta acqua zuccherata c’è ancora nella Coca Cola. Vi dico che se quella barretta esiste ancora, un perchè ci sarà.. E nel dubbio una buona Link Building non va mai disprezzata. La conversione? Bounce Rate? Certo che sono importanti, sono fondamentali! Se non lavoriamo di qualità meglio andare a casa. Ma quando ho finito di rendere il mio modello di sito davvero “perfetto” è il traffico il moltiplicatore che mi trasforma quelle bellissime percentuali in numeri!

  • Io ne ho avuto la riprova in questi giorni. Un sito la cui home è crollata a PR1 mentre allo stesso tempo è aumentata decisamente la sua rilevanza sulle SERP per una decina di chiavi. E’ successo tutto quasi contemporaneamente, in maniera addirittura inversamente proporzionale.

  • Oooooooo! Finalmente si fa chiarezza…. C’era una confusione in giro, tra opinioni nei forum, blogger e servizi che calcolano, per esempio, il prezzo degli annunci con il PageRank non ci capivo più niente 🙂 Grazie Taglia alla prossima 🙂

    PS: @Giulio Ardoino. E’ successo anche a uno dei miei siti, all’inizio mi sono preoccupato, però invece di incappare i penalizzazioni o altro ho visto solo miglioramenti. Chissà con che giochini si divertiva Google! Boh! 🙂

  • Scusate…ma…dove leggete che il PR è morto?

    Dire che il PR è morto è una cosa…
    Dire che il PR non ha la rilevanza di una volta è un’altra…

  • Quoto in pieno Danilo Pontone, non risulta neanche a me che il pagerank sia morto, tanto meno che gli update avvengano così di rado.

    Sicuramente preso singolarmente il PR ha una valenza prossima allo zero, ma in un contesto di valutazione più ampio, associato ad altri parametri fa ancora la sua bella differenza.

    Ho riscontrato personalmente un aggiornamento i primi di aprile scorso, non solo su risorse di cui mi occupo in maniera diretta ma anche su altri siti. Ad esempio una risorsa informativa online da pochi mesi proprio il 2 aprile ha visto crescere la barretta verde.

    Ora, volendo rispondere senza ipocrisie, vi chiedo: dati 2 siti web con la stessa posizione nella serp, il medesimo tempo di permanenza sulle pagine e la medesima percentuale di frequenza di rimbalzo, a quale dei 2 attribuireste più valore se il sito A detiene un PR zero e il sito B detiene un Pr 4?

    Riguardo poi il Panda penso proprio che i siti in italiano e nelle altre lingue ad esclusione dell’inglese, possano dormire sonni tranquilli visto che lo stesso Matt Cutts ha dichiarato in un recente video che il nuovo algoritmo è attualmente in grado di agire solo nei siti anglofoni.

    Imho potrebbe anche essere che in casa Google stiano pensando di adeguare il pagerank a nuovi parametri, vista forse anche la complessità (e in alcuni casi anche il flop dato che all’estero sono state penalizzate talvolta anche risorse autorevoli) anchdi adattare il panda a tutte le restanti lingue.

  • Io ho sempre dato poco rilevanza al PR e l’ho piuttosto considerato come indice di stato di salute di un sito.
    Se per esempio il sito di vecchia data ha un PR0 significa che bisogna guardarlo bene e capire cosa non va (per esempio post non aggiornati, pochi links, bassa autorità).
    Il PR non credo sia morto ma credo che stia ad dirti che bisogna fare qualcosa altrimenti il tuo sito non decollerà.

  • Il pagerank non è uno dei fattori da considerare ma, il numero di link in ingresso (da domini diversi magari a tema) ed il giusto anchor text, giocano secondo me ancora un ruolo fondamentale.

    Google non può guardare solo a fattori come il bounce rate perchè varia molto in base alla tipologia del sito.
    Ad esempio i forum hanno notoriamente una bounce rate più bassa di un blog eppure solitamente si piazzano dietro alle serp rispetto a questi ultimi.

    I fattori da guardare sono veramente tanti, quello che a mio avviso da ancora i risultati più concreti è il link building “semi-naturale”.

  • Articolo interessante…ma dato che google é il primo ad affermare che il PageRank, la barra verde, é efficace, intuitiva e per questo da tutti utilizzata..perché non ingloba tutti i suoi paramentri creando un NEW PageRank una nuova barra?? La possono fare blu e chiamarla RR RelevanceRank…eheheh…

  • @forex sei nel giusto… Ma è meglio essere precisi, altrimenti uno pensa che con 10000 limks da 10 domini dominerà le Serps, e non è così.
    Quello che importa non è il numero grezzo di links esterni che uno possiede,ma il numero di domini unici che linkano al sito. Ancora meglio: il numero di C block unici che linkano.
    Perciò, se insito ha 1000 links da 100 domini unici e 50 c-block differenti, si posizionerà meglio che un altro con 1000 links da 10 domini in solo 2 c-block unici.
    Gli altri elementi, come la coerenza tematica dei siti che ti linkano, sono importanti (ma se ti linka

  • @forex sei nel giusto… Ma è meglio essere precisi, altrimenti uno pensa che con 10000 links da 10 domini dominerà le Serps, e non è così.
    Quello che importa non è il numero grezzo di links esterni che uno possiede,ma il numero di domini unici che linkano al sito. Ancora meglio: il numero di C block unici che linkano.
    Perciò, se insito ha 1000 links da 100 domini unici e 50 c-block differenti, si posizionerà meglio che un altro con 1000 links da 10 domini in solo 2 c-block unici.
    Gli altri elementi, come la coerenza tematica dei siti che ti linkano, sono importanti (ma se ti linka il Corriere, che fai? Piangi?)… Per quanto riguarda gli anchor esatti, stanno perdendo forza a livello di correlazione come fattore di ranking, perché un eccesso di links con anchor esatto sono indici di link building non naturale.

  • L’idea di dare peso a ciò che dicono quelli di Google, non ha senso. Loro per ovvi motivi devono fare “depistaggio”. Io non credo che il PageRank sia diventato un orpello, altrimenti Google lo avrebbe eliminato tout court. Niente più aggiornamenti. Tutti i siti con PageRank a zero. Ma ciò non accade… come mai?

    Forse perché è ancora maledettamente importante. Il PageRank poi, è associato al TrustRank, perché non si è mai visto un sito autorevole con PageRank a zero. Basta prendere in considerazione come al solito Wikipedia, la quale può vantare un “inutilissimo” PageRank 9 (praticamente quasi il massimo).

    Comunque vorrei porre una domanda: si parla sempre di “content is king”… benissimo, ma esistono migliaia di siti web che non hanno contenuto. I siti vetrina ad esempio. Oppure i siti basati su immagini. Oppure le basi di dati consultabili via web. Non so, mi vengono in mente le pagine bianche. Cercando “telefono” appaiono prima le pagine bianche e dopo Wikipedia. Ora, dove stanno i contenuti di qualità delle pagine bianche?

    Tento una risposta: ci sono siti che, pur essendo autorevoli, non possono presentare contenuti di qualità, perché tali contenuti si trovano sepolti all’interno di basi dati inaccessibili ai motori di ricerca (il cosiddetto “deep web”) oppure perché non hanno contenuto testuale da offrire. Come fa un software a giudicare la qualità di una fotografia?

    L’interazione degli utenti potrebbe stabilire la qualità… hmmm… interessante, allora i siti porno – visto che sono molto cercati e cliccati – vengono considerati di qualità da Google?

    Io dico che il PageRank è vivo e vegeto.

  • L’ ho sempre detto che il PR è inutile ed ora ne abbiamo conferma, ottimo articolo.

  • Io invece ho notato che ancora una volta hai discusso sul Pagerank
    🙂

  • Io non credo che il Page Rank sia morto, di sicuro ha perso la sua importanza già da un bel pò di tempo, ma questo non vuol dire che sia morto.

  • Secondo me non serve a niente . Io con il mio sito ho pr 2 eppure ormai ho più di mille visite al giorno…il bounce non credo sia una cosa sensata perchè è possibile che un cliente entra sul mio sito , trova ciò che vuole nella stessa pagina , e va via .

    Una cosa è un sito che parla di musica o spettacolo ed un’altra è un sito che vende prodotti . Magari se si trova subito il prodotto cercato non ha senso vedere altro .

    Secondo poi il pr non credo sia dettato dalle visite o dalla popolarità poichè il mio sito principale ha 2 di pr ed ha 1000 visite di media al giorno , altri siti che ho creato hanno anche 4 di pr ma neanche 100 visite al giorni .

    Quindi potrebbero anche eliminarlo…visto che ormai non ha senso

  • Penso che se scrivi bene e dendi il tuo blog davvero utile il pagerank non serva ad un granchè. Saranno i visitatori a tornare da soli …

  • Anche io sono dell’idea che l’importante sia che il ritorno e i click sul tuo sito al confronto con gli altri .

    la frequenza di rimbalzo credo sia importantissima .

  • Sará anche inutile ai fini della produttivitá del sito, peró in caso di vendita di un portale, influisce, ovvero tutti noi tra un sito PR0 e uno PR5 sicuramente consideriamo più affidabile e credibile il secondo. Un pò come Alexa Rank, facilmente taroccabile, ma che molte societá di advertising online considerano primario.

  • Ottimo post! complimenti c’e’ proprio bisogno di questo tipo di contenuti.
    Il pagerank è diventato una vera ossessione…

  • Tutto esatto, io mi accontenterei anche si un sito con PR 0 e che mi faccia guadagnare 10.000 euro al mese ;D

  • Contro-argomento del secolo: Blogger.com possiede uno dei PageRank più alti mai rilevati (9 o 10, secondi alcuni). Eppure… 🙂

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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