Perché NON assumere un Social Media Expert

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Stavo per chiamare questo articolo “Tutti i Social Media Expert devono morire bruciati”, ma poi ho pensato ad una cosa più simpatica.

Se ti definisci un Social Media Expert, non provare a mandarmi il tuo curriculum. Nessuna azienda ne assumerebbe uno, così come non dovrebbero volere guru o rockstar. Se hai un esperto di social media sul tuo libro paga, stai sprecando i tuoi soldi.

Essere un Social Media Expert è come essere un esperto nel prendere il pane dal frigorifero. Potresti essere il miglior prendi-pane-dal-frigorifero al mondo, ma la sai una cosa? L’obiettivo è quello di fare un panino fantastico, e non puoi farlo se tutto quello che hai sempre fatto nella vita è prendere il pane dal frigo.

I social media sono solo un altro aspetto del marketing e del customer service. Ripetilo con me. Ripetilo fino a che non l’hai imparato a memoria. Stampalo come un tatuaggio sulla tua mano. Imprimilo sulle porte. I social media, da soli, non ti aiuteranno.

Stiamo facendo gli stessi errori che abbiamo fatto durante il periodo delle dotcom, quando tutti pensavano che bastava aggiungere il termine .com al proprio logo per apparire all’istante credibili. Non è così. Se lo hai fatto, hai solo sottolineato in modo ancora più forte quanto era patetica la tua azienda. Non stavi “creando un nuovo paradigma nel passaggio verso metodi alternativi di focalizzarsi sui clienti grazie ad una riorganizzazione aziendale”. No, eri semplicemente un idiota che sarebbe uscito dal mercato entro 6 mesi.

Ma sai qual è il colmo? Che non abbiamo imparato nulla da allora! Abbiamo ancora sete, e stiamo bevendo la stessa bibita di 10 anni fa, e senza nemmeno metterci il ghiaccio. Invece di integrare queste nuove tecnologie con l’esperienza fatta allora, ci siamo tolti i vestiti e stiamo correndo nudi sotto la pioggia, agitando le mani in aria e dicendo che stavolta sarà diverso, perché stavolta i tempi sono migliori!

“Non si tratta più di fare un sito web! E’ molto più fico! Si tratta di Facebook, di fan, di follower, di engagement, di influenza, e…”

Puoi smetterla prima che inizi a vomitarti sulle scarpe?

SI TRATTA SOLO DI GENERARE REVENUE ATTRAVERSO UN SOLIDO MARKETING E UNA ASSISTENZA FANTASTICA, COME E’ STATO DALL’INIZIO DEI TEMPI.

E’ una questione di trasparenza. Non si tratta di mentire ai tuoi utenti, e pensare che qualche buona scusa via Twitter sia sufficiente quando si è colti in fallo. Non lo sarà, e li avrai persi. I clienti fuggiranno in massa, perché possono farlo. Possono andare dove vogliono ora – non importa quanto fedeli siano stati in passato. Se menti e ti fai cogliere in fallo, puoi dire loro addio.

Si tratta di usare gli strumenti per vendere ad un pubblico che vuole contribuire a raccontare la tua storia, perché hai fornito loro il fantastico servizio che volevano. La reazione di United Airlines a “United Breaks Guitars” NON è stato un bell’esempio di uso dei social media. E’ stato l’esatto opposto – è stato la gestione impulsiva di un problema di un cliente che non avrebbe mai dovuto accadere a United Airlines, se avesse orientato il marketing all’assistenza dei propri clienti.

E’ una questione di pertinenza. Non si tratta di postare un tweet ogni volta che la tua azienda offre uno sconto del 10% su uno dei suoi prodotti o servizi. Si tratta di scoprire dove sono i tuoi clienti, e seguirli. Se posti un tweet per ogni sconto che fai, e nessuno dei tuoi clienti è su Twitter, ebbene, sei solo un idiota. Il marketing implica la conoscenza del tuo pubblico, e il confezionare e indirizzare le tue promozioni verso specifici segmenti.

I “Social Media Expert” non lo sanno. Ti creano una Fan Page, e quando tutto ciò che han fatto non converte in nuove vendite ti dicono semplicemente: “OK, inizieremo a postare di più”.

Non fare così. I veri marketer sanno quando usare le tecniche di marketing tradizionali, i social media o il passaparola. Chiedi a un “Social Media Expert” ciò che un traffic planner chiede ad una agenzia, e ridi quando lo vedrai andare su Google a cercare la risposta.

E’ anche una questione di brevità. Sai cosa non sa fare la maggioranza delle persone che si definiscono Social Media Expert? NON SANNO SCRIVERE. Il numero di “esperti” che non sa scrivere una semplice frase è imbarazzante. Indovina: se hai a disposizione circa 3 secondi per mandare un messaggio ad un nuovo cliente, cosa utilizzi?

Non i follower su Twitter. Non i fan su Facebook. Non i check-in su Foursquare. NO. Quello che serve è saper SCRIVERE BENE, fine della storia. Saper scrivere bene significa essere concisi, ed essere concisi è marketing. Vuoi avere la garanzia di perdermi come cliente, per sempre? Fai un errore di grammatica in qualsiasi tua comunicazione esterna.

Infine, è una questione di conoscere il tuo cliente, e assicurarsi che pensa per primo a te. Quando Barry Diller era in Paramount, prendeva la sua agenda e chiamava 10 persone ogni mattina solo per dire loro “Ciao”. Spendeva del tempo per contattare la gente, per comunicare. E questo ha contribuito a far guadagnare alla Paramount miliardi, in un’epoca nella quale l’industria del cinema era in difficoltà.

Tu conosci il tuo pubblico? Comunichi con loro? Non sto parlando di “mandare loro dei tweet”. Sto parlando di contattarli. Chiedere loro cosa puoi fare meglio, o siccome non li vedi più da un pezzo cosa puoi fare per farli tornare. Non si tratta del 10% di sconto o del concorso per “il prossimo follower”.

Se non permetti ad uno stagista di scrivere un comunicato stampa per la tua azienda, perché diavolo stai ascoltando i 22enni che ti dicono “dobbiamo fare questa cosa sui social media perché è fico?”

I social media non sono “fichi”. FARE SOLDI E’ FICO. I social media sono semplicemente un’altra freccia nella faretra del marketing, e la faretra è progettata per GENERARE REVENUE.

Se stai facendo qualsiasi altra cosa con i social media, eccoti una scatola di fiammiferi, e spero di non vederti mai più.

Liberamente tradotto da Why I Will Never, Ever Hire A “Social Media Expert”, di Peter Shankman.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

46 Comments

  • Premetto di essere uno di coloro che mangiava COMPUTER quando la stragrande maggioranza di quelli che qui scrivono non erano forse ancora nati o meglio non esistenti in termini informatici.
    Nel periodo delle dot com, da solo prima e successivamente insieme ad altri ingegneri informatici ho creato un sistema (pur non avendo mai studiato informatica) ed un portale ad esso connesso che ho rivenduto ad un investitore inglese per la modica cifra di 12 MILIONI DI STERLINE. Era l’anno 1999 e nel 2000 cinque giornali nazionali mi hanno dedicato con foto la prima pagina di copertina.
    A parte tutto questo…sicuramente il 99% di Voi e di tutti coloro che si leggono sul fantastico web, con questa cifra sarebbero a succhiare cocktails nel mar dei Caraibi, invece personalmente i miei soldi li ho investiti creando una struttura di cyber tecnologia qui a Mosca dove vivo da più di 12 anni e quell’investimento ora ne vale 10 volte di più.
    Ho scritto questo post per RICORDARE ai fantomatici GENI qui a vario titolo presenti, che nella vita occorre passione e dedizione, la professionalità la si acquisisce con il tempo soprattutto quando impari che nessuno ti regala niente e soprattutto quando NON vieni pagato. Perchè è solo quando NON hai i soldi che si vede il vero talento nascosto di una persona. E’ il senso del fabbisogno che fa emergere le proprie qualità a dispetto di tutti coloro che si professano esperti e vogliono essere pagati prima e bene per qualcosa che esiste solo sulla carta. Proprio per questo motivo vivo in Russia, paese che offre a chi ha idee e contenuti nel proprio cervello, una vera alternativa al mondo fantomatico delle start up americane, che conosco benissimo avendo abitato 4 anni nella Silicon valley. In USA su una start up finanziata ve ne sono 30.000 che non partiranno mai e state certi che quella finanziata è stata scelta non da imprenditori ma da banche che utilizzano le piccole dot com per lucrare il più possibile, al concepitore in realtà arriveranno solo 4 spicci che saranno milioni o miliardi dopo tanti tanti anni.
    Ora ci sono anche gli esperti di social media, ma c’erano anche 20 anni fa, la differenza è che si chiamavano in modo diverso: Seed di Netscape o AOL. Chi conosceva le parole chiave diventava di colpo un esperto. Questi motori di ricerca sono spariti ma erano i precursori dei social media odierni. E non è finita qui, tra 3 o al massimo 4 anni sarà messa in campo una rivoluzione che oggi potrebbe sembrare Copernicana…..un network di media video creati dagli utenti mentre guardano qualsiasi oggetto e in qualsiasi momento della giornata e senza utilizzo di smartphone o computer. Questo si chiama in gergo Advanced Virtual Reality Media, l’applicazione madre dopo la realtà virtuale le cui fasi beta sono attualmente in studio in alcuni centri mondiali di ricerca. Quindi appuntamento tra qualche anno ai GRANDI esperti di social media!!

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  • Tu l’articolo lo hai solo tradotto e sei quindi solo co-responsabile della banalità. Un esperto a prendere pane dal frigorifero non serve a nulla se uno ha l’uso delle mani. Ma se per sfiga sua non le ha, ecco che gliene serve uno. Se Linkedin (ad esempio) è un terreno virtuale proficuo per qualcuno, ma non ha, molto banalmente il tempo di studiarsi i meccanismi di funzionamento e le strategie di feed , gli serve un esperto, perlomeno finchè non ne padroneggierà il funzionamento. Ci vuole tanto? Questo per dire in modo banale che l’articolo è una sciocchezza. Se poi vuoi entrare davvero nel merito, leggiti la risposta sopra, di Unter den Linden.

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  • L’era della pietra è anni luce avanti a te, ti sei perso almeno gli ultimi anni di studi in materia. Sai quante ditte/aziende hanno chiuso a causa del buzz on line nei loro confronti? Hai presente il caso aziendale Kryptonite? Ovviamente no. Sai che i social media hanno contribuito all’engagement nei confronti dell’azienda, la quale tra l’altro è spinta inesorabilmente a muoversi verso una maggiore trasparenza nei confronti degli utenti che la seguono? Sai cosa implica questo? Meno cazzate da propinare alla gente. Maggior credibilità. Maggior conoscenza. Non si parla di marketing, si parla di conversazioni e parole. Di visibilità.

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  • è sempre la solita questione all’italiana:

    i veri Social Media Manager offuscati dai falsi Social Media Imbecill che si spacciano per sapientoni solo perchè hanno imparato ad usare facebook, twitter, myspace e youtube.

    Rimane che, con tutti gli online shops che stanno nascendo e il continuo evolversi dell’attività online, il Social Expert è una figura molto importante se usata con criterio.

    E’ chiaro che se paghi un Esperto in Social Media e non hai nemmeno un sito decente sei un demente, ma l’esperto in questo caso te lo farà notare indirizzandoti verso l’attuazione di una politica di marketing migliore.

    E’ come dire: non serve un cavolo fare uno shop online se fai l’idraulico.
    (hai scoperto l’America…anzi l’acqua calda)

    Questo articolo è aria fritta a parer mio. Getta mxrda su coloro che fan questo mestiere con passione e professionalità, e su coloro che son rusciti a farcela contribuendo (insieme a tutte le altre politiche di marketing, assistenza, soddisfazione del cliente, di prodotto…) al successo di un’azienda.

    Ps: chi non sa scrivere, non dovrebbe nemmeno fare l’idraulico a parer mio, è l’unico caso in cui accetterei l’uso dei tuoi fiammiferi.

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  • @davide: visto parli del diavolo… e spuntano gli infiltrator! 😀
    Io ne vedo almeno quattro 😀

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  • Ma quale è il tipo e dimensione di ditta a cui potrebbe essere utile un esperto di social media?
    Quanto utile?

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  • Io nei social non investo quasi nulla, ma ho una attività particolare.

    Se avessi una attività più tradizionale invece che cercare degli esperti,
    cercherei una persona molto attiva sui social.

    Costituisce titolo preferenziale l’essere una giovane donna, spigliata, diplomatica quando serve, aver svolto attività di animazione o di PR in villaggi turistici, discoteche ecc.

    Non importa che sia esperta. Che deve sapere per instaurare una relazione? Deve solo essere brava a relazionarsi.

    Ci sono tante persone, che senza aver studiato marketing, lo sono, di natura, e anche per l’esperienza che hanno maturato sopratutto nella vita NON lavorativa.

    Anzi se non sa nulla di marketing, tanto meglio, si rapporterà con i miei clienti in modo più genuino.

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  • Sicuramente il mercato è pieno di operatori che si spacciano per “super esperti” offrendo soluzioni semplificate, che rischiano di risultare ineffiaci o addirittura controproducenti! Utilizzare uno strumento a tutti i costi perchè fa “fico” non è sicuramente la migliore soluzione! Al contrario bisogna partire da una strategia mirata basata su studi di marketing e su dati concreti (dove sono i tuoi clienti?)
    Ciò nonostante non ritengo sia giusto generalizzare, un buon Social Media Expert, o come altro lo vogliamo chiamare, con esperienza e competenza può essere una risorsa davvero importante in un progetto di marketing.

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  • Articolo provocatorio al punto giusto che fa molto riflettere

    “I social media sono semplicemente un’altra freccia nella faretra del marketing, e la faretra è progettata per GENERARE REVENUE.”

    Mi trovo d’accordo con questo concetto e non voglio generalizzare il discorso ma negli ultimi mesi ho conosciuto molte persone che poco hanno a che fare col mondo del marketing in generale presentarsi come Social Media Expert e ritenersi profeti del web

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  • Per capire se è vero che questa categoria è da bruciare ho teso una trappola nel mio blog e oggi ho catturato la preda.

    Sono un community manager dal 2004 e da un esperto di social marketing ho ricevuto l’offerta per capire quale strategia dobbiamo adottare per essere presenti nel mondo del social web…. Mi passate un fiammifero?

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  • Il post è molto diretto. La critica molto tagliente. Personalmente la rispetto ma non la condivido. E lo dico all’indomani di un seminario con Charlene Li, che veramente mi ha dimostrato, case histories in mano, che i Social Media servono e che possono risolvere tanti problemi aziendali.

    Sul come gestirli ne possiamo discutere, sul chi li debba gestire… anche. Possiamo dibattere anche sul fatto che ci sia o no un reparto dedicato o se la SEO abbia ormai senso di esistere “in solitario”. Possiamo arrivare a valutare, a budget ridotti, se sia meglio un SEO che fa Social o un Social Expert che fa SEO. Tutto è opinabile…

    Ma evitare un ambiente su cui ci sono tutti i tuoi clienti attuali e potenziali mi sembra un pò rischioso. Molto più rischioso di sperimentare ed eventualmente di sbagliare strategia.

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  • Sono reduce dal seminario di Charlene Li a Milano dove ho vissuto in prima persona la presenza di alcuni supermegaespertivenditoridiqualcosa che parlano bene ma razzolano malissimo. Dal mio blog ho lanciato una trappola ad uno di loro e, come volevasi dimostrare, si sono fatti l’autogol.

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  • La provocazione, in generale, mi piace. Crea subito smarrimento, senso di disapprovazione. Apre però nuovi spunti di riflessione.

    Sarebbe stato ancora più interessante se avesse risposto qualche responsabile aziendale che abbia comprato servizi marketing e usato strategie di SMM …

    Il marketing è unico, gli strumenti sono tanti. Non confondiamo le idee, almeno quelle poche che stanno cominciando a passare.

    Potrebbe essere necessario stabilire come i vari strumenti possono interagire al meglio tra di loro per raggiungere in maniera efficace ed efficiente i risultati attraverso un piano marketing completo!

    Ma a quel punto bisognerebbe stabilire chi coordina i lavori, … naaaaa troppo complesso! 😉

    Immaginate un SEO che dialoga con un Social Media Manager che a sua volta collabora con un responsabile marketing???

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  • Cavoli! Certo che sembra una buona fonte da citare quando non hai voglia di metterti in gioco su nuove piattaforme.

    Che poi c’ha anche ragione eh, però rientra tra gli articoli pericolosi, cui qualcuno magari fa riferimento per dire “Hai visto? Eh no, ma io non ci vado su Facebook perché sarebbe controproducente.” Che poi chissà che sarà mai ‘sto Facebook. Che già faccio le DEM e altre robe. Non mi serve. Al limite lo faccio fare a mio figlio che smanetta.

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  • Dal basso della mia esperienza nella posizione di esperto nei Social Media (anche se amo definirmi community manager), credo sia doverosa la distinzione tra la “scimmia ammaestrata” che riceve un comunicato e lo incolla sulle piattaforme social (generando zero valore aggiunto o poco più), rispetto a chi elabora una strategia di ascolto e interazione, educando le persone interne all’azienda stessa ad interagire sui social media e trarne i benefici.

    Un’altra distinzione importante è alla radice del problema: ci sono aziende che hanno “fame” di interazione e di comunicazione (generalmente sono le più piccole e le più dinamiche), che sentono il bisogno di un feedback su quello che stanno facendo e che sui social media trovano un ottimo punto di partenza (ieri erano newsgroup e forum, poi ci sono stati i blog, quindi concordo non è niente di nuovo).

    Poi ci sono aziende dove i social media sono un diktat dell’alta direzione che, letto un articolo da quattro soldi sull’argomento, impone agli scaldasedie/subordinati di “andare su Facebook perché adesso tutti sono lì” e quindi si va dalle agenzie a richiedere un servizio da cui trarranno poco o nulla.

    Ho conosciuto entrambe le categorie di clienti e all’articolo citato aggiungerei una voce fondamentale: oltre a saper scrivere bene e avere ben presenti tutti i principi della netiquette, un bravo “social media expert” deve avere carisma sia verso il cliente, che va istruito e guidato, sia verso la “community” che deve credere in quello che scrive per conto dell’azienda che rappresenta.

    Un’ultima nota che condivido con i miei colleghi: scappate se si parla di “educare il cliente”, significa che l’azienda è ferma a prima di Kotler.

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  • in Italia “Expert” può anche voler dire che sai utilizzare correttamente qualcosa… dato che l’alfabetizzazione informatica (soprattutto a livello del management di tante piccole e medie imprese… ) è davvero ridicola.
    Come in ogni professione molto è lasciato al rigore ed all’onesta del professionista che si chiami social media expert o marketing manager o community manager…
    poi vogliamo perdere tempo ad etichettare… bene… ma non lasciamoci travolgere dal totalitarismo ideologico…

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  • A me sembra che questo post non dica niente di nuovo o sconcertante. I toni accesi (che non condivido) servono solo per dare più risalto a cose dette (o lette) e stradette (o stralette) milioni di volte.

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  • Non voglio entrare nel merito del post, che non ha ne capo ne coda.
    Ci sono cose vere ma messe in un contesto di una persone che sembra che abbia qualcosa di personale.
    Ma il punto è questo; MA LA SMETTIAMO DI FARE COPIA E INCOLLA E TRADURRE ARTICOLI DI AMERICANI MA A CHE SERVE??? SIAMO I SOLITI PROVINCIALI, PARLIAMO DI ESPERIENZE NOSTRE ITALIANE CHE SENSO HA PARLARE DEL MERCATO AMERICANO CHE E’ COMPLETAMENTE DIVERSO DAL NOSTRO

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  • “NON SANNO SCRIVERE” detto da uno che scrive qual è con l’apostrofo… 🙂

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  • Secondo me il problema è che molti qui non conoscono il significato della parola marketing…

    “I social media sono semplicemente un’altra freccia nella faretra del marketing, e la faretra è progettata per GENERARE REVENUE.”

    Cosa c’è di sbagliato in questo concetto? cosa c’è di così assurdo? Voi parlate di strumenti di marketing (facebook, AdWords, Forsquare, ecc) mentre il marketing è strategia, è sapere organizzare tutti gli strumenti, scegliere quelli giusti, ottimizare i budget disponibili il tutto per generare profitto… e per fare questo al meglio la domanda giusta è: conosci il tuo cliente?

    E questo non lo sa fare un social media marketer, expert, guru o altro che vi piaccia o no.

    Ciao 🙂

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  • per gli intenditori del caso ecco una bella galleria di orrori di scrittura delle aziende causati da social media expert ma anche da stagisti aziendali, segretarie, figli di imprenditori… d’altronde alle aziende non interessa chi scrive di professione… son tutti buoni a scrivere come son tutti buoni a star su facebook giusto?

    http://www.appuntiscritturacreativa.it/tagged/errori

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  • X Enrico … leggerò con attenzione il tuo articolo e non mancherò di darti il mio feedback 🙂

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  • X Nereo

    Google adwords attualmente non è “morto e sepolto” ma è quanto meno.. agonizzante.
    Tento di spiegarmi meglio.

    Fino ad oggi l’approccio è stato :

    Persona cerca un prodotto –> lo trova –> lo compra –> misurazione

    Tutto questo è stato possibile perchè di fatto l’ambiente è ancora poco competitivo (ma è già morto e sepolto laddove la competizione è altissima, prova a fare una campagna adwords tentando di vendere un Iphone 4 e fammi sapere 🙂

    Non ha senso fare una campagna adwords tentando di vendere globalmente un iphone 4, i costi saranno sempre superiori al profitto, i margini si ristringono sempre di piu’. Ma ciò che succede oggi per l’iphone 4 domani succederà per sempre piu’ prodotti, sempre piu’ aziende si accorgeranno di internet, sempre piu’ aziende cercheranno il loro posto. (e vedrai i soliti mostri internazionali occupare i primi posti di qualsiasi cosa tu cerchi…per certe cose è già cosi)

    Quello che rimarrà ai comuni mortali sono ambienti di nicchia, cosi’ tanto di nicchia che quasi quasi…adwords è senza senso (perchè puoi avere una migliore visibilità organicamente)

    Allora bisogna cercare un qualcosa di diverso, una soluzione alternativa. Il social POTREBBE essere una di quelle. Mi ripeto non sempre il prodotto è cercato. E quando è cercato siamo arrivati ad una saturazione incredibile.

    E credimi… quando ti propongono di fare una campagna per un prodotto che NON è cercato oppure è cercato cosi’ tanto da essere estremamente competitivo e tu proponi adwords… allora li è la TUA credibilità che viene un po’ a mancare.
    Tieni anche conto che la domanda e l’offerta tendono inevitabilmente ad allinearsi. Se anche oggi tu scoprissi un caso particolare (domanda alta rispetto ad un concorrenza bassa) tale per cui adwords potrebbe aver senso non dovresti “adagiarti sugli allori”… in breve tempo il “mercato” si accorgerà che esiste una situaione “anomala” e si riallinearà ad una logica che renderà adwords…troppo costoso.

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  • PS: frasi del tipo “Google Adwords è morto e sepolto” minano decisamente la credibilità e la visione di mercato di chi le scrive 😀

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  • Appoggio in pieno …e mi sono fatto anche due risate 🙂

    Una nota a beneficio dei Social-commentatori delusi: siamo di fronte a un hype mostruoso e a una professionalità che sembra ogni giorno più auto-celebrativa.

    A confronto, l’hype dei SEO è stata una favola.

    Purtroppo la colpa sta da tutte e due le parti: domanda e offerta si influenzano. Le aziende che cercano un approccio black-box ai Social Media sono esse stesse artefici del problema.

    Io vorrei solo dirvi che stiamo cercando di assumere 10 nuove persone che lavorino nel Search Marketing ma in Emilia Romagna se scavo su Linkedin trovo qualche profilo SEO, qualche SEM e una vera e propria inondazione di Social Media Guru/Evangelist/Strategist.

    Bah! 😉

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  • Poi se il discorso è SEO , SEM e Social devono essere la stessa persona o la stessa entità… ci puo’ stare. Ma allora diciamo che questo articolo dovrebbe essere “licenziamo e bruciamo anche i SEO” perchè se il SEO non ha competenze social quello che fa non è misurabile. (converte bene perchè è bravo lui o converte bene perchè un’altra persona ha fatto una campagna social efficace tale per cui la gente compra il prodotto ad occhi chiusi ?)

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  • mmmm…che mi dici del web listening? in effetti chi lo cura non è definibile come social media expert

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  • x Enrico Ferretti – Io devo dire che questa cosa della “misurabilità” non riesco bene a intenderla. O meglio … cosa si intende per misurabilità del social ? il ROI con obiettivo VENDITA ? Allora ti posso dire senza la minima esitazione che lo scopo del Social non è il ROI. Per cui non ha senso neanche chiedersi come fare a misurarlo. Si parte sempre dal presupposto che il nostro prodotto sia cercato con precisione su google, che esistano delle keywords precise per definirlo, e anche che ci sia un certo volume di traffico che abbiamo il compito di intercettare. Si parte ancora dal presupposto che siamo le uniche entità a dover curare una cerca campagna marketing e non l’ipotesi di essere un tassello di un piano piu’ complesso dove agiscono diverse figure di cui quella principe…è il prodotto stesso. Il prodotto stesso è quello che genera SOCIAL, che genera BUZZ, che genera passaparola.

    Quindi posso dirti quando engagement c’e’ stato (nel bene e nel male), posso dirti quanto “si parla di te”… ma non mi chiedere il ROI con obiettivo VENDITA, sono troppi i fattori al di fuori del mio controllo che la determinano (tra cui appunto la qualità del prodotto ma anche azioni alternative che avvengono contemporaneamente).

    Non tutti i prodotti costano 5 euro e sono di un brand famoso tali percui Cerco –> trovo –> compro . Molto piu’ spesso i prodotti o servizi richiedono dei processi decisionali lunghi e complessi…lunghi anche anni alle volte. Considerando questi fattori non si puo’ risalire alla fonte originaria del traffico, alla scintilla “prima”. Non potendolo fare i “calcoli precisi e matematici” sono senza senso, almeno in mia opinione 🙂

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  • Parole sante!!!
    Hai verbalizzato esattamente quello che penso. E non puoi capire quanto c***o è difficile farlo capire in azienda.

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  • Come in tutte le cose ci vuole il giusto mezzo: i social vanno utilizzati all’interno di una strategia di web marketing articolata, da soli non servono a molto. Certo di ciarlatani in giro ce ne sono tanti, che si definiscono “Social media expert”, ma anche “SEO expert” o “web copywriter”… quanta fuffa… e non solo in campo “social”.
    L’azienda ha bisogno di esperti SEM, SEO e social, perché altrimenti continuerà a pensare cose del tipo “l’importante è che apro la pagina su facebook, almeno per fare presenza…”. Detto questo sì, occhio a chi assumete e occhio ai risultati, tanto se non vengono misurati quelli non c’è molto di cui discutere…

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  • A mio avviso è un articolo chiaramente provocatorio ed ironico, e come tale va inteso; sto leggendo in questi giorni (ok, in grosso ritardo, mea culpa) “Che pasticcio di Marketing” di Seth Godin e questo articolo ne rappresenta bene lo spirito.
    Se pensate che basti assumere un esperto di Social Media Marketing per trasportare “automagicamente” la vostra azienda 1.0 verso i clienti, siete completamente fuori strada; il cambiamento dev’essere più profondo e funzionale al marketing, viceversa la presenza sui Social sarà una cassa di risonanza dei vostri errori.
    Chi si occupa del marketing dev’essere *anche* esperto di Social Media, perchè questo è solo un tassello del quadro.

    Io l’articolo l’ho inteso, ed apprezzato, così.

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  • Io credo che il taglia abbia tradotto questo articolo non per dire che il social media marketing è inutile, ma per lanciare una chiara provocazione nei confronti dei troppi esperti social che spuntano come funghi, e che in realtà apportano ben pochi benefici al marketing di un’azienda. Inoltre essendo un Seo Specialist condivido il senso di fastidio verso coloro che propongono di utilizzare i social network senza un approccio orientato alla misurazione dei risultati, celandosi dietro montagne di scuse.

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  • Non è questo articolo in particolare che non condivido…sono personali punti di vista, e l’articolo è anche simpatico…ma quel liberamente tradotto che trovo troppo spesso..e che poi “libero” non è

    Reply
  • Bhe, in ogni caso questo post deve far riflettere. Effettivamente dal mio punto di vista, sono molte le aziende che ad ogni continuano a “spammare” le loro offerte su più canali sociali. A prescindere dall’assumere un social media expert, sarebbe comunque più proficuo stabilire una strategia di marketing basata soprattutto sull’assistenza ed il dialogo con i propri clienti. E chi meglio dell’azienda stessa?
    Ai posteri l’ardua sentenza! 😀

    Reply
  • Si, non trovo strepitoso questo articolo, hai fatto di meglio che tradurre un post che poco ci azzecca. bye

    Reply
  • Un articolo provocatorio che sicuramente ha avuto il merito di aprire una discussione ed un’analisi su un settore che è molto importante ma sul quale si sono lanciati un sacco di persone che mi ricordano un po quei soggetti che alla fine degli anni novanta di punto in bianco erano diventati tutti webmaster ed esperti grafici perche smanettavano con un po con il front page.
    Sicuramente, questo post è volutamente provocatorio ed ha il merito comunque di evidenziare che al di là delle tecniche e di alcuni strumenti di marketing innovativo, è l’azienda con la sua strategia complessiva che deve orientarsi a fare quei cambiamenti epocali prima ancora di nascondersi dietro ad azioni di marketing innovative con cui punta talvolta a nascondere il vuoto.

    Reply
  • Credo sia un articolo molto sciocco. Banalissimo da un certo punto di vista. Cosa ci azzecca mischiare i “ragazzini che mandano i tweet” con coloro i quali sono assolutamente professionali negli ambienti Social ? In marketing come in qualsiasi altra cosa ci sono quelli che lo fanno seriamente e i finti “guru”. Ci sono in campo SEO, in campo sviluppo, etc etc.

    Personalmente ritengo la mentalità di chi ha scritto abbastanza trogloditica. Possibile che ancora ci sia gente che non ha capito che i prodotti e i servizi delle aziende di oggi non sono la macchinetta distributrice di snack ?

    Mi viene fame –> metto un euro –> mangio snack. Esperto di marketing ti do 50 euro per curare il marketing della macchinetta, quanto me ne ritorna indietro ? NON FUNZIONA cosi’.

    I social…non sono Google Adwords. Google adwords è morto e sepolto (per moltissime cose). L’ambiente è diventato estremamente competitivo, lo sarà ancora di piu’, la competizione diventerà enorme. L’UNICA via… è il social. Certo che se siamo bloccati pero’ da trogloditi che dicono che “gli esperti di social non sanno scrivere”… mah! 🙂

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  • Un venditore è un venditore. Che il proprio lavoro lo faccia porta a porta o bacheca a bacheca è solo il mezzo che cambia, ma a volte le menti sono le stesse…
    Ieri era la televendita, oggi Facebook, domani Twitter, dopodomani Foursquare (forse).

    Parte tecnica (progettazione sito, produzione contenuti etc) e parte commerciale (marketing, web marketing, social media expert etc.) DEVONO per forza interagire ed entrambi sono necessari allo sviluppo dell’azienda/prodotto.

    P.S. anche noi in Italia abbiamo il nostro bel case-study con PatriziaPepe

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  • Che articolo deludente!
    Che senso ha tradurre un articolo che parla di un solo punto di vista di una singola persona? E’ completamente fuori luogo con tutti gli articoli di qualità presenti in questo blog!
    E, come per tutti i settori, per fare del marketing come si deve sui Social Networks i social media experts servono eccome!
    Servono degli esperti in tutti i settori, certo che se come in questo articolo si prendono come esempio dei finti social media experts non si va da nessuna parte (Il social media marketing non si fa scrivendo due cose su una pagina su facebook)!
    Un VERO esperto dei social e di tutte le dinamiche di marketing ad esso applicabili al giorno d’oggi può fare la differenza!

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  • Bravo, bella frittata hai fatto a tradurre sta roba. Adesso i Second Life Marketing Experts non li ricicliamo mai più.

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  • Uaaaaa !!
    Questo post è proprio fico !
    O come direbbe un Social Media Expert campano ” fa proprio pariare!”
    Era un po di tempo che non ti leggevo ….dovrò iniziarlo a farlo di nuovo
    Ciao

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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Perché NON assumere un Social Media Expert
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