Evita la Link Building! (parola di John Mueller)

La Link Building è morta?
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Il punto di vista ufficiale di Google sulla link building è espresso chiaramente all’interno della guida denominata “Schemi di link“.

Tale paginetta, modificata da Google nell’estate del 2013, è in buona sostanza un lungo elenco con parecchie indicazioni sul “cosa NON fare” quando si cerca di ottenere dei link.

O meglio: basta leggere le indicazioni per capire che praticamente tutte le azioni di link building possibili e immaginabili sono considerate innaturali, e quindi penalizzabili.

Basta con i “Link Facili”, punta ai “Link Difficili”!

Il Penguin Update dell’Aprile 2012 fu probabilmente quello che sancì la fine di un certo tipo di link building.

Gli easy link, quelli che ti potevi procurare in pochi istanti e/o a basso prezzo, furono da quel momento facilmente identificabili in modo algoritmico (e quindi finirono per essere penalizzati da Google).

Gli hard link invece, quelli che fai una fatica enorme ad ottenere, quelli che riesci a guadagnare con sudore, lacrime e sangue, quelli naturali e meritati, quelli ottenuti tramite contenuti di enorme qualità, acquisirono da allora sempre più valore.

Siamo insomma entrati nell’era della “Link Earning“.

Link Innaturali e Penalizzazioni

A proposito del fatto che i link (innaturali) possono portare più problemi che vantaggi, ricordo che a Marzo 2014 furono penalizzati diversi siti/blog italiani, generalmente a causa di “un pattern di link in uscita artificiali non naturali, ingannevoli o fraudolenti.”

Furono colpiti parecchi blog che ospitavano guest post, come aveva lasciato intendere Matt Cutts un paio di mesi prima quando minacciò la “fine del guest blogging per la SEO“.

Prova Seozoom

Anche un certo tipo di contenuto, ovvero quello con dentro link che puzzano di SEO a chilometri di distanza, è da allora molto pericoloso da ospitare.

“Evita la Link Building, usiamo anche un sacco di altri fattori”

La scorsa settimana, durante il consueto hangout di John Mueller, un utente ha formulato la seguente domanda:

“Dovrei evitare completamente la link building, dovrei non farla del tutto? C’è un modo, per i webmaster, per fare bene link building?”

John Mueller, attorno al minuto 55:40 del video,


inizia a rispondere dicendo:

“In generale, io eviterei. Assicurati che il tuo contenuto si distingua dagli altri e sia possibile, per gli utenti, linkarlo facilmente. Per rendere più semplice la cosa puoi utilizzare, ad esempio, un widget sulla tua pagina. Assicurati insomma che gli URL del tuo sito siano facili da copiare e incollare.”

Ma il punto più interessante della risposta, è probabilmente questo:

Utilizziamo i link come parte dei nostri algoritmi, ma usiamo anche un sacco di altri fattori. Focalizzarsi solo sui link andrà probabilmente a causare più problemi che benefici al tuo sito web.”

Conclusione

Immagino che parecchi SEO si staranno chiedendo quali sono tutti questi “altri fattori” di cui parla Mueller.

Se partiamo dai fattori di posizionamento su Google di Searchmetrics, potremmo ipotizzare che fra questi ci siano:

Manca qualcosa? 🙂

Se vuoi approfondire le tecniche di link building, partendo da quelle valide oggi fino a quelle più rischiose (o addirittura da evitare), ti consiglio di dare una occhiata al Corso Tecniche di Link Building Avanzate: ci trovi 3 video-lezioni, in italiano, totalmente gratuite!
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
×
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

28 Comments

  • La mia esperienza mi dice che non è così che funziona.. Google non sempre dice la verità..!

    Reply
  • Posso dire la mia?, ragazzi chi come me, lavora con internet sicuramente sa bene che il link building è importante, ma io sono del parere che il contenuto è più importante, vi posso dire che io ho portali web dove non ho effettuato link building eppure sono riuscito ad arrivare nei primi posti su google con parole chiave molto importanti, ho anche altri siti web dove ho eseguito una accurata link building, a prescindere che si rischia molto perché da un giorno all’altro puoi perdere tutto il tuo lavoro di anni, io preferisco sicuramente posizionare un sito web con il contenuto, il segreto qual è ? il tempo di permanenza ed il numero di pagine viste, se riuscite a catturare l’ attenzione del visitatore allora è solo una questione di tempo, un anno, due ma poi il tuo sito web sarà tra le prime posizioni in google, che tu abbia molti link o no.

    Reply
  • Ciao caro Davide, il tuo articolo è interessante ma purtroppo il web è pieno di consigli riguardanti i modi in cui NON creare link.
    Ho scritto questo articolo a riguardo e all’interno ho menzionato anche questo tuo articolo, puoi dargli un’occhiata qui: jfactor.it/linkbuilding-content-is-king
    Spero tu possa trovarlo interessante.
    Alla prossima!

    Reply
  • Noi operiamo in un settore altamente competitivo, non facciamo alcuna attività di link-building, tutti i link in entrata sono naturali, e siamo in prima pagina con le keys più importanti. Ovviamente c’è il “trucco” ma per ovvie ragioni non ve lo posso svelare.

    Reply
  • Non ci si può basare soltanto sulla link building, questo è vero, ma finché l’algoritmo di google si baserà sui link, è normale che i link avranno un enorme peso in ambito SEO 😀
    Ne riparleremo quando Cutts e compagnia bella cambieranno i loro meccanismi di ranking..

    Reply
  • Un momento: io non dico che Google è limitato, anzi, hanno costruito una delle “macchine” più fantastiche al Mondo e sono giustamente premiati con il valore delle loro azioni e ri-valutazioni continue dei propri asset.

    Quello che non mi piace, però, è che pubblicizzano continuamente, spesso con minacce a vuoto, cose che attualmente non possono umanamente e informaticamente fare: calcolare e gestire milioni di miliardi di links in tutto il web e poter fare delle cernite assolute (come cercano di raccontarci), tutto ciò è attualmente impossibile. Si riesce ad andare ad una certa profondità di analisi, e solo Google riesce ad arrivare a questi ottimi livelli, ma oltre, per adesso, è solo chiacchera e fantascienza.

    Lo vedo quotidianamente, ogni giorno, un bel po’ di volte riescono ad intervenire e penalizzano pesantemente (spesso però tramite controlli umani), ma che ci vengano a raccontare che gli algoritmi riescono di base a fare queste cose… beh, probabilmente molti sprovveduti ci cascano, ma chi ci lavora da circa vent’anni in informatica e nella gestione di siti web… no, sorride… e il più delle volte lascia correre, non intervenendo neanche nelle discussioni di blog o forum specializzati… questa volta no, sono intervenuto. 😉

    Reply
  • Il problema per Google appunto premiare i siti web in base ai contenuti! e come dovrebbe fare? Se non con l’aiuto dei links, ossia preferenze (in teoria) o votazioni espresse dagli utenti.
    Inserire un link a un sito esterno è come un voto per Google, lo si vede dai links se un contenuto è di valore o meno, non lo può stabilire un algorimto, ossia un calcolatore stupido, anche se bravo in matematica, non ha un minimo di intelligenza!
    Muller e Cutts questi 2 non ne dicono una giusta, non hanno interesse a dire la verita, cioè che Google è una macchina stupida.

    Reply
  • Mi dispiace ma sono d’accordo con i tanti sopra che criticano John Muller. Ormai ho parecchi anni di esperienza nel produrre contenuti con tutti i crismi dell’alta qualità. Sicuramente Google Panda in passato, e ancora oggi, mi è d’aiuto nello spazzare via siti con contenuti pessimi.
    Ma la verità è che tanto lavoro su ottimi contenuti porta poco se non supportata da un bel parco link al dominio che li ospita. I link fanno ancora la differenza (tanta) tra l’essere invisibili ed essere visibili e posizionati. Io credo che semplicemente Google non sia ancora in grado di distinguere un link naturale da uno artificiale (se fatto apparire come naturale) e credo anche che non sia in grado di costruire delle serp accettabili facendo a meno di dare rilevante importanza ai link.
    Di recente mi è bastato acquisire alcuni link di peso per mettere a frutto un lavoro di oltre un anno su dei contenuti che altrimenti google relegava nelle pagine successive.
    I webmaster non sono scemi… quando Google inizierà a premiare davvero i siti in base ai contenuti, a nessuno interesserà più fare link building.

    Reply
  • >“Google” non ci dice che i link non sono importanti, ci dice di evitare il link-building.

    Esatto, fa campagna stampa perchè ancora riesce ad incidere pochissimo su questa pratica, forse ci riuscirà in futuro in modo davvero pervasivo… adesso no, e questi continui richiami mi sembrano solo urla di difficoltà.

    Monitoriamo oltre 200 siti da diverso tempo, uno in particolare è incredibile: ha comprato da un atuore di template un link in tutti i template che sono presenti in Internet, una cosa davvero ridicola… è da anni in testa alla ricerche di Google per chiavi concorrenti. Manco lo abbiamo segnalato perchè è perfettamente inutile… da esperienze precedenti.

    Ormai questi richiami di Google di non fare link building sono presenti da anni e da anni lo stesso Google si rende conto che è impotente nella massa, poi ogni tanto qualche esempio di penalizzazione lo pubblica e lo rende noto, alla voce “colpisce uno per istruirne 100”. Ma gli altri 100 continuano bellamente a fregarsene dei richiami…

    Reply
  • Chiederei a John di posizionare un ecommerce adult o settore forex, gambling solo con link earning. Aspettiamo un suo video tutorial. 🙂

    Reply
  • @Amine concordo in pieno.
    Figuratevi se da Google dicessero, ragazzi in realtà per noi ogni link è un link, poi ci sono fattori come l’autorevolezza ecc che incidono di più o di meno, ma comunque il link è un fattore primario di posizionamento.
    Ovvio che debbano fare un certo tipo di discorso.
    Poi è ovvio, una strategia spudorata prima o poi verrà, dovrà (dovrebbe), risultare penalizzante sul lungo periodo, si spera almeno medio, quindi il sudarsi un link mi sembra più giusto ed etico.
    Fermo restando che il ferro va battuto finché è caldo.

    Reply
  • Raffaele hai ragione.la penso esattamente come te. Hanno modelli e verificano con quelli se c’é uno scambio banner o robe simili. I link sono importanti e non mi pare nessuno abbia detto il contrario.link di qualità.
    Alla fine è il solito discorso di sempre: se i contenuti sono buoni i link di qualità arriveranno di conseguenza.

    Reply
  • “Google” non ci dice che i link non sono importanti, ci dice di evitare il link-building. A mio parere Google ci mette meno di 1 secondo a verificare un classico scambio link e meno di 1,5 per qualsiasi altro schema di link incrociato. Sempre a mio parere ha buone possibilità di scovare anche link a pagamento, non tutti ma una buona parte si, forse poi c’è bisogno in questo caso di un intervento manuale per una verifica definitiva ma certo da quelle parti non scarseggiano le risorse umane. Se siete dei programmatori provate ad immaginare di lavorare a Google ed avete questo incarico, scovare chi fa link-building, di ogni tipo ed avete accesso a tutte le “risorse” di Google. Secondo voi è impossibile? E’ un pochino complicato, ma non impossibile. A mio parere ora stanno affinando il sistema, lo stanno testando ed intanto mandano dei segnali. Non è questione di se, ma solamente di quando ogni tipo di link-building sarà penalizzato.

    Reply
  • Ciao @Davide,
    grazie della risposta, come sai non sono un esperto SEO …
    Sicuro su G+ … Google ci legge benissimo e ne tiene conto. A mio avviso è l’unico motivo ad oggi per usare G+
    Sicuramente Google è anche in grado di capire quante persone fanno una ‘social action’ su una pagina web. Il modo più semplice è interrogare i widget come quelli presenti in questa pagina (pulsanti di social sharing). Poi ci sono altre tecniche …. ma penso che Google le sappia tutte 🙂
    Tutto è misurabile online … perchè Google non dovrebbe dare un peso a quante persone fanno like o condividono una pagina web attraverso i pulsanti Social presenti sulle pagine web? Secondo me è un chiaro intento della persona di dire che c’è del contenuto rilevante.
    Sicuramente Google non è in grado di monitorare quello che succede all’interno di un Social Network, ovvero Google non può sapere quante persone condividono un contenuto interno a Facebook.
    Penso che già oggi usino queste tecniche ma che non le pubblicizzino perchè darebbero troppo peso ai concorrenti (FB, Twitter, Linkedin, Pinterest, ….).
    Concordo sul fatto che ci sia una zona opaca

    Ciao @Bendetto quando passi da queste parti? 🙂
    Sì … le ‘social action’: faccio un like di una pagina web, ergo dico che quel link ha valore per me.
    In particolare … mi riferisco ad una chiacchierata a 2 fatta con Mueller dopo 3 spritz con Campari serali 🙂 🙂 forse parlava poco perchè era brillo … ma dopo 2 ore di chiacchierate tecniche, diciamo che o era annoiato forte o forse qualcosa di sensato c’era 🙂 🙂

    Reply
  • Come dicevo sul post su Facebook, la provocazione è buona. Comunque, attenti ai polveroni e alle critiche a Muller e Cutts nella comunità SEO e cercare di capire cosa vogliono dire. Se andate ad ascoltare cosa dice e nel contesto in cui lo dice vi renderete conto che non vuole creare confusione e prendere in giro i seo…fa un discorso plausibile e a mio parere sensato.

    La mia impressione è che molti webmaster si fanno prendere dalla facile polemica senza prendersi la briga di capire che nei più dei casi le dichiarazioni che fanno, e il contesto in cui le fanno.

    Io questa volontà di disinformare in modo continuativo e sistematico da parte di Cutts e Muller NON la vedo…per me sono lì a fare osservazioni di tipo “istituzionale”, di “buon senso”, “banali” quanto volete, ma non volutamente false…poi boh! Just my 2C.

    Reply
  • Le domande che farei sono: anche se oggi è ancora posssibile rankare in buone posizioni con link di bassa qualità, sarà lo stesso anche fra mesi, anni? Google potrà un giorno fare un lavoro perfetto per distinguere link di qualità da quelli che non lo sono? Vale la pena impiegare tempo e risorse per “comprare” link che un giorno potrebbero non avere valore o penalizzare il sito? Le risposte probabilmente dipendono dal tipo di sito, di paese, di mercato, di settore, non c’è una “soluzione” ottimale per tutti 😉

    Reply
  • Lavoriamo sulla costruzione di Bei contenuti e cerchiamo di condividere (in senso letterale).
    Al resto pensa il Karma 🙂
    (che essenzialmente è generare links e non costruirli (building)

    Questo è ciò che Google vuole che facciamo e ciò che presto o tardi vi darà ragione.
    https://www.youtube.com/watch?v=7a_8F6gflxQ
    …’And in the end, the love you get is equal to the love you give’

    🙂 Ciao

    Reply
  • A giudicare da alcuni siti che mi escono in SERP in prima pagina, Google non riesce a mettere a freno chi fa il furbo con i link. C’è davvero tanta fuffa, il peso degli altri fattori è minimo.

    Reply
  • […] E per ottenere un buon cioccolato non bisogna focalizzarsi sul cacao di qualità…

    Reply
  • Se fai link building, fai piangere i gattini. Vaaa bé.

    @Andrea (yo ciao :D) : Mi pare che lo stesso Mueller al SMX 2014 disse che erano comunque legati ai link e non a quel che si intende (interazioni sui social network) . L’ottimo @Ivano che è intervenuto sul post, confermerà 🙂

    Reply
  • Ciao Taglia,
    io credo che oggi un esperto seo non puo’ non attuare tecniche di link building cosi’ come non puo’ basarsi solo su quello.
    Certamente Muller quando afferma che: “Utilizziamo i link come parte dei nostri algoritmi, ma usiamo anche un sacco di altri fattori”, non specifica che cmq i links sono la parte trainante e fondamentale di un “buon posizionamento” in serp “difficili / inquinate”.

    Non Credi?

    Reply
    • @Alessandro Romano: dal punto di vista di Google, è assolutamente corretto distogliere l’attenzione dalla link building “artificiale”. Mueller non dice infatti che i link hanno perso valore rispetto ad altri elementi: dice solo di non essere “ossessionati” dal cercare di ottenere link, e di puntare più sui contenuti (ricordo che la storia di creare “compelling content” è una di quelle più raccontate da Matt Cutts nel corso degli anni 🙂 ).

      Reply
  • Concordo con Ivano, concordiamo in molti, the link is leader. Stanno un sacco di siti web (anzi mono pagine web) posizionate in rilevanza su Google con una miriade di link sospetti..

    Analizzavo le keywords: fare soldi online, ecc..

    Guardate come-fare-soldi-online.net in che condizioni si trova, primo su molte key importanti, il 95% dei link in entrata è estero e fuori target, il Pinguino è in letargo? 🙂

    ps: quel monopaginasitoweb arriva a fare 6 mila unici al giorno 😛

    Reply
  • Solito discorso: in realtà Google ha ancora poco controllo sulla link-building, ogni volta lanciano messaggi che “possono controllare i link innaturali”, sono balle. Ancora non possono, se non in casi particolari e comunque con percentuali molto basse rispetto al totale.

    Sperano che gli utenti facciano da soli il lavoro che dovrebe fare Google e che oggettivamente è molto, molto difficile… i link sono ancora l’elemento più importante e principe per Google. “Inquinarli” è relativamente facile, se si sa come fare… dai, chi lavora in questo campo lo sa. Non scherziamo.

    Reply
  • Ciao Davide,
    Ma i Social signals … ovvero tutte azioni attraverso i Social? Share, like, comment … che sono una sorta di link recomendation?
    Quando ho incontrato Mueller era molto silenzioso sulla questione. Tu che ne pensi?

    Reply
    • @Andrea Albanese: penso che Google riesca a leggere – e quindi “pesare” piuttosto bene – i link e tutto l’universo che gira attorno al “+1”. A breve forse potrà capire qualcosa di più su Twitter (se la partnership verrà confermata), ma non credo capisca molto su Facebook. Di conseguenza, almeno ad oggi, Google non potrà dare molto valore a questo genere di “segnali sociali”, perché per lui sono “opachi”.

      Reply
  • Davide,
    Noi lavoriamo su molti fattori ma i link sono quelli che impattano maggiormente sul ranking, per quanto possano provare a convincere le masse del contrario.

    Reply

Rispondi

Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Iscriviti alla Newsletter
Main sponsor
logo kleecks

Sponsor

Evita la Link Building! (parola di John Mueller)
Scroll to Top