O Win-Win, o niente!

Nel mondo degli affari, un rapporto si definisce Win-Win quando tutte le parti coinvolte ottengono un profitto, economico o di altra natura.

La cosa vale, ovviamente, anche sul web… ma posso assicurarti che, perlomeno negli ultimi mesi, la maggior parte delle proposte che ho ricevuto erano del tipo Win-Lose: e la parte perdente era sempre la mia.

“Parla (gratis) al mio evento, che tanto poi ci guadagno io (che lo organizzo)”

Possiamo sicuramente affermare che il 2009 è stato l’anno degli eventi dedicati alla SEO, ai social media e al web marketing: mai visti, in pochi mesi, tanti convegni, fiere e incontri informali con dentro almeno uno di questi argomenti!

Se spesso si è trattato di manifestazioni di buono o ottimo livello, mi rammarico però di notare un “piccolo neo” che macchia l’organizzazione di questi eventi: sto parlando del “testimonial calamita”.

Il “testimonial calamita” è l’esca utilizzata dagli organizzatori per attrarre quante più persone (paganti) possibili alla manifestazione, anzi la logica predominante sembra proprio quella di fare eventi con un gran numero di testimonial, in modo da poter soddisfare un pubblico molto numeroso ed eterogeneo: se non ti interessa l’intervento di X ci andrai per quello di Y, se non ti piace l’argomento X ci andrai per sentire l’Y e così via. La logica è perfetta, sembra quasi essere Win-Win: vincono gli organizzatori, vince il pubblico… ma c’è un ma.

Qualche settimana prima dell’evento in questione, il testimonial viene contattato dagli organizzatori per partecipare. Gli viene (solitamente) proposto anche uno speech. In cambio gli viene offerto… il nulla.

Significa che deve farsi qualche centinaio (se non migliaio) di chilometri, perdere almeno un giorno di lavoro (o farsi un weekend fuori casa, con notte in albergo), prepararsi l’intervento e le slide, il tutto per una bella stretta di mano, per un bel vulimmossebbene.

Ecco dunque che, in mezzo ad un paio di Win (organizzatori e partecipanti), c’è anche un bel Lose (tu).

Nota bene

Prima che partano commenti carichi di insulti, vorrei fare una puntualizzazione 🙂

Non sto dicendo che ci si debba muovere solo ed esclusivamente per soldi, o per interessi personali: lo si può fare per divertimento, per apprendere, per soddisfare il proprio ego, per fare public relation, per auto-promuoversi o per 1.000 altre ragioni. Anzi, uno dei miei obiettivi per il 2010 è quello di partecipare a qualche evento in più rispetto al 2009.

Ma devo farlo perchè ne ho voglia io, non perchè me lo chiede qualcun’altro che ingrassa (e si fa bello) alle mie spalle.

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47 Comments

  • Io fin ora son stato lontano da questo tipo di conferenze, un pò perchè il materiale che mi è passato sotto gli occhi proveniente da eventi simili spesso mi ha un po deluso e un pò per mancanza di tempo.

    Sinceramente comunque penso che tu abbia ragione, il tempo di chiunque ha un valore, ed è giusto che venga remunerato, è improponibile che un relatore di una conferenza non abbia almeno un rimborso spese (se la conferenza è a scopo di lucro).

    Comunque prossimamente cercherò di assistere a qualcuno di questi numerosi eventi (magari se ne salta fuori uno che non sia presentato come “i coltelli miracolosi dello chef tony” e che mi faccia percepire un rapporto qualità prezzo accettabile)

  • Il tempo di lavoro va pagato. Almeno alla tua veneranda età 😀
    Un neo-laureato o una neo-attività ci stanno al metodo gratis=visibilità…

    Ma ci son tanti convegni in giro che ne approfittano, anche proprio recentemente… chi ha orecchi…in-tenda 😉

    Marco

  • Ciao Davide, questo articolo lo stavo aspettando da tempo nel tuo Blog, lo avevo fiutato nell’aria qualche tempo fa e CVD lo hai scritto 😉

    Diciamo che sarebbe utile che questo articolo venisse commentato dai diretti interessati, quali organizzatori degli eventi e relatori, in modo da evidenziare i relativi pareri sull’argomento; naturalmente la libertà di risposta vale per tutti …

    In risposta alla Nota di chiusura, non ne vedo la motivazione valida che qualcuno possa venir qui ad insultarti perchè pubblichi i tuoi punti di vista; e spero vivamente che questo non succeda; anche se a qualcuno di sicuro darà fastidio!

    Sempre in merito alla Nota finale, penso che tutti i punti in essa citati, siano la realtà dei fatti e che alcuni anche se non sono da associarsi ad una remunerazione diretta, lo siano in modo indiretto.

    Ora però a tutto ciò devo aggiungere anche tutte quelle confidenze o sfoghi che ho avuto modo di ascoltare da alcuni relatori, e questo mette in contrapposizione quanto detto al paragrafo precedente, quindi il tuo articolo è decisamente il punto d’incontro dove le parti possono confrontarsi e magari dare spunto a future collaborazioni più … Win-Win? 😉

    Per ora mi fermo qui e vediamo cosa ne esce fuori.

  • Ucci, ucci sento odor di schema Ponzi.

    I testimonial, grazie alla “fama” ricevuta dalla partecipazione, adesso si staranno preparando per sfornare nuovi corsi, perché prima o poi pure la massaia vorrà arrotondare lo stipendio facendo corsi di webmarketing, e qualcuno glielo deve pure insegnare come fare. Io me lo farò insegnare da lei 😀

    Bravo, non cedere.

  • ops “la massaia che vuole arrotondare lo stipendio” … mi sa difficile comunque il concetto è circa quello.

  • Il sistema italia come sempre non si smentisce. Qualcuno ingrassa e quasi sempre a spese di qualcun altro.
    Siamo un sistema para-liberale deviato!

    Il paragone con US, UK e simili viene naturale. Relatori e responsabili vengono lautamente pagati, i fondi arrivano da biglietti (spesso molto salati) e sponsor, in cambio ci sono contenuti ad altissima rilevanza che fanno sì che l’utente percepisce effettivamente valore.

    In Italia si fa un pò tutto il contrario. I pochi eventi a cui ho partecipato erano ristretti, i relatori erano certamente preparati ma il tempo era poco e il materiale (slide e simili) spesso non-soddisfacente.

    Aggiungo che spessissimo viene privilegiato il sistema “tanto fumo e poco arrosto”, attrae platee abbastanza ampie ma distrugge inevitabilmente il livello della discussione, mischia veri professionisti con aspiranti tali e disperde i contenuti di valore diluendoli con interventi privi di spessore e partecipazioni veramente poco costruttive.

  • Caro Davide, pienamente d’accordo con tutto quello che dichiari e con l’autore del commento numero 6.

  • Ciao Davide,

    ovviamente sono pienamente d’accordo con te, mi sembra la classica storia di “furbacchioni” all’italiana, ho vissuto in Germania per 3 anni e li ti pagano per qualsiasi intervento. In ogni caso ritengo che almeno le spese di viaggio, vitto e alloggio vadano rimborsate.

  • Non penso che un intervento o uno speech debba essere pagato a tutti i costi, ci sono eventi da cui ti lasci coinvolgere a prescindere dal guadagno economico, magari il ritorno come dice Davide può arrivare in maniera indiretta successivamente.

    Inoltre gli organizzatori in generale non puntano la pistola in testa ai relatori per farli partecipare, o gli fanno il gioco delle tre carte dicendo a sorpresa che a fine speech non ci sarà alcun compenso, ma parlano chiaro immediatamente, quindi se si decide di partecipare lo si fa ben consapevoli delle condizioni economiche.

    Credo che la cosa più semplice sia parlare e trovare un accordo fra le parti, il relatore ha il diritto di chiedere un compenso all’organizzatore che lo interpella, e quest’ultimo poi valuterà se è il caso o meno di accettare, sono le logiche del mercato.

  • Ti capisco perfettamente. Il 2009 è stato l’anno della “croce Rossa”. Ho fatto consulenze ad amici e conoscenti a gratis perché “so bono” (o c…e) e mi soprende ancora come tanti mi ricontattino senza pensare al mio lavoro.

    Ma lo sanno cosa faccio per campare?

    Quindi per me il 2010 sarà l’anno del “o ti fai trovare con il soldo in bocca” o ti arrangi. Anche perché, sto parlando di persone che i loro servizi o prodotti non li darebbero mai gratuitamente.

    Bravo. Straquoto!

  • Ammazza… questa è l’indigestione delle feste? ahahha

    Ti dico il mio punto di vista molto semplice riguardo questo discorso. Fai velatamente intendere quasi una sorta di “sfruttamento” di chi organizza questi eventi nei confronti dei relatori/testimonial/altro ed io non lo darei per scontato.

    In sostanza non parlerei di sfruttamento unicamente in assenza di un rimborso economico e non darei per scontato il fatto che chi accetta di fare da testimonial o altro sia un povero sprovveduto 🙂

    Credo piuttosto che se qualcuno accetta tali condizioni vuol dire che ne ottiene comunque dei benefici indiretti a tutto vantaggio della formula Win-Win da te citata.

    I benefici possono essere davvero numerosi e riguardano soprattutto l’attività di “personal branding”, ma potrebbero anche riguardare un semplice scambio di favori tra amici. Nulla di strano, se tu mi chiedessi una mano per qualunque cosa io te la darei ad occhi chiusi e credo lo stesso faresti tu 😀

    Te lo ricordi il discorso sull’esistenza del GRATIS? 😉

  • Concordo in pieno sia con Enrico (commento 9) che Alessandro (commento 10).
    Il minimo è comunque il rimborso spese completo per il relatore, che va dalla colazione della mattina prima di partire per il convegno/corso/evento fino allo spuntino prima di addormentarsi del rientro a casa.
    Poi il relatore deciderà il suo tornaconto: ti bastà la visibilità e le relazioni?
    Vuoi essere ricoperto d’oro?
    Si vengo a diffondere la mia conoscenza, no non vengo…
    Mi sembra normale no?

    Per l’altra cosa citata da Alessandro penso sia capitato a tutti.
    Vieni a sistemarmi il PC che tanto tu ti diverti e ci metti un attimo (e ci perdi 6 ore). Secondo te il mio sito si può migliorare? Tanto che ci sei mi fai la modifica x?
    Esempio classico: amico barista al quale sistemi il pc e poi ti offre il caffè (2-4 ore di lavoro) contro 1 euro di compenso…ok è un amico gli fai un piacere. Dopo qualche tempo gli dici..oh, ma la birra me la offri? Scherzi? e io con cosa campo? (Poi vaglielo a far capire tu che quando ti sei “divertito” a sistemare il suo pc gli sarebbe costato 100-200 euro )…
    Il brutto è che il nostro lavoro non viene visto dai più come professione seria, ma come una cosa aleatoria e secondo me anche per questo si fa fatica a far capire all’utente del perchè i nostri costi e soprattutto che bisogna pagare per avere i nostri servizi.
    Ok scusate il “quasi sfogo”.
    In ogni caso tornando in topic si, basta mettersi d’accordo per il compenso da relatore ma soprattutto non ritenersi offesi se l’organizzatore non accetta poi di pagarti e il contrario…

  • Come me lo aspettavo il commento di @Ale (Sportelli): sei un gran parà! 😀 non ai miei livelli ma…

    Tu cmq sei fra quelli Che ha tirato su “da poco” una cosa grande e non vedo problemi in speech gratuiti, ma ocio, ti sfido a dare un valore economico alle tue attività gratuite, speech, ecc. Almeno stimato!

    Te lo chiedo perché sei un professionista e so che l’hai fatto.

    Altrimenti il gratis o il personal branding facciamolo alla Caritas, che non fa male 😉

    Un abbraccio dal Nord! 😀

    Marco

  • Mi sembra un po’ privo di senso tutto questo. E’ una questione di opinioni e non credo che nessuno obblighi nessuno a fare niente.
    Se uno vuol partecipare a eventi a gratis che lo faccia.
    Se uno vuole essere pagato per relazionare ben venga.
    Se uno vuole pagare per relazionare…contento lui !

    Libero arbitrio…non mi sembra che ci sia nessun regime in Italia sugli eventi SEO. Mah !

    Come in tutti i settori ci sono 2 parti che contrattano, ognuno è libero di fare la sua proposta e nel caso di mancato accordo stretta di mano e saluti a tutti.

    PS: Va anche detto che spesso molti eventi più che un guadagno sono un costo per chi li organizza…ma anche qui: “Libero arbitrio”

  • Uè Marcolì 🙂 forse il mio discorso non è abbastanza chiaro. Io do sempre un valore economico a quello che faccio tranne quando si parla di amicizia che (forse sbaglio?) per me non ha prezzo.

    Il valore economico che attribuisco non si traduce solo in euro ma in diverse cose. A questo, dato che mi tiri in ballo, aggiungo che ho fatto delle cose completamente gratis, altre con rimborso, ed altre a pagamento… tutte hanno portato benefici ed oggi sono contento di averle fatte.

    Gran parte del mio OFFline non è casuale ma frutto di una strategia meditata dagli effetti più a medio/lungo che a breve termine. Allo stesso tempo è ovvio che, come accade per tutti, il valore cresce e col tempo alcune scelte potranno essere ben diverse rispetto al passato.

    Quindi tornando intopic… fare alcune cose “consapevolmente gratis” non vuol dire fare beneficenza, ma vuol dire ottenere un maggior guadagno a medio/lungo termine invece che quattro spiccioli subito 😉 (per chi sa farlo ovviamente…).

  • Andrea, se tutto fosse questione di opinioni non leggeresti il Tagliablog…

    Non che uno non possa fare quello che vuole, ma che cerchi di fare confrontandosi non è mica male no?

    Marco

  • @Ale Spurtel 🙂

    “…si parla di amicizia che (forse sbaglio?) per me non ha prezzo.”
    Non c’è neanche la valuta adatta, tranne la gratitudine! 🙂

    Sul valore economico delle attività di lavoro io invece le darei sempre in € (quello che tu chiami “benefici”),
    in modalità molto “Web Analytics”: anche sbagliando, 10 €, diceva il geniale
    Guru di Google (avinash kaushik), mettiamoceli!

    E poi si verifica no?
    Non tocca me ricordare che i soldi sono una parte decisiva del lavoro. 😉

    Marco

  • Marco il giro è molto (moooolto) più ampio… non parlo neanche di banali visite al forum… starei messo proprio male se pensassi questo ahahah

  • Certo Marco, ma resta il fatto che fino a prova contrario leggo quello che voglio e esprimo opinioni proprio come fa il taglia e come hanno fatto gli altri nei propri commenti…senza che tu possa dirmi se e cosa leggere.

    Confrontarsi è bene…molto bene ed infatti non ho detto proprio a nessuno di non scrivere quello che vuole…mi sembra. Ho solo detto la mia !
    (Posso ?)

  • Per chi vuole, consiglio di leggere la pagina 160 e succ. di Web Analytics 2.0: Da dove dice “Here’s an example. Two of the goals for my blog…”

    http://bit.ly/8zkJas

    Può esser dato un valore anche a ciò a cui sembra improbabile darlo…

    Marco

  • @Ale.. ahhh è mooolto piu’ amplio: è un modo per non rispondere 😉

    Marco

  • @Andrea certo che puoi, ma a me il relativismo nelle discussione sembra tanto inutile… 🙁
    Se invece ti è utile vai fino in fondo! L’importante credo sia sempre quello.

    Grazie
    Marco

  • Marco ok, rifletterò sulle parole di avinash… probabilmente mi viene qualcosa in mente 🙂

  • In quanto spesso partecipante pagante agli eventi SEO dove sono intervenuti esperti di settore tendo a dare per scontato che se un ospite è lì avrà i suoi bei motivi per esserci, l’importante per me è che porti contenuti di valore all’evento.

    Ognuno può decidere quel che vuole, vero, ma di base ci dovrebbe comunque essere una buona dose di “onestà intellettuale” quando si tratta di eventi, speech, corsi, assistenza. Le parti in causa hanno tutte molto da perdere se manca questa base comune, e la gente tende a non dimenticare le sòle…

    Perchè invece non estendere il discorso anche alla “segnalazione degli eventi”?

    OFF TOPIC: avendo avuto un passato da tecnico help desk accade spesso che amici e conoscenti mi chiamino per un intervento sui loro pc.
    Di base chiedo un invito a cena (dai, mentre ti sistemo il pc tu cucini, e poi chiacchieriamo), ma se la persona è un semplice conoscente (o un amico “magicamente” riapparso dopo mesi/anni con una richiesta d’aiuto) sono abbastanza esplicito: “dai, di solito costo 200€ a intervento ma a te che sei mio amico posso farti il 33% di sconto”. Di solito basta a farli sparire… 😉

  • Senza scomodare le formulone americane Win-Win, lo dicevano i latini: “Do ut des”….

    Non c’è nessuna forma coatta nella richiesta di contenuti gratis, siano essi speech, siano guest post, siano guide e articoli. Esiste (grazie a dio) in questo settore un forte traino della passione, un forte intreccio di relazioni e tanta professionalità.

    Io sono tra quelli che ha “investito” un po’ di tempo in queste cosette e non mi sento affatto un loser…..ci credo, lo faccio 🙂

    E’ cmq tutto frutto di una certa cultura del riconoscimento del lavoro e delle professionalità. Per tutto il resto c’è il buonsenso…

  • @marchionne (serrastyle) :
    win-win > presente
    do ut des > futuro

    due mondi concettualmente e praticamente diversi 😉

    passo…

    Marco

  • Visto da ogniuno dei vostri punti di vista, avete tutti ragione, ma …

    1) Se i relatori si accontentano del personal branding o di qualsiasi altro tornaconto di qual si voglia tipologia; perchè poi nel loro profondo si sentono sfruttati e magari lo tengono per loro senza esternarlo verso i diretti interessati? Paura di essere esclusi dal giro? Poca considerazione di se stessi e delle loro qualità?

    2) Capisco gli eventi gratuiti, che anche quest’ultimi hanno un ritorno economico, ma per quelli a pagamento non sarebbe il caso che gli organizzatori facessero loro il primo passo nel momento che invitano i relatori, offrendogli da subito un compenso ecuo?

    Qui possiamo parlare di tutto ciò che vogliamo, magari andando anche off-topic con il solito discorso che non siamo categorizzati in modo corretto nel mondo del lavoro e le persone ci contattano per sistemargli il PC; del fatto che amiamo quel che facciamo a tal punto da farlo anche gratuitamente in alcune occasioni ma di certo non è questo che l’autore del post si aspettava dai commenti, o sbaglio?

    Per come la vedo io e per quello che sono riuscito a leggere fra le righe dell’articolo, esiste una sorta di invito al confronto per coloro che si sentono chiamati in causa; ma potrei aver interpretato male io …

  • Da partecipante a qualche corso Madri posso dire che ho notato grandissima passione ed enfasi negli speech degli ospiti (quest’anno un “drammaturgico” Luca Catania, un “appassionante quanto ficcante” intervento di Robin Good, una curiosa quanto positiva presenza di WebMarketing Forum (Aless. Sportelli qui presente nella discussione), Giorgio Taverniti, mr. Jinx,…. Fondamentalmente ho notato molti “guru” della Seo/sem/bloggging appassionarsi alla loro “attività” off line, non tutti a Roma a maggio hanno fatto dei singoli speech, però ho notato una forte partecipazione (sintomo gli andava bene l’accordo concluso con l’organizzazione).

    Credo che cmq la partecipazione ai corsi in qualità di speaker possa inquadrarsi in un momento di forte aggregazione fra i maggiori esperti dell’advertising on line… Il momento per conoscere, fare pr, parlare x nuovi progetti; acquisire anche crediti presso aziende (alcuni eventi di fine 2009 hanno coinvolto le aziende)…

    Altri eventi (anche gratuiti) vengono fatti anche per far conoscere alle aziende le possibilità dell’advertising e per porsi quali primi interlocutori presso le stesse aziende… (essere primi a volte è determinante)

    ALla fin fine essendo un corsista non conosco gli accordi che in genere vengono realizzati però, personalmente, credo che tali occasioni sarebbero da considerare più quale personal offline branding… anche perchè capita anche di presenziare ad eventi “entry level” o quasi…

    Sì forse è vero, e mi accodo al Tagliaerbe, un intervento concreto, pratico, fluido e denso di sviluppi e concetti (magari incomprensibile li per lì ma capace di fornire mille spunti e riflessioni), quello sì sarebbe da pagare… 🙂

    Saluti from Amalfi coast… 🙂

  • Ciao a tutti,

    volevo apportare la mia esperienza alla discussione. Nell’ultimo anno mi è capitato di partecipare come relatore a qualche evento, la maggior parte dei quali a pagamento per i partecipanti. In nessun caso ho percepito un compenso se non il rimborso spese per il soggiorno.

    In nessun caso mi sono sentito sfruttato, anzi, ho avuto l’occasione di farmi conoscere e di far conoscere la mia azienda, quindi il mio win è stato un po’ di personal branding e un po’ di corporate branding 🙂

    In tutto questo credo che l’elemento da valutare non sia tanto quanto mi danno per andare, ma quanto è serio l’evento a cui sono invitato e quali sono gli altri relatori. Per me non ha prezzo partecipare ad un evento come co-relatore di nomi importanti del settore. Se la qualità dell’evento non mi convince e non mi offrono nulla non ci vado e fine 🙂

    A presto

  • Bingo! 🙂 Questo è candidato come uno dei piu validi motivi:

    Credo che cmq la partecipazione ai corsi in qualità di speaker possa inquadrarsi in un momento di forte aggregazione fra i maggiori esperti dell’advertising on line… Il momento per conoscere, fare pr, parlare x nuovi progetti; acquisire anche crediti presso aziende (alcuni eventi di fine 2009 hanno coinvolto le aziende)…

  • Ciao a tutti

    non vorrei sembrare inopportuno, ma dopo una lettura veloce dei post, non posso che esprimere seppur prosaicamente, ma in modo molto laconico una mia opinione.
    E… le opinioni rimangono sempre tali, come sapete tutti voi.
    Ho l’impressione che Alex, Taverniti, Robin ecc, abbiano bisogno di farsi “giustamente” tanta pubblicità e, a mio avviso, lo stanno facendo molto bene, se tutto questo viene visto in tempi ristretti e senza considerare eventuali effetti aggregati.
    Alex sta facendo un grande lavoro, encomiabile, non so come abbia fatto in poco tempo a fare tutto quello che ha fatto in rete, quindi da parte mia i miei complimenti,sinceri.

    Ma la domanda che vorrei porvi è: Pensate che quello che state facendo, vada bene? In questo momento, in questo Web all’italiana? beh, io sono un po’ perplesso.
    Vorrei attenzionarvi su una mia considerazione… se posso…
    Come marketer (per intenderci) dico che non sempre il refuso, il copia incolla è visto di buon occhio. Il ripetersi, il non portare un plus, un valore aggiunto, alla lunga non ripaga, non ricompensa.
    Per capirci meglio e parlare la stessa lingua, facciamo un esempio su come ragiona Big G, che poi rispecchia molto il pensiero sociale, della gente. Google/L’Utenza: “cerca l’eccellenza”, e l’eccellenza la si fa con i fatti e non con la autoreferenzialità o con lo scambio feroce di link ed interviste.
    Provate a copiare ed incollare gli articoli et voilà l’anticlone di google non perdona, oppure provate a scambiare link e referenze attraverso una cerchia di amici, un gruppo circoscritto… bam! penalizzati e così via. Ragazzi tutto questo non funziona non solo con Big G., ma anche con l’utenza…….ovviamente parlo di utenza “ESPERTA”;
    Anche il neofita, cresce… e con il tempo potrebbe abbandonarvi. L’esperto, già ora, ahimé vi bypassa.
    Io penso che i seo/sem/marketer non abbiano bisogno di pubblicità e di partecipare ad eventi aggregativi, organizzati in questo modo, ma di ben altro.
    Scusate la mia sincerità e delle mie del tutto personali opinioni
    Spero non me ne vogliate

    Willy Cut

  • Willy è forte, Willy mi piace! 🙂

    Ma non fa una proposta e secondo me c’è l’ha li…
    Ma magari mi sbaglio?

    Marco

  • Willy io la penso sinceramente come te e ti dico anche che ho solo mosso i primi passi e fatto anche (come è naturale) i primi errori. SU questo non ci sono dubbi. Ciò però su cui invito tutti a riflettere è analizzare i fatti da differenti punti di vista in quanto si danno per scontati degli obiettivi che in relatà potrebbero non esistere.

    Mi rendo conto che ciò che si vede dall’esterno potrebbe non coincidere con ciò che effettivamente è… ed aggiungo che ciò che è per me potrebbe non esserlo per agli amici citati… ognuno ha qualcosa di diverso in mente come è giusto che sia.

    C’è inoltre da ben differenziare chi ha organizzato l’evento (ha deciso i contenuti, ha deciso il format, ha deciso le’eventuale prezzo, ha deciso dove, ha deciso i tempi, ha deciso chi invitare…) da chi è stato semplice ospite o eventuale relatore (che non ha deciso un cazzo 😀 ).

    Ora credimi, ad ogni evento al quale sono stato c’è sempre stato un motivo differente e le cose cambiano giorno per giorno (oggi certe cose non le rifarei ma non potrei saperlo se non avessi un pò di esperienza).

    Ad esempio ai primi eventi a cui sono stato invitato sinceramente mi ha fatto molto piacere esserci perchè l’ho visto come una sorta di riconoscimento di quello che stavo facendo… una sorta di “ei continua così, grazie :)”.

    Ad altri eventi ho partecipato con l’unico scopo di mantenere dei rapporti di amicizia (se un amico mi chiede di esser presente ad un evento, sempre che non caschi il mondo, io ci sono).

    Ad altri eventi ho partecipato proprio perchè non c’erano operatori del settore ma solo potenziali clienti :).

    Ad altri eventi sono stato pagato per fare della formazione.

    Ad altri ho partecipato solo perchè molti ragazzi del forum mi hanno chiesto se c’ero! 🙂 questa è forse la cosa più bella.

    Ad altri ancora mi sarebbe piaciuto esserci ma non ci sono stato perchè concentrati tutti nello stesso periodo.

    Per questo vi invito caldamente ad evitare di generalizzare 🙂

    Ora ho un paio di domande a cui spero potrai rispondere:

    1. Riguardo il discorso del non portare valore aggiunto sono assolutamente d’accordo con te e sono qui a chiederti a quali eventi esattamente ti riferisci e perchè secondo te non hanno portato valore? Conta che io sono neutrale dato che non ne ho mai organizzati 🙂

    2. Hai detto questo:

    Anche il neofita, cresce… e con il tempo potrebbe abbandonarvi. L’esperto, già ora, ahimé vi bypassa.

    Potresti cortesemente spiegare meglio questo aspetto e soprattutto a chi ti riferisci? chi bypassa chi? si parla degli eventi offline o di cosa?

    Credo che tutto sommato sia abbastanza normale che l’esperto in quanto tale abbia già abbondantemnte studiato e messo in pratica le sue competenze. Ora magari fa solo un piccolo sforzo per tenersi aggiornato. Con questo non escludo che un esperto non possa trovare interessante o inedito un post su un blog o un topic di un forum o un evento o un libro.

    3. Hai detto:

    Io penso che i seo/sem/marketer non abbiano bisogno di pubblicità e di partecipare ad eventi aggregativi, organizzati in questo modo, ma di ben altro.

    Non ho capito se parli di chi paga per andare agli eventi o di chi li organizza o dei relatori. A parte questo cosa intendi per “ben altro”?

    Concludendo ti dico che ciò che si è verificato quest’anno non è secondo me nè giusto nè sbagliato e mi riferisco in particolare all’aggregazione di un + o – definito gruppo di persone. Tutto questo è secondo il mio punto di vista semplicemente mai accaduto prima. Questa è una cosa che senza mezzi termini mi piace e mi riempie di gioia… dico davvero, sono fatto così :D.

    Mi piace che chi crede di avere idee affini faccia l’esperiemnto di mettersi assieme per dare qualcosa di più.
    Magari hai ragione tu… quest’anno l’aggregazione (forse) non ha portato chissà quale valore aggiunto ma di certo non escludo che possa portarlo in futuro con una programmazione e progettazione più accurata ed ancora più collaborativa e soprattutto condivisa con i diretti interessati (chi va agli eventi).

    Ti ringrazio per il feedback importante. Ne terrò conto 🙂

    p.s. ragazzi io sono in partenza quindi passo e chiudo e ci vediamo l’anno prossimo…. tanti auguriiiiiiiiiiiiii

    p.p.s. Taglia staccati da quel pc e porta le bambine a sciare… e che caz eheh

  • Come metodo, non generalizzato, e molto valido mi sembra utile
    ripetere quando diceva Sandro Politanò:

    se un evento è a pagamento sarebbe bene che i relatori vengano retribuiti, non solo o unicamente €…

    Per gli altri free, son free e se tutto è free lo possono essere anche i relatori.

    Marco

    p.s.: mi unisco al fronte Sportelliano “TagliaStaccati”! 😀

    p.s.s.: willy se butti li il sasso e non proponi mi sembra inutile
    e poco rispettoso dei possibili citati 😉

  • Ok Marco hai ragione… (me la sono proprio cercata) 😉

    Caro Alessandro
    non ho generalizzato, ho palesato semplicemente alcune prospettive futuribili in merito ad un’opera virale destinata, così come fatta, a morire da qui a poco per ovvi motivi. E lo riconfermo.
    Poi, puoi anche dissentire e mandarmi a quel paese, io accetterei umilmente (dubium sapientiae initium), sono pronto a ricredermi sempre se le tesi altrui sono credibili, attuabili, fattuali ed efficientarie e non portate avanti in modo elitario e volontaristico, ma sulla base, per l’appunto, di fatti concreti.

    Premetto…I miei non sono sofismi, non sbandiero in maniera capziosa ciò che dicono o fanno gli altri per avvolarare una tesi personalistica, vedo sostanzialmente questo blog come un luogo ameno in cui dissertare su argomenti che mi stanno a cuore e che riguardano: Il Web Italiano.

    Con il precedente post volevo semplicemente passarvi un messaggio, un pensiero, una considerazione, ripeto, personale, forse perché mi ritengo un attento perfezionista e un cultore della politica internettiana del web made in usa ed italiano. Ergo, il mio auspicio è che le cose cambino davvero. Ma questo in generale, al di là della nostra disquisizione sul tema del come fare brand, convegni, immagine, marketing, seo ecc.

    Non è mia intenzione trasmutare la vostra conoscenza ed il vostro modo di porvi ed operare nella rete, con una ipotetica formula alchemica che contemperi le regole perfette per raggiungere l’eccellenza nella comunicazione, mi sembra che la corona in Italia qualcuno già l’abbia indossata da tempo, ma penso anche che cominci un po’ a restringersi e a far male ;-), tornando dunque intopic come dice Alex…
    Senza tanti tanticismi, i valori delle variabili in gioco sono vari e complessi ed ovviamente il gioco si fa duro quando i competitor aumentano, non di numero, ma di qualità; abbiamo cavalcato ed utilizzato la conoscenza degli Americani importando le tecniche più svariate trite e ritrite del webmarketing con tutti i suoi bei strumenti: adword+landinpage, split A/B, trappole mentali, articoli killer, menzogne mediatiche, “senza offendere nessuno, l’uomo ha bisogno della menzogna come quando si raccontano le favole ai bambini” semplicemente per attirare l’attenzione, mix tra pnl e tecniche copywriter, chi più o meno specializzato, uso di wordpress come cms unico e standardizzato per google ecc ecc. potremmo dissertare per ore, ma mi fermo qui. Un bel pacco di roba… non vi pare? Non vi sembra un minestrone in cui regna il peperone con il salmone, la carota con il peperoncino ecc ecc? Se non si hanno le giuste competenze si rischia proprio questo: “UN MINESTRONE”
    Aggiungiamo poi anche 10 psicologi che ci aiutano ad instillare nelle menti dei partecipanti la voglia del fare, soprattutto se non sei capace o convinto. Devi fare… if you can’t you must direbbe un noto coach Americano… (non faccio più nomi altrimenti Alex mi bacchetta)

    Alessandro nella rete gira sempre lo stesso materiale su cui poi molti cercano di crearsi la loro pseudo-nicchia, su cui molti si illudono di fare business attraverso ebook, report, corsi, o semplicemente la semplice traduzione dell’help di google poi messo in linea in italiano certi di aver svelato l’arcano criptico algoritmico googleiano.

    Ad Alessandro il merito di non aver organizzato ancora nessun evento… Un consiglio spassionato… non lo fare, almeno non farlo in questo modo, oramai è un metodo morto defunto inflazionato, bisogna pensare ad altro siediti e pensa, scusami se mi permetto, non voglio sembrare presuntuoso, in realtà sono molto umile, ma poco modesto. Prima di organizzare siediti un attimo e con amici diversi dalla solita cerchia fai un brainstorming Puoi disquisire sull’accuratezza del come fare, sul metodo e studia l’humus su cui operare e su come operare, il quadro che si delineerà grazie alla tua volontà e preparazione sarà sicuramente plausibile e sarai tu il precursore di una nuova esperienza.

    Ora voglio risponderti alle domande che mi hai posto, altrimenti vado avanti per ore:
    Ti risponderò senza arzigogolare troppo sui contenuti evitando i tecnicismi informatici all’italiana

    1 “Per questo vi invito caldamente ad evitare di generalizzare”
    Qui ti ho già risposto all’inizio

    2 “Anche il neofita, cresce… e con il tempo potrebbe abbandonarvi…”
    In parte ho risposto anche a questo, in rete c’è di tutto e si rischia di rendersi ripetitivi, bisogna elevare gli standard, evitando di declamare a lezione soffiando all’orecchio ripetutamente le stesse cose.

    3 “Io penso che i seo/sem/marketer…..
    Questa domanda che mi hai posto, centra l’obiettivo.
    Non posso svelarti lo stratagemma, ti posso solo dire che mettere a fattor comune le cose fatte con un approccio copernicano potrebbe essere vantaggioso trascurando l’obiettivo dwl fare principalmente massa critica, in questo modo presto si penserebbe all’acume nel fare business it’s all?
    Non posso/voglio andare oltre, posso solo darti degli item da interpretare.

    Oggi ho letto un articolo sul giornale di Sgarbi che dice testualmente:

    Secondo il pensiero generale l’Italia è divisa in due: da una parte i colti che fanno ore di coda per andare a vedere una mostra, dall’altra il popolo bue che riempie le sale dei cinema per il cinepanettone di turno. Eppure probabilmente c’è un’altra verità: tra la moltitudine vista in questi giorni a Milano davanti a Palazzo Marino per vedere il San Giovanni Battista di Leonardo e quelli che si sganasciano per Natale a Beverly Hills non c’è differenza: sono le stesse persone, è la stessa Italia. Che magari cambia gusto secondo la moda del giorno

    Poi se un giorno dovessimo incontrarci vis-a-vis potrò svelarti l’arcano 😉

    Scusatemi se sono così schietto, ma in questo contesto, in questo luogo mi sembra di poterlo fare, nel caso fosse una mia convinzione sbagliata sono pronto a declinare il quantum

    Pronto e disponibile a qualsiasi critica

    Willy

  • Quoto Willy

    @Alessandro Politanò e Sportelli:

    Se io pago per seguire una conferenza o un corso, mi aspetto di imparare, non di sorbirmi un’ora di pubblicità, cioè quello che fa il relatore gratuito per trarne anche lui beneficio.

    Ho partecipato a svariati eventi a pagamento, e sono abbastanza certo di aver potuto distinguere le relazioni pagate, quelle gratuite e quelle addirittura di relatori che hanno pagato per poter parlare.

    Quello che alla fine viene fregato è il partecipante, ma è anche giusto lo sdegno del relatore di fronte ad una proposta secondo me indecente.

    Il problema sta nelle aspettative tradite, che invece non ci sono con gli eventi gratuiti.

  • @Willy ti ringrazio, concordo al 99% con ciò che dici. Quanto da te detto specie riguardo “ciò che c’è in giro ed il MINESTRONE” è stato spesso oggetto di discussione sul forum ed è argomento che personalmente porto a cuore. Mi rendo conto che però la discussione in forma solo scritta come qui sul blog del Taglia può portare facili incomprensioni ma una cosa mi è chiara: intendi dare un contributo e questa è la cosa per me più importante :).

    Mi pare di leggere tra le righe che ci sono persone e sistemi che reputi (diciamo) inopportuni (anche io!) e su questo mi piacerebbe confrontarmi seriamente e serenamente con te (l’anno nuovo perchè sono in partenza…abbi pietà 😀 ) in modo tale tu possa raccontarmi le tue esperienze ed io possa dirti la mia.

    Parli di “voi”, includendo anche me in tutto ciò che hai detto e quindi è naturale che io mi senta in maniera generalizzata tirato in ballo anche in qualcosa in cui non mi identifico (esempio le varie porcate del guadagno fuffa online). Per questo ti prego, se ti va, di sentirci l’anno nuovo e dirmi in cosa sbaglio io e solo io. Almeno ne prenderò coscienza, farò tesoro di quanto vorrai dirmi, avrò la possibilità di conoscerti e farmi conoscere davvero.

    Hai detto che è tuo auspicio che le cose cambino davvero. OK! Facciamolo… io sono disponibile e ti aspetto.

    @Mik hai ragione, hai tutto il diritto di lamentarti con chi ha tradito le tue aspettative. Sul forum, al termine di alcuni eventi gratuiti ed a pagamento, sto aprendo dei topic finalizzati proprio ai feedback. Credo che sia quelli positivi sia negativi possano solo aiutare tutti a far meglio.

    p.s. Vorrei precisare inoltre una volta per tutte ed a tutti che io in qualsiasi contesto online ed offline rappresento solo me stesso ed il forum che ho fondato. Tutti gli altri possono rappresentare e rispondere autonomamente per se e per ciò che fanno.

    Bye 🙂

  • @Alessandro

    Complessivamente non sono malaccio, perché ci sono interventi che tirano su il resto, però è come uscire a cena e dover accompagnare un ottimo piatto con della coca cola, solo perché è lo sponsor del ristorante.

    E nel caso delle conferenze, corsi ecc. (alcuni) c’è l’aggravante che il tutto avviene alle spalle dell’allievo. Non mi piace la pubblicità occulta.

    Riguardo ai feedback, io in rete trovo solo delle cosiddette “maggioranze bulgare” di consensi, ma quando in Bulgaria ce le avevano, la popolazione non era così contenta come dichiarava. Di certo non mi metto io a fare il dissidente solo perché non sono entusiasta e avrei qualche critica da fare.

  • @Alessandro
    mi fa piacere esserti giunto e soprattutto che tu abbia saputo dare il giusto significato alle mie parole, segno evidente di grande umiltà, in questo siamo simili… . Allora potrebbe essere proprio questo un punto di partenza per il prossimo anno.

    Auguri Alex, Mik, Marco ecc

    Willy Cut

  • Ciao Mik, io faccio parte dei partecipanti paganti dei convegni, corsi, chiamali come vuoi, e posso dirti che ormai dopo dieci anni o più che mi sono addentrato in questo settore, conosco in partenza cosa può offrirmi a livello qualitativo l’evento di turno, quindi nel 90% dei casi, pago la mia quota per passare qualche ora insieme a persone che vivono distanti dalla mia città, persone con il quale ci collaboro o semplicemente mi ci confronto in Blog o Forum di settore, o magari nei commenti dei Social Network; ma le prime volte ho partecipato per approfondire le mie conoscenze e posso garantirti che anche in quei casi ho assimilato cose positive per il mio futuro, anche se mi sono sorbito l’auto promozione di qualcuno 😉

    Ora, in virtù di quanto ho scritto, posso dirti che nel corso degli eventi in questione, a me non disturba se il relatore di turno promuove la sua Azienda, il suo Brand o qualsiasi altra cosa; l’importante è che alla fine del suo speech abbia fatto in modo che i partecipanti meno avanzati abbiano ricevuto informazioni di valore che possano essere d’aiuto nel loro cammino a fronte dell’obiettivo che vogliono raggiungere.

    Naturalmente tutto ciò può andar bene per me e non essere condiviso da te o da molti altri, come è giusto che sia; ma dire che un relatore promuove se stesso, la sua azienda o il suo prodotto per un’ora, mi sembra esagerato, primo perchè difficilmente il relatore arriva ad avere più di un’ora a disposizione, nella maggior parte dei casi ha una mezz’ora scarsa; poi c’è anche da aggiungere che il relatore non è detto che sia conosciuto da tutti i partecipanti, quindi in qualche modo deve dare testimonianza di chi è, cosa fa e cosa usa per farlo …

    E qui potresti rispondermi che tutto ciò potrebbe essere anticipato nella promozione dell’evento e quindi si potrebbe tralasciare nel corso del discorso; e posso darti ragione anche qui 😉 ma a questo punto non dovremmo partecipare più a nessun evento, perchè diciamocela tutta, nella realtà non esiste situazione, gratis o a pagamento, che non ci sia forma di pubblicità alla persona, all’azienda o al prodotto; non è cosi?

    Per quanto riguarda l’affermazione che hai fatto, e cioè che ci sono stati casi in cui il relatore ha pagato l’azienda che ha organizzato l’evento, per poter partecipare, bèh, che dirti, io non ho modo per affermare o smentire quanto dici; di sicuro se cosi fosse, sarebbe una cosa grave, almeno per quanto riguarda l’aspetto etico professionale di entrambi le parti nei confronti di chi ha pagato il biglietto; ora questa non penso sia la sede opportuna o non spetta a me decidere se lo sia, comunque se sei sicuro di quello che dici, ti invito a fare chiarezza su questa cosa, anche perchè è giusto che le persone sappiano.

    Rimango a disposizione per qualsiasi forma di dialogo, purchè costruttivo o utile a me o gli altri, il mio nick è il mio Nome e Cognome reale, quindi sono facilmente rintracciabile; quando vuoi, puoi contattarmi o rendermi partecipe di tue future affermazioni e sarò lieto di dire la mia.

  • @Alessandro Politanò

    “A me non disturba se il relatore di turno promuove la sua Azienda, il suo Brand o qualsiasi altra cosa; l’importante è che alla fine del suo speech abbia fatto in modo che i partecipanti meno avanzati abbiano ricevuto informazioni di valore che possano essere d’aiuto nel loro cammino a fronte dell’obiettivo che vogliono raggiungere.”

    A me disturba invece se è all’interno di un corso a pagamento, e non viene detto chiaramente ai partecipanti una cosa del tipo: grazie al nostro sponsor che ci presenterà i suoi prodotti e servizi siamo riusciti a mantenere bassa la quota di partecipazione.

    Si tratta di trasparenza, pure in TV quando fanno le telepromozioni scrivono “messaggio promozionale”.

    Non discuto che non si possa imparare pure da chi parla di se, ecc, per esempio nei barcamp, ma posso decidere cosa seguire o no, e non avendo pagato, non mi aspetto più di tanto.

    “di sicuro se cosi fosse, sarebbe una cosa grave, almeno per quanto riguarda l’aspetto etico professionale di entrambi le parti nei confronti di chi ha pagato il biglietto”

    Secondo te è assolutamtente normale l’intervento gratuito, e molto grave quello pagante. Io non ci vedo questa abissale differenza, il bianco per diventare nero deve passare dal grigio. Inoltre ho espresso delle mie sensazioni, non ho prove inconfutabili (come potrei averle? e a chi le porto dato che è comunque legale?) tanto è che l’articolo di Tagliaerbe non mi ha sorpreso.

    “ora questa non penso sia la sede opportuna o non spetta a me decidere se lo sia” “è giusto che le persone sappiano”

    Cioè vuoi che faccia nomi e cognomi così mi citano per diffamazione?

    No grazie, continuo a parlare liberamente e se capita di criticare l’operato di Google, della Apple, della Ferrari … aziende che pur facendo dei prodotti di ottima qualità ricevono critiche, e anche attraverso esse migliorano.

    Non voglio rovinare il business di qualcuno solo perché il suo 100% di feedback pubblici positivi diventa il 99,9%.

    Il messaggio che voglio mandare è “non crediate che gli allievi non se ne accorgano”.

  • @Mik

    [A me disturba invece se …]
    Infatti ho evidenziato che la mia opinione può essere naturalmente discutibile e non condivisibile da altre persone e ho aggiunto che è giusto che sia cosi 😉
    Per quanto riguarda lo “Sponsor”, forse c’è da fare una scissione tra quest’ultimo e il normale “Relatore”; il primo mette del suo per promuovere l’evento e per suo può essere denaro, attrezzatura, gadget o il proprio prodotto che può servire a creare un contenuto di valore all’interno dell’evento stesso, il tutto in cambio di pubblicità, quindi un ruolo diverso dal comune “Relatore”, anche se in questo contesto specifico la differenza è poco definibile.
    Comunque, nei siti web degli organizzatori di eventi, almeno per quelli che seguo io, di norma vengono create delle pagine dedicate dove vengono presentati i Relatori e, a parte, vengono messi in evidenza gli Sponsor – Siamo autosufficentemente capaci di distinguere le due definizioni, Relatori e Sponsor? O all’interno dell’evento bisogna far passare le sovraimpressioni come in TV?

    Naturalmente io parlo in questo modo perchè sono abbastanza flessibile e perchè standoci dentro in maniera indiretta riesco a dare i giusti pesi alle cose, ma se vogliamo scendere nei dettagli ed essere puntigliosi, allora non mi resta che darti ragione; come potrei darti torto vedendo la cosa da un punto di vista diverso dal mio? 😉

    [Non discuto che non si possa …]
    Infatti ogniuno è libero di fare le proprie scelte sugli eventi da seguire o meno, gratis o a pagamento essi siano, nessuno qui ha mai detto il contrario; e se per caso quello a pagamento non ha colmato le tue aspettative, hai la piena libertà di comunicarlo direttamente agli interessati e anche a tutto il resto del Web, di sicuro l’Azienda organizzatrice, se seria e etica, ne farà tesoro e cercherà di migliorarsi negli eventi futuri 🙂

    [Secondo te è assolutamtente …]
    Perdonami, ma non ho capito questo passaggio!

    [Cioè vuoi che faccia nomi e cognomi …]
    Assolutamente NO, forse mi sono espresso male io definendo nel commento le Aziende organizzatrici con la l’aggettivo “persone” … Intendevo dire che sarebbe opportuno che chi organizzi gli eventi, sappia cosa pensano le persone che partecipano, magari qui può arrivare o meno [la sede …], invece dicendolo direttamente a chi deve saperlo, può servire a migliorare, come ho già anticipato nella precedente paragrafo.

    Quando ho scritto [Rimango a disposizione per …] non è stato per caso, ma per farti capire che sono disponibile a mettere il mio Nome per portare le informazioni altrui ai diretti interessati, creando dialogo costruttivo a favore dell’interlocutore di turno e per tutti gli altri in genere. 😉

    Se non ci ri-sentiamo, Buon Anno ***

  • Ti ringrazio per la tua disponibilità, ma non capisco a cosa si deve e a chi potresti far arrivare il mio messaggio.

    “Siamo autosufficentemente capaci di distinguere le due definizioni, Relatori e Sponsor?”

    Se usano queste due distinte definizioni certamente sì.

    Se si parlava di auto, magari esprimevo la mia opinione sulle auto, senza necessariamente aver prima contattato la Fiat, è così strano come comportamento?

    Poi se la Fiat mi chiede un feedback glielo do.

    Ciao buon anno anche a te.

  • E no e no per quale assurdo motivo invitare qualcuno a parlare ad un evento pagato e strapagato per poi liquidarlo con un sentito grazie? Caro Tagliablog va bene divulgare le proprie conoscenze, ma ricordiamo che per ottenerle ci sono voluti dei sacrifici e i sacrifici si sa non si fanno mai per niente. Quindi invito si ma senza grana no. Un saluto.

  • Io sono dell’idea che la qualità si debba pagare. Punto!
    A proposito… @Filippo A. io i coltelli dello chef Tony li ho comprati e tagliano davvero!!!! 😛

    Questo discorso (quello della qualità) vale un pò in quasi tutti i settori di internet in Italia, basti pensare che la gente cerca un logo per il proprio blog a 5/10 euro quando in America vogliono 400 dollari per un logo ben fatto!!!

    Stessa cosa per la grafica di siti e blog, la gente quando gli dici che a meno di 500 euro non accendi nemmeno il computer, rispondono che preferiscono farsi fare il sito con frontpage dal nipote “smanettone” !!!

    Ma ci son sempre le eccezioni… Il mio vicino aveva problemi col modem, l’assistenza di Alice voleva 25 euro per l’assistenza telefonica del tecnico (roba da pazzi!) io gliel’ho fatto gratis, ma lui mi ha regalato ben 3 pacchetti di Marlboro 😀
    Ma forse solo perchè eravamo sotto Natale 😉

  • –>”I testimonial, grazie alla “fama” ricevuta dalla partecipazione, adesso si staranno preparando per sfornare nuovi corsi, perché prima o poi pure la massaia vorrà arrotondare lo stipendio facendo corsi di webmarketing”

    😀

    In tre righe è espresso uno dei motivi per cui noi abbiamo deciso di sospendere i corsi in aula e concentrarci su quelli personalizzati 🙂

  • Arrivo un po’ tardi, scusa, ma da pochissimo ho concluso una migrazione gravosa tra computer e mi sto rimettendo in pista.

    Certo che questo è un argomento che varrebbe la pena di discutere a lungo ed io…
    1) sono stato qualche volta tra i relatori non pagati;
    2) sono stato spesso tra i relatori pagati;
    3) sono stato qualche volta tra gli organizzatori non paganti un relatore;
    4) sono stato spesso tra gli organizzatori paganti i relatori…

    …qualcosa vorrei dirla.

    Non so dov’è il giusto e lo sbagliato, ma da qualche tempo non accetto più di fare il relatore non pagato e non chiedo più a nessuno di fare da relatore non pagato ad un mio evento, salvo che non sia veramente e fortemente evidente un suo vantaggio. L’ultima volta l’ho fatto ad ottobre 2009 e mi sono ripromesso di non farlo più per nessun motivo.

    Ragionandoci in questi anni, infatti, ho concluso che la cosa più seria sia pagare se tu vieni pagato, proporre il non-pagamento se tu non vieni pagato come organizzazione. Diversamente, comunque la si metta, ci si sta un po’ approfittando.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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