Mobnotes, il “Foursquare italiano”

Esattamente una settimana fa parlavo della consacrazione di Foursquare a “nuovo Re dei Social Media”; nell’articolo, mi chiedevo anche per quale motivo la creatura di Dennis Crowley sia oggetto delle attenzioni morbose dei media, mentre altri servizi più o meno simili sembra siano stati completamente dimenticati/accantonati.

Tanto più che alcuni di questi location-based social network sono nati addirittura prima di 4sq, e possono vantare una base utenti di tutto rispetto.

Un esempio su tutti? Mobnotes. 100.000 utenti. App per iPhone nuova di zecca. E soprattutto servizio completamente made in Italy!

Ho quindi contattato Gino Micacchi, Fondatore, CTO e Business Development Manager di Mobnotes, e mi sono fatto raccontare una bellissima storia: quella della sua idea, del suo sogno, del suo “Foursquare italiano”.

La Genesi

Non è che l’idea ci sia venuta fuori dal cilindro.
L’idea c’era già, prima del prodotto, del nome, era li da anni. Dagli anni dell’università. Qualcuno ci aveva anche guardato con sospetto, come se il GPS fosse uno strumento da guerra fredda (o del golfo). Ma chi mai lo avrebbe usato per far sapere agli amici dove sei? Narcisismo in cambio di zero privacy, impossibile secondo alcuni che un giorno le persone avrebbero usato il web per sbatterci pubblicamente tutta la loro vita, vera o presunta.
Negli anni l’idea ha preso forma, altre esperienze l’hanno plasmata. Poi le condizioni al contorno, le persone giuste, la metafora del post-it sulla mappa. Siamo partiti.

Il sogno americano

Come ogni buona startup, la nostra avventura inizia con l’immancabile dilemma: restare in Italia o tentare lo sbarco nella terra dei sogni (americani)?
L’opportunità è arrivata con la selezione per il TechCrunch 50 di San Francisco, nel settembre 2008. Mobnotes allora era ancora un prototipo, eravamo già dedicati al 100% percento al suo sviluppo, ma sicuramente mancava ancora tanto per poterlo definire un “prodotto”. Da luglio, quando abbiamo avuto la notizia di essere stati selezionati, abbiamo passato tutta l’estate a lavorare febbrilmente. Finalmente al TechCrunch saremmo usciti allo scoperto, il mondo avrebbe saputo di Mobnotes, anche se allora esisteva solo il sito web e un sito mobile. Ma c’era l’idea. E quella era l’evento e il luogo dove far diventare quell’idea qualcosa di concreto.

L’impatto è stato… “didattico”. Certo, eravamo i primi (e gli unici) italiani al TC50, ma ci siamo subito resi conto di una cosa: eravamo “guest”, ma non certamente “guest star”.
Perché li c’è “Sistema”. Chi ha letto il libro di Saviano potrebbe fare una riflessione amara sull’uso di questa parola… Ma in effetti, di “Sistema” si trattava: chi fa impresa in Silicon Valley lo fa in un contesto organico, un ecosistema, parti e, se sei tanto sfigato da non avere già capitali, hai almeno un Advisory Board di quelli tosti, che ti apre molte porte. Servono “amici” li… ma noi non eravamo nel club.
E’ finita l’epoca dei due-ragazzi-e-un-garage, in Silicon Valley hanno davvero ingegnerizzato la creazione di start-ups.
Abbiamo imparato molto da quell’esperienza, abbiamo comunque avuto subito degli appuntamenti con dei VC, poi però dopo pochi giorni il crack della Lehman Brothers ha congelato tutto. Fortuna, eh?

Back in Italy

In Italia non è che non ci siano capitali. Quello che manca è la propensione al rischio. E gli operatori in grado di finanziare un progetto come il nostro si contano sulle dita della mano. E vogliono tanto, troppo. Alla fine però è un’azienda tradizionalissima, un gruppo editoriale capitanato però da una persona illuminata, a fare il passo: ad Aprile 2009 Mobnotes riceve il suo primo finanziamento. Spiccioli rispetto a quello che si legge in giro quando si parla di VC e investimenti high-tech, ma sufficienti a restare in piedi e ad arrivare al nostro primo traguardo.

Il Boom

Agosto 2009, finalmente l’app iphone è pronta. Ci è voluto più del previsto, intanto avevamo già fuori le app per Nokia… ma con l’iPhone è cambiato tutto. La fortuna o il tempismo (quanti rilasciano un’app ad agosto?), Mobnotes balza in testa a tutte le classifiche. Primi nella categoria Social Network, prima di Facebook. Primi nei top downloads… la gente è in vacanza e vuole conoscere il suo vicino di ombrellone. Noi intanto a lavorare per ottimizzare i server, a ferragosto al mare col PC in mano a controllare le slow queries. Non ce l’aspettavamo, è il caso di dirlo. L’applicazione però è nella sua prima release, qualche problemuccio c’è, corriamo subito ai ripari. Ma intanto gli utenti crescono, a dicembre siamo a quota 80.000, oltre le più rosee aspettative.

La “sana” competizione

Fine 2009, su siti d’oltre oceano si inizia a parlare di un paio di nomi oggi abbastanza noti. Un competitor prende un gettone da 1,35mil di dollari, l’altro addirittura fa jackpot, 8milioni e rotti. La notizia di competitors così ben finanziati ci conforta: la direzione è quella giusta, e anche la nostra valutazione sale (a livello teorico), visto che al momento del fund raising noi avevamo molti più utenti dei compari americani. Il nostro territorio di competizione rimaneva l’Europa, dove tutto sommato si gareggiava ancora ad armi pari, con startup francesi e inglesi con numeri e ambizioni simili.
Non avevamo fatto i conti però con il “Sistema” americano, che inizia a spingere in modo ossessivo i cloni transgenici d’oltreoceano, si arriva fino ad avere 6-7 news su 10 al giorno dedicate a loro. Su TechCrunch se cercate il nome di uno dei due suddetti si arriva addirittura a quasi 9.000 risultati. Impressionante. C’è chi ironizza, ormai tutto fa news… Ma intanto complimenti a loro per l’incredibile lavoro di PR che hanno fatto.
Il caso estremo arriva qualche giorno fa. Il fondatore di Rummble (UK) si lamenta perché la stampa inglese fa l’inchino alla concorrenza, la accusa di non essere abbastanza “nazionalista”. Qui in Italia non va meglio, Mobnotes non fa e non ha fatto notizia, però i principali media iniziano a battere le news che arrivano dagli Stati Uniti, il copia & incolla più traduttore di google sono più autorevoli della prova che qualcosa di simile c’è già in casa e da più tempo.

La Caccia al Tesoro

Dicembre 2009, avevamo raggiunto e superato tutti gli obiettivi che ci eravamo dati. Eravamo pronti a ricevere un secondo investimento dal gruppo editoriale, ma qualcosa va storto. A una settimana dalla scadenza dell’opzione a loro riservata, ritrattano, scompaiono, ci annichiliscono. Un Natale coi fiocchi.
Siamo di nuovo in campo, a cercare investitori nel momento in cui dovremmo spingere il prodotto e difendere la nostra leadership in Italia. 6 mesi in cui abbiamo incontrato investitori indecisi, improbabili, troppo-piccoli o troppo-grandi o troppo-lenti, buffoni e pagliacci. Pochi i seri.
E poi il Sistema che manca. In due anni e più di vita da startup, gli unici che hanno provato a fare qualcosa per mettere insieme idee e persone in modo disinteressato sono stati i singoli e associazioni d’oltreoceano (sic!) come BAIA.
Gli italiani sono troppo impegnati nell’individualismo.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere. I grandi, giganteschi riflettori puntati sul tema geo&social illuminano anche noi, le agenzie iniziano a chiedere, gli investitori pentiti tornano indietro, gli amici finalmente capiscono cosa c..o hai fatto per 2 anni e mezzo.

Siamo ancora qui…

Mi sono fermato a rileggere. Siamo ancora qui! Tutto sommato abbiamo retto a tanti terremoti (il prossimo previsto: Facebook che entra nel social geo). Ma siamo in piedi.
I fondi non sono ancora arrivati, ma ci saranno presto. La community continua a crescere anche senza che se ne parli in giro. E poi la nuova app, Mobnotes 2.0.


Nuova GUI, nuove funzionalità, più multimedia. “Mappocentrica”, basata sulle persone (“io sono i luoghi che frequento”). E poi i tools per il geo mktg, per i partners e per i brands.
Tra poco le API… c’è ancora tanto da fare, ma siamo ancora qui! Se farmi i complimenti da solo può sembrare troppo autoreferenziale, allora li faccio a Christian e Luca che con me hanno condiviso tutto questo. Bravi!

Diamo i Numeri

Ci chiedono numeri e noi li diamo. Numeri da circo! 3 persone, 100.000 utenti, funding di 150.000 euro. (Gowalla: 18 persone, 250.000 utenti, 10,4mil dollari).
Mobnotes è ovviamente diverso dai competitors, ha la sua identità, ha il suo target, ma siamo ancora in una fase da early adopters, un design dominante non c’è ancora, e non è detto che il modello “social-gaming” vinca sul modello “social-sharing” che proponiamo oggi.
Ma come spiegarlo agli investitori? Anche le metriche sono diverse. La domanda è sempre la stessa: quanti check-in al giorno? Ma… noi non abbiamo i check-in! Alla fine ci siamo arresi e ora il geo-status su Mobnotes si chiama “check-in”… ma i nostri numeri sono diversi; chi usa Mobnotes vuole comunicare con le persone intorno. Noi creiamo “local conversations”, tra conversazioni private e pubbliche contiamo 200.000 messaggi al mese.

Grafico delle conversazioni di Mobnotes

Chi paragona Mobnotes ai competitors non si accorge che li non c’è conversazione, gli utenti non hanno tools per comunicare… La mia idea è che il nostro modello basato sulla socialità sia più duraturo, rispetto a quello basato su badge e punti. E il tempo speso sulla piattaforma è più importante del numero di check-in per chi vuole fare geo-marketing.

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65 Comments

  • Chi vola alto è sempre solo! Tenete duro ragazzi, i tempi per voi sono maturi.

  • Beh in effetti è da tanto che non sentivo parlare di Mobnotes, sono contento siano ancora in vita ed anzi si siano rinnovati. in bocca al lupo ai creatori di questo interessante progetto.

  • Sarà… ma io Mobnotes è la prima volta che lo sento dire…

  • allora avendoli scoperti leggendo questo blog questi social-geolocalizzati li ho provati sull’iphone ma devo dire che mi sembrano più adatti ai ragazzini, poi penso che se facebook introducesse questa funzionalità sul suo sito sarebbe cmq il migliore, no?

  • Forza ragazzi, non mollate. Bella storia, deve poter continuare; ora provo l’app.!

  • Grande ragazzi, mi ci vedo molto nella vostra storia e noi come voi siamo ancora in gioco con il nostro progetto.

    In bocca al lupo per tutto 😉

  • Complimenti a Gino e al resto della crew
    racconto che andrebbe fatto leggere a diverse persone (in Italia e all’estero)
    tenere duro !
    matteo

  • Complimenti e in bocca al lupo. Continuerò a seguirvi!

  • Bella storia davvero! Peccato che in Italia (facciamo Europa…) non esista un sistema come quello della silicon valley americano per il finanziamento delle startup di questo tipo.

    Ma l’app per Android? Sgrunt, non potrò utilizzarlo!

  • Come non detto, installato su Android! 😛

  • Ciao a tutti,

    vi ringrazio per l’incoraggiamento e per il supporto, ne avevamo bisogno! E grazie a Davide che ha ospitando questo post mi ha permesso di fermarmi a riflettere… serviva davvero raccontarsi questa storia.

    @cicciox: app blackberry in arrivo!
    @capobecchino: in bocca al lupo anche a voi, credo che meglio di chiunque altro tu possa capirmi…

    @tutti: vediamo se riusciamo a fare un pò di “Sistema”: da 2 giorni gli utenti che si connettono da rete Telecom (mobile e ADSL) non raggiungono più il sito, e contattare Telecom non è impresa facile… conoscete qualcuno nell’engineering che possa aiutarci a capire cosa succede?

    Grazie a tutti,

    Gino

  • @Gino: siamo nella tua stessa situazione, da 2 giorni il CNAME WWW del mio dominio non è più risolto dai dns telecom…follia pura!

    Occorre mobilitarci in qualche modo…

  • Non lo conoscevo mobnotes e ora posso dire di non essermi perso nulla…

    prodotto scadente = investitori scadenti

  • @Gino… gino con il cuore in mano te lo dico… ho installato l’applicazione, ho visto se c’era qualche mio amico…non c’era nessuno, ho visto che cosa si poteva fare… 2 minuti…applicazione cancellata. Ora guarda non voglio fare il guastafeste ma mi puoi spiegare quando facebook metterà un bel messaggio in homepage “da oggi scarica gratis la app per il social proximity”…voi che cosa farete ?

    Qui o ragazzi vi inventate qualcosa di STRAORDINARIO… oppure se fate piu’ o meno quello che farà tra un mesetto facebook (ma con milioni di utenti) non vedo come possiate salvarvi.

    Perdonate la mia franchezza…spero che cerchiate questo nei feedback…

  • @riccardo

    perdona la franchezza ma a questo ti posso rispondere io, premetto che ho conosciuto stamane MobNotes ed ancora non ho installato nulla, ma stiamo portando avanti un progetto tutto italiano e molti ci dicono la tua stessa frasetta.

    sai dopo un po inizia a diventare una “frase fatta” perchè io controbatto e dico: “avete idea di cosa significhi realmente INNOVAZIONE”?

    se FB ha 400M di utenti, perchè Twitter allora sta ancora investendo in questo campo? mi sembra un controsenso?

    ma più semplicemente se tu hai un auto, perchè dopo un po devi cambiarla?

    smettiamola di copiare le mode, se FB immetterà questa funzione, si controbatte sullo stesso campo ma animo ragazzi, se tutti andiamo dietro alle stesse mode non si cresce.

    statistiche alla mano, su FB molti sanno solo fare i giochini e moltissimi italiani non lo usano per quello che è nato e che fa bene, quindi perchè affossare progetti che potrebbero essere vincenti?

    4square tutti lo hanno installato semplicemente perchè sono arrivati milioni di inviti sparsi per il globo, ma 4square può permettersi di pagare fior di dollarozzi per chi programma per loro, MobNotes penso (da quel che ho letto) che invece per ora è sostenuto solo da risorse personali.

    meditiamo gente, non fermiamoci all’apparenza e non mettiamo i “se” prima che siano usciti.

    FB ha annunciato da un bel po di tempo la possibilità di poter fare chiamate audio, perchè Google continua a spingere la sua chat vocale?

    purtroppo e lo dico con cognizione di causa, esser nati in italia come startup non ha giovato ma non credo che sia il male peggiore

  • @capobecchino – enrico

    guarda io posso darti ragione su molte cose pero’ una domanda esplicita.

    Quanti utenti ha questo mobnotes ?…nessuno o quasi (nei 100.000 ci sono dentro quelli come me che si sono iscritti, 3 secondi e se ne sono andati)

    Cosa offre di piu’ rispetto ad altre migliaia di servizi ? niente.

    Quindi … o fanno qualcosa di STRAORDINARIO…o facebook semplicemente… li manda tutti a casa.

  • @roberto (scusami per prima è che parlavo in chat con un amico che si chiama riccardo)

    Sicuramente c’è del vero in quel che dici però io di una cosa non sono contento, MobNotes (che ripeto ancora non ho visto e quindi difendo l’idea) è nato prima dei 4square et simila … perchè loro che son nati in america vanno avanti a parità di funzionalità e in italia no?

    è facile a dire “si però esiste FB che se implementa questo … ” ma se invece si facesse crescere un servizio che ha gia ora queste funzionalità? il secondo sarebbe FB e per quanti utenti abbia resta sempre secondo …

    e poi FB non potrà mai integrare il geoposizionamento per come è concertato non è una questione tecnica ma semplicemente non gli conviene … ma questa è un’altra storia 😉

  • ovviamente per tutti, non voglio far nessuna polemica solo una sana discussione e se forse son sembrato troppo aggressivo con qualcuno, giuro che non volevo 😉

  • no no figurati… è solo una discussione.

    Beh ma comunque qui non è questione di arrivare prima o dopo…è questione che facebook a milioni di utenti… un piccolo banner per tutti in homepage e via un sacco di iscrizioni, cosi’ con un schioccare di dita..

    Facebook non farà mai la geolocalizzazione…beh ti sbagli, in giro sui forum non si parla di altro… molti dicono che non ci vorrà piu’ di un mese.

    Quindi quando questo succederà…cosa faranno quelli di MobNotes ? credo le valige… anche se rispetto la loro idea imprenditoriale si devono comunque rendere conto che quello che propongono non è niente di stupefacente (ormai)…

  • Dico anche io la mia siccome ho esordito proprio dicendo “se Facebook fa questo…”. Il problema a mio modo di vedere non è nella mancanza di inventiva dei ragazzi di mobnotes anzi. Come detto l’ho scaricata è bella e fatta bene, il problema è il marketing o meglio i soldi per che si hanno a disposizione per vendere il prodotto.

    Anche Facebook non ha sostanzialmente inventato nulla, quanti siti ci sono già da anni dove ti apri un profilo e fai amicizie, il marketing però ci ha fregato e lo abbiamo usato… Twitter è un altro caso che sfrutta la mani da SMS ma quanto è usato veramente in Italia? Forse dai blogger/geek ma le aziende?? Le persone che sono in giro per la strada??

    Insomma l’Italia non fa testo, Mobnotes è molto carino ma mi dispiace non penso proprio possa vincere… forse l’unica speranza di queste vogliose start-up è quella di farsi acquistare… bho in bocca al lupo.

  • @tutti coloro che han criticato Mobnotes: premettendo che con loro NON ho alcun legame, partirei dai numeri: 100.000 utenti!

    Avete una vaga idea di cosa voglia dire riuscire a far iscrivere 100.000 persone ad un servizio, soprattutto se è un servizio “via mobile”? Lo sapete che Gowalla – che solo pochi mesi fa ha raggiunto lo stesso traguardo a livello di iscritti – ha invece raccolto 10,4 milioni di dollari dagli investitori?

    Io partirei proprio da questo numero. 100.000 utenti. Se ci sono stati degli errori strategici, o se gli attuali utenti sono troppo “dormienti”, si può ancora fare qualcosa, raddrizzando il tiro ed inventandosi nuove tattiche markettare, nuovi accordi, nuove partnership.

    Ma partiamo comunque da un numero che ad oggi, almeno a spanne, pone Mobnotes come leader di mercato italiano (mi risulta infatti che la maggioranza degli utenti sia del Bel Paese).

  • concordo pienamente con il Tagliaerbe … li avessimo noi tutti sti utenti

  • si taglia ho capito…100.000 utenti…se sono tutti come me (appassionati di webmarketing che entrano per 2 secondi, si iscrivono e poi non usano piu’ il servizio a vita) non è che poi ci vuole un genio.
    Il problema è che purtroppo non offrono niente di straordinario…fanno esattamente quello che fanno altri servizi. Se il prodotto fosse straordinario non avrebbere bisogno di 1 centesimo di pubblicità.
    Qui non si critica nessuno, si da la propria opinione. Se i gestori di MobNotes saranno sufficentemente intelligenti faranno oro di queste opinioni. Se avessi detto “vai ragazzi siete dei grandi”…a loro non sarebbe servito completamente a niente…

  • @Roberto: infatti la sfida è riuscire a risvegliare gli utenti “dormienti”, e riuscire contestualmente ad attrarne di nuovi.

    Ma la base da cui partono li pone comunque come favoriti, perlomeno sul nostro mercato, perlomeno fino ad oggi: lo ripeto, non credo che Foursquare, Gowalla o altri location-based social network possano vantare numeri superiori a Mobnotes qui in Italia… pertanto è da quel punto che si deve partire.

    A volte basta smontare e rimontare il giocattolo per farlo nuovamente funzionare…

  • aggiungo una cosa… io sono un fan del concetto di Seth Godin di straordinarietà del prodotto.. Se il prodotto fosse stato straordinario sarei uscito dai miei amici e avrei detto loro…oh ragazzi avete visto ? INCREDIBILE… E’ MAGIA…E’ UNA COSA FANTASTICA… MOBNOTES! guarda ti faccio vedere come funziona…ISCRIVITI! il loro problema è solo 1 … il prodotto non è straordinario. Non è il marketing come dici tu… non è il sistema di Gomorra come accennavano loro… niente di tutto questo.

    Se poi mi parli che ci sono realtà in cui Gowalla riesce in qualche maniera piu’ o meno trasparente a tirar su milioni di dollari… va bene… esiste…

    Ma la loro scommessa (di MobNotes), secondo me, non è quella di riuscire ad entrare nel sistema di Gomorra…ma di fare un qualcosa di STRAORDINARIO…ripeto…STRAORDINARIO.

  • @Roberto

    scusa continui a dire che bisogna fare qualcosa di STRAORDINARIO ma mi spieghi cosa fa di straordinario 4square o gowalla che ripeto son nati dopo?

  • … taglia stavamo scrivendo contemporaneamente per cui ho postato prima di leggere la tua ultima risposta… si si ma io non dico che quello che han fatto fin’ora è da buttare via…anzi… ma devono fare qualcosa di STRAORDINARIO… non quello, piu’ o meno, che fanno gli altri…altrimenti ripeto…Facebook li manda tutti a casa.

  • @capobecchino… infatti guarda che FourSquare e Gowalla fin’ora sono solo fantasie… non li usa NESSUNO. proprio in pochissimi. Io non credo tanto nè in MobNotes nè in Gowalla nè in Foursquare. Se c’e’ un mercato in questo campo ha un nome…Facebook.

  • @roberto io non conosco i tuoi dati ma credo che siano falsati, se qualcuno da soldi, quel qualcuno ci sta credendo e fin’ora i soldi stanno arrivando.

    FB ha si tanti utenti italiani ma ti ripeto che basta aprire una qualunque pagina italiana e al 90% ha nel primo stream che ti esce tutti giochini o cacatelle varie, se questo è usare un social e quindi fare numero allora ben venga … se invece vogliamo vederne l’utilità allora mi sembra da stupidi.

    e poi ti riporto di nuovo l’esempio che ho fatto inizialmente, se hai una macchina che cammina perchè comperarne una nuova di una nuova marca? tanto sicuramente la stessa della tua marca ne farà una nuova con più optional 😉

  • @capobecchino… riguardo la macchina qui si sta discutendo di scegliere…

    facebook o mobnotes ?
    ferrari o bicicletta ?

    Li puoi prendere entrambi gratuitamente … quindi cosa scegli ? ferrari no ? (a parte se hai un problema concettuale contro la ferrari…ideale diciamo)

    Qui non sono 2 macchine da confrontare…e’ una macchina contro una bicicletta… oh poi ragazzi se fra un po’ di anni quelli di MobNotes saranno riusciti a far diventare la bicicletta un jet io son solo contento per loro.

    Ma finchè non faranno qualcosa di STRAORDINARIO…la bicicletta rimarrà sempre una bicicletta…

  • Google adword tools dice che le ricerche globali per la parola mobnotes sono 2.400 al mese

    Questo microscopico numero la dice tutta… su mobnotes…

    usando lo stesso strumento su : FOURSQUARE il risultato é: 550.000 al mese.

    Chatroulette oltre gli 11.000.000 al mese.

  • @riccardo

    MobNotes: 2.400
    4square: 550.000

    è proprio questo che io non riesco a capire o meglio dove mi incazzo (non con te sia chiaro), Mob è nato prima, fa le stesse cose di 4square ma gli italiani preferisco l’altro … perchè?

  • é nato prima fa le stesse cose come dici te , ma a quanto pare é stato pubblicizzato molto meglio, su un prodotto emergente la pubblicità (iniziale) é 80% di tutto.

    Mobnotes oramai può essere visto come un clone di FOURSQUARE un pò come jeleco con chatroulette a differnza che jeleco é nato dopo però…

    Non avete trovato gli investitori giusti ed oramai é troppo tardi.

  • vedi Riccardo, la cosa che mi fa incazzare è che si vada dietro alle mode, in Italia (e parlo per esperienza personale) gli investitori son bravi solo a chiacchiere, se non hai utenza o gia guadagni loro manco ti cagano.

    non è cosi che funziona invece, una startup comporta un rischio che qualcuno deve assumersi ed in Italia questo non esiste.

    se a questo ci aggiungi gli utenti che vanno dietro alle mode, che seguono la scia degli americani, dimenticandosi che ci son personcine con le palle anche in Italia, il quadro è completo ma triste.

    sicuramente concordo con te che l’80% dell’investimento pubblicitario iniziale è una cosa stratosferica ma allora non prendiamoci in giro dicendo che “tanto esiste l’altro che lo fa o lo farà meglio”, in Italia ci sono solo personcine di vedute ristrette e che dovrebbero essere coloro che ci mettono i soldi.

    auguro a MobNotes di riuscire a far fruttare i suoi utenti e a diventare grande.

    ps. giusto se non si è capito, io sono totalmente estraneo a MobNotes, l’ho scoperta ieri come tutti voi

  • è un modo di ragionare che porta solo al fallimento…. se si pensa di non riuscire per colpa di altri (gli italiani dalla mente ristretta…o il sistema di gomorra)…si va verso un’unica destinazione. Quando si inizierà a dire…non sto avendo successo PER COLPA MIA…qualcosa cambierà.

  • il problema è che la colpa non è mia (e ti ripeto che parlo per esperienza personale) ma solo di “chiusura da parte degli italiani” 😉

    per quando ci riguarda con il nostro progetto abbiam deciso di provare al di fuori dell’italia, cosa che auguro anche a MobNotes, finchè si continuerà a pensare che fa figo se sei su un determinato prodotto, con tutte le limitazioni del caso, non si va da nessuna parte.

  • beh enrico…io ti auguro buona fortuna da uno che all’estero c’e’ stato un bel po’ di anni… vedrai che il motto della nonna “paese che vai gente che trovi” è proprio vero… qui troverai quelli troppo chiusi, li troverai quelli troppo aperti, da un’altra parte quelli troppo matti, da un’altra quelli troppo scemi, dall’altra parte quelli troppo esigenti, dall’altra quelli troppo mafiosi. Finchè non ci incentriamo su noi stessi… non ce la facciamo.

    Per intenderci se gli italiani sono troppo chiusi dovresti scovare ciò che li fa aprire… 🙂 (lo so che è dura)

  • (a parte che continuo a chiamarti Riccardo non chiedermi perchè :P) … cmq si in linea di massima concordo con quello che dici, dovunque andrai troverai sempre qualcosa che non è giusto … però è brutto vedere progetti naufragare solo perchè qualcuno non è stato lungimirante …

  • il progetto naufraga (se naufraga) perchè quello che lo ha fatto non c’ha creduto al 100% … credimi nella mia vita, ho avuto le prove di questo. Se ci CREDI, niente ti ferma (a parte Dio)

  • si poi per la storia del riccardo e roberto guarda che siamo due persone diverse 🙂 ogni tanto rispondevi a me a cose che diceva lui e viceversa 🙂

  • son stanco proprio in questi giorni stiamo cercando di chiudere una presentazione del nostro progetto … chiedo venia

  • Ciao a tutti,

    innanzitutto, complimenti! Perchè uno degli obiettivi di questo post era far nascere una buona e sana discussione, su Mobnotes certo, ma anche su altri aspetti chiave dell’innovazione in Italia.

    Circa Mobnotes, può piacere o no, e su questo non entro nel merito, certamente mi dispiace sentir dire a Roberto che “non avendo trovato amici” è uscito e ha cancellato l’app. A me era successo lo stesso con Facebook e poi con Twitter, mi sono registrato ed ero “solo”, poi dopo mesi e mesi (2 anni nel caso di Twitter!!) scoppia la bolla e siamo tutti li…

    Roberto, dacci tempo. Tutto sommato, come ha evidenziato anche Riccardo, i numeri di Mobnotes e degli altri sono ancora piccolissimi, perchè questo tipo di servizi sono ancora in una fase di early adopters.

    Circa il problema Facebook, come citavo anch’io nel post, è tutt’altro che banale. E fate bene a sottolineare come sia potenzialmente devastante per noi. Sono mesi che annunciano il loro ingresso e noi abbiamo diverse strategie a seconda di come si porranno. Ti dico però che l’ingresso nel geo di Facebook, al di la della qualità dell’execution, potrebbe per noi essere addirittura un punto di forza, di accelerazione. Del resto la fortuna di essere in 3 è che puoi cambiare direzione in modo più facile, per questo non so ancora dirti cosa sarà Mobnotes tra 1 anno o… tra 3 mesi.

    Noi continuiamo a credere di aver fatto un buon lavoro finora, con i mezzi a disposizione. Oggi potrà non apparire STRAORDINARIO, ma credo che per chi lavora come noi in questo campo sia davvero difficile farsi stupire…

    …e ci muoviamo quindi sul punto più caldo di tutta questa discussione. Cosa succederà quando arriveranno le masse? Cosa succederà quando non saranno più solo addetti ai lavori a utilizzare queste piattaforme?
    Noi siamo in una posizione privilegiata perchè già iniziamo a vedere gli utenti comuni, e l’utilizzo che fanno della piattaforma. Questi dati, raccolti in mesi, ci aiutano a capire che direzione prendere. E questo è un vantaggio rispetto a chi parte ora. Facebook compreso, che probabilmente avrà analizzato i modelli di stampo americano, non certamente il nostro… Il punto è questo, e spero di riaccendere la discussione intorno a questo: su una piattaforma sociale-geografica, siamo sicuri che “one size fits for all”?

    Apro poi un altro tema, ed è quello che mi sta più a cuore: siamo tutta “gente del mestiere”; molti di voi lavorano attivamente con i social media.
    E allora mi chiedo, c’è qualcuno che ha voglia di sperimentare con noi? Che ha voglia di mettersi in gioco con noi, nell’ottica anche di un “sistema italiano”, per provare a identificare sul campo le metriche e le opportunità di marketing che ci sono su una piattaforma come la nostra?
    Approfittiamo insieme di quest’occasione, perchè con Facebook potrete un giorno magari raggiungere le masse con geo-adv, ma sicuramente sarete costretti e limitati dagli strumenti che dagli States vi verranno messi a disposizione… Non sarebbe più bello (e nobile) cercare di costruire insieme una piattaforma di geo mktg?
    Secondo me c’è del valore qui e rischiamo di buttarlo via.

  • @gino io ci sto tranquillamente, ti ho mandato un messaggio privato oppure trovi tutti i miei contatti su meemi, è una direzione che stiamo prendendo anche noi ma ci frega poco del geo-adv, miriamo ad altro e siamo italiani 😉

  • Ciao Gino,
    ascolta io come dicevo vi auguro tutto il bene del mondo. Ora pero’ ti faccio una domanda secca… Cosa ha intenzione di fare MobNotes di diverso da Foursquare o Gowalla, o da poco Twitter + Foursquare + Gowalla, cosa ha intenzione di fare di straordinario tanto che io esca in strada a dire a tutti i miei amici di installare l’APP ? però ti premetto che la risposta non puo’ essere … W IL MADE IN ITALY …. ma proprio un fatto concreto.

    Poi per supporto / test di qualsiasi tipo , ben contento di dare una mano…

    per la cronaca non mi sono cancellato da MobNOtes (anche perchè non si puo’) ogni tanto ci do ancora un’occhiata per vedere se qualcosa si muove…

  • Molti commenti che ho letto mi hanno rattristato; mi riferisco a chi, semplicemente iscrivendosi al servizio ha preteso in pochi minuti, o pochi giorni, di comprendere le potenzialità di Mobnotes.

    Non voglio polemizzare con nessuno, ma come al solito sto vedendo un film visto e rivisto. Ogni volta che qualcuno cerca di creare qualcosa di buono c’è sempre un sacco di gente pronta a smontare tutto senza alcun dato di fatto. Non a caso nel mio primo commento ho scritto: chi vola in alto è sempre solo.

    Ricordo ai contestatori che tutt’ora c’è gente che pensa che Facebook, Twitter e social vari siano una cazzata, mentre ce ne sono altri che riescono ad utilizzarli in maniera utile e costruttiva.

    Sono sicuro che anche Mobnotes riuscirà a ritagliarsi la propria fetta di mercato. Sopratutto se, chi può farlo, comincia a parlarne come fanno negli states quando nasce un nuovo servizio.

    Il primo è stato Davide, se altri lo seguiranno a ruota non ci vorrà molto (almeno in Italia) affinchè il servizio esploda.

    Poi un’altra cosa: quanti di voi usano Twitter ad esempio o non lo fanno (come ha detto Gino) perchè pensavano o pensano che sia l’ennesimo social inutile? Intanto con qualche anno di distanza sta esplodendo anche da noi.

    Ho fatto tante cose nella mia vita: le volte che ho dato retta a chi in tutti i modi cercava di smontarmi non ho concluso un granchè.

    Dal canto mio ragazzi vi invito a non mollare e (pur tenendo in considerazione le critiche costruttive), non date troppo peso ai pessimisti di turno.

    Mi sento di darvi un consiglio: fate parlare di voi il più possibile.

    Contattate quanta più gente possibile giornali e tv compresa, fatevi recensire ed impiegate più tempo nella comunicazione che può incidere molto nella buona riuscita del progetto.

    Ancora auguri.

  • si ma parlare…. di che cosa ? se posso essere antipatico… cosa fa MobNotes di speciale per cui valga la pena di parlarne ? questo è il punto. Lascia stare gente che smonta o che non smonta… Il concetto è … qui dov’e’ la novità ? dov’è quella cosa incredibile che io esco di casa e vado a dire a tutti …INSTALLATE MOBNOTES!!! INSTALLATE MOBNOTES!!! Dov’è la novità da telegiornale ?

    La gente non è San Francesco o i Patrioti dell’Italia. O il prodotto fa qualcosa oppure… andrà nel dimenticatoio.

    Le buone idee ce le hanno tutti…tutti… ma la cosa straordinaria… 1 su 1 milione.

  • @Roberto: e io ti ripeto: se han fatto 100.000 utenti qualcosa di buono c’è. Altrimenti ne facevano (forse) 100. E’ da quello che si deve partire…

  • e poi per aggiungere una cosa…
    qui non è questione di andare contro è di dare un’opinione. Se volete tutti possiamo scrivere…si bravi bravi w MobNotes…w w …grandi dai…W L’ITALIA, W IL MADE IN ITALY…W GLI SPAGHETTI…

    ma scrivendo cosi’…. il risultato sarà solo uno. Io il mio suggerimento l’ho dato…FATE QUALCOSA DI STRAORDINARIO… non tentate di fare quello che fa o che faranno tra poco Facebook, Gowalla, Foursquare, e Twitter…altrimenti….facebook vi manda tutti a casa… e lo ripeto.

  • @Taglia… ma guarda che gli iscritti, e lo sai meglio di me, non sono pere o patate…gli iscritti devono fare qualcosa… altrimenti anche uno scemo si apre una pagina fans di facebook e raccoglie 100.000 iscritti…e lo sai!
    Quindi poco storie ancora con sti 100.000 iscritti che mi sembra di parlare del nulla… gli iscritti devono scrivere e interagire, di quei 100.000 già 2 siamo io e te, che siamo dentro per pura curiosità da webmarketing…

    Ripeto non voglio dire che MobNotes non ha fatto niente fin’ora e adoro il loro spirito imprenditoriale ma se il loro motto è abbiamo 1000.000 ZOMBIE (Perchè poche storie di questo si tratta) iscritti e siamo made in italy e non facciamo niente di diverso dagli altri Proximity Social…cosa devo dire io ?

  • Nel 2006 abbiamo realizzato un applicazione per il settore del turismo b2b su web. Nel 2007 l’abbiamo presentata alla BIT e dopo poco sono iniziati a nascere competitor come funghi. La competizione si è fatta spietata. Ci siamo trovati davanti ad un bivio, fare festa o continuare cercando di apportare continui “piccoli” cambiamenti in modo da costruire nel tempo una nuova identità.

    Ovviamente abbiamo scelto la seconda ed oggi non siamo FB e non lo saremo mai , ma ci siamo conquistati un nostro spazio e cominciamo a vedere i frutti in termini economici.

    Io ribadisco i complimenti e tenete duro.
    Quello che state passando voi succede solo a chi si mette in gioco.

  • Difendo Roberto, il suo è il tipico ragionamento da VC e secondo me è giusto.
    Io ho ricevuto le stesse critiche che ha fatto Roberto e dopo aver maledetto quelle che me le ha fatte, col senno di poi, ho capito che quello che mi aveva detto era giusto.
    Per ottenere altri commenti negativi “in genere” potete contattare Gianluca Dettori. Lui giustamente fa una analisi critica perchè alla fine se i progetti non funzionano lui ci rimette i soldi guadagnati con tanta fatica.

    Premesso questo…
    Il problema è stato già toccato nei commenti.
    E’ più importante il marketing che il prodotto.

    Facebook non è nulla di straordinario, cio’ che lo ha reso “fantastico” sono stati i servizi dei telegiornali.

    Che un Jeans diesel sia prodotto in italia o in cina non interessa a nessuno. Non si compra il prodotto, si compra il brand.
    Se non si costruisce il brand nessuno vuole il prodotto.

    Mi dispiace ma purtroppo non vedo grandi prospettive per gli obiettivi indicati da mobnotes.
    Però secondo me il progetto ha grandi possibilità di sviluppo, penso ai centri turistici, per chi pratica sport, per eventi.

    Pensate un po’ a mobnotes per chi sta visitando il colosseo, oppure per chi è alla partita del Milan 🙂
    Pensate a chi è ad un happy hour.

    Secondo me i margini di miglioramento e di sviluppo ci sono.

    Faccio i miei complimenti agli ideatori e sviluppatori perchè realizzare una cosa del genere è da pochi! averne di gente come voi!

  • E’ stato un piacere leggere tutti questi commenti, soprattutto per il fatto che MAI si è scaduto in una becera e inutile polemica. Volevo dare i miei personalissimi 2 cent. Poco sopra si parlava di fare qualche cosa di straordinario. Mobnotes in quanto tale, per i numeri che produce, per il contesto nel quale è nato e sta crescendo, è straordinario semplicemente perchè E’ STRAORDINARIO fare impresa in Italia. Poi possiamo fare tutte le congetture del caso, tutti i confronti con realtà delle quali supponiamo conoscere le dinamiche ma che di fatto, andiamo per sentito dire. Forse il suggerimento più indicato, sarebbe quello di diversificare la propria attività e non di “puntare sul singolo cavallo” visto che i competitors ci sono e con spalle piuttosto larghe. Insomma identificare un obbiettivo strategico di leadership di medio lungo periodo, ma redditizio nel breve… difficilmente la vedo dura.

  • Se in italia gli investitori non rischiano da come dici… dovevate cercare investitori esteri.

    Riguardo alla moda funziona in modo uguale in tutto il mondo.

  • Il Telegiornale ha parlato di facebook perchè a suo tempo era straordinario. Ha fatto un qualcosa che NESSUNO aveva mai fatto. Non perchè era un brand, anche perchè al tempo…non lo era.

    C’e’ da ragionare su una cosa…facebook è nato localmente in un contesto universitario. a poco a poco si è espanso a macchia d’olio.

    Secondo me la cosa piu’ sensata per MobNotes sarebbe quella di partire ancora piu’ provincialmente. Tipo Il MobNotes di milano.

    Certo se ci fossero 100.000 iscritti, tutti di Milano sarebbe totalmente un’altra cosa… a poco a poco si espanderebbe perchè io di milano entrandoci dentro avrei molta piu’ possibilità di incontrare qualcuno che conosco e quindi iscrivermi ATTIVAMENTE.

    Invece 100.000 utenti cosi’ dispersi non danno un grosso vantaggio…entrandoci si scopre che non c’e’ nessuno intorno a te (o almeno io incontro solo proprio il taglia perchè abita nella mia stessa città)…

    Cosa ne pensate ? è forse proprio questa la dinamica che non funziona ? è stato forse questa (quella di partire concentrandosi su una zona) una dei motivi chiave del successo di facebook ?

  • Taglia, sei un mito. Sei uno dei pochi che parla di servizi e startup italiane. Lunga vita a Mobnotes a cui auguro un successo strepitoso.

  • La discussione è interessante. Alcune sintetiche riflessioni:

    – Su FacciaLibro non entrerò MAI, non svendo loro i miei “poveri” contenuti, semmai li licenzio sotto Creative Commons. Il colosso (per ora) del socialnetworking non può pensare di poter “comprare” chiunque (soprattutto dopo le continue dichiarazioni fatte per sminuire il diritto alla privacy), non mi piace la sua policy truffaldina, la sua scorrettezza, il tentativo di arraffare contenuti a spese degli ignari utenti. E’ lo stesso atteggiamento con cui mi pongo verso i poveri precari sottopagati 8vittime, carne da macello) che, dai call-center di telecom, vodafone, eutelia, ecc… si sbattono quotidianamente per offrirmi mirabolanti soluzioni di connettività: a tutti rispondo ogni volta invariabilmente NNNNOOOOOOOO!, NON NE HO BISOGNO! (anche a fronte di offerte sulla carta… strabilianti!). Non mi va di alimentare QUESTO “sistema”. Don Chisciotte contro i mulini a vento? Povero illuso? Io posso semplicemente rispondere che nessuno potrà mai comprarmi per così poco; per qualche euro di sconto: esite un’etica e vale più di ogi altra cosa.

    MODA: quale è la percentuale di utenti che usa FB consapevolmente, per sfruttarne a fondo il potenziale strategico di socialnetworking? Quanti sono gli accounts creati e al momento, “silenti”, inattivi? Secondo me, soprattutto nell’Italia del popolo bue, moltissimi. Le mode nascono e muoiono… e vista l’alfabetizzazione digitale media dell’utenza italiana, credo che da noi la gente si butterà a pesce nel prossimo giocherello di “digital entertainment” che emergerà nei prossimi mesi…!

    Ricordate gli scenari delineati, i commenti, le dichiarazioni che si sono susseguiti sulla bocca degli osservatori del mercato digitale mondiale negli ultimi anni?
    MICROSOFT: impossibile scalfire il suo monopolio!
    GOOGLE: ecco la “soluzione finale” che si mangerà ogni competitor! FACEBOOK: stavolta è veramente la piattaforma definitiva!
    AVANTI IL PROSSIMO….!!!!!

    …bah! ..pfui! Il medium digitale, per sua stessa natura è in continuo divenire, è “molle cera” nelle mani dei creativi e degli ingegneri più preparati del momento.

    Quindi, forza ragazzi, tenete duro e stabilite con i vostri utenti consolidati e potenziali un forte rapporto trasparente, fiduciario, onesto intellettualmente. Se saprete realizzare (e comunicare) ciò, avrete l’elemento che potrà fare la differenza!!!

  • Mobnotes un mondo nel mondo…..piu’ di un social network …e tutto fra le nostre mani… sul nostro gioiellino….Iphone, ma anche da pc e su alcuni cellulari.

    Che geni….che lavoro…ci pensate? c’e’ ancora da creare….chi diceva che il web stava finendo non aveva capito nulla assisteva solo all’inizio …al big bang…come sono felice di vivere in questa meravigliosa epoca che mi appartiene …che possiedo.

    C’e’ vita….siii…un pullulare di anime vaganti….un intreccio di esistenze…le piu’ svariate…..che si incontrano…con i cuori all’unisono…c’e’ tutto…

    Notes: su cui scrivere pensieri e liberta’….consigli per viaggiare…..posti da vedere…con foto e video….creati da noi.

    News: per comunicare dove siamo e cosa pensiamo…..condividere e commentare….e chattare come non si faceva da anni…..e che esperienze…..vero? (qualcuno sa gia’ di cosa accenno)

    e tanto altro…..tutto da provare e creare…

    Non avevo ancora sperimentato ….e adesso so che tutto quello che ho solo immaginato o letto sui fumetti e libri….la pandemia cosmica dell’esistere…della condivisione …..adesso è possibile.

    Viviamo il nostro tempo e prendiamoci i nostri spazi.

    Viva Mobnotes.

    Noi siamo e creiamo il nostro tempo.

    con affetto, Letlive

  • Gran bella notizia, non può che far piacere.

  • aiutatemi…per favore come faccio ad inserire un esercizio commerciale per far si che i miei clienti facciano un check in all’interno del mio negozio?
    per favore rispondetemi

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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