PageRank e SEO: 2 pesi e 2 misure?

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Avrete certamente notato che diversi blog sul SEO han perso, con l’ultimo aggiornamento, qualche punto PageRank.
Molti di questi blog han sempre operato correttamente, cercando di produrre buoni contenuti e non hanno mai comprato/venduto link… eppure la barretta verde si è accorciata.
Quali sono quindi i motivi del calo?

Questione di “flussi”…

Il buon Simone Luciani si è accorto di un paio di commenti postati qualche giorno fa da Matt Cutts su SEOmoz e SEO Scoop.

Il primo recita (estraggo il punto più interessante):
“we did do a full PageRank update several weeks ago. seomoz.org went down one notch not because of link selling but just because there’s less PageRank flowing around in some areas (e.g. search and SEO). Vanessa Fox’s site dropped by one as well, and for her as well, it’s just a case where less PageRank is flowing in some niches of the net. PageRank doesn’t always monotonically increase.”

Ed ecco il secondo, che ribadisce quanto espresso nel primo:
“Let me see if I can put it another way. Websites that are selling links can lose their ability to flow PageRank. That can have an effect “downstream” of that site.
Take Vanessa Fox’s site, for example. It’s a great site; it’s also closer to the search/SEO niche. So if less PageRank is flowing around two, three, or four hops upstream in the web, that can mean that a little less PageRank ends up on Vanessa’s site.
Of all the niches around the web, the search/SEO niche is one of the areas that would be likely to reflect that “less PageRank flowing around” phenomenon.”

Proviamo a tradurre…

Il termine chiave è flow.
Matt Cutts afferma che, in alcune aree del web, “fluisce” meno PageRank: ecco perchè alcuni illustri blog (vedi Vanessa Fox) han perso uno o più punti sulla barretta verde, pur senza aver commesso azioni negative agli occhi di Google.
Ma ciò vuole anche dire che tempo fa, nella nicchia del SEO, girava più PageRank… perchè ora ne “scorre” meno?

L’effetto “downstream”

Che lo tradurrei in “reazione a catena” o “effetto valanga” (se lo preferite).
Visto che i siti che vendono link possono perdere la possibilità di passare PageRank, e visto che nell’area SEO la pratica di vendere link è parecchio diffusa, ecco spiegati i motivi del generale calo di PageRank di parecchi siti/blog che si muovono all’interno della search/SEO niche.

Prova Seozoom

Conclusioni

Alla fine il colpevole è sempre lui: il link (venduto).
Non sono quindi d’accordo su quanto dice Simone (“i link hanno un valore diverso a secondo della categoria tematica del sito che linka e del sito che riceve il link”): non è (IMHO) la categoria tematica ad influire sul PageRank, ma è la presenza, in quella categoria, di parecchi siti che vendono link testuali (e che, di conseguenza, vengono privati da Google della capacità di passare PageRank, con relativo effetto domino).
In pratica, se vi è calato il PageRank, date la colpa ai vostri “vicini di link” 😀

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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6 Comments

  • Il problema è sempre quello: come distinguere i link venduti da quelli “regalati”? Non è così pacifica la cosa e la distinzione è impossibile.

    La tematizzazione, di cui parla Simone, è uno dei fattori che depone a favore o sfavore dell’ipotetica compravendita.

    Google ormai colpisce indiscriminatamente i link “influenti” e “sospetti” presenti al di fuori di recensioni o post, ha smesso di preoccuparsi della compravendita.

    Può permettersi di essere impreciso perchè, per ora, il danno pratico è molto relativo o inesistente

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  • Il cugino Matt Cutts come detentore del Verbo e tutti in fila ad interpretare. Nemmeno Sant’Agostino arriva a tali livelli di esegesi. Prosit.

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  • Credo che Google abbia colpito un pò siti/blog famosi, in modo manuale, giusto per far capire di avere i mezzi per colpire chiunque.
    In Italia, per esempio, sono stati colpiti alcuni notissimi blog con link verso casinò… e non credo siano link “aggratis”, o frutto di amicizia o conoscenza reciproca 🙂

    Reply
  • il tuo ragionamento è più che condivisibile, come al solito. Mi sembra anche giusto che Google cerchi di penalizzare o quantomeno di non passare pagerank ai siti che vendono e comprano link. Ma una cosa non mi è affatto chiara e mi tormenta da qualche settimana: come diavolo si fa a stabilire se un link è a pagamento oppure no?

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  • Concordo con le conclusioni, non fa un piega il ragionamento e spiega vari cali finora misteriosi.

    Reply
  • Propendo più per la tua ipotesi piuttosto che quella del pur sempre autorevole Simone, però temo che probabilmente le ragioni come al solito sono altre e vanno intuite, cercheremo di farlo eheheh.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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